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Schecter Sun Valley Super Shredder ma non solo
Schecter Sun Valley Super Shredder ma non solo
di [user #116] - pubblicato il

Nome, colorazione ed elettronica non lasciano dubbi, ma la Sun Valley con un ampli sull’orlo del crunch sa regalare delle soddisfazioni inaspettate, sfatando il solito cliché della chitarra metallara fredda e senza anima. L’abbiamo messa nelle mani poco shred di Michele Quaini e la fida Marshall Plexi del 1969.
La Sun Valley Super Shredder è uno strumento senza troppi fronzoli. La vernice nera opaca le dona un aspetto tetro ma fa brillare i dettagli cromati del ponte e dei pick up e risaltare il manico in acero. 

Sotto il manto funereo si nasconde un bel pezzo di mogano, non troppo pesante, un toccasana per la schiena. Il manico a 24 tasti bolt on ha lo scasso per regolare il truss rod al tacco, una soluzione davvero comoda e anche esteticamente gradevole. 

La Sun è stilosa in ogni aspetto. Il continuo accostamento di parti nere e cromate è azzeccatissimo, ma la cosa che colpisce ancora di più è l’ottima qualità costruttiva. Lo si percepisce subito appena la si imbraccia. 

I tasti rifiniti alla perfezione, l’action bassa il giusto (anche se per lo shred servirebbe ancora un’abbassatina) e i dettagli curati la fanno apparire come uno strumento top di gamma, che ancora prima di suonare è già bello da guardare.

Per l’elettronica, composta da due humbucker, Schecter ha scelto gli EMG Retro Active Hot 70, sia al manico che al ponte. Il selettore a tre vie permette di miscelarli nella classica configurazione HH, con un solo tono e volume che agisce su entrambi. 

Schecter Sun Valley Super Shredder ma non solo

Sulle prime look e nomi non lasciavano scampo. Ls Sun Valley Super Shredder è una macchina per sfornare più note al secondo possibili. Dopo averla guardata e stuzzicata un po’ in redazione, ci siamo accorti che la Schecter non era solo una pista d’atterraggio pronta per far correre su e giù per i 24 tasti la mano sinistra, ha un qualcosa di vintage, di legnoso, che ci ha fatto venire in mente di affidarla alle cure di MIchele. Sarebbe stato facile metterla nelle mani di Alessandro Crippa che da qualche tempo si occupa delle prove più metal di Accordo, ma volevamo mettere la Sun Valley in un territorio che, almeno in teoria, avrebbe dovuto metterla in difficoltà. Abbiamo fallito miseramente perché si è dimostrata perfetta anche quando si resta sul filo del crunch, ma andiamo con ordine. 

I due humbucker sono decisamente potenti, ce ne accorgiamo subito appena iniziano a solleticare le valvole della Plexi sempre accesa in sala di ripresa. Ponte e manico sono molto simili nella pasta, ma differiscono, ovviamente, nell’eq. Quello al ponte, però, non è tagliente e scarico sulle basse, ma anzi paga rispetto a quello al manico davvero una quantità minima di frequenze, recuperando però dal punto di vista del volume che è leggermente superiore con questo magnete. 

Magari non è la chitarra giusta per i riff funk puliti e chank chank, ma riesce, se si gioca un po’ con dinamica ed equalizzazione a far uscire dai coni un clean credibile anche se la Marshall del ’69 a stento ricorda di cosa stiamo parlando. 

Accendendo un overdrive dinamico come il Klon è la good vibes non ci abbandonano. La Sun Valley si dimostra versatile sotto ogni punto di vista. Anche con il sound appena appena increspato non commette passi falsi e se il gain sale sale anche il godimento. Ha un ottimo sustain (a proposito, la si può anche acquistare nella versione con il Sustaniac) che si fa bello evidente quando ci spostiamo verso la distorsione vera.  Le basse sempre presenti pompano alla grande e regalano ottime soddisfazioni in palm muting, allo stesso tempo le note son sempre belle distinguibili e intellegibili anche quando si schiaccia sull’acceleratore. 



Con un prezzo che si aggira intorno agli 800 euro la Super Shredder è una chitarra totale. È realizzata bene, curata nei dettagli, ha un look da gran signora e sa farsi valere anche al di fuori dello shred dove il nome sembrerebbe condannarla. È una chitarra versatile che sa dire la sua anche in ambiti più bluesy, meno cattivi e che non disdegna i clean e qualche riff vecchia maniera. Un giro fatecelo, potreste innamorarvi.

Schecter è un marchio distribuito da Gold Music
chitarre elettriche schecter sun valley super shredder
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Schecter è un marchio distribuito da Gold Music
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Commenti
di sonicnoize [user #36973] - commento del 12/01/2018 ore 08:49:31
Mi ricorda la Charvel So Cal (che però forse è più cattivella)
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di go00742 [user #875] - commento del 12/01/2018 ore 09:32:11
Penso sia nata proprio per far concorrenza alle charvel san dimas ...
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di Ghesboro [user #47283] - commento del 12/01/2018 ore 16:52:48
Caruccia, ma trovo più interessante la versione SVSS-III appena uscita, per via della configurazione H-S-S. Sfortunatamente, se questa da noi viene 800 euro, la nuova versione verrà probabilmente sui 1000€, abbastanza fuoriprezzo rispetto alle Charvel a cui mira a far concorrenza.

