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I fondatori celebrano 30 anni di Custom Shop Fender
I fondatori celebrano 30 anni di Custom Shop Fender
di [user #3] - pubblicato il

Gli otto membri della squadra originale che ha dato vita al Custom Shop di casa Fender ormai trent'anni fa festeggiano l'anniversario scatenando tutto il loro estro creativo in una collezione di chitarre in serie limitata come non se ne sono viste finora. Un documentario carico di emozioni le racconta e porta lo spettatore lì dove tutto ha avuto inizio.
Michael Stevens. John Page. George Blanda. Fred Stuart. JW Black. Mark Kendrick. Alan Hamel. Gene Baker. Otto nomi che mettono la pelle d'oca a chi ama la chitarra, in particolare agli irriducibili fenderisti. Sono i primi otto masterbuilder del Fender Custom Shop, creato nel 1987 come segnale forte del ritorno ai massimi vertici del glorioso marchio californiano.

I due decenni Fender CBS - tanto grigi da far nascere a inizio anni '70 il mito delle "Fender pre-CBS" per segnare la differenza con la mediocre produzione contemporanea - si chiudono nel 1984 con la cessione dell'azienda alla cordata capitanata da Bill Schultz. La produzione si sposta a Corona e basta poco per far capire al mondo che Fender è tornata, grande almeno quanto quella inventata dal genio del vecchio Leo. Le prime chitarre che escono da Corona hanno non solo la qualità, ma anche il profumo e il feel giusti, richiamando all'ovile tanti artisti che avevano scelto strumenti alternativi o si erano dedicati alla caccia delle chitarre vintage.

Primo tra i primi il grande Eric Clapton, passato alla Stratocaster a inizio anni '70, ma che non aveva mai rinunciato alla sua mongrel Blackie per una Fender contemporanea. La fila alla porta di Corona si allunga, nomi tanto importanti a cui Schultz & Co sanno di dover dare retta per poter ricostruire la reputazione del brand, guarendo "le ferite create dalla gestione CBS", come dice John Page nel video. L'incompatibilità pratica tra le esigenze della produzione di serie e quelle di chi vuole (e merita) uno strumento speciale sono la causa prima della nascita del Fender Custom Shop, il dipartimento dedicato a soddisfare le bizze dei più importanti artisti del mondo, costruendo strumenti unici ed eccezionali.

I fondatori celebrano 30 anni di Custom Shop Fender

Il primo Fender Custom Shop è gestito da due personaggi che oggi sono vere icone per gli appassionati, John Page e Michael Stevens, che hanno il compito di costruire 2-3 chitarre al mese (la primissima #0001 è una doppiomanico blonde realizzata da Michael). Per i primi tempi non c'è neppure una sede e i due lavorano nel garage in cui Michael ha il suo laboratorio, ma nel giro di due mesi gli ordini di strumenti supera quota 600. Il dipartimento viene ingrandito e potenziato arruolando alcuni tra i migliori liutai moderni americani, gli otto nomi che partecipano al progetto (alla lista manca solo John English, genio della liuteria purtroppo scomparso dieci anni fa, artefice di alcuni tra gli strumenti più significativi del primo Fender Custom Shop, lo si vede a inizio del video).

Per celebrare i trent'anni del suo fiore all'occhiello, Fender ha chiesto ai suoi primi masterbuilder di disegnare uno strumento destinato a cementare ciascun nome nella storia del marchio californiano. Ne nascono otto strumenti inseriti nel "2017 Fender Custom Shop Founders Design Project" destinati a essere prodotti uno ogni mese, in trenta esemplari non ripetibili. Il tutto è lanciato da un video ad altissimo contenuto di pelle d'oca, guardalo con cautela.



Quella del Custom Shop Fender è una storia rara di passione, capacità imprenditoriale e grandissimo talento. Una storia riconoscibile in questi otto strumenti destinati a finire nelle mani di pochi appassionati collezionisti, ma anche in ogni chitarra Fender che suona su un palco nel mondo. Perché bisogna sempre ricordare che senza il genio di Leo e di chi lo ha seguito raccogliendone l'eredità, la nostra musica oggi non sarebbe la stessa.

A questo punto resta solo il dubbio: potendone avere una da un Babbo Natale in anticipo quale gli chiederesti?
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di Tanocaster [user #28785]
commento del 03/03/2017 ore 11:27:57
La Telecaster di Fred Stuart è uno spettacolo.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 03/03/2017 ore 12:28:50
La Tele con le "f" e la Tele in basso a sinistra.... meravigliose.
Video molto bello.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 03/03/2017 ore 13:41:2
Le due esquire sono fantastiche, le altre sono un pò eccessive. Il video è davvero bello perchè si vede gente felice di quello che sta facendo, che non è poco.
Rispondi
di warburg [user #43590]
commento del 03/03/2017 ore 13:47:0
Ma siete cattivi dentro voi di Accordo :)
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 03/03/2017 ore 16:22:47
Sì. :-D
Rispondi
di andesca [user #13961]
commento del 03/03/2017 ore 17:41:46
Video spettacolare, 10 minuti da sogno!
Da amante delle telecaster me ne basterebbe anche una...una per la vita!
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 03/03/2017 ore 18:20:13
3:07
We don't love guitar we love fender
Lo metterei sul paraurti
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 03/03/2017 ore 18:28:17
Anche io. Però secondo me dice "we all love guitars, we love Fender". Che poi sostanzialmente è la stessa cosa :-)
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 03/03/2017 ore 18:33:4
PS: 1:27 Michael Stevens: "I saw myself as a saviour of the Fender history". 'Nuff said. Immenso Michael.
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 10:05:38
Esteticamente sono orrende. Tutte insignificanti. Come la maggior parte della produzione Fender. Sono rimasti negli anni sessanta. Quando riusciranno a presentare qualcosa di nuovo. Il mondo cambia. I suoni cambiano. Se nascesse oggi Hendrix non penso che sceglierebbe una Fender.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 04/03/2017 ore 11:30:00
Il gusto estetico è soggettivo, quindi ogni giudizio merita rispetto, ma il resto del tuo intervento semplicemente non corrisponde alla realtà dei fatti.
Quello che si celebra quest'anno è proprio la ricorrenza dell'anno in cui Fender ha smesso di essere radicata nel passato (cioè il ventennio CBS) e ha cominciato a innovare.
Dal giorno in cui la cordata di Bill Schultz ha preso il controllo dell'azienda, Fender ha ricominciato a innovare, anche se - com'era giusto - nel rispetto della tradizione. Il circuito della Clapton, i Lace Sensor, il TBX, i nuovi ponti negli anni '80 erano rivoluzionari. E continuano a farlo: gli esempi sono infiniti, ma basterebbe il nuovo ponte Telecaster (una meraviglia del design tecnico) per dimostrarlo. Ed è solo un esempio su tantissimi.
Ovvio, lo fanno restando fedeli alle loro forme, ma sarebbe stupido innovare la paletta Stratocaster o Telecaster (ci ha provato qualcuno nel 1966 e sappiamo bene com'è andata). Non ti pare?
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 11:53:06
Per essere il primo produttore di chitarra non mi sembrano grandi innovazioni. Io parlo di chitarra adatte a nuove sonorità. Basta con il blues ed il country. Fender dovrebbe aprirsi ai nuovi stili musicali. Dal punto di vista estetico io trovo assurdo fare ancora chitarra sunburst (orrende), pickguard tartarugati, ponti dal design vintage. Siamo nel 2020. Quelle cose erano tamarre trenta anni fa ora sono semplicemente da nostalgici. Un ragazzo di venti anni penso voglia vedere qualcosa di nuovo. Poi rispetto per chi ha fatto la storia della chitarra ma ora si dovrebbe andare avanti. Se nel passato Leo Fender non avesse cercato di innovare probabilmente non avrebbe avuto grande successo.
Rispondi
di Tanocaster [user #28785]
commento del 04/03/2017 ore 12:30:4
No, ma infatti, hai ragione, Fender dovrebbe fare B.C. Rich gialle.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 13:02:45
Le fa: si chiamano Jackson.
Rispondi
di Tanocaster [user #28785]
commento del 04/03/2017 ore 13:10:5
Ma non si chiamano Fender. Ero ironico, comunque.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 14:33:23
Era più che altro per il nostro amico "so tutto mi"
Rispondi
di Tanocaster [user #28785]
commento del 04/03/2017 ore 14:41:3
È che la settimana scorsa ho preso un Stratocaster Custom Shop sunburst, l'ho presa sul personale. :D
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 15:03:18
io ce l'ho da 3 anni, quindi pure io..
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 13:01:39
Stai facendo ragionamenti che non hanno senso. Primo, tutti i marchi hanno identità, sarebbe come dire "basta ferrari di lusso, utilitarie", o "basta dispositivi apple minimalisti, li vogliamo intarsiati di ebano e swarosky".
Poi, se ci sono ALTRI marchi, magari posseduti da Fender, che fanno cose moderne, qual'è il problema? Poi a me il sunburst piace un sacco, e quindi? dovrebbero ascoltare te? andiamo a comandare?
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535]
commento del 06/03/2017 ore 00:05:04
Scusa posso chiederti cosa intendi per chitarrista moderno e quali a tuo avviso sono le innovazioni portate da case produttrici di chitarre nel mercato attuale?
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 13:25:2
Forse hai ragione tu. Ma mi spieghi perché i nuovi artisti non si legano più alla Fender? Solo questione di marketing? O forse perché le chitarre prodotte non rispondono alle esigenze di chi vuol fare musica moderna? Certo se suoni blues puoi ancora usare la tua bella strato. Però penso che si possa andare avanti e cercare nuove strade. Ibanez, Music Man almeno ci provano. Un grande produttore che ancora propone riedizioni in tutte le salse degli stessi prodotti mi mette molta tristezza.
Rispondi
di ziobob07 [user #11246]
commento del 04/03/2017 ore 14:09:13
Scusa ma non riesco a tacere di fronte alle tue esternazioni; posso capire che ognuno ha i suoi gusti ci mancherebbe ma dire che le Fender sono usate solo per il blues significa non conoscere minimamente cosa è successo a livello musicale negli ultimi 70 anni.. le Fender sono state usate praticamente in tutti i generi dagli anni 50 ad oggi; dal jazz al punk-rock, passando per il metal fino alla dance music. La più grande qualità di questi strumenti risiede proprio nella loro grande versatilità.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 04/03/2017 ore 16:15:0
