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Il digitale fa schifo solo nei tuoi ricordi
Il digitale fa schifo solo nei tuoi ricordi
di [user #17844] - pubblicato il

Il digitale è freddo, anonimo, per questo sei tornato alle valvole e ai pedali analogici. E se invece fosse tutto nella tua testa? Facciamo un esperimento.
Ci sono tanti luoghi comuni e assiomi nel mondo degli strumenti musicali. Alcuni hanno dei fondamenti ben chiari, altri sono frutto di leggende metropolitane e convinzioni più o meno realistiche, ma hanno quasi tutti lo scopo di farci districare al meglio nella selva di prodotti che ogni giorno inondano il mercato. Li ripetiamo a noi stessi e agli altri per risparmiare tempo, per fare acquisti più mirati, col rischio di perderci qualcosa di davvero interessante per la strada.

Il digitale fa schifo solo nei tuoi ricordi

Se vediamo un overdrive con "screamer" nel nome o piazzato dentro uno chassis verde, lo liquidiamo come il solito clone. Se si scopre che una modulazione è digitale la si scarta senza neanche accenderla perché, si sentenzia, non sarà mai in grado di replicare il suono organico e complesso di un circuito analogico.

Che il digitale faccia schifo e non raggiungerà mai un livello accettabile per il fine orecchio del chitarrista da birreria e per il suo attento pubblico è una delle convinzioni più radicate in molti musicisti. Si dimentica troppo spesso che quest'idea è figlia di un preciso momento storico. Passata la febbre per i rack degli anni '80 e parte dei '90, i chitarristi hanno riscoperto le meraviglie delle testate, valvole e stompbox analogici d'annata. Un po' come la mania del vintage, che fa suonare divinamente alle orecchie dell'appassionato qualunque strumento precedente agli anni '70, la fobia del digitale ha convinto tutti che 0 e 1 fossero nemici giurati del Suono.

Questo accadeva circa vent'anni fa, le scrivanie degli uffici erano occupate dai Pentium II a tubo catodico da 200 e rotti MHz e i ragazzi si godevano i 33MHz della prima PlayStation. In pedaliera, avevamo tutti una Zoom 505. Era tutto divertente, stimolante, ma sapevamo che quegli overdrive suonavano fasulli come le tette triangolari di Lara Croft nel primo Tomb Raider.

Oggi i computer arrivano ad avere anche 8 core ognuno dei quali mangia a colazione un intero Pentium II, e la PlayStation 4 - che non è neanche la console più recente in circolazione - ha una potenza di 1,6GHz. Di pari passo, anche Tomb Raider è migliorata. Un sacco.
Perché non considerare alla stessa maniera anche l'avanzamento tecnologico in campo musicale?

Il digitale fa schifo solo nei tuoi ricordi

I processori digitali di oggi sono infinitamente più potenti dei loro antenati. Un multieffetto moderno per uso casalingo può gestire una quantità di informazioni tempo fa alla portata solo dei grossi studi, e le interfacce utente si sono evolute di conseguenza, diventando sempre più immediate e complete.

Forse quello che ancora oggi ci fa vedere il digitale come la nemesi del buon suono è un velo che ci si è posato sugli occhi ormai due decenni fa, quella stessa barriera che mai ci avrebbe fatto immaginare di avere un giorno in casa occhiali per la realtà virtuale e televisori a 4K.
Così come si rispolvera la vecchia PlayStation trovata in soffitta e la si accende pensando "oddio, ma la grafica era davvero così?", riascoltare oggi un processore digitale dell'epoca può farci rendere conto di quanti passi avanti siano stati fatti finora.
Abbiamo voluto sperimentarlo con un vecchio rack Rocktron Chameleon Online, una macchina largamente apprezzata e ritenuta ottima per la sua epoca ma che, accendendola oggi, fa quasi tenerezza per l'ingenuità di alcune soluzioni progettuali e per certe sfumature sonore demodé.



Cinque minuti con un processore digitale di fine anni '90 possono essere illuminanti. Se ne avete modo, vi consiglio di fare lo stesso esperimento e, subito dopo, di mettere le mani su un multieffetto più recente o anche su una semplice app per smartphone: quel velo non apparirà più così pesante.
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di Benedetto utente non più registrato
commento del 24/01/2018 ore 07:47:21
Grazie per l'informazione.
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 24/01/2018 ore 08:25:31
"Perché non considerare alla stessa maniera anche l'avanzamento tecnologico in campo musicale?"

Perchè in ambito computeristico e videoludico un aumento del tasso tecnologico si traduce in un miglioramento della velocità di calcolo e delle prestazioni. Ma in che modo deve necessariamente interessarmi qualcosa del genere in campo musicale, dove l'equazione performance=qualità non esiste? Al massimo si potrà avere un aumento di praticità, che non è poco e a molti potrà sicuramente servire, ma onestamente se il mio suono di riferimento posso ottenerlo in modo analogico non vedo il problema.


Che poi neanche a discutere come i vg più belli della storia nascono e muoiono su PS1
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di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 09:26:17
Non è vero, maggiore potenza di calcolo significa poter processare più informazioni al secondo, avere dei convertitori AD/DA più veloci e performanti.
Questo si traduce in una maggiore qualità delle simulazioni, e una maggiore complessità degli algoritmi che si possono utilizzare specialmente per delay e riverberi.
Infatti lo zoom 505 non suona sicuramente come un AX8 o un Kemper, giusto? Quindi l’equazione performance = qualità esiste eccome.

Detto questo se sei contento del tuo set up analogico, non devi certo cambiarlo.

P.s.: Pac Man era bellissimo ma solo con Bad company 2 ho perso la vista
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di Ghesboro [user #47283]
commento del 24/01/2018 ore 11:31:23
Esatto, aumenta la performance del prodotto digitale, ma non si ottiene qualcosa che in grado di bypassare il circuito analogico, perchè alla fine della fiera è quello che rappresenta il riferimento, e che il digitale tenta di emulare (ormai riuscendoci anche molto bene). E' un avanzamento che cerca di raggiungere un risultato già ottenuto con mezzi diversi, tecnologici appunto.
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di 7cordista utente non più registrato
commento del 31/01/2018 ore 12:47:1
Non mi trovi d'accordo. Alla fine i migliori delay, sono ancora quelli creati negli anni '80 e '90, dove la potenza di calcolo era veramente ridicola...
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di fabrimix1 utente non più registrato
commento del 24/01/2018 ore 08:36:50
Con una band che sto costruendo in questi giorni stiamo costruendo i suoni di chitarra con una gt-6 del 2001 ed una gt-8 di poco più giovane...e ne stanno uscendo fuori robe incredibili! Certo, c'è da tralasciare gli emulatori di ampli: quelli facevano davvero cagare! Ma per tutto il resto sono due mostriciattoli salvavita!
La gt-8 l'abbiamo comprata per 80€!
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di aghiasophia utente non più registrato
commento del 24/01/2018 ore 08:48:13
Se non avessi avuto la necessità espressiva, da un certo punto in poi della mia vita chitarristica, di sommare più delay o riverberi e agire in maniera più flessibile sulla costruzione della catena di effetti, probabilmente utilizzerei ancora la GT6. La qualità complessiva era più che buona, nonostante i passi da gigante fatti nel settore.
Per la sezione AMP emulati sono d'accordo con te. La mia attuale zoom g3xn è di gran lunga superiore al confronto.
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di Sykk [user #21196]
commento del 24/01/2018 ore 08:52:38
Ho sempre detto che un giorno gli aggeggi digitali da chitarra avrebbero avuto una qualità alta così come era già per le tastiere... e ci siamo arrivati 2 o 3 anni fa.
Comunque per me Lara Croft sarà sempre quella di Tombrider 2, un po' più arrotondata di quella a sinistra nell'immagine che invece è di TR1.
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di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 10:25:05
...Per me Lara Croft sarà sempre quella di Tromb Raider 2...
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di Farloppo [user #27319]
commento del 24/01/2018 ore 09:13:05
Io sono irrecuperabile: per me suonare con distorsore digitale (bit-crusher a parte) è un po' come guidare una Ferrari a gasolio...

