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Nocturne Dyno Brain: preamp from the space
Nocturne Dyno Brain: preamp from the space
di [user #6868] - pubblicato il

Nascono come eco a nastro ma diventano il cuore per i setup di innumerevoli guitar hero. Però lo fanno in qualità di preamplificatore o booster. È la storia del Nocturne Dyno Brain, uno dei piccoli segreti del sound rockabilly per antonomasia.
Nascono come eco a nastro ma diventano il cuore per i setup di innumerevoli guitar hero. Però lo fanno in qualità di preamplificatore o booster. È la storia del Nocturne Dyno Brain, uno dei piccoli segreti del sound rockabilly per antonomasia.

Per le session di registrazione del mio nuovo lavoro, il terzo album Dirty Trainload, ho avuto in prestito dal mio amico Stefano il suo prezioso eco a nastro: un’unità originale del celeberrimo Space Echo, prodotto da Roland dal 1973 fino alla fine degli anni '80.

Con il mio inseparabile friend-producer Fabio Magistrali, abbiamo abbondantemente sfruttato gli effetti di eco del Roland RE-201 durante tutto il mix, sia per la voce sia per la chitarra.
Al momento di restituire l’apparecchio, Stefano mi ha chiesto: "hai provato a collegarlo direttamente tra chitarra e amplificatore?". In realtà no, l’avevamo adoperato soltanto in fase di mix, come outboard effect collegato alla mandata effetti del banco mixer, ma non avevo provato a collegarlo direttamente alla chitarra come una qualsiasi stomp box in pedaliera.
Colgo al volo il suggerimento di Stefano, faccio qualche prova e scopro alcune cose molto più interessanti di quel che avrei immaginato.

Innanzitutto ho potuto effettivamente verificare che gli effetti di eco generati del nastro hanno una musicalità e una profondità tale da fare impallidire nel paragone anche i più blasonati delay analogici vintage.
Essenzialmente, in un qualunque tape echo, il segnale audio in ingresso viene registrato su un pezzo di nastro magnetico chiuso ad anello. Una serie di testine riproduce a ciclo continuo il segnale sul nastro simulando le ripetizioni di un eco naturale. Variando con appositi controlli la velocità del nastro e la distanza che intercorre tra le testine di riproduzione, si cambia il ritardo, la frequenza e l’ampiezza delle ripetizioni, simulando diversi tipi di effetto ambiente e di eco. Quando l’anello di nastro chiude il suo ciclo, il nuovo segnale in ingresso sovraincide la registrazione precedente.
Questo sistema nell’era del digitale sembra senz'altro ingenuo e rudimentale, eppure è frutto di un capolavoro di ingegneria meccanica ed elettronica. Ancora oggi, a parere di molti tecnici e musicisti, gli eco a nastro risultano insuperati in termini di calore e resa naturale del suono.
Come dicevo, anche i miei delay analogici a pedale Ibanez AD-80 e AD-9, rispettivamente del 1979 e del 1982, pur essendo pedali universalmente apprezzati per il calore e la naturalezza degli effetti di eco che sono in grado di generare, non reggono assolutamente il confronto con la pastosità e la fluidità degli effetti di eco del RE-201.
Che si tratti di corti effetti di slapback o di ripetizioni più lunghe e ampie, lo Space Echo risulta essere all’altezza della sua fama: è difatti considerato nel mondo musicale uno dei migliori effetti mai realizzati.

Nocturne Dyno Brain: preamp from the space

Lo Space Echo è stato prodotto negli anni in sei versioni. Ancora oggi è altamente ricercato e viene periodicamente "riscoperto" da nuovi musicisti nei più disparati ambiti: rock, psichedelia, trip hop, dub, rockabilly, etc. Molti effetti digitali si ispirano agli eco a nastro cercando di riprodurne l’espressività e la rotondità. Addirittura anche Boss ha introdotto in catalogo da qualche anno il modello RE-20, una sorta di riedizione digitale di Space Echo RE-201 sotto forma di doppio pedale.

