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"New Up": l'EP di Riky Perin
di [user #116] - pubblicato il

E' uscito "Single" video estratto dall'Ep New Up del giovane chitarrista Riky Perin. Riky ci ha presentato il suo debutto discografico descrivendo le fasi di ideazione, registrazione e produzione. Ma in questa chiacchierata ci ha raccontato anche la sua formazione, le sue esperienze e la recente partecipazione, e vittoria, al contest BlackStar.
New Up è un Ep di soli tre brani, un autentico biglietto di presentazione con cui Perin si affaccia sulla scena musicale.
La musica di questo lavoro è una vivace commistione di sonorità chitarristiche rock e pop con una produzione moderna e molto elettronica affidata a Gianni Rojatti che - oltre a sequenze, tastiere e bass synth - ha anche seguito le registrazione.


Presentati ai lettori: formazione, influenza, studi...
Ho iniziato a suonare la chitarra all’età di 10/11 anni spinto da una forte passione e sostenuto artisticamente dalla famiglia, soprattutto dagli zii musicisti ma in particolare dallo zio Diego che mi regalò la mia prima chitarra acustica. Ricordo ancora quella vecchia EKO usurata e i pomeriggi passati a suonare le canzoni di Bruce Springsteen e Bob Dylan. A 12/13 anni iniziai a studiare musica e ad approcciarmi al mondo della chitarra elettrica dopo aver ascoltato chitarristi noti tra cui, Jimi Hendrix, Eric Clapton, Eddie Van Halen, Jimmy Page e David Gilmour, i quali influenzarono il mio stile. In tutti questi anni non mi sono mai focalizzato solo su un genere musicale, ma ho cercato di spaziare a 360 gradi, amo la musica nella sua totalità e soprattutto potermi esprimere prendendo spunto dai più svariati ambiti musicali.

E le tue esperienze?
Sempre verso i 13 anni assieme ad alcuni amici, diedi vita ad una giovane band del Marosticense, i “Colors Void”. In quegli anni siamo stati anche opening band ad altri artisti tra i quali: Andrea Braido (ex chitarrista di Vasco Rossi e Celentano), Gaetano Pellino e l’Invasione degli Omini Verdi. Nel 2019, anno di grandi svolte, ho iniziato a collaborare con alcuni artigiani del campo musicale che hanno subito creduto in me dandomi l’opportunità di esibirsimi in molte fiere importanti, come Il Milano Music Show, Music Wall di Pizzighettone, l' HENDRIX DAY, Guitar Show e varie clinic. Attualmente sto frequentando il CPM  di Milano seguito dall’insegnante Michele Quaini.

"New Up": l'EP di Riky Perin

Come hai maturato l'idea di realizzare un tuo lavoro solista?
Nel 2013 ero a vedere uno dei miei chitarristi preferiti, Andy Timmons, al Revolution Live club di Molvena e conobbi Gianni Rojatt che apriva la serata con la sua band “Dolcetti”. Rimasi follemente colpito dal suo playing e dalle sonorità del progetto tanto da volerlo conoscere dopo il live e così feci, rimanendoci in contatto. Tra una mail ed una chiamata decisi di proporre alcuni miei brani a cui stavo lavorando assieme al mio batterista Lorenzo Mari. Gianni fu colpito e decise di produrre il mio EP da solista registrato nel suo studio a Udine. Questo EP è nato non proprio con lo scopo di fare live o di creare un mio percorso da solista, lo vedo più come una vetrina, il mio biglietto da visita. Questi 3 brani possono sembrare pochi ma per me sono molto importanti anzi direi proprio fondamentali. Per me hanno un significato molto profondo.

Quali sono gli ascolti e gli artisti a cui ti sei rifatto per  l'ispirazione e i riferimenti di suono? 
Dietro ad ogni singola nota c’è un lavoro pazzesco, oltre che viaggi fatti, treni presi, ore passate in studio, pianti, risate, paure ed allegrie; un mix di sentimenti ed emozioni! "New Up" per me è una nuova salita, un nuovo me, un Riky più maturo e con un bagaglio musicale più ampio. Il mio EP parla di amore totale verso la musica, senza etichettare e porre barriere, è un mix di colori proprio perché non mi limito solo ad un genere specifico. Come chitarristi odierni e non da cui ho preso ispirazione ci sono: John Mayer, Eric Gales, Andy Timmons, Guthrie Govan, Nick Johnson, Jimi Hendrix, Dave Growl, Joe Bonamassa mentre come artisti e band: Coldplay, Foo Fighters, Bob Marley, The Police, U2

Il disco presenta una grande varietà di suoni. Ci racconti la produzione, registrazione...?
Nello studio di Gianni ci siamo divertiti a creare diversi tappeti sonori, passando da muri di chitarre ritmiche super distorte alla Foo Fighters a parti clean romantiche e delicate in stile Coldplay per intenderci. Come potrete sentire il suono ritmico delle chitarre è molto “ciccione” e corposo. Volevamo muro di suono, molta aggressività ma senza essere necessariamente metal. Volevo restasse un lavoro rock!  Ho sperimentando con vari suoni come Fuzz, Overdrive e super high gain.
Mi piaceva l'idea di Gianni di creare un mix sonoro tra analogico che digitale. Quindi a suoni chtarristici più tradizionali sommare synth ed elettronica, sequenza...