E spesso e volentieri riaccendo il vecchio Nintendo 64 (che ormai ha più di 20 anni) per giocare a Mario Kart con gli amici...
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 24/01/2018 ore 09:17:51
non male le tette digitali, ma continuo a preferire quelle analogiche...
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di Zoso1974 [user #42646]
commento del 24/01/2018 ore 09:27:58
Non avrei saputo dirlo meglio... :o)))
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 24/01/2018 ore 09:47:46
Bell'articolo, pensavo fossero cose scontate ma a giudicare dai commenti mi sbagliavo. Estenderei il discorso anche ai pedalini: molti dei vecchi digitali che all'epoca sembravano fighi oggi fanno sorridere, altri invece vengono ancora emulati/clonati. le nuove 'cinesate' sono di gran lunga migliori dei vecchi scrausi, perché il progresso tecnologico serve ad alzare la qualità media ed abbassare i costi.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/01/2018 ore 09:50:00
La verità è che noi siamo legati a quello che le aziende hanno deciso di propinarci nel tempo. Il digitale ha sofferto dell'evoluzione tecnologica. In principio era vero che faceva cacare ma al giorno d'oggi si è arrivati ad un livello di perfezione veramente esagerata e non ha veramente più senso il discorso "digitale/analogico". Tuttavia è anche vero che, visto che il digitale è molto più economico, tutte le attrezzature da quattro soldi che vengono realizzate in digitale è facile che facciano pensare "il digitale è una schifezza". Così come dall'altro lato della medaglia è stupido e disonesto che ti facciano pagare quanto un signor valvolo/analogico un'attrezzatura totalmente digitale. Alla stessa maniera, ma in senso inverso, ha sofferto il transistor: non è assolutamente vera la dicotomia valvolare=buono/transistor=cacca. Sono le grandi aziende che hanno deciso questa cosa per motivi del tutto speculativi. Ma un transistor fatto bene può essere tranquillamente dinamico, caldo e ben suonante quanto un valvolare. Le ragioni dell'impostazione assunta dalle aziende nel corso del tempo è facilmente intuibile. Se facessero i transistor che suonano bene quanto un valvolare si venderebbero solo quelli. Al contrario è possibile dire "aaaaaah, questo è un valvolare... è un'altra cosa... devi pagare assai per averlo". In ogni caso: così come esistono le cose digitali che suonano una schifezza, così esistono gli analogici che suonano ugualmente. Quindi, alla fine, è sempre meglio approcciarsi alle cose senza pregiudizi e provare senza farsi troppe pippe mentali. Suona bene ciò che suona bene e male ciò che suona male. Indipendentemente dalle tecnologie. L'ideale sarebbe cercare di essere avulsi da ciò che vogliono farci a tutti i costi credere quelli coi soldi. Perchè l'unica assoluta verità è una sola: i soldi ce li hanno loro, i culi sono sempre i nostri e sappiamo bene come cercano quelli coi soldi di farne sempre di più.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 24/01/2018 ore 09:50:05
Tutto verissimo, l'intelligenza sta nel prendere il meglio da entrambi i mondi, ma faccio notare che il paragone con i videogames mostra anche il perchè il digitale sia ancora guardato con sospetto: Lara anni '90 è un ammasso di poligoni, Lara 2018 è fantastica ma.. nessuno la scambierebbe per vera. Sta tutto qui il punto: le rappresentazioni digitali (audio, grafica) non sono ancora arrivate al realismo completo. E' un cammino che si compirà, prima o poi. E poi c'è un altro discorso: chi fa le versioni digitali è tentato di rimuovere i "difetti" dell'analogico. Lara è talmente bella da essere stucchevole. Il mio fuzz face non satura linearmente, ma a pieno gain si mangia le alte frequenze. Ho provato versioni emulate che magicamente sono lineari su tutto, bellissimo, ma non è il mio fuzz face.
Rispondi
di esseneto [user #12492]
commento del 24/01/2018 ore 10:16:15
La mia esperienza con il digitale è abbastanza recente e si chiama Yamaha thr 5 un piccolo amp che sembra più una radio retrò che un vero amplificatore per chitarra completo di tutto quello che può servire.Preso usato per fare un favore ad un amico che non sapeva cosa farsene, dopo 30 anni di valvolari è diventato il mio ampli principale nel mio studio casalingo. E' veramente incredibile come non faccia per nulla rimpiangere un vero ampli a valvole, dinamico, fedele al suono di qualsiasi chitarra gli si colleghi e la qualità degli effetti on board è pazzesca. Speravo vivamente che non ne facessero un modello più potente dei 10 watt di cui dispone perchè sicuramente sarei stato tentato di compralo relegando i miei vecchi bestioni a valvole ad oggetti d'arredamento.....l'hanno fatto......
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 10:40:00
Ciao Pietro,
guarda un esperimento recentemente l'ho anche fatto, studio di registrazione professionale interfacce audio da migliaia di euro preamplificatori professionali, i migliori software, DAW ed una suite completissima di plugin della Universal Audio, ah un Kemper nell'angolo.
L'ampli valvolare fisico con relativi pedali è risultato a detta di tutti il miglior suono, anche il reamp non è stato apprezzato così tanto come le tracce suonate direttamente con l'ampli.
Capiamoci hai ragione che c'è un abisso tra la 505 ed una AX8 però cosa vuoi a parità di prezzo le soddisfazioni maggiori si ottengono ancora con due lampadine accese ed un pedale.
L'una non deve a mio avviso sostituire l'altra come tecnologia ed il paragone serve sempre e solo per misurare l'aumento di qualità del digitale e non per sminuire le valvole, perchè di fatto il digitale sta ancora scimiottando le soluzioni classiche, vedremo più avanti se troverà una sua strada.
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 11:40:09
…e scommetto che alla fine hai registrato il tutto su un vecchio Tascam a nastro a 4 tracce per non perdere il sapore dell’ analogico :-D
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 12:02:16
ahaha non colgo l'ironia, ho premesso che è stato registrato tutto digitalmente, in ogni caso il confronto è stato molto pertinente visto che è stato tutto registrato con lo stesso sistema.
Ti dirò di più il digitale è risultato molto comodo perchè quello che senti in cuffia è quello che usciva dai monitor una volta registrato, mentre registrando l'ampli abbiamo dovuto fare alcune prove con i microfoni per ottenere il risultato che volevo.
Ma la cosa che più mi ha stupito è come suona diversa la traccia dry passata nel reamp fisico rispetto a quella suonata.
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 14:43:55
K J Ovviamente la mia è una provocazione, scusa l’ironia.