La rivelazione più interessante però non riguarda l’effetto di delay di per sé. Ciò che più mi ha colpito è che, inserendo lo Space Echo nella catena di effetti, il suono della chitarra sembra guadagnare una marcia in più e ne viene fuori sensibilmente arricchito e potenziato. In particolare, sembra quasi che il segnale della chitarra venga trattato con un sapiente intervento di mastering. È possibile apprezzare il maggior vigore di un boost e di una compressione discreti e ben dosati. La compressione dello Space Echo è di qualità eccellente: dona al suono maggiore pastosità, pur preservando un attacco deciso e graffiante e senza tuttavia filtrare il suono originario in modo invadente.
Viene in mente che molti celebri chitarristi hanno ottenuto simili risultati utilizzando un altro leggendario eco a nastro, il Gibson-Maestro Echoplex.

L’Echoplex non è famoso solo per la straordinaria qualità degli effetti di delay, ma viene tutt’oggi ancora apprezzato in diversi generi musicali per la ricchezza, il calore e la corposità del suono filtrato dal suo circuito. L’effetto delay dell’Echoplex può essere spento continuando a utilizzare il preamplificatore al suo interno: Jimmy Page, Danny Gatton, Neil Young, Eric Johnson, Andy Summers dei Police ed Eddie Van Halen sono solo alcuni degli esempi più noti tra i chitarristi più affezionati all’Echoplex.

Nocturne Dyno Brain: preamp from the space

Ritchie Blackmore, all’epoca dei Deep Purple, collegava tra la chitarra e i suoi Marshall un registratore a bobine Aiwa modificato in modo da funzionare come un eco a nastro. Blackmore racconta che questo effetto eco artigianale serviva anche da preamplificatore e boost e consentiva addirittura di ottenere una distorsione tipo fuzz saturando lo stadio finale del registratore. "Se qualcuno me lo rubasse sarei nei guai", aveva dichiarato in un’intervista.
Brian Setzer, invece, preamplifica la sua Gretsch proprio servendosi di uno Space Echo. Utilizza il modello RE-301, dotato anche di effetto chorus.

Dunque, una volta provato a inserire lo Space Echo nella catena effetti, è difficile tornare alla condizione di partenza: dopo aver sperimentato sotto le dita una risposta dello strumento più frizzante e dopo aver udito sonorità con una texture e una personalità più definite, viene voglia di averne uno sempre collegato, addirittura anche quando la manopola che regola il volume dell’eco è tutta abbassata.
Allora mi chiedo che fare: cedere alla tentazione e cercare un vecchio Space Echo RE-201 ancora in buone condizioni da poter acquistare?

Un esemplare di RE-201 revisionato o in buone condizioni di conservazione è reperibile nel mercato dell’usato per cifre che si aggirano tra i 500 e i 750 Euro. Una spesa più che giustificata per uno studio di registrazione ma alquanto onerosa per un effetto per chitarra. Oltretutto affrontare la spesa iniziale è soltanto il primo di una serie di problemi: gli eco a nastro sono apparecchi delicati che richiedono frequente assistenza e manutenzione. L’apparecchio è soggetto a una costante usura del nastro e delle parti meccaniche. Occorre avere il riferimento di una persona esperta di fiducia, in grado di reperire parti di ricambio e operare complessi interventi di riparazione e di manutenzione. Insomma, una scelta impegnativa per chi ha già un bel po’ di amplificatori e strumentazione vintage a cui badare.
E l’ingombro? Un’unità originale di Space Echo a nastro non è certo come il pedalino digitale Boss, ha quasi le dimensioni di una testata di amplificatore, un ingombro in più assolutamente rilevante per chi, come me, a ogni concerto già si trascina dietro almeno tre amplificatori, due chitarre e due pedaliere con annessi e connessi: un pezzo di strumentazione in più che complica e allunga i già critici tempi di carico/scarico, trasporto, setup e sound check.

