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Il pickup sospeso delle archtop dà un suono più acustico?
Il pickup sospeso delle archtop dà un suono più acustico?
di [user #34481] - pubblicato il

Molti jazzisti privilegiano pickup sospesi perché darebbero un suono più naturale, rispettoso dell'acustica delle archtop. Ma quanto c'è di vero? Ecco come un pickup interagisce con la vibrazione delle corde e perché si preferisce un montaggio all'altro.
Buongiorno agli amici di Accordo. Torno a domandare qualcosa su una questione di cui si è molto parlato, ma avrei piacere di sapere l'opinione di persone molto più esperte di me, non avendo la possibilità di condurre personalmente esperimenti a riguardo.
Esistono ormai svariati test in rete che dimostrano la scarsa influenza sul suono (sottolineo scarsa, non crocifiggetemi) del corpo di una chitarra rispetto al pickup. Questa cosa, peraltro comprensibile anche a livello intuitivo, si scontra con il fatto che poi si specifica in alcuni articoli che la questione è diversa per le chitarre da jazz (archtop) dove si cerca una migliore "acusticità" dello strumento. Mi riferisco a chitarre in cui il pickup è addirittura flottante, ergo sospeso dalla cassa armonica. Ma se come credo è un pickup che funziona come tutti gli altri, quindi magneticamente, sono portato a pensare che ancora di più, slegato dal "sistema" chitarra, plasmi a suo modo il suono, annullando ulteriormente le differenze tra chitarre con legni e caratteristiche costruttive completamente diversi. Sbaglio? Se per esempio ricreassi lo stesso sistema di ponte e cordiera di una archtop in una solid body e mettessi un pickup sospeso in posizione simile a quella delle chitarre da jazz, avvertirei nettamente la mancanza della cassa di risonanza?
Tengo a precisare che sono consapevole di tutti gli altri fattori in gioco che concorrono a plasmare il suono finale di uno strumento, ma mi chiedo solamente quale sia la meccanica che permette a un pickup sospeso di essere più fedele di un altro in relazione alla chitarra su cui viene montato. Ovviamente non penso che il discorso per i pickup da acustica possa essere molto diverso, se non introducendo le ormai onnipresenti miscele di sistemi ibridi.
Grazie mille a chi vorrà togliermi questa curiosità, e anche a chi avrà avuto la cortesia di leggermi fin qui.
Buona fine del caldo torrido a tutti!

Il pickup sospeso delle archtop dà un suono più acustico?
 
Risponde Luca Villani di I-Spira Pickup: l'interazione tra chitarre e pickup magnetici è di tipo sottrattivo (la vibrazione del legno sottrae energia alle rispettive frequenze dalle corde che vibrano ancorate su di esso) e avviene più correttamente tra strumento e corde dato che il pickup, differentemente da un microfono, è insensibile alle componenti acustiche del suono.
Essa è sempre presente da parte del manico (ed è anche la principale, percentualmente parlando), ma nel caso del corpo può interessare le parti vuote della cassa e soprattutto la tavola armonica, il cui spessore maggiorato rispetto alle acustiche vere e proprie non consente una grande efficienza.
Sospeso o avvitato alla tavola armonica, un pickup non muta radicalmente le proprie prestazioni: slegato dallo strumento peggiora semmai la propria performance sulle porzioni dello spettro alle quali risulta meno sensibile.
Oltre a questo, i pickup sospesi dispongono di uno spazio ridotto per le proprie bobine: tale inconsistenza li costringe spesso a un picco di risonanza posizionato piuttosto in alto nello spettro armonico, cosa che li rende teoricamente più acustici, ma in realtà anche più squillanti e meno corposi. Le corde delle chitarre hollowbody in massello vibrano spesso con componenti armoniche basse particolarmente evidenti, per cui le due cose si compensano nella corretta direzione. Per gli acuti troppo squillanti occorre fare affidamento invece sul tocco personale del musicista, su controlli di tono di valore resistivo più basso e sugli amplificatori specifici per jazz, che sono molto morbidi.
La scelta di un pickup sospeso risponde certamente a motivazioni di tipo estetico al fine di non rovinare una tavola armonica di pregio liuteristico, specie se in legno massello. Alla luce di quanto detto più sopra, però, si può considerare anche una motivazione funzionale: minando l'integrità della tavola e appesantendola, il pickup incassato e avvitato su di essa può ridurre infatti l'efficienza della già fragile componente acustica dello strumento e di conseguenza modificare anche il suono amplificato.

