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Valvole, transitor e modeling: a che punto siamo?
Valvole, transitor e modeling: a che punto siamo?
di [user #1076] - pubblicato il

I transistor e il digitale hanno fatto passi avanti e fronteggiano il valvolare a testa alta. Siamo davvero al punto in cui la "fede termoionica" vacilla?
Il chitarrista è famoso per essere un individuo con certezze granitiche. Voglio dire: niente suona come un ampli a valvole. Se poi riesco a tirare per bene il finale, il risultato è davvero sublime!
Monocanale o multicanale che sia, con reverbero o meno, un ampli a valvole è e sarà sempre il top! Allora ci si dilunga in dissertazioni su valvole (12AX7, 6L6, EL34, tanto per citare le più note), su wattaggi (e qui ho sentito di tutto negli anni, a partire dal "se non hai 100 watt non ti sente nessuno" al più attuale "pochi watt ma belli tirati sono meglio") e sull'efficienza e la resa sonora dei coni (anche qui l'argomento potrebbe innescare discussioni della durata di ore e ore).
La valvola è capace di vero e proprio proselitismo, si è disposti a qualsiasi sacrificio - sopratutto in termini di trasportabilità - per la valvola! Poi vuoi mettere se attacchi il tutto a una 4x12?

Valvole, transitor e modeling: a che punto siamo?

Il transitor?
No, non ci siamo proprio... Ampli a transistor? Roba da cameretta o, al limite, da jazzisti (!). Come puoi pensare che un amplificatore così leggero (!) possa suonare bene? Sì, ok, vanno bene per i principianti ma insomma...

E il modeling?
Ahhh, eresia! Non si può emulare un vero Marshall, un Fender d'annata o un Mesa! Se vuoi quel suono ci vuole il vero ampli, grosso, pesante e sai cosa? Se è bello polveroso suona pure meglio!

Eppure...
Già, c'è un eppure, nel senso che qui timidamente entrano in gioco i pedalini. Il chitarrista adora i pedalini (a ragion veduta aggiungo!) e ama molto overdrive o distorsori, sopratutto vintage. Vedi un evergreen (in tutti i sensi) come il Tubescreamer o mille altri pedali che hanno regalato alla storia della musica suoni da sogno e da prendere come termine di paragone! Ma sono valvolari? No! O meglio, e qui cerchiamo di essere precisi, quei suoni sono stati forgiati sì da valvole ma con l'aiuto di transitor, mosfet e mille altre cose che dal basso della mia competenza tecnica non saprei nominare.

Ma c'è di più!
Siamo nel 2018, l'Odissea nello spazio c'è già stata da parecchio tempo e gli eventi di Ritorno al Futuro Parte II sono ormai vecchi di tre anni.
Mi è capitato di fare le prove con un ampli Fender a transistor 2x12 a cui ho attaccato la mia pedalboard (che ha al suo centro un bell'OD Menatone Shut up and Drive) e la Les Paul.
Come suona? Bene, suona davvero bene.
Il suono è dinamico, ha volume e in distorsione butta giù i muri. La band mi sente e la chitarra non viene sovrastata da basso e batteria.
E questa cosa mi è successa anche con un altro amplificatore a transistor, oltre al Fender. Ok, il Menatone avrà i suoi meriti ma non fa tutto da solo.

La fede vacilla?
In preda allo smarrimento allora mi sono detto "proviamo il modeling" e ho acquistato un POD HD 500. Morale della favola? Suona, suona tanto, suona bene e ha una versatilità che finora mi ero solo potuto sognare. E suona bene sia attaccato a un ampli (valvolare e non) sia in diretta.
Girando sul web si trovano demo di prodotti basati sul modeling che promettono molto e che, almeno al mio orecchio, danno molto. Bei suoni, versatilità, facilità di trasporto.

La più classica delle domande
Mi ritrovo quindi a pormi nuovamente la più classica delle domande del chitarrista elettrico: valvola o transistor? Analogico o digitale?
Banale, affrontata migliaia, se non milioni di volte, ma che ora più che mai mi sembra attuale.

Valvole, transitor e modeling: a che punto siamo?

Conclusioni
Ok, ho scherzato, ho cercato di affrontare la cosa con ironia e mai e poi mai me la sentirei di vendere il mio JCM800 (che per inciso è con me da quasi trent'anni), ma forse è il momento di valutare i passi da gigante che hanno fatto le nuove tecnologie e rendersi conto che non sono più scelte di ripiego, o cose da sperimentatori, ma sono delle opzioni di tutto rispetto che non ha più senso scartare a priori. Questo non vuol dire che suonino meglio della valvola, non vuol dire che il vintage sia da buttare tanto si emula tutto e non vuol dire che ci sia una scuola di pensiero migliore di un'altra. Solo che il mondo della chitarra è più grande di quanto non lo fosse relativamente pochi anni fa e che i chitarristi hanno una possibilità di scelta, tra l'altro di ottima qualità, che finora non avevano mai avuto.

E quindi?
E quindi cosa? E chi lo sa! L'importante è continuare a sperimentare, cercare suoni e stupirsi di questo mondo meraviglioso. Amare la musica, amare la chitarra, non importa se elettrica, acustica, classica, metal, jazz o quello che volete. La certezza è che ci sarà sempre un nuovo amico da qualche parte con cui parlare di cosa suoni meglio e con cui condividere l'emozione che solo 6 (o 7 o 8, ok...) corde possono dare.
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Commenti
di Lorenzoccc [user #47529] - commento del 07/05/2018 ore 15:23:49
Articolo m e r a v i g l i o s o!
Stavo pensando proprio in questi giorni di comprarmi una cassa full range e il line 6 helix...

Solo se ci abbino dei cavi con jack in platino-iridio e sempre se e solo se la cassa è homemade in Italy con coni al neodimio full range flat response
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 07/05/2018 ore 18:40:34
Sono d'accordo. Articolo veramente bellissimo. Complimenti.
Rispondi
di swing [user #1906] - commento del 07/05/2018 ore 15:26:01
Io sono giunto alla conclusione che la scelta va fatta in base alla necessità. Mi ritrovo a suonare in un duo: basi da expander midi + chitarra + voce, in questa formazione sarebbe impossibile gestire un ampli a valvole quindi utilizzo il mio vecchio POD XT che ormai vetusto verrà soppiantato da qualche simulatore più moderno. Se dovessi suonare in un gruppo rock preferirei un ampli vero, sempre a valvole anche se per anni ho utilizzato con soddisfazione il mio ancor più vecchio Roland JC55.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 07/05/2018 ore 19:11:01
Anch'io suono in un duo con le basi come te...e ho avuto l'XT Live. Effettivamente per fondersi bene con le basi il suono dell'ampli vero è troppo definito e ci vanno i simulatori. Io uso un pedalino Mooer micro preamp con in fronte il Nova System, e suona bene.
Con la band il discorso cambia, ci vuole l'ampli valvolare che digrigna i denti a tutti gli altri strumenti, soprattutto la batteria. Io ho entrambe le cose (ampli e sim) e me le tengo.
Rispondi
di swing [user #1906] - commento del 08/05/2018 ore 09:57:33
A proposito di Mooer, pensavo di sostituire il mio POD XT che soffre di poca dinamica purtroppo con un simulatore più moderno, lo cercavo senza effetti perché ho già i pedalini che mi servono e la mia attenzione si è fermata sul nuovo (non ancora uscito) Mooer Preamp Live.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 08/05/2018 ore 21:37:28
Il Preamp Live piace anche a me.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 17/05/2018 ore 21:44:09
Ecco.
Sta cosa della nova nel microamp mi interessa. Che modello di mooer usi? Da oggi ho necessità anche io di usare la nova direttamente nel mixer. Usi una DI? Come va coi distorti?
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 18/05/2018 ore 20:58:39
Uso il Power Zone 003. E' un emulazione del Koch Powertone.
Mi interessava il pulito e basta. Il suo distorto non mi piace. Ci sono anche altri modelli per tutti i gusti. Non uso DI perchè non serve.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 18/05/2018 ore 21:37:44
Ho provato il clone fender oggi e non mi è piaciuto.
Ma forse perché avevo aspettative più alte.
Rispondi
di AlceVeloce [user #44287] - commento del 11/05/2018 ore 08:17:12
Anche io come te suono in formazione duo e trio in contesto pianobar/terrazze mare, nel mio caso a seconda dei casi utilizzo un Fender Pro Jr+pedali oppure un Kemper e nei casi di pigrizia totale un Sansamp Tri Ac della Tech21.
Posso dirti che personalmente non ho trovato impossibile gestire un piccolo valvolare a bassi volumi nemmeno con le basi in situazioni di pianobar.
Io microfono il Pro Jr con un Sennheiser e906 e come pedali uso solo un Plexitone (quello handmade a 3 switches) ed un Eventide H9, mentre come spia utilizzo una cassa FBT Jolly8 per via del poco ingombro ed in termini logistici non è molto più impegnativo di quando uso il Kemper considerando il cablaggio dello stesso più il remote e la solita Jolly8 come monitor.
Posso garantirti che anche se tieni il Pro Jr a volumi molto bassi (in modo da sentirti chitarra, basi e voci solo in spia) risultato è davvero ottimo.



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di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 07/05/2018 ore 15:39:09
Prendetemi per pazzo ma io senza il mio ampli digitale Line 6 Spider 120 V e la mia pedaliera digitale Line 6 POD HD500X non so più stare..in attesa di prendere anche l'Helix LT....se uno deve spendere dei soldi per un ampli valvolare che poi col tempo si usura anche a sto punto meglio il digitale...
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 07/05/2018 ore 15:41:30
La penso anch'io come voi. Nulla sostituisce l'altro, dipende dalla situazione (live, studio, diletto), dalle dimensioni dei palchi (e anche dalla paga), e da tanti fattori. Io personalmente considera una testata valvolare intoccabile, ma poi scelgo volentieri a seconda del caso se usare cassa microfonata o loadbox con simulazione analogica cassa+mic. In fondo una testata non occupa e non pesa troppo.
In studio...ciao, ne userei di cotte e di crude 😁
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 07/05/2018 ore 15:44:5
Sono stati scritti e saranno scritti fiumi di inchiostro sull'argomento.
Visto che chiedi a che punto siamo riporto due miei punti di vista.

1) Con l'avvento del digitale i transistor sono diventati merce "rara" e venduta a costi spropositati. Provate a cercare un ampli con pre e finale a transistor... i transistor vengono pubblicizzati a caratteri cubitali e supererete facilmente i 400 euro.Stesso discorso per i pedali. Anche con pedali industriali si superano abbondantemente i 120 euro anche per effetti semplici come il chorus.

