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Addio Jimmie Van Zant
Addio Jimmie Van Zant
di [user #33493] - pubblicato il

Giovedì scorso, Jimmie Van Zant è morto. Lottava da anni contro un cancro al fegato e per molto tempo aveva atteso un trapianto. Diversi eventi di beneficenza sono stati organizzati negli anni per aiutarlo nella sua lotta e una decina di giorni fa il suo ricovero aveva fatto pensare subito al peggio.
«È con la tristezza nel cuore che vi informiamo che Jimmie Van Zant se n’è andato oggi, stringendo la mano di sua moglie. I suoi amici più stretti, Steve e Sue Prindel, erano al fianco di Jimmie e Zohra quando Jimmie se n’è andato. Vi chiediamo di dedicare a Jimmie, Zohra e a tutti i suoi cari i vostri pensieri e le vostre preghiere. Vi chiediamo anche di rispettare il loro bisogno di privacy in questo momento triste e difficile. Grazie. Che Dio ti benedica e lasci volare l’uccello libero».

Addio Jimmie Van Zant

Con questo messaggio postato sul profilo Facebook di Jimmie Van Zant abbiamo appreso della sua dipartita giovedì scorso. Soltanto poche ore dopo, a dare una risonanza ancora più grande alla notizia e a chiarire il legame dell’artista con la band, se ce ne fosse stato bisogno, è giunto un saluto sulla pagina ufficiale dei Lynyrd Skynyrd: «Jimmie Van Zant, il cugino di Ronnie e Johnny, se n’è andato questa mattina. La sua famiglia è grata per i vostri pensieri e per le vostre preghiere in questo momento difficile. Sappiamo che ci stai guardando dal paradiso del rock’n’roll, Jimmie...».

Originario di Jacksonville, Florida, la culla del southern rock, infatti Jimmie apparteneva alla stessa stirpe di Ronnie, fondatore e cantante dei Lynyrd Skynyrd tragicamente scomparso in un incidente aereo nel ’77 a soli 29 anni e poi sostituito una decina di anni più tardi alla guida della riformata band dal fratello Johnny, e di Donnie, cantante e chitarrista dei 38 Special e dei Van Zant.


Jimmie aveva sempre amato la musica, ma a spingerlo a farne fu l’opportunità di assistere alle prove di Ronnie (di una decina di anni più grande) e dei futuri Lynyrd (allora chiamati One Percent) direttamente nel suo salotto. Inizialmente il destino lo spinse altrove, tra tornei di bowling professionale, macchine velocissime e i più svariati hobby, ma la tragica morte del cugino lo riportò al suo grande amore.
La discografia di Van Zant include gli album The Jimmie Van Zant Band (1996), Southern Comfort (2000), My Name is Jimmie (2008), Cut From the Same Cloth (2011) e Feels Like Freedom (2012), tutti blend di southern rock e country crossover, alcuni dei quali vantano collaborazioni con altri affermati artisti della scena country, come James Dean Hicks, Charlie Craig e Tommy Southern.
Van Zant, però, si è dedicato soprattutto a un’intensa attività live (fino a duecento concerti l’anno), proponendo il proprio repertorio e quello della sua famiglia di provenienza, guadagnando la stima e il rispetto di una folta fanbase che lo ha sostenuto fino ai suoi ultimi giorni di vita.

A quanti gli chiedessero se il nome che portava fosse un fardello e ai cinici che lo hanno accusato di sfruttare la fama dei Lynyrd, Jimmie rispondeva sempre «È la mia famiglia e sono fiero di farne parte. [...] Il nome Van Zant ha un peso come lo ha DuPont per le vernici o Chevrolet  o Ford. È un brand, ma ci si aspetta della qualità e noi cerchiamo di darla. [...] È quello che faccio. È quello che Johnny e Donnie fanno. È ciò su cui si basano le nostre vite».


Van Zant lottava da anni contro un cancro al fegato e per molto tempo aveva atteso un trapianto. Diversi eventi di beneficenza sono stati organizzati negli anni per aiutarlo nella sua lotta e una decina di giorni fa il suo ricovero aveva fatto pensare subito al peggio.
Purtroppo giovedì scorso il suo nome si è aggiunto alla già troppo lunga di artisti scomparsi in questo triste 2016. Aveva 59 anni.
jimmie van zant
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