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Andrea Martongelli: intervista e Dean signature
Andrea Martongelli: intervista e Dean signature
di [user #116] - pubblicato il

Da anni endorser delle chitarre Dean, Andrea Martongelli ci presenta con un certo orgoglio il suo modello signature. L’occasione ci ha offerto il pretesto per una divertente chiacchierata su chitarre, progetti musicali, Arthemis e altro.
Solo i più distratti continuano a identificare il metallaro unicamente nello stereotipo del musicista grezzo, tutto birra e assolo a mille all’ora, perso tra volumi assordanti, immaginari horror e poster di donne nude appesi in sala prove. Perché anche se questa facciata resta, oggi l’heavy metal è uno dei generi musicali più dinamici, in continua evoluzione e all’interno del quale accadono tra le cose più interessanti a livello di contaminazione e sperimentazione. Il metal è riuscito a ritagliarsi, almeno a livello underground e indie, un circuito di live e produzioni discografiche attivo e fervido, lontano anni luce dal collasso che ha investito pop e rock più tradizionali. Andrea Martongelli in questo scenario è una figura di punta a livello italiano e non solo: chitarrista eccellente, didatta attivissimo e soprattutto produttore, songwriter e ottimo manager di tutte le sue attività musicali in primis quella con i suoi Arthemis. Da anni endorser delle chitarre Dean, ci presenta con un certo orgoglio il suo modello signature. L’occasione ci ha offerto il pretesto per una divertente chiacchierata su chitarre, lavori in studio e suoi progetti.

Ciao Andrea, mi piacerebbe partire proprio parlando di questa chitarra. Raccontaci la bella storia che ti ha portato a diventare da semplice utilizzatore a endorser e infine protagonista di un modello Signature.
Ciao! Tutto è accaduto in maniera veramente spontanea e naturale. Nel 2006, durante il tour in Gran Bretagna di supporto agli Helloween, ho avuto l’occasione di incontrare - dopo un concerto sold-out super al KoKo Club (ex-Camden Palace) di Londra - l’artist dealer di Dean Guitars UK con cui, attualmente, ho un grande rapporto di fratellanza. In quel periodo ero già endorser di un altro marchio per quanto riguarda le chitarre e la proposta da parte di Dean Guitars fu talmente piena di entusiasmo, sincera, trasparente nei miei confronti, che mi colpì particolarmente. Ovviamente ho detto loro che le avrei provate prima e che non avrei dato l’ok se Dean non fosse stata “speciale” per me. Mi hanno dunque dato in prova una “Dean Cadillac” che sarebbe poi stata la mia chitarra di sempre, che mi rappresenta in tutto quello che faccio e mia compagna d’avventure inseparabile in giro per il mondo in tutti i tour con la mia band Arthemis, clinics, lezioni di chitarra, studio sessions... Perciò non posso essere altro che contento e orgoglioso della scelta che ho fatto anni fa. La Dean Cadillac Screaming Ninja Andrea Martongelli signature rappresenta un premio che Gold Music e Dean Guitars hanno voluto darmi come vero e proprio ambasciatore nel mondo di Dean Guitars.

Andrea Martongelli: intervista e Dean signature

Ci racconti questo strumento?
La Dean Cadillac Screaming Ninja Andrea Martongelli signature è una Dean Cadillac set-neck nera e cromata, come una vera arma Ninja e monta due humbucker EMG 81-85 cromati, meccaniche Grover, ponte Tune-o-matic. È tutta in mogano, con la tastiera in palissandro a 22 tasti, con segna tasti pearl white e la stella/simbolo degli Arthemis al 12esimo tasto che assomiglia a una vera e propria stella-shuriken-Ninja. Il copri truss-rod a specchio riporta l’ideogramma Japan che, ovviamente, significa “Ninja”. La tastiera è adatta per assolo difficili, tecnici, ma allo stesso tempo per bending precisi e infuocati, così come per ritmiche dirompenti. Il look è molto accattivante e lo strumento è veramente versatile (dal blues al rock fino al metal più estremo e i clean sono caldi e cristallini mantenendo ogni nota e accordo perfettamente intellegibili anche in situazioni hi-gain) e ha uno shape riconoscibilissimo che rappresenta un vero e proprio incrocio tra una Les Paul e una Explorer con la paletta a V, caratteristica peculiare di Dean Guitars da decine di anni a questa parte. Ovviamente sul retro di quest’ultima c’è la mia firma.

