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PAF originali e repliche moderne: quale pickup scegliere?
PAF originali e repliche moderne: quale pickup scegliere?
di [user #6868] - pubblicato il

La discontinuità dei Gibson PAF d'epoca ha generato una schiera sconfinata di imitazioni moderne. Bob Cillo ci guida all'acquisto tra originali e repliche.
Cosa scegliere, se si vogliono cambiare i pick-up della propria chitarra per avvicinarsi il più possibile al suono dei vecchi PAF origlinali? Se si intende prendere in considerazione l’offerta del mercato del vintage, può essere utile conoscere alcuni dettagli.  
Oggi i costruttori producono set di humbucker accuratamente selezionati in coppia, ottimizzati per essere installati in una determinata posizione: il pickup più potente destinato al ponte e quello con potenza inferiore per il manico, in modo da risultare perfettamente bilanciati tra loro quando il selettore è in posizione centrale.
Al contrario, i pickup vintage erano assemblati senza distinzione e accoppiati in modo del tutto casuale. Capita così di trovare spesso chitarre vintage con il pickup al manico che misura valori di resistenza ben superiori rispetto al suo compagno installato al ponte.
Alcune eccezioni di pickup dedicati a usi specifici tuttavia esistono anche nella produzione di allora, specie trai PAF dorati: al manico di alcune hollow body da jazz veniva installato un pickup che aveva i pole-pieces con distanziatura leggermente più stretta. Sui modelli con Varitone in uno dei due pickup veniva rovesciato il magnete per invertirne la fase. Lessi una volta su un forum il post di un chitarrista che non si capacitava del fatto che nella sua ES-345 vintage con Varitone bypassato ed eliminato dal circuito, i “tanto decantati vecchi PAF” suonavano molto peggio di un normale set di pickup nuovi. Il motivo era semplicemente che i suoi PAF suonavano in controfase magnetica.
Avevano orientamento magnetico inverso anche i PAF destinati alla posizione centrale delle Les Paul Custom ed SG/Les Paul Custom per avere, con il selettore in posizione di mezzo, quei caratteristici suoni surf dati dal pickup al ponte e da quello centrale accoppiati in controfase.

PAF originali e repliche moderne: quale pickup scegliere?

Ritengo che i PAF long magnet originali siano ormai esclusivo appannaggio di collezionisti con l’esigenza di restaurare modelli vintage di pregio e grande valore di mercato. Mi sentirei di consigliare un long magnet a un amico chitarrista soltanto se fosse abbastanza fortunato da avere la rara opportunità di provarlo prima dell’acquisto sulla chitarra in cui intende installarlo, sempre ammettendo di trovarne uno (o addirittura una coppia) per un prezzo ragionevole da fonte sicura e super-referenziata, tutte evenienze assai improbabili. Questo vale tanto più per i PAF bianchi e zebrati del ’59, dalle quotazioni di mercato assolutamente proibitive.
Un autentico short magnet di seconda generazione potrebbe essere tranquillamente acquistato a scatola chiusa, non credo che possa mai deludere le aspettative dal punto di vista sonoro, sempre a potersi permettere di pagare anche per la plusvalenza data dalla decal PAF.

L’acquisto ideale per un chitarrista in cerca di originali potrebbero essere i Patent Number/PAF, assolutamente identici ai PAF short magnet ma con decal un po’ meno ambita dal mercato dei collezionisti o naturalmente anche i Patent Number seconda serie. Parliamo comunque di pickup dalla resa sonora ineguagliata dalle riedizioni contemporanee e dunque ricercati e costosissimi.
Purtroppo, con la copertura sigillata è impossibile distinguere le differenti serie di PAF o Patent sticker e aprire per la prima volta una cover saldata in fabbrica può svalutare di parecchio il pickup: con cover rimossa non vi è più alcuna garanzia che il pickup non abbia subito manomissioni.

L’elevatissima qualità della resa sonora degli humbucker vintage prodotti da Gibson fino alla metà degli anni ’60 può rivelarsi anche un’arma a doppio taglio. Il loro suono è così eclatante, direbbero gli anglofoni “in your face”, che PAF o Patent Number delle prime due serie potrebbero svelare difetti nascosti della chitarra in cui sono montati e risultare una scelta inappropriata, addirittura eccessiva rispetto al valore dello strumento. Direbbe qualcuno: “come mettere un motore Ferrari in una Fiat Punto”.
