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DV Mark Little Jazz
DV Mark Little Jazz
di [user #15902] - pubblicato il

Il Little Jazz è studiato per sposarsi con chitarre semiacustiche in un clean caldo dal sapore bebop, ma un'equalizzazione reattiva e la capacità di divorare pedali rende il piccolo solid state DV Mark un amplificatore versatile e potente, in barba ai soli dieci pollici del cono.
Nella mia continua ricerca di un ampli sempre più agevole nel trasporto non potevo non provare questo gioiellino, perché proprio di un gioiellino si tratta il Little Jazz.

Mi ero promesso di non scendere più al di sotto di un cono da dieci pollici ma, considerata la reputazione di serietà e professionalità che DV Mark si è fatta negli anni, ho voluto provare.
L'ampli è davvero piccolo e leggero, una gioia da portare in giro. Lo metto in uno zaino o in un trolley e via. Ha un solo canale, l'equalizzazione è molto reattiva, un bel volume per 45 watt di potenza.

Ciò che mi ha stupito sono i bassi. Come tutti ben sapete, i coni piccoli hanno delle lacune sulle frequenze gravi: beh, il ragazzo in questione non ha di questi problemi, ci sono tutti e belli corposi.
Il riverbero, anche se non lo uso perché lo ottengo dallo Zoom MS-70CDR, è molto bello e l'amplificatore accetta molto bene i pedali.
Nell'ambito jazzistico, come timbro può ricordare più un Polytone che un Jazz Chorus in quanto è tendenzialmente un ampli dal tono scuro. Però, visto che l'eq è fatta molto bene, non ci sono problemi a ottenere sonorità più cristalline.
L'ho suonato anche collegato su un impianto tramite l'uscita XLR della validissima DI incorporata, ma senza usare suoni drive, e il risultato è stato ottimo.

DV Mark Little Jazz

Visto che ha anche un'uscita per un altoparlante esterno, ho adottato un secondo combo con cono da dieci pollici come cassa supplementare per ottenere un effetto dual mono mettendo i due amplificatori un po' distanti tra loro. Volendo, con uno switch si può escludere il DV Mark e far suonare solo la cassa esterna, ma non ha molto senso per me: immagino piuttosto come possa suonare con una 1x12 o 2x12.
Usando la cassa che mi sono fatto da 30x30x19cm e dal peso di circa cinque chili, ho un totale di undici chili da trasportare, Little Jazz compreso, e il suono è davvero ampio.

DV Mark Little Jazz

Il piccolo monocanale DV Mark è decisamente consigliato a chi non vuole rompersi la schiena trasportando ampli pesanti, a chi cerca un ottimo suono pulito e a chi non si fa troppe menate sull'assenza di valvole. Ottimo per suoni jazz-funk-soul-pop, e per me anche nel blues se unito a pedali vari. Un po' meno indicato nell'hard rock e su fino al metal.
amplificatori dv mark little jazz
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di accademico [user #19611]
commento del 02/10/2015 ore 16:01:42
allora...conto fino a dieci per trattenere la GAS e poi via con le domande...
Innanzitutto complimenti per l'acquisto, ma...quanto è potente questo gioiellino, in altre parole è possibile suonare (almeno in sala prove) con una batteria (ovvio sempre jazz, mica hard rock)?
Hai provato anche il jazz 12? quali le differenze?
Rispondi
di gl68nav [user #9185]
commento del 05/10/2015 ore 09:59:25
Acquistato per le dimensioni davvero piccole ed il peso piuma, lo sto utilizzando da diversi mesi in sala prove (una piccola sala di una quindicina di metri quadrati). Suono in un quartetto (chitarra, basso, batteria e tastiere) non particolarmente chiassoso, ma neppure particolarmente delicato. Suoniamo easy listening (leggero) solo strumentale (io la definisco "musica per ascensore"), ma spesso mi trovo a pedalare su overdrive (alternativamente: Proco Rat, Lovepedal Amp Eleven, Blackstar Dual LT, Mooer Pure Boost, Trex Alberta) e varie modulazione e ritardi (Ibanez prime dual chorus, Zoom MS70, Boss DD7, TC Flashback x4, Strymon Lex, Fulltone Mini Dejavibe, Lovepedal Vibe). L'ampli risponde sempre molto bene.

