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Silver Sky: la Strat PRS è qui e non è niente male
Silver Sky: la Strat PRS è qui e non è niente male
di [user #17844] - pubblicato il

La signature di John Mayer riprende una Stratocaster, ma gli accorgimenti che PRS ha infuso nella Silver Sky la rendono interessante. Non ultimo: il prezzo.
Dopo anticipazioni, immagini rubate, foto sbirciate ovunque sul web e pareri contrastanti da parte dei fan, PRS ha sollevato finalmente il sipario sulla Silver Sky, la signature che ufficializza il passaggio di John Mayer alle scuderie del Maryland.

Come lasciato intuire finora, le ispirazioni dietro il modello sono chiare. Body in ontano, manico in acero e tastiera in palissandro non lasciano spazio a dubbi. Tre single coil su un battipenna a tre strati e un ponte mobile a sei viti sono gli ultimi ingredienti necessari per quella che molti hanno già additato come un banale clone della solid body più diffusa e imitata di tutti i tempi. A guardarla più da vicino, però, la Silver Sky riserva vari accorgimenti da non sottovalutare.



Si dice che la perfezione stia nei dettagli, ed è su quelli che Paul Reed Smith ha voluto soffermarsi per personalizzare uno dei progetti più classici in circolazione. Nelle schede tecniche, nelle presentazioni ufficiali e nei video diffusi finora non si fa mai riferimento al modello da cui la Silver Sky trae ispirazione, ma non ci vuole la sfera di cristallo per immaginare che PRS abbia guardato molto da vicino a una Fender Stratocaster per sfornare l'inedita signature.
Per la precisione, John Mayer è entrato nel laboratorio PRS con a seguito una Stratocaster del '63 e una del '64, proponendo a Paul di farne il punto di partenza della sua nuova chitarra.

Silver Sky: la Strat PRS è qui e non è niente male

I manici della '63 e della '64 sono stati studiati a fondo e ne è stato ricavato un nuovo manico che rappresenta una via di mezzo tra i due. Da qui il nome 635, come "63 e mezzo", dato alla forma del manico e ai pickup signature preparati da PRS appositamente per la chitarra di John.

Le misure sono più che classiche: il diapason conta 25,5 pollici, mentre la tastiera poggia su un radius da 7,25 pollici. I fret sono più piccoli rispetto a quelli a cui PRS ha abituato i suoi fan, ancora una volta a fare da richiamo alla tradizione elettrica californiana. Le somiglianze, però, si fermano più o meno qui.

Sulla spalla inferiore della Strat in chiave PRS è scavato il caratteristico contour di casa per agevolare l'accesso agli ultimi fret. Il tacco a cui il manico è avvitato è leggermente arrotondato per non impicciare il palmo sui registri più acuti. All'interno, un truss rod a doppia azione accessibile dalla paletta offre regolazioni efficaci e precise. L'equilibrio dell'insieme è indicato come il responsabile di una suonabilità eccezionale che, contro ogni pronostico legato al valore ridotto del radius, parrebbe garantire una totale assenza di buzz e note morte anche con gli stili musicali più moderni e nei bend più selvaggi. PRS è maestra di suonabilità e setup: in attesa di vedere la Silver Sky nei negozi, ci sentiamo di darle fiducia in questo.

Silver Sky: la Strat PRS è qui e non è niente male

La doublt-cut bolt-on PRS non si limita ad assemblare una buona Strat con componenti di qualità nel tentativo di offrire un'alternativa valida agli amanti del genere, bensì infonde nel modello una buona dose di originalità. La presa del jack ha una forma inedita, leggermente bombata e riposizionata per rendere più agevole infilare e sfilare lo spinotto dallo strumento. La forma delle manopole è rivista da zero e persino il il selettore è stato rimodellato per offrire al musicista una presa più decisa e solida nel cambio pickup. Le modifiche sul battipenna non si limitano all'estetica, e anche l'elettronica si discosta dagli standard vintage: i tre single coil 635JM sono cablati in modo tale che il primo potenziometro regola il volume master, il secondo controlla il tono del pickup al manico e del centrale, mentre la terza manopola è dedicata al tono del pickup al ponte.

Il ponte, in ultimo, è un modello proprietario PRS interamente in acciaio e ispirato da vicino ai modelli vintage, ma con viti di nuova concezione studiate per offrire un'escursione precisa e generosa, con un ritorno in sede impeccabile e una buona tenuta d'accordatura. Il meccanismo conta insomma tutte le peculiarità dei migliori ponti PRS, compresa una leva a incastro con regolazione della rigidità del braccetto, così da decidere se lasciarlo penzolare o fare in modo che resti in posizione mentre si suona.