In registrazione ormai non si può più parlare di analogico contro digitale. Perché anche se suoniamo il miglior ampli a valvole del mondo il suono verrà digitalizzato prima o poi nella catena. Una volta registrato il segnale nessuno può distinguere una sorgente analogica da un modello digitale (ben fatto).

Diverso è il discorso del suono “dal vivo”, dove intervengono altri fattori come la pressione sonora della sorgente e quindi, irrimediabilmente anche la psicoacustica, in questo caso suonare con un ampli e una 4x12 sparata nella schiena o con un Kemper in spia (per es.) può incidere sull’intenzione dell’esecutore, soprattutto se ci sono pregiudizi.

Mi piacerebbe fare un test cieco con un chitarrista nella regia di uno studio con la sua chitarra e in sala un ampli e lo stesso ampli profilato da un Kemper. Purtroppo non ho uno studio ma se qualcuno volesse farlo…credo che ci sarebbero delle belle sorprese.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 16:13:3
Mah ti dirò in studio si sentiva benissimo la differenza tra le tracce fatte con i Plugin di UAD e l'ampli.
Posso dirti che in quell'occasione in studio mi son trovato non per fare dei test ma per registrare un disco, quindi con tutta l'intenzione di fare bene, il confonto è nato un pò per caso perchè stavamo cercando il sistema migliore per registrare alcune tracce della ritmica, ed alla fine ci siamo trovati davanti ai monitor ad ascoltare tutto.
La cosa che mi ha stupito, anzi no è stata una conferma è stato l'utilizzo del reamp, la traccia dry utilizzata per registrare con i plugin è stata ripassata nell'ampli e da lì registrato, quindi avevo tre versioni alla fine, plugin, reamp e chiamiamolo live. Beh la differenza che c'era tra reamp ed ampli fisico suonato era notevole.
Oltre al fattore "psicoacustica" ti dirò che anche a feeling c'è ancora un pò di strada da fare, almeno questo il mio parere.
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 17:28:11
K J anche due ampli identici, uno con le valvole nuove e l’altro no, allo stesso livello di gain suoneranno differenti con la stessa traccia dry.

Non conosco i plug in della UAD quindi non posso giudicare, ma la mia esperienza personale è molto diversa dalla tua.

Io con un ampli vero e lo stesso profilato da un Kemper nella stessa stanza, non percepivo nè differenza nel tono né nel feeling.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 17:47:1
ma l'ampli era lo stesso, nel giro di mezz'ora son state registrate sia la parte suonata chirarra ed ampli che quella dal reamp.
Traccia semplice una ritmica arpeggio e strumming ma sufficiente a farci scartare il reamp.
I plugin erano utili per il feeling e per entrare nel mood del pezzo tanto poi sapevamo che sarebbero stati sostiuiti dal reamp.

Il Kemper è una macchina eccezionale provato troppo poco purtroppo, parlando con un professionista che lo usa mi ha detto che il fine tuning è importantissimo e che a livello della controparte reale c'è ancora qualcosa sul sustain che non lo convince ma non ho approfondito.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 17:47:1
ma l'ampli era lo stesso, nel giro di mezz'ora son state registrate sia la parte suonata chirarra ed ampli che quella dal reamp.
Traccia semplice una ritmica arpeggio e strumming ma sufficiente a farci scartare il reamp.
I plugin erano utili per il feeling e per entrare nel mood del pezzo tanto poi sapevamo che sarebbero stati sostiuiti dal reamp.

Il Kemper è una macchina eccezionale provato troppo poco purtroppo, parlando con un professionista che lo usa mi ha detto che il fine tuning è importantissimo e che a livello della controparte reale c'è ancora qualcosa sul sustain che non lo convince ma non ho approfondito.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 24/01/2018 ore 18:10:11
"Diverso è il discorso del suono “dal vivo”, dove intervengono altri fattori come la pressione sonora della sorgente e quindi, irrimediabilmente anche la psicoacustica, in questo caso suonare con un ampli e una 4x12 sparata nella schiena o con un Kemper in spia (per es.) può incidere sull’intenzione dell’esecutore" PAROLE SACROSANTE
Rispondi
di Salvodp [user #18421]
commento del 30/01/2018 ore 19:54:28
Penso stia alla sensibilità di ognuno di noi...io ho fatto un po' di blind test e sono sempre stato in grado di riconoscere il digitale dall'ampli reale...penso dipenda anche da come si è abituati.
A livello di ascolto ci sono delle differenze trascurabili tra le due tecnologie. E' il feel e la risposta che ho sullo strumento che non riesco ad ignorare. Il digitale suona molto bene, si può suonare benissimo in digitale sia in studio che dal vivo senza soffrire troppo ma da qui a dire che è esattamente la stessa ne passa...ancora oggi
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 24/01/2018 ore 13:59:09
Parole sante.
Mai fatta una prova del genere, ma ti credo fermamente.
E questo non per denigrare il digitale, anzi, ma le cose come stanno poi bisogna dirle. :-)
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 24/01/2018 ore 16:51:06
Mi verrebbe da dire: file audio or didn't happened! che fai, ce provochi? ;) sono troppo curioso adesso!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 17:06:55
Beati quelli che pur non avendo sentito crederanno!

Hai ragione comunque, provo a chiedere se è rimasto qualcosa, le tracce con i plugin erano le tracce guida quindi non so se siano state cestinate o no ci abbiamo passato tutta la primavera in studio.
Non avendo ancora pubblicato preferirei non inviare spezzoni di pezzi, in ogni caso appena posso magri un articolo ce lo faccio, o almeno pubblico qualcosa qui senza dire come è stato registrato...
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 24/01/2018 ore 11:15:41
Riprendo una parte del discorso di KJ Midway, quando alla fine dice che il digitale sta ancora scimmiottando quel che c'era prima. E mi domando, volutamente provocando: a che serve una enorme, abnorme crescita della potenza di calcolo e tante intelligenze dedicate, se alla fine il risultato di cui si vantano e' che "ormai non si distingue piu'" da cose che gia' avevamo negli anni '50 del secolo scorso. Le avevamo gia' quasi un secolo fa...ci abbiamo messo trent'anni e piu' solo per tornare al punto dove eravamo gia', e neanche del tutto.
Aldila' del fatto che il digitale ha tante ragioni di essere che anch'io, piu' interessato alle valvole, capisco e apprezzo, non e' un po' sintomatico di un mancato sviluppo, se l'unico modo per renderlo accettabile e' di dire che emula qualcos'altro? Ripeto, senza voler dire che gli accrocchi digitali di oggi suonano male, perche' sulla fascia alta non e' cosi', ma mi sembra una situazione dove un gruppo di conservatori viene sfidato da...un altro gruppo di conservatori. Pochi passi avanti.
Aggiungo un'altra considerazione: sicuri che il digitale faccia bene alle tasche? Mi spiego: uno dei problemi maggiori del settore e' la saturazione, ne abbiamo parlato anche qui qualche settimana fa. Ci sono in giro miliardi di pedali, ampli, chitarre nell'usato, ed il nuovo ristagna di conseguenza. Sicuri che il digitale non sia semplicemente il cavallo di troia per introdurre in questo mondo l'obsolescenza programmata, e costringerci tutti a ricomprare questi aggeggi ogni 4-5 anni, anziche' avere cose che durano una vita? Io continuo a comprare PC sempre piu' potenti perche0 si rompono, oppure serve piu' memoria, oppure non viene piu' supportato un dato sistema operativo e quello nuovo abbisogna di XYZ, e alla fine ci faccio sempre le solite quattro scemate...
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 12:07:5
MTB dimentichi però di dire che dentro un AX8 o anche un POD hai a disposizione CENTINAIA di effetti e simulazioni di ampli (che sono indistinguibili dall’originale).

