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Kiesel Delos: la super-Strat 7-corde in video
Kiesel Delos: la super-Strat 7-corde in video
di [user #116] - pubblicato il

Un video ufficiale mostra all’opera la Delos D7X, super-Strat a sette corde di casa Kiesel in versione 2020.
Tastiere quasi piatte per ammiccare agli stili esecutivi più all’avanguardia, output elevato e una costante ricerca per le sonorità chirurgiche anche a livelli di gain importanti, le chitarre Kiesel sono tra gli oggetti del desiderio per i chitarristi d’impronta più moderna. Per il 2020, il laboratorio sfoggia una rinnovata Delos in versione sette-corde.

Prodotto del Custom Shop Kiesel, la Delos D7X propone tutti i canoni del filone super-Strat, aggiornati per garantire una suonabilità rivolta alla performance totale e delle sonorità adatte agli stili più estremi.

Kiesel Delos: la super-Strat 7-corde in video

Il body in ontano vede avvitato un manico in acero con rinforzi in fibra di carbonio per mettere sul piatto una struttura stabile, capace di fronteggiare stress e repentini cambi di temperatura offrendo al contempo una trasmissione delle vibrazioni vigorosa e dettagliata.

La tastiera può essere in ebano o in altri legni, su richiesta, e delinea un raggio da 14 pollici per 24 tasti in acciaio di tipo medium jumbo. Gli intarsi segnatasti sul davanti variano a seconda dell’edizione e delle preferenze del cliente. È invece considerata una caratteristica standard la presenza di dot luminescenti lungo il bordo superiore per consentire al musicista di orientarsi al meglio in ogni condizione di luce.
Il diapason da 25,5 pollici promette una buona tensione per le corde e un attacco deciso alle note anche quando si affrontano le tonalità più gravi dell’universo sette-corde o si decide di esplorare timbriche estreme con accordature ribassate.

Kiesel Delos: la super-Strat 7-corde in video

Sul battipenna, due humbucker Kiesel Beryllium promettono un suono a fuoco e definito, ideale per le distorsioni più spinte dove è importante conservare intelligibilità e presenza nel mix. È comunque possibile richiedere configurazioni alternative a tre single coil o con un humbucker al ponte accompagnato da due single per centro e manico.
Sempre fissati sul battipenna, potenziometri di volume e tono master si abbinano a un selettore a cinque posizioni per accedere anche allo split delle bobine nelle posizioni mediane.

Meccaniche bloccanti Kiesel con rapporto 19:1 permettono di contare su una stabilità d’accordatura notevole, e una discreta scelta per il tipo di ponte aggiunge versatilità al progetto. Nella scheda tecnica sul sito ufficiale è indicato un hardtail Hipshot come dotazione base, mentre in video appare un modello con ponte mobile Hipshot in stile Tremolo a due viti.

chitarre elettriche dalos d7x kiesel
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di zanzacris [user #11650]
commento del 16/06/2020 ore 11:24:0
Il problema di una Kiesel è la configurazione prima dell'ordine, scegli tutto ma non ti danno vedere il risultato finale.
Per il resto produzione top
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 16/06/2020 ore 17:49:23
Lascia perdere, è un brand che in America si è fatto una fama che si commenta da sola. Delinquenziale, se si volesse trovare una parola.
Rispondi
di sergej [user #44973]
commento del 16/06/2020 ore 18:14:4
Ciao, Ghesboro. Cosa intendi? Mi sono perso qualcosa, evidentemente...
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 16/06/2020 ore 18:51:26
Ma da dove parto? Parliamo di un brand accusato di:

- Chitarre costruite molto bene a volte, e molto male in altre. Letteralmente, c'è una storiografia in rete dove vengono mostrati esemplari assemblati e rifiniti peggio delle peggiori chitarre vietnamite. Talvolta a peccare sono proprio caratteristiche progettuali, ovvero ponti fissi con basetta troppo alta per avere un action decente anche con le sellette al minimo;

- Una politica piuttosto ingannevole riguardo la pratica di costruzione ed eventuale reso dei prodotti: la famosa "opzione 50" applicata spesso senza il consenso del compratore con il risultato di rendere lo strumento impossibile da rendere a prescindere da eventuali magagne, spesso presenti;

- Le features (finiture in particolare) a volte non corrispondono a quanto richiesto da chi compra. Puoi ben vedere in rete discussioni di chitarre richieste di un preciso colore e consegnate con una tinta molto diversa. Cioè il verde resta verde, il rosso resta rosso e il blu resta blue, ma tra un turchese e un blu mare ce ne passa. E i colori dovresti renderli giusti, soprattutto non potendo vedere il risultato finale;

- La tendenza molto antipatica che avviene in periodo NAMM di utilizzare (o talvolta smontare) chitarre in pronta consegna a fini di esibizione allo show: i manici fighi fanno una brutta fine;

-La tendenza ancora più antipatica di stipendiare individui dalla dubbia moralità per mandarli nei forum e nei gruppi facebook che contano ad incensare le Kiesel a discapito di altri marchi "hyped", che probabilmente questi reietti manco hanno avuto in mano;

- Pagare di più ti fa saltare la coda ;)

- La webdrama del CEO Jeff Kiesel di fronte a qualsiasi segno di disapprovazione.