Con cosa hai registrato le chitarre?
Gianni mi hafatto usare di tutto: dal Kemper, alle testate valvolari e un pre della Laney...addirittura alcune cose particolari con un vecchio Zoomg3 che ben si sposava con i synth!
Poi abbiamo scolpito i suoni utilizzando molti pedali: i miei (principalmente i pedali della Fattoria Mendoza Made in Italy) abbinati a pedali storici tipo Fuzz, Tube screamer, Overdrive e alcune cose di Gianni  come modulazioni vecchi Delay, UniVibe, Flanger Mistress, Phase 90,Whammy ed il mio Mitico Cry Baby Wha Wha.
Ma a rendere molto particolare il suono sono certi synth che doppiano i miei temi chitarristici o riff della canzone, rendendo tutto più attuale ed innovativo.

"New Up": l'EP di Riky Perin

Che chitarre hai usato in fase di registrazione?
Ho utilizzato principalmente per i soli la mia Fender Stratocaster American Special, per quanto riguarda le parti ritmiche, arpeggi e clean mi son sbizzarrito con molte chitarredi Gianni  tra cui: Gibson Sg, Ibanez Prestige, una vecchia chitarra semiacustica Epiphone tipo 335 la Sheraton, Gibson Les Paul, Fender Telecaster, Danelectro doppio manico con 12 corde... In particolare, per costruire le parti ritmiche power chord ed i riff principali, sono partito di base da un suono distorto con una chitarra tipo Gibson Les Paul con Humbucker al ponte, doppiando la stessa parte, passando ad un’altra chitarra tipo Fender Telecaster, altrettanto aggressiva, ma con più attacco e suono tagliente aggiungendoci un fuzz non troppo aggressivo, un suono completamente diverso ma combinato arricchisce la pasta di tutte le ritmiche, suonando lo stesso riff sia con una semiacustica tipo 335 che con una Stratocaster.
Quindi, diciamo, che per le parti di arrangiamento e ritmica abbiamo di volta in volta scelto la chitarra più idonea mentre per gli assolo - che sono la parte più unica e personale - Gianni ha sempre voluto suonassi la mia con la quale mi esprimo al meglio!

Ci parli del grande spazio che ha la parte elettronica nel tuo Ep?
Il mio scopo non è mai stato quello del “Guitar Hero”e di conseguenza improntare un EP solo ed esclusivamente sulla chitarra solista, voglio coinvolgere un pubblico più ampio, proponendo un miscuglio di generi musicali, fuori da ogni schema.

Chi suona le batteria?
Erik Tulissio, che è il batterista dei Dolcetti, proprio il progetto attraverso cui ho conosciuto Gianni. Erik ha fatto batterie con grande dinamica e versatilità.
Come per il resto della produzione, anche le batterie sono state integrate con sequenze elettroniche e loop in certe sezioni. 

Tre soli brani ma davvero uno scenario sonoro ricchissimo...
Infatti. Ci sono voluti tanti mesi per finire tutto perchè ogni brano è curato in ogni sfumatura di suono, arrangiamento, scelta delle parti. Da questo punto di vista è stato prezioso
il lavoro di Lorenzo Crana che ha mixato e masterizzato il tutto valorizzando ogni dettaglio.


 
Recentemente hai vinto il concorso di BlackStar...ci racconti il pezzo che hai composto? Perchè credi il tuo solo sia stato così apprezzato?
Mi son iscritto a questo contest mondiale grazie all'invito di Riccardo Castelli, è stato divertente e stimolante creare questo assolo! Blackstar ci ha fornito la base musicale senza la parte solista di "Funk U", un brano presente in Kosmos, il disco di Riccardo Castelli, un sound molto romantico style 80's ma rivisto con suoni ed approcci più contemporanei. Per comporre il solo son partito da una melodia semplice, l'idea era quella di raccontare una storia trasportando tutto in una melodia iniziale con un mood molto tranquillo crescendo sempre di  più con la dinamica ed il sound, per passare ad un finale con licks esplosivi, creando un mix, ispirandomi a chitarristi come Hendrix, Tom Morello, Timmons, John Mayer, giocando con wha wha e whammy.. Onestamente credo che il mio solo sia stato apprezzato proprio per il fatto che ho cercato di basarmi sulla linea melodica raccontando appunto una storia, unendo più stili e tecniche, cercando di dare spazio alla chitarra ma senza esagerare troppo con il virtuosismo, trasmettendo emozione all'ascoltatore, io faccio sempre la prova del 9 cantandolo in testa, se ci riesci hai quasi vinto!  È stata una bella opportunità per mettermi in gioco e "competere" con altri chitarristi da tutto il mondo, faccio i miei sinceri complimenti a tutti!
 
riky perin
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