Silver Sky: la Strat PRS è qui e non è niente male

Sul lato funzionale, tutto sembra studiato fino nei minimi dettagli. Forse l'arrivo della Silver Sky non avrebbe indignato così tanti tradizionalisti se PRS non avesse deciso di appiopparle una versione modificata della propria paletta a tre meccaniche per lato.
Vedere una Strat senza le sei meccaniche in fila può apparire terribilmente "sbagliato" agli occhi di chi è innamorato del disegno di Leo Fender, ma Paul è riuscito a fare di più: la fa apparire "strana" anche per chi era già abituato alla paletta PRS.
La paletta della Silver Sky è di fatto una versione modificata dello shape PRS, invertita per avere la punta più sporgente nel lato inferiore e ingrandita per offrire maggiore spazio in cima al manico, dove John Mayer è solito poggiare la sua grossa mano sinistra quando suona al capotasto o con corde a vuoto. La scelta permette alle dita di muoversi con meno impaccio in prima posizione se si hanno delle mani davvero grandi, ma lo scotto da pagare è una sensazione di "fuori posto" a cui probabilmente ci vorrà un po' per abituarsi. Le meccaniche autobloccanti, sempre una garanzia di tenuta e stabilità, indorano senza dubbio la pillola, ma ogni volta che l'occhio cade oltre il capotasto, in prossimità di quel piccolo coperchio del truss rod dall'improbabile forma ellittica e minimale, quasi modernista, non si può fare a meno che chiedersi "perché".

Chi scrive è probabilmente l'ultimo nella posizione di giudicare questa scelta estetica: la chitarra a cui sono più affezionato è una Strat di liuteria a cui è montato un manico LTD molto simile a quello scelto ora da PRS. Eppure l'effetto non è lo stesso. Come spesso capita nel campo, la sensazione è puramente "di pancia" e sta ai chitarristi decidere se riusciranno o meno ad accettare il curioso abbinamento.

Silver Sky: la Strat PRS è qui e non è niente male

Al netto delle considerazioni estetiche, la questione si riduce al solito "ne sentivamo davvero il bisogno?".
Intanto, una chitarra in più può solo far piacere e non fa male a nessuno.
La Silver Sky non inventa nulla di nuovo sul piano timbrico e probabilmente non intendeva farlo. Sul versante estetico, la personalizzazione PRS era necessaria per non cadere ancor più nella fossa dei cloni: che piaccia o meno lo dirà il mercato, anche se per il momento pare non piaccia poi molto né ai fan Fender né a quelli PRS. Forse bisogna solo farci l'occhio, forse no.
A questo aspetto si contrappone una lunga lista di accorgimenti funzionali da non tenere in secondo piano. La qualità di casa lascia ben sperare per una Strat realizzata a regola d'arte, con il plus di un body leggermente rivisto, un manico inedito, pickup performanti e dell'hardware responsabile di un feeling ancora da scoprire.
L'ago della bilancia, in un mix simile e con un design tanto inflazionato, lo fa il prezzo. In questo, PRS stupisce: la cifra sul cartellino è sempre importante, come si poteva immaginare in relazione al resto della produzione USA, ma resta nettamente al di sotto dei modelli traino del marchio. La Silver Sky si posiziona in una fascia di prezzo perfettamente allineata con gli strati più alti del catalogo industriale Fender e comunque al di sotto delle produzioni Custom Shop o dei principali competitor.
In sostanza, la Strat vista da PRS salta a pié pari il saturo mercato dell'entry level e della fascia media, ma non vuole scomodare nemmeno i santoni della categoria: a ognuno il suo lavoro e per il top di gamma c'è già la Custom.
La Silver Sky si fa spazio piuttosto in una zona ancora rarefatta, attualmente occupata da alternative a Fender che puntano per lo più su bei legni e su componenti di qualità per strappare numeri ai modelli "ufficiali". PRS però ci posiziona uno strumento dalla forma a suo modo originale, con scelte estetiche che possono piacere o meno ma con chicche strutturali che non possono essere associate a un semplice assemblato di alto bordo.

I fan di Paul Reed Smith erano da tempo affamati di Strat-style, lo dimostrano vecchi esperimenti come la DC3, la NF3 o la EG, ma anche modelli più recenti come la 305. La Silver Sky potrebbe essere esattamente ciò che stavano aspettando. Ne sapremo senz'altro di più non appena la nuova PRS toccherà gli scaffali italiani grazie alla distribuzione di Eko Music Group.