Certo a me piacerebbe avere lo studio di Pete Thorn e suonare oggi un blues con un Friedman e domani death metal con un 5150, gli originali sono sempre gli originali e il feeling e l’appeal sono sicuramente diversi.

Io ho recentemente acquistato un G3X per suonare nelle Jam ed avere un minimo di personalità nei suoni senza dover necessariamente sempre adattarmi a quello che trovo sul palco (anche se mi piace farlo), va a batterie e ha dentro simulazioni abbastanza buone anche per suonare in diretta. 10 anni fa una tale libertà non l’avrei avuta, e considerando che mi capita sempre più spesso di dover entrare in diretta nell’impianto, questo è per me un enorme passo avanti!

Con gli stessi suoni mi posso registrare sul PC, esercitare in cuffia, suonare su una batteria elettronica e portarlo con me in tutte le occasioni, senza dover rinunciare alla sensazione di un vero ampli.

Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 24/01/2018 ore 12:28:19
Ma certo, lo so che e' infinitamente piu' pratico, e uso anch'io qualche cosa del genere quando la praticita' prevale. Ma delle centinaia di suoni se ne fanno qualcosa quasi solo quelli che fanno session o cover pop, gli altri magari smanettano con centinaia di suoni (ti diro' di piu': io suonavo da ragazzo e poi ho smesso per parecchi anni. Quando ho ripreso, diversi anni fa, non ci capivo nulla degli effetti perche' ai miei tempi esistevano circa tre Boss nei negozi e la cosa finiva li', e ho deciso di ricominciare con una Korg AX1500 non tanto per la qualita' dei suoni in se' ma perche' mi poteva dare una infarinatura di base su cosa mi sarebbe potuto servire, prima di andare a cercare quel che faceva al caso mio. Ho ugualmente speso uno sproposito in effetti vari negli anni successivi, ma almeno posso dire che sono tutte cose che grossomodo rientrano nel mio modo di suonare, perche' ho ad esempio capito che di un flanger non avrei saputo cosa farmene) ma alla fine cercano quelle cose che li fanno sentire meglio, e non ne servono mille. Ne mettono mille solo perche' cosi' lo possono vendere a mille chitarristi diversi in versione identica, abbattendo i costi - e' piu' una esigenza dei produttori, che degli utilizzatori.
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 16:23:39
Concordo pienamente.

La tecnologia deve aiutarci ad esprimerci meglio e non a renderci schiavi. Avere milioni di opzioni può essere talvolta fuorviante e confondere le idee e la cosa che odio di più in assoluto è spippolare su un multieffetto per ore invece che suonare la mia amata chitarra.

Ma questo non è un limite della tecnologia, piuttosto di chi la usa.

Vedo la stessa frustrazione spesso in amanti dell’analogico che passano la vita a modificare i propri pedalini aggiungendo uno o due nanoF a questo o quel condensatore. Non è forse la stessa faccia della medaglia?

Il mercato del digitale sicuramente è molto prolifico e c’è chi spende intere tredicesime ad inseguire l’ultimo modello, ma il mercato dei pedali e ampli da boutique non è da meno e molto spesso le differenze di prezzo dall’ampli o dal pedale di riferimento (vecchio di 20 anni) non giustificano l’acquisto!
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 24/01/2018 ore 18:02:43
Si, la ricerca del Sacro Graal a volte diventa un po' ridicola, a prescindere dal come si cerchi di raggiungerla. Pero' e' una passione perlopiu' innocua (anche se a volte costosetta) e coi tempi che corrono...

In parte ci casco naturalmente anch'io, ed e' uno dei motivi per i quali non uso quelle pedaliere all-in-one: ho la sensazione che sia sempre una coperta corta, dove mi ritroverei a dire "ha un delay fantastico, peccato per le distorsioni", oppure "bella l'interfaccia, meno gli algoritmi"...insomma, perennemente insoddisfatto del compromesso per il fatto stesso che di compromesso si tratti. Nella vita quotidiana sono molto realista, quindi i compromessi li faccio eccome, ma le passioni come la musica sono un'isola felice dove voglio esattamente il delay che piace a me, QUEL booster e non un altro, etc - ergo, niente soluzione unica;-)
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 24/01/2018 ore 11:20:19
Il diGGitale fa schifo... Evviva il diGGitale.
Ho usato per oltre un decennio un POD 2.0. collegato al pulito di un Peavey... accoppiata vincente in quanto il Peavey ha un canale pulito trasparente e cristallino... ci si potrebbe ascoltare la musica :P
Dal vivo per avere un sound più verosimile possibile, quando il contesto me lo permetteva (locale grande, serata di piazza), mi facevo miscelare dal fonico il segnale del POD in diretta nel banco col segnale microfonato dal Peavey.
Più di una volta mi venivan a chiedere come facevo a tirar fuori un suono, apparentemente, così naturale da così poco.
Di recente, puntando sempre alla massima praticità, son passato al Firehawk FX... il salto di qualità è enorme... imparagonabile.
Spendendo meno di quanto spesi, all'epoca, per POD 2.0+controller midi.
C'è anche da dire però che chi ascolta, già da anni, in un contesto live, in mezzo al casino e agli altri strumenti, non sarebbe in grado di riconoscere l'analogico dal diGGitale... siamo sinceri.
Se ne accorge però chi suona, si accorge sopratutto della mancanza di dinamica.
Esempio pratico. Sul POD 2.0 metto un Marshall a media distorsione, se abbasso il volume della chitarra per ottenere un pulito (come si farebbe con un vero ampli a valvole) non faccio altro che avere lo stesso suono, ma a volume più basso.
Sul Firehawk invece, la reattività, la risposta dinamica, certo, non è ancora al livello di un ampli "vero" con valvole e tutto il resto, ma diciamo, che, per il mio orecchio e per la mia sensazione a suonarci ci si avvicina per un buon 75-80%... che è già tantissimo.
Tantissimo sopratutto in paragone al costo enorme, in termini economici, di manutenzione e trasporto, che si avrebbe portandosi dietro testata+cassa+pedalini.
Quando poi si parla di digitale mi vengono in mente sempre 3 esempi, di grandi artisti che ho avuto modo di conoscere.
Rodolfo Maltese, buonanima, concerto dei Banco, a terra aveva il POD 2.0
Jennifer Batten, gira il mondo a far concerti con l'RP 1000 Ditigech+Bluguitar Amp1
Neil ZAza, idem, ma col solo Fractal AX 8: il tempo di attaccare due cavi ed è pronto a suonare, in qualsiasi contesto.
E se lo fanno loro che girano il mondo e vivono con la loro musica, perchè dovrebbe essere schizzinoso verso il digitale il comune mortale che va a suonare nel pub il venerdì sera?
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 24/01/2018 ore 11:37:50
Tutto vero.
Ma sembra sempre che una cosa esclude l'altra. Secondo me non è così.
Io ho amplificatori valvolari e pedali anche digitali. Non ho sistemi come Helix eccetera Perché non me ne farei niente.
È chiaro che i vecchi digitali siano obsoleti e facciano anche un po' di tenerezza, come la mia vecchia 505 o il primo Pod 2.0 che Possiedo ancora per altro.
Anche il mio vecchio Atari fa tenerezza.
Per quanto riguarda il digitale ci sono dei pedali eccezionali.
Però mi tengo il mio setup, perché mi trovo bene così e per le cose che faccio è il miglior suono che io abbia sentito disponibile per le mie tasche.
Quando uscirà un suono identico, con lo stesso calore, la stessa dinamica, la stessa botta, in uno scatolotto digitale piccolino ed economico fatemelo sapere che lo compro istantaneamente.

