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Il guitar synth arriva su iOS senza MIDI
Il guitar synth arriva su iOS senza MIDI
di [user #116] - pubblicato il

Roxsyn è l'app per dispositivi Apple iOS che trasforma la chitarra in un synth a tre voci completo di effetti grazie a una tecnologia senza pitch tracking.
Yonac è una software house newyorchese in attività dal 2008 e specializzata in sintetizzatori e strumenti virtuali per iOS. Per la prima volta, mette a frutto una tecnologia capace di far incontrare il mondo della chitarra e del basso elettrico con quello delle tastiere per impacchettare un guitar synth polifonico che non si affida a pitch tracking o MIDI per interpretare le note dello strumento.

Il guitar synth arriva su iOS senza MIDI

Il Roxsyn Guitar Synthesizer è un software per iOS capace di leggere il segnale di una chitarra in maniera polifonica e trasformarlo in un synth in stile analogico rispettoso della dinamica e del suonato.
La app prende in prestito l’interfaccia dai classici sintetizzatori modulari e ruota intorno a una tecnologia battezzata Metamorphic Synth Engine, tre oscillatori con cinque forme d’onda e un range di oltre 4 ottave con cui ricreare suoni solisti, bassi e pad di ogni tipo.
I segnali possono essere modellati in libertà e colorati con modulazioni ed envelope filtri, dando vita a timbriche innovative e comportamenti propri delle tastiere, come la possibilità di avere strumenti dal sustain infinito.
Vi si aggiunge un arpeggiatore con otto algoritmi tra cui scegliere e il tutto viene impacchettato in oltre 500 preset di fabbrica con possibilità di crearne di propri.
Il Roxsyn offre anche un registratore incluso nell’interfaccia e dà al musicista la possibilità di gestire parametri a scelta attraverso controller MIDI esterni per integrare il proprio dispositivo portatile con rig professionali in studio e dal vivo.