Ho seguito il tuo ragionamento e rispetto la tua idea anche se probabilmente io la penso diversamente. Al centro di tutto ci stanno le esigenze drl chitarrista moderno, che Fender oggi non asseconda. Cosa intendi con questo, che tipo di musica non si puó fare con una Fender? Perchè io ho visto suonare pure shred con una Strato, che è piuttosto moderna come disciplina...
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 16:36:09
Scusami ma non vorrei che la discussione andasse sul personale. La mia era una critica ad una industria non agli utilizzatori. Si può suonare jazz con una Ibanez Rg e sherd con una semiacustica. Io mo aspetterei da Fender più sperimentazione. Hanno inventato la chitarra del ventesimo secolo. Vorrei che lo facessero per il ventunesimo
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 04/03/2017 ore 19:05:56
No no niente di personale, volevo solo capire il tuo punto di vista. Secondo me Fender ha una varieta' immensa di strumenti, forse l'azienda con piu' strumenti a catalogo, dalle chitarre che rievocano le origini alle chitarre con tastiere raggiate, manici veloci, pickup potenti, ponti moderni etc...io credo ce ne sia per tutti i gusti, dal musicista country allo shredder. Cioe' non vedo una lacuna sulla loro gamma strumenti. Sul discorso innovazione e' un discorso che vale per tutti (Gibson, Ibanez, PRS etc...), non credo si possa inventare molto altro su una chitarra senza snaturarne il concetto per cui e' nata. Ci sono chitarre baritone, col piezo, fretless, midi, con meccaniche automatiche etc...c'e' gia' tanto di innovativo gia' prodotto (non sempre con successo), non penso ci sia tanto altro da fare.
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 14:10:5
Sono state usate in tutti i generi perché erano lo strumento più diffuso e quindi il più facile da trovare. Non certamente il più adatto
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 14:17:27
Comunque il punto nonon era la versatilità o la bontà del progetto ma il rimanere legati alla stesso modello di chitarra da circa 50 anni senza capire che in qualche modo il mondo cambia. In fondo molti chitarristi ancora pensano che senza valvole non si possa suonare
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 14:34:42
A considerazioni di questo livello si può solo rispondere: "e comunque il suono è nelle mani, e la mia squier è meglio"
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 15:51:49
Contento tu.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 15:10:31
e in generale dimostri ignoranza di quello che contesti: Fender ha prodotto chitarre "moderne": la performer, la katana, la serie Lead in varie configurazioni. Sai cos'è? la gente non le ha comprate, perchè chi si rivolge a Fender cerca un determinato stile. E dire che Fender non ha endorser è come minimo grossolano dato che ne ha probabilmente più di qualunque altro marchio, tanto che spesso si contesta che fanno *troppe* signature..
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 04/03/2017 ore 15:27:14
Bravo il problema è proprio lo stile
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 04/03/2017 ore 17:51:51
Le fender, o fender-style (imitazioni varie di tele e strato) sono indiscutibilmente le più vendute al mondo da decenni, forse da sempre. Le "moderne" sono dietro, e spesso copiano le Fender, vedi le Yamaha pacifica, molte MusicMan, etc. Mi sa che il problema sei tu.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 04/03/2017 ore 19:26:32
Il "branding" non l'ho inventato io e neppure Leo Fender, è un concetto commerciale che si applica a tutto. Il "brand" è a tutti gli effetti una promessa, promette una serie di valori e li deve portare con sé, pena il tracollo. Quando CBS acquisì Fender, commise proprio l'errore di tradirne il "brand", azzerando i valori alla base del successo. Ci impiegarono 20 anni, tanto il "brand" era forte, ma mandarono la Fender a un passo dallo sparire (a loro discolpa: in quegli anni la scienza del marketing era molto embrionale).
Ha ragione Michael Stevens quando dice di sentirsi un salvatore del "brand": la profonda riscoperta dei valori storici da parte di Schultz & C. è alla base dell'enorme successo di Fender dal 1984 a oggi, un successo commerciale paragonabile per significato a quello degli anni d'oro di Leo.
L'innovazione nel rispetto dei valori del "brand" è la strategia vincente. Oggi non c'è più nulla da inventare nelle chitarre (come nelle auto a benzina, per fare un parallelo abbastanza coerente), c'è solo da perfezionare e modernizzare senza stravolgere. La Elite del 1983 e la Clapton del 1987 sono sostanzialmente la stessa chitarra, ma la prima viene considerata uno dei maggiori flop della casa e l'altra ha venduto tantissimo e continua a vendere. La prima aveva tradito il "brand" (togliere il jack da lì è stato uno svarione epocale, altrettanto quel ponte osceno, eccetera), mentre rimettere lo spaghetti logo è stata una botta di genio.
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 05/03/2017 ore 11:26:00
Il problema è il mio. Non posso essere tradito da un marchio che ha appeal nei miei confronti. Non sono un nostalgico. Non amo i vinili e leggo il giornale su internet e la parola vintage mi suona più simile a vecchio che ad altro. La strato per me è solo un oggetto che è fuori dal tempo. Il jack in quella posizione a me risulta orrendo come il ponte stile vintage. Il marketing per il momento da ragione a Fender. Ma il mondo dell'economia è pieno di fallimenti dei maghi del marketing. L'affermazione che nella chitarra è già stato inventato tutto non me l'aspettavo da una persona esperta come te. Anche il paragone con le auto non regge. Comunque we love all guitars, quindi anche Fender
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 05/03/2017 ore 13:16:17
Eh, se la Strato ti sembra una chitarra fuori dal mondo, e il jack in quellla posizione orrendo, mi sa che hai detto bene, il problema è il tuo :-)
Rispondi
di lowfi76 [user #22518]
commento del 05/03/2017 ore 13:19:42
Capisco. Ma a me sembra come portare ancora i pantaloni a zampa di elefante
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 05/03/2017 ore 13:27:32
Ribadisco, il problema è ancora più evidentemente tuo.
È come parlare di merda (pantalone a zampa) e di cioccolata (la Strato).
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 06/03/2017 ore 17:51:03
"L'incompatibilità pratica tra le esigenze della produzione di serie e quelle di chi vuole (e merita) uno strumento speciale sono la causa prima della nascita del Fender Custom Shop, il dipartimento dedicato a soddisfare le bizze dei più importanti artisti del mondo, costruendo strumenti unici ed eccezionali."