Il pickup sospeso delle archtop dà un suono più acustico?

Risponde Marco Omar Viola di MOV Guitars: ciao, cercherò di semplificare il più possibile e spero di esserti utile.
Il pickup sospeso offre un punto di ripresa diverso, ma non esente da influenze legate allo strumento a cui per altro è collegato. Il pickup sospeso nasce solo per l’esigenza di amplificare strumenti che nascono acustici. Serve per evitare di bucare la cassa di un'archtop e preservarne la natura acustica di costruzione, non per ottenere una maggiore acusticità.
Per semplificare ancora:
1 - La corda è l’elemento fondamentale da cui partire. Quando una corda vibra genera un suono composito (una fondamentale e svariate sovrarmoniche).
2 - I pickup sono dei "microfoni" e come tali si comportano. Migliore sarà la qualità del nostro "microfono" e migliore sarà il dettaglio del suono ripreso. Ogni microfono però, anche di qualità, ha un suo colore e un suo carattere che influenza il timbro finale.
3 - Nel momento in cui una corda tesa sulla struttura dello strumento viene messa in movimento, questa muove le sue vibrazioni alla struttura stessa che ne assorbe una parte e ne riconsegna un’altra alla corda stessa. Questa ne verrà a sua volta influenzata producendo una variazione nel suo movimento aumentando così il carattere e la qualità del timbro generato.
 
L’influenza dei legni in uno strumento elettrico, al contrario di quanto si possa pensare, è molto importante per ottenere alcuni risultati timbrici tanto quanto accade in uno strumento dotato di cassa. 
Tornando ora alle tue domande, direi che la prima risposta è: sì, ti stai sbagliando, un pickup influenza il suono ma non lo determina poiché preleva semplicemente un suono con un proprio timbro già esistente. Se non hai una cassa armonica a influenzare il movimento della corda, non otterrai mai quella specifica risposta da un corpo solido.
La Rete è una grande miniera di informazioni, ma bisogna fare attenzione alle fonti.
chitarre semiacustiche pickup
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di wrugg25 [user #31282]
commento del 31/08/2016 ore 08:16:26
Articolo molto interessante (in realtà, le risposte date sarebbero deducibili da chiunque con un minimo di conoscenze di fisica... ma il musicista, si sa, è ignorante, quindi ben vengano le spiegazioni chiare e corrette), anche perchè mostra implicitamente una cosa che sostengo da sempre: il musicista parla di "suono naturale" senza rendersi conto che si tratta di un "suono tagliato"... che è poi ciò che succedere con gli amplificatori valvolari.
Rispondi
di horner [user #34481]
commento del 31/08/2016 ore 09:35:35
Volutamente non ho mai usato la parola "naturale" nella mia domanda, dato che il punto di partenza è che sia impossibile ottenerlo. E la domanda era proprio in quella direzione: non potendo ottenerlo, cosa cerca esattamente chi progetta i pick-up per chitarre completamente diverse? E i liutai quanto fanno i conti con il pickup per "mirare" a un certo suono?
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 31/08/2016 ore 11:57:23
Come ti dicevo, il pickup sospeso da archtop è più sottile di un normale pickup da incasso e porta con sé una serie di problematiche che rendono la sua sensibilità alla gamma alta decisamente più spiccata: questa è una condizione di partenza inevitabile con la quale si è costretti a fare i conti.
Più in generale, utilizzo tutti i parametri a mia disposizione (magnete, filo, geometria delle bobine, numero di spire, tensionamento, pattern di avvolgimento, ecc.) per "plasmare" la curva di sensibilità del pickup nel modo che ritengo più adatto, in funzione delle caratteristiche dello strumento o delle esigenze del liutaio o del musicista al quale è destinato. Cerco di lavorare soprattutto sull'attacco, sulla sensibilità al tocco e sulla risposta dinamica, che sono le caratteristiche che distinguono realmente un pickup di qualità da un prodotto economico o fatto male.
Non tutti i liutai sono consci dell'effettivo ruolo del pickup nella determinazione del timbro degli strumenti che creano o dell'importanza di alcune scelte, come ad esempio il posizionamento millimetrico dei trasduttori lungo il diapason (cosa che modifica la timbrica amplificata forse più di ogni altra immaginabile), ma quando si entra in sintonia e si concorre assieme al miglior abbinamento possibile, i risultati sono eccellenti! :-)
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 31/08/2016 ore 09:27:00
è divertente notare come le risposte dei due esperti siano in evidente contraddizione per quello che riguarda la fisica :-)
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 31/08/2016 ore 11:18:1
Che un pickup NON sia un microfono è un fatto determinato dalla concezione e dal principio di funzionamento stesso del dispositivo in questione: duole dirlo, ma è uno di quei rari casi nei quali non c'è spazio per opinioni diverse, perché di opinioni non si tratta!
Se non si parte da questo assunto fondamentale si incorre inevitabilmente in una serie di conclusioni lontane dalla realtà fenomenica.
Rispondi
di horner [user #34481]
commento del 31/08/2016 ore 09:27:31
Ringrazio per le interessanti risposte!
Per chi voglia leggere altro, questi sono i link a due articoli, presenti su questo stesso sito, che trattano lo stesso argomento e sono alcune tra le fonti che hanno portato alla mia domanda:
vai al link
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Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 31/08/2016 ore 10:01:29
Le due competenti risposte, se pur espresse con qualche ambiguità, si riferiscono principalmente al timbro di una chitarra. Il timbro è in fisica la risultante delle componenti armoniche ed è legato principalmente all'oscillazione della corda.