Nocturne Dyno Brain: preamp from the space

Posso accontentarmi degli ottimi effetti di eco prodotti dai miei pedali delay analogici, ma come fare a ottenere quella marcia in più data dallo stadio di preamplificazione dello Space Echo?
Da qui l’idea: ci vorrebbe un effetto a pedale che riproducesse lo stadio di preamplificazione del RE-201, ricostruito con lo stesso tipo di componenti. Questo permetterebbe di godere degli stessi benefici dati dall’apparecchio originale senza doversi fare carico dei problemi a esso connessi e degli oneri di cui sopra.
Nel XXI secolo è difficile avere delle idee veramente originali, è praticamente certo che qualcuno le avute prima di noi. Se poi si parla di chitarre elettriche è innegabile che negli Stati Uniti ci siano una conoscenza e una competenza diffuse largamente avanzate rispetto alla media nostrana. Per rendersene conto basta dare un’occhiata al livello di discussione di tanti forum di oltre oceano.

Documentandomi, mi sono difatti accorto di aver fatto la proverbiale scoperta dell’acqua calda.
In commercio, per esempio, ci sono già diversi pedali che dichiarano di riprodurre il preamplificatore dell’Echoplex EP-3 o almeno di avere circuiti a esso ispirato. Il Badger Badgerplex è un boutique pedal costruito in Texas con autentiche rimanenze di componenti vintage (i cosiddetti NOS, New Old Stock) mentre il suo diretto concorrente, l’australiano Clinch EP-Pre, adotta una filosofia costruttiva che predilige l’affidabilità e la pronta reperibilità di componenti attuali con caratteristiche analoghe agli originali. L’Echoplex EP-101 annunciato da Dunlop e l’Xotic EP Booster si basano sullo stesso concept e sono pedali prodotti su più larga scala, con regolare distribuzione commerciale anche nel nostro Paese.
Chi ha più attratto la mia attenzione è però è un pedale che viene presentato proprio come una fedele riproduzione del preamp di uno Space Echo. Il costruttore di effetti e amplificatori artigianali Tavo Vega, con la sua compagnia di base nel sud della California, la Nocturne, produce il Dyno Brain, un pedale dal look hot rod che dichiara di ricreare lo stadio di preamplificazione di un Roland Space Echo RE-301, il modello utilizzato da Brian Setzer. Il predecessore del Dyno Brain aveva addirittura il beffardo nome di "Brain Seltzer" ed era un pedale espressamente concepito per chitarre dotate di pickup Gretsch Filtertron, mentre la versione correntemente in produzione promette maggiore versatilità e compatibilità piena con chitarre di qualunque tipo.
Purtroppo il Dyno Brain, un po’ come tutti i pedali boutique americani, non è di facile reperibilità in Italia, occorre prenotarlo direttamente dal costruttore negli Stati Uniti, attendere sei settimane che venga materialmente assemblato e che l’ordine venga evaso e quindi attendere i tempi biblici di spedizione intercontinentale e sdoganamento. Sono stato abbastanza fortunato da riuscire a evitare questa trafila trovandone uno in vendita in Italia.