Le chitarre che utilizzo sono: Gibson ES-339 e Fender Telecaster. Con la Tele, secondo i miei compagni di suonate, l'ampli dà il meglio di sé. A me piace molto anche con la ES (anche se, chiaramente, il suono che ne viene fuori è un po' più scuro).

In sintesi:
1. Volume: non ho mai superato la metà corsa del potenziometro del volume e, talvolta, gli altri mi hanno chiesto di abbassare; dubito sia possibile farsi sentire bene e mantenere un suono pulito in spazi grandi (oltre i 40 mq) con organici superiori al quartetto/quintetto, senza utilizzare una cassa esterna (una 2x12, ad es.) o senza andare nell'impianto di amplificazione generale;
2. Toni: alti, medi e bassi, ben modulabili (io tendo a sgonfiare un po' i medi quando suono con la Gibson); i bassi - nonostante le dimensioni del cono (da 8 pollici) - ci sono tutti, anche se non hanno, forse, la tridimensionalità "fisica" di quelli prodotti da casse di maggiori dimensioni e con coni da 12 pollici;
3. Versatilità: elevata, con i giusti abbinamenti in pedaliera si ricavano sonorità molto convincenti dal jazz al blues elettrico (ad es. Allman Brothers, ZZ Top) e senza grandi sforzi si possono raggiungere ottimi risultati per sonorità fusion (Scofield, Carlton, Henderson). Se ci si accontenta, si può forse suonare anche hard rock, ma temo che gli amanti del genere non ne sarebbero soddisfatti sempre per via dell'assenza della "botta" fisica generata da coni più grandi. Per chi suona pop o rock più leggero, penso sia una soluzione ideale per non avere ingombri e pesi eccessivi, mantenendo un bel suono;
4. Dinamica: a me pare che ve ne sia da vendere; a differenza di quel che viene fuori dai vari Roland Microcube e Cube (suoni palesemente inscatolati e plastificati, molto compressi e irrispettosi del timbro dello strumento), o da altri ampli a transistor di fascia medio-bassa (i Fender Frontman, dai suoi freddi e inespressivi e il volume ingestibile), il suono prodotto da Little Jazz è sempre molto caldo, gestibile e rispettoso sia dello strumento sia del tocco di chi lo suona.

Per chiudere, posso aggiungere che - possedendoli - ho potuto confrontare il DV Mark con un Fender Concert 112 di metà anni Ottanta e con un Koch Studiotone XL. I due ampli li ho sempre utilizzati come monocanali, sfruttandone il pulito e operando, poi, con i pedali per colorarlo o sporcarlo. Negli ultimi anni ho molto utilizzato il Koch e, nel confronto diretto, con il DV Mark, quest'ultimo non sfigura affatto: ottimi suoni puliti di base, sui quali si può costruire molto utilizzando i pedali. Al contrario, resta (a mio giudizio) inarrivabile lo scintillio del pulito Fender (ad esempio, per sonorità country, in abbinata con la Tele).
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 05/10/2015 ore 12:16:30
Grazie per la descrizione, casualmente anch'io ho un Fender Concert 112 della metà degli anni ottanta, e il little lo "affiancherei" proprio per avere un transistor leggero, forse però è meglio che mi orienti sul jazz12, anche se che per le pochissime date che faccio potrei tranquillamente continuare ad usare il Fender, so che vendendolo poi me ne pentirei, son fatto così.
Rispondi
di gl68nav [user #9185]
commento del 05/10/2015 ore 14:45:41
Grazie a te per la risposta. :-)

Il Fender ho avuto la tentazione di venderlo anch'io più di una volta. Pesa come un macigno e io non ho più la voglia di rompermi la schiena per fargli fare quattro rampe di scale. Perciò rimane a casa e con me vengono il Koch (anche lui non particolarmente leggero, ma più manegevole del Concert) e il DV Mark.

