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Tecnica VS Cuore
Tecnica VS Cuore
di [user #51884] - pubblicato il

Vorrei incentrare l’attenzione dei lettori di Accordo sull’eterna diatriba tra la tecnica e il sentimento nell’esecuzione di un brano. Da una parte la tecnica fatta di studio esecuzioni maniacali e virtuosismi a volte fini a se stessi, dall’altra l’interpretazione fatta di tecnica, tanto sentimento e talvolta evidenti imprecisioni.
L’equilibrio tra questi due fattori reputo siano il principio cardine  per la valutazione di  un chitarrista nella composizione della poesia dell’assolo e nella sua esecuzione.Parecchi chitarristi hanno dichiarato nell’esecuzione dal vivo di trascurare particolari tecnici a favore di un coinvolgimento da parte del pubblico accettando anche qualche sbavatura o dimenticanza, rendendo nella sua imperfezione quell’esecuzione unica ed il risultato del trasporto emotivo del momento.Per i tecnici la musica è la ricerca del bello in cui ogni nota deve essere messa al posto giunto, per i romantici del suono sono importanti anche i silenzi ed i rumori se contestualizzati al brano e al momento.
Entrambi gli aspetti se estremizzati decadono nel cattivo gusto e nella noia.Quali sono le doti che deve possedere un chitarista per far coesistere questi due fattori?



Questo brillante intervento del nostro lettore integra alla perfezione il nostro recente articolo Suonare Col Cuore.
Vi ricordiamo che legato a questo tema - a noi particolarmente caro - c'è una stilosissima calamita "Meglio poche note ma col cuore" che potrete avere in omaggio con il libro "Tecnica Fraseggio & Esercizi" di Gianni Rojatti, o "Comfortably Dumb" di Alberto Biraghi.

Tecnica VS Cuore
lettori in cattedra
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di dale [user #2255]
commento del 26/05/2020 ore 20:50:44
A mio modo di vedere non c'è nessuna diatriba, chi sa suonare unisce tecnica al cuore, sia quando sento Son House, Eric Clapton, Tommy Emmanuel, Neil Young, Steve Vai, Larry Carlton, ci sono sia tecnica (ognuno la propria nel proprio stile) che cuore.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 26/05/2020 ore 21:19:05
Appunto,sono i soliti post modello "aria fritta".
Rispondi
di BEGNY [user #51884]
commento del 26/05/2020 ore 22:18:48
Giudizio insindacabile. Complimenti.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 26/05/2020 ore 22:37:36
Ripeto aria fritta.
Rispondi
di BEGNY [user #51884]
commento del 26/05/2020 ore 21:30:22
Concordo in parte. Tra i nomi da te citati ci sono chitarristi che verranno ricordati per il loro stile inconfondibile più che per i loro virtuosismi (eccetto Steve Vai). Alcuni grandi chitarristi trovo che per via del loro ego smisurato a livello empatico non arrivino e questo penso sia un loro limite. In generale non mi piace la perfezione assoluta. Petrucciani per pregiudizio non avrebbe mai dovuto sfiorare un piano.
Rispondi
di Ghirmo [user #11530]
commento del 08/06/2020 ore 23:35:0
Vai sarà ricordato per il suo stile inconfondibile frutto , ma non solo, del suo controllo totale dello strumento.
Rispondi
di Ghirmo [user #11530]
commento del 08/06/2020 ore 23:35:0
Vai sarà ricordato per il suo stile inconfondibile frutto , ma non solo, del suo controllo totale dello strumento.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 26/05/2020 ore 21:40:10
La musica è arte, di conseguenza vuole esprimere qualcosa, smuovere qualcosa. La tecnica è il mezzo per potersi esprimere. Il fine è sempre la Musica. Trasmettere il cuore attraverso la tecnica. Ciao Fab
Rispondi
di BEGNY [user #51884]
commento del 26/05/2020 ore 22:04:50
Concetto perfetto.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 26/05/2020 ore 23:28:39
C'é un bel post di Gianni Rojatti su questo tema....
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 27/05/2020 ore 14:12:48
Le risposte sono infinite.
Ma sicuramente una di quelle è Chris Buck
Rispondi
di BEGNY [user #51884]
commento del 27/05/2020 ore 16:18:30
A detta di molti il miglior chitarrista blues di ultima generazione.Che tocco e che stile. Aggiungerei Aynsley Lister (Clapton docet).