2) Siamo purtroppo ad un punto di non ritorno di "abuso del digitale". Va bene la praticità e la versatilità di suoni ma ci sono dei contesti nei quali, a mio modesto avviso, il digitale è ancora fuori luogo. Per esempio nei live in grandi spazi aperti, come gli stadi, dove esce un suono più da traccia registrata che da strumento suonato insieme agli altri.Altro contesto per me inopportuno sono le demo di strumenti di alto costo e/o alta liuteria. In questi contesti mi piacerebbe sentire il suono più nudo e crudo possibile, con il massimo della dinamica e "botta" ottenibile,in modo da poter immaginare come si comporterà lo strumento in contesti diversi, digitale compreso.
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 07/05/2018 ore 19:55:12
Che il digitale abbia fatto passi da gigante è innegabile, che i transistor abbia detto la loro pure, anche se adesso sono un po' snobbati, ma non in tutti i generi dalle nuove tecnologie. I valvolari sono meno desiderabili di un tempo perchè oltre ai pro ci sono tanti contro, che in quest'epoca sono molto più sentiti di un tempo, vedi peso, dimensioni, costi, usura, affidabilità etc...
Che poi si parla tanto di distorsione valvolare, ma gli overdrive che dovrebbero essere il timbro più vicino a quello dei tubi, spesso non lo imitano affatto, usando circuitazioni che non emulano la risposta di una valvola, ma che hanno creato comunque un suono piacevole e sfruttabile. Ben diversa è la risposta di un fuzz comunque, questa si tipica della saturazione di un elemento attivo a stato solido, la cosidetta onda quadra, che a molti non piace o comunque che ci si accorge immediatamente della differenza con la distorsione di un valvolare.
Siamo giunti anche a soluzioni ibride, anche dove si pensa siano completamente valvolari c'è sempre qualche elemento attivo al silicio che si occupa della gestione del sistema, ma anche del suono.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 07/05/2018 ore 20:28:07
Io ho ancora il mio ampli a valvole ma ho comprato Helix appena è uscita sul mercato perché avevo intuito che era un prodotto eccezionale per design e qualità.
Purtroppo molti parlano senza avere mai avuto un apparecchio di questo tipo.
Per quanto riguarda Helix si può usare in tanti quei modi e permette di fare tante di quelle cose che prima erano inimmaginabili.
Ora che usciranno le casse amplificate line6 powercab la catena audio sarà completa.
Se uno ha il set-up completo Variax +Helix +powercab l'unico limite a ciò che può fare è la fantasia.
Però ci sono persone che è meglio non comprino le macchine digitali, chi è refrattario a computer e tecnologia.
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 07/05/2018 ore 20:43:29
Peavey a transistor (serie supersat... chi se la ricorda?) con me dal 1995.
A cui nel corso degli anni ci ho attaccato POD, POD 2.0, ora Firehawk FX.
Eh si, devo dire che la differenza tra il diGGitale di adesso è quello di un tempo è innegabile e a meno per chi, come me, suona a livello amatoriale e, al massimo semipro è una scelta che trovo di tutto rispetto.
Ma non solo per motivi economici, ma anche e sopratutto per praticità, vuoi mettere attaccar 2 jack, magari in diretta nell'impianto, ed essere pronto a suonare?
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 07/05/2018 ore 21:33:58
Ecco un esempio di “abuso del digitale” di cui parlavo alcuni commenti sopra. Per la cronaca ero presente al concerto in questione ed ero sul prato in una posizione nella quale godevo di un’ottima acustica. Ascoltate dal minuto 3 e 28 prima Vince Pastano con Helix e poi Stef Burns senza ed infine i due che suonano contemporaneamente armonizzando. Concentratevi su come i suoni si amalgamano con la sezione ritmica. Siamo in un grande stadio all’aperto. Quale suono vi sembra più “live” dei due? Quale chitarra esce meglio dal mix quando suonano insieme? Ascoltate qui vai al link
Le mie orecchie continuano a dirmi che i suoni di certe macchine escono ancora troppo “prodotti” per amalgamarsi bene in contesti dove i suoni tendono a disperdersi.
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 07/05/2018 ore 22:20:47
Pastano mi sembra avere un suono più compresso con giusto un filino meno dinamica di Stef Burns.
A risentire bene si nota che il volume di Stef Burns, già più alto di Pastano, durante il solo lo alza ancora di più :O. o con un pedale volume, o dal banco.
Rispondi
di Baden [user #39846] - commento del 07/05/2018 ore 22:37:22
Quello con la chitarra bianca che entra dopo ha un suono nettamente migliore, forse però si percepisce così perché ha un volume più alto.
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 07/05/2018 ore 22:54:58
Quello è Stef Burns... a certi livelli non esistono primari o gregari... il volume più alto è una scelta del chitarrista, oppure una caratteristica del suo setup. Secondo me suona meglio perché è più presente, più sparato in faccia come ci si attende in un live. Probabilmente in un piccolo locale al chiuso non si sarebbe sentita grande differenza tra i due setup... ma in quel contesto (ed io ero lì) la differenza era abissale.
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 08/05/2018 ore 10:35:06
Scusa ma il suono che senti di Burns non è quello che esce dal suo ampli (a meno che tu non fossi sul palco con lui) ma quello del suo ampli microfonato.

A quel punto il discorso di “botta” e “sparato in faccia” ha poco senso….e la differenza tra un ampli vero microfonato e un modeler/profiler di alto livello è impercettibile (prova a fare qualche blind test in rete).

La differenza che senti è un diverso mix e una differente scelta del proprio suono che può piacere o no (soprattutto se l’altro chitarrista è uno con un gusto sopraffino come Burns).

