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SIMULATORE DI CONCERTI !?!?

di [user #16324] - pubblicato il
SIMULATORE DI CONCERTI !?!?


Ho da poco letto questo articolo che vi linko. Cosa ne pensate di questa "bizzarra" idea? Può essere utile come lo é in altri campi? :)
Buona lettura a tutti
 
Cantanti e musicisti di professione affermano che fra le più grandi difficoltà di un’esibizione dal vivo ci sia l’emozione che si prova facendo la propria comparsa sul palcoscenico. Non c’è da meravigliarsi perciò se questo è un problema anche per i giovani studenti dei conservatori di tutto il mondo.
Basandosi su questa presa d’atto, il Royal College of Music di Londra ha realizzato un nuovo rivoluzionario progetto per preparare musicisti e cantanti all’ansia pre-live. I simulatori virtuali non sono una novità in assoluto, sono già stati utilizzati con fini d’allenamento in ambito medico e militare. Ora però, grazie all’iniziativa del Royal College of Music, è stato sviluppato un simulatore di prestazioni, volto a preparare adeguatamente studenti di musica e non solo, mettendoli alla prova riproducendo fedelmente un ambient da palcoscenico.
Vengono ad esempio simulati applausi, trilli di telefoni, brusio di sottofondo provocato dagli spettatori e soprattutto, viene proiettato su uno schermo un pubblico virtuale che dispone di individui semi-interattivi gestualmente.
Il primo test di questo “simulatore di concerti” è stato effettuato su una giovane studentessa di violino, sotto la guida della professoressa Madeleine Mitchell, in una sala adibita a stanza per concerti virtuali, in cima al collegio South Kensington HQ.
Al termine del test Bergset (questo il nome della studentessa) ha affermato: “È completamente diverso dal suonare in una comune sala prove. Lo scambio di emozioni con il pubblico virtuale sfiora la soglia del reale”.
Questo nuovo sistema d’esercitazione aggiunge ispirazione per entrare nella mentalità da esibizione, risparmiando un probabile stress per i non avvezzi al live-show. Secondo la professoressa Mitchell: “Provare è una cosa molto privata e solitamente non si vuole nessuno ad assistere. Allo stesso tempo, durante le performance si spera di regalare qualcosa al pubblico”. Questo simulatore di prestazioni dunque nasce proprio dal desiderio di avvicinare queste due volontà dell’artista, così da migliorarle entrambe.
Come per tutte le cose, quando un’idea è azzeccata, la si arricchisce e la si perfeziona sempre di più. Nel caso del simulatore, a esso è stata aggiunta anche la modalità “audizione”, per la quale sullo schermo non viene proiettato un pubblico interattivo, bensì una giuria di tre persone dietro un tavolo, in grado di manifestare apprezzamenti o disgusto. Ancora la professoressa Mitchell ha concluso: “Questo progetto non è un modo innovativo per torturare gli studenti di musica, ma un’opportunità moderna per prepararli più accuratamente alle eventuali insidie del live”.
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di fabiojay [user #20826]
commento del 24/02/2017 ore 18:25:42
non so quanto funzioni davvero... però, effettivamente, il pericolo più grande di uno spettacolo è sempre l'emozione... puoi essere super preparato, ma l'emozione è una brutta bestia e se non sai gestirla, al primo errore sarà una tragedia per il resto dell'esibizione... Quindi ogni idea per riuscire a superarlo è sempre ben accetta! eheh
Rispondi
di FakkWylde [user #46330]
commento del 24/02/2017 ore 18:40:30
Mi ricorda il film Tenacious D e il destino del Rock più che altro.
Diciamo che la simulazione deve essere molto, molto, molto veritiera e non penso che una stanza del genere lo sia. Finché si parla di giochi destinati a un pubblico vasto, in cui girano milioni di dollari, allora non ho problemi a considerare la fattibilità della realtà virtuale. Se penso invece a un prodotto di nicchia... beh...
Già il solo fatto di suonare su un palco rialzato o stare in mezzo al pubblico crea stati d'animo molto diversi, se la simulazione non è realistica perde completamente l'utilità. Non credo siano così avanti da ingannare l'esecutore.
Rispondi
di vox75 [user #43939]
commento del 24/02/2017 ore 20:08:09
Non lo so. La differenza tra un pubblico virtuale e uno reale è enorme (secondo me). Dopo un paio di pezzi capisci che nessuno ti insulta e vai avanti per la tua strada. Quella sbagliata.
Rispondi
di chikensteven utente non più registrato
commento del 24/02/2017 ore 20:47:07
l'emozione è data anche dalla forte adrenalina che il nostro corpo produce, anche i + grandi artisti prima di salire su grandi palchi hanno come noi, una gran fottuta carica di tensione, mi sembra + sia normale, sarebbe + anomalo se non ci fosse, poi ognuno di noi si prepara prima di salire sui palchi con rituali diversi, a me ad esempio per rilassarmi prima di un concerto, mi aiutava molto andare in giro a chiacchierare e distrarmi, anche perche stare dietro un palco a smanettare a chitarra spenta, non faceva altro che aumentare il nervosismo, un altro buon metodo che usavo, era quello di andare ad attaccar pezza ad una barista buona gustandomi un whiskey, e il resto della band non mi trovava mai, arrivavo sempre sul palco per ultimo e sbronzo, ma funzionava molto bene contro il nervosismo da ansia pre concerto:)
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di Capra_Poliuretanica [user #30609]
commento del 24/02/2017 ore 21:40:59
Non ho capito se l'esecutore sa che suona in un simulatore, o se lo ignora.
Nel primo caso lo scopo dell'addestramento sarebbe annullato in partenza.

Però sarebbe bello averne uno a casa! :-DDD
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di bluesfever [user #461]
commento del 25/02/2017 ore 08:55:03
Prossima volta registro degli applausi nella loop station e sorprendo tutti in sala prove :D
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 26/02/2017 ore 09:21:48
Per me l'unica è buttarsi nella mischia :-)

I live disastrosi penso ci siano nel passato di tutti e son proprio quelli che ti aiutano a crescere! Uno dei miei primissimi concertini dal vivo, quando a malapena mettevo in fila due note e suonavo gli "assoli" su una sola corda, fu così pessimo che alla fine l'unico commento possibile per me fu "diamoci fuoco" :-D beh, questo concerto mi ha insegnato da un lato a fare lo showman, dato che quando la musica manda bisogna saperla buttare sul ridere (e u n po' di relazione col pubblico aiuta tanto più quando la musica c'è), dall'altro l'importanza di scegliersi dei compagni seri e motivati, non dei fancazzisti pieni di sè!

Adesso non suono più dal vivo ormai da anni, ma i tempi del liceo, in cui mi esibivo sovente e con diverse formazioni, li ricordo con molta allegria. È importante imparare a gestire le situazioni con un pubblico reale: un simulatore non sbraita, non ti offende sul personale e non ti lancia lattine di birra. Tanto meglio far serate in giro per localacci: non fa curriculum ma ti fai le ossa... E impari sicuramente a gestire l'ansia, gli spazi di scena, i suoni, a tirarti fuori da un errore... Ma anche a trattare con gente d'ogni razza e tipo, che non guasta mai in questo mondo :-)
Rispondi
di scorrazzo [user #37353]
commento del 27/02/2017 ore 04:18:04
La ricerca e le innovazioni vanno avanti.
Se portano lavoro senza creare danni sono sempre positive.
Dove hai letto l'articolo?
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