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Roberto Fabbri ci parla di Mario Gangi
Roberto Fabbri ci parla di Mario Gangi
di [user #16167] - pubblicato il

Abbiamo parlato dei libri dedicati all'opera di Mario Gangi scritti da Roberto Fabbri ed editi da Hal Leonard. Abbiamo quindi raggiunto il maestro Fabbri per approfondire il suo lavoro.
Come è nata l'idea di mettere insieme gli 11 brani della raccolta "Fra classico e jazz?"?
 
Questa idea mi venne quasi venti anni fa, conoscevo i brani di Mario Gangi per chitarra sola di sapore crossover, a metà strada fra il classico e il jazz appunto, questi pezzi erano stati pubblicati negli anni 60/70 dalla Berben ma ormai erano difficili da trovare, anche perchè erano pubblicati singolarmente, così mi venne in mente di raccoglierli in un antologia ed allegarci un cd dove li suonavo, in maniera che chi avesse acquistato il libro avrebbe anche avuto modo di studiarli con più facilità.
 
Come sono stati scelti? Lei è un profondo conoscitore dell'opera di Gangi, quindi immagino che sceglierne solo 11 non sia stato facile. 
 
Scelsi quelli più melodici con temi accattivanti e che non fossero eccessivamente difficili da suonare.
 
Trovo ottima la scelta dell'aggiunta delle TAB che amplia sicuramente la platea di possibili lettori. Quale consiglio vuole dare per approcciare questi brani? 
 
Sicuramente l’inserimento delle tab, non presenti negli originali, unite al cd con le esecuzioni ha allargato la platea degli utenti finali, in tutti questi anni infatti il libro ha goduto di un numero costante e cospicuo di vendite, indice di gradimento fra gli acquirenti, consiglio di leggerli lentamente e una volta acquisita la conoscenza delle posizioni provare a suonarli con il metronomo per dar loro continuità e poi… liberarsi di tutto e suonarli seguendo il proprio istinto musicale!

Roberto Fabbri ci parla di Mario Gangi
 
Di questi ce n'è uno che preferisce sopra tutti?
 
Sicuramente il brano che il maestro mi ha voluto dedicare "Ricordo" e che in qualche modo è stato "profetico" perchè il maestro di lì a poco, nel 2010, ci avrebbe lasciato, mi ha regalato un pezzo delicato, un dolce ricordo…
 
Venendo ai 47 pezzi facili per chitarra classica, leggo che è nato da un'idea proprio del Maestro Gangi. Può raccontarci meglio questa vicenda?
 
Il Maestro era stato colpito positivamente dall’impegno che io avevo profuso nell’antologia "fra classico e… Jazz" e dal suo successo, così una volta che lo ero andato a trovare, lui mi fece trovare una cartelletta con su scritto brani per Roberto, dentro c’erano fotocopiati ed ordinati, come solo lui sapeva fare, i brani che poi avrebbero fatto parte di questa Antologia, consegnandomela mi disse: "Ho scritto questi pezzi per la Fabbri Editori ma ormai non sono più in vendita, non so come fare per ripubblicarli, non so di chi siano attualmente le edizioni ma so che tu se vorrai potrai farlo per me!"
A dire il vero poi, preso dalla mia attività, non ebbi tempo di metterci mano, quando un anno fa questa cartellina "dimenticata" riemerse fra tutte le mie carte, fu come un segno del destino così decisi di portare a termine il desiderio del Maestro.
 
Sono brani che si discostano un po' dalla produzione abituale di pezzi per principianti. Cosa pensa li renda unici?
 
Mario Gangi aveva una vena melodica incredibile, riusciva a scrivere melodie splendide ma al tempo stesso relativamente semplici da suonare, lui in realtà mi aveva selezionato solamente una metà dei brani che poi avrei pubblicato, aveva scelto i più belli ma non tutti facili; così ho fatto una ricerca ed ho ritrovato anche quei brani, non selezionati da lui, ma che erano di semplice esecuzione, i primi undici del libro sono sulla prima posizione e li scrisse a quattro mani con Carlo Carfagna, diciamo che la mia integrazione con i brani "esclusi" è servita a dare una certa progressività di difficoltà al libro.
 
Ci racconta un po' il lavoro che c'è stato dietro questo libro? Come ha scelto i 47 pezzi, se li ha elaborati o no?
 
Come ho appena detto ho operato delle aggiunte rispetto a quelli indicati dal Maestro, in questo caso ho tolto le tablature che lui invece aveva inserito, questo perchè i brani non hanno particolari difficoltà di lettura, caso mai qualcuna tecnica, volevo un libro didattico, ho comunque registrato tutti i brani su un cd in maniera che che acquistasse il libro avesse una traccia da seguire, sto poi progressivamente postando sul mio canale you tube i video di questi pezzi per fornire un ulteriore aiuto a chi si approccia con essi. Per quello che riguarda gli spartiti non ho toccato nulla, anche le diteggiature erano perfette come scritte dal Maestro.
 
Lei è autore di alcuni dei metodi più utilizzati per i bambini che si approcciano allo strumento. Che consiglio si sente di dare, invece, agli insegnanti che utilizzano questo volume con i 47 brani?
 
Questi sono dei brani "ricreativi" da affiancare ai normali metodi di chitarra, ho scritto il "Suoniamo la chitarra" per ragazzi fino ai 10 anni, poi il "Guitar Master" per quelli dagli 11 in su, il "Chitarrista Classico Autodidatta" con tab e video didattici per chi non legge la musica e le revisioni dei metodi di Sagreras e Carulli, quindi questi 47 pezzi sono delle composizioni che i maestri possono far fare ai loro allievi in aggiunta a quelli della didattica "tradizionale".


Per sapere di più sui libri citati nell'intervista leggi il nostro articolo
 
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