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L'equalizzatore: che cos'è e come funziona
L'equalizzatore: che cos'è e come funziona
di [user #45705] - pubblicato il

Spesso ci si trova ad usare vari strumenti, non solo nel mondo del recording, senza conoscerli a fondo, utilizzando i l'istinto o, nel nostro caso, i preset. Ma conoscere bene ogni funzione e ogni parametro dello strumento che si sta utilizzando può trasformare un appassionato in un professionista.
A cosa serve l'equalizzatore

Un equalizzatore, o semplicemente abbreviato come eq, è uno strumento utilizzato per bilanciare le varie frequenze di un segnale audio, ci permette di attenuare quelle in abbondanza e di aggiungere energia dove il segnale è carente, in modo da poter ribilanciare lo spettro di frequenze del segnale stesso.
Essenzialmente nell'audio professionale possiamo trovarci ad utilizzare due tipi di equalizzatori: l'equalizzatore parametrico e l'equalizzatore grafico.

L'equalizzatore parametrico

L'equalizzatore parametrico è lo strumento più potente con cui possiamo lavorare ed è quello presente nella maggior parte dei mixer hardware e dei plugin di equalizzazione.

É composto da diversi tipi di filtri che si dividono in:
  • Filtri Passa Alto (HPF) e Passa Basso (LPF): sono filtri che tagliano da una certa frequenza in giù (nel caso del filtro passa alto) o in su (filtro passa basso). L'attenuazione di ciò che viene tagliato dipende dalla pendenza del filtro, che di solito può essere 6, 12, 18 o 24 dB per ogni ottava. Nel mondo analogico di solito abbiamo la sola selezione della frequenza ma in digitale spesso abbiamo anche la possibilità di scegliere la pendenza e a volte l'enfatizzazione nel punto di taglio (resonance).
  • Filtri Shelving: utilizzati per alte e basse frequenze, enfatizzano o attenuano dalla frequenza selezionata in giù (Low Shelving) o in su (High Shelving). Hanno quindi solitamente 2 parametri: frequenza selezionata e dB di guadagno/attenuazione. A volte è presente un terzo parametro che controlla la pendenza nel punto di guadagno o attenuazione.
  • Filtri Parametrici o Peaking Filter: sono filtri che enfatizzano o attenuano la frequenza selezionata. Quanto le frequenze intorno a quella selezionata verranno attenuate o enfatizzate dipenderà dal paramentro di bandwidth o Q: più alto sarà il valore di Q più sarà stretta la campana di guadagno e attenuazione. I parametri in questo caso saranno 3: frequenza, guadagno/attenuazione e larghezza della campana. Se uno di questi 3 parametri manca, il filtro viene chiamato semiparametrico.
L'equalizzatore: che cos'è e come funziona

Alcuni filtri parametrici hanno un valore di Q fisso al variare del guadagno o dell'attenuazione(Costant Q), altri invece hanno larghezza di banda variabile (Proportional Q) che si stringe all'aumentare del guadagno o attenuazione. Questo in modo da aumentare la precisione in caso di tagli o guadagni su specifiche frequenze.

Certi filtri hanno delle campane non simmetriche in caso di taglio o attenuazione, come il peaking filter del Renaissance Equalizer di Waves, dove la campana si stringe in caso di taglio, in modo da rimuovere frequenze precise, e si allarga in caso di guadagno in modo da non essere troppo risonante su una specifica frequenza.

L'equalizzatore grafico

L'equalizzatore grafico di solito si trova come hardware esterno e non è altro che una catena di vari filtri peaking con frequenza e bandwidth fissa in cui possiamo scegliere solo il guadagno o l'attenuazione. É composto nella maggior parte dei casi da 31 o 15 bande fisse ma possiamo trovare alcune eccezioni come l' API 560, classico equalizzatore da studio a 10 bande, ricreato in digitale anche da Waves.

L'equalizzatore: che cos'è e come funziona

Molto spesso sono utilizzati in situazioni live, dove sia nell'impianto di diffusione, sia nei monitor dei musicisti, sono presenti molte risonanze (causate dall'ambiente e dai rientri dei microfoni) da tagliare. Con un equalizzatore grafico a 31 bande è facile trovare queste frequenze e tagliarle senza compromettere troppo la qualità del suono riprodotto grazie alle campane molto strette su ogni singola banda.

 
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Commenti
di TidalRace [user #16055] - commento del 20/02/2017 ore 10:23:47
Io aggiungerei che con gli equalizzatori è sempre bene non eccedere nel guadagno delle bande per non incorrere in distorsioni indesiderate a causa dell'aumento di livello, cosa invece impossibile quando li usiamo per attenuare il segnale su una o più bande.
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di Claes [user #29011] - commento del 20/02/2017 ore 11:57:05
Centrato! In pratica, la vedo così: l'EQ serve a dare spazio a strumenti e voce sulle piste in azione e si possono togliere frequenze dove serve e certe poche volte enfatizzarne.
Esempi: assicurare che le frequenze per basso e grancassa non vadano in collisione! Separare 2 chitarre con sound simile, far sì che la voce stia bene nel mix senza dover tenerne il volume troppo alto. Alla fine dei conti, l'ideale è di avere un mix quasi perfetto e solo ritoccare un pochettino l'output master.
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di ENZ0 [user #37364] - commento del 20/02/2017 ore 15:10:55
Giustissimo, se posso aggiungerei che il segreto sta nel togliere e non aggiungere :)
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di maverick80 [user #32496] - commento del 20/02/2017 ore 14:02:20
scusate ma qualcuno sa come regolare un equalizzatore digitale in modo da poter ottenere la classica impostazione v shape?Io non sono un grande intenditore ma in quanto possessore di un multiamp mono mi piacerebbe impostare l eq in modo tale da ottenere la classica forma usata perlopiu su ampli mesa boogie..
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di aghiasophia [user #35493] - commento del 20/02/2017 ore 15:08:39
Se una buona percentuale degli amanti delle sei corde si decidesse ad adottarne uno anche nel proprio setup, la finiremmo du sentire e leggere un sacco di fessaggini su timbrica,legni,elettronica,etc.
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di JFP73 [user #29480] - commento del 20/02/2017 ore 15:36:52
E' vero che spesso è bene usarli più in sottrazione che altro ma io uso un mxr a sei bande anche come clean boost con risultati molto interessanti in quanto riesco a pompare solo ciò che mi serve
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 20/02/2017 ore 15:44:42
Io uso da tempo un eq semplice a 4 bande (basse, medio basse, medio alte e alte), con volume. In realtà non lo uso come un eq da mixaggio tracce live o studio, per quello preferisco più possibilità e più che altro tagliare frequenze e non aumentarle.
Lo uso come un normale effetto per diversificare le timbriche della mia chitarra, come se agissi sull'eq dell'ampli per capirci, dove magari ho bisogno di più medio basse o dove magari voglio uscire nel mix e quindi aumentare le medio alte. Messo a fine catena agisce in fondo come un boost (tenessi tutto flat col solo volume agirebbe proprio così), ma ha il vantaggio di poter decidere oltre al volume anche cosa aggiungere o togliere.
Ho provato anche diversi eq di marche famose ma mi sembravano freddi, anche se magari a più bande. Il mio invece ha circuiti attivi ben distinti e quindi scalda e caratterizza decisamente le frequenze su cui si agisce.
Chissà se qualcuno ne fa un uso simile.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 20/02/2017 ore 20:38:
Grafico o parametrico? Quello grafico ha il vantaggio di una visualizzazione che indica una curva appunto "visiva" - utile per i monitors in studio per ritocchi minimi. Per piste in registrazione la precisione di taglio frequenza è utile per cose drastiche. Tutto questo lo sappiamo già... Il fattore a cui non si pensa, è il tempo di lavoro per settare le cose in maniera decente. Voi che avete DAW + EQ grafico, come la vedete dal livello pratico?
Quello parametrico è "anarchico" e violento se necessario. Basta tenere sotto controllo il livello di entrata se usando boost esagerato. E qui entriamo nel territorio della chitarra... e dei pedalini. Ogni manopola EQ deve essere parametrico!!!

Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 21/02/2017 ore 11:36:02
La comprensione di come funziona un eq deriva dalla conoscenza del fatto che quello che ascoltiamo è una somma di frequenze.
Sarebbe utile una bella lezioncina approfondita sul "come" le frequenze costruiscono il suono e sulle caratteristiche che queste frequenze hanno, o se avete già trattato la cosa un bel link :-)
Rispondi
di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 21/02/2017 ore 17:21:1
Ciao Eugenio,
stiamo già lavorando su nuovi articoli in cui analizzeremo le frequenze cruciali su cui andare a lavorare per ogni singolo strumento. Presto i primi articoli online. Stay tuned ;)
Rispondi
di gerlop [user #44005] - commento del 24/02/2017 ore 23:41:0
Personalmente ho sempre usato equalizzatori e francamente non so farne a meno. Quando facevo concerti e serate, usavo sia quello parametrico che grafico, a volte combinati, perché quello grafico ha degli spazi "vuoti" di regolazione tra una frequenza e l'altra, per cui lì ci piazzavo il parametrico per intervenire anche in quelli (anche se non sempre). Ora suono in casa per divertimento ma gli equalizzatori sono sempre con me. Il discorso, comunque, è molto ampio da affrontare. Per mia esperienza posso comunque dire che un equalizzatore apre a soluzioni timbriche che altrimenti non si potrebbero avere. Abbinato, ad esempio, a un pedalino distorsore, tira fuori tante di quelle distrosioni che, altrimenti, non potremmo avere...è come avere più di un pedalino.
vai al link
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di Salvog [user #26748] - commento del 03/03/2017 ore 11:16:23
Io ho l’ Earthquaker Devices TONE JOB in pedaliera, semplice ed immediato. Mi piace moltissimo.
Rispondi
di andreajazz [user #47917] - commento del 28/12/2017 ore 22:19:02
Ciao a tutti, sono andrea un chitarrsta e ho un problema a mio avviso di frequenze e scrivo perchè ho bisgno di un sostanziale aiuto! :)
Presupposto: ho un segnale unico che voglio tagliare in due. Un primo segnale che arriva a una certa frequenza X Hz, e un secondo segnale da X Hz in poi, in modo da avere infine due segnali in ingresso al mixer su due canali separati, perchè di fatto assolvono il primo al basso il secondo alla chitarra da accompagnamento.
Ho perciò compranto una DI passiva che mi divide il segnale e due pedalini equalizzatori, ma ho notato che non sono riuscito a tagliare bene, in quanto sulle frequenze da attenuare, in un caso le più alte e nell'altro le più basse, i selettori arrivano a -12db e non a "meno infinito", quindi idealmente tagliandole del tutto.

Quesito: se non due equalizzatori che attenuano all'infinito, mi servirebbe qualche altro dispositivo. Tipo un aggeggio con un crossover dentro o qualcosa di diverso che non riesco ad individuare con le mie conoscenze e la mia ricerca?
Grazie in anticipo :)
Faccio tutto ciò per non modificare fisicamente la chitarra, che per me sarebbe l'ultima scelta
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