Nocturne Dyno Brain: preamp from the space

Già da un primo esame, il Dyno Brain appare un pedale di elevata qualità costruttiva, assemblato con grande cura utilizzando componenti selezionati Sprague e Texas Instruments, con prese jack Switchcraft, potenziometri full size e l’immancabile switch true-bypass. La prova sul campo non fa che confermare queste impressioni e in effetti, attivando il Dyno Brain, sembra di accendere il turbo: ogni nota sotto le dita acquisisce presenza e sustain, preservando con trasparenza il suono alla fonte e aggiungendo il piacevole tocco di colorazione e la texture graffiante apprezzate nel preamp originale dello Space Echo.
Il Dyno Brain ha solo due manopole, denominate un po’ troppo creativamente "Gritsch" e "Squatch". Il Gritsch è un controllo di gain che agisce in maniera analoga al selettore di impedenza dell’input del RE-301: a metà corsa, approssimativamente con manopola in posizione alle ore 12, il gain mantiene lo stesso livello del segnale in ingresso. Lo Squatch è un controllo di cut che agisce sulle frequenze basse e aiuta a preservare gli altoparlanti dell’ampli nel caso in cui ci si lasci prendere la mano con il gain. I controlli di Treble e Bass dello Space Echo agiscono solo sull’eco e non sul segnale dry, quindi non sono presenti sul Dyno Brain.
A proposito di impedenza c’è da dire che l’ingresso dello Space Echo non è propriamente un input per chitarra. Setzer risolve questo problema utilizzando cavi molto lunghi che aiutano ad attenuare il segnale dei suoi pickup Filtertron rendendone l’impedenza compatibile con l’ingresso dello Space Echo. Questo espediente non è necessario con il Dyno Brain. Tavo Vega raccomanda di posizionare il suo pedale all’inizio della catena effetti poiché tende a caricarsi troppo di alte frequenze quando viene preceduto da altri stomp-box. Chi utilizza i vari pedali ispirati all’Echoplex spesso preferisce inserirli esattamente nello stesso posto che nella catena effetti occuperebbe il preamplificatore di un vero Echoplex, cioè tra i pedali di overdrive-distorsione e quelli di reverb e delay.
Comunque sia, tutti i pedali, anche quelli all’apparenza più semplici e intuitivi, richiedono tempo e pazienza per essere capiti e apprezzati fino in fondo. Molti sono i fattori in gioco: il posizionamento nella catena effetti, l’interazione tra i controlli, l’interazione con le altre stomp-box e gli altri componenti della nostra strumentazione, il volume della chitarra, i collegamenti, l’alimentazione elettrica etc.

Nocturne Dyno Brain: preamp from the space

Il Dyno Brain dà il meglio di sé in coppia con un buon ampli valvolare di scuola vintage, senza master volume, come per esempio Fender Bassman, Marshall Plexi, Fender Deluxe, etc. Nel canale normal di un buon Vox AC30 funge da treble booster creando un connubio ottimale.

Fare un confronto diretto tra il Nocturne Dyno Brain e il preamplificatore del vero Space Echo RE-201 non è tecnicamente un’operazione molto appropriata. In realtà il preamplificatore del RE-201 presenta delle differenze rispetto al pre del RE-301 che il Nocturne Dyno Brain prende a modello.
Nello specifico, il 201 usa transistor e resistenze al carbonio mentre il 301 adotta circuiti integrati e le più affidabili resistenze in metal film.
Questo, stando a quanto ho letto da chi ha potuto mettere a confronto le due differenti versioni di Space Echo, si traduce nel fatto che l’RE-301 è più pulito e ha meno rumore di fondo mentre l’RE-201 può vantare più calore e appeal vintage lo-fi. Sembra un po’ di guardare solo alla metà piena dei bicchieri ma in effetti è solo una questione di gusti in quanto entrambi gli apparecchi trattano il segnale in maniera assolutamente desiderabile.
Fatto sta che questa è la stessa differenza che ho riscontrato confrontando il Roland RE-201 con il Nocturne Dyno Brain: il Nocturne, per quanto più carico, aperto e versatile, manca un po’ di quel colore vintage, se mi passate il termine abusato, della vecchia unità RE-201. Questo comunque, tengo a ribadirlo, nulla toglie all’eccellente qualità del lavoro di Tavo Vega che ha prodotto un effetto che con ogni probabilità troverà posto stabile nella mia pedaliera e ha tutte le premesse per diventare un vero e proprio classico tra i pedali boutique.