In quest’ottica, per apportare un upgrade a una Gibson Vintage Reissue contemporanea, i T-Top anni ’60 potrebbero essere la scelta più bilanciata e indovinata per molti chitarristi.

Se si preferisce percorrere la strada più comoda, semplice e sicura di acquistare pickup nuovi, non rimane che tuffarsi nell’affollatissimo mercato delle riedizioni.
Ci sono decine di costruttori che hanno fama internazionale di produrre accuratissime riproduzioni. Solo per citarne alcuni: Electric City, Skatterbrane, Sheptone, Wolfetone, Seymour Duncan Custom Shop, Bare Knuckle, Lollar, Lindy Fralin, Peter Florance-Voodoo. A questi vanno aggiunti i piccoli laboratori, alcuni dei quali presenti sul mercato locale con ottime produzioni artigianali. Gli Stephens Design sono tra le riedizioni più blasonate ma la loro produzione è limitatissima e discontinua, con conseguente impennata delle quotazioni. Tra le riproduzioni che oggi godono di migliore reputazione ci sono i Wizz, fatti in Croazia, gli OX4, Inglesi di Oxford e i costosi Throbak americani. La Throbak ha una cura filologica certosina, fino al punto di avere rilevato le bobinatrici originali usate nello stabilimento Gibson di Kalamazoo negli anni ‘50 oltre ad avere un’attenzione maniacale per il reperimento di materiali identici a quelli impiegati nella lavorazione dell’epoca. Questa meticolosa accuratezza per i dettagli dà i suoi frutti.

PAF originali e repliche moderne: quale pickup scegliere?

Grazie al mio caro amico Jeanpierre, ho avuto la possibilità di testare un set di Throbak DT-102 MXV, studiato per clonare minuziosamente una coppia di Long Magnet originali. Il tipo di lega dei magneti, l’offset tra le bobine, il modo in cui il filo è avvolto e ogni altro dettaglio è stato fedelmente riprodotto dalla coppia di PAF presi a modello. Il risultato è stupefacente e c’è chi dice che questi humbucker in un blind test potrebbero facilmente confondersi con alcuni originali. Il segnale è chiaro, definito e presente e la ES-335 ’63 Reissue di Jeanpierre ha beneficiato di un miglioramento impressionante rispetto alla coppia di Burstbucker in dotazione di fabbrica. Discorso analogo anche per un paio di eccellenti OX4 che provai su una SG Les Paul VOS.

Ciò di cui queste ottime riedizioni sembrerebbero deficitare è l’espressività della particolare texture sonora profonda e articolata dei PAF. Quella che probabilmente è la caratteristica più evidente dei reissue contemporanei è che, rispetto a PAF, Patent Number e T-Top dell’epoca, appaiono più compressi e sensibilmente meno reattivi alla dinamica del tocco, motivo che mi portò alla decisione di vendere gli OX4 e di lanciarmi alla caccia di originali vintage.