e questo sarebbe dovuto rimanere.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 06/03/2017 ore 17:57:52
Perché? Fender è un'azienda che deve pagare costi, crescere, produrre profitto. Se c'è richiesta di strumenti high end costruiti uno a uno da abilissimi artigiani non avrebbe alcun senso non soddisfarla. Il Custom Shop produce eccellenza. Può non piacere, ma non si può negare che le chitarre del Custom Shop Fender sono strumenti di qualità altissima, certamente superiore alla qualità media degli strumenti pre-CBS e lo dico da maniaco delle pre-CBS, oltretutto infastidito dalla moda del "relic". Ma se il mercato chiede prodotti e se quei prodotti sono in linea con le promesse del brand, bisogna rispondere, come sta facendo Fender.
Oltretutto in proporzione al potere d'acquisto le Custom Shop costano più o meno quanto costavano le Fender di serie negli anni 50.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 07/03/2017 ore 09:22:41
Tutto giusto e sono d'accordo, il problema é che siamo proprio sicuri che "tutti" gli strumenti che escono dal C.S. sono: "strumenti high end costruiti uno a uno da abilissimi artigiani non avrebbe alcun senso non soddisfarla. Il Custom Shop produce eccellenza"?
Ho visto e controllato alcuni di questi strumenti "high" come li definisci tu e posso tranquillamente dire che di veramente high e fuori controllo avevano solo il prezzo.
Sono un fenderiano convinto e sfegatato da sempre pertanto dal 73 e non capisco perché e per quale motivo per avere una Fender con tutte le carte in regola e degna del nome che porta si debba passare attrarverso il C.S., legni scelti, finiture come si deve, settaggi e materiali di prim'ordine dovrebbero essere "standard" e non solo per i "pochi" eletti che poi pochi non sono visto il gran numero di pezzi sfornati, vedi signature, relic, commemorative ecc ecc che il C.S. é in grado di fornire al mercato, questo fiutato l'affare e qui mi scuserai, puntando sull'ego della clientela stuzzicando i tasti che ben conosciamo.
Sono più che convinto che il C.S. sia diventato solo un mero modo di fare cassa e visti i numeri, perdendo ogni condizione di esclusività e un'autentico sistema per avere strumenti realmente di qualità superiore.
Inoltre tutto questo parlare e commentare entusiasticamente, talvolta a sproposito, dei vari Custom S. che oramai tutti i brand hanno, è passata l'idea che una chitarra o un basso o quello che volete voi, se non esce dal Custom S. è solo legna da ardere, robetta da principianti e via di questo passo.
Anche qui spesso se non sempre è passata questa per me perniciosa idea e forse a ragione, probabilmente le case visto l'andazzo concentrano i loro sforzi sui C.S. che credimi, questo almeno me lo devi riconoscere, di esclusivo non hanno più nulla, perché quando di una chitarra se ne fanno 500 o 1000 pezzi non é più tanto esclusiva, lo sarà il pezzo fatto apposta per il tale o tal'altro, famoso e danaroso cliente, quello sarà sicuramente esclusivo come strumento, gli altri non direi proprio.
Ammesso che sia tutto vero non mi piace comunque l'idea ed il clima che si è generato attorno a questa operazione che trovo enfatica e puramente mercantile.
2 pezzi di legno verniciati che costano 2000 Euro dovrebbero essere già così speciali senza cercare di farne per forza lievitare il prezzo raccontando tutta una serie di balle più o meno credibili, come la stagionatura dei legni e la loro supposta scelta tar il meglio del meglio.
Il resto sono carezze più o meno inutili dei vari sacerdoti dei C.S. tipo l'ottimo Cruz che Fender ha fatto diventare un presentatore televisivo e uomo di spettacolo da caroselli.
Forse mi sbaglio e la metto giù troppo dura ma ho visto alcuni segnali che mi preoccupano e irritano non poco, del resto ad ognuno il suo, contenti loro, contenti tutti.
Ciao
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 08/03/2017 ore 08:30:37
Beh questo è un bel post, interessante.
A mio avviso, forti del fatto che le loro chitarre sono tutt'altro che fuori dal mondo (come affermava qualcuno sopra), anzi, hanno tra le mani un tesoro d'eredità, e in quelche modo va gestito, possibilmente bene, forti di questo, si permettono di fare un po' il bello e il cattivo tempo... forse farei così anch'io.
Poi sempre a mio avviso il Custom Shop è nato per strumenti fortemente personalizzati, che un'industria non potrebbe mai far uscire, e col tempo si è standardizzato anche lui.
Io ad esempio non concordo con chi pensa che sia buona solo la produzione CS e tutto il resto siano ciofeche. Ho provato delle American Standard che suonavano benissimo, come delle messicane Road Worn.
Una cosa è certa, i prezzi di questi "2 pezzi di legno" come li chiami tu (perché in effetti questi sono, spesso maltrattati e sverniciati apposta) sono alti, a volte esagerati. Ma loro hanno la fortuna, ripeto, di gestire un tesoro, e l'impressione è che lo facciano bene.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 08/03/2017 ore 11:02:29
Sono d'accordo sulla tua interpretazione del fenomeno Custom S, e sono d'accordissimo che sappiano sfruttare questa innegabile fonte di guadagno al meglio, o "tesoro" come lo definisci, hanno letto il mercato al meglio ed interpretato i desideri del pubblico, marketing di ottimo livello, ma ripeto la mancanza di "esclusività" e il metodo prettamente mercantile gli fà perdere quell'appeal che avevano e ora non hanno più, per me almeno.
Forse sono io troppo duro nelle mie convinzioni ma i segnali sono quelli.
Vedremo dove ci porterà tutto questo e dove, soprattutto, porterà l'amata Fender.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 08/03/2017 ore 11:25:5
Spiegami meglio, se hai voglia e tempo, cosa intendi per "mancanza di esclusività" e "metodo prettamente mercantile"... fammi capire meglio, mi interessa.
Comunque concordo con te quando dici che ci sono strumenti usciti dal CS che di High hanno principalmente il prezzo... d'altronde a volte (sottolineo a volte) si vuole far passare per esoterico "due pezzi di legno verniciati", allora succede questo.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 09/03/2017 ore 11:17:25
Cerco di spiegarmi meglio cosa intendo anche se dovrebbe essere abbastanza chiaro e stà succedendo un po' per tutti gli altri brand, vedi Gibson, PRS ecc ecc, non c'é casa costruttrice che non abbia il Custom S., prima non l'avevano tutti ed era un fenomeno veramente particolare ed "eccezionale", una vera piccola officina dove un paio, non decine, di tecnici molto esperti, conosciuti e intraprendenti facevano qualche pezzo per accontentare clienti degni di riguardo e che conoscevano personalmente, agli inizi se ci andava pinco pallino anche se poteva pagare, non lo facevano neanche entrare, era un fenomeno per addetti ai lavori.
Quando si sono accorti via via che la domanda cresceva e se ne parlava in giro in maniera sempre più insistente hanno fiutato l'affare ed é partita l'operazione C.S.
Potrai obbiettare: "cosa c'é di male a democratizzare il fenomeno e renderlo disponibile a tutti? basta che paghino." Niente direi io ma cosa vendono? Infatti a ben vedere ci sono chitarre che escono dal C.S. che non costano cifre proiibitive, vero? Quindi uno sarebbe portato a pensare, però che bravi danno la possibilità a tutti di avere una chitarra coi fiocchi e talvolta veramente personalizzata (e forse in questo caso i prezzi cambiano un pochino...) senza svenarsi, ci sono Custom S. in vendita da 3500-4000 $ e allora dico io, dov'é tutta questa esclusività? Cosa c'é di esclusivo e Custom in una verniciatura nitro data bene, una lucidata fatta a regola, un ponte standard ma di acciaio speciale e preciso al mm, 3 PU Texas Special Flat 50? cosa c'é di esclusivo in tutto questo e in una serie che loro definiscono "limitata" con magari 1000 pezzi prodotti?
Una lucidatina, una spruzzata con la nitro, 3 PU decenti e la fatidica decal dietro la paletta fanno una C.S.?