Troppi costruttori di effetti artigianali si affannano a replicare, clonare e riprodurre altri effetti di successo conclamato. Peraltro rimane da dimostrare che tutti questi cloni di Pete Cornish, Klon, Sola Sound, Ibanez, Electro Harmonix, etc. siano effettivamente repliche ben riuscite e fedeli agli originali. Tavo Vega dimostra che è ancora possibile concepire pedali con inventiva e ingegnosità e realizzarli con professionalità e cura.

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Commenti
Complimenti, bell'articolo!
di kitestra78 [user #30170] - commento del 26/03/2014 ore 11:14:21
Io suono in una tribute dei Police e mi sono sempre chiesto come Summers riuscisse a boostare i suoni puliti, facendogli "bucare" il mix (vedi Message in a Bottle)... soprattutto considerando che faceva un uso massiccio del compressore, che notoriamente comprime il segnale.
Forse la risposta sta proprio nell'ecoplex, che lui utilizzava come unità delay ma che a questo punto devo dedurre che gli fungeva anche da preamp.
Molto interessante...il prezzo incluso di spedizione (circa 170 Euro) è anche interessante. Certo l'aggiunta di IVA e dogana è una bella rottura. Spero di trovarlo usato!
Saluti e grazie per la dritta!
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di bobchill [user #6868] - commento del 26/03/2014 ore 12:00:18
Grazie! Comunque forse nel tuo caso potrebbero essere più indicati proprio i pedali ispirati all'Echoplex EP-3 come il Badger o il Clinch.
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di kitestra78 [user #30170] - commento del 26/03/2014 ore 12:20:39
Xotic ep booster invece come lo vedi? Mi intriga per dimensioni e rapporto qualità prezzo

...poi approfitto per un'altra domanda, se puoi.
Io attualmente ho una catena di questo tipo:

Dyna Compressor --> Overdrive --> RAT --> wha (sempre spento, non l'ho tolto per pigrizia...) --> TC Chorus/Flanger --> Tc Nova delay --> Electro harmonix nano booster --> Multistomp zoom (per reverberi o simulazione di marshall a seconda dei brani)

Considerando di sostituire il booster attuale, il nuovo booster dove lo metteresti? Al posto del vecchio o a inizio catena?

Certo, sono opzioni da sperimentare con i pedali sotto mano (e lo farò), ma il consiglio di un esperto fa sempre bene!

Grazie ancora e scusa per la rottura

;-)
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di bobchill [user #6868] - commento del 26/03/2014 ore 12:56:32
Figurati, nessuna rottura. Come dici giustamente sono prove da fare nella pratica perchè le combinazioni sono davvero tante e ogni pedale risponde diversamente a seconda dell'interazione con gli altri. Se devo provare ad indovinare e darti una risposta "a naso", direi che il posto ideale potrebbe essere proprio come primo effetto dopo la chitarra, all'inizio della catena.
Quanto all'EP Booster premetto che non l'ho mai provato. Ho un Xotic RC Booster che è un pedale eccellente, non solo per chitarra elettrica, quindi la Xotic è sicuramente una casa che sa fare le cose per bene. Ad ogni modo ho letto che l'EP Booster non ha un circuito identico al pre dell'Echoplex ma un circuito ad esso liberamente ispirato. Pare che al dilà dell'aumento di volume, non produca un effetto molto evidente sul suono. Di questo però, tengo a ribadirlo, non ho alcun riscontro. E' un effetto facilmente reperibile in un buon negozio ben fornito, quindi probabilmente vale la pena dargli una chance e provarlo.
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di Zachary Di Francesco [user #12335] - commento del 26/03/2014 ore 20:06:58
Io ho provato l'EP Booster... Ed effettivamente anche cambiando l'impostazione dei trimmer interni al pedale... Non ho notato questa COLORITURA che tanto aspettavo...