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 27/05/2020 ore 16:44:52
L'obbiettivo è arrivare alla mente e al cuore dell'ascoltatore. Essenzialmente c'è l'originalità del messaggio, poi come venga costruito e trasmesso (e anche la qualità acustica è importante), è tutto a carico dell'autore, che fa le sue scelte personali. Quanti brani di successo ci sono, apparentemente senza virtuosismi e/o complicazioni tecniche? La maggioranza, poi andando a scavare si scoprono la collaborazione di tecnici e professionisti di prim'ordine. E' come per il trucco di una donna: più è di valore, meno lo si nota. Paul.
Rispondi
di scorrazzo [user #37353]
commento del 08/06/2020 ore 14:01:01
Figo bis,grazie
Rispondi
di scorrazzo [user #37353]
commento del 08/06/2020 ore 13:59:20
Figo,grazie
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 28/05/2020 ore 21:59:32
I sentimenti sono deleteri se hai un basso in mano e devi accompagnare un gruppo in pezzi standard. Li devi portare la nota e zitto.
All'opposto un pezzo blues, tu con una chitarrina in mano, tutti che ti guardano e improvvisi un assolo spezza cuore. Lì la tecnica conta poco, ma non pochissimo...
Rispondi
di BEGNY [user #51884]
commento del 29/05/2020 ore 18:42:51
Giusto. Il genere agevola o penalizza l'espressione interpretativa. Poi senti Jeff Buckley (secondo me straordinario) e Janis joplin anche su brani scolastici e ti rendi conto che a volte il suono è l'espressione di un momento.
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 08/06/2020 ore 13:34:51
Il mio è uno sfogo in questo tema, ed è pure una provocazione.
Molti chitarristi pensano che la tecnica sia la velocità. Mannaggia loro, mi fanno ridere. Per un like su facebook si mettono a fare Malmsteen e Michael Angelo, e lo fanno pure convinti e si vantano di essere dei grandi tecnici. Ma poi quando li ascolti dici: "ma cosa è questa monnezza?". Vi vorrei postare qualche video per farvi ridere ma per privacy non lo faccio.
Ma gente come Malmsteen e Michael Angelo, veloci quanto possono essere, suonano anche col cuore (a loro modo).
Perciò io dico che la tecnica è una cosa personale, quasi intima, e non imitabile e se unita al cuore è il massimo.
Il segreto rimane quello di non strafare mai e dar retta al cuore.
Rispondi
di Lucifer [user #46960]
commento del 08/06/2020 ore 14:32:16
Non per fare polemica sterile ma esprimo solo una mia opinione personale: Michael Angelo ha il suono più brutto dell'universo e la sua tecnica è di una noia mortale! Mille volte meglio Alberto Radius che non sarà ambidestro... ma è brutto uguale e nelle sue note ci mette il cuore e anche l'anima! AUGHH... ho detto! :)
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 09/06/2020 ore 05:27:48
...anche a me è sempre piaciuto Radius, però chi è andato a vederlo live mi ha riferito che è...imbarazzante, mah
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 08/06/2020 ore 15:50:55
Batio è veloce ma non è espressivo, ha un suono banalissimo, ma è noioso, infatti non ha avuto una carriera di rilievo nè in band importanti, nè come chitarrista per artisti di prima fascia. Ai suoi pseudoconcerti (sono più clinic) vanno solo ragazzini che non capiscono nulla attratti dalla velocità. Batio è il classico esempio di shredder che non suona con il cuore, non ha alcuna espressività e annoia.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 08/06/2020 ore 15:53:59
@Lucifer concordo su Batio, è noiosissimo. Citi Alberto Radius, ma siamo su un altro pianeta. Ancora oggi, ogni sua nuova canzone ha un senso, come musica, come testi, come arrangiamenti, come sonorità, come parti chitarristiche di accompagnamento e solistiche. Non a caso Radius ha fatto la storia della musica italiana, Batio non vanta alcuna esperienza musicale significativa. Radius è un artista, Batio un musicista.