Roxsyn può essere scaricata dall’App Store a questo link, mentre maggiori informazioni e dettagli tecnici sull’applicazione sono a questa pagina sul sito ufficiale.
ios roxsyn software yonac
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di maxventu [user #4785]
commento del 07/08/2019 ore 11:03:02
interessante, mi pare la risposta "software app" a quanto già presente da tempo con Boss SY-300 (e successivi) ed anche vari pedali EHX, cioè un guitar synth dal carattere decisamente analogico e che non richiede pick-up esafonico. In realtà esistevano già altre applicazioni per convertire qualsiasi segnale di chitarra verso synth (ad esempio jam origin).
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 07/08/2019 ore 11:58:30
OK, ma secondo te questa tecnologia priva di esafonico è pronta per implementare anche suoni diversi tipo pianoforte, pad vari, insomma tutto ciò che sia synth ma non abbia questa connotazione analogica?
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 07/08/2019 ore 12:43:06
Ciao, bella domanda questa. Premetto che non conosco questo guitar synth software di Roxsyn e non l'ho provato, quindi mi limito a risponderti per mia esperienza diretta su Boss SY 300 in quanto ho provato anche praticamente tutti i precedenti sistemi guitar synth Roland basati su esafonico.
Esistono ad oggi in pratica due approcci al guitar synth, Uno è basato su pickup esafonico e conversione "pitch to midi" (standard Roland adottato anche da altri produttori). Questo standard, che ha conosciuto anche delle "ibridazioni" ad esempio Roland serie VG dove per quanto ne sappia l'esafonico veniva utiizzato senza funzioni di conversione pitch to midi, permette per l'appunto di rilevare separatamente la frequenza di ogni singola corda (separata dall'altra, nei limiti del cross talk) e di trasformarla nei codici MIDI così da pilotare campionatori ,librerie , sequencer midi esterni etc.
Ci sono dei limiti intrinseci , innanzitutto le sei corde , cioè se hai più di sei corde non puoi usare esafonico (ma se ne hai 12 puoi usarne due su due sistemi separati, due cavi etc). Poi la latenza, il processo di rilevazione del pitch della singola corda si porta un limite intrinseco nel campionamento dei primi cicli di vibrazione delle corde. Occorre suonare molto puliti , tecniche come il legato, il muting e il tapping non hanno molto successo, la qualità ed il tipo di corde, oltre ad un perfetto settaggio, sono critici, e nonostante questo, il cross talk, il triggering di note sbagliate o false, e la latenza (soprattutto su note più basse) sono sempre in agguato.
Poi c'è un altro approccio, sul quale si basano i pedali della EHX e il Boss SY 300 (di recente presentato in versione ridotta "stomp") e forse anche questo Roxsyn (che ripeto, non ho provato). Questo approccio fondamentalmente "sottrae" al segnale analogico dello strumento (sia esso una chitarra o un basso qualsiasi) una serie di caratteristiche quali le formanti (attacco rumore del plettro etc) e parecchie armoniche, riducendo in pratica il suono della chitarra ad una onda molto vicina a quella pura. Fatto questo, utilizza l'onda quasi pura come se fosse un VCO dei sintetizzatori tradizionali, applicando filtri , risonanze, modulazioni , modificando ADSR etc.
Per questo il tracking è pressochè istantaneo, non soffre di nessuna delle limitazioni di cui ho detto sopra a proposito dello standard esafonico: via libera a 7 e 8 corde, bassi, bending, tapping etc. Quando usi questo tipo di sintesi , nello stesso preset puoi chiaramente avvertire un cambio del timbro se sulla tua chitarra cambi per esempio dal pickup al manico a quello al ponte. Per i motivi legati alla rilevazione delle frequenze fondamentali, è comunque consigliabile utilizzare il pickup al manico (proprio come quando accordi con accordatore elettronico).
Dopo questa chilometrica premessa, provo a risponderti. Un pianoforte pilotato da una chitarra sarà probabilmente un suono che contiene dei campioni. Alcuni (EHX) hanno provato a mettere dei preset pianoforti elettrici in un pedale , chiamato KEY9 e basato sulla tecnologia che non richiede esafonico.
Peraltro suonare un pianoforte partendo da una chitarra presume una serie di altre approssimazioni intrinseche dovute al fatto (del temperamento) e della differente articolazione del piano e della chitarra, laddove sul piano hai note "discrete" totalmente separate mentre sulla chitarra hai almeno una dozzina di note che puoi prendere su corde diverse quindi con intonazioni (anche se la chitarra è perfettamente settata ed accordata) che sono leggermente diverse tra loro , per non parlare dei rivolti etc...quindi è sempre una approssimazione. Puoi ovviare ad alcuni di questi inconvenienti disabilitando sul sistema "target" (se possibile) le opzioni per il bending e per il vibrato: il sistema ti inchioda le note.
Diverso il discorso dei pad, suoni molto più lineari e pastosi del piano, analogici, su alcuni pad le stonature se leggere danno anche un piacevole effetto chorus, e l'attacco morbido non pone problemi di latenza. Quindi per i pad mi sentirei di dirti che questa tecnologia priva di esafonico può dare buoni risultati (non per i pianoforti per quanto ne sappia).
Ultima cosa. Esiste un altro software , da me citato altrove (non sono un loro endorser) che sembra unire il meglio dei due mondi: no esafonico e conversione (molto accurata) del pitch to midi, con conseguente possibilità di pilotare qualsiasi modulo suoni , pianoforti pitch etc. E' un software che per funzionare al meglio richiede potenza nel computer host.
Spero di essere stato utile e mi scuso per OT
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 07/08/2019 ore 13:54:05
Bellissimo intervento! Grazie dell'esposizione dei fatti. Io ho avuto GR55 rivenduto perchè nonostante mi applicassi diligentemente nel suonare pulito il tracking l'ho trovato veramente poco efficiente. Non so se è un mio problema, perchè le demo che vedo su Internet sembrano miracolose. Su Accordo c'è l'utente e amico Tramboost ad esempio che lo usa con grande soddisfazione. Attualmente uso il Triple Play di Fishman. Leggero miglioramento del tracking ma pochi suoni interni e estrema farraginosità nello scaricare il software, i suoni aggiuntivi, ecc. Quel software di cui parli, me lo puoi suggerire?
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 07/08/2019 ore 15:11:0
volentieri, quello cui io mi riferisco si chiama "jam origin".