Nel video che segue, Paul ne discute con René Martinez, tecnico storico che ha curato la manutenzione delle chitarre di Stevie Ray Vaughan per gran parte della sua carriera.

chitarre elettriche john mayer prs silver sky
Link utili
Anticipazioni sulla Silver Sky
Il prototipo suonato da John Mayer
Silver Sky sul sito PRS
Sito del distributore Eko Music Group
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Commenti
di Merkava [user #12559] - commento del 06/03/2018 ore 15:40:10
Ma quanto costa alla fine?
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 06/03/2018 ore 15:46:52
I prezzi per Italia ed Europa non sono stati ancora diffusi, ma l'attuale street price americano è di 2.290 dollari, cioè un pelo sopra la serie S2 e nettamente sotto la gamma Core.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 06/03/2018 ore 15:45:38
Non la giudico a priori, è che ancora non ci trovo nulla che mi faccia stuzzicare l’idea.
Anche con la lista di accorgimenti funzionali, stanotte ho chiuso occhio senza problemi...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 06/03/2018 ore 15:59:05
ma come, e le viti di "nuova concezione"? Io e voglio 6 per la mia strato!
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 06/03/2018 ore 16:03:29
Parliamo naturalmente delle viti che fanno da perno per l'escursione del ponte. Può sembrare un'inezia, ma quel punto è il fulcro su cui si basa gran parte della stabilità di un ponte mobile.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 06/03/2018 ore 16:10:56
Si l'ho capito, ma fa un poco ridere come dichiarazione. Hendrix usava viti di "vecchia concezione" e riaccordava tra un pezzo e l'altro senza andare in bypass. D'altronde se si vogliono fare dei divebomb mostruosi il problema non sono le 6 viti, ma tutto il resto dell'insieme ponte-capotasto-meccaniche no?
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 06/03/2018 ore 16:18:40
Sono d’accordo. Ma sono anni che viene riproposto questo accorgimento migliorato, a partire dai ponti di Anderson, Suhr, Pensa, G&L etc...quindi per me è una cosa ovvia che Prs abbia lavorato su questo componente. Non mi sentirei di definirlo un accorgimento speciale.
Comunque io la proverò di sicuro, imbracciandola probabilmente avrà il suo perchè. Al momento ancora non mi ha fatto sobbalzare...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 06/03/2018 ore 16:28:35
poi il passo zero per migliorare il ponte non dovrebbe essere passare ai due pivot, che hanno meno attriti? Su varie Fender e sulle G&L è così.
Rispondi
di SysOper [user #10963] - commento del 06/03/2018 ore 16:38:00
Certo che se veramente avessero realizzato uno strumento "bending-compatibile" nonostante i 7'25" di radius ed i tasti vintage... ma possibile che finora non ci fosse riuscito nessuno e che fosse solo questione di "equilibrio dell'insieme"?
Rispondi
di fabrimix1 [user #43172] - commento del 06/03/2018 ore 16:44:21
Assolutamente inutile. Punto.
Nulla di nuovo, solo l'ennesima rivisitazione di qualcosa di visto e rivisto.
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 06/03/2018 ore 17:09:04
Avessero introdotto qualche innovazione o miglioria, ma è pari pari alla strato con in più una paletta che non ci sta bene (e sarebbe bastata una qualsiasi forma con le 6 meccaniche sullo stesso lato).
Rispondi
di Max Posix [user #8433] - commento del 06/03/2018 ore 17:12:49
A questo punto molto meglio la S2 Studio. Se proprio John Mayer voleva suonare una Strato allora, una volta "terminata" la collaborazione con la Fender, poteva tenersi la sua vecchia strato pur rinunciando alle royalties di un modello signature. E' una mera operazione commerciale che a mio parere Mr PRS non avrebbe dovuto accettare (anche se avrà fatto i suoi conti) perché la filosofia costruttiva delle PRS parte proprio dal superamento dei limiti liuteristici e/o sonori dei progetti tradizionali di Fender e Gibson. Mayer ha provato a suonare una PRS, una Super Eagle se non erro, ma nonostante tutti gli switch e split di cui l'ha caricata, evidentemente proprio non ce la fa! :-)
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 06/03/2018 ore 17:43:23
Per quanti sforzi possa fare mister PRS gli verrà sempre a mancare il fatto che la stratocaster rimane innegabilmente legata a idoli planetari come Hendrix , Clapton , Blackmore ,Gilmour , Rory Callagher , Jeff Beck ,Buddy Guy , SRV tutta gente che ha letteralmente forgiato il Rock e il Blues , senza tralasciare il fatto che ahimè di Leo fender ce ne è stato uno solo .
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 06/03/2018 ore 20:43:59
Per me Smith con le custom/Mccarty ha davvero fatto qualcosa di grande, quando ne suoni una e poi imbracci una les paul ti pare di avere una cassapanca al collo, non solo per peso, ma anche per dove naturalmente cadono le mani. Le sue forme le ha azzeccate, e le chitarre (almeno, la mia :) ) che fa suonano, e tanto, anche senza tenoni lunghi, vernici alla nitro e compagnia bella. Imitare dove qualcun altro eccelle da 60 anni è come minimo discutibile invece. D'altra parte tutto il mondo fa simil-strato, le può fare pure lui, solo che avendoci abituati con idee radicali e originali, il copiare fa strano.
Rispondi
di FakkWylde [user #46330] - commento del 06/03/2018 ore 18:10:37
Andrò contro tendenza ma io preferisco questa paletta all'originale (mai digerita).
Colorazioni penose (salvo giusto la rossa), il "mio imbianchino con 30.000 lire le fa meglio" semi cit.
Spero il ponte non sia troppo duro con le 4 molle. Curioso non ci sia il copri molle sul retro: se volessi suonare nudo come farei? Avrei paura a usare la leva....zak...
Chissà come suona.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 06/03/2018 ore 18:46:14