Credi che su un palco del genere uno suona con un Helix consapevole di non avere la dinamica/suono di un ampli vero??
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 08/05/2018 ore 19:27:5
Lascia stare i blind test... uso il digitale da quasi 15 anni e non ho più nessun ampli valvolare. Mi sto riferendo ad un fenomeno ben circoscritto, ovvero eventi live veri, vissuti perché ero lì, nei quali la batteria, il basso e una chitarra suonavano insieme e l’altra chitarra sembrava suonata da un cd. Quello che dico è che da queste macchine esce fuori un suono troppo “prodotto” che in alcuni contesti stona. Ho smesso di contarli ma più o meno ho visto 200 concerti nelle situazioni più disparate e le mie orecchie sono abituate ai suoni live che escono dall’impianto. Quindi riformulo la mia affermazione: il suono del setup di Burns che usciva dall’impianto PA era decisamente più amalgamato con i resto della band rispetto al suono del setup di Pastano che usciva dall’impianto PA.
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 09/05/2018 ore 09:04:37
Chissà perché quando a qualcuno che dice di sentire il diggitale viene chiesto di fare un blind test rifiuta sempre. Sarà un caso!?

Il suono di Burns si amalgama meglio solo perché è estremamente diverso da quello di Pastano, e in particolare molto molto meno carico di gain, esce da una chitarra diversa, suonata da mani e testa diverse. Punto.

Forse sarebbe più costruttivo ammettere che si tratta di una semplice suggestione che nasce dal fatto che Pastano non ha mai fatto segreto di utilizzare modeler digitali dal vivo.
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 09/05/2018 ore 21:55:05
Qui siamo nel 2014 ed è un video ufficiale, quindi con audio ripreso in condizioni ottimali. Ascoltalo in cuffia e dimmi quante chitarre riesci a decifrare dal momento in cui inizia a suonare anche Burns.. e non solamente durante il solo, concentrati anche sulle parti ritmiche: vai al link

Io sarò suggestionato ma se fossi Pastano darei ad occhi chiusi la colpa al modeler piuttosto che ammettere di avere:
* meno gusto di Burns nella scelta dei suoni
* meno testa nella scelta ed esecuzione dei fraseggi
* meno esperienza nello scegliere le chitarre da suonare
* meno influenza sul fonico che mi tiene più basso nel mix
Avete distrutto un bravo chitarrista per salvare una macchina... avete un sacchetto di immondizia al posto del cuore :D ...ovviamente esagero!!
Rispondi
di attca [user #12887] - commento del 14/05/2018 ore 16:22:31
Il suono che non ti piace in questo caso non è dell'Helix ma della testata a valvole di Pastano visto che all'epoca usava il metodo 4 cavi. Sta iniziando adesso ad usare le sim di Helix ma all'epoca usava ancora il Mesa.
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 14/05/2018 ore 16:33:56
Non è che non mi piace però scompare dal mix sotto al basso. Comunque ero partito da un concerto del 2016 e non da questo del 2014. Ora attendo giugno, stesso stadio, per vedere se le cose migliorano. Solieri negli ultimi anni era un po' stridulo nelle parti soliste ma almeno si sentiva bene... da quando c'è Pastano sembra che sul palco ci sia un solo chitarrista, ad eccezione di quando suona l'acustica.
Rispondi
di attca [user #12887] - commento del 14/05/2018 ore 16:56:01
Ho visto il rig per il prossimo tour postato su FB, mi sembra che adesso stia usando anche le simulazioni. Forse era proprio l'abbondanza di gain del mesa che lo faceva scomparire nel mix.
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 08/05/2018 ore 12:36:43
Già in un concerto di piazza, il suono che sente il pubblico non è quello che si sente sul palco, figuriamoci in un contesto così grande e con questi volumi in gioco.
Per dire Steve Howe, lessi in una vecchia intervista, usa più o meno lo stesso setup, sia se sta suonando nel salotto di casa sia sul palco dello stadio.
Questo perchè, in contesti così grandi, l'ampli ti è utile giusto come spia, la potenza necessaria a farti sentire dal pubblico te la da' l'impianto.
Ed il pubblico non sente quello che senti tu, chitarrista che suoni a mezzo metro dall'ampli, il pubblico sente il suono che esce dall'impianto :)
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 08/05/2018 ore 14:11:00
Si, ma poi nemmeno le chitarre sono uguali, che paragoni sono!!??

In più sono suonate da due persone completamente diverse per tocco, tecnica ed esperienza!!

Se anche avessero la stessa identica strumentazione suonerebbero inevitabilmente diversi!

Peró si sente il digitale…mah…
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 08/05/2018 ore 19:49:37
Quando c’era Solieri c’era un abisso di differenze in tutto tra i due chitarristi ma entrambi avevano un suono “live” perfettamente bilanciato con il resto della band. Si sente che uno ha un setup con dei veri ampli e l’altro no... e comunque, mi ripeto, è un contesto molto specifico... concerti in grandi stadi.
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 09/05/2018 ore 09:42:59
“Si sente che uno ha un setup con dei veri ampli e l’altro no”

Leggi mio commento di sopra.

È solo suggestione, solo perché sai benissimo che Pastano usa modeler nei live. Altrimenti sentiresti solo due chitarristi con due suoni diversi ottenuti con sorgenti differenti ed equalizzati in modo differente.

