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JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963
JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963
di [user #17949] - pubblicato il

Il Jim Terry Marshall 45, noto più comunemente come JTM 45, è il capostipite da cui ha origine la nobile stirpe degli amplificatori di casa Marshall. Lo racconta (e lo replica) un nostro lettore.
Jim Marshall aveva esordito sulla scena musicale londinese come batterista professionista, maestro di una scuola per batteristi frequentata da 65 studenti, tra i quali Mick Fleetwood, fondatore dei Fleetwood Mac, e Mitch Mitchell, il batterista di Jimi Hendrix. Jim sapeva far bene il suo lavoro e la sua scuola si era fatta un nome... che era il suo ovviamente.
Ma Il vero cambio di ritmo avviene il 7 luglio del 1960, quando Jim, a trentasette anni, decide di entrare nel commercio della vendita di strumenti musicali aprendo un covo per musicisti: un minuscolo negozio, il Jim Marshall & Son, in un quartiere periferico di Londra - Uxbridge Road 76.

JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963

Il negozio non va male, frequentato com’è da gente spessa. Nomi noti tra i quali Pete Townshend, Ritchie Blackmore, John Entwistle e Big Jim Sullivan. Jim infatti, assecondando gli affari, aveva pensato di ampliare la sua offerta e mettere in listino altra merce: chitarre e bassi, e naturalmente amplificatori, per lo più Vox e Selmer.
Gli amplificatori Selmer però hanno un problema: si guastano spesso. Quindi Jim deve assumere qualcuno per il servizio di assistenza. Siamo nel 1962 e al gruppo di Jim si aggiunge un tecnico. Il suo nome è Ken Bran e avrà un ruolo di primo piano in questa vicenda: lavora per la Pan American Airways ma, nel tempo libero, ovviamente suona.
La storia adesso corre e, mentre Townshend ed Entwistle accendono gli Who, l’aria di Londra si fa elettrica. Le pretese in fatto di suono sono sempre più raffinate, ed è proprio Townshend a spingere di più in questo senso. Jim Marshall tuttavia non può far molto, perché in fatto di amplificazione il mercato interno non offre risposte adeguate. Il top di gamma è rappresentato infatti dai leggendari e potenti Fender Bassman che però, essendo prodotti oltreoceano, sono fuori portata per le tasche di molti. Qui Ken dimostra di non essere solo un tecnico dal freddo cuore: fiuta il vento e dice a Jim che l’amplificatore che manca a Londra forse possono produrlo loro, se non altro per il puntiglio di sostenere le pressanti richieste dei clienti. Jim accetta la sfida e, a completare il reparto tecnico, viene chiamato un altro piccolo genio dell’elettronica: Dudley Craven, apprendista ingegnere elettronico presso EMI Electronics.

Ha inizio così un intenso lavoro sui primi prototipi del nuovo amplificatore. Il progetto prende le mosse dallo schema di circuito di base del Fender Bassman (5F6A), con l’idea di migliorarlo e di creare una testata separata dagli altoparlanti.
Sono ben cinque i tentativi che vanno a vuoto, prima del prototipo definitivo: un amplificatore che suonava più forte del Vox AC30 e che finalmente era più graffiante e potente del leggendario Fender Bassman.
È il sesto prototipo, oggi noto come “Number One”, che entrerà in produzione con l’acronimo JTM 45: JTM per James and Terry (il figlio di Jim) Marshall, e 45 per la potenza nominale RMS, anche se la potenza stimata era intorno ai 40 W nei primi modelli.

JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963

Nelle prime fasi di produzione le valvole utilizzate sono le 5881 e occasionalmente, quando queste finivano, le 6L6GT, sempre di fabbricazione statunitense. Tra la fine del ’63 e l’inizio ‘64 vi è il passaggio alle britanniche KT66, più facilmente reperibili, che conferiscono un suono molto più crunchy e un aumento di potenza da 40 a 45 watt.
Nello stesso periodo la produzione viene spostata, dapprima in un piccolo capannone e poi, nel giugno del ’64, nella prima fabbrica: uno stabilimento di 6.000 mq. ad Hayes, nel Middlesex, dal quale Marshall sforna fino a venti amplificatori a settimana.
Tutti i JTM 45 prodotti in questo periodo utilizzano trasformatori Radiospares Deluxe. Si trattava di trasformatori di altissima qualità, progettati per uso HI-FI, con impedenze primarie multiple da utilizzare con qualsiasi tipo di valvola di uscita. Tutti i trasformatori RS avevano un sistema complesso del cablaggio nella sezione primaria e secondaria del trasformatore di uscita e una peculiare finitura in grigio chiaro martellata.

JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963

Il cablaggio dei JTM 45 utilizzava un'impedenza primaria di 6,6 Kohm sia per le valvole 5881 sia per le KT66, come raccomandato da RS. Si trattava di un valore decisamente più alto rispetto ai comuni valori di impedenza degli amplificatori per chitarra. Fu questo, assieme alla eccellente qualità costruttiva, che contribuì sostanzialmente al suono unico e leggendario dei primi JTM 45.
Gli esemplari iniziali avevano un telaio “offset” con un pannello di controllo laterale.

JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963

Nel corso del 1963 il telaio viene spostato al centro dando vita al telaio “sandwich amp”.

JTM 45 fatto a mano sullo stile del 1963

Con la fine del ’65, termina anche l’era dei trasformatori Radiospares che vengono sostituiti dai trasformatori Drake più economici e più semplici da cablare. Marshall ha ormai conquistato il mercato, e quel nome argento su sfondo nero griffa già le quinte dei palchi più celebri e affollati. Prima a Londra, poi in tutto il mondo. Il resto è storia.

Ebbene cari amici di Accordo, siamo all’ennesima fatica. Dopo aver valutato diversi circuiti di JTM 45 dal ‘62 al ’65, la mia scelta si è focalizzata nella realizzazione del JTM 45 del 1963 con trasformatori Radiospares Deluxe costruiti secondo le specifiche dell’epoca.
L’ultimo esemplare che ha utilizzato questo layout circuitale con trasformatori Radiospares è il leggendario Marshall Bluesbreakers model 1962 prodotto nel 1965 e utilizzato da Eric Clapton nell’album John Mayall & the Blues Breakers with Eric Clapton, del 1966. Clapton registra l’intero album “cavo-amp”, nessun pedale tra la sua chitarra e il JTM 45. Naturalmente questo piccolo gioiello è stato utilizzato anche da Angus Yang e altri, e ha contribuito notevolmente al caratteristico e magico suono Marshall degli anni ’60.

Ne è passato del tempo dal mio ultimo lavoro, il Super Lead del 1969.
Oggi, voglio condividere con voi questa mia ultima fatica.
La mia grande passione per la musica e la continua ricerca del vintage sound è la linfa vitale che mi ha spinto fino qui!
Adesso è arrivata l’ora di sentire la sua voce.

