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Londra e i parrocchetti di Hendrix
Londra e i parrocchetti di Hendrix
di [user #33493] - pubblicato il

Che Hendrix abbia rivoluzionato il panorama della musica rock è indiscutibile. Che il suo impatto possa aver alterato l’ecosistema britannico (e di Londra in particolare), però, lascia a bocca aperta anche i suoi sostenitori più appassionati.
Lo sappiamo bene, i resoconti sulla vita delle rockstar sono costellati di leggende e aneddoti alle soglie dell’inverosimile, eppure c’è una storia su Hendrix che perdura nella memoria collettiva e che pare sostanziata addirittura dal parere di eminenti ornitologi. Avete letto bene: la vicenda, infatti, collega l’axeman di Seattle a delle copiosissime colonie di parrocchetti (piccoli pappagallini) che si stanno riproducendo oltre misura nella capitale britannica e altrove.
Le querce e i castagni di Richmond Park, Hyde Park, Kensington Gardens, Primrose Hill, Hampstead Heath e altre zone di Londra sono stati scelti come habitat ideale da un numero elevatissimo e sempre crescente di pappagallini originari dell’Asia del sud e la cosa va avanti da decenni, ormai. Ma quali sono le origini di questo insolito fenomeno? A quanto pare, sul finire degli anni ’60, Hendrix avrebbe liberato una coppia di parrocchetti nei cieli sopra Carnaby Street, come sostengono in molti, ed è proprio a partire da quel periodo che si sarebbe registrato il moltiplicarsi delle colonie di volatili variopinti.

Londra e i parrocchetti di Hendrix

Sembra assurdo? Non lo è. A confermarlo è il dottor Richard Black della Royal Society for the Protection of Birds, una tra le associazioni ambientaliste più popolari al mondo, in una recente intervista rilasciata a GQ. «È sicuramente possibile che gli uccelli di Jimi Hendrix abbiano contribuito all’instaurarsi di questa popolazione» afferma Black, che però ricorda che ci sono altre teorie sulle origini del fenomeno: «secondo altri, sarebbero scappati dal set del film "La regina d’Africa" [1951, con Humphrey Bogart e Katherine Hepburn] e durante la tempesta del 1987, ed è possibile che tutte quelle teorie siano corrette».
Ma davvero tutto potrebbe essere stato originato da Hendrix in persona? Black chiarisce che «la prima segnalazione di un parrocchetto in libertà risale al 1855, quindi ci sono state fughe prima di allora. […] Ma ci devono essere diverse fughe affinché si arrivi a una colonia. È improbabile che una sola coppia o un paio di coppie di uccelli abbiano potuto creare una colonia riproduttiva. Si ritiene che Hendrix abbia rilasciato gli uccelli negli anni ’60 a Carnaby Street e la prima riproduzione segnalata ha avuto luogo nel Kent nel 1969. Non ci sono state segnalazioni a Londra fino al 1973, ma sono uccelli che vivono a lungo e non cominciano a riprodursi fino al terzo anno di vita». Dato che Hendrix liberò i suoi uccelli tra il ’66 e il ’70, è plausibile che abbiano contribuito a stabilire la colonia londinese.
Più che la paternità del fenomeno, a interessare il dottor Black e la RSPB è la preoccupazione concreta che i parrocchetti possano avere un effetto negativo sulla fauna ornitologica britannica, che potrebbero minare, essendo particolarmente rumorosi e con un becco potente. In fondo, non è quello che ha fatto Hendrix al suo arrivo a Londra nel ’66, sconvolgendo la scena musicale con colori, suoni e un’attitudine mai visti prima?

Londra e i parrocchetti di Hendrix

La bizzarra notizia arriva poco dopo l'apertura ufficiale della sezione dedicata a Hendrix nel museo Händel/Hendrix di Brook Street a Londra (zona West End). Il caso ha voluto che alla fine degli anni ’60 Hendrix abitasse nella mansarda al numero 23, separata soltanto da un muro dalla casa abitata da Georg Frideric Händel nel 18° secolo, al numero 25.  La casa-museo di Händel è aperta al pubblico dal 2001, mentre quella di Hendrix era occupata da uffici amministrativi. Grazie al fundraising e al supporto del Heritage Lottery Fund, l’appartamento di Hendrix verrà riportato interamente allo stato in cui era nel ‘68/’69 e ospiterà, oltre alla mostra dedicata al chitarrista, delle interessanti attività interattive.
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Il museo di Jimi Hendrix
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