Se ti invio una traccia della mia band che suona live sei capace di distinguere me dall’altro chitarrista? Vogliamo fare una prova?
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 09/05/2018 ore 21:23:31
Va bene, inviami la traccia per email a blackpoodles@gmail.com
L’importante è che in cuffia siano intellegibili tutti gli strumenti
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 09/05/2018 ore 14:20:
Forse nella fretta ho scritto un po' confuso.
In un grande concerto (ma già in un esibizione all'aperto dove il suono si disperde facilmente) quello che sente il chitarrista su palco, non è lo stesso che sente il pubblico.
Per capirci, potresti capire la differenza se hai modo di provare personalmente, il setup di Pastrano e quello di Solieri.
Quando si registra le carte in tavola cambiano ancora, cogliere le sfumature diventa ancora più difficile.
Sapessi quante chitarre, di quanti dischi son passate attraverso il primo POD :P
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 09/05/2018 ore 21:21:05
Sul pod non stento a crederti... l’ho affermato in più contesti che sono macchine che si amalgamano molto bene all’interno del mix di un disco. Però una registrazione professionale è un qualcosa in cui tutto è compresso e limitato in modo uniforme dalla fase di mastering
Rispondi
di DaVeTheWaVe [user #46257] - commento del 11/05/2018 ore 09:03:11
prima premessa: odio vasco.
seconda: chitarrismi con troppe note tutte vicine per me.
detto questo, il suono di pastano è più effettato (chorus/flanger), quello di burns più diritto. questo fa molta differenza nella dinamica.
MA, e questo è il MA più grande di tutti, state cercando di valutare quale dei due sia meglio ascoltando quello che viene registrato dal microfono di un cellulare, ascoltando le cuffiette dal PC? altro che digitale vs valvolare...
è la solita catena della produzione: chitarra vintage, cavi dorati, ampli valvolare, microfono, mixer digitale, daw con plugin, masterizzazione con outboard da paura, mp3, ascoltato su telefonino e cuffiette cinesi... boh
Rispondi
di black poodle [user #1259] - commento del 11/05/2018 ore 09:30:36
Se rileggi quello che ho scritto scoprirai che ero presente a quel concerto, in mezzo al prato, in ottima posizione acustica. Il video l'ho messo solo per esempio per chi non c'era. Quest'anno ripeterò la stessa esperienza e magari con una tecnologia piu matura di due anni le cose saranno diverse... speriamo.
Rispondi
di DaVeTheWaVe [user #46257] - commento del 11/05/2018 ore 12:42:07
@black poodle: ho letto che tu c'eri =) intendevo il fatto che tutti gli altri (me compreso) possono far fatica a capire quelle differenze che alle tue orecchie (presenti) erano più evidenti.
secondo me, la grande differenza tra i due chitarristi è nell'effettistica (e probabilmente nella mano) più che nell'uso di sistemi valvolari o digitali. differenze maggiori non ne posso ricavare dall'audio di un telefonino =)
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 11/05/2018 ore 19:10:11
questa del suono più effettato è una considerazione che trovo molto importante.
Chorus e flanger tendono a togliere definizione al suono, sopratutto sugli assoli.
La sensazione del suono più "sparato" (ossia più definito) di Stef Burns è dovuta magari che usava giusto la saturazione dell'ampli, o, al più, un paio di pedalini.
Ciò non toglie che, anche col diGGitale, se il suono non lo carichi di effetti, esce più definito :)
Rispondi
di claude77 [user #35724] - commento del 08/05/2018 ore 12:00:48
Bell'articolo e bei commenti da parte di tutti. In queste cose è tutto vero, ma lo è anche il contrario (nel senso che tutto è questionabile e/o argomentabile). La mia esperienza è fatta di transistor, pedaliere mutlieffetto, valvolari, ampli boutique etc. Ho avuto tutto e ho cambiato di tutto. Negli anni me ne è passata di roba sotto le mani e ogni volta la scelta che facevo mi sembrava la più giusta in quel momento. Adesso è da un pò che ho un semplicissimo blues junior e tre pedali di numero. E basta al momento è la cosa migliore che ho fino a quando non lo diventerà la prossima. Viva la musica e viva la ricerca del suono.
Rispondi
di Gasto [user #47138] - commento del 08/05/2018 ore 15:57:18
Sono perfettamente d'accordo con te e ognuno sceglie in base alla musica che fa, alla flessibilità di cui necessita e alla voglia di approfondire l'una o l'altra tecnologia.

