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Esperimenti per elettrificare una chitarra (1920-1952)
Esperimenti per elettrificare una chitarra (1920-1952)
di [user #16055] - pubblicato il

Sensori rivoluzionari per le loro epoche, progetti finiti nel dimenticatoio e riemersi solo in tempi recenti, idee divenute infine uno standard: un nostro lettore racconta la nascita del moderno pickup per chitarra.
All’inizio degli anni venti dello scorso secolo, alcuni musicisti e costruttori provarono ad applicare un microfono per voce alla buca di un’acustica, in modo da amplificarne il suono. Tali esperimenti furono però di breve durata, sia per l’ingombro del microfono stesso, sia per la necessità di mantenerne fissa la distanza dalla buca.
Alcuni esperimenti più seri li fece Lloyd Loar in Gibson dal 1920 al 1924, cercando un sistema di trasduzione della vibrazione delle corde in corrente elettrica. Come abbiamo visto in altri scritti, la prima realizzazione di un pickup per chitarra, molto simile a quelli che conosciamo oggi, è dovuta a George Beauchamp e Paul Barth della National. Altre realizzazioni furono fatte da Dobro nel 1932 e da De Armond nel 1933. Su un modello Gibson L7 del 1933 fu installato proprio questo pickup.

Esperimenti per elettrificare una chitarra (1920-1952)

Anche in Italia ci fu chi si cimentò nell’impresa, costruendo per uso personale una chitarra e un mandolino entrambi elettrici con cassa minuscola - quindi anticipando di mezzo secolo le creazioni di Ned Steinberger - dotati di un originalissimo pickup di tipo humbucker collegato poi a una radio a valvole dell’epoca. Il pickup era costruito con un solo magnete e due avvolgimenti.
Il tecnico che realizzò questi strumenti nel 1937 si chiamava Valentino Airoldi di Galliate, sicuramente ignaro che aldilà dell’oceano qualcuno aveva già realizzato qualcosa di simile da alcuni anni. Questa notizia è venuta alla luce da pochi anni, ma sicuramente nella zona di Airoldi in molti la conoscevano, quasi a mantenere un segreto della genialità italica e della nostra difficoltà alla commercializzazione di un’invenzione.
A questo link lo scritto di Superloco.

Capito il funzionamento, alcune aziende realizzarono i loro pickup, come Epiphone e Gibson che li installarono sulle loro archtop. Lo stesso fece Leo Fender nel 1947, che realizzò quello che può essere considerato il più semplice e quindi economico pickup, costituito da sei barrette in alnico su cui vennero avvolte alcune migliaia di spire di filo di rame. Due diversi tipi di questi pickup furono installati in una chitarra a corpo pieno, realizzata per presentare i propri amplificatori. Detta chitarra, chiamata prima Broadcaster e poi Telecaster, divenne la prima chitarra elettrica a corpo pieno di concezione moderna a essere prodotta con soluzioni altamente industrializzate.

Esperimenti per elettrificare una chitarra (1920-1952)

Un altro tecnico che ottenne il primo brevetto italiano nel 1951 per un dispositivo da applicare a una chitarra elettrica fu Ercole Pace, romano. Tra i vari interessi aveva anche quello del suono e così ideò nel 1950 un pickup con tre elementi magnetici - uno per ogni coppia di corde - e sei singoli avvolgimenti in modo da ottimizzare l’emissione di ogni corda e ottenere un effetto humbucker. Fu prodotto in serie in un piccolo laboratorio di Trastevere, ma presto fu imitato e commercializzato da altri imprenditori con maggiori disponibilità finanziarie. Il brevetto copriva anche la maggiore potenza d’uscita, per la quale non era necessario un amplificatore (oggi diremmo preamplificatore per non confonderlo con testate o combo) in modo tale da essere direttamente connesso all’ingresso del finale di una comune radio a valvole.
Un articolo a riguardo è stato scritto da FBASS.
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