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Cloni Tubescreamer: un evergreen anche low cost
Cloni Tubescreamer: un evergreen anche low cost
di [user #17091] - pubblicato il

Il circuito del Tubescreamer è così affermato da essere diventato uno standard universalmente conosciuto e scopiazzato nei minimi particolari. Oggi è possibile portarsi a casa un clone a basso costo ma valido quanto l'originale. Ecco come sceglierlo.
Il circuito del Tubescreamer è così affermato da essere diventato uno standard universalmente conosciuto e scopiazzato nei minimi particolari. Oggi è possibile portarsi a casa un clone a basso costo ma valido quanto l'originale. Ecco come sceglierlo.

Tra gli overdrive per chitarra, il Tubescreamer è probabilmente tra quelli più apprezzati, usati e... copiati!
Nonostante i suoi trent'anni suonati, il nostro amico verde resta un riferimento non solo per i musicisti, ma per quasi tutti i costruttori (artigianali e non) che si cimentino nella realizzazione di un buon overdrive. Insomma, chi ha un po' di dimestichezza con i circuiti ed esperienza con gli overdrive potrà facilmente confermare che, superata la veste estetica dei contenitori colorati, sotto mille nomi, la struttura elettronica di base del TS è onnipresente.

Non sbaglieremmo di molto affermando che il nostro amato scatolotto verde rappresenta per gli overdrive quello che il Bassman '57 rappresenta per gli amplificatori valvolari: un avo che, a dispetto di mille mutazioni, ha trasmesso i suoi geni alle generazioni posteriori.

Forse è d'obbligo tranquillizzare i lettori pronti alla fuga al pensiero dell'ennesimo articolo su questo pedale, magari rivolto a ripercorrerne la storia o addentrarsi nelle differenze in termini di serie, IC, partirori resistivi, diodi per il clipping o buffer vs true bypass: magari qualche accenno qui e là e solo se necessario.
Lo scopo di queste righe è mettere in risalto quanto il mercato attuale offra in termini di alternative low cost senza timori sulla qualità e l'affidabilità di alcuni cloni.
In questa operazione, piuttosto che dare uno sguardo alla veste estetica, osserveremo da dentro l'anima di uno stesso progetto in diverse vesti costruttive (montaggio e componentistica).

Ovviamente, in questa sede non si intende sminuire il valore di pezzi originali storici, della produzione standard marcata Ibanez o il pregio di lavorazioni artigianali (specialmente quando hanno un prezzo onesto per la qualità che offrono) ed è doveroso precisare che questo articolo non è rivolto al collezionista ma all'utilizzatore costante, alla schiera numerosa di persone che usano questo overdrive e che magari non vogliono assumersi il rischio di portarsi in giro un originale, senza dimenticare la massa di giovani chitarristi ai quali potrebbe non dispiacere trovare un pedale che suona pressoché identico a un terzo del prezzo a cui è proposto l'originale.

Cloni Tubescreamer: un evergreen anche low cost

Piccola parentesi sugli IC: nel corso degli anni, la casa madre ha utilizzato diversi IC con caratteristiche differenti che vanno dall'impercettibile all'evidente.
Gli IC considerati, dal più usato al meno usato sono: JRC4558D (Japan), RC4558P (Malaysia), TI RC4558P (Texas Instruments, più raro dei precedenti), TL4558P, C4558C, P0918E (molto raro da trovare in un TS), JRC2043DD (primissima produzione TS9 del 1981). Una parentesi a parte la merita il Toshiba TA75558P usato in qualche TS9 originale e praticamente onnipresente nelle reissue (dal 1993 in poi).

Sul discorso IC i pareri non sono concordi e mi manca quell'esperienza personale richiesta per valutare serenamente quali siano le differenze tra i più apprezzati JRC4558D e RC4558P rispetto al rarissimo chip Nec o al JRC2043DD. Quello che posso dire per esperienza diretta (quindi una personalissima opinione da prendere con le pinze) è che tra il JRC4558D e l'RC4558P ho riscontrato differenze infinitesime e comunque non suscettibili da farmi propendere per l'uno o per l'altro. Le differenze che ho riscontrato tra i primi due chip citati e il TA75558P Toshiba riguardano principalmente (non una cosa eclatante a mio avviso) la rumorosità di fondo e una minor propensione a colorare di suo il suono, rendendo persino più evidenti la regolazione del gain e del tono, restituendo un po' di acuti persi: che sia meglio o peggio credo dipenda da quanto chi utilizza un TS, provando l'uno o l'altro, possa trovare quello che gli risulta più user friendly nel settaggio. Circa quest'ultima parentesi, reputo che le caratteristiche differenti dei due chip possano essere di aiuto a compensare rispettivamente l'uso di ampli più o meno brillanti.
Alcuni costruttori boutique tendono a rinchiudersi dietro ai classici JRC4558D e RC4558P, definendo troppo hi tech il TA75558P Toshiba, mentre nel contempo spopolano alcuni overdrive boutique di alto livello che, alla matrice Tubescreamer di base, aggiungono semplicemente qualche filtro per gli acuti, un ulteriore controllo di gain (con le etichette Voice o Color giusto per non creare confusione) e utilizzando prodotti ben più attuali dell'IC Toshiba, come per esempio l'ottimo Burr Brown OPA2604 o l'AD712: quindi, più che tra ciò che è meglio o peggio, conviene scegliere tra ciò che semplicemente ci piace.