Buona giornata a tutti
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 24/01/2018 ore 14:05:1
Anch'io tendenzialmente faccio così, mi tengo il mio set-up.
L'altro giorno ho suonato per un'ora una mia Strato, attaccata al mio clone di Fender Tweed Deluxe 5E3 e nient'altro... un'ora di raro godimento.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 24/01/2018 ore 11:58:19
io processo digitalmente la chitarra da quando è stato possibile a prezzi umani. Personalmente non ho mai avuto alcun desiderio di emulare, in questo modo, l'analogico, ma ho solo usato ciò che mi faceva suonare in un modo che gradisco. Per cui non concordo sul principio per il quale oggi il digitale è buono perchè gli apparecchi hanno una capacità di calcolo migliore di quelli del passato, nel senso che mi piacciono sia suoni digitali "antichi" che "moderni" .. :-)
Rispondi
di MrGi [user #33656]
commento del 24/01/2018 ore 14:24:4
Il messaggio che prendo io da questo articolo, e che condivido, è che oggi il digitale permette di ottenere suoni assolutamente validi e trasportabili in tutte le situazioni sia live che studio.
Non dimenticatevi che in studio (a parte situazioni molto particolari) comunque alla fine tutto viene digitalizzato, anche quello che è catturato da un microfono.

Quindi secondo me: serve praticità, trasportabilità e varietà di settaggi per la scaletta che dobbiamo proporre dal vivo? Non c'è gara, vince assolutamente l'accoppiata pedaliera digitale (tipo Helix o Axe FX8) e una buona testata, magari un ibrido tipo le DV Mark.
Volete invece un suono assolutamente personale e che cambia poco o nulla nelle vostre esecuzioni? Satriani docet: Ampli valvolare e pochi pedali analogici scelti con cura sia nel loop che davanti all'input.
Rispondi
di LuigiFalconio85 [user #42411]
commento del 24/01/2018 ore 14:38:36
Io ho sia un ampli digitale Line 6 Spider V 120 sia una pedaliera digitale Line 6 PRO HD 500X chi dice che il digitale fa schifo è perchè non lo sa usare...ormai il livello tra il digitale e l'analogico è identico...anzi a volte suona meglio una simulazione di un ampli che un ampli vero e proprio...
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/01/2018 ore 17:03:45
"a volte suona meglio una simulazione di un ampli che un ampli vero e proprio"
qui siamo andati persino oltre è come dire che una copia della Coca Cola è più buona della Coca Cola, è una contraddizione in termini, dai suvvia.
Rispondi
di Mariano C [user #45976]
commento del 24/01/2018 ore 17:05:08
Non è per niente una contraddizione, anzi è una cosa facilmente spiegabile sia dal punto di vista fisico che psicologico
Rispondi
di ciun [user #15167]
commento del 24/01/2018 ore 17:32:24
Diciamo che sarebbe una contraddizione se si dicesse che la copia della Coca Cola é più simile alla Coca Cola che non l' originale.
Se parliamo di quanto é buona, perché dovrebbe essere srano che una copia possa piacere di più rispetto all' originale?
Lo stesso discorso va fatto rispetto all' argomento del topic.
Non é corretto dire che il digitale non arriverà mai alla qualità dell' analogico perché tende a volerlo copiare, senza arrivarci mai, molto vicino, ma mai.
Ci sono suoni che possono essere riprodotti solo in digitale, per esempio, come la mettiamo in questi casi?
Diciamo che per tutta una serie di motivi (storici, culturali, di abitudine, di marketing ....) siamo abituati a prendere certe cose come un riferimento, quindi ciò che é diverso e tende magari ad emularle lo vediamo come un clone dedito alla rincorsa dell' originale. Se considerassimo il digitale con la sua dignità, senza volerlo per forza classificare in funzione di "quanto copia bene altre cose" riusciremmo a dargli un valore oggettivo, sino ad allora é ovvio che gli attribuiamo qualità solo nella misura in cui si avvicina al proprio obiettivo di essere copia di qualcosa.
Questo probabilmente é anche colpa del digitale stesso (se vogliamo impersonificarlo in un'entità che ha una propria volontà), in quanto sovente (o quasi sempre) si propone da se come "la migliore copia di ...." mentre sarebbe più produttivo proporsi come soluzione da adottare se funziona per i nostri scopi e basta.
Non so se sono riuscito a spiegare la mia idea.
Saluti
Rispondi
di Mariano C [user #45976]
commento del 24/01/2018 ore 17:43:54
Perfetta spiegazione. Io non mi separerei mai fisicamente dal mio Polytone Minibrute II, ma di recente ho suonato un profilo dello stesso ampli del Kemper e mi piaceva anche di più, perche tutti i motivi per cui amo quest’ampli li ho ritrovati nel profilo senza alcune “sporcizie” che il mio ampli fisico mi da
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 24/01/2018 ore 18:24:27
Chiarissimo, e condivido lo spirito. Non so quale sia l'uovo e quale la gallina, ma il tema e' questo: se ci pensi, Allan Holdsworth e' stato un classico esempio di qualcuno che ha cercato di usare le tecnologie che aveva per far suonare la chitarra come "altro" - e se non puoi dire che sia stato un caso unico, e' pero' terribilmente minoritario. Per ogni chitarra che usa un pickup esafonico e suona come, che so, una specie di sax dentro una lavastoviglie (tanto per menzionare qualcosa di nuovo davvero), quante ce ne sono senza? Mille?
Lo stesso vale per questi aggeggi digitali: su mille che li comprano, quanti li usano con suoni originali? Mi pare di capire che il 99% ci suoni Ligabue, Laura Pausini, Satriani, Ac/Dc, etc - nulla contro questi musicisti citati in ordine sparso, ma solo per dire che l'uso che fanno della chitarra e' molto tradizionale.
Quindi e' vero e ovvio che ci sarebbero anche dei suoni particolari, ma non e' per quelli che si vendono queste macchine, e del resto non emergono granche' dalla produzione discografica chissa' quali novita' - anche perche', se ti serve una parte di violino, rimane piu' semplice chiamare un violinista. E quindi l'unico modo per stare sul mercato e' quello di promettere una soluzione piu' pratica rispetto a quello che c'era prima, col suono cui sei abituato. Nulla di male, anzi; pero' niente che mi faccia gridare al miracolo. E siccome non mi entusiasmo, nemmeno sto li' a domandarmi se sia o meno arrivato al livello dell'analogico. Io l'analogico ce l'ho, e manco mi sono svenato (esempio: THD Flexi usato a 700 Euro spedito, in perfette condizioni - perche' devo poterne imitare altri cento se voglio questo e costa pure meno?), e finche' ci sara' lo usero', frammisto ad apparecchi digitali che mi piacciono. Quando non potro' piu' usare le valvole (ma occhio, perche' ad un certo punto era rimasto un unico produttore di piatti per vinili al mondo, e adesso....un mercato globale tende ad evitare la sparizione delle cose, o almeno ad allontanarla nel tempo, perche' avrai sempre abbastanza clienti per giustificare una produzione, se il campo di gioco e' il mondo intero) passero' al digitale, che per allora usera' quattordicimila core, ognuno dei quali quattordicimila volte piu' potente del computer usato sull'Apollo.Ah, costera' anche la meta' di quelli di adesso e verra' programmato a mente, immaginando i suoni nella tua mente mentre lo tocchi con un dito. Scherzo, ma neanche troppo.
Rispondi
di ciun [user #15167]
commento del 24/01/2018 ore 20:49:30
Ecco, hai colto quello che volevo dire.
Il digitale visto come risorsa "indipendente" é minoritario.
Dalla sua parte ha già dei punti a favore che potrebbero essere la comodità, la riproducibilità, ecc. Si tratta di inquadrarlo nella sua giusta collocazione, in cui ha il suo significato, la sua utilità e dignità.
Io non mi scandalizzo di fronte a nessuna scelta, anche di quelli che hanno mollato tutto per uscire con chitarra e POD e vivono felici con i propri suoni. Belli? Brutti? Devono piacere a loro e a chi li ascolta, se conseguono quel risultato hanno ragione di esistere, diversamente é chiaro che va ricercato qualcosa di diverso, ma in senso assoluto non si può dire che siano peggio o meglio di altri mezzi per arrivare a quel fine.
Anche a me interessa e piace avere un suono, con poche cose che fra l' altro non smanetto più di tanto e suono felice, nonostante andare in giro con l' ampli e la 2x12 inizi a pesarmi, ma mi piace e continuo così, eppure ho amici Kemperisti che hanno suoni eccezionali e mi vorrebbero convincere a passare da quella parte, io non lo faccio perché mi piace come sto, non per partito preso.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 24/01/2018 ore 15:51:41
Il fatto che il digitale debba somigliare il più possibile all'analogico lo dobbiamo dare per scontato ; lo stato dell'arte dell'amplificazione per chitarra passa dalle valvole . Il punto è ; se ho trovato un algoritmo che imita alla perfezione il suono valvolare e anche su questo punto credo che i dubbi siano ormai pochi e via via in fase di dissolvimento allora possibile che non si riesca a comprendere quanto sia bello poter avere in una macchina il mondo dell'amplificazione in punta di click ? Ho sempre amato e adoro tutt'ora il suono Fender . Da quando ho integrato (non sostituito!) il mio rig analogico con un digitale di gamma alta ho cominciato a lavorare sui Marshall e ho scoperto quanto mi fanno godere ! Ho suonato su profili di Carvey hi-gain o Friedman devastanti o assaporato dei crunch con Vox d'annata, per tornare ai puliti di un Roland e tutto quello che c'è in mezzo . La qualità dei suoni ? Per accontentare gli scettici, ok, posso dire che siamo un pelo sotto ai corrispettivi fisici ma forse solo perchè non sento l'odore del vetro caldo delle valvole o la puzza del tolex muffo di qualche Tweed degli anni 60 . Per il resto, come avrei fatto a farmi un'idea di come suonano certe marche vista l'impossibilità per la maggior parte di noi di procurarsi e mantenere macchine del genere . Sì, perchè poi c'è anche la manutenzione di attrezzature così delicate, non ce lo scordiamo . Insomma, il digitale è stato pensato per portarci più vicino quello che altrimenti sarebbe stato irraggiungibile . Non carichiamolo di attese da futuro Messia ; quello che c'era da inventare è già stato inventato, al digitale spetta di servircelo su una tavola comoda . Noi ci dobbiamo solo mettere seduti e servircene .