Quali, tra quelle che ci hai appena esposto, sono le caratteristiche tecniche specificatamente tue e volute da te? Caratteristiche che si trovano in questo modello e lo differenziano da quelli di serie?
L’introduzione del set EMG 81-85, l’inserimento dell’hardware esclusivamente cromato al 100%, incluso il copri truss-rod a specchio e la Arthemis-star al 12esimo tasto. Per quanto riguarda suonabilità e maneggevolezza mi sono affidato alle caratteristiche già presenti di serie perché ritengo siano assolutamente perfette. Uno strumento nato per essere sui palchi di tutto il mondo, dai festival ai palazzetti, dai pub alle scuole di musica! Yeah!


Rapporto legni e pickup. Come la vedi? Nel metal, soprattutto quello più estremo, sembra che prima di tutto comandi la potenza e la voce dei pickup che spesso soffoca la voce del legno. Che ne pensi?
Io dico sempre che il legno gioca sempre un ruolo fondamentale per quanto riguarda il sound di uno strumento. Sono anche endorser EMG da anni e ho provato tutta la gamma, dai passivi agli attivi e posso dire che sono dei pickup fenomenali che hanno bisogno di essere affiancati a dei legni altrettanto buoni per completare l’opera. Ho provato migliaia di chitarre e sinceramente posso dire che me ne accorgo subito se il legno è buono, solido, pieno di armoniche, squillante o scuro, corposo, oppure se la chitarra suona come se fosse dentro a un tubo pieno di cotone, ovattata e priva di dinamiche.
Lunga vita al legno buono. I pickup da soli non possono portarvi al raggiungimento di un suono vero, da professionisti. È come utilizzare una Ferrari con l’impianto a metano... dai...

Altra questione delicata è il rapporto suonabilità e consistenza: nel metal e nello shred servono strumenti leggeri e performanti. Però manici ultra snelli e body sagomati e minuti spesso vanno a discapito del volume di suono e della consistenza nelle ritmiche. Mi vengono in mente strumenti magnifici per il solismo più esasperato ma tisici quando si tratta di cercare un suono ritmico importante...
Questa è una domandona da 100 milioni di dollari. Hai ragione e ti dirò il mio parere del tutto personale a riguardo: io sono più per uno strumento bello pesante, non dico che debba distruggere le spalle e mandarti dal fisioterapista ogni altro giorno, ma solo in casi rarissimi ho potuto toccare con mano una vera e propria chitarra leggera e piena di armoniche, squillante, graffiante (Gibson Flying V e Dean V Dave Mustaine su tutte). Per il resto, essendo sempre stato abituato a utilizzare chitarre solide e set-neck che mi danno un’enorme soddisfazione ogni volta che suono un riff graffiante o un bending di due toni, diciamo che prediligo questo tipo di caratteristiche appena citate su una chitarra e per le mie mani.
C’è da dire che a ogni chitarrista va la propria chitarra. Ho visto musicisti incredibili con chitarre che non ho mai ritenuto essere chiamate tali, e chitarre stupende e costosissime suonate da poser, perciò è tutta una questione di feeling e soprattutto di orecchio nel riconoscere e identificare il proprio sound. Una volta fatto ciò, tutto è lecito.