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di Repsol [user #30201]
commento del 03/12/2020 ore 08:09:59
Bellissimo articolo, non conoscevo la storia di Marshall, l'ho letta molto volentieri. E complimenti per l'ampli, che dire, suona molto....Bluesbreakers...obiettivo raggiunto!!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 03/12/2020 ore 08:29:52
Complimenti, una figata.
Bellissimo articolo.
Rispondi
di vinnij4 [user #15879]
commento del 03/12/2020 ore 08:56:44
I miei omaggi ed i più vivi complimenti per l'opera d'arte realizzata. Oltre che ringraziarti per averci dato questa pillola di storia, onestamente, come chitarrista, fonico ed appassionato di elettronica non posso far altro che apprezzare il lavoro, la certosina ricerca del dettaglio nella ricostruzione di un pezzo di storia ed ovviamente l'eccellente risultato conquistato. Bravissimo!
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 03/12/2020 ore 09:13:07
grazie!
Rispondi
di fibo [user #47404]
commento del 03/12/2020 ore 09:23:38
Un suono magnifico, complimenti per l'accuratezza!
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 03/12/2020 ore 09:44:03
Complimenti per l'articolo! Davvero interessante : )
Rispondi
di asidisi [user #16165]
commento del 03/12/2020 ore 09:49:54
Grandissimo, complimenti
Rispondi
di nihao65 [user #24342]
commento del 03/12/2020 ore 09:50:23
Complimenti!!!
bellissimo articolo e bellissimo ampli, veramente ben fatto...ti invidio!
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 03/12/2020 ore 10:14:33
Ciao! Complimenti per l'articolo e per il lavoro, davvero eccellente!
Ho alcune domande da porti perche' anche io sto valutando la realizzazione di un ampli simile, ma molto meno potente.
Innanzi tutto dalla demo non mi sembra troppo spinto: in genere associo le JTM ad un crunch piu' AC/DC, non troppo "brown" per intenderci. E' una caratteristica di quell'anno specifico?
Come hai reperito i componenti, lo chassis, il cabinet? Davvero un bellissimo ampli, anche a vedersi!
Dove posso farmi un'idea dei suoni delle varie Plexi a seconda degli anni?
Grazie
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 03/12/2020 ore 10:31:59
Per farti un'idea dovresti cercare su JTM 45 del 1963-64, il crunch dipende molto dalla regolazione del Bias in questo caso il bias è a circa il 65%, ma è chiaro che se voglio un overdrive più spinto basta alzare il bias e portarlo al 70-75%. Detto questo la timbrica e l'overdrive dipendono molto dal trasformatore di uscita e dalle valvole.
Per il reperimento dei componenti, è una lunga storia... i trasformatori sono stati costruiti in USA, lo Chassis e cabinet in Inghilterra ecc...
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 03/12/2020 ore 10:45:13
Grazie!
Le valvole che hai montato sono NOS o commerciali? Mi sembra di aver visto una JJ...
Variando quindi il bias varia il crunch, ma il pulito resta tale o si modifica anche lui? Il pulito di questi ampli e' splendido...
Un profano di elettronica puo' capire esattamente di cosa ha bisogno oppure deve affidarsi in blocco ad un tecnico? Non intendo per costruire, ovviamente non ho le competenze, ma per capire cosa mi serve per arrivare ad uno specifico suono....
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 03/12/2020 ore 11:24:57
no! non è roba per profani in questo caso devi affidarti ad un tecnico esperto
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 03/12/2020 ore 16:26:51
L'autore dell'articoo ha giá risposto in dettaglio. Aggiungo che la JTM nasce dal progetto Bassman, come scritto nell'articolo. Quindi é un ampli "pulito" essenzialmente. É un monocanale, per cui per raggiungere il crunch i volumi si fanno belli consistenti. La distorsione Ac/Dc la vedo difficle da raggiungere, se non in uno stadio 😉
Rispondi
di sidale [user #29948]
commento del 03/12/2020 ore 10:39:45
Ottimo articolo grazie per la condivisione e complimenti per l'ampli davvero un bel lavoro.
Rispondi
di esseneto [user #12492]
commento del 03/12/2020 ore 10:48:32
Complimenti per il tuo JTM45 hai fatto un ottimo lavoro e complimenti anche per i sample suonati veramente bene . Mi interesserebbe sapere il tipo di cassa e i coni usati, come valvole pre mi sembra di riconoscere due JJ e una marshall , gold lion finali e JJ come rettificatrice potresti darmi qualche dettaglio in più a riguardo?
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 03/12/2020 ore 11:23:31
non ho utilizzato valvole NOS.
Ho utilizzato comuni valvole:
valvola rettificatrice: JJ GZ34
valvole pre: JJ 83S
valvole finali: KT66 Gold Lion Genalex
ed infine un Cabinet Marshall 1960 AX (4x12)
Rispondi
di FranxAJ [user #18541]
commento del 03/12/2020 ore 11:55:30
Semplicemente meraviglioso! Complimenti :)
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 03/12/2020 ore 15:43:01
Bel lavoro, complimenti. Hai seguito degli schemi o hai replicato tipo reverse engineering 1:1?
Rispondi
di adriphoenix [user #11414]
commento del 03/12/2020 ore 15:48:57
Magia di suono...più che un amplificatore (coi fiocchi) una capsula temporale tonica. Grazie e complimenti!
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 03/12/2020 ore 16:11:58
thanks per la capsula temporale! very cool!
Rispondi
di Shoreline [user #20926]
commento del 03/12/2020 ore 21:20:39
Complimenti per l articolo molto interessante e gran suono!
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 04/12/2020 ore 00:44:01
Vorrei chiedere all'autore dell'articolo cosa ne pensa del Bluebreaker 74, quello a un cono, da 18W. Ne ho scoperto l'esistenza da poco e mi chiedo come sia considerato nell'ambito della produzione Marshall.
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 04/12/2020 ore 01:21:39
Nella produzione Marshall dei JTM 45 contano moltissimo i trasformatori di uscita. i migliori trasformatori che ha utilizzato Marshall nella produzione JTM sono stati i Radiospares De Luxe. Dopo il '65, come ho già spiegato nell'articolo, Jim preferisce utilizzare Drake che hanno un costo molto più basso ed un cablaggio più semplice, soprattutto per ia sezione del secondario del trasformatore di uscita. il Bluesbraker del '74 sono stati prodotti intorno al '67 montano ancora Radiospares ma non i De Luxe, con finali EL 84, come rettificatrice credo che monti una EZ81 e ecc83 al preamp, hanno un bel Crunch con un suono molto VOX, un buon ampli per chi preferisce questa tipologia di sound. Diciamo che il JTM 45 e il 1974X da 18 W sono due amp un po' distanti in termini sonori.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 04/12/2020 ore 01:24:40
Distanti anche come qualità? Anche il Fender 57 Twin Tweed e il 57 Custom deluxe sono un po' distanti come suono, ma sono entrambi riusciti ed apprezzati. Mi/ti chiedevo questo.
Grazie comunque della risposta.
Rispondi
di MatteoTo [user #43243]
commento del 04/12/2020 ore 10:32:2
Articolo bello. Il lavoro svolto è esemplare. Una valida alternativa per avere un oggetto "vintage" ma con una costruzione recente. Immagino che la spesa ed i tempi di costruzione siano "importanti".
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 05/12/2020 ore 12:58:14
"mooolto importanti" ma ne è valsa la pena! e soprattutto un GRAZIE! a tutti voi per aver apprezzato il progetto! A parer mio, nessuna cosa ha valore se poi non viene condivisa con gli altri e soprattutto con questa comunità di Accordo sempre molto sensibile alle novità ed ai nuovi progetti.
Rispondi
di MatteoTo [user #43243]
commento del 05/12/2020 ore 13:14:32
Mi piace l'idea di una replica filologica ente corretta. Preferirei un ampli costruito così piuttosto di una controparte vintage "pasticciata" da non si sa chi nel tempo. Comunque quando su Accordo appaiono questi articoli sono cultura chitarristica a tutti gli effetti, e torna la curiosità e voglia di leggere prendendomi il tempo necessario per "gustare" ogni particolare.
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 05/12/2020 ore 13:19:15
Grande!
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 04/12/2020 ore 19:50:00
Ho avuto il piacere di visitare la Marshall e tengono il "Number One" in una vetrinetta speciale sul soppalco (dove ci sono altri esemplari storici, particolari e caratteristici) e hanno installato una mega targa commemorativa proprio il giorno della mia visita. Non nego che mi ha fatto decisamente un certo effetto essere li e assistere a quella scena.