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 24/01/2018 ore 17:11:15
Quoto tutto!
Rispondi
di Robyz [user #66]
commento del 24/01/2018 ore 16:40:25
Discussione interessante anche se non capisco in che modo si sosterrebbe la qualità del digitale odierno facendo sentire quanto fosse scadente quello vecchio (oltretutto i suoni distorti di quel Chamaleon non sono male ma è un apparecchio che va suonato in un certo modo che non è come suoneresti un ampli a valvole, anche certi ampli a valvole vanno suonati in un certo modo, differente da altri ampli a valvole). A seguire considerazioni sciolte:
1) se il punto di arrivo è l'analogico di 70/60 anni fa che senso ha continuare a emularlo con il digitale? Vero, non fosse perché la premessa risulta errata. Anche l'amplificazione analogica è andata avanti un bel po' nel frattempo, i suoni sno differenti, variegati, le funzionalità molto maggiori perché maggiori sono le esigenze odierne. Il digitale prova a interpretare queste esigenze giocando soprattutto su carte peculiari: versatilità e praticità oltre ad un costo/prestazioni molto più favorevole (se tanto mi da tanto, per un monocanale che reinterpreta in chiave boutique un Marshall di quelli belli devo spendere anche 5mila neuri, con la stessa cifra in campo digitale faccio il pieno e di emulazioni valide di ampli me ne ritrovo diverse centinaia), replicabilità dei suoni in ogni situazione, nessuna necessità di accessori e interfacciamenti per integrare sistemi complessi (switcher, amp switching, patchbay, mixer, looper e quant'altro).
2) nonostante il comune sentire, c'è anche chi gli ampli digitali li usa creativamente per costruire qualcosa di nuovo in campo sonoro, che poi è l'atteggiamento che ha sempre contraddistinto gli artisti che hanno saputo prendere ad esempio un amplificatore nato per rinforzare il suono del contrabbasso e farlo diventare il primo ampli distorto per chitarra della storia. Ormai viviamo in un mondo talmente consumistico che ci siamo convinti che gli strumenti nascano già dentro certi limiti, ma io dico che lo strumento non è la parte che deve decidere cosa fare, se prendo un martello potete tentare di convincermi che ci potrò solo piantare chiodi ma io me ne frego e ci ammazzo le persone :D :D
3) Se il digitale è un punto di arrivo verso l'analogico è ance vero che l'analogico non vivrà per sempre, e questo purtroppo avverrà nonostante ci si incaponisca a tenere in vita ampli di 50 anni, prima o poi non converrà più produrre valvole e semplicemente non le produrranno più o se lo faranno avranno costi talmente proibitivi che comunque la maggior parte di noi non potrà permetterselo.
4) Considerazione più importante per me: perché nelle discussioni le parti sono sempre digitale vs analogico, in particolare si parla come se TUTTO ciò che è valvolare debba suonare bene mentre tutto il digitale no, io di ampli valvolari che suonassero bene non ne ho sentito poi tantissimi, molti facevano veramente cagare e se non mi credete fatevi un giro nelle recensioni di questo stesso sito e guardate quanti parlano male di questo o quell'ampli... prendere in considerazione che forse non è un problema di tipologia ma di qualità del prodotto, no?
Rispondi
di Mariano C [user #45976]
commento del 24/01/2018 ore 17:01:00
Assolutamente vero. Quello che conta non è la tecnologia impiegata ma la qualità del progetto. Suoni perfetti per quello che si deve fare si possono ottenere con ogni genere di tecnologia, che non ha niente di magico
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 24/01/2018 ore 18:18:28
A me il digitale piace. Purtroppo quello di alta gamma costa parecchio anche se ultimamente alcune macchine si prendono a prezzi abbordabili. Ho ancora un setup composto da ampli valvolare e multieffetto Nova System. Il problema con queste configurazioni è la flessibilità. Gli ampli a due canali li trovo inutilizzabili se non con un complicato contorno di accrocchi per rendere il tutto automatico. Io alla fine uso il solo canale clean col multieffetto davanti e tutto funziona ma ho comunque un buon ricordo della quantità di pedali ( preset) disponibili nell'xt live. Purtroppo non posso dire lo stesso della resa sonora di quel simulatore che era veramente penosa soprattutto per chi suonava. Ho invece smanettato su una Amplifi 100 e mi ha stupito. Non era a livello di valvole ma l'era bbona.
A favore del digitale vedo anche altri vantaggi. Hai i suoni pronti e te li porti dove vuoi. Provi a casa e in stanza con la stessa attrezzatura, fai tutti gli esperimenti che vuoi senza svenarti e scimmiotti i suoni dei tuoi idoli a piacere.
Gli ampli invece di progredire sono rimasti lì dove erano: Di MIDI se ne vedono pochi e magari hanno solo il cambio canali. Preset non sanno neanche cosa sono a meno che non si parla di ampli digitali di gamma bassa. Sono tutti due canali con l'equalizzazione in comune e con gain insufficiente come il mio.
Quindi: se prendo l'eredità della zia una pedalozza di quelle bbone me la faccio e poi si vedrà. Ho già una cassa spia e due buone casse da 10" che la aspettano.
Tra l'altro ho sentito una mia registrazione ambientale mentre suono con l'XT Live e il suono fuori era buono assai anche se io non ne ero soddisfatto.
I pedalini analogici li vedo ancora per chi ne usa pochi e vuole il massimo della qualità...che effettivamente c'è.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308]
commento del 24/01/2018 ore 18:39:41
Anch'io condivido l'uso di entrambi.
Ovviamente abituato al suono valvolare, ed avendolo già (perché spendere inutilmente), mi basta e avanza quello del mio ampli, ma per certi effetti il digitale è d'obbligo, o magari in parte. Ad esempio un delay, certo posso preferirne uno analogico, ma senza preset non saprei che farmene. Un giusto compromesso è la cosa migliore, magari suono dry non toccato e wet digitale. Trovo anche molto utile il digitale per controllare settaggi (pot digitali, eeprom ecc.), per il resto preferisco ancora l'analogico.
È vero che poi tutto verrà convertito in digitale nel DAW ma prima di ciò cerco di non esagerare con artifizi. Per ricollegarmi all'articolo non disdegnerei troppo effetti vecchiotti. Io uso ancora fieramente un LXP1 nel S/R del mio ampli, lo sfrutto anche in stereo con un collegamento che non sto a spiegarvi, e suona da Dio (almeno i reverberi, motivo per cui lo uso). Ho provato e sentito più volte cose nuove. Uno strymon suona che è una meraviglia, ma onestamente non sono poi tanto interessato a tutto "quell'in più" che offre.
Poi sarò antico io... :D
Per il reamping invece posso solo dire che dipende da cosa si usa. Onestamente non convinto dai sistemi D.I. E poi a Reamp Box in commercio (radial su tutti, le più usate), ne ho ideato uno mio differente. Se possibile metterei volentieri dei sample diretti e reampati. La differenza è quasi inesistente, perché reampati paradossalmente reampato suona pure meglio.
Almeno questa è la mia sensazione ;)
Rispondi
di Petewho [user #39785]
commento del 24/01/2018 ore 22:27:07
Devo dire che sono solo parzialmente d'accordo con l'articolo e con l'idea di fondo. Nella mia vita da chitarrista ho avuto e provato una discreta quantità di ampli ed effetti.
Ho avuto le valvole, ho provato (per ore e ore non per pochi minuti) rack valvolari (JMP-1, ADA, Piranha, Marshall EL 34 100/100).
Ora da più di un anno e dopo parecchi esperimenti in base a qualità e portabilità il mio rig è composto da un rack molto anni '80 formato da un Velocity 150 e proprio da un Chameleon, ma non il 2000 la primissima serie degli anni '90.
Devo confermare il fatto che non sia user friendly, ma nemmeno lontanamente. Per cavarci un suono che mi piacesse ci ho messo una settimana 3 parametri di EQ, possibilità di scegliere la frequenza su cui agire, mille controlli per i gli effetti.
Ma se si ha voglia di perderci un po' di tempo la possibilità di cavarci bei suoni c'è, chiaro i suoni originali oggi sono fuori contesto.
Crunch? Basta agire in maniera molto veloce sulla manopola di input della macchina. Troppo difficile? Stesso preset, stessa EQ, gain più basso e si salva il preset, si comanda tutto via midi e si risolve il problema.
L'idea su cui si basa video e articolo è corretta, ma stiamo parlando di macchine professionali usate da musicisti di professione del calibro di Lukather.
Non lo dico per difendere la mia macchina (anche perchè gli ho dato 60€), ma per dire che il digitale degli anni '90 economico o poco sviluppato suona oggettivamente male, quello di qualità anche se degli anni '90 si difende ancora bene.