dt102 mxv gibson gli articoli dei lettori paf pickup throbak
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Commenti
di franklinus [user #15063] - commento del 17/12/2017 ore 15:50:31
i tre articoli che hai scritto,che io ho letto con piacevole interesse,meriterebbero un plauso da tutti gli accordiani indipendentemente dal loro essere d'accordo o no;io,con la mia esperienza chitarristica(leggasi:con il passare degli anni,sic!)ora e solo ora non credo molto alla taumaturgia dei vari pick-up,siano essi vintage o newvintage,penso piuttosto che un buon ampli sia l'artefice di un bel "suono ",sia che uno si chiami steve vai o steve vieni;però oggi,con tutte le cornucopie del suono virtuale,è estremamente difficile far capire ai chitarristi millenials e non la poetica dei paf
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 17/12/2017 ore 18:44:44
Franklinus, grazie innanzitutto per le tue gentili parole di apprezzamento. Certo, capisco che questi tre articoli in sequenza (o, più correttamente, tre parti dello stesso articolo) possano suonare come una lode incondizionata ad un certo tipo di pick-up ma non era mia intenzione osannare il ruolo del pick-up tout-court. Come scrivevo, il pick-up deve essere proporzionato al resto della nostra strumentazione per evitare il pericolo "motore Ferrari dentro Ford Fiesta". In questo senso un pick-up di grande pregio potrebbe addirittura rivelarsi controproducente. Mi viene da rimandarti ad un articolo che ho scritto qualche tempo fa in cui dico appunto che il suono è la risultante di tutta una serie di elementi da considerare con cura e attenzione: vai al link
Rimane comunque innegabile che il pick-up riveste un ruolo di rilievo in questa catena: direi che il pick-up sta al chitarrista come il microfono sta al cantante.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 17/12/2017 ore 19:12:47
Bella tripletta ma personalmente avrei preferito una comparativa tra i pick up odierni "normali" e non ultra boutique
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 17/12/2017 ore 19:34:37
Grazie JFP, è il caso di dire che ognuno segue quello che è più "nelle proprie corde" : ) e devo dire che non amo i pick-up "odierni normali", nemmeno quelli montati su alcune costosissime Custom Shop. D'altra parte, se mi consenti una piccola nota personale, il fatto che abbia scritto della storia dei PAF non significa certo che io li ritenga gli unici pick-up al mondo. Avevo una Gretsch del '59 con un Filtertron P.A.F. che era tra i migliori pick-up che io abbia mai avuto e adoro i vecchi P-90 e i Telecaster vintage!
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 17/12/2017 ore 19:59:33
D'accordissimo con te. Io in materia sono un eretico. La mia tele che adoro ha al manico un p90.
Il mio ragionamento era quello di dare ausilio a tutti quelli che vorrebbero mettere una buona replica su un les paul normale, una fiesta insomma, però è chiaro che ognuno da il taglio che preferisce ai propri articoli
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 17/12/2017 ore 20:37:52
Qualche anno fa sono rimasto folgorato e affascinato dalla storia dei PAF...mi sono documentato molto, ho letto tantissimo e alla fine ho deciso di provare ad acquistarne una coppia.
Dopo una lunga e minuziosa ricerca son riuscito ad accaparrarmi una set di long magnet...il negozio americano, molto serio e specializzato in questo tipo pickups, mi ha fornito una serie di documentazione e tutte le garanzie di originalita' dei prodotto.
Arrivati i pickups, li ho montati sulla mia Les Paul e a questo punto il risultato e' stato abbastanza sorprendente.
I pickups erano davvero molto sensibili, traducevano in modo imbarazzante le vibrazioni della chitarra, il mio tocco e tutto cio' che ne derivava, errori compresi.
Come evidenziato nei commenti precedenti, questi pickups possono esaltare i pregi di una chitarra ma anche i difetti, stessa cosa per il chitarrista...
Il suono era molto ricco ma allo stesso tempo asciutto. Il pickup al manico era molto brillante, quasi troppo mentre quello al ponte era davvero molto aggressivo, asciutto e scopiettante.
Li ho tenuti per qualche anno e poi li ho rivenduti. Li ricomprerei? No.
La spesa secondo me e' troppo elevata e il suono che si ottiene lo si puo' ricavare lavorando di fino sull'equalizzazione dell'ampli. Magari non e' lo stesso suono, pero' ci si arriva veramente vicino. Magari non erano neanche un buon set di PAF, chi lo sa...fatto sta che i T-Top che ho avuto dopo mi piacevano molto, ma molto di piu'. Nella mia idea c'era che con i PAF avrei avuto un suono alla Page...ero probabilmente ingenuo, non suono come lui, non ho il suo ampli, non ho la sua chitarra e il suo studio di registrazione. Un pickup non mi avrebbe mai dato quel suono (pero' con i T-Top ci sono arrivato molto piu' vicino).
Oggi non mi interessa piu' emulare un suono, ma se lo volessi fare ci arriverei vicino lavorando sull'equalizzazione dell'ampli e sui toni della chitarra.
E' un mondo affascinante quello dei PAF, sono un pezzo di storia: oggi ci sono delle riproduzioni talmente fedeli che secondo me e' meglio lasciarli alla storia quelli originali.
Gli italiani FlameTone sono straordinari, cosi come i citati Throbak (io ho i PG102)...
