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100-140 watt solid state in stereo: un vecchio ampli nel cassetto
100-140 watt solid state in stereo: un vecchio ampli nel cassetto
di [user #16055] - pubblicato il

Un vecchio progetto del 2004 svela una visione originale dell'amplificazione per chitarra, in piena sperimentazione solid state: il nostro lettore TidalRace racconta la sua testata stereo con tonestack a quattro bande.
Se il primo amplificatore che avevo progettato nella seconda fase della mia vita era un minuscolo 3 watt, in questa seconda realizzazione dell’anno successivo andai su un progetto molto complesso, sia perché dotato di un finale a mosfet da 100 watt su otto ohm e ben 140 watt su quattro ohm, sia perché dotato di tutta una serie di caratteristiche mai viste nemmeno al giorno d’oggi.

100-140 watt solid state in stereo: un vecchio ampli nel cassetto
Il pannello anteriore con un solo canale completato.

Il pannello era un tripudio di controlli per regolare tutta una serie di parametri sia per i controlli di tono, sia per la saturazione. Purtroppo in un’epoca in cui non disponevo del simulatore e dei modelli dei vari componenti, combinata alla poca familiarità degli acquisti on-line, l’unico sistema che avevo per progettare un circuito era quello di fare i calcoli a mano e testare direttamente sul circuito i vari elementi attivi reperiti. Questo mi impedì di avere una certezza dei risultati e solo dopo averlo ascoltato e trovato vari difetti fu abbandonato a prendere polvere. Anche lo stesso progetto scritto su carta sembra essere andato perduto.
Fu comunque testato al banco e alcuni dati mi dicono che era un progetto a due canali identici, con controlli di Gain1, Harm1, Bass, Mid-Bass, Mid-Treble, Treble, Gain2, Harm2, Volume, Dynamic.
Se alcuni controlli sono chiari come il Volume, gli inusuali controlli di tono a quattro bande non sono quasi mai usati su un amplificatore per l’elettrica, ma disporre di quattro bande di frequenza permette regolazioni sicuramente più versatili delle canoniche tre bande. Le frequenze di taglio dei filtri passivi era di 120Hz per i bassi e di 3.500Hz per gli alti, mentre le due frequenze di centro banda erano di 350Hz per i medio-bassi e 1.200Hz per i medio-alti.
Il Gain1 relativo al primo stadio, con un’evoluzione del circuito di simulazione valvolare già sviluppato in passato, era anche dotato del controllo di Harm1 per il controllo delle armoniche pari aggiuntive generate. Gain2 e Harm2 funzionavano allo stesso modo per il secondo stadio in modo di boostare ulteriormente il segnale e aggiungere ulteriori armoniche.
Il controllo Dinamic gestiva invece la sensibilità del circuito per ridare dinamica alle timbriche distorte, in modo da variarne il volume se la pennata era più decisa o più dolce, in pratica con una plettrata più leggera il suono rimaneva più pulito e con meno volume, mentre con una plettrata più decisa si sarebbe avuta maggiore saturazione e volume. All’atto pratico, pur funzionando, il cambiamento male seguiva la dinamica del suono, portando variazioni poco naturali.

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I fori per i tre ingressi con selettore sul centrale e una parte dei controlli del canale.

La presenza di tre ingressi era dovuta alla possibilità di collegare chitarre stereo, gestendo separatamente i due canali o usare il canale centrale che permetteva la scelta tra il primo e il secondo canale tramite il selettore vicino o il pedale.

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I sei slider dell’equalizzatore con relativi selettori e i controlli per il Reverb e il Master.

In comune si aveva un equalizzatore grafico a sei bande con un esaltazione/attenuazione di circa 20dB a banda, centrate sulle frequenze di 80, 200, 500, 1.250, 3.200 e 7.800Hz, attivabile separatamente tra i due canali e anche da pedale. Gli ultimi controlli erano probabilmente i Reverb dei due canali, il Master e il Presence.

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Vista d’insieme dal lato posteriore.

Nel pannello posteriore, la serigrafia già sviluppata ci mostra - oltre al cavo d’alimentazione - il selettore d’accensione e il portafusibile di rete, una sezione vuota per ospitare il dissipatore in alluminio e una sezione a destra ricca di controlli e connettori.

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Particolare del pannello posteriore.

Partendo dalla destra era previsto un selettore a slitta per la gestione del loop-effetti con la possibilità di escluderlo, di collegare gli effetti in parallelo o in serie. Un Dip-switch con otto microinterruttori avrebbe gestito vari parametri forse per il pedale o chissà cosa. Il connettore Foot-Switch probabilmente gestiva il cambio canale e l’equalizzatore o il riverbero. L’uscita Send con connettori stereo di tipo jack e RCA era regolabile dal controllo Level per mixare la giusta dose di suono Dry quando si trovava in parallelo o il livello del segnale in uscita quando impostato in serie. L’uscita Slave poteva inviare una copia del segnale del preamplificatore in modo stereo o mono tramite i propri connettori e livello, probabilmente personalizzabile se Pre-Loop-effetti o Post-Loop-effetti sempre dai dip-switch. Gli ingressi Return - ancora una volta stereo - riportavano il suono effettato all’interno dell’amplificatore. L’ultimo controllo chiamato Filter era un filtro passa-basso attivo, in grado d’eliminare le frequenze più alte, simulando anche una risposta di uno speaker con campo più ristretto o più ampio di frequenze. Caratterizzato da una banda estremamente piatta, poteva essere regolato da un minimo di 2kHz, per una timbrica improntata sulle basse e medie frequenze, fino a 10kHz dotato di una voce maggiormente Hi-Fi, passando per il valore intermedio di 5kHz il più equilibrato. Gli ultimi due jack di cui il primo per lo speaker interno da 8 ohm e 100 watt, poteva essere affiancato da un secondo speaker simile per sfruttare i suoi 140 watt su 4 ohm collegato al secondo jack.

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Una probabile visione di come sarebbe dovuto essere il pannello anteriore.

Vi lascio con tre video realizzati in questi giorni che contengono l’audio del 2005 al tempo della prima prova pratica.

Il suono Clean:



Il suono Dirty:



Il suono Crunch:



Dopo un po’ di tempo questo prototipo fu cannibalizzato per recuperare il trasformatore, l’alimentatore, il finale di potenza con il relativo dissipatore e probabilmente altro per utilizzarlo su un’altra creazione.
amplificatori per chitarra elettronica gli articoli dei lettori
Link utili
Il progetto del Primitive
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