Il timbro così inteso è solo una parte del "suono" ed anche la meno rilevante all'orecchio del musicista. I parametri, a mio giudizio, spesso trascurati sono quelli che tengono conto del tempo. per farla semplice: attacco, sustain e decadimento. Questo, insieme alle armoniche, fa il suono di una chitarra. La chitarra jazz suona così perché fondamentalmente ha meno attacco di una solidbody grazie ai suoi principi costruttivi. quello che a me sembra difetto insopportabile, storicamente serviva a suonare fraseggi derivati dai fiati, con pochissimo attacco.
Se replichi il sistema e l'angolo del ponte di una archtop su una solid body avrai qualcosa più vicino alla les paul e meno alla telecaster per intenderci. Ma sarai costretto a cambiare l'inclinazione del manico e l'altezza delle corde, e il volume aumenterà e quindi ti piacerà di più. la fisica della chitarra è un casino e il nostro cervello è un bandito :-)

Terzo ma non ultimo c'è da tenere presente la componente microfonica dei pick-up...
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 31/08/2016 ore 11:31:21
Concordo assolutamente con la tua definizione complessa di "suono" come somma di timbro, attacco, sustain e decadimento! Nei miei interventi sull'argomento tengo sempre a sottolineare l'eterogeneità e la sinergia di queste componenti.
La domanda, però, era incentrata sul ruolo specifico del pickup e quindi ho risposto in funzione di questo elemento... ;-)
Riguardo alla componente microfonica del pickup, l'argomento è spesso dibattuto, ma l'importanza di tale elemento (che è corretto considerare) va messa in relazione alla sua "entità".
A meno di avere a che fare con uno strumento inutilizzabile da amplificato, essa è talmente esigua rispetto al segnale generato per trasduzione che... c'è, ma non è in grado di condizionare la percezione.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 31/08/2016 ore 15:08:46
Giusto! Tra gli aspetti divertenti c'è poi il fatto che nessuno canta neanche se usando il più potente pickup mai inventato...
E c'è il fattore ampli - ai tempi del Jazz non avevano stacks Marshall. Come amplificavano? Quale ampli moderno è in grado di riprodurre la sua parte di "quel sound"?
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 31/08/2016 ore 17:09:54
Ottima osservazione! :-)
Un singlecoil arriva a 8-9KHz, la maggior parte degli humbuckers si "ferma" tra 5 e 6KHz, gli speakers che utilizzano i diffusori per chitarra tagliano praticamente quasi tutto al di sopra dei 5-5,5KHz!!
Per essere ben percepita nel suono amplificato, la componente acustica delle archtop necessita di una risposta in frequenza decisamente più estesa nella gamma acuta (le acustiche sono ancora ben presenti a 14-15KHz!)...
E' che spesso scambiamo per "suono acustico" un timbro brillante e ricco sulle basse che appare conseguentemente (e psicoacusticamente) meno presente sulle medie...
Nelle archtop esso dipende dalla costruzione (manico, tavola armonica, cassa, ecc.) sommata alle caratteristiche del pickup e soprattutto dal suo posizionamento lungo il diapason: è infatti più accentuato quando il pickup è posto a ridosso della tastiera e se la scala è 25.50".
Rispondi
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 04/09/2016 ore 08:52:14
A completamento, aggiungo che alcuni costruttori di amplificatori e/o diffusori jazz-oriented, aggiungono un tweeter (escludibile e/o regolabile) per consentire di "aprire" sulle alte frequenze, e superare il limite che evidenzi. I liutai, da parte loro, a volte offrono la possibilità di affiancare al "classico" pickup humbucker un piezo messo sotto il ponte (mi vengono in mente la PRS McCarty, la Yamaha AEX1500 Martin Taylor, e, da ultimo, la mia Buscarino Monarch, a suo tempo oggetto di articolo su questo sito,). Non ho mai visto, invece, montare mini-microfoni a condensatore, che vengono invece frequentemente utilizzati nel giro della chitarra classica: penso sia una questione di scomodità e di difficile convivenza con volumi di amplificazione mediamente più sostenuti.
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 04/09/2016 ore 09:41:43
Caro Giovanni, sono almeno un paio di lustri che seguo i tuoi post su Accordo e ho molta stima e ammirazione per la tua passione e competenza in fatto di arch-top. Detto questo, e detto che probabilmente siamo off topic, sarei curioso di sentire la tua opinione sulla natura stessa delle archtop. ma perché? come si è arrivati a questo tipo di chitarra, quali sono i presupposti fisici, se ci sono, che hanno dato il via al piano armonico arcuato? Io sbavo sulle archtop ma non ho mai capito se sono la più grande invenzione o la più grande bufala nell'evoluzione della chitarra moderna. confesso che nessuno dei liutai che ho interpellato mi sa dare una risposta. In definitiva vedo solo limiti e difetti rispetto a una classica flat-top. che poi sia nata una letteratura infinita basata su questi difetti è un'altra storia. sarei curioso di conoscere la tua opinione.