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 17/12/2017 ore 20:50:08
Molto interessante la tua esperienza Repsol. Forse per completare il quadro sarebbe utile sapere se hai montato i Long Magnet su una riedizione o su una chitarra vintage originale; nel primo caso i conti tornerebbero perfettamente: spesso il "low profile" dei T-Top su una riedizione è preferibile alla "scoppiettante aggressività" (come tu dici) dei PAF di prima generazione.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 17/12/2017 ore 21:30:23
Ti confermo che era una redizione, una R9 Historic Reissue di fine anni '90.
Sulla Heritage 80 dell'82 non li ho provati, sarebbe stato molto interessante capire le differenze, ma ero e sono tuttora soddisfatto dei Tim Shaw per cui non ne ho sentita l'esigenza. Ecco, il Tim Shaw a mio avviso e' un gran pickup, solo che ne ho provati e avuti alcuni e non sono molto "consistent"...sono parecchio diversi uno dall'altro. A volte il neck pickup puo' essere troppo scuro e il bridge troppo brillante. Ma se si azzecca l'accoppiata sono una bomba!
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 17/12/2017 ore 21:36:42
Grazie! Si, infatti anche i Tim Shaw sono ottimi e sicuramente sono parte integrante della storia di una chitarra come la Heritage 80.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 18/12/2017 ore 09:28:27
Bravo che hai citato i Flameton! ottimi cloni che non malfigurano al cospetto degli SD (Stephend Design).
Tra l'altro li usava (o li usa ancora non so) Bonamassa, no che sia rilevante la cosa, ma solo il fatto che un prodotto italiano sia arrivato ad una star internazionale vuol dire sicuramente qualcosa, in ogni caso chi li ha provati recentmente ne è rimasto molto soddisfatto.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 18/12/2017 ore 16:12:42
Si hai ragione, li ha usati o li usa ancora Bonamassa. Sono pickups straordinari, difficili da trovare e costosi, ma permettono un bel salto di qualità allo strumento. E mi piace che son italiani...
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 18/12/2017 ore 10:17:50
Per dei comuni mortali in cerca di buoni PAF nuovi a prezzi " normali" per ad esempio una Custom e una SG cosa suggerireste ?
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 18/12/2017 ore 10:37:49
Ciao Esseneto, la tua domanda comunque presuppone l'esigenza di fare un upgrade rispetto ai Burstbuckers o Classic 57 di serie sulle tue Gibson. I Wizz, in quest'ottica, non sono particolarmente costosi. Ci sono laboratori artigianali che fanno ottime riproduzioni a costi contenuti e naturalmente c'è il mercato dell'usato dove è possibile trovare di tutto contenendo la spesa. Ad alcuni chitarristi piace sperimentare con diversi pick-up per poi rivenderli dopo averli testati.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 18/12/2017 ore 10:47:34
Ci sarebbe da capire cosa intendi per prezzi normali...
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 18/12/2017 ore 13:35:09
intendo 100 max 150 euro a pick up
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 18/12/2017 ore 13:41:46
Si, allora credo che ci siamo con quello che ti ho risposto sopra; Wizz e OX4 rientrano più o meno nel budget che indichi, tanto più se riesci a trovare un set di seconda mano.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 18/12/2017 ore 16:10:04
Per quella che è la mia esperienza, spendendo una cifra “normale” si rischia di non migliorare i già ottimi Classic 57. Per fare uno step davvero migliorativo bisogna andare su pickup molto costosi. Andando su pickup dal prezzo onesto si cambia leggermente il timbro, la risposta dinamica dello strumento e a questo punto diventa soggettivo
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 18/12/2017 ore 17:23:1
ti do ragione sul fatto che Gibson monti già di serie degli ottimi pu, e che l'upgrade debba essere sostanziale definitivo e ragionato, ragionato nel senso che non si deve cambiare PU a prescindere ma cercare un PU che ti dia quello che ti manca.
Sulla mia ho sostituito i BB di serie perchè quello al manico lo volevo con un comportamento diverso ed i Wizz che ho installato questo fanno, oltre che essere estiticamente 5 spanne sopra tutti!
