suona da leader e il suo basso guida e sorregge elegante il portamento dei brani senza mai salire in cattedra e concedersi spazi esagerati. Da questo punto di vista, vanno segnalati l’assolo magistrale di “Settembre Ottobre” e il portamento generale di “Il Mio Amico Mugnaio”.
Balasso, che si destreggia anche tra chitarre ritmiche e programmazione delle tastiere, si avvale del supporto di Giovanni Forestan al sax e Marco Andrighetto alla batteria che sono ottimi compagni di viaggio e contribuiscono al suono omogeneo e coerente del disco prodotto e distribuito da
Ospite su una manciata di brani, Andrea Braido con il quale Balasso collabora suonando live nel suo quartetto. Braido suona a briglie sciolte e porta nel disco una sventagliata rock distortissima, talmente irruenta e smodata da essere quasi sopra le righe. Incontenibile.
è un disco talmente autentico e sincero, frutto di un amore così cristallino per un determinato periodo storico e musicale da risultare fresco anche se non si sforza in nessun modo di essere attuale.
Si sente che qui si suona con l’unica preoccupazione di farlo bene, divertirsi e onorare gli anni doro della fusion.
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