Quello che mi lascia sconcertato però è l'accozzaglia di luoghi comuni e inesattezze che poco hanno a che vedere con la ricerca del suono che spesso vengono scritti da chi, invece, o non ha mai provato approfonditamente i due mondi o parla solo per sentito dire.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 08/05/2018 ore 13:06:21
A che punto siamo?
Rispondo partendo dalla considerazione dello stato dell'arte relativamente alle tecnologie menzionate, premettendo che non sono un fondamentalista dell'analogico, anzi: sono anni che ho un setup ibrido.
Siamo al punto che un ottimo transistor e un ottimo valvolare sono prodotti che dispiegano il massimo della tecnologia impiegata in termini di sviluppo, ricerca, progettazione e realizzazione, mentre il modeling anche di fascia altissima per stessa ammissioni dei possessori è ancora oggi nel 2018 "quasi" identico alla "cosa reale". Ogni 4-5 anni viene presentato puntualmente sul mercato un prodotto proclamato come rivoluzionario, che soppianterà questo o quell'ampli, questo o quel sistema. Sento questo dai tempi delle prime Boss GT.
Ora se i vari Helix, Kemper, Fractal, Headrush rappresentano davvero il non plusultra dell'esperienza digitale staremo a vederlo. Attualmente è sicuramente così, ma sono convinto che tra 3-4 anni Line 6, etc. tireranno fuori processori, algoritmi, software, velocità di calcolo più potenti che ancora una volta produrranno macchine che verranno definite come sistemi "che poco ci manca" per essere indistinguibili dall'esperienza analogica.
La tecnologia alla base di una lampadina è quella. Poi, si può comprare la più bella, la più costosa, quella colorata. Ma il massimo sforzo tecnologico è stato già compiuto nella storia evolutiva di quell'oggetto. Un pc o un cellulare invece sono in piena fase evolutiva: non è una cosa ascrivibile solo alla figaggine o allo status quo. C'è proprio una differenza nelle performance offerte.
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 08/05/2018 ore 16:33:34
Io dico che ci siamo. I tastieristi hanno avuto questa possibilità almeno 20 anni prima.
Oggi c'è ancora chi va in giro con Hammond e Leslie, ma è uno sfizio.
Certo per portare in giro un amplificatore da chitarra non serve un furgone, quindi ci adatteremo più lentamente dei nostri colleghi tastieristi.
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di NorwegianWood [user #18676] - commento del 08/05/2018 ore 19:56:25
ottima osservazione.
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di NorwegianWood [user #18676] - commento del 08/05/2018 ore 19:54:30
Da un po' di tempo ho in pedaliera una Digitech RP360...posizionata "a valle" dopo tuner, wah, octaver, fulldrive, clone OCD, clone big Muff "Triangle".
Per curiosità ho provato le simulazioni digitali dell'OCD e del Big Muff della Digitech...e le ho confrontate con i pedali analogici.
Beh, non credevo alle mie orecchie. A parità di settaggi suonano uguali.
Non è stato necessario un blind test...davvero impossibile per le mie orecchie distinguere l'uno e l'altro. Così come ho trovato impossibile dire quale suona meglio o peggio.
Ottima risposta dinamica. Pasta sonora identica.
Ho avuto in passato altra roba digitale...il livello delle macchine attuali è incredibile. Specialmente se le confrontiamo con quelle di pochi anni fa.
A mio modestissimo avviso, oggi il digitale (a differenza di qualche anno fa) non è più un ripiego.
Suona bene. Poi ognuno sceglie una tecnologia o un'altra in base alle proprie esigenze.

La mia esigenza?
Quella di "accendere" e "spegnere" più effetti contemporaneamente senza fare il tip tap.
Gestire con un solo "click" compressione, modulazioni, ambienti e "master volume" in uscita.
Il mio rig rispecchia le mie esigenze e le soddisfa. E oggi, davvero, non sento bisogno di nient'altro ai miei piedi.