Come scritto nell'articolo è qualcosa di cui forse non c'era bisogno, ma nessuno credo ne subirà lesioni fisiche o di altro tipo, quindi ben venga, mal che vada non ne venderanno. Mi lascia, invece, perplesso la questione del prezzo. A mio parere quella zona è poco frequentata perchè poco significativa: chi non ha i soldi per una chitarra eccezionale, può trovare moltissimo a cavallo dei 1.000 euro, chi invece i soldi li ha perchè dovrebbe limitarsi e non spenderne 3.000 per un super strumento? Ovviamente se questo fosse un super strumento a 2.000 euro farebbe bingo, ma a quel punto vorrebbe anche dire che lo stesso Reed Smith per anni ha rubato soldi a musicisti creduloni.
Ciao
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 06/03/2018 ore 21:42:07
Guardando al mercato italiano e' vero, ma nel mercato americano le cose sono un po' diverse e probabilmente PRS guarda piu' a quello. Con i suoi $2.299 si pone leggermente sopra ad una Suhr Classic pro (che in questo momento e' la sua concorrente piu' diretta) e qualcosa sotto alla Anderson Classic. Queste due chitarre sono normalmente le reali alternativa a Fender Stratocaster e qui in USA e' una zona di prezzo molto "frequentata" tra i musicisti. Considera infatti che per gli americani le chitarre devono essere Made in USA e che poco piu' di duemila dollari e' considerata ancora una cifra "affordable". Qui verra' considerata qualcosa di piu' di una buona entry level Made in USA...
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 07/03/2018 ore 09:48:54
Ti ringrazio per la precisazione che è effettivamente corretta. Io stesso, qualche tempo fa lamentavo che lo stesso strumento che in USA costa poco meno di 1.000 $ qui ne costa oltre 2.000. Non ho tenuto conto del gap. Grazie e ciao
Rispondi
di pastrana [user #34418] - commento del 08/03/2018 ore 08:36:32
" Considera infatti che per gli americani le chitarre devono essere Made in USA"
Io frequento molto anche il forum mylespaul, e non mi sembra proprio che sia così.. anzi. Forse era così, prima, ma negli ultimi anni io noto un'inversione di tendenza abbastanza marcata. C'è un'apertura mentale che qui, ad esempio, spesso è latitante, e nel complesso l'atteggiamento è critico, nell'accezione più positiva del termine: si considerano gli strumenti per quello che sono, buoni o cattivi, e le valutazioni sono di carattere oggettivo, e non più sull'onda del 'mito americano'. Le produzioni orientali non sono bistrattate a prescindere. Affatto.
Questo è quello che noto.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 08/03/2018 ore 15:50:31
Si probabilmente nei forum esce il lato politically correct degli americani. Però alla luce dei fatti in qualsiasi negozio tu vada, in qualsiasi concerto tu vada, si vedono quasi esclusivamente chitarre americane.
Io ho occasione di incontrare tantissimi chitarristi nella bay area e parlare con i negozianti stessi, posso assicurarti che si vedono e vendono praticamente solo chitarre made in Usa. Dopo, sicuramente, come dici tu c’è la tendenza ad “accettare” qualcosa di diverso, ma siamo ancora lontani, secondo me, da considerarla un’apertura.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 06/03/2018 ore 19:20:26
Non ho capito se avete provato la chitarra...
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 06/03/2018 ore 23:08:05
Purtroppo non ce n'è stata ancora occasione, le considerazioni si basano sulle schede tecniche e le informazioni diffuse dai canali ufficiali.
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 06/03/2018 ore 19:45:37
Però quella paletta, sulla forma della strat.... Ho bisogno di due casse di maalox per digerirla... Se ce la faccio, poi penso a valutare tutto il resto, adesso non riesco
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 06/03/2018 ore 23:40:1
Mannaggia la paletta....la penso come te....
Rispondi
di bluesfever [user #461] - commento del 07/03/2018 ore 07:56:52
Io la Silver Sky la userei nei film horror per chitarristi fondamentalisti... "la notte delle strato mutanti"... uuh che pauura! mi sa che stasera prendo il Roipnol dopo aver visto questo vai al link
Rispondi
di fla72 [user #29005] - commento del 06/03/2018 ore 19:49:45
Dico la mia: la paletta non si può' guardare e, causa questo , tutta la linea ne risente in maniera importantissima. Visto che l'occhio vuole la sua parte, per me è out, suonasse anche come i cori degli angeli in paradiso..
Rispondi
di T610 [user #6089] - commento del 06/03/2018 ore 19:59:36
Premessa: non ho provato la chitarra, ho letto l'articolo ed è molto interessante e dettagliato, è un po' che si sentiva parlare di questo progetto, la chitarra suona bene, lo si sente dai video, sicuramente è costruita bene, come sempre è una PRS, ma non riesco a digerirla, adoro anche John Mayer, ma per me rimane in negozio...
Rispondi
di axlrov [user #32222] - commento del 06/03/2018 ore 20:11:55
quoto sull errore della paletta.è un chiaro passo indietro ,visto che la paletta con le meccaniche in fila è stata un evoluzione ergonomica per rendere piú semplice e meno macchinoso l' accordare.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 06/03/2018 ore 21:25:36
Ok se non piace, ma dire che e' macchnoso accordare una chitarra con la paletta a tre meccaniche per parte....
Io ho entrambe le soluzioni nelle mie chitarre, la 6 in linea, la 3+3 e anche la 4+2...beh, sinceramente non mi son mai accorto di alcuna differenza a livello ergonomico. Il tempo di accordatura tra una e l'altra varia in millisecondi :-)
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 07/03/2018 ore 03:12:10
Vero, è solo orripilante...
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 07/03/2018 ore 08:34:45
Io quando devo montare una muta di corde nuove su tele o strato ci sto pochissimo quando le monto su Les Paul o SG per mettere le prime tre ( dal MI cantino) ci sto il doppio del tempo per avvolgerle rispetto le Fender , se parliamo di dare solo una sistemata all'intonazione a corde già montate naturalmente la differenza è impercettibile .
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 07/03/2018 ore 09:51:31
senza polemica, ma rivedrei la tua tecnica di cambio corde: io ho chitarre di entrambi i tipi e non trovo questa enorme differenza: metto la chitarra sul suo supporto, infilo la corda e giro la chiavetta, che siano in fila o un po' ed un po', sinceramente non cambia.