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 09/06/2020 ore 05:28:52
...anche a me è sempre piaciuto Radius, però chi è andato a vederlo live mi ha riferito che è...imbarazzante, mah
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 08/06/2020 ore 15:51:02
Batio è veloce ma non è espressivo, ha un suono banalissimo, ma è noioso, infatti non ha avuto una carriera di rilievo nè in band importanti, nè come chitarrista per artisti di prima fascia. Ai suoi pseudoconcerti (sono più clinic) vanno solo ragazzini che non capiscono nulla attratti dalla velocità. Batio è il classico esempio di shredder che non suona con il cuore, non ha alcuna espressività e annoia.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 08/06/2020 ore 15:43:49
Onestamente, questo post è la quintessenza del nulla. Non c'è nessuna diatriba tra "cuore" e tecnica. Steve Vai è uno dei chitarristi più dotati tecnicamente, ma suona da artista, la sua tecnica è al servizio della comunicazione artistica di altissimo livello. Assistere ad un suo spettacolo è un viaggio emozionale, un mix di bravura e sentimento. In questo articolo si confondono le cose e si prende il peggio dei due mondi. Da una parte abbiamo i chitarristi scarsini tecnicamente che si sono creati l'alibi con "meglio poche note ma con il cuore", che non significa proprio nulla, perchè se suoni con altri musicisti e sei scarso tecnicamente, il cuore sai bene dove va a finire. Dall'altra parte ci sono i "palestrati" della chitarra, che si concentrano su "esercizi ginnici" pensando di poter sopperire alla scarsa cultura musicale e all'assenza di un vero e proprio gusto musicale con la velocità. Su questi temi si è espresso perfettamente Paul Gilbert, un ex "shredder pentito", che ha abbandonato la musica "ginnica" mettendo la sua mirabile tecnica al servizio del blues, abiurando anche il periodo metal (ha dichiarato di avere molti rimpianti per i decenni bruciati nel fare scale iperveloci invece di dedicarsi all'approfondimento dell'espressività blues) e mostrando noia verso i suoi studenti affascinati dalla velocità esecutiva ma aridi dal punto di vista espressivo. L'essenza è una sola: solo i musicisti bravissimi tecnicamente come Gilbert e Vai (e tanti altri) possono permettersi di dire che il cuore vince sulla tecnica, ma per poterlo dire, bisogna padroneggiare la tecnica al 1000%. Il titolo di questo articolo (Tecnica vs cuore) non è molto intelligente, ma è rappresentativo del contenuto dell'articolo stesso. Ai giovani dico: studiate, siate impeccabili tecnicamente, ascoltate molta musica, studiate gli assoli più belli, comprendetene le intenzioni, analizzate l'armonia, a quel punto svilupperete un gusto musicale, che vi permetterà di veder primeggiare il cuore, fermo restando che tecnicamente dovete essere bravissimi. Senza tecnica non si va da nessuna parte, il cuore arriva dopo anni che si è studiato, senza tecnica non c'è cuore, perchè senza tecnica non c'è musica.
Rispondi
di BEGNY [user #51884]
commento del 10/06/2020 ore 09:49:18
Nessuno a messo in dubbio che la tecnica sia la base di qualsiasi espressione musicale. Il post è incentrato sull'equilibrio tra questi due fattori che non sempre coesistono. Alcuni celebri chitarristi e frequentatori del forum non sono mai arrivati e mai arriveranno per propri limiti tecnici a padroneggiare la tecnica al 1000%, ergo è necessario un compromesso. Il titolo è una provocazione verso chi (e personalmente ne conosco tanti) pensa che sia giusto estremizzare l'aspetto tecnico a discapito dell'espressione e della comunicazione o viceversa non riconosce allo studio ed alla disciplina il suo giusto ruolo. Ricordiamoci che la musica in tutte le sue forme è Armonia.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 08/06/2020 ore 18:48:56
Tecnica e cuore, in un'esecuzione degna di questo nome, debbono coesistere.
Rispondi
di fibo [user #47404]
commento del 08/06/2020 ore 19:30:56
Tecnica e cuore è una costruzione linguistica. L’organo utilizzato è il cervello. Sia che si parli di tecnica che di “sentimento”
Rispondi
di nanniatzeni [user #24809]
commento del 08/06/2020 ore 20:33:34
Ma perché scegliere? Che senso ha?
Ogni genere musicale ha le sue peculiarità.
Certo metal estremo deve essere freddo, chirurgico,ipertecnico e veloce... deve 'stupire' non emozionare.
Il blues ha un bpm più basso, deve essere 'caldo' ed espressivo,vanno benissimo poche note ma giuste.
Il punk deve essere rozzo,caotico e divertente, senza tecnica alcuna, e se 'emoziona' è suonato 'sbagliato'.