In studio come ti comporti? Hai l'esigenza di affiancare alla tua chitarra dei classici tipo Telecaster, Stratocaster, Les Paul per coprire ogni sonorità possibile? O il fatto di essere un artista che fondamentalmente fa la sua musica ti permette di riuscire a fare tutto con la tua chitarra?
Ho più di una ventina di chitarre di cui la maggior parte sono Dean e devo dire che, in fase di studio recording, affianco la mia Screaming Ninja a dei suoni caratteristici solamente se sono i più caratteristici e inimitabili della storia del rock e metal. Vedi Telecaster, Stratocaster e a volte Les Paul. Questo proprio perché certi suoni sono talmente riconoscibili e caratteristici che non riuscirebbero a essere tali con altri strumenti. Comunque, come hai appena detto, grazie al fatto di comporre e registrare per il 90% la mia musica, posso permettermi il più delle volte di utilizzare esclusivamente la mia chitarra in studio, andando ad agire sull’infinità di suoni del mio amplificatore Randall.

A parer tuo, nella storia del metal quali sono stati i connubi chitarrista/modello signature più vincenti e creativi, che veramente hanno contribuito a far evolvere lo sviluppo costruttivo e tecnico della chitarra?
Sicuramente la Fender Stratocaster Yngwie Malmsteen il cui suono, specialmente in fase di vibrato, assomiglia a quello di un violino, la Dean ML Dimebag signature che ha rivoluzionato il metal in maniera massiccia e ha dato modo a migliaia di chitarristi di poter fare cose estreme con uno strumento veramente speciale e infine la pazza Ibanez Steve Vai in tutti i suoi più stravaganti modelli, in quanto a forma, colore, stile musicale. Infine ritengo la Dean V Dave Mustaine un vero e proprio strumento da scuderia, graffiante e con un suono diretto in mezzo agli occhi di chi la ascolta. È un vero insieme di dieci Gibson Flying V tutte in una Dean V, che per me in fase di registrazione è assolutamente essenziale.

Per quanto riguarda amplificatori ed effettistica cosa stai utilizzando?
Il mio sound ha trovato negli amplificatori Randall il vero e proprio punto di forza. La combinazione della mia Dean Cadillac Screaming Ninja con gli amplificatori Randall (V2 Archetype, RM-100) è tutto ciò che uno come me, impegnato su molti fronti musicali, può desiderare. Anche in campo live non delude mai, mi dà sempre enormi soddisfazioni.
Il tutto passa attraverso i miei pedali ModTone, semplici e immediati da regolare e con un killer-sound, un wah Morley Bad Horsie 2 e un Digitech Whammy 4. Il tutto è regolato dalla mitica Vinteck TB-5 che mi dà la possibilità di combinare i miei pedali al meglio e di ottenere dunque delle sonorità personali, uniche.

Domanda impossibile: tra Fender e Gibson chi è la più metallara?
Gibson!

Parlaci dei tuoi attuali progetti, sappiamo che sono tantissimi.
Attualmente, oltre a essere impegnato con la mia band Arthemis nel tour promozionale del nostro album intitolato We Fight in Italia e all’estero, sono in fase di songwriting e registrazione del mio primo vero e proprio solo album strumentale che vedrà, oltre a me ovviamente, alcuni dei grandi nomi del chitarrismo internazionale e sarà un vero manifesto di tutta la musica che ho sempre adorato in tutte le sue forme, dai chitarristi shred al metal, al blues, al pop, al prog-rock degli anni '70. Insomma, una bella avventura che mi terrà incollato alla mia Dean per mesi e vedrà la luce nel mese di ottobre 2013.
Sono inoltre impegnato e in fase di songwriting con un side-project che si chiama Universe, un duo elettrico rock psichedelico 70’s con riferimenti ai Black Sabbath, Hendrix, Hawkwind, dove io suono la chitarra e canto, affiancato da un vero brother alla batteria che farà parlare di sé molto presto.
In contorno a tutto questo ben di Dio, sono sempre impegnato come insegnante di chitarra al Modern Music Institute (MMI) di Verona, che mi dà un sacco di soddisfazioni e mi permette di confrontarmi con studenti sempre più preparati e provenienti dalle più disparate esperienze musicali, arricchendo anche la mia personale esperienza giorno per giorno. Non si finisce mai di assimilare e imparare nuovi modi di interpretare la musica e io non voglio lasciarmene sfuggire nemmeno uno.
Rock on ragazzi e grazie per quest’intervista stupenda!
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