Ciao
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 07/03/2018 ore 15:46:11
Si hai ragione, è più comodo montare le corde sulle 6 in fila, sono d’accordo. Anche io ci metto 5 minuti in più per montare le corde sulle mie Gibson...ma son sempre “solo” 5 minuti in una vita...quindi non riesco a vederla come un problema.
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 07/03/2018 ore 18:33:08
Vedo con piacere che hai capito perfettamente cosa intendevo dire sul fatto che ci sto qualche minuto in più a montare le corde sulle Gibson rispetto le Fender e sicuramente questo non rappresenta un problema.
Rispondi
di axlrov [user #32222] - commento del 08/03/2018 ore 13:33:4
allora intendo che le meccaniche in fila è stata una chicca di evoluzione per rendere piu aggevole l accordare confronto 3+3.quindi sta prs ha fatto un passo indietrio.peggiorando estetica e comodita.voi stessi riconoscete ci si mette di piu con la controparte.
tutti piccolu accorgimenti ed evoluzione di leo.entrata jack trasversale. smussature ergonomiche e questa rivoluzione all epoca delle 6 meccaniche in linea.poi non dico si impossibile accordare con 3+3. ma visto che fanno un clone strato in quel modo è peggiore dell originale esteticamente e friendly use
Rispondi
di axlrov [user #32222] - commento del 08/03/2018 ore 13:33:49
allora intendo che le meccaniche in fila è stata una chicca di evoluzione per rendere piu aggevole l accordare confronto 3+3.quindi sta prs ha fatto un passo indietro.peggiorando estetica e comodita.voi stessi riconoscete ci si mette di piu con la controparte.
tutti piccolu accorgimenti ed evoluzione di leo.entrata jack trasversale. smussature ergonomiche e questa rivoluzione all epoca delle 6 meccaniche in linea.poi non dico si impossibile accordare con 3+3. ma visto che fanno un clone strato in quel modo è peggiore dell originale esteticamente e friendly use.
inoltre a differenza della chitarra classica spagnola dove il 3+3 è ugualmente comodo sia sui bassi che sui cantini.in quella elettrica accordare i cantini mi è un po sgradevole non si prende la meccanica un modo pieno.ma spesso prendendola dagli spigoli in modo alquanto innaturale messe male.è questo è innegabile
Rispondi
di Pietro utente non più registrato - commento del 07/03/2018 ore 01:37:55
A leggere i commenti viene da piangere.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 07/03/2018 ore 09:10:53
si e anche no Pietro, secondo me è anche giuso sbeffeggiare un pò PRS che ci ha messo qualche bell'anno a produrre una copia Strato, solo per ingrassare un endorser che forse da Fender non beccava più gli stessi emulmenti...
Rispondi
di Pietro utente non più registrato - commento del 07/03/2018 ore 12:31:17
Io non so se è così,e mi ricordo diverse "stratiformi" negli anni passati che erano gran belle chitarre,mentre sia in questo articolo che in quello tempo fa del Biraghi,mi sembra di cogliere solo un'antipatia verso Mayer ed un atteggiamento abbastanza puerile.
E con questo non voglio assolutamente difendere questa chitarra,ripeto le "Stratiformi" passate per me erano assai meglio e più interessanti.
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 07/03/2018 ore 03:14:15
La vera "strato meglio della strato" di casa PRS è la 308. O al massimo la nf3...
Questa è una copia come un milione di altre ma più costosa e brutta. IMHO.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 07/03/2018 ore 13:23:39
Ma solo a me non dispiace?
Vi siete fatti piacere la paletta tyler asserendo che davanti alla qualità, passi la bruttezza...
Rispondi
di lietoofine [user #44803] - commento del 07/03/2018 ore 14:45:11
ti dirò, a me addirittura piace!..la trovo molto simile alla keope custom shop della gscustom
Rispondi
di fabiojay [user #20826] - commento del 07/03/2018 ore 16:05:2
Non è brutta (a me la paletta piace anche così)... però forse è un po' anonima... di prs ha solo il nome... Anche esteticamente prs ci ha abituato ad altro... un po' come se la ferrari producesse una panda super top, ma agli occhi degli appassionati sarà sempre una panda anche se col marchio ferrari... non so se mi spiego
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 08/03/2018 ore 21:09:45
Perlomeno alla tyler si sono sforzati più di due secondi e mezzo per inventarsi qualcosa di originale (ma oggettivamente brutto). Inoltre hanno un fretwork tale da far passare in secondo piano la bruttezza della paletta. Queste PRS bisogna vedere cosa abbiano per far passare in secondo piano la bruttezza generale, io non ci vedo nulla, neanche il prezzo...
Rispondi
di adriphoenix [user #11414] - commento del 07/03/2018 ore 15:01:19
A me più che non piacere da una sensazione di totale indifferenza...a quel prezzo se proprio voglio comprare qualcosa di diverso dalla classica strato Fender vado senza dubbio su Shur e Schechter, che almeno hanno introdotto alcuni elementi estetici innovativi. PRS poteva osare di più..per me occasione mancata, e me ne frega assai di Mayer & Co.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 07/03/2018 ore 15:37:47
schecter?
Ne ho provate diverse e non me ne è piaciuta nemmeno una. Le USA poi, costano molto più di quel che valgono. Quando avrò la possibilità di provare questa prs, vedremo.
Le suhr? Troppo inflazionate. Faranno la fine di....
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 09/03/2018 ore 09:06:52
E della xsc di xotic che ne pensi? Se proprio dovessi valutare un'alternativa a Fender la prenderei senz'altro in considerazione.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 09/03/2018 ore 09:15:43
Mai avuto modo di provare una xotic. Anzi a dire il vero non ne ho mai vista una in giro.
Anche le Tuttle e le Grosh non sembrano male. Di strato copy ce ne sono una marea in giro. Credo sia tutta "questione di feeling".
Rispondi
di KJ Midway [user #10754] - commento del 09/03/2018 ore 10:10:23
www.peachguitars.com/xotic-effects?COUNTRYID=101