Il setup che ho usato in questi casi di comparazione è sempre composto da una Stratocaster e Deluxe Reverb Silverface sul canale normal all'ingresso uno, senza additivi né conservanti.

Ritornando al topic, ecco a voi "sventrati" prima l'originale e poi una sua copia orientale.

Cloni Tubescreamer: un evergreen anche low cost

Le differenze più evidenti tra i due è che nell'originale sono presenti un numero maggiore di fet e transistor per il differente sistema di bypass: l'originale ha un suo switching interno, la copia è truebypass.
La differenza sostanziale, a effetto disinserito, consiste in un segnale di uscita maggiore e nessuna attenuazione degli acuti estremi per il sistema truebypass: insomma è pure ora che si capisca che non deve essere un bypass ad attenuare gli acuti di uno strumento, ma le apposite manopole sullo stesso contrassegnate dalla dicitura Tone!
Con l'effetto inserito naturalmente, truebypass o meno, il progetto è lo stesso, il chip pure (il clone ha infatti un Texas Instruments RC4558P) e non solo: anche il risultato. Anzi, il piccolo clone fa sfoggio di resistenze a film metallico, più precise nei valori e stabili nel tempo rispetto alle originali in film di carbone (troppo suscettibili alle variazioni climatiche, in particolare all'umidità che tende a sgretolarne l'involucro nel tempo. I condensatori elettrolitici (quelli cilindrici neri, per intenderci) altro non fanno che il loro lavoro e quindi non reputo meritino particolare attenzione (vista comunque la discreta qualità in entrambi (nessuno dei due monta Elna o Panasonic, quindi...). I restanti condensatori presenti nel clone (polipropilene, per la maggiore, più qualche ceramico per i valori in picoFarad ) lasciano ben sperare così come i potenziometri e i jack, che trovano i loro ricambi naturali in casa Alpha e Neutrik.

Il clone mette in evidenza un PCB doppia faccia dotato di un piano di massa generoso e ben dimensionato, nonostante sia presente uno chassis metallico che avrebbe consentito un riferimento già sufficiente. Giusto per le connessioni allo switch avrei preferito una sezione un po' più generosa nei conduttori, ma nulla di imperdonabile a mio avviso.

Insomma, per prezzi compresi tra un terzo e un quinto rispetto alle reissue varie, ci si può mettere senza troppi pensieri un TS in pedaliera e maltrattarlo e/o modificarlo senza troppi timori.
Se in passato mi avessero detto che avrei potuto scrivere bene di una "cineseria", avrei guardato costoro come si fa con i pazzi, specialmente per l'abbondanza in tempi nemmeno molto lontani di plasticoni fragili e rumorosi, con jack e potenziometri sempre pronti ad abbandonarti sul più bello e irreparabilmente se si considera che, per la riparazione, potevano chiedere la metà o l'intero valore del pedale: quei plasticoni erano 20/30 euro spesi male, questi, già da un primo sguardo ai loro chassis, circuiti e componenti elettromeccaniche, non sembrano destinati a creare particolari problemi o ad abbandonarci sul più bello, anzi sembra che finalmente sul mercato compaiano prodotti di discreta bontà, affidabili e a prezzi più che abbordabili.

Cloni Tubescreamer: un evergreen anche low cost

In conclusione, il collezionista può continuare con immutata passione la sua ricerca, con un pizzico di invidia da parte di tanti. Il diyer smanettone userà gli stessi soldi per autocostruirselo godendo, in compenso, di un'enorme soddisfazione. Per tutti gli altri resta il piacere di esplorare alla ricerca del proprio suono senza per forza svenarsi.

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.

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