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Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili
Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili
di [user #36328] - pubblicato il

Avete mai microfonato una gallina o usato una patata come filtro? Tecniche creative della sound engineer di Tool e System of a Down.
Se siete cresciuti coi dischi dei Tool, System of a Down, Johnny Cash o Skunk Anansie (per citarne alcuni), avete molto probabilmente già ascoltato della musica prodotta e mixata da Sylvia Massy. Nel corso del tempo è diventata una sound engineer di riferimento, molto ricercata grazie ai dischi di successo cui ha dato la sua impronta.
Attiva dalla metà degli anni ‘80, ha cominciato a muovere i primi passi nella radio della California University e successivamente negli studi di San Francisco collaborando con piccole etichette indipendenti in ambito punk rock e lavorando insieme a un giovane Kirk Hammett nella produzione di diverse band locali.
Trasferitasi a Los Angeles ha fin da subito iniziato a lavorare per le etichette Tower Records e Zoo Records. Proprio quest’ultima etichetta le ha permesso di entrare in contatto con alcuni membri dei futuri Tool, per i quali produrrà in seguito, rispettivamente nel 1992 e nel 1993, gli album “Opiate” e “Undertow”.
Nella città degli angeli, Massy entra in contatto e collabora con artisti molto importanti della discografia mondiale quali Aerosmith, Prince e Seal.
In occasione di alcune registrazioni ai Larrabee Studios, conosce Rick Rubin con il quale instaurerà un proficuo rapporto di collaborazione che durerà oltre sette anni. In questo periodo hanno registrato e lavorato insieme ad artisti del calibro di Johnny Cash, Tom Petty and the Heartbreakers, Slayer e nell’album di debutto dei System of a Down.

La console principale di Sylvia Massy è una Neve 8038. Nel 1994 questa macchina è stata trasferita nello studio B dei Sound City Studio per registrare album di artisti quali Queens of the Stone Age, Lenny Kravitz, Black Crowes e molti altri.

Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili

Sylvia è soprattutto conosciuta anche per alcune tecniche di registrazioni creative e non convenzionali. Per esempio, durante la registrazione di Undertow dei Tool decise di registrare il suono più forte mai registrato, sparando a dei pianoforti in studio.

Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili

Insieme alla sua console Neve, Sylvia utilizza regolarmente microfoni standard (SM57, SM81, AKG C12 e C24, Sennheiser 424 e 441 ecc.) insieme a oggetti modificati per riuscire a catturare il suono in una maniera diversa. Nel microfonare la batteria ha utilizzato un vecchio cono cablato al contrario per il kick della cassa e un tubo di gomma appoggiato intorno allo strumento per registrare un suono d’ambiente particolare da utilizzare nel mix.

Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili

Fra gli altri oggetti utilizzati in maniera non proprio convenzionali, non possiamo non citare la tecnica sul come microfonare una gallina o come utilizzare le patate per creare un filtro tra amplificatore e cassa.

Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili

Ovviamente non tutti questi suoni verranno poi mixati sul disco, ma la sperimentazione e il divertimento nel provare soluzioni atipiche sembrano essere la base creativa di Sylvia.
Molte di queste tecniche sperimentali sono illustrate nel dettaglio all’interno suo libro “Recording Unhinged” dove insieme ad altri 35 sound engineer ha disegnato e spiegato il suo approccio alla registrazione.

Sylvia Massy: dietro la console tra polli, patate e fucili

Come ha descritto in diverse interviste, per il tracking non ha sempre scelto il classico studio perfetto dal punto di vista acustico, ma ha preferito registrare in una stanza unica dove lei e i musicisti sono a stretto contatto, senza comunicare in cuffia al di là del vetro.
Il suo setup è un vero e proprio mix ibrido tra analogico e digitale. La console Neve è infatti interfacciata con Pro Tools sul quale le tracce sono organizzate in stem e possono essere effettate tramite i plugin. Per avere il calore e la sfumatura dell’analogico, le tracce vengono anche rimandate al banco dove potranno essere collegate alle varie macchine presenti negli studi in cui lavora. UAD 1176, UAD LA2A e Fairchild 670 sono solo alcuni dei compressori che Sylvia preferisce utilizzare durante le session.