Qui c'è una buona selezione, leggevo in giro che dal 2015 hanno fatto un bel po' di cambiamenti, ottima selezione legni e materiali in particolare, certo è che con quasi 3000euro ti si aprono le porte del CS Fender.
Comunque rispetto alla PRS le preferisco, se non altro per la paletta ahahaha
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 07/03/2018 ore 15:39:
...piuttosto, perché adoperare il radius da 7,25? Almeno l'accesso al truss lo hanno fatto alla paletta e non al tacco.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871] - commento del 07/03/2018 ore 16:42:25
Secondo me può essere la chitarra per chi vuole una strato 2.0, ma con alcune caratteristiche al passato, anche se ha alcune caratteristiche che mi lasciano perplesso.
Promossi:
1) Il truss rod aggiustabile al manico, poiché al tacco è mille volte più scomodo
2) La paletta che, anche se non siamo abituati a vedere una strato così, diminuisce la tensione sulle prime 3 corde e rende i bending più semplici
3) Il contour del body che, anche se simile alla strato ha delle modifiche estetiche carine (es. sulla spalla inferiore)
4) Nuovo design dei pomelli e leva ad incastro
Invece sono Bocciati:
1) Radius a 7,25'' che ormai è sostituito da qualsiasi parte con quello a 9,5'' poiché molto più comodo. Avrei capito un compound radius, ma interamente a 7,25'' significa complicarsi la vita
2) Ponte a 6 viti, visto che l'obbiettivo è migliorare la strato, potevano scegliere un ponte a 2 pivot che mantiene meglio l'accordatura. Anche se posso capire leggermente la scelta di quello a 6 viti