- Il customer service è da molti definito ignominioso: in presenza di problematiche come queste sopra elencate un costruttore serio fa mea culpa, i PR della Kiesel apparentemente ti si incazzano al telefono :)
Rispondi
di sergej [user #44973]
commento del 16/06/2020 ore 19:25:28
Si, dopo il tuo primo post mi sono fatto un giro in rete e ho letto di lamentele del genere.

Spiace molto, anche perchè ho una Carvin CT6M comprata di seconda mano e come finiture e suonabilità è veramente al top (e di chitarre di livello con cui fare il raffronto ne ho parecchie).
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 16/06/2020 ore 19:58:06
No, alt, Carvin sono un'altra cosa, le Carvin erano delle signore chitarre, il marchio era in difficoltà finanziaria con la precedente ownership ma facevano chitarre ottime. Il male è arrivato con Jeff
Rispondi
di sergej [user #44973]
commento del 16/06/2020 ore 20:04:47
Si, in realtà intendevo: peccato che il livello delle Carvin originali non sia rimasto invariato col passaggio di proprietà...
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 18/06/2020 ore 10:37:15
non metto in dubbio quello che scrivi, però mi stupisco: è la prima volta che sento cose così negative su questo marchio.
Peraltro, la struttura stessa del web e dei forum, dove chiunque può scrivere qualsiasi cosa su chiunque altro, rende rischioso questo tipo di confronti. Io non sono un endorser Kiesel, né ho interessi commerciali, sono solo uno che ha acquistato una chitarra Carvin, anni fa, direttamente sul sito, e mi è arrivata una chitarra che ha superato ampiamente le specifiche e le mie aspettative e di tutti quelli che l'hanno provata (anche maestri chitarristi professionisti , e liutai di fama nazionale), e lo conferma giorno dopo giorno.
Sono anche andato al loro showroom a San Diego dove ho visto esposte delle chitarre , e provate, con dei legni e delle finiture che, semplicemente, credevo che non esistessero.
Se uno cerca su web fonti negative da citare, può trovarne anche relativamente a Music Man, Suhr, Gibson etc.

Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 18/06/2020 ore 12:18:50
Vero, chiunque può scrivere quel che vuole a riguardo marchi e altro, ma se le storie raccontate sono validate anche da documentazione fotografica, o vengono confermate da più fonti, allora qualcosa di vero c'è. Peraltro citando Music Man e Suhr parli di due marchi il cui grado di scontentezza e "horror stories" da parte del popolo chitarristico è praticamente inesistente, e infatti in giro non se ne legge mai male, non nei forum che contano. D'altro canto Gibson è spesso oggetto di critiche, ma molto di ciò che si racconta ho avuto modo (come credo molti altri) di verificarlo di persona.
Inoltre ripeto quanto detto sopra: le Carvin sono un altro discorso, il marchio aveva una gestione diversa, i liutai erano differenti e anche di queste nessuno aveva niente da lamentarsi, anzi, se ne sentiva solo parlare con toni entusiastici.
Per quanto riguarda le chitarre Kiesel che hai provato a San Diego: al di la che sarebbe sciocco esporre in uno showroom uno strumento inadeguato, nota che non invalida il 90% delle problematiche che ho elencato, ossia relative a strumenti su ordinazione, a features inesatte e a pratiche di vendita scorrette, cose difficilmente verificabili ad una esposizione fisica.

Ad ogni modo non devi forzatamente fidarti di quel che dico io o qualsiasi altro utente del web, sei libero di farti una tua idea a riguardo, non m'offendo :)
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 18/06/2020 ore 13:11:16
ma certo, ognuno ha una sua idea. Io mi sono fatto una opinione abbastanza precisa del marchio, poi, certo un esemplare mal riuscito può capitare a tutti. Io ad esempio ho una 335 che è uscita dalla fabbrica con tutti i tasti praticamente non rifiniti, l'ha dovuta letteralmente finire il mio liutaio, parliamo di uno strumento che si pone in una fascia di costo sicuramente medio alta. Per quanto riguarda Music Man , e poi mi fermo altrimenti andiamo off topic, ci sono i forum ufficiali pieni di interessanti testimonianze relative ai manici delle Majesty.
ciao
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 16/06/2020 ore 18:27:28
Liutai di casa nostra di un certo livello ne hanno parlato benissimo
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 16/06/2020 ore 18:52:02
Non escludo che cose buone ne abbiano fatte anche loro, ma personalmente non ne prenderei mai una se non usata e dopo averla ben visionata :)
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 16/06/2020 ore 18:27:36
Liutai di casa nostra di un certo livello ne hanno parlato benissimo
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 16/06/2020 ore 14:50:46
l'impossibilità di provarle prima è un piccolo prezzo da pagare dato il modello di business "direct" di Kiesel/Carvin, a fronte del risultato finale, che per scelte di legni, liuteria, hardware etc. pone le chitarre di questo marchio in concorrenza diretta con prodotti di fasce di almeno il doppio del prezzo, parlo ovviamente per esperienza personale diretta.
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