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Tasti: le dimensioni contano
Tasti: le dimensioni contano
di [user #12445] - pubblicato il

Per scegliere una chitarra, è essenziale verificare la buona costruzione, la solidità di materiali e rifiniture dando certamente un occhio al look, ma considerarne soprattutto la suonabilità.
Un elemento che quasi nessun chitarrista, specie alle prime armi, tiene in considerazione nella scelta di una chitarra, sono i tasti.
Queste piccole barrette non possono certo ammaliare come un pickup ad alta uscita o un legno meravigliosamente fiammato, ma la loro importanza è vitale perché il nostro tocco e il modo di suonare dipendono proprio dai tasti.
Mentre suoniamo, la pressione delle dita sulla tastiera riduce la lunghezza della corda in corrispondenza di un tasto e quindi l’intonazione della nota dipende dal corretto posizionamento e dal livello di usura del tasto stesso.
Un tasto appiattito può causare uno spostamento del punto in cui la corda poggia, variando il pitch della nota.
 
Tasti: le dimensioni contano
 
La dimensione dei tasti (ovviamente nuovi) non si riflette sull’intonazione, ma riguarda la suonabilità dello strumento.
Tasti alti rendono più semplice far risuonare chiaramente le note, poiché è richiesta una minore pressione del dito per suonare, un punto focale su cui lavorare quando si studia.
Tasti bassi danno molta meno corsa al dito prima di toccare il legno e sarà quindi più difficile stonare, ma la sensazione del legno sotto le dita non è sempre gradita e può frenare durante l’esecuzione di bending.
I tasti alti lavorano al contrario e hanno una durata generalmente maggiore.
Premere il meno possibile per far risuonare una nota migliora la nostra agilità e di conseguenza la velocità, ma non solo: evita la possibilità di stonare aumentando il pitch e soprattutto di consumare i fret.

Per la costruzione dei tasti si fa riferimento a tre materiali:
- Nickel/Silver
- Stainless steel
- Gold
Inoltre in commercio si trovano fret tagliati a misura o in lunghe listelle da sagomare.
 
Tasti: le dimensioni contano
 
Nickel/Silver sono i quelli più diffusi e più semplici da lavorare. Sono composti principalmente da ottone, ma non contengono argento, il colore è dato dal nickel da cui deriva il nome, generalmente presente al 18%.
L’acciaio è più duro e resistente quindi più difficile da consumare, a patto di non usare corde particolarmente vecchie con depositi che possono corroderlo.
L’oro cui si fa riferimento è semplicemente una lega di ottone che non contiene nickel e che, lucidato, ha il caratteristico colore dell’oro 18k. Anche questi tasti sono molto resistenti, ma difficili da lavorare.
Più il materiale è duro, più sarà brillante e presente il suono prodotto. Data la comune abitudine di usare tasti in ottone e nickel, i chitarristi sono ormai abituati a questo suono: ecco perché tendenzialmente le aziende evitano equipaggiamenti differenti dal comune nella vendita delle chitarre.
 
Tasti: le dimensioni contano
 
Il tasto ha una forma simile ad un fungo, con una parte superiore detta corona, cui misureremo altezze e larghezza, e un gambo che affonda nel legno e vi si aggrappa tramite dei dentelli.
 
Tasti: le dimensioni contano
 
Iniziamo a catalogare i tasti più usati in assoluto dai maggiori costruttori, evidenziando sigla, descrizione e utilizzo.
6230: è il tasto più piccolo usato per chitarra e si trova sui manici Fender Vintage e reissue.
6130: viene spesso chiamato “medium jumbo”, basso e molto largo usato su molte Gibson.
6150: è il “jumbo”, largo come 6130 ma più alto e si trova sulle Fender contemporanee.
6105: è stretto e alto, installato su molte chitarre moderne.
6100: alto come il 6105 e più largo del 6130, è enorme e da quasi l’effetto di un manico scalloped.
Montato su molte Ibanez e strumenti moderni.
 
Esistono moltissimi altri tipi di tasti, quindi dobbiamo capire i parametri su cui basare la nostra scelta, valutando altezza, larghezza e considerando i differenti materiali e aziende.
Uno dei maggiori produttori di tasti è Dunlop e le sue sigle sono prese come riferimento da molti produttori, come Warmoth.
 
Tasti: le dimensioni contano
Tasti: le dimensioni contano
 
Come osservato, le dimensioni dei tasti variano fra .078” e .110” in larghezza e fra .035” e .055” in altezza.
Tasti alti, da .045” in su, assicurano facile esecuzione dei bending e hanno bisogno di poca pressione per ottenere note nitide e questo li rende ideali per suonare velocemente.
L’apice di questo concetto si raggiunge con una tastiera scalloped come usata da Yngwie Malmsteen, che monta tasti 6100 su tastiera incavata che dà la sensazione di galleggiare con le dita, in modo da avere pieno contatto con la corda ed evitare pressione eccessiva.
 
Tasti: le dimensioni contano
 
Molti altri chitarristi legati allo shred preferiscono tasti più magri come il 6105, soprattutto per questione di gusto e stile. Steve Vai e Joe Satriani usano questi eccellenti tasti sulle loro chitarre e il feeling dato da un tasto alto ma stretto è considerato unico.
Altri preferiscono tasti bassi come sulle Gibson Les Paul, per un suono generale più rotondo e molti scelgono tasti larghi e bassi per una più semplice intonazione delle note, come sulle Les Paul Custom.
I tasti larghi si consumano meno rapidamente di quelli stretti e mantengono le loro caratteristiche più a lungo.

Quindi una prima attenta valutazione deve essere rivolta alla nostra tecnica ed eventualmente è bene lavorare sulla precisione dell’intonazione che migliora durante gli anni, così come si svilupperà il tocco e la capacità di rendere vive tutte le sfumature possibili, a patto di lavorarci seriamente.
Tendenzialmente la mancanza di questi fattori porta a imprimere troppa forza, con il risultato di suonare male e stonati, lamentando l’incapacità di raggiungere una buona velocità e soprattutto rovinando e consumando i tasti.
entry level hardware parti per chitarra
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argomento molto interessante
di lespaul71 [user #6710]
commento del 29/08/2012 ore 09:41:56
ottima descrizione,era un po'che cercavo di approfondire l'argomento fret,e questo articolo mi sembra molto chiaro ed esaustivo,bene!
Rispondi
Purtroppo tast ugualai nelnome ma ...
di Pinus [user #2413]
commento del 29/08/2012 ore 13:13:32
Purtroppo tast ugualai nelnome ma di produttori diversi, possono avere dimensioni diverse
Rispondi
Tabella Dunlop e forme tasti più comuni
di alessioshy [user #12445]
commento del 29/08/2012 ore 14:43:48
Warmoth e Dunlop sono lievemente diversi, ma si tratta di decimi di pollice leggendo le charts, mentre la shape base è identica.
Ho scelto di scrivere la tabella con misure Dunlop per i numerosi modelli e perché è un punto di riferimento per molte aziende.
Si tratta di fare una catalogazione base per fare chiarezza sulle diverse forme, con pro e contro più importanti.
Rispondi
Giusta scelta dire :) l ...
di Pinus [user #2413]
commento del 29/08/2012 ore 17:29:08
Giusta scelta dire :) l unica cosa è appunto informarsi sempre sulla marca se si fa riferimento qi dunlop, per su alcuni tasti puo essere abbastanza accentuata la differenza
Rispondi
D'accordissimo, se guardi la foto ...
di alessioshy [user #12445]
commento del 29/08/2012 ore 17:40:11
D'accordissimo, se guardi la foto iniziale ad esempio c'è uno Stew Mac 150, misure da jumbo (110 .053), ma lievemente più basso del 6100 e con meno spalla (o angolo): dovrebbe essere interessante!
Rispondi
Un altra cosa di cui ...
di Pinus [user #2413]
commento del 29/08/2012 ore 19:33:26
Un altra cosa di cui tener conto è il tasto in base alla raggiatura del manico, uno stesso tasto con raggiature diverse puó risultare scomodo, chiaramente mi riferisco a grosse differenze di raggiatura, per esempio su una tastiera con taggiatura molto ampia i classici 7 e qualcosa pollici ho avuto qualche problema con i 6105 di warmoth
Rispondi
7,25" Fender Vintage? fatta ritastare? ...
di alessioshy [user #12445]
commento del 29/08/2012 ore 20:12:17
7,25" Fender Vintage?
fatta ritastare?


io li trovo eccellenti sia su tastiere 9,5", 9-10 compound, che 16" (le chitarre dove li ho)
Rispondi
Conla 7.25 qualche problema sorge ...
di Pinus [user #2413]
commento del 29/08/2012 ore 20:29:04
Conla 7.25 qualche problema sorge con quei tasti per l action le corde toccano un po, meglio usare una via di mezzo o i clasici 6230 , su altre raggiature i 6105 mi trovo bene. Ho provato anche i tasti che monta la gibson su una strato raggiatura penso 10, ma non mi sono trovato proprio, era una msternuild john cruz, wuindi molto curata, ma nonostante tutto non mi sono trovato
Rispondi
9 10 compound? Che chitarra ...
di Pinus [user #2413]
commento del 29/08/2012 ore 22:09:53
9 10 compound? Che chitarra è? Carina come scelta l ideale per me sarebbe 7.25 10 compound
Rispondi
Oh, ecco un'altro articolo degno ...
di perrynason [user #17170]
commento del 29/08/2012 ore 15:00:58
Oh, ecco un'altro articolo degno di nota! Interessante e chiaro.
;-)
Rispondi
Non c'è che dire... letti ...
di memecaster [user #27954]
commento del 30/08/2012 ore 20:13:44
Non c'è che dire... letti in questo periodo di ferie questi articoli sono un vero toccasana... e quest'inverno li raccoglierò in una personale enciclopedia della chitarra. Grande Alessio!!! (come sempre...)
Rispondi
Articolo impeccabili.. Fate presto ad ...
di Khayalan utente non più registrato
commento del 01/09/2012 ore 12:30:21
Articolo impeccabile.. Fate presto ad inserire una sezione per i preferiti, che tutta 'sta roba ci serve sottomano! ç_ç
Rispondi
interessante ma manca qualcosa...
di filoviola [user #18360]
commento del 08/09/2012 ore 14:59:45
mi aspettavo anche, e sarebbe stata molto utile, una sorta di tabella per indirizzare il chitarrista alla scelta dei tasti in base al risultato che si ottiene e ai pregi e difetti.
Puoi farlo?
Grazie
Rispondi
Pregi, difetti, sensazioni e soggettività
di alessioshy [user #12445]
commento del 08/09/2012 ore 15:24:21
Nell'articolo si trovano tutti i comuni punti di forza dei tasti maggiormente usati.
Pregi e difetti rientrano nella sfera del gusto, per cui la tabella sarebbe stilata secondo esperienze personali che, seppur oggettive, non possono trascendere dalle scelte soggettive.

Non dimentichiamo che con il passare degli anni, i gusti personali e soprattutto il tocco si evolvono (a patto di lavorarci) e comunque cambiano, quindi un tasto jumbo 6100 amato in adolescenza, può rivelarsi scomodo allo stesso chitarrista 20 anni dopo.
Idem un vero Fender vintage (il tasto più piccolo utilizzato sulle chitarre moderne) può essere amato di chi desidera la sensazione del legno sotto le dita, ma meno apprezzato da chi è abituato a suonare con tasti alti, o larghi in stile Gibson, ciononostante si parla di strumenti iconici.

Io penso che la cosa migliore sia valutare il nostro strumento e lo stile suonato, eventualmente provando soluzioni nuove, prendendo spunto dalle caratteristiche apprese, proprio per trovare la soluzione più adatta a noi.
Rispondi
Molto utile, grazie! ...
di tigerwalk [user #26344]
commento del 11/06/2013 ore 09:30:47
Molto utile, grazie!
Rispondi
utilissimo
di cucciolo1234 [user #23772]
commento del 11/06/2013 ore 12:01:10
Grande articolo !!!!!!!!!!!
Rispondi
Articolo davvero ben fatto e ...
di LordAxel [user #32439]
commento del 11/06/2013 ore 16:27:12
Articolo davvero ben fatto e utilissimo, grazie!
Rispondi
Grazie a tutti ragazzi!
di alessioshy [user #12445]
commento del 11/06/2013 ore 19:16:2
Grazie a tutti ragazzi!!!
Sono entusiasta che vi possa essere utile!
Rispondi
di heilupo [user #40883]
commento del 01/02/2016 ore 09:31:1
Le dimensioni differenti dei frets hanno lo stesso peso su una tastiera scalloped?.. Per intenderci due tastiere con lo stesso tipo di scalloped e stesse caratteristiche costruttive (materiale,forma, dimensione,ecc..) ma con dimesioni dei frets differenti, per intenderci una con i tasti vintage e l'altra jumbo o narrow jumbo per esempio, avranno un'influenza diversa su intonazione e resa sonora oppure lo scallopped "livella" o inificia un po' l'influenza delle dimensioni dei frets?...Grazie
Rispondi
di alessioshy [user #12445]
commento del 01/02/2016 ore 11:15:51
Ciao!
Lo scalloped influenza il suonato. Le dita s contatto o meno del legno danno un feeling differente.
Immagina che un tasto jumbo nuovo, ridona in parte la sensazione di non contatto, mentre un tasto vintage style fa essere sempre a contatto su tastiere normali.

Avendo avuto sia un primo modello Malmsteen (small frets, light scalloped) sia modelli recenti (jumbo con scalloped sempre più pronunciato)

Posso dirti che la sensazione che dona il tasto vintage, sullo scalloped, sia la migliore a mio avviso
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 11/09/2016 ore 21:41:06
Ciao,
Ripropongo la discussione per avere chiarezza in merito alla larghezza dei tasti.
Nello specifico mi piacerebbe capire se il tasto piu' grande che compare nella foto sia un 6000 dunlop.Un commento che pompare sotto di essa dice che il piccolo sia un 6100.

vai al link

Mi piacerebbe ritastare un manico warmoth con gli stessi tasti che ho su una rg 2570z.
A vista sembrano identici (6000 e quelli dell'ibanez).
Grazie
Rispondi
di theripper76 [user #31689]
commento del 19/09/2016 ore 20:48:07
Ciao,altra domanda:piu' i tasti sono bassi piu' e' possibile ridurre l'action?
Per logica penserei di si,visto che il contatto con le corde avviene ad una distanza inferiore.
Nello specifico mi interessa sapere se i dunlop 6110 siano un buon compromesso tra facilita' di esecuzione bending e possibilita' di abbassare l'action rispetto ai 6000 (si piu' larghi ma anche piu' alti).
Grazie
Rispondi
di Robiland [user #51649]
commento del 08/09/2020 ore 03:46:4
Un articolo bello utile e ben fatto come solo su Accordo e pochissimo altro trovo... Complimenti e grazie!
Rispondi
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