Non sono d'accordo sul fatto che i Classic 57 siano degli ottimi pickup, li trovo tra i più piatti ed anonimi che ci siano in commercio, su una semihollow te ne accorgi meglio, basta sostituirli con dei Seth Lover per notare un miglioramento, se poi vai di Antiquities migliori ancora e parliamo di PU ancora commerciali.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 18/12/2017 ore 18:24:44
Si e' davvero importante avere le idee chiare...se si parte dal presupposto di voler migliorare in senso generale probabilmente si rimarra' delusi. Se invece si ha ben chiaro l'obiettivo, come nel tuo caso, allora la ricerca e il cambiamento potra' dare dei grandi benefici.
Il Classic 57 non sono i migliori pickup in circolazione, ti do ragione. Ma sono piuttosto neutri, onesti, fanno quello che devono fare senza lode e senza infamia. Io poi lavoro molto sull'eq dell'ampli, per definire il suono, e il Mesa in questo caso permette molto. Li ho sulla 355, sono equilibrati, rispondono bene a qualsiasi ampli attacco la chitarra. Il manico e' molto equilibrato, caldo e articolato, con dei bei medi, al ponte e' asciutto e cattivo quanto basta. Insomma, non ci troverei un difetto da spingermi a cambiarli. Sono piu' o meno come la ragazza carina, non bellissima, ma che ti e' fedele e cucina bene
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 18/12/2017 ore 18:41:1
Ho riletto e correggo, su una semihollow i '57 rendono meglio, i limiti li trovi amplificati su un solido body, infatti ti trovi bene tu sulla tua.
Capiamoci non fanno schifo, li trovo solo anonimi.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 18/12/2017 ore 18:44:46
Non li ho mai avuti su una solid ma avendoli sottomano spesso, non faccio fatica a crederti. Probabilmente su una solid hanno davvero dei limiti.
Rispondi
di telecrok [user #37231] - commento del 18/12/2017 ore 18:13:56
per me i Trobak sono i migliori e si adattano bene, per il resto un bel paio di Burstbuker Pro 2 vanno benissimo, il resto ce lo mette l'ampli..
Rispondi
di Tubes [user #15838] - commento del 18/12/2017 ore 18:21:50
Ciao e complimentissimi per come tratti in maniera appassionata e competente un argomento del genere . Ho una Heritage 535 acquistata qualche anno fa ; ne ho parlato qui su Accordo con altri amici proprio perchè i pick-up di serie, che non so assolutamente purtroppo cosa siano (anzi se puoi darmi lumi...) non mi soddisfano granchè, specie quello al ponte . Mi hanno dato parecchi consigli, tutti molto validi . Tu, visto che ne tratti con esperienza, cosa puoi aggiungere, se ti va ovviamente !
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 19/12/2017 ore 02:38:3
Grazie Tubes. Purtroppo sui pick-up della tua chitarra non molto mi è dato a sapere: ho trovato una vecchia pubblicità della Heritage tra le mie scartoffie e si limitava a specificare che i pick-up sono due humbucker! Comunque se pensi che la tua H-535 meriti un upgrade, per chitarre della famiglia 335, vedrei bene un bel paio di T-Top patent sticker anni '60, se invece vuoi buttarti sulle riedizioni non hai che l'imbarazzo della scelta, sicuramente non sbagli con nessuno dei modelli citati nell' articolo, dipende molto da ciò che riesci più facilmente a reperire e dal budget disponibile..
Rispondi
di umanile [user #42324] - commento del 19/12/2017 ore 09:58:47
Sono il felice possessore di un LP traditional, un LP VOS R8 è una es 355 dei primi del '66 con due pat number originali.
La R8 e la traditional montano gli stessi PU, dei burstbucker, ma suonano sensibilmente diverse: la R8 più squillante e la traditional con le alte più smussate. La 355 è il "cavallo" più particolare. Oltre ad essere semi hollow è anche stereo con varitone, quindi se collegata in mono, nella posizione centrale, suona in controfase (un po' come certe cose degli Zep).
Tra tutte e tre è stranamente quella con meno output e tante, tantissime medie, tantoché è diventata la mia solista preferita.
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 19/12/2017 ore 10:10:0
Interessante Umanile, naturalmente per il suono della 355 il Varitone gioca un ruolo importante in quanto, almeno sulle vintage originali, non ha una posizione "bypass" ed il suo compito è quello di "scavare" deliberatamente alcune frequenze creando quelle sonorità particolari a cui fai riferimento. La tua è una di quelle chitarre in cui è impossibile capire che generazione di Patent Number montino senza rimuovere le cover... ma naturalmente se hanno le saldature originali di fabbrica mi guarderei bene dall'aprirli!