Tutto il resto sono chiacchiere da bar. Ho 33 anni e suono da quando ne ho 13.
Ho una Fender Stratocaster USA che a volte lascio a casa...e vado a suonare con la Harley Benton con i P90. Ok, la fender è rifinita meglio. Ma è il suono che conta, no?
Basta pippe mentali, basta pregiudizi e basta alimentare leggende metropolitane su cose che non abbiamo mai provato.
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di nanniatzeni [user #24809] - commento del 09/05/2018 ore 07:49:5
Sui suoni ormai ci siamo.
Il rapporto qualità-prezzo è ridicolmente a favore del digitale.
La comodità è ridicolmente a favore del digitale.
La versatilità è ridicolmente a favore del digitale
La manutenzione?è a favore del digitale.
Se devo fare un appunto è che troppo spesso queste macchine hanno dei preset improbabili,con regolazioni esagerate,iper effettati etc.
Sempre meglio partire da un suono base con questi aggeggi.
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 11/05/2018 ore 19:03:44
Ier sera ho suonato: chitarra e valigetta del firehawk fx.
Il tempo di attaccarmi all'impianto, regolarmi il volume nella spia ed ero a posto.
Sulla versatilità, a volte può essere più pratico smanettare e far il tip tap tra i pedalini che smanettare tra menu e sottumenu per cambiare un parametro.. ma anche in questo il diGGitale sta diventando molto più intuitivo rispetto a prima.
Neanche a me piace quando i preset sono volutamente talmente esagerati e carichi di effetti da essere insuonabili... forse retaggio degli anni '80 quando i preset avevan effetti su effetti per dimostrare la potenza della macchina.
Infatti, uno dei motivi che mi portò, anni fa, a scegliere Line6 è che, già dal primo pod, molti dei preset eran immediatamente utilizzabili ritoccandoli giusto un minimo.
Rispondi
di metropolis85 [user #19743] - commento del 09/05/2018 ore 11:22:34
Secondo me si sta insistendo troppo su questa contrapposizione.
Ho un po' di tutto e, soprattutto, suono ed ho suonato con un po' di tutto... rispetto a molti chitarristi (beati loro) che mettono il jack e suonano qualsiasi cosa sono molto diverso... sono pignolo e attento alla minima sfumatura, per fortuna col tempo ho cercato di fermare questo "difetto", se così si può chiamare, ma qualcosa purtroppo è rimasto :-) Premettiamo anche che saper scegliere un suono e capire di suoni (dunque di amp, effetti ecc ecc) non è, per forza, direttamente proporzionale al saper suonare. Ho visto chitarristi spettacolari tecnicamente non controllare neanche i settaggi dell'equalizzazione, salire sul palco e suonare con tutte le manopole messe a casaccio durante il viaggio o il trasporto dell'amplificatore.
Ma arriviamo a noi. Che dire... parto dall'esempio del suonare senza cavo. E' comodissimo, fantastico, in spazi ristretti è una manna dal cielo ma mi dispiace il cavo (buono) è un'altra cosa! Se parliamo di suono, senza cavo, ci si perde eccome! Poi possiamo fare tutti i discorsi possibili, primo fra tutti il fatto che, naturalmente, chi ci sente non coglierà assolutamente la benché minima differenza, ma dai è tutto un altro mondo!
Discorso digitale e simulazioni... se suonassi con l'orchestra Rai, dove ho bisogno di molti suoni per situazioni differenti , dove ho bisogno di un controllo totale dei volumi e dove si suona con altre 30 persone... non ci penserei 2 volte ad andare di simulazioni o robe simili, ma sinceramente se mi serve avere un grande suono vado di valvolare eccome!
Ho suonato centinaia di volte con aggeggi digitali costosi, li ho e li tengo stretti! Ma non esageriamo... le sensazioni e le sfumature sonore sono troppo differenti! Sotto le nostre dita è tutto differente!
Poi va bene tutto, probabilmente in un piccolo pub nessuno noterà differenze tra un bel Mezzabarba o un Friedman e un Line 6 attaccato all'impianto, ma non diciamo che il suono è uguale! Un Tc 2290, probabilmente, ai più suonerà uguale ad un Flashback ma ci sono miliardi di dinamiche differenti!
Una 4x12 (di livello, non una Marshall dedicata alla serie a transistor MG) avrà una "pacca" sonora imparagonabile! E' vero che, per buoni motivi, spesso ormai gli ampli non vengono messi più direttamente dietro il chitarrista ma, basta leggere molte interviste, nessuno ha mai detto che sia la miglior soluzione per il chitarrista stesso! E' comodo per i fonici ma non per noi, sentire il suono diretto che proviene da una cassa è un'altra cosa.
Discorso transistor... mah! Sui puliti ce ne sono alcuni fantastici, il Roland JC120 lo adoro! Ma, a parte che oggi come oggi non suonerei mai con un pulito così "perfetto", in quel caso allora preferisco di gran lunga usare delle simulazioni digitali... i transistor sul distorto proprio non mi piacciono e non mi piace neanche la loro resa con davanti un bel pedale. Ricordo di aver avuto un Fender a transistor 2x12 (non ricordo cosa fosse, troppi anni fa...) che mi faceva piangere per quanto suonava freddo e asettico.
Soprattutto, discorso spesso sottovalutato, un buon valvolare esce dal mix da paura... senza doversi stare a uccidere nel trovare i giusti settaggi. Naturalmente se si fa il ricorrente errore di tagliare le medie senza ritegno (non tutti gli ampli e le situazioni lo permettono) e si infarcisce il suono di gain, riverbero e delay e magari si suona in locali con un'acustica da schifo, allora qualsiasi ampli rimarrà nascosto... ma questa è un'altra storia...
Poi è vero che sugli effetti, ad esempio, ci sono molte pippe mentali (adoro il vintage ma sta diventando follia...) però è anche vero che non è tutto uguale e non tutto suona allo stesso modo. Ripeto che nessun spettatore sentirà differenze tra un Behringer da 30 euro ed un Ts808, fatto seriamente, che costa almeno 5 volte tanto! Ma non suonano uguale. Altrimenti come mai anche molti chitarristi famosi sono alla ricerca del suono perfetto e puro? Joe Bonamassa è scemo? Magari ci sono anche chitarristi che non notano le sfumature ma sono cavoli loro... io non sono un esperto di vini, arrivato ad un certo punto non saprei giudicare, ma è un mio limite. Non posso giustificarmi dicendo che superati i 30 euro tutti i vini sono uguali!
Non è neanche una giustificazione dire che un bravo chitarrista fa suonar bene tutto! E che c'entra? Hamilton o Vettel saprebbero correre anche con una Panda... allora perché sviluppare auto migliori? Uno bravo deve saper portare tutto! Non esageriamo...
Dunque per comodità butto giù cavi, valvole e compagnia bella ma lo farò per preservare la mia schiena, perché spesso per 2 spicci non ne vale la pena e perché ci sono situazioni dove, sicuramente, avere dei preset racchiusi in un singolo oggetto è la soluzione più diretta e semplice. Poi, ripeto, ci sono situazioni particolari... Ad esempio se suono roba tipo Meshuggah è normale che me ne fregherò di avere un suono caldo, che addirittura può essere controproducente.
Ma non diciamo che digitale, transistor suonino uguale ad un ampli di livello... Una Les Paul di fronte ad un bel valvolare, fatto come si deve, è goduria pura! Una Strato spinta da un bell'overdrive di fronte ad un ampli incazzato darà delle sensazioni uniche!
W il digitale, w l'evoluzione continua, w il nuovo! Ma non paragoniamolo a cose che, per motivi fisici, sono troppo differenti.
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 09/05/2018 ore 16:41:58
Secondo me una grossa mano al digitale la dà la parte finale del rig, sia per il fonico che per il musicista, ovvero cassa e mic. Possiamo avere infatti un suono esagerato ampli valvolare e cassa 4x12, vibrazioni basse che ci tremano le ginocchia, suono in faccia, ma poi se microfonato male tutto va a rotoli. Col digitale si può ovviare con simulazioni e andare diretti al mixer, e forse questo lo fa preferire molto.
Però non dimentichiamo Two Notes o loadbox varie con simulazione analogica casse e mic, che possono riservare sorprese non da poco.
Io per motivi di spazi e per non rompere ai vicini (ma anche per suonare a palla con l'ampli che lavora come si deve) ho optato da tempo per una loadbox, dove non uso dewattaggio.
Comodo e semplice, suono analogico, zero interferenze. Poi se posso due mic sono il top ma non muoio senza. Lo consiglio vivamente a tutti 😉
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501] - commento del 10/05/2018 ore 13:35:35
line6 pod hd500x ed ampli line6 DT50
1 cavo, 0 problemi, mille suoni, valvole presenti ecc..
Rispondi
di attca [user #12887] - commento del 14/05/2018 ore 17:07:24
La questione digitale vs. valvolare l'ho abbondantemente risolta all'ultimo SHG, lì c'era di tutto e si è potuto sentire di tutto: la mattina sul palco c'era un trio con un suono bellissimo (valvole), scendo di sotto e trovo 2 Kemper nella stessa stanza (quella dove c'era la RedSound), uno suonava bene l'altro una ciofeca... proseguo il giro e sento una Mezzabarba da paura, risalgo e sento una demo con un Marshall che faceva pena, passo davanti a Cervetto con la Helix e suona da urlo... per finire sul palco con l'Ibanez tour dove c'era un po' di tutto ma i suoni li ho trovati tutti abbastanza "non belli" (ma comprendo la situazione di dover suonare in 5/6 e dover tirare fuori qualcosa di decente). Quindi? Adesso più che mai la differenza è veramente sottile e sta alla bravura del chitarrista nel farsi un bel suono, questo viene ben prima della diatriba digitale/analogico, tanto che black poddle, nei commenti precedenti,critica il suono di pastano credendo che sia dal digitale quando, in realtà, si tratta di un Mesa Boogie.
Rispondi
di taita87 [user #48477] - commento del 17/05/2018 ore 00:27:22
Ciao a tutti. Domanda veloce... Bluguitar Amp1 o Mooer ge200 o Yhamaha thr10?