Anche perchè mi risulta le nuove SVSS (tutte) siano state delocalizzate in uno stabilimento WMI Indonesiano, e la cosa mi piace proprio poco.
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di pastrana [user #34418] - commento del 13/01/2018 ore 12:50:21
Nonostante il bravissimo Michele la suoni cercando di spingere sulla dinamica e sul tocco, io la sento suonare esattamente per come mi sarei aspettato, e cioè molto poco colorata e 'piatta' nel range sonoro. Probabilmente il nome super shredder non lo hanno messo a caso, quindi non è lecito aspettarsi colori da una chitarra di questo tipo..
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di pastrana [user #34418] - commento del 13/01/2018 ore 12:54:57
p.s.: e sta suonando su una plexi del '69.. una macchina che farebbe suonare bene pure dei barattoli, quindi direi che è doppiamente allarmante che la chitarra non produca note un po' più colorate..
Rispondi
di Ghesboro [user #47283] - commento del 13/01/2018 ore 14:00:10
Gli EMG, non importa quali, sono pickups noti per non avere una particolare colorazione di fondo. Aggiungici che questi sono pure high output, zona in cui fallirebbero anche molti passivi e hai la risposta. Personalmente ci metto anche il mio non essere fan dei suoni registrati da Quini per accordo...senti anche in questo video i suoni un pelo più distorti che resa scoreggiosa e ingolfata che hanno...e stiamo parlando di una superstrat, scala lunga, 24 tasti e con dei pickups che dovrebbero essere supertight, il meteorismo non sarebbe nemmeno da vedere col binocolo
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 13/01/2018 ore 16:11:34
Condivido il tuo commento e mi sento meno solo: pensavo di essere l'unico a non amare i test di Quaini. ...E non certo perché lui non sappia suonare! Anch'io, però, non so apprezzare i suoni sporchi e slabbrati che, evidentemente, piacciono a molti e che, di solito, sento nelle sue prove. Io, personalmente, da quei suoni non riesco minimamente a capire come potrebbe davvero suonare lo strumento. Ma è certamente un mio limite.
Rispondi
di Ghesboro [user #47283] - commento del 13/01/2018 ore 16:26:27
Sarà anche un tuo limite, ma io dai video che ho visto (alcuni più di altri perlomeno) non comprerei alcuna delle chitarre che sono state dimostrate - con tutto il rispetto possibile per il chitarrista che sicuramente suona in maniera impeccabile - e questa non fa eccezione. Restando per esempio in tema Schecter, ricordo un articolo di Accordo che parlava della Solo-II custom, e anche lì rimasi sconvolto dell'ingolfatura del suono, tanto da domandarmi come una chitarra con pickups che aftermarket costano una valanga di soldi potesse suonare così. Poi però li ho provati per conto mio e, malgrado a mia pochezza tecnica confrontata con il mostro qui sopra, ho trovato suoni personalmente a me molto più confacenti. Poi, per carità, la tecnica non si discute ed i suoni sono opinabili, ma personalmente aspetto di provare di persona la SVSS qui sopra prima di farmi un'idea di come suona.
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 13/01/2018 ore 20:26:20
Beh, i videodemo sono naturalmente sempre soggetti al gusto di chi suona. Gregsguitars è molto bluesy, Tom Quayle è fusion... Andy di Proguitarshop è molto britpop e ha un suono che spesso trovo crudo, come se registrasse tramite un 57 senza alcun tipo di ambiente. Il gusto di Quaini lo porta verso questo funky... "sexy".

Spessissimo in un test si preferisce fare quello che è nelle proprie corde, sia in termini di sound che di fraseggio; d'altronde, se si fa quel che si sa fare, lo si fa meglio. Non ce lo vedo Andy a suonare jazz.

Anche per questo motivo (ce ne sono tanti altri) il test è poco indicativo e bisogna sempre andare a provare uno strumento con le proprie mani e con le proprie orecchie. D'altronde su questo sito lo diciamo da sempre che il sound dipende da chi suona, non dallo strumento...
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di Ghesboro [user #47283] - commento del 13/01/2018 ore 20:49:37
Ma tutto quello che vuoi, però lasciami dire - in quanto spettatore e quindi fruitore delle demo - che io mi aspetto da una buona videodimostrazione che lo strumento venga valorizzato, e lo spettatore sia di conseguenza invogliato a portarselo a casa o perlomeno a provarlo, e decidere come ottenere tale risultato spetta a chi il video lo produce. Ora, magari il gusto mio è traviato o sono rincoglionito per natura, ma non è una sensazione che mi pervade quando vedo video di questo tipo, al massimo mi è capitato, come ho scritto sopra, di voler verificare se il prodotto suonava così - per me - male. Senza offesa eh.
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di Repsol [user #30201] - commento del 13/01/2018 ore 21:07:51
In realta' io da un video non mi aspetto di essere invogliato all'acquisto. Non voglio che il dimostratore mi indori lo strumento per invogliarmi a provarlo o per invogliarmi a comprarlo. Questo me lo aspetto dai video ufficiali del brand che produce lo strumento. Da un dismostratore mi aspetto solo che mi faccia vedere pregi e difetti dello strumento. E ognuno lo fa a modo suo, in base alle proprie idee musicali. Per me ad esempio Quaini riesce benissimo in questo. Questo perche' probabilmente abbiamo un'idea di suoni abbastanza simile. Ma capisco benissimo che per qualcuno i suoi suoni non rendono l'idea dello strumento.
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