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Paul Kantner: il suono del rock psichedelico
Paul Kantner: il suono del rock psichedelico
di [user #33493] - pubblicato il

La storia Paul Kantner si snoda intorno a quella di San Francisco e del sound che vi si è sviluppato nella seconda metà del secolo scorso. Dai Jefferson Airplane alla Rock and Roll Hall Of Fame, Paul ha contribuito a dar voce al rock psichedelico come lo conosciamo.
I lutti che hanno colpito il mondo del rock in questi ultimi tempi sono tanto numerosi da lasciare quasi allibiti. Se è vero che “persino” le leggende della musica sono programmate per avere una fine (perlomeno terrena), è stupefacente la concentrazione dei decessi illustri in questo ultimo mese, quasi come se un’intera generazione si stesse estinguendo.  Va da sé, tutto è ancora più doloroso quando ad andarsene è uno dei protagonisti di un’epoca d’oro della musica, come nel caso di Paul Kantner, chitarrista, cantante, compositore e co-fondatore dei Jefferson Airplane, uno dei gruppi di punta del rock psichedelico americano degli anni ‘60.
Di origini francesi e tedesche, Kantner nasce a San Francisco nel 1941 e la sua intera esistenza si intreccia a quella dell’amata città natale. Rimasto orfano a soli 8 anni, viene mandato a studiare in una scuola cattolica dove trova una via di fuga all’eccessivo rigore e alla solitudine nei libri di fantascienza e nella musica, dal cui connubio nascerà il suo progetto artistico. Il crescente senso di insofferenza nei confronti di ogni forma di autorità lo porta a scegliere di perseguire una carriera come cantante folk di protesta, ispirato da Pete Seeger e dai Weavers, sul modello dei quali, più o meno consciamente, plasmerà la sua band. Dopo tre anni di college, dunque, abbandona gli studi per attuare il suo progetto.

Paul Kantner: il suono del rock psichedelico

È il 1965 quando, mentre suona il un folk club di Frisco, viene notato da Marty Balin. Il cantante si occupa della gestione del Matrix, nightclub di Fillmore Street che di lì a poco sarebbe diventato un importante nodo del San Francisco sound, e vuole formare una resident band per il locale: coi chitarristi Kantner e Jorma Kaukonen, la cantante Signe Toly Anderson, il bassista John Casady e il batterista Skip Spence, Balin dà vita alla prima formazione dei Jefferson Airplane. Con una forte matrice folk rock e sonorità beatlesiane, vengono messi sotto contratto dalla RCA quello stesso anno e in quello successivo pubblicano il loro primo album, Jefferson Airplane Takes Off, con scarso successo. Con la dipartita di cantante e batterista e l’entrata nella band della grande Grace Slick e di Spencer Dryden, la band assume il suo assetto ideale e realizza lo storico album Surrealistic Pillow (1967). Kantner vede concretizzarsi il suo sogno: una nuova versione del modello dei Weavers di Seeger, con una poderosa voce femminile (come quella di Ronnie Gilbert), una componente edonistica (che rammenta Lee Hays), un approccio ascetico alla vita (come quello di Pete Seeger) e l’impegno sociale, conditi con inedita bizzarria dalla fantasia fantascientifica dei testi di Kantner e da sperimentazioni psichedeliche che, innestate sul sostrato folk della band, danno vita a una delle più interessanti creazioni made in bay area. Nonostante le loro superhit, di fatto, si contino sulle dita di una mano (prime tra tutte “Somebody to Love” e “White Rabbit”), con sorpresa degli Airplane stessi, il loro successo è grandissimo e addirittura sgradevole, considerato lo sdegno del gruppo nei confronti delle hit parade, ma, con  lorosommo orgoglio, vengono anche duramente attaccati dalle autorità e persino bannati da alcune radio. 
Entro il ‘72 la band pubblica altri 5 album, guadagnando gradualmente la leadership di una band che era riuscito a trasformare a tutti gli effetti in uno dei gruppi di spicco della scena di San Francisco insieme a Grateful Dead, Quicksilver Messenger Service, Country Joe and the Fish, Big Brother and the Holding Company e Moby Grape. Il loro status viene confermato dalla partecipazione ai più importanti festival degli anni ’60: Monterey, Woodstock (dove avrebbero dovuto esibirsi il sabato sera,  slittando al mattino di domenica) e l’infausto Altamont (dove Balin venne picchiato dagli Hell’s Angels).

Paul Kantner: il suono del rock psichedelico

Le tensioni interne alla band (e forse anche la relazione tumultuosa tra Kantner e la Slick) portarono allo scioglimento del gruppo e a nuove sperimentazioni del chitarrista, dapprima con una sorta di supergruppo dal nome The Planet Earth Rock and Roll Orchestra (nel cui disco “Blows Against the Empire” lo affiancarono, tra gli altri, David Crosby, Graham Nash e Jerry Garcia), e poi con la sua nuova band, Jefferson Starship, fondata nel ’74 con la Slick, David Freiberg, Craig Chaquico, Pete Sears e Papa John Creach. La band rimarrà la sua attività principale nei decenni a venire, fatta eccezione per la KBC Band (creata con i vecchi compagni di band Balin e Casady) e delle occasionali reunion con i Jefferson Airplane (con cui realizzerà un ultimo album, omonimo, nel 1989 e che guadagnerà il suo posto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1996).

Paul Kantner: il suono del rock psichedelico

Kantner aveva seriamente rischiato la vita almeno un paio di volte: nei primi anni ’60, con un pauroso incidente in moto, rischiò di frantumarsi il cranio e nell’80 venne quasi ucciso da un’emorragia cerebrale. Nel marzo scorso aveva superato un infarto, ma purtroppo l’attacco cardiaco che lo ha colpito giorni fa non gli lasciato scampo. Se ne va, così, a 74 anni una delle figure più importanti del rock psichedelico americano. Anticonformista, anarchico, strenuo difensore delle droghe psichedeliche come strumento di crescita spirituale e di ampliamento degli orizzonti mentali e fautore della liberalizzazione della marijuana, Kantner era una mente libera che aveva trovato nella West Coast degli anni ’60 il suo habitat naturale.
Un’altra grande personalità del mondo del rock che lascia il pianeta dopo averlo cambiato non poco.
paul kantner
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