Una Custom Shop dovrebbe costarne almeno 20.000 - 30.000 di $ perchè è davvero Cruz che ci perde le notti per curarala e renderla un pezzo unico e solo tuo e ti telefona un giorno si e uno no per tranquillizzarti o per dirti che ha scovato un pezzo di Am. Ash. coi fiocchi di almeno 60 anni di età.
Infatti lasciamo stare quello che raccontano sui legni e la furbata del Relic, fenomeno insulso ed irritante, se fatto apposta da una grande casa.
Il Custom S. era nato per accontentare alcuni musicisti che avevano delle esigenze particolari, manici di materiali diversi con tastiere diverse, sezioni variabili e studiate sulla mano del musicista ed il suo stile, elettroniche personalizzate, per aiutare i mancini ad avere un po' alternative e via di seguito, ora il fenomeno si é industrializzato ed ha raggiunto un certo grado di serialità, il tutto perché paga ed il pubblico ha abboccato, si è fatto influenzare.
OK sviluppare l'idea ma qui ci prendono un tantino per il c...
"Sai ho una Stratocaster del C.S., sai è Blakie come quella di Eric Clapton, la tua si é bella ma non ha niente da spartire con questa, lo sentito dire e letto ormai mille volte.
Bè per me è un'andazzo pernicioso ed un tantino truffaldino, ha preso una brutta piega.
Le Standard devono essere precise, con ottimi legni, con verniciature di ottimo livello, si impegnassero in questo.
E' il comportamento dell'azienda che mi infastidisce, io sono contento se prosperano e hanno un giusto successo e guadagno, ma devono davvero meritarselo.
Facciano benissimo tutte le chitarre, tutti i bassi, curino al massimo tutte le elettroniche, tutte le saldature, il Custom S. torni ad essere quello che era e la smetta di essere preponderante ed invadente.
Custom significa perfezionare maniacalmente e modificare, personalizzare, cosa c'é di tutto questo per esempio della serie Strato 54 fatta in 5000 pezzi con su la decal Custm S. dietro la paletta a 5000 $? La 54 era una standard, idem quelli della Gibson quando fanno le Historic e altre decine di cloni della 59, la 59 era una Standard, cosa c'entra il Custom Shop?
Capirei ne facessero una decina come quella del tale artista che aveva voluto il manico storto o che ne so, quella sarebbe un'operazione comprensibile.
Se vogliono proprio rifare la L.P. con le specifiche della 59 se hanno i legni, la facessero e basta e la facessero pagare il giusto, che Custom Shop, cosa c'é di esclusivo.
Ma loro molto abilmente hanno via via insinuato questa idea, la roba bella, i modelli di fascino del passato può solo farli il C.S., il resto é grande serie, robetta ed é pure vero viste le rifiniture delle L.P. di questi ultimi anni.
Non mi piace, non ci vedo chiaro, anzi ci vedo benissimo e loro sono troppo furbi.
Mi sbaglio, forse mi sbaglio ma sento di no.
Insomma il fenomeno C.S. è come una droga che dovrebbe essere utilizzata solo in occasioni particolari e con molta attenzione alle quantità se no può dare spiacevoli effetti collaterali ma la sua notevole diffusione visto il gran successo ha portato a farne un'uso smodato creando un mucchio di tossici e purtroppo per accontentare tutti si sono messi a tagliarla abbassandone la qualità, ma il prezzo resta alto.
Esempio infelice lo so ma mi viene in mente solo questo.
Scusa la menata.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 15/03/2017 ore 11:55:24
Credo tu parta da assunti sbagliati, e da quelli trai conseguenze altrettanto dubbie. Per essere chiari: lo dici tu, che il CS e' nato per gli artisti e basta - se guardi i fogli con I primi trenta-quaranta ordini del 1987, vedrai che per gli artisti ce ne sono forse 3 in tutto...gli altri erano, gia' dall'inizio, grandi negozi di strumenti musicali. Nessuno ha mai pensato che il lavoro del CS fosse quello di limitarsi a pochissimi pezzi, e' una attivita' aziendale e come tale deve produrre profitti, non vincere premi. Questa e' anche la ragione per la quale sono nate le varie serie che producono: siccome i pezzi unici sono solo una parte delle loro ordinazioni, e devi mantenere 9 MB e chissa' quanti altri che lavorano nel loro staff o nella parte che fa le teambuilt, hai bisogno di piu' vendite, spalmate lungo tutto l'anno e in tutte le geografie...non lo fai con le chitarre che produci per gli artisti, che a ben vedere credo nemmeno paghino le loro - sarei molto sorpreso se qualcuno mi dicesse che Clapton paga di tasca propria, perche' quello e' un investimento fatto da Fender in ambito di marketing. Aggiungi, oltre al valore dei materiali, alla seniority di quelli che li costruiscono ed alla facolta' di personalizzare il tutto potendo pero' contare sulle risorse di tutta la Fender, tutto l'overhead di una azienda di dimensioni piuttoste grandi, la fetta da dare ai dealer, la pubblicita' (compreso questo video, che non viene gratis e non e' stato fatto col telefonino) etc, e capisci perche' quella qualita' non la puoi offrire a 2.000 Euro/dollari, anche se il tuo liutaio sotto casa puo', e ti fa anche una chitarra magari ancora migliore.
L'altro aspetto che non condivido e' quello che dovrebbero concentrarsi sul fare chitarre economiche perfette o quasi, perche' questo e' quello che chiedi: prima di tutto, le Fender di fascia media oggigiorno sono infinitamente meglio di quelle di qualche decennio fa, e probabilmente perfino delle prime, nel senso che hanno una regolarita' che quelle non avevano - alcune erano fantastiche, altre decisamente no. Eppoi Fender (come gli altri) ha segmentato il suo mercato. Non so quante fascie di prezzo abbiano, ma ti direi almeno dieci, da 250 Euro in su. Ogni fascia di prezzo aggiunge qualcosa, e come e' logico che sia, vige la legge dei ritorni descrescenti...ma non puoi aspettarti che una chitarra di fascia bassa sia fatta con la cura di una di fascia alta.
L'esclusivita': esiste se la chiedi. Se prendi una edizione limitata (specificano quanti pezzi ne hanno fatti), un pezzo unico o semplicemente te la fai fare su tue specifiche (se la fai teambuilt non e' che costi chissa' cosa). Il resto e' ovviamente marketing, ma non tanto di Fender quanto dei dealer e di chi la ha e la vuole vendere.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 15/03/2017 ore 12:07:06
Non fa una grinza. E' molto importante ricordare che le Fender dell'epoca d'oro avevano una costanza bassissima, ma a noi sono arrivare (IMHO) quelle buone, le altre sono già concime. Oggi la costanza è altissima grazie alle macchine a controllo numerico. Quindi di fatto **mediamente** le Fender di oggi di normale produzione sono migliori di quelle pre-CBS.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 15/03/2017 ore 14:10:2
Aggiungo un dettaglio su come funzionano le grandi aziende, perche' molti pensano che sia una operazione fatta per raccogliere profitti esosi e fuori dal mondo: se prendete ad esempio l'iPhone 7, sapete quanto costa produrlo (dati di pubblico dominio, beninteso)? 220 dollari di costo dei componenti e 5 dollari per assemblarlo. A quanto lo vendono? Ecco, qualcuno dira' che e' esoso, ma se ci pensate, con questi costi e questi ricavi hanno un margine che va bene agli investitori, che comprano il titolo e li rendono tutti ricchi e felici (i manager). Ma provate per un trimestre a ridurre i prezzi e abbassare quindi i margini, anche di poco - vedrete come crolla il titolo. Ok, detto questo, forse non tutti sanno che Fender ha provato negli ultimi anni a diventare una societa' quotata in borsa, ma non e' riuscita ad arrivare all'IPO perche' ha margini di profitto considerati dal mercato TROPPO BASSI. Il che vuol dire che, per guadagnarsi la fiducia degli investitori, queste chitarre dovrebbero costare ancora di piu' e sulla produzione si dovrebbe risparmiare ancora qualcosa. Questo per dire che la nostra percezione di un prezzo giusto spesso non e' molto realistica se si allarga un poco la visuale.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 09/03/2017 ore 12:14:08
Alcuni esempi per capirci tratti da Ebay:
Fender 1955 RELIC Stratocaster Ltd Faded Oro Sparkle Custom Shop + CASE
3000 Euro---nuovo
Fender CUSTOM SHOP STRATOCASTER ® 1956 RELIC ® Ash WHITE bionda
3220 Euro-nuovo
Fender CUSTOM SHOP STRATOCASTER 56 RELIC
2850 Euro usato