Alla fine mi sono preso un Super Duper ZVex!
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di kitestra78 [user #30170] - commento del 27/03/2014 ore 13:31:3
E lo Zvex agisce sul tono? Te lo colora?

Interessante...perchè ZVex sul sito specifica che il super dooper non agisce sul tone shaping...se vuoi dammi qualche info in più. Io sono alla ricerca di un pedale da usare prevalentemente sui clean per dargli più "sostanza" e per "schiarirli" un pò
;-)
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di Zachary Di Francesco [user #12335] - commento del 27/03/2014 ore 14:30:59
mmm... No! Non altera il tono...

Il "Super Duper" è in realtà la fusione di due "Super Hard On" messi in serie... Intelligentemente sul canale DUE è stato messo un Master Volume per evitare che, mettendo in cascata i due booster, vi fosse un aumento spropositato del volume. Anche con solo un Super Hard On l'aumento del volume è a dir poco impressionante!

La cosa che mi è piaciuta di più è il fatto che il suono và davvero in saturazione ai massimi livelli...

Ecco un video dal tubo:
vai al link
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di bobchill [user #6868] - commento del 27/03/2014 ore 16:50:01
Comunque in materia di clean boost trasparenti, lo Xotic RC Booster è favoloso, io lo uso con chitarre acustiche, semiacustiche, basso, drum machine analogiche, armonica, etc. Questo però è un discorso diverso dall'azione di preamplificazione dello Space Echo.
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di Zachary Di Francesco [user #12335] - commento del 28/03/2014 ore 09:32:59
Lo Xotic RC Booster non è un clone di un TS Ibanez con i controlli alti e bassi al posto del singolo controllo di tono?

A me piacerebbe sentire una clip di questa "COLORAZIONE" data dai Preamp di questi Echo a nastro...

Visto che, sempre stando in tema di Xotic, l'EP 3 che pare proprio ispirarsi a questi Preamp di colorazione ce né proprio poco/nulla!
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di bobchill [user #6868] - commento del 28/03/2014 ore 18:26:59
No, non mi pare, l'RC è molto diverso, non è un overdrive ma un clean boost molto trasparente. Aumentando il Gain non si ottiene una distorsione molto interessante, poichè non è quella la "vocazione" del pedale.
A giudicare da quanto ho letto l'EP booster è solo liberamente ispirato al circuito originale dell'Echoplex e non rende granché quell'effetto di preamplificazione di cui si parla... Ci sono su youtube delle clip video che forse possono rendere l'idea; per esempio questa:

vai al link

Il Clinch in effetti sembra suonare in modo superlativo!
Rispondi
Re: Complimenti, bell'articolo!
di Zachary Di Francesco [user #12335] - commento del 31/03/2014 ore 19:04:23
Non capisco il senso di ispirarsi... Venderlo con un nome che richiama FORTEMENTE quella caratteristica... E poi non trovarci quel "SUONO" magico che si DOVREBBE ottenere! Boh...

A quanto leggevo il BB Preamp era una copia di un TS con un controllo di tono attivo BAXANDALL (poi non chiedere altro a me che di elettronica non ne capisco molto!)...
Rispondi
Scrivo un commento
di Claes [user #29011] - commento del 26/03/2014 ore 11:48:38
Un Echorec Binson dove lo mettiamo? A nastro c'è "wow & flutter" che rende l'effetto in maniera diversa - insomma, una minima fluttuazione della velocità di scorrimento. Vi è poi il fattore "varispeed" - alta velocità / eco corto = Hi-Fi. Abbassando, sempre di più Lo-Fi a seconda della velocità per un eco lungo.
Rispondi
Re: Scrivo un commento
di bobchill [user #6868] - commento del 26/03/2014 ore 13:04:21
...Lo ricordo in un vecchio filmato tra le mani del grandissimo Syd Barrett!
Un altro amico mi ricorda anche dei mitici Meazzi italiani usati dagli Shadows... Da qualche anno la Fulltone ha introdotto il Tube Tape Echo; non era però nelle mie intenzioni passare in rassegna i tantissimi modelli di Eco a nastro che sicuramente meritano attenzione.
Rispondi
Re: Scrivo un commento
di Claes [user #29011] - commento del 26/03/2014 ore 14:04:05
=== non era però nelle mie intenzioni passare in rassegna i tantissimi modelli di Eco a nastro che sicuramente meritano attenzione === Certo! E neanche una rassegna completa di ormai più di mille pedalini!