Giusto, c'è anche il Triple Play, non l'ho mai provato non saprei dire. In passato ci hanno provato in molti: oltre a Roland che da circa 40 anni "ci crede", ci ha provato anche Yamaha, con un prodotto rimasto in produzione poco tempo. Poi anche Casio, con due approcci molto diversi, da un lato un approccio tipo esafonico, dall'altro lato con chitarre "giocattolo" le quali però in termini di conversione midi potevano dare delle sorprese e recentemente ho visto in giro prodotti riproposti da altre case di tipo "start up" basati su stesso approccio ma ben più evolute (e costose) delle chitarre midi giocattolo della Casio. Su tutte, in un approccio decisamente unico, la SynthAxe, controller synth dalle possibilità molto estese e complesse (anche un breath control) esplorato nelle sue massime espressioni da Allan Holdsworth ovvero il più grande Genio mai esistito nella chitarra. All'inizio degli anni 2000 anche un controller in formato rack se non sbaglio si chiamava "Axon" o qualcosa del genere, permetteva di interfacciare un cavo 13 poli standard Roland HEX verso altre interfacce esterne basate su MIDI e molti ne parlavano molto bene in termini di latenza , poi è sparito non so se si trova ancora qualcosa di usato. Ciao
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 07/08/2019 ore 18:26:38
L'esperimento di EHX con il KEY9 è basato sulle timbriche dei pianoforti elettrici che sono molto diversi dai pianoforti acustici e non è basato su campionamenti ma su sistemi di filtraggio e trattamento del suono. Alla fine, in ogni caso, si ottiene il "sapore" del sound di pianoforte elettrico ma alla fine non è la stessa cosa. Meglio usare questi applicativi/hardware per ottenere veri e propri suoni di synth anzichè pilotare sonorità pianistiche che non garantiscono alcun risultato espressivo.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 07/08/2019 ore 19:21:55
già. Oggetti come il KEY9 danno il "colore" dei pianoforti elettrici, non sono basati su pitch to midi (ed è per questo che non hanno problemi di tracking) bensì, come scrivevo, su tecniche sottrattive rispetto al suono dry in uscita dalla chitarra, al quale poi in qualche modo vengono digitalmente aggiunti per l'appunto i colori dei pianoforti elettrici: la percussione iniziale, i "tines" e via dicendo. Credo che "sotto il cofano" qualche campione ci sia.
Tra l'altro nella nostra rassegna dei sistemi credo di essermi dimenticato di citare un altro esperimento effettuato alcuni anni or sono da un altro gigante della sintesi: la Moog Guitar.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 07/08/2019 ore 19:26:32
dimenticavo di citare un altro pedale recentemente uscito sulla scia dei synth analogici , si chiama "ENZO"
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 07/08/2019 ore 23:22:14
Il Key9 non è basato su campionamenti.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/08/2019 ore 10:49:10
vero. E' un emulatore come tutti i pedali della stessa famiglia. In realtà c'è chi sostiene che alla base della tecnologia di questi pedali ci sia il concetto di profilazione. Esatto, proprio quella del Kemper. Ma qui si apre un mondo e siamo già decisamente OT.
Rispondi
di Grossoman [user #42524]
commento del 08/08/2019 ore 11:13:00
Io ho avuto l'impressione che con l'HOG della EHX (che però non possiedo) sia possibile ottenere suoni simili al Key9. Dovrebbe essere fondamentale aggiungere al suono clean della chitarra quello di un'ottava molto più alta (2^, 3^, 4^?) e ridurre il tempo di decadimento della sola ottava più alta tramite la sezione envelope. In alcuni video viene mostrato come, in un modo simile, si può imitare con l'HOG il click dell'organo hammond. Poi eventualmente si aggiunge un effetto di modulazione esterno.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 08/08/2019 ore 14:49:36
Chi dice che alla base della tecnologia di questi pedali ci sia il concetto di profilazione dice una sciocchezza perchè non sa nulla. La tecnologia della profilazione si può applicare solo per amplificatori e distorsori e per i riverberi c'è la convoluzione, ma per il resto c'è solo l'emulazione non la profilazione perchè non si può fare.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/08/2019 ore 16:40:26
Caro Ovinda, già in un tuo precedente intervento in risposta ad un mio, avevo notato un tono perentorio, ma adesso, se stai cercando di innescare un flame, sono costretto a contraddirti. Non so se tu hai accesso a documentazioni tecniche (io no), ma il mio primo guitar synth l'ho avuto trenta anni fa, e poi ne ho avuti e usati molti altri - non tutti - di vario tipo (esafonici, via software e non esafonici, basati su campioni o no etc.). Non credo che si stia parlando di riverberi, né di aver scritto altre "scoicchezze" , né vedo motivi se non quello di dimostrare una infarinatura, per chiamare in causa la convoluzione, che c'entra poco.
C'è un signore che si chiama Bill Ruppert - sicuramente sai chi è - che già vari anni fa pubblicava quello che lui faceva col Kemper vai al link ti mando il link.
A parte questo, con le potenze di calcolo oggi accessibili a tutti , si possono profilare i timbri degli strumenti, è quello che in molti stanno provando a fare, anche BIAS: se ne parla in queste stesse pagine. Poco importa se per una serie di ragioni qualcuno parla di "profilazione" altri parlano di "tone match" e così via, il punto è che viene catturata l'impronta sonora di un certo timbro - non l'andamento nel tempo né eventuali modulazioni - convertita in una mappa numerica e resa disponibile in altro dispositivo. Non darò seguito ad ulteriori risposte per rispetto della Comunità di Accordo e perché siamo già ampiamente OT. Ciao
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 07/08/2019 ore 18:22:57
C'è da dire che il guitar synth nasce originariamente per arricchire la chitarra di sonorità dei sintetizzatori, basti vedere l'EMS Synthi Hi-Fli di Gilmour del periodo 1972-75 o dei guitar synth dei King Crimson dei primi anni '80, o, infine le sperimentazioni di Pat Metheny con il synclavier. E' dalla fine degli anni '80 in poi che, con l'uso dei moduli sonori MIDI (i classici expander midi) che si è andati a utilizzare le sonorità dei moduli sfruttando il MIDI, ma bisogna dire che l'utlizzo concreto di certe sonorità alla fine non ha mai trovato utilizzi continuativi, essendo di fatto limitativi dal punto di vista espressivi (problemi di pitch, di tracking, di bending, ecc). Vedo meglio queste sperimentazioni che riportano all'intenzione iniziale i guitar synth sfruttando le nuove tecnologie e migliorando il risutlato finale. Alla fine che uso si può fare di un suono di pianoforte pilotato da una chitarra con pickup esafonico? Non si sfruttano le tecniche chitarristiche e anche le tipiche tecniche pianistiche non possono essere gestite dalla chitarra. Alla fine si fa qualche test e si abbandona questo tipo di applicazione.

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