In conclusione, bisogna provarla, ma promette bene
Rispondi
di Ghesboro [user #47283] - commento del 07/03/2018 ore 20:17:12
Sai quanti in giro odiano il ponte a 2 pivot sule strato? Si fa fatica a crederlo.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871] - commento del 08/03/2018 ore 10:12:34
Io in primis preferisco il ponte a 6 viti, ma visto che l'intento di prs è di apportare delle migliorie mi chiedevo il perché del ponte a 6 vinti piuttosto che quello a 2 pivot
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 08/03/2018 ore 21:06:15
Ma soprattutto perché non mettere il ponte PRS che ha 6 viti anche lui ma funziona molto meglio? Per estetica??
Rispondi
di paolo962 [user #26262] - commento del 07/03/2018 ore 18:20:38
Da devoto adepto del culto della Strato devo dire che alcuni aspetti del progetto non possono lasciarmi indifferente.
Ma ciò non vuole dire che si debba, per forza, respingere ogni variazione o "licenza poetica"...
Certamente le meccaniche non in linea sono un colpo al cuore ed il ponte a 6 viti può lasciare un po' interdetti..... ma bisognerebbe provarla...
Io non mi trovo proprio col radius a 7,25"..... Ho venduto una Tele che reputavo bellissima (e con suoni degni di nota) perché non riuscivo a suonarla come avrei voluto....
Magari con le meccaniche non in linea la suonabilità migliora nonostante il radius...
C'è anche da dire che la chitarra nasce per il blues, quindi non è che ci si debba shreddare come dei forsennati.....
Tanto non me la posso permettere, ma la curiosità di provarla è forte.....
Rispondi
di Lisboa [user #47337] - commento del 07/03/2018 ore 21:00:
Se guardo a quanti di noi sono rimasti "perplessi" dalla paletta mi viene da pensare che realmente un problema di armonia estetica su questa chitarra ci sia. Poi non discuto che sia un prodotto di levatura assoluta, sotto tutti gli altri punti vista. Lo dico da chi una PRS l'ha sempre vista con un punto di arrivo...
Rispondi
di Krippo [user #752] - commento del 07/03/2018 ore 21:05:32
Ma perchè uno dovrebbe acquistare una PRS (brutta) che fa il verso ad una Strat? E' il genere di operazione che non capisco e che anche in passato ha praticamente sempre miseramente fallito Penso alle Fender "3+3" che per un periodo ha usato Robben Ford (carucce, ma commercialmente?) o agli esperimenti strat di Gibson...strumenti senza seguito, seppur di pregio, svaniti nel nulla.
A ognuno il suo.
Rispondi
di paolo962 [user #26262] - commento del 08/03/2018 ore 16:53:51
Giusto una mia personalissima riflessione che nasce dalla lettura di alcuni commenti....
se un "modello" di chitarra è bello (concetto molto soggettivo), suona bene (concetto estremamente soggettivo) che male c'è a vederlo riprodotto da vari produttori / liutai, ecc.. ?
Voglio dire: un modello strato style deve per forza avere il marchio Fender sulla paletta?
Allora uno dovrebbe chiedersi (avendone la disponibilità economica) perché mai si deve acquistare una Shur, una Schecter, una Yamaha, una G&L, una Tom Anderson, una LsL, una Ibanez che fa il verso ad una Strat?.....
La mia risposta è, a sua volta, una domanda: se non mi viene l'orticaria a vedere una paletta PRS su una chitarra Strato-style perché mai non dovrei comprarla (se mi piace come suona.....) ?
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 08/03/2018 ore 17:12:20
Non fa una piega.....
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 08/03/2018 ore 21:27:28
E allora a sto punto andiamo tutti dal miglior liutaio che troviamo, ci facciamo fare la chitarra COME vogliamo, col body in un pezzo unico, con pickup avvolti a mano callo dopo callo o fatti da chi li sa fare come fralin o Lollar, con i tasti levigati pazientemente uno per uno, la verniciatura sottile alla nitro e risparmiamo pure qualche soldino rispetto a questa PRS...
E così annulliamo qualsiasi compromesso "soggettivo" e ce la facciamo fare esattamente come noi la consideriamo "soggettivamente perfetta".
Rispondi
di paolo962 [user #26262] - commento del 08/03/2018 ore 22:59:41
Non ci vedo proprio nulla di male a fare quello che descrivi....
Ciascuno di noi sarà pure libero di farsi la chitarra come meglio crede (ovviamente in relazione alle proprie possibilità )
Rispondi
di sand1975 [user #46451] - commento del 08/03/2018 ore 23:00:54
Appunto, io dicevo sul serio... non capisco la tua replica.
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501] - commento del 13/03/2018 ore 16:22:3
la paletta è la cosa peggiore che si sia vista negli ultimi 10 anni
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 15/03/2018 ore 15:57:23
Probabilmente non la comprerò seppure amante e possessore di 2 PRS.
Credo che le scelte siano ponderate dal fatto che:

