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L'anima della musica, che ora non c'è più
L'anima della musica, che ora non c'è più
di [user #33597] - pubblicato il

Era il 1955 quando Marty McFly suonava Johnny B. Goode al ballo della scuola dei propri genitori, imbracciando quella straordinaria ES-335 con ponte bigsby vibrato e colorazione cherry red. Era il 1955 e Chuck Berry ascoltava al telefono quel esasperato “blues con riff in Si”, trovando finalmente il “nuovo sound” che stava cercando.
Era il 1955 quando Marty McFly suonava Johnny B. Goode al ballo della scuola dei propri genitori, imbracciando quella straordinaria ES-335 con ponte bigsby vibrato e colorazione cherry red. Era il 1955 e Chuck Berry ascoltava al telefono quel esasperato “blues con riff in Si”, trovando finalmente il “nuovo sound” che stava cercando.

Leggenda, fantasia, finzione, ma dopotutto era vero che Chuck stesse cercando qualcosa di nuovo, e ancor più vero è il fatto che l'abbia trovato. Lui come altri. Erano gli anni cinquanta e si suonava rockabilly: puro rock'n'roll. Gli scandali “rock” di Jerry Lee Lewis e di Chuck Berry, il piano, Bill Haley, Charles Hardin Holley (meglio noto sotto il nome di Buddy Holly), Elvis e la nascita di quello che non era più solamente un fenomeno musicale, ma un qualcosa che aveva già oltrepassato i confini, divenendo un'icona della cultura pop.

L'anima della musica, che ora non c'è più

Nel 1962, la mattina del primo Gennaio, quattro ragazzi si presentavano come da appuntamento alle porte degli studi di Decca, a Londra, dopo un viaggio di dieci ore in un furgone. Mike Smith, l'uomo che li ascoltò suonare, divenne in breve tempo “l'uomo che rifiutò i Beatles”, che pochi anni dopo assaporavano già il piacere del loro successo internazionale. Era scoppiata la “british invasