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Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam
Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam
di [user #36147] - pubblicato il

Quando John di TrueVintageGuitar mi contattò lo scorso Gennaio per un consiglio in merito al possibile restauro di una Stratocaster del 1954 che stava cercando di acquistare dalla famiglia del proprietario originale, con grande entusiasmo gli diedi la nostra massima disponibilità, e così mi mandò alcune fotografie, che mostravano il body, riverniciato di nero, e la data del manico, "7-54", e il numero seriale "0015".
A quel punto gli chiedo qualche altra informazione al riguardo e mi manda le foto del manico, che ha un acero figurato incredibile, sia occhiolinato o birdseye come dicono loro, sia flame, fiammato.
La chitarra è evidentemente speciale, e speciale la sua storia. Il venditore è infatti il figlio del proprietario originale, che la comprò a New York all’epoca, per poi cederla al figlio come regalo di Natale anni dopo. Quando il figlio fu arruolato nell’esercito la colorò di nero, ma ebbe l’accortezza di mantenere originali tutte le cavità, con vernice, date e addirittura il nastro di carta firmato da “Virginia”.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

A corredo dello strumento vengono fornite anche le fotografie dell’epoca e una bellissima lettera che ne racconta la storia che la ha legata alla stessa famiglia per due generazioni.
Si decide quindi per il restauro, visto le caratteristiche assolutamente uniche sia dei legni sia della loro storia.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

Lo strumento viene così affidato al nostro ToneTeam, e la prima fase del lavoro è stata determinare originalità di ogni parte, condizioni di dettaglio di originalità e funzionalità, e valutare il migliore intervento possibile.
Pur mantenendo tutto l’hardware originale, una delle sellette presentava una vite spezzata che impediva il normale utilizzo, così abbiamo inviato il pezzo al ns. Maestro Artigiano restauratore, Valter Barale, che ha estratto il moncone della vite rotta salvando il filetto originale della selletta e ripristinandone il corretto funzionamento. Valter ha anche trattato e ripristinato tutte le filettature delle brugole per la regolazione dell’altezza in modo che potessero funzionare perfettamente, senza attriti dovuti a ruggine e usura del tempo.
I legni, manico e body, sono stati affidati alle sapienti mani dei nostri Maestri Liutai. Romano Burini e Matteo Rufini.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

Romano si è occupato del manico, che presentava una modifica decisamente “cruda” al capotasto, sostituito con uno... da chitarra acustica!
Di tutte le diavolerie viste fare dal fai-da-te dei proprietari, questa rientra decisamente tra le più assurde. Il capotasto era stato inserito in maniera grezza, scavando parte dell’acero sottostante. Romano ha quindi ripristinato la ferita con un inserto di acero selezionato con medesimo grain e texture dell’originale in quel punto, e poi inserito un capotasto originale dell’epoca della spaziatura corretta. Lavoro tutt’altro che semplice, ma realizzato alla perfezione, come si conviene su un manufatto di questa importanza, tutto questo mantenendo ovviamente la verniciatura originale.
Il manico è stupendo, con ancora i tasti, le decal e la vernice originale in ottime condizioni, e un legno semplicemente stupendo la cui venatura si muove sotto la luce grazie alla bellissima fiammatura e figurazione.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

Il nostro Matteo Rufini si è invece preso cura del body, che conservava ancora tutte le cavità originali, tasca manico, cavità, controlli e pickup, cavità jack e cavità tremolo, con le date e verniciatura originale intonsa.
Questo ci ha consentito di riprodurre esattamente le tonalità dei colori del sunburst originale e così, dopo meticolosa protezione di tutte le cavità del body, si è proceduto a rimuovere la vernice nera aggiunta successivamente, che ha rivelato qualcosa di incredibile: una tavola unica in “taglio di quarto” di swamp ash centenario.
Fender utilizzò questo particolare taglio di legno nel 1954, ma in genere come “secondo pezzo” a completamento di body con grain standard. È molto raro trovare strumenti con una tavola del genere, e non è di certo un caso che questa chitarra sia nata con un simile body e un simile manico, entrambi unici.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

Nel racconto dei proprietari si evince come proprio questa chitarra fu la prima inviata a suo tempo al negozio “Helen Bell Music Store, Hamburg NY”, per presentare la nuova Stratocaster ai clienti.
E così Matteo, una volta ripulito il body alla perfezione, senza modificare la sagomatura o spessore originale, ha ripristinato la finitura con le esatte metodologie e prodotti utilizzati all’epoca, e i colori corretti rinvenuti all’interno della chitarra stessa.

Il risultato è mozzafiato e la chitarra, leggerissima, risuona come un pianoforte a coda.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

Lo strumento conserva ancora i tasti originali, e abbiamo deciso di non sostituirli. È una chitarra che presenta le caratteristiche uniche delle prime Stratocaster prodotte nel 1954, infatti il body non possiede un “worm route” in posizione bridge, per cui il pickup al ponte rimane molto alto (e non è possibile abbassarlo) short skirt knob originali, con potenziometri solid shaft, come quelli in uso per le Telecaster e data body nel neck pocket invece che nella cavità del tremolo. Anche il ponte è uno dei primi prodotti, con tre fori sul lato interno del blocco di inerzia. La chitarra ha in dotazione alcune viti “a taglio”, come altri esemplari costruiti nei primi mesi del 1954.

Fender Stratocaster #0015 del 1954: il restauro ToneTeam

La chitarra alloggia in una bellissima “poodle case” originale e a corredo, oltre alla fotografie dell’epoca che ne raccontano la storia, insieme alla provenance letter della famiglia del proprietario originale, possiede uno splendido e completo “case candy”, con tracolla, corde, e documenti originali del periodo.

Altre fotografie dello strumento sono a questo link.
chitarre elettriche fender gli articoli dei lettori stratocaster vintage
Link utili
Guarda altre foto della Stratocaster #0015 del 1954
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di Gigibagigi [user #49591]
commento del 16/06/2022 ore 10:06:12
O. Mio. Dio.

Non saprei cos'altro dire o aggiungere. Posso solo essere orgoglioso del fatto che simili pezzi riescano a passare per un paese geopoliticamente sfigato come il nostro, il tutto per "meriti sul campo".
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:14:23
Grazie mille! è proprio così, piano piano stiamo vedendo i frutti di un lavoro di tanti anni, e ne siamo felicissimi! E' davvero un onore poter lavorare su certi strumenti
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 16/06/2022 ore 10:12:53
Un lavoro straordinario per una chitarra straordinaria. Il frassino quartersawn di quel body non è una cosa che si vede tutti i giorni, forse più incredibile del già bellissimo acero del manico. Complimenti, come sempre.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:14:59
Grazie mille, quel taglio di frassino è pazzesco, una pianta cresciuta lentamente e in maniera costante per oltre duecento anni prima del taglio!!!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 16/06/2022 ore 10:25:5
O Mio Dio... mi è venunto da pronunciarlo quando ho letto che gli hanno brutalmente piazzato un capotasto da acustica. Veramente pazzesco, uno sconfinamento nell'assurdo.
A parte questo, bella chitarra.
Il body in pezzo unico di frassino tagliato di quarto non l'avevo mai visto, bello, ma più bello un taglio tangente.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 16/06/2022 ore 10:57:42
...dimenticavo...
ottimo il restauro sullo scavo del capotasto, la cicatrice si vedrà sempre, ma un lavoro perfetto.
Posso sapere, per pura curiosità, se ha eseguito lo scasso per il ripristino, con una fresa, oppure con sega, scalpello, lima manuali.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 17/06/2022 ore 19:23:13
Il restauro al capotasto è stato incredibile. E' stato fatto in due tempi, prima Matteo ha manualmente lavorato l'area danneggiata inserendo inserto di acero, poi Romano ha utilizzato una fresa di precisione per mettere inserti laterali in vena, della medesima figurazione del legno originale. Lavoro veramente complicato ma ne è valsa la pena!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/06/2022 ore 10:42:56
Non subisco il fascino di queste chitarre, ma di sicuro è un ottimo lavoro di restauro, prezioso per gli estimatori del vintage.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:16:13
Non c'è molto da "subire", senza queste non sarebbe esistito nulla di ciò che è venuto dopo, e di fronte a certi legni così belli basta amare gli strumenti musicali, sia che siano PRS costruite oggi o, a maggior ragione, le prime stratocaster mai prodotte.
Rispondi
di bobbe [user #36282]
commento del 16/06/2022 ore 11:12:52
Meravigliosa!!!
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:16:20
Grazie mille!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 16/06/2022 ore 11:53:53
Ma il ponte è coperto da segreto di Stato?
Cmq molto molto particolare questo pezzo, sicuramente anche qualche nota in più sui pick-up... Io sono abbastanza feticista
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:17:34
Segreto di Stato? se ti riferisci al fatto che non ci sono foto del ponte, è solo perchè non sono state caricate, le ho rimandate alla redazione per vedere se possono inserirle ex post!! I pickups sono gli originali così come l'elettronica, prima versione del pickup strato, Alnico III e magneti più grandi. i pots sono i 100k, e sinceramente preferisco la modifica che han poi fatto in Agosto, passando a quelli (oggi standard) da 250k. del resto queste erano ancora in fase di pieno sviluppo e rifinitura!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 16/06/2022 ore 22:22:10
Ok. No è che non capivo perché non c'era ne una foto del ponte ne dei pick-up, pensavo a un fatto di boh riservatezza?
Cmq si ok i alnico III meno potenti ma poi bisogna averla in mano e sentirla.
Io nonostante tutto non ho mai avuto modo di suonare gioielli come questo e ... Chissà... Pagherei per un quarto d'ora con lei
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 23:28:33
Se mi vieni a trovare la prova è gratis!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 17/06/2022 ore 02:50:46
😚oks
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 16/06/2022 ore 12:48:2
Davvero bellissima con dei legni fantastici.
Mentre leggevo ho pensato "cavolo dai, solo una verniciatina ed è tenuta davvero molto bene. Sono stati bravi a non fare scassi o altro..."
Poi ho letto del capotasto e mi è venuto un malore : D
Complimenti come sempre ai restauratori : )
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:18:12
la stesa cosa che ho pensato io mentre arrivavano le fotografie! un vero scempio, poi su una chitarra così. Meno Male che abbiamo Romano e Matteo, patrimonio Nazionale !
Rispondi
di ricctorr [user #10932]
commento del 16/06/2022 ore 13:22:30
Leggere i vostri articoli e vedere le foto a corredo rappresentano sempre un'emozione unica, è come fare un passo indietro nel tempo. Complimenti
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:18:21
Grazie di cuore !
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 16/06/2022 ore 15:53:53
Che bellezza veramente. Poi conoscere tutti i dettagli della storia della chitarra è veramente interessante.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:18:54
Si, è stato magnifico leggere la storia della chitarra, legata fin dai primi giorni e fino ad oggi alla stessa famiglia, letteralmente "di padre in figlio".
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 16/06/2022 ore 18:34:39
...scusate, da profano, mi pare capire che la strato in questione, una delle prime di sempre in assoluto,di un cliente americano suppongo, sia stata affidata al team liuteristico italiano con sede in Italia...che dire :tantissimissimi complimenti...PS. ma in america non ne avevano di liutai super?
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 16/06/2022 ore 18:54:15
Ciao, è esattamente così, e no, in America non hanno Liutai che lavorano a questo livello ed in questo specifico settore. Certo, ci sono bravissimi artigiani ma che si dedicano alla costruzione dei loro prodotti, ma quando si parla di Restauro di strumenti di un certo tipo, non sono ammessi errori o "interpretazioni", ed ormai da qualche anno il ToneTeam si è affermato e confermato il luogo ideale per poter ripristinare davvero uno strumento con tecniche, procedure, metodologie e materiali adottati in origine.
Rispondi
di Cliath [user #196]
commento del 17/06/2022 ore 11:20:57
Davvero complimenti!!!
Rispondi
di sidale [user #29948]
commento del 17/06/2022 ore 00:30:08
Spettacolo, complimenti per il lavoro,restaurare in questo modo sublime un pezzo di storia della chitarra vi fa onore, in Italia e nel mondo.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 17/06/2022 ore 07:16:4
Grazie mille davvero!
Rispondi
di Mawo [user #4839]
commento del 17/06/2022 ore 05:22:24
Vi faccio I miei complimenti per il lavoro che state facendo...la chitarra è straordinaria e immagino come possa suonare: "Divinamente".
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 17/06/2022 ore 07:17:37
Suono è davvero speciale, grazie mille !
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 17/06/2022 ore 09:06:46
Bellissima storia. Mi chiedo se le nostre amate bimbe saranno trattate in questa maniera tra 100 anni.
Nel mio piccolo, tengo all'interno di ogni custodia delle mie una sorta di quadernetto dove è raccontata la storia dello strumento, data dell'acquisto, passaggi dal liutaio, cambio corde, foto varie e quant'altro inerente. Lo so, lo so, forse esagero un po', ma vorrei lasciare qualcosa in più che uno strumento a chi verrà dopo di me.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 17/06/2022 ore 12:56:21
Penso che tu faccia benissimo! conservare bene il proprio strumento credo sia una cosa bella, è importante saper "dare valore" a ciò che si ama ed utilizza per creare una cosa così speciale come la musica.
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 17/06/2022 ore 16:30:17
Ti ringrazio. Le chitarre che possediamo meritano di essere custodite col massimo rispetto e amore. Non vanno dimenticati i sacrifici che abbiamo sostenuto per averle, siano esse di fascia economica che CS.
Rispondi
di Max Scarpanti [user #56093]
commento del 17/06/2022 ore 09:27:5
Grazie per aver ridato la luce a questa meraviglia ;)
Rispondi
di mmas [user #15948]
commento del 17/06/2022 ore 12:45:55
Complimenti veramente.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 17/06/2022 ore 19:04:02
Complimenti veramente, strumento incredibilmente bello e lavoro altrettanto.
Ale
Rispondi
di zioeric [user #17254]
commento del 19/06/2022 ore 19:25:35
Ciò che in me suscita, oltre le foto, soprattutto il racconto a corredo delle stesse, è innanzitutto commozione, ma anche un senso di nostalgia nel ricordare l'acquisto, il 13 aprile del '74, della mia prima chitarra seria, una Strato m/n blonde, che ho sempre con me. A 17 anni appena compiuti, già grande fan del mio maestro Eric, l'avrei voluta black, ma a Napoli, in quel momento, la scelta era tra blonde e frassino chiaro (la Strato color legno chiaro penso perda tutto il suo fascino). Confesso di non aver mai sfiorato una Strato pre CBS e che, pur se con il tempo sono diventato amante anche delle Heritage (le scoprii a cavallo tra gli '80 e i '90), non mi dispiacerebbe certo fare la conoscenza di una signora un po' più grande di me.... Considerati i maestri liutai che abbiamo in Italia, aspetto trepidante che il grande Joe venga da queste parti a farsi sistemare le vecchie Stratocaster e Les Paul che acquista ogni tanto. Mi pare pure che il nonno sia italiano...
Rispondi
di Cliath [user #196]
commento del 20/06/2022 ore 08:40:46
@CescosCorner, con calma, raccontaci la giornata di ieri con i Metallica, grazie!
Rispondi
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