Complimenti per il tuo Replica. Suona una Bomba!
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 04/12/2020 ore 20:58:27
Grazie! prima o poi faro' un giro anche io in casa Marshall!!
Rispondi
di jb [user #7467]
commento del 05/12/2020 ore 12:12:51
Maroonn Bellissimo
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 07/12/2020 ore 23:36:37
Frank69, posso chiederti se tenere un Bluesbreaker combo per uso casalingo dia qualche chance di poterne apprezzare il suono? Oppure è talmente impossibile da sfruttare un minimo nel contesto di casa che finirebbe per diventare tutt'al più un oggetto da mera collezione/arredamento? Grazie.
Rispondi
di frank69 [user #17949]
commento del 09/12/2020 ore 00:55:44
No, puoi farlo! ma naturalmente il volume minimo per ascoltare decentemente un JTM 45 è almeno 2,5/3, quindi se non hai cattivi rapporti con i tuoi vicini direi che questo è un volume sufficiente e necessario per poter apprezzare il sound di un Bluesbreaker
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 09/12/2020 ore 00:59:52
Ti ringrazio davvero per la risposta. Sono in buoni rapporti con i vicini. Allora inizio a ricavare uno spazio in casa per un jtm45. :)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 16/12/2020 ore 22:35:20
Frank69, mi scuserai se torno a fare domande. Ma se al posto di un ingombrantissimo combo Bluesbreaker (ma quanto è grande per il suo wattaggio??) uno prendesse la testata? E soprattutto, è così diversa dalle testate SV20 (in pratica la 1959 plexi in piccolo) e dalla Mini Jubilee? Grazie
Rispondi
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