ecc ecc

Esclusivi? Può darsi ma c'é l'imbarazzo della scelta.
Davvero sono pezzi curati uno ad uno che so da Page per esempio?
Se é così allora non ho capito nulla e sono davvero in buona fede e volgiono regalre a tutti il brivido della Strato unica a 3000 Euro.---Nuova!
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 09/03/2017 ore 14:59:32
No che non sono pezzi curati da Page dato che le cs non sono masterbuild .
Semplicemente sono chitarre la cui filiera di produzione ha un controllo qualità di qualche tacca superiore alle am materiali migliori ed un minimo di setup finale.
A tutti piacerebbe che lo stesso criterio fosse applicato sulle american standard ma in fender han deciso così.
Le custom shop sono una linea di chitarre fender che si chiama custom shop :-)
non è che debba significare che sono esclusive. Se poi mi sento esclusivo io che la compro è un altro discorso ma una chitarra da 3k euro non è esclusiva.....non c'è niente di esclusivo a 3k euro sul mercato americano
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 10/03/2017 ore 09:41:0
OK ti ringrazio, ma loro la mettono giù così più o meno velatamente e credimi molti non hanno ben capito la differenza e non dirmi che chiunque incontri che sfodera una C.S. non creda o non dica di avere tra le mani qualcosa di "speciale".
Appunto aggiungo io, proprio per i motivi da te annunciati dovrebbero far sparire quella dicitura e la fatidica decal oltre a ridefinire il contesto, proprio perché è roba appena appena sopra la media che purtroppo è molto bassa.
E' nota e chiara la tra le Master Build e le C.S. "normali" ma di Custom Shop stiamo parlando e di tutto quello che gli gira attorno e comunque vanno cianciando che anche le C.S. per i mortali hanno cure e materiali di prim'ordine, apportate dai vari collaboratori, allievi e appassionati ecc ecc, appare logico e lo capisce anche un bambino che diversamente le MasterB. sono.....,o dovrebbero, essere realizzate interamente e curate personalmente dal liutaio che vi appone anche la firma in paletta, con garanzie, attestati di autenticità, cotillons, caramelle, gadget e amenità di varia natura che vanno a riempire la custodia, comunque anche in questo caso, permettimi di avere qualche dubbio e perplessità, a me danno la dannata sensazione di essere delle grandi prese per il cu.. a meno che non ti chiami E. Clapton o J.Mayer o chi vuoi tu che oltre alla grana ha anche una certa reputazione ed in fondo sarebbe anche giusto e legittimo, perché è questo lo spirito primigenio del "vero" Custom Shop.
Insomma, infine, intendo che la produzione che loro chiamano C.S. dovrebbe essere la norma per Fender e anche per gli altri e tutta questa storia è ne più e ne meno un ottimo sistema per far lievitare magicamente i prezzi di roba "normale" appena appena più curata e leccata.
Pertanto, OK il C.S. ma quello vero, tutto il resto dovrebbe, perché lo è, essere standard.
un saluto.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 15/03/2017 ore 15:05:18
OK, non fa una grinza, come volete voi, sono sollevato e noto che la strategia, ha avuto e continua ad avere successo.
Bene, viva il, anzi direi, viva tutti i Custom Shop e per rimanere in tema ecco qua:

-Le PRS con legni recuperati di 100 anni fa;

Drappelli di liutai ora si aggirano per discariche e vecchi villaggi dove ricercano legni che profumano di "storia", più sono marci e ammuffiti e più daranno alla chitarra un suono unico ed irripetibile.

