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Due chiacchiere con Rob Fordjour
di [user #27788] - pubblicato il

Ho deciso di incontrare per una breve intervista informale Robert Fordjour. Session drummer e storico batterista del sassofonista Courtney Pine, in un pub del sud di Londra: The Effra. Tutte le domeniche sera musicisti e non si ritrovano per una Jazz Jamm da oltre 11 anni organizzata dalla cantante Lauren Dairymple.

Questa sera, come accade ormai da un po’ di tempo, Robert fa parte della ''house band'' e come sempre accade nelle jam sessions, nella seconda parte della serata lascia il suo posto per cederlo a qualunque altro batterista presente voglia suonare uno o più brani; di solito pezzi 'standard.

Ciao Rob, quanto tempo, come va?
Bene grazie. Si, è da un po’ che non ci si vede!

Allora Rob, quando hai cominciato a suonare, e perché hai scelto proprio la batteria?
Avevo circa undici anni e un mio zio, prima di portarmi allo stadio a vedere il Chelsea, passò a prendere un suo amico batterista. Ci fermammo un pochino ad aspettarlo in uno studio dove stava terminando le prove col suo gruppo. Non so per quale ragione, ma subito mi innamorai del suono della batteria e del suo aspetto. Me la face suonare, si fa per dire. Mi ricordo che ero affascinato dal suono dei ‘tom tom’ in particolare. Questo fece nascere in me il desiderio di imparare a suonare questo strumento.

L’anno successivo, alle Secondary School (n.d.r. la scuola in cui si va dai 10 anni circa sino ai 16 anni) convinsi i miei genitori a scegliere per me ‘drums’ come strumento da studiare, in quella scuola c’era infatti un professore di batteria.

Sei ancora contento di aver fatto quella scelta, anziché per esempio, aver studiato pianoforte o un’altro strumento?
Ma, forse oggi che sto incominciando a invecchiare e la schiena comincia a darmi dei problemi nel continuo caricare e scaricare degli strumenti, credo che avrei dovuto scegliere il flauto anziché la batteria. E poi, il batterista e’ sempre l’ultimo a uscire e le ragazze più carine sono già state ‘prese’! Si si, il flauto sarebbe stata la scelta ideale!

Ti ho visto suonare varie volte e spesso in situazioni musicali differenti. Anche Courtney, in un suo concerto, mi ricordo ti descrisse come un musicista versatile. Da cosa e’ dovuta questa tua versatilità nel suonare stili e generi differenti? E tutti anche bene.
Il mio primo vero amore e’ stato quello per qualunque tipo di musica che si potesse ballare, dal Pop e Dance, al Funk, a cominciare da Micheal Jackson. Poi all’epoca, nei primi anni ottanta, c’era un casino di British Funk in giro che a me piaceva tantissimo.

Poi a Londra, nel sud dove sono cresciuto io, c’era e c’e’ ancora una multietnicita’ grandissima. La mia famiglia e i miei vicini giamaicani, mettevano tutto il giorno dischi raggae, altri vicini musica irlandese in fondo alla strada, mi ricordo ascoltavano musica Indiana.

Robert Fordjour

E il Jazz?
Il mio interesse per il jazz avvenne appena un po’ più tardi, quando ero già grandicello: avevo circa 19 anni. Dopo essere andato ad un work-shop di jazz.

Mi ricordo che attorno a quel periodo conobbi Julian Joseph, Courtney Pine, Steve Williamson (sassofonista tra i fondatori, assieme a Pine, dei Jazz Warriors) e Mark Mondesir, uno dei primi batteristi di Courtney, per me uno tra i più grandi batteristi a livello mondiale. Lui fu una grande guida per me. Io non sapevo niente di jazz, ma lui mi consigliava cosa e come studiare. Passavo un sacco di tempo a casa sua ad ascoltare dischi. Mi influenzò tantissimo!

Parlaci un po’ delle tue esperienze musicali e lavorative
Il mio primo lavoro fu con Hugh Masekela, un cantante Sud Africano, quando non avevo ancora 20 anni.

Mi ricordo andai a vedere Courtney Pine and Mark Mondesir suonare e quella sera, dopo la gig, Mark mi presento’ a un suo amico chitarrista, John “ Blackie” Selolwane.

Dopo una settimana ricevetti una telefonata da John, nella quale mi comunicava che il batterista di Hugh se n’era andato. Mi chiedeva anche se io avevo voglia di unirmi al gruppo dopo aver superato un'audizione. Una volta andato allo studio per incontrare i ragazzi, mi dissero che il tour da fare nelle università brittaniche, sarebbe partito in quattro giorni e avevo 16 canzoni da imparare! Io a dire il vero, non avevo ancora nessun tipo di esperienza in merito alla musica dal vivo, e la batteria era ancora uno strumento tutto da imparare e scoprire. Quello era infatti il periodo nel quale pensavo veramente di mettermi a testa bassa a studiare, e mai avrei pensato di unirmi a un gruppo date ancora, diciamo così, le mie non troppo elevate capacita’ musicali.

Hugh Masekela faceva un tipo di musica Sud Africana che io non conoscevo, e poi lui era noto per essere un po’ ''severo'' con I suoi batteristi e questo mi rese ancor piu’ difficile l’idea di unirmi al gruppo.

Comunque, con coraggio, accettai. Credo davvero che quell’esperienza mi abbia fornito le basi e le fondamenta  per poi diventare un vero musicista.

Poi, tra le mie prime iniziali esperienze lavorative, ricordo con gran piacere di aver sounato per oltre due anni in giro per il mondo con gli Osibisa, un gruppo Afro/Rock ganese fondato negli anni ‘50. Loro erano tutti piu’ grandi di me, con loro mi feci davvero le ossa. Ricordo con piacere membri del gruppo come Teddy Osei al sassofano, Mac Tontoh alla tromba e Sol Amarfio alle percussioni, che divenne quasi come un secondo padre per me.

Poi mi unii al gruppo di Courtney, con cui ci suono da circa 16 anni ormai e con cui ho fatto tours europei e mondiali e registrazioni. Tra un tour e l’altro mi tengo impegnato nella scena musicale Londinese con vari artisti, senza poi contare il fatto che insegno in un scuola.

Dado Pasqualini e Rob Fordjour

Hai la stessa passione oggi per la musica di quando cominciasti a suonare?
Si e no! Certamente suonare per me e’ una cosa ancora bellisima che amo tantissimo, ma sono molto piu’ rilassato al riguardo. Le priorità nella vita cambiano continuamente, per esempio non studio tanto come facevo anni fa, uso il mio tempo libero in maniera differente. I mie due bellissimi figli oggi sono la mia più grande passione, cerco di trascorrere con loro la maggior parte del tempo a mia disposizione.

Grazie Rob e in bocca al lupo per il nouvo tour con Courtney e tutto il resto!
Crepi! Grazie a te, ci si vede in giro!

interviste rob fordjour
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