stefano aria
Rispondi
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 04/09/2016 ore 09:54:03
Sulle questioni che mi poni troverai gran quantità di informazioni (sia online, che su bellissimi libri). Quel che ti posso dire è che io mi sono innamorato perdutamente di "quel suono", fatto di mix acustico/elettrico, e del fatto che ciascuna chitarra archtop ha una sua personalità, con differenze evidenti anche tra modelli identici. Insomma, ciascuno strumento è fondamentalmente un "pezzo unico". Un po' come una persona lo è, pur potendo essere catalogata (capelli neri, occhi castani, altezza....). That's all.
Rispondi
di axiom-80 [user #14278]
commento del 31/08/2016 ore 12:03:02
La componente microfonica non è da trascurare, e a mio avviso influisce eccome. E non sempre in termini negativi, anzi.
Ovvio che sto parlando di PU nei quali sia presente una componente microfonica importante ma che non ne renda impossibile l'utilizzo.
Anche un cavo ( che dovrebbe essere quanto di più lontano da un trasduttore ) può essere più o meno microfonico, non capisco perchè una certa scuola continui ad ignorare tale 'fisicità' comportamentale dei PU nel mondo reale.
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 31/08/2016 ore 12:49:54
Nessuno ignora la microfonicità residua, ma prima di parlare di "percettibilità di un fenomeno", occorre almeno fare un esperimento concreto A/B, con e senza il fenomeno di cui sopra... io ne ho condotti a decine ed il risultato è sempre univoco.
Di norma la microfonicità residua, anche accentuata, dà luogo ad un segnale svariate centinaia di volte più debole della corrente generata dal pickup in ragione del movimento delle corde e per questo non percepibile ad orecchio: basta questo piccolo difetto, però, per dar luogo al fischio lancinante ed incontrollabile perché a causa della scarsa coesione un avvolgimento o la struttura del pickup stesso diventano risonanti ad una certa frequenza (solo una alla volta di norma) che si autoamplifica "per innesco" e rende impossibile avvicinarsi ad un amplificatore o suonare ad alti volumi e gain importante.
Perché la microfonicità residua possa essere percepita in ambiente come componente secondaria del segnale generato correttamente, il suo livello dovrebbe essere infinitamente maggiore, ma qualora lo fosse non permetterebbe alcun utilizzo amplificato dello strumento stesso!!
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 02/09/2016 ore 08:23:42
non sono d'accordo :-) la microfonicità residua a cui ti riferisci è chiaramente dovuta a un difetto del pick-up e non vale neanche la pena discuterla. secondo me, ma potrei sbagliare, la variazione del campo magnetico che genera corrente nella bobina non è un sistema isolabile e circoscrivibile solamente a corde e pickup. certamente il sistema prevede che il pick-up sia fermo e che le corde perturbino il campo magnetico oscillando. ma il campo magnetico varia anche se le corde rimangono ferme e il pick-up si muove. nella realtà credo che questi due effetti partecipano al suono finale. è un poco come il calcolo del moto relativo a due oggetti che si muovono in direzioni diverse. la corda vibra sospesa tra ponte e capotasto con una certa quantità di moto, il pick-up vibra con il piano armonico o la cassa solidbody con la sua quantità di moto, sfasata nel tempo.
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 02/09/2016 ore 10:00:51
In teoria accadono molte cose... nella pratica, però, occorre valutarle nella loro entità per capire se abbiano un ruolo importante o meno nel contesto che analizziamo.
Più volte ho analizzato la prestazione dello stesso pickup prima e dopo la paraffinatura, ad esempio, per dedurne che le differenze sono impercettibili, tanto da non giustificare l'omissione di tale operazione (che pure evito, per amor di fedeltà all'originale, nelle reissue dei PAF).
Diversa è invece la questione del pickup sospeso o solidale con il body: in questa seconda ipotesi si ha in effetti un "potenziamento" della prestazione del trasduttore che risulta più efficiente su tutta la sua curva di sensibilità.
Temo però che la percezione di acusticità della performance del pickup sospeso su una chitarra hollowbody sia dovuta per lo più, come qualcuno ha già ipotizzato in questi commenti, al mix in ambiente tra il segnale generato dal pickup ed amplificato e il suono acustico dello strumento (tanto caro a musicisti come Jim Hall, ad esempio...), qualcosa che il musicista sente bene, ma che non è facile far arrivare a chi ascolta, a meno di suonare a volumi bassissimi o di porre un microfono (quello vero, sensibile agli spostamenti dell'aria...) davanti allo strumento stesso.
Il resto lo fanno le caratteristiche del pickup (di norma meno corposo e più esteso di un full-size) ed il suo posizionamento molto arretrato lungo il diapason, a braccetto con le caratteristiche costruttive della chitarra, come specificavo anche nella mia prima risposta...
Rispondi
di Grossoman [user #42524]
commento del 31/08/2016 ore 20:27:00
Da persona totalmente ignorante da un punto di vista tecnico ... visto che si è parlato anche della risposta in frequenza del pickup sospeso ... mi viene da porvi questa domanda, forse un po' OT.
Nel mondo delle semiacustiche abbiamo, tradizionalmente, da una parte le Gretsch, che hanno un suono molto ricco di acuti (che molto piaceva ai chitarristi rock and roll degli anni 50-60, prima che inventassero e si diffondessero i fuzz) e dall'altra chitarre, come per es. la Gibson ES175 (e tante altre simili), con un suono invece molto ricco di frequenze basse (che sono le preferite dai jazzisti).
E poi ovviamente esistono tante soluzioni intermedie.
Io mi chiedo ... come è possibile che delle chitarre, apparentemente molto simili fra loro, producano dei suoni così diversi, soprattutto da un punto di vista delle frequenze sviluppate?
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 01/09/2016 ore 00:50:15
Il sound Gretsch è tradizionalmente legato all'impiego dei pickup TV Jones.
I più diffusi storicamente sono i Filtertron, molto differenti per impostazione dai "PAF-style" della Gibson: grazie a dimensioni diverse delle bobine e ad un più ridotto numero di spire, sono molto più estesi nella gamma acuta e meno corposi sulle basse.
Sui forum dedicati alle Gretsch si legge di chitarristi che hanno provato ad installare pickup Gibson quando gli ingombri sono compatibili... dichiarano che il carattere Gretsch si perde e se non suonano abitualmente jazz finiscono col tornare agli originali...
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 01/09/2016 ore 08:05:52
ah, meno male. anche tu sbagli qualche volta :-) TvJones nasce nel 93 e fa repliche più o meno fedeli... Il Filtertron viene ideato da Ray Butts per Chet Atkins nel 57... Ma dagli anni 40 il cavallo di battaglia è il single coil Dearmond modello 2000 detto Dynasonic.