Andando nello specifico...
Dall'età di 8 anni suono chitarra classica (e acustica) impronta fingerstyle/picking. Ricevetti una elettrica con un amp del cavolo che ho usato per qualche anno con scarsi risultati sonori per cui dopo un po' ho abbandonato, non avevo disponibilità per fare sul serio.
Dopo anni mi è rivenuta la voglia, ho upgradato la chitarra e rifatto tutta la circuiteria e la verniciatura.

Mi ritrovo pronto a suonare, ma solo con chitarra (ho ancora un vecchio marshall jackhammer ed un wah cry baby). Il punto è che attualmente non ho nessuno con cui suonare, anche se vorrei provare a cercare qualcuno. Mi piacerebbe iniziare a rispolverare qualcosa e cimentarmi sul serio.
Il budget è under 400€.
Suonando in casa, in appartamento, vorrei avere qualcosa da poter sfruttare con cuffie. Non voglio roba grossa del tipo amp combo in casa.

THR10: tutti ne parlano strabene come amp da casa. E' carino (la moglie lo approva di già), può fungere da stereo per ascoltarci musica (moglie d'accordo). E' molto piccolo e trasportabile e nascondibile. Si dice sia comodissimo perchè suona bene sia a basso olume che in cuffia, facilmente editabile al pc, suoni decenti e qualche effetto non guasta, possibilità di suonare con musica in contemporanea. Contro, funge solo in casa, un domani se dovessi decidere di suonare con qualcuno bisogna aggiornarsi.
280 nuovo

Mooer ge200: piccola, sul tubo si dice che coi giusto preamp e speaker emulator sia quasi a livello dei vari axe e kemper, a seconda dei suoni da emulare. Non è un grossa pedaliera ma nel suo piccolo sembra carina, in cuffia risulterebbero utili le emulazioni di differenti speaker / amp per migliorare l'esperienza. Non ha chiaramente uno speaker per cui si può usare solo in cuffia o al pc. Anche questo si può registrare quindi ed usare insieme a tracce sottostanti per esercitarsi. Eventulamente suonando in compagnia si porta dove si vuole attaccandolo al primo cabinet di sala prove. Un sacco di effetti integrati, non saranno il massimo ma della qualità ma ci sono. Questo un po' mi spaventa, nel senso cheforse preferire qualcosa di più semplice che mi faccia perdere meno tempo a smanettare in favore del tempo a suonare.
300 nuovo

Amp1: poco da dire, siamo su un altro livello di suoni. Non ho capito se l'uscita cuffie col doppio analogico creato da bluguitar anche sugli amp hugh and kettners sia un bene o un male rispetto allo stereo digitale degli altri due. Sul suono niente da dire. Qua potrebbero mancare gli effetti a parte il riverbero ed il boost, poco male, con qualche pedale in futuro potrei colmare le lacune in effettistica che mi servono. In casa non so quanto sia usabile senza comprare la pedaliera associata che ha un riduttore di potenza fino a 2W... pedaliera che costa 250 usata quindi fuori budget attualmente. Feeling valvolare, non ho mai provato un amp valvolare ma mi attirano un sacco, e siamo in tema di discussione su questo punto. Certo se non spari i 100W non ha molto senso, ma ho letto e sentito una dinamica ed una qualità del suono che mi ha lasciato a bocca aperta, almeno da casa.
400 usato

Generi...boh... Dai guns a steve vai agli stones ai led zeppelin piuttosto che gli U2 come training a casa per imparare a suonare l'elettrica... Ma in generale avendo un gruppo mi piacerebbe stare sull'hard rock/blues.

Avete qualche consiglio?
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 18/05/2018 ore 21:40:47
Il g200 l'ho provato stamattina e mi ha molto deluso. Probabilmente perché bisogna smanettarci un pò di più.
Mi sto comunque convincendo che è dura accettare un compromesso digitale, dopo anni e anni di valvole.
Rispondi
di taita87 [user #48477] - commento del 18/05/2018 ore 22:26:53
Ci saranno da sistemare varie cose tra cui distanza dei microfoni, eq ecc..
Comunque io non ho mai usato valvolari quindi non so cosa mi perdo, l'ho preso in l amp1 l'ho preso in considerazione perché è piccolo, sembrano tutti contenti e l'ho trovato a "relativamente" poco... Con aggiunta fondamentale di possibilità di suonare in cuffia
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