Ps: il mio repertorio e anni '60/70
Rispondi
di tormaks [user #26740]
commento del 26/01/2018 ore 13:41:25
sto usando anche io in casa . chameleon prima edizione, addirittura avendo (credo) una ottima sezione di eq, ho fatto qualche preset per basso e si comporta egregiamente.
ma dall' articolo credo che il buon Pietro abbia dimenticato di dire che solo gli effetti sono digitali, mentre la sezione preamp e' analogica anche se solid state. ovviamente escludendo le simulazioni delle valvole che amio avviso sono inutili, ma per questo precursoridi tanta robba di oggi. fa tenerrzza certo, ma
Ha I migliori clean che fino ad ora ho potuto ottenere da tutto cio' che mi e' passato per le mani.
certo i dsp dei primi anni 90 anche se a 24 bit, nn saranno mai I 32 di oggi anche come algoritmo e le sue distorsioni molto definite nn mi fanno affatto schifo perche' penso dipenda dal preamp analogico .
insomma paragonarlo allo zoom 505 e' una bestemmia.
di piu' ,il suo " hush" per me e' ancora ottimo, ne ho anche una versione upedale e nn me ne disfarro' finche' suono.....mai!
insisto nel dire che suoni molto meglio del digitech rp255 ad esempio, che ha almeno dieci anni, di meno se nn quindic
sara un mia fissa, ma questo discorso applicato ai software tipo amplitube ha piu' senso, li veramente sono stati fatti progressi enormi.
Rispondi
di KanonOfGemini [user #47965]
commento del 28/01/2018 ore 13:48:5
"ma questo discorso applicato ai software tipo amplitube ha piu' senso, li veramente sono stati fatti progressi enormi"