Ma spero che vi sia a qualche punto dei clone di questi vetusti echi. Inevitabilmente meglio da rack, molte manopole, display dettagliato e pilotabili / sincronizzabili con MIDI.
Rispondi
Re: Scrivo un commento
di Zachary Di Francesco [user #12335] - commento del 26/03/2014 ore 20:13:18
Il Tube Tape Echo Fulltone invece l'ho sentito suonare... Ma non lo suonavo io...

Avevo come l'impressione che dopo un po' di giri il nastro si fosse già deperito... Si sentiva in sottofondo quello registrato prima...
Rispondi
Re: Scrivo un commento
di bobchill [user #6868] - commento del 26/03/2014 ore 21:21:35
Forse il nastro era completamente andato...
Rispondi
Re: Scrivo un commento
di Zachary Di Francesco [user #12335] - commento del 26/03/2014 ore 22:45:40
Era nuovo... Appena arrivato in negozio... Lo stava provando il Ragazzo che l'aveva ordinato...
Rispondi
Bella recensione e grandissimo pedale! ...
di sdl [user #5004] - commento del 26/03/2014 ore 15:55:06
Bella recensione e grandissimo pedale! Un must per chi vuole ottenere un suono alla Setzer (che almeno per meta' viene dal pre del Re 301).
Rispondi
Grande Bob, come al solito ...
di StoneDeadBlues [user #25562] - commento del 27/03/2014 ore 20:51:42
Grande Bob, come al solito articolo interessante e pieno di dettagli. Quando esce il nuovo disco?
Un saluto da Malta.

Marco
Rispondi
Re: Grande Bob, come al solito ...
di bobchill [user #6868] - commento del 27/03/2014 ore 21:58:51
Grazie Marco! Per il disco vedremo di farlo uscire presto, thanks for asking! Sei a Malta? Ho un fratello lì.
Rispondi
Bella recensione...
di CupidoNet [user #1625] - commento del 27/03/2014 ore 21:28:50
...ho visto anche sul tubo qualche video del Dyno Brain e mi sono fatto un'idea del suono (molto bello davvero). Io a dire il vero sono interessato al Dunlop, spero che non ci metta una vita ad arrivare nei negozi. Il Dunlop secondo me non è espressamente rockabilly come il Dyno Brain, forse è un po' più "generalista" e quindi anche più adatto per me. Io per ora ottengo un suono simile ma non proprio uguale usando un effetto poco conosciuto, un pedale Lovatone Class A.

Salutoni, C.Net
Rispondi
Re: Bella recensione...
di bobchill [user #6868] - commento del 27/03/2014 ore 22:40:54
Hello C Net, in effetti Dunlop annuncia i prodotti ma poi impiega un'eternità per renderli effettivamente disponibili al pubblico. Ho cercato un Fuzzface-mini per mesi, fin quando ho deciso di prendere altro. Il Dyno Brain in realtà, a differenza del Nocturne Brain Seltzer, non è un pedale specifico per il rockabilly ma ha una resa eccellente anche a livelli di distorsione più spinti ed in ambiti diversi.
Rispondi
Sto vendendo un Clinch Ep ...
di Bob Black [user #541] - commento del 11/08/2014 ore 13:14:5
Sto vendendo un Clinch Ep Pre,se qualcuno fosse interessato può contattarmi in privato.
Ciao
P
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