A dire il vero, dopo questi mesi di utilizzo del DV Mark, mi stava venendo la voglia di dar via i valvolari e acquistare un altro Little Jazz, per avere - volendo - la possibilità di utilizzarne due in (pseudo) stereofonia, con modulazioni e ritardi, e "allargare" il suono della chitarra, senza desertificare il conto corrente. Ma sono molto indeciso e, come te, penso che potrei pentirmene.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 02/10/2015 ore 16:09:14
Ciao e grazie per il commento, ai voglia se è possibile suonare con una batteria, specialmente jazz non ci sono problemi, il 12 l'ho fatto comprare ad un mio amico che suona solo jazz molto contemporaneo, il timbro è molto simile da quanto ho sentito in concerto, però lui usa un timbro molto scuro e bisognerebbe provarli con la stessa equalizzazione, comunque ti dirò che la soluzione che ho scelto io, cioè con una piccola cassa d'estensione la preferisco.
Rispondi
di Nikolas175 [user #15617]
commento del 02/10/2015 ore 21:13:34
Ciao, grazie per il tuo articolo e per la tua condivisione!
Secondo te il jazz 12 come si comporterà in contesti rock blues con distorsori ed overdrive non troppo spinti?
Inoltre, non ho capito bene.. Oltre al cono del little jazz/jazz12 è in grado di pilotare ancora un altra cassa esterna? Ciao e grazie mille!
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/10/2015 ore 02:34:33
Ciao e grazie a te, secondo me non ci sono problemi in contesti rock-blues, poi se cerchi un ampli che ti saturi questo non è quello giusto ma se fai tutto con i pedali come faccio io va benissimo sempre se ti piace il suo timbro ovviamente, si, entrambi i modelli hanno un uscita per pilotare una cassa esterna e puoi scegliere se vuoi il suono da tutte e due le casse o se escludere il dv mark.
Rispondi
di Nikolas175 [user #15617]
commento del 03/10/2015 ore 08:04:43
Mmmm grazie mille! Ma allora potrei anche collegarlo ad un impianto mixer e usare il jazz 12 come una sorta di "spia" ? Cioè intendo far suonare il jazz 12 e contemporaneamente mandarlo al mixer collegato a casse esterne.. Secondo te è possibile?
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/10/2015 ore 10:30:53
Eccome se è possibile, è un altro dei motivi per cui l'ho comprato, l'uscita bilanciata e la possibilità di non escludere il suo cono interno una volta collegato al mixer.
Rispondi
di Nikolas175 [user #15617]
commento del 03/10/2015 ore 11:53:04
Fantastico! In pratica quando ti ritrovi a suonare in ambienti piccoli senza impianto è ok.. Mentre in ambienti grandi dove quasi sempre si usano impianti mixer nei locali, si può utilizzare come cassa spia e mandare il segnale a mixer e casse esterne...! GASSSSSSSSSSS!!!!! Grazie per le risposte e complimenti per l'acquisto ;)
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/10/2015 ore 13:02:0
yes sir.
Rispondi
di cosmic [user #3867]
commento del 03/10/2015 ore 15:13:45
Il 12 è stato usato in lungo e in largo ai Civici Corsi di Jazz di Milano, la scuola fondata da Franco Cerri, Enrico Intra e Maurizio Franco. In breve tempo è diventato l'ampli di riferimento per le registrazioni e per le prove.
Il consenso generale di studenti e professori era molto positivo. Trattandosi di jazzisti, nessuno si è lamentato della mancanza di effetti. I controlli sono tutti ben usabili e il riverbero va bene.
Il volume di suono è notevole e anche la tenuta. Provato con un basso, con una certa apprensione e delicatezza, ha dimostrato di infischiarsene, anche se non è certo un uso per cui raccomandarlo.
Considerando anche che il peso è ridicolo, praticamente quello di una archtop nella custodia, mi sento di raccomandarlo.
Rispondi
di 16mm [user #13613]
commento del 03/10/2015 ore 15:27:15
Ce l'ho da quando è uscito ed è un grandissimo amplificatore per il jazz. Versatile, comodo da trasportare, con controlli di tono efficaci e con la possibilità di uscire nell'impianto pur mantenendo l'ampli come spia. Una bomba: è anche fatto in Italia e costa poco rispetto a quello che dà. E' diventato un amplificatore di riferimento anche per musicisti come Bireli Lagrene, che alternano acustica e semiacustica.
Rispondi
di canogab [user #36181]
commento del 18/03/2022 ore 00:34:0
Ciao, nella descrizione parli di cono da dieci pollici, ma il Little Jazz non ha il cono da otto pollici? Grazie
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 13/07/2022 ore 23:43:41
Si ha un cono da 8 pollici
Rispondi
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