Mi permetto di dissentire, o quantomeno di puntualizzare.
Se parliamo di progressi nel campo dei risultati ottenuti e dei suoni prodotti, qualità di un software anni 90 vs amplitube, indubbiamente sono stati fatti progressi enormi.
Ma a guardarla globalmente, sembra di esser tornati indietro nel tempo.

Trovo insopportabile, al limite dell'offensivo la commercializzazione estrema di questi prodotti.....versioni free-base che fanno obiettivamente pena e versioni "valide" per le quali si devono spendere cifre assurde tra licenze full e/o add on vari.
Trovo ancor più insopportabile la mafia commerciale che c'é dietro...questa funziona solo con l'Ipad, questa funziona solo con Android, questa solo per Windows.

Ad un ragazzo che inizia a suonare la chitarra oggi, consiglierei sempre e comunque un ampli entry level piuttosto che fargli spender gli stessi soldi in software.
Un Line6 Spider, un fender Mustang, un blackstar id, etc.etc....tutta roba che nuova e/o usata, per 100 € si porta a casa.
Molto più pratica e funzionale di qualsiasi amplitube o simili per qualcuno che "deve solo suonare"

Giustissimo invece l'esempio con la digitech rp255.
La potenza é nulla senza controllo, giusto per restare in tema con slogan retrò. Avere un pentium a millemilaGH e milardi di bit serve a ben poco se poi l'algoritmo te lo programma una scimmia ubriaca e/o ci usi componentistica da 1€ al Kg.
Ci sono compagnie che sfornano prodotti stupendi oggigiorno rispetto a quelli del passato, altre che ci provano costantemente e ti viene quasi da ridere nel pensare come sia possibile ,con tutta la tecnologia attuale, produrre cose che suonano cosi' male (vedi Marshall ultimamente ahaha) :D
Rispondi
di tormaks [user #26740]
commento del 29/01/2018 ore 11:42:15
sono d'accordo...costano troppo.
Non ho idea di quanto lavoro ci sia dietro, ma sicuro c'e' una grossa speculazione dimostrata dal fatto che alcuni prodotti sn troppo legati ai vari tablet che sono in giro ed una volta obsoleti rimani piantato su quella versione di release.
Rispondi
di Luippo [user #44202]
commento del 27/01/2018 ore 09:17:12
Discussione interessantissima e bell`articolo. Come tanti qui anch`io sono passato tra miriadi di combinazioni, quando facevo tante serate a cavallo degli 80 e fino alla meta` anni 90 ho usato prima pedalini in un solid state da quattro soldi, poi il mitico boss se50 richiamato via midi, prima diretto in ampli (distorsioni giapponesi mi diceva chi ascoltava) e poi finalmente accoppiato in un rack on il preamp marshall dorato controllato via midi through - molto meglio. Sono d`accordo con l`autore, secondo me adesso si puo` tranquillamente suonare tutto con solo una pedalina moderna dentro un ampli o anche diretto to FOH. Per me il salto di qualita` e` stato fatto, nel settore di prezzi piu` bassi quindi a portata di tutti, dagli ultimi Zoom. Sono nella situazione fortunata di possedere ampli di prima linea (un bogner e un fuchs) ma recentemente ho preso un G3X e ha delle distorsioni veramente convincenti, gli effetti ovviamente non sono piu` un problema dagli anni 90 direi - forse l`eccezione e` un leslie/rotary per il quale Line6 5-10 anni fa ha prodotto un pedale eccezionale, ma divago....insomma se avessi avuto il g3x nel 1990 o anche un MS100 avrei scioccato tutti stile back to the future..
Rispondi
di Les Strat [user #47361]
commento del 30/01/2018 ore 12:30:02
Da ex-talebano dell'analogico che fino a 3-4 fà (per 30 e passa anni) ha suonato solo con crunch naturale degli ampli e manopola del reverbero,quindi manco i pedalini,da qualche mese ho acquistato una zoom g1on e mi sono dovuto ricredere,senza stare a scomodare macchine da varie centinaia di euro ci tiro fuori tutti i suoni che mi fanno godere della musica,con una praticità estrema.
Rispondi
di Les Strat [user #47361]
commento del 30/01/2018 ore 12:35:09
Ad essere sincero,quella pienezza del suono,ricchezza e calore che si ottiene solo con la chitarra collegata all'ampli,è un piacevole ricodo,ma vuoi mettere le mille possibilità che ti offre il digitale dentro una scatolina di 15 cm x 10,non tornerò indietro,ma non mi interessa neanche andare oltre,ho già tutto.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 31/01/2018 ore 00:06:08
Beh, si, il digitale e' migliorato... ma e' ancora distante da un suono analogico, da un bel valvolare.
Per completezza, accanto alle due foto con l'evoluzione di Ms. Croft, potevi aggiungerne una con un bel Mesa e magari questa vai al link
e il discorso era gia' finito ;)
Rispondi
di viabcroce [user #13757]
commento del 02/02/2018 ore 03:32:20
Se qualcuno vuole valutare il nuovo digitale in ambiente controllato, qui c'è una prova divertente: vai al link

Fatemi sapere :)
Rispondi
di milianomassi [user #18789]
commento del 03/02/2018 ore 16:13:49
articolo molto interessante, non sono riuscito a leggere tutto perchè le valvole del mio ampli si sono scaldate...
Rispondi
di danero [user #11413]
commento del 04/02/2018 ore 16:31:37
digitale? no grazie. Sono scelte soggettive, quindi preferisco rimanere leale al mio modo di suonare, per stile, per scelte nel generi musicale. Verissimo che si può avere svariate opzioni nei preset per copiare qualche artista conosciuto, ma non sarei me stesso nel suonare in digitale. Se penso che, dopo aver provato svariati pedali analogici e digitali sono tornato con passione a quelli in stile vintage, epoche diverse ma che rendono meglio il sound naturale.
Rispondi
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