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Joe Bonamassa a Milano
Joe Bonamassa a Milano
di [user #21688] - pubblicato il

Lo scorso 28 febbraio, all'Alcatraz di Milano, si è tenuto il concerto del guitar hero Joe Bonamassa. Monica Moncada era lì con la sua fedele macchina fotografica per un report completo.
Il 28 febbraio all'Alcatraz di Milano, si è tenuto il concerto di uno dei più grandi chitarristi nonché compositori statunitensi contemporanei, Joe Bonamassa.
È già considerato il futuro erede di BB King, il suo stile è nettamente blues, infatti da ben oltre cinque anni dirige anche la "Blues in Schools".
Durante i suoi live, come il concerto milanese, J.Bonamassa ama però passare dal genere blues al rock piuttosto che al country, cambiando continuamente chitarra.

A Milano esordisce con il pezzo "Palm Trees" in acustica accompagnato dal solo suono di congas. Dopo il quinto pezzo, con una bellissima "Slow Train", Joe si presenta sul palco accompagnato dalla band e dando vita a un vero e proprio show rock n' blues.
A far venire la pelle d'oca al pubblico presente in sala, una bellissima cover di Gary Moore: "Midnight Blues", seguita da "Young Man Blues", cover di Mose Allison.
Per la chiusura, Joe Bonamassa ci riserva "Mountain Time", una canzone tratta dal suo album So, It's Like That del 2002. Segue "AskingAround for You", brano del 2006 con l'album You & Me. Per ultima lascia una canzone che a quel punto lascia tutti senza fiato grazie alla carica che riesce a trasmettere e per la scelta stessa del finale a sorpresa: una bellissima "Just Got Paid" dei ZZ Top.
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A conti fatti, ci si chiede come mai un artista che pubblica un album all'anno decida di inserire nella setlist quattro o cinque cover.
Per il resto possiamo dire che la sua professioalità, la sua bravura e, perché no, anche la capacità di passare da un genere all'altro sorprendendo il suo pubblico, fanno sì che il suo aspetto serio e quasi distaccato lo avvicini ancor più alla platea. È insomma un mezzo d'espressione che solo un vero artista può avere: comunicare con la musica e con il cuore. Bastava essere al concerto e guadarlo suonare per capirlo.
concerti joe bonamassa
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