A me tutto questo fa pensare al "parco buoi".
ciao
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 15/03/2017 ore 15:48:45
E' un mercato, ognuno e' libero di scegliere e di decidere come spendere i propri soldi. Alla fine potremmo anche dire che un quadro di Dali' e' nulla piu' che qualche pennellata data da qualcuno che e' gia' morto...perche' dovrebbe costare milioni? E razionalmente un motivo non c'e'. Comunque la cosa dei legni antichi e' davvero un fenomeno in aumento, una delle CS del video (Jason Smith) viene da una vecchia fattoria o qlc del genere, in Germania hanno dedicato fior di articoli a quanto e' stato realizzato con il legno ritrovato da un liutaio conservato da oltre un secolo (non senza autorizzazioni perche' il legno comprende rosewood brasiliano del secolo scorso, etc)...vabbe', un altro trend che parte da un dato oggettivo (il legno invecchiato e' migliore e piu' stabile per gli strumenti) e poi ci costruisce sopra. Sicuramente per qualcuno questa cosa avra' anche un valore sentimentale, ma alla fine ha un senso nella misura in cui qualcuno e' disposto a pagare.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 16/03/2017 ore 10:10:30
Ci mancherebbe altro, certo che è un mercato libero.
In quanto ai legni, io stesso ho selezionato del mogano proveniente da tavoli e librerie della fine 800 con nessun interesse in quanto mezzi distrutti e pagati 4 soldi, ho recuperato anche del Brasiliano proveniente da un'arredo marittimo e se uno cerca nei posti giusti quali aste fallimentari e magazzini di robivecchi trova dell' ottimo legno, sono un cercatore anche io, conosco il fenomeno e l'innegabile interesse che questi materiali hanno, non mi riferisco a questo specifico caso.
Visto l'andazzo non mi stupirei se tra un anno o due al massimo tutti i C.S. di tutte le case di punta avranno in linea come eccellenza proprio questo tipo di oggetti decantandone mille e mille virtù.
Faranno a gara a chi la spara più grossa. "serie di Strato realizzate con legni di un galeone spagnolo affondato al largo delle Azzorre nel XIV secolo", di contro altri certificheranno: Serie limitatissima di Les P. realizzate con i tavoli di una antica taverna dell'angiporto di Caracas", accompagnate da certificati relativi all'autenticità dei buchi dei tarli.
L'operazione legni è ghiotta ed è già partita.
E' la nuova frontiera del Relic spinto e ad un livello superiore.
C'è da scommettere che tra qualche anno sarà più raro trovare dei vecchi mobili in mogano che dell'Honduras fresco.
Cii sarà sempre gente disposta a pagare? Ovviamente si.
Teoricamente e dico teoricamente, chitarre realizzate con legni di recupero, perché di questo si tratta, acquistati come legna da camino o quasi, dovrebbero costare addirittura meno in quanto oltre al basso costo della materia prima, i legni vecchi non abbisognano di verniciature particolari o immagazzinamento in locali per la stagionatura, inoltre sarebbe stupido coprirli con della vernice e sono immancabilmente a vista perché si deve vedere che sono vecchi.
Ma Il prezzo, ovviamente alto, non potrebbe essere altrimenti se no che Cutom Shop sarebbe?
Non c'é niente di male ripeto, ma basta con la menata dell'esclusività e delle serie limitate, delle signature numerate ecc ecc, stà diventando la norma, oramai è tutto speciale, tutto o quasi Custom Shop, così le case si interessano a questo specifico settore facendolo diventare dominante trascurando il resto e delegando la produzione standard a succursali che tutti conosciamo con gli effetti noti a tutti.
E' il clima che si è creato che mi infastidisce, non le singole operazioni in se.
Le Standard hanno fatto la storia, le chitarre "normali", quelle per tutti, quando il fatto di essere per tutti non significava che debba essere per forza una mezza porcheria, invece è proprio questo quello che sta succedendo legittimando il tutto, vuoi una "vera" chitarra con tutti gli attributi? c'è il Custom Shop che ti salva..
Per avere grossi margini vendendo roba normale tutto sarà Custom Shop o Special, limited o cosa volete voi.
Ho esasperato i toni per farmi capire ma ho davvero questo timore.
Quello che succede alle chitarre é un po' quello che è successo con la Panda, quanti tipi ne conoscete? Ma è sempre la stessa macchina con orpelli e denominazioni diverse ma sotto è sempre lei, comprese quelle fatte in Polonia che a fine ciclo erano pure meglio delle nostre fatte in Italia.
Negli anni 80 possedere una Mercedes AMG significava avere davvero il meglio e qualcosa di sclusivo, facevano un modello solo e dell'allestimento più corsaiolo, adesso quello scudetto appare su parecchi modelli e in serie ne hanno una vasta gamma, il risultato? Perdita di esclusività e anche di serietà. AMG ha perso quasi il suo significato, resta solo un prezzo più alto, lo stesso per le varie serie "M" della BMW, c'era la M3 e basta, ora M4- M5 - M6 M7 ecc ecc, bè con i Custom S. è più o meno la stessa cosa..
un saluto
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 16/03/2017 ore 12:32:00
Che sia un fenomeno diffuso in tutti gli ambiti e' naturale - dopo decenni di livellamento, produzioni economiche, diffusione capillare resa possibile dai costi calanti grazie alla globalizzazione, credo che la gente, in linea generale, desideri qualcosa che magari non e' "esclusivo", ma certo e' piu' "personale", mano massificato. Questo si vede in tutti gli ambiti, e ognuno usa le armi che ha per venire incontro a questo trend. Pero' ripeto, dipende anche da come intendi la cosa: se vuoi una chitarra di un qualsiasi custom shop che sia davvero unica, non fai altro che fare un ordine con le tue specs e te la faranno, arrivando a vette che sono vera e propria arte (e che forse non suoneresti per paura di scheggiarle). Se invece prendi la produzione standard del CS hai una chitarra molto, molto buona - spesso eccellente - ma ovviamente meno esclusiva...pero' anche il prezzo e' piu' abbordabile. Altri, con gli stessi soldi, spendono la meta' per la chitarra e poi l'altra meta' negli anni successivi a cambiare componenti un tot al giorno, finche' non arrivano grossomodo alla stessa qualita', avendo speso, guarda un po', grossomodo la stessa cifra. Quanti ne hai sentiti che il primo giorno ti dicono "guarda che affarone ho fatto: ho preso questa chitarra che suona benissimo e l'ho pagata nulla" - poi, ogni volta che la rivedi, ha un pezzo nuovo, tanto suonava benissimo.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 17/03/2017 ore 09:44:03
Ok ma permettimi, ancora una precisazione su quanto affermi o mi inviti a considerare:
"Se invece prendi la produzione standard del CS hai una chitarra molto, molto buona - spesso eccellente - ma ovviamente meno esclusiva...pero' anche il prezzo e' piu' abbordabile"
Be é proprio questa tendenza che ha creato il fenomeno C.S. che più mi irrita, è il prodotto di questa strategia, sono riusciti nel loro intento.
Per me la produzione "standard" del C.S. dovrebbe essere la produzione standard e basta, ma non a 5000 Euro, a 1500-2000 al massimo perché é questo quello che valgono e ci starebbero dentro alla grande.
Una marca come Fender dovrebbe fare questo e lasciar perdere la produzione sterminata di robaccia da 600 euro, e poi le Messicane, le Koreane, le Indonesiane, é diventata una gran pagliacciata altro che strategie di mercato per mantenere i livelli occupazionali negli USA ed essere competitivi a livello globale
Ti dico una enormità, forse ne venderebbero di più garantendo uno standard alto fin dall'inizio, con la propagazione dei C.S. ora consideriamo alto ciò che dovrebbe essere la norma e poi ok, l'eccellenza ben venga, il C.Shop delle origini, qualcosa di speciale ed esclusivo, ma si concentrassero principalmente sulla grande produzione che nei numeri deve essere rivista.
Marche storiche e di lungo corso dovrebbero rivedere il loro modo di presentarsi al pubblico, il prestigio passato non paga più, si sono sputtanati a tal punto che solo una C.S. è pensata dal pubblico come accettabile e quanto scrivi me lo conferma, in questo caso avrebbero raggiunto il loro scopo, ma siamo sicuri che paghi davvero?
Non è giusto oltre che miope, niente professionale e poco onorevole per una grande casa, il tiro al ribasso nella produzione di grande serie può solo danneggiare il marchio ed é questo ciò che succede.
Insomma sono Fender o Gibson, non sono la Ford, non devono dare una chitarra ad ogni americano o francese ecc ecc, gli scopi anche se industriali, di un'azienda che costruisce strumenti musicali che è conosciuta per questo sono o dovrebbero essere di molto diversi, non ha gli stessi obbiettivi di una azienda automobilistica o che fà elettrodomestici, alla chitarra si può anche rinunciare, non é un frigorifero, non è indispensabile diventare musicisti, non è vitale come poter spostarsi agevolmente o conservare il pesce.
Così la vedo, così considero questa situazione.
Così come sono d'accordo con lo "Slow Food" senza tutta quella enfasi e le balle che circolano, sarei d'accordo anche con uno "Slow Luthier".
Meno roba, ma tutta buona, l'alta qualità a partire dalle standard perchè davvero no sò che fine fanno le decine di migliaia di pezzi che sfornano in tutte le succursali in giro per il mondo che sono li a riempire i magazzini, ci vorrebbe un chitarrista in ogni famiglia cinese o koreana o indonesiana per piazzarli tutti e se questo è il giusto modo di stare sul mercato per grandi nomi che hanno fatto la storia, facendo passare l'dea che solo uno strumento C.S. è sicuramente suonabile e professionale, allora continuino pure così.
un saluto


Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 17/03/2017 ore 12:08:05
Perche' dici che non sono la Ford? Leo scuoterebbe la testa, se lo sentisse - il suo obiettivo era proprio quello: una chitarra workhorse di basso costo, realizzata con una produzione industriale. E se nel frattempo hanno saturato i mercati occidentali, quelli emergenti sono ancora piu' vasti, e tutti da esplorare. Perche' dovrebbero fare solo chitarre che costano 1.500/200 Euro, quando meta' e piu' dei loro potenziali clienti vivono in paesi dove quel costo e' esagerato, e nella meta' abbiente ci sono tanti principianti? Se mio figlio volesse iniziare, dovrei dirgli "no, scegli tra i marchi senza storia, perche' quelli fanno solo la produzione buona e non producono mica dei modelli entry level..."...oppure gli prendo un modello costoso, dopo un anno smette e io ho speso un botto? Ci sono ragioni forti per le chitarre economiche, e poi, come dicevo l'altro giorno, mica sono necessariamente delle ciofeche. Mica ho mai detto che una Am Std faccia schifo, anzi. Torno al paragone delle machine: Fiat ha sempre avuto al suo interno la Panda che menzionavi, ma anche la Ferrari. Dov'e' il problema? Vendere le Ferrari mica significa dire che con la Panda non potrai mai andare al lavoro, no? Faccio un altro esempio, sempre di un bene che interessa quasi tutti a livello di hobby non strettamente necessario, come la musica: le machine fotografiche Canon o Nikon sono tutte di fascia alta? No, ne hanno per tutte le tasche. Perche' per le chitarre non dovrebbe valere, a parte il tuo gusto personale?
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 17/03/2017 ore 12:18:00
Ah, un piccolo commento su questo: "Per me la produzione "standard" del C.S. dovrebbe essere la produzione standard e basta, ma non a 5000 Euro, a 1500-2000 al massimo perché é questo quello che valgono e ci starebbero dentro alla grande."...La produzione standard del CS non e' che costi poi chissa' cosa - mia l'ho pagata, per essere chiari, 2.700 Euro in negozio nuova. E se ne trovano molte a quel prezzo, negli Stati Uniti. Certo, se poi pensi che per comprarla in Italia devi quantomeno aggiungere IVA (23%) dazi (mai capito quanto, alla dogana devono avere dei dadi) e spedizione, e' chiaro che aggiungi anche mille Euro solo per quello. E se vuoi provarla prima di pagarla, devi aggiungere anche la fetta che va al dealer, che mica se ne tiene in casa trenta senza avere un tornaconto quando le vende. Succederebbe lo stesso agli americani, se si fissassero a comprare chitarre italiane, ma ahime' va cosi'.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 17/03/2017 ore 14:03:49
Appunto, ma scusami, la tua l'hai pagata 2700 "nuova", il mercato Ebay, Amazon ecc ecc è letteralmente invaso da annunci di usati a quel prezzo e dai 3500 ai 5000 nuovi, letteralmente invaso, non devono essere poi queste gran chitarre se la gente se ne disfa con una certa facilità, parlo di roba di 1 anno- 2 anni, non devono essere rimasti così folgorati dalla qualità superiore predicata dalla decal dietro la paletta (e dal prezzo), non è la chitarra che compri e ti tieni a quanto pare, a me sembra che vadano e vengano ne più e ne meno come le altre.
Lo ripeto, ne ho provato un po' e non mi hanno entusiasmato a parte le finiture e leccature, facessero almeno così le "normali", visto per quello di cui sopra e la piantassero con i Custom Shop fasulli o presunti per parlar chiaro.
Non sarà certo tutto così e la tua sarà certamente una gran chitarra ma a me stà storia mi stà facendo disamorare di questi marchi che continuo a ripettare per quello che hanno fatto in passato, ma ora basta.
Ciao
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 17/03/2017 ore 14:33:05
Beh, c'e' anche speculazione, anche da parte di chi la vende - non credo che vengano vendute perche' scarse, ma sono convinto che se ne hai e ti serve contante (per comprare altri strumenti o perche', semplicemente, ti servono soldi), e' piu' facile vendere una CS a 3000 che tre chitarre di fascia media da 1000 l'una - secondo me, se le chitarre di fascia alta hanno sempre un certo mercato dell'usato (anche perche' ai musicisti si sommano I collezionisti), lo stesso non si puo' dire di quelle piu' economiche.
Approfitto per fare un commento rispetto alla parte dove dici "sicuramente la tua sara' una gran chitarra" - si, e' cosi':-) ...ma vorrei dire la mia su questo perche' la opinione di tanti e' che le Fender siano molto incostanti e tante non vadano bene. tu stesso l'altro giorno dicevi: ne ho provate tante, ma anche se ben fatte, molte non mi convincevano come suono, o qualcosa del genere, giusto?
Ecco, io penso che una Strato in particolare sia una chitarra oggigiorno molto costante, ma dove I PU sono molto piu' influenzati dal resto della costruzione di quanto non sia con un HB, che tutto sommato ha maggiormente un 'suo' suono. Da qui, una grande variabilita' nel risultato sonoro di chitarre apparentemente identiche. Ora, se io le provo, saro' colpito da questa variabilita' e ne faro' una questione di qualita', perche' mentre alcune si avvicineranno alla mia idea di suono Strato, altre ne saranno ben lontane. Ma e' davvero una questione di qualita' o di gusti? Se con una Strato posso suonare dal country/rnr/surf, che richiedono un suono, all"hard rock che va nella direzione opposta, non e' che per ognuno di noi il suono di una 'buona' Strato e' semplicemente quello che ci piace, mentre quello diverso diventa 'un esemplare mediocre'? La mia e' eccellente perche', oltre ad essere fatta benissimo e con ottimi componenti/materiali, l'ho scelta tra altre 70-80 e ho scelto quella che piu' si avvicinava alla mia idea di suono. Un altro cliente che fosse passato prima, l'avra' magari scartata con fare schifato perche' ci voleva fare tutt'altro e quella non collaborava...:-)
Infine, sui prezzi: un po' di negoziazione c'e' sempre, su Ebay come in negozio...
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