Le differenze tra le due marche sono culturali. Gibson non si è mai rassegnata all'invenzione della chitarra elettrica che ha sempre considerato una chitarra tradizionale amplificata per debosciati. Gretsch si è buttata a capofitto nella modernità come Fender e ha raccolto i favori di musicisti senza la puzza sotto al naso, prevalentemente esaltati che suonavano country nelle fiere o sbandati tossicodipendenti di Liverpool che pure riscossero qualche successo :-). Comunque non ci sono tante differenze, i dynasonic erano simili ai P90 staple di Gibso, i Filtertron simili ai primi paf e così via...
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 01/09/2016 ore 10:58:29
Ci mancherebbe, che non sbagliassi mai!! ;-))
Su TV Jones, storicamente, hai perfettamente ragione... mi interessava focalizzare il modello e ho tralasciato la (sacrosanta) filologia storica!
Sulle caratteristiche dei Filtertron (originali e non), però, insisto, anche perché ne ho costruite delle repliche: valori di resistenza in cc di 4,5K0hm (2,2K circa per bobina) non sono da PAF, ma semmai da poco più che da singola bobina di un PAF divisa ulteriormente in due!
Più simili ai PAF (ma sempre più aperti) erano invece i Supertron... ;-)
Per quanto riguarda il Dearmond, verissimo che la struttura fosse simile a quella di un P90, ma il pickup era differente, avvolto con filo AWG43, lo stesso usato da Fender per il pickup al manico della Tele... tra l'altro: parlando di Dynasonic "storici", sicuro si tratti del 2000 e non piuttosto del 200 del '49?
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 02/09/2016 ore 08:01:03
:-) :-) :-) There is no such DeArmond pickup. DeArmond produced the model 2000 pickup as used by Gretsch (who named it the Dynasonic Fidela-Tone), Guild, Hofner, Levin, Premier and many others. The Model 2000 was referred to incorrectly as a 200 in some discussion groups and as a result, that name has unfortunately gained undue credence.
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 02/09/2016 ore 09:43:00
Ottimo, grazie!
Più volte avevo letto la storia del 200 e del 2000 senza capire quale delle due fosse la versione della quale fidarsi...
Su questi pickup le informazioni sono decisamente frammentarie e contraddittorie e siccome non ne vedo spesso non è facile nemmeno per me districarmi nel ginepraio! ;-)
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 02/09/2016 ore 13:21:44
per mia sfortuna ne ho avuti diversi sotto le mani, La Eko li montava su alcuni modelli. Me ne sono innamorato e sto giocando a progettare kit di conversione per chitarre catorcio spompate. Utilizzo le versioni TvJones, molto fedeli agli originali senza i problemi e i costi del vintage puro. Aggiungerei che sono pick-up che danno il meglio non troppo vicini alle corde, con solamente i bassi rigorosamente flat-wound e il gain regolato di conseguenza.