Per chi stesse cercando un approccio diverso alle proprie registrazioni e fosse interessato a capire nel dettaglio il modo di lavorare di Sylvia, consigliamo di dare un’occhiata al suo sito.
È infatti molto attiva anche come docente per workshop in tutto il mondo e ha collaborato con diverse istituzioni musicali quali Berklee College of Music, SAE Institute, Abbey Road e Mix with the Masters.
sylvia massy tecniche di registrazione
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di Sciamano [user #50087]
commento del 10/08/2020 ore 15:01:50
"opiate" e "undertow" sono il punto più basso nella discografia dei tOOl in termini di suoni e idea di sound della band. Sarà andata sicuramente meglio altrove in altre produzioni per la Massy.
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di simonec78 [user #13803]
commento del 11/08/2020 ore 08:12:18
Condivido.
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di umanile [user #42324]
commento del 12/08/2020 ore 09:56:06
Certo! Che brutta Sober! Come suona male!
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di Sciamano [user #50087]
commento del 12/08/2020 ore 22:14:34
Sober è un gran pezzo. Così come "Undertow" è un grande album. Parli con uno che considera i tOOl quale band preferita in assoluto. Questo però non implica che abbia il prosciutto sulle orecchie: il lavoro di Barresi sugli ultimi due dischi rende giustizia al suono della band. "Fear inoculum" ha un profondità e una spazialità incredibili.
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di umanile [user #42324]
commento del 12/08/2020 ore 22:40:54
Mah, io trovo il suono dei tool fino ad Aenima il migliore, dopo diventano troppo prodotti.
In particolare la batteria perde aria e la puzza di sample è piuttosto forte.
Mi rendo però anche conto di essere "vecchio" e di amare molto poco il suono del rock post 2000.
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 13/08/2020 ore 08:19:11
Tra "aenima" e "undertow" c'è già un abisso. Bottril nel disco del '96 fa un lavorone in perfetta simbiosi con l'opera musicale dei 4: suono claustrofobico con basse in evidenza ma tutto perfettamente al suo posto. La batteria, dicevi.. In "undertow" è proprio secca, molto centrale rispetto alla scena audio incisa e il suono del rullante è tra il cartonato e il plasticoso. A partire da "aenima" c'è più spazialità e a uscirne impreziosita, rispetto al recente passato, è proprio la performance di Danny Carey.
Sono d'accordo sul fatto che da Lateralus in poi i tOOl appaiano "più prodotti". Ma c'è ovviamente produzione e produzione.
In "fear inoculum" basta sentire "chocolate chip trip" per rendersi conto della vocazione tridimensionale del suono che permea l'intero album. Un piacere unico per le orecchie
Rispondi
di MetalHead [user #55094]
commento del 13/08/2020 ore 20:26:41
Undertow lo trovo un capolavoro, oltre a Sober ci sono dei pezzi stratosferici e ho ascoltato questo disco per mesi senza stancarmi mai e lo preferisco a Fear Inoculum, ovviamente parlo del lato artistico e non della qualità di incisione del disco, essendo anche un audiofilo urge un confronto e non ho appena un pò di tempo lo farò sicuramente,mi avete fatto incuriosire. Per quanto riguarda la produzione ho visto su YouTube alcuni momenti particolari e mi ha incuriosito molto quando con il fucile fanno a pezzi il pianoforte,anche se mi rattrista un pò vedere uno strumento musicale fatto a pezzi così.
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 14/08/2020 ore 11:36:16
"undertow" fu una boccata d'aria fresca tra gli ultimi palpiti grunge e il nu metal (che a me ha sempre detto molto poco). Un disco che subito fece capire che eravamo di fronte a una band che poteva essere, come poi è diventata, un caso a parte nel panorama rock degli ultimi anni. Già lì Keenan e Carey apparvero come artisti di un'altra caratura rispetto ai colleghi dell'epoca, con un Jones non ancora sbocciato del tutto ma foriero di una serie di intuizioni in bella evidenza
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di MetalHead [user #55094]
commento del 14/08/2020 ore 16:36:32
Concordo con te! Anche a me il nu metal non mi ha mai ispirato nulla. Per me i Tool sono una delle poche band in circolazione che riescono a dare sempre continuità nei loro lavori sfornando sempre album di altissimo livello.
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