Il prog è forse il genere che coniuga i due mondi,virtuosismi iper tecnici e melodie sublimi (basti pensare a quello che fa Petrucci in Scarred, per dire un brano qualsiasi dove passa da Gilmour a mitragliatrice tedesca)
Rispondi
di charlie_bronson utente non più registrato
commento del 08/06/2020 ore 22:30:57
Quando penso a Steve Vai i ricordi vanno sempre a "Whispering a prayer" del Live @ Astoria... il connubio perfetto tra tecnica ed espressività! Che capolavoro...
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 09/06/2020 ore 01:17:46
la questione non è complicata, basta fare mente locale sulle varie rockstar o gente che effettivamente si è affermata. Nel 99% dei casi si tratta di gente "accademicamente" analfabeta. Per cui la conclusione è che un approccio acculturato, studiato, strutturato, accademico, tecnico ecc. ecc. nel 99% dei casi non funziona...

Ma, in definitiva, non ha senso reprimere le proprie tendenze, quindi se uno vuol arrivare da qualche parte con lo studio è giusto, anzi doveroso, che ci provi. Basta che non pensi che sicuramente tale studio lo porterà a migliorare perchè, statisticamente, non è vero .. :-)
Rispondi
di bluestringer utente non più registrato
commento del 09/06/2020 ore 08:08:43
Mah, passano i secoli e il cliché sulla tecnica è sempre lo stesso. Chi fa le minori melodiche avanti e indietro veloce e distorto è tecnico. Chi fa le pentatoniche avanti e indietro lento e pulito non è tecnico. Sono due pippe uguali, invece.
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 09/06/2020 ore 11:18:23
Personalmente un chitarrista tecnico o meno mi piace se mi fa venir voglia di imbracciare la chitarra.
Detto ciò io per tecnica considero non solo alzare i bpm del metronomo ma anche sapere cosa suonare su un determinato accordo.
Un esempio: facciamo un blues, bene, usare qualcosa di diverso dalla pentatonica e la 5b è tecnica.
Altro esempio:usare i Messiaen modes per improvvisare è tecnica
Tutto ciò anche se fatto lentamente

In conclusione, che siano tante o poche le note non conta, ciò che conta è il come
Rispondi
di felix9 [user #33282]
commento del 09/06/2020 ore 15:32:45
Ha già detto tutto Benedetto Croce definendo l'arte come una sistesi di forma e di contenuto. Senza tecnica non si può esprimere niente perchè non si hanno i mezzi per farlo, maggiore è la tecnica e maggiori sono le possibilità di realizzare quello che si vuole. D'altra parte la sola tecnica non serve a niente se non si hanno contenuti da esprimere. Sono banalità, ma è tutto qui, il giusto equilibrio. Il cuore non esiste esistono i contenuti.
Finisco col dire che quando sento dire "suona col cuore" mi viene sempre in mente un'altra parola che inizia con "cu".
Rispondi
di fibo [user #47404]
commento del 09/06/2020 ore 17:41:35
Sembra sveglio questo Ben Cross...
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 10/06/2020 ore 01:33:32
Come ha già fatto notare qualcuno, io non farei contrapporre la tecnica al cuore, perché penso che ci siano sempre entrambe. La tecnica non riguarda solo il numero di note fatte.Per esempio, Gilmour fa assoli di poche note ed emotivi, ma quanta tecnica c'è nel tocco, nella scelta di note e diteggiature, nella scelta dei suoni e nell'uso della strumentazione per tirarli fuori?
Piuttosto mi capita tra me e me di fare distinzioni tra chi ha qualcosa da dire e chi no: tra chi mette del personale in ciò che suona e chi si limita ad eseguire, ma anche in quest'ultimo caso cuore e tecnica ci saranno (ok, forse ci sarà più cuore nel primo caso rispetto all'altro).
Rispondi
di francescolomunno [user #38311]
commento del 10/06/2020 ore 10:04:58
Diatriba infinita, cuore e tecnica. Il fatto è che cuore è tecnica, nel senso che è indispensabile padroneggiare lo strumento per poter esprimere attraverso di esso cosa sente il cuore. Paul Gilbert si esprime(va) attraverso mitragliate di sedicesimi, Gilmour attraverso bending di 2 toni, entrambi gesti tecnici che richiedono studio, la tecnica non è solo velocità. Batio è noioso, è vero, ma anche Johnny Ramone dopo un po'....
Rispondi
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