Rispondi
di umanile [user #42324] - commento del 19/12/2017 ore 13:19:2
Sì, tutto vero, infatti non gli ho mai toccati. Però l'elettronica di quella chitarra le da un suono davvero particolare, molto medioso. Non mi stupisce che gente come Freddie King o B.B. king l'abbiano adottata per un solismo che doveva farsi sentire in mezzo ai fiati!
In ogni caso la mia Gibson preferita, quella che suono più spesso è la R8.
Quando la provai, io che sono cresciuto tra le gibson che montavano i 490r o i 498t, pickup a mio avviso con un output esagerato e pochissime medio alte, credo ceramici, buoni per il metal e poco altro, fu una rivelazione.
Rispondi
di lbaccarini [user #14303] - commento del 20/12/2017 ore 10:14:02
Sulla mia R8 ho gli OX4 che trovo ottimi (ovviamente come la maggior parte di noi non ho mai provato dei PAF originali). Devo anche dire che l’ho presa che li aveva già montati, mi sono piaciuti e li ho tenuti (gli originali erano burst buckers). Sulle mie altre Gibson (SG Custom e 335) ho i Classic 57 che trovo molto buoni (Jason Lollar in una mail mi disse che li trovava tra i migliori humbucker di Gibson) e poi ho i custom buckers su una SG std c. shop. Mi piacciono tutti parecchio ed è difficile fare confronti tra l’altro perché sono tutte chitarre diverse. Su una Les Paul standard che ora ho venuto avevo montato i Lollar Imperial (regular wind) che erano anch’essi ottimi.p (i 490 e 498 non mi facevano impazzire). In generale preferisco affidarmi a pickup fatti oggi perché su quelli vintage, costo alto a parte, non saprei capire con certezza se si possa trattare di una “partita buona” o meno, oggi credo che sia Gibson, sia i produttori boutique riescano a garantire maggiore standardizzazione (che in questo caso è un pregio) e migliore attinenza al quello che dovrebbe essere il suono originale del tempo.
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 21/12/2017 ore 12:07:56
Anche io, contrariamente all'opinione più diffusa, prediligo i Classic 57 ai Burstbuckers, ad ogni modo, immagino che nella mail Jason Lollar si riferisse agli humbucker Gibson di produzione contemporanea.
Sicuramente hai ragione, districarsi oggi nel mercato del vintage è come muoversi in un campo minato e a meno che non si abbiano contatti di fiducia e buona conoscenza di quello che si cerca, conviene rivolgersi ai produttori boutique.
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 05/01/2018 ore 00:19:12
Senza offesa ma credo fermamente che ci sia più differenza di suono a montare un set di elixir piuttosto che daddario o usare un plettro in osso di bufalo piuttosto che in plastica che tra un set di Throbak e uno di Classic 57. Imho ovviamente.

Credo che un buon arrotolatore nostrano come dreamsongs o pickupmakers possano soddisfare la voglia di paf del 95% dei chitarristi. Gli altri si procurino i cordoni facilmente ossidabili in uso negli anni 50 e cavi d’epoca :)
Rispondi
di bobchill [user #6868] - commento del 05/01/2018 ore 10:33:29
Devo dirti che nella mia esperienza personale non ritrovo proprio nulla di ciò che hai scritto, senza voler sminuire il ruolo delle corde, ovviamente.
...E non ironizzerei molto neanche su corde pure nickel e sui cavi: gli unici cavi attuali che sono riuscito a trovare che si avvicinano alla resa dei cavi d'epoca sono CBI (non disponibili in Europa) e Horizon; basta un semplice test comparativo per rendersene conto.
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 05/01/2018 ore 10:40:13
Difatti ho citato i cavi proprio per quello. Perché se uno vuole andare a cercare le sfumature con pickup da 500 dollari dovrebbe pensare anche ai cavi. Se Monti elixir 010 e Throbak e cavi moderni forse c’e Qualcosa che non va...
Comunque opinioni personali: prova un plettro in osso spesso e confrontalo con uno in plastica e credo troverai parecchie differenze. A propostito, che plettri usavano nel 1959?
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