1- Vuoi finalmente un Top Artist nella tua scuderia che non imbraccia solo la supercostosa (e lasciatemi dire bellissima) signature da 10000 euro, che poi vendi solo ai collezionisti.
Vuoi che in un concerto non suoni solo un pezzo con la tua chitarra....
2- Vai a stuzzicare una categoria di chitarre che negli ultimi listini hai volutamente ignorato (anche perchè la 305 et simili non hanno avuto successo commerciale ed erano un po' bruttine rispetto alle perle di Mr.Smith)
3-Copiare una Strat non è secondo me un delitto al giorno d'oggi.....se lo fa Surh, Tom Anderson, James Tyle, Schekter, Valley Arts è una figata....non può esserlo se lo fa PRS?

Il discorso che si dovrebbe fare secondo me è se davvero suona bene (io ho pochi dubbi su questo), soprattutto se si attesta ad un livello tale da battagliare con delle Fender custom Shop NOS et simili e se le modifiche funzionali hanno realmente un impatto rilevante.

Sono certo che un fan Fender non la comprerebbe mai...ma gli amanti di marchi "alternativi" si dovrebbero almeno porre la domanda se vale la pena preferirla a Surh, Tom Anderson etc.
Rispondi
di Ghesboro [user #47283] - commento del 17/03/2018 ore 21:59:42
"
3-Copiare una Strat non è secondo me un delitto al giorno d'oggi.....se lo fa Surh, Tom Anderson, James Tyle, Schekter, Valley Arts è una figata....non può esserlo se lo fa PRS?"

Una considerazione: quelli che hai fatto sono tutti nomi di brand che hanno un lungo retaggio in tema di Strat, e hanno basato la loro fama e il loro trend specialmente su questo. PRS al contrario è un marchio che ha sempre fatto vanto della propria unicità di forme e soluzioni,per questo vedere una Paul Reed Strat storce il naso in modo non troppo distante dal vedere una Tele by Gibson.
Rispondi
di my_prince [user #16856] - commento del 23/03/2018 ore 22:17:42
Grande Pietro! Questa PRS assomiglia esteticamente alla tua chitarra usata normalmente nei tuoi video (anche se le venature della tua mi piacciono anche di più e credo sia in mogano o pino...)
Ma a proposito quando ci illustrerai il tuo strumento?
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844] - commento del 29/03/2018 ore 18:34:41
Grazie! :D
Scrissi un articolo un po' scherzoso per presentarla alcuni anni fa: vai al link
Da allora è un po' cambiata, potrebbe essere giunto il momento di un aggiornamento :D
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