vai al link
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 01/09/2016 ore 12:54:20
Le due risposte degli esperti sono diverse perché a ognuno interessano alcuni aspetti per la loro attività. Comunque anch'io sono d'accordo con Villani nel non confondere un microfono con un pickup. Il primo ha bisogno di variazioni della pressione dell'aria, il secondo di variazioni del campo magnetico. Se poi alcuni pickup sono anche leggermente sensibili alle vibrazioni meccaniche e quindi non spostamenti d'aria è perché sono scarsamente o per nulla resinati.
Per fare una prova basterebbe prendere un vecchio pickup ed eliminare il magnete, provando ad ascoltare il risultato in termini di volume percepito. Se poi Luca ha fatto anche delle prove tecniche del fenomeno e ha rilevato valori di tensione centinaia di volte inferiori questo significa una differenza di oltre 40 dB tra i due ovvero quanto due pedali buffer standard o un overdrive discreto settati con il massimo guadagno.
Rispondi
di luvi [user #3191]
commento del 01/09/2016 ore 13:28:41
Tutto esatto.
Grazie x il supporto "tecnico", che è sempre gradito... :-)
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 01/09/2016 ore 17:10:51
Al di là delle rispettabili opinioni degli esperti credo che l'associazione di idee fra pick up sospeso e suono acustico sia principalmente dovuta al fatto che questo lascia la tavola libera di vibrare e specie se è in massello, favorisce un buon volume acustico.
Ne consegue che la componente sonora percepita (in modo particolare da chi suona), specie a basso volume dall'ampli e con poca o nessuna effettistica come usava nel jazz, è la sommatoria fra il suono acustico vero e proprio e il suono amplificato. Tutto qui. Se mettiamo una archtop in un ampli valvolare ad alto volume (oltre a correre il rischio che scoppi per il feed back) otteniamo un suono che è prettamente elettrico.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 02/09/2016 ore 12:08:37
>>>>>Se mettiamo una archtop in un ampli valvolare ad alto volume (oltre a correre il rischio che scoppi per il feed back) otteniamo un suono che è prettamente elettrico.

Rimane vera la cosa sinchè non passi lo 0.10.
Come vai sullo 0.13 le cose cambiano moltissimo :-).
La questione del suono jazz poi va riferita esplicitamente ad ogni musicista (da jim hall a Scofield i jazzisti han praticamente usato ogni tipo di suono ed ogni sfumatura nel tono) oppure a "come faceva suonare la chitarra wes" che rimane il riferimento (per quanto ne sappia io..) per la ricerca del suono jazz "quasi acustico".
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 02/09/2016 ore 12:28:
bisognerebbe provare a montare le 013 lisce su una tele, sono certo che il suono sarebbe molto vicino ad un certo concetto di acustico...anzi questa settimana cambio le 012 sulla 175 e le monto sulla tele, sono curioso..
Ricordi il suono di Jim Hall quando accompagnava quasi in strumming? insomma forse non era necessariamente un bel suono, ma era acustico e tremendamente efficace.
Insomma sul suono acustico-amplificato (che contraddizione) influiscono vari fattori, il pick up sospeso serve a migliorare il suono acustico quando la chitarra è spenta.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 02/09/2016 ore 12:50:19
Sono anni che uso le lisce sulla tele ed è bellissimo....e tra l'altro vieni anche "perdonato" un pochino di più sulle sbavature della sinistra...e non è poco sulla tele...
ma non è che siamo così originali.
Ted Green ci ha suonato una vita così.
Benson invece usa le 09 su quei chitarroni ibanez e senti cosa esce..sempre perfetto..con le 09...sono assurdi :-)
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 02/09/2016 ore 15:06:28
uh, Ted Greene, inarrivabile armonizzatore...
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 01/09/2016 ore 17:14:30
Aggiungo che non è un caso che chi suona archtop con pick up sospesi, in fase di registrazione spesso metta anche un microfono davanti alla cassa per catturare il suono acustico. In pratica il suono acustico non sta nel p.u. (o almeno c'è in modo molto marginale), è più l'approccio che conta.
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 01/09/2016 ore 17:28:03
Però MOV Guitars ha virgolettato la parola microfono, probabile che l'abbia volutamente utilizzato impropriamente per esprimere piú agevolmente ció che pensava.
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 02/09/2016 ore 08:06:33
sono d'accordo. è stato usato correttamente come semplificazione per i principianti. Nel mio intervento iniziale mi riferivo al fatto che Viola parla di "questa muove le sue vibrazioni [la corda] alla struttura stessa che ne assorbe una parte e ne riconsegna un’altra alla corda stessa. "

quel "riconsegna" fa pensare a un ruolo attivo che non mi torna come concetto. ma sicuramente sono io che non ho niente da fare e vado a cercare il pelo nell'uovo :-)
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 03/09/2016 ore 14:17:33
Spinottone che non sono altro, dovevo immaginare che poteva esserci altro :D
Scherzi a parte, é probabile che usando termini impropri un addetto ai lavori o una persona preparata possa rabbrividire :):):)
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di horner [user #34481]
commento del 02/09/2016 ore 15:06:51
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di horner [user #34481]
commento del 02/09/2016 ore 15:26:30
I due link vogliono servire semplicemente da spunto di riflessione. Certe differenze tra le chitarre utilizzate sono assolutamente evidenti, ma a mio giudizio non quanto ci si aspetterebbe. Se le sentissimo da spente di certo le differenze sarebbero decisamente maggiori. E va considerato che non solo sono chitarre completamente diverse per età, forma, legni, concezione, ma utilizzano anche pick-up enormemente diversi tra loro.
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di horner [user #34481]
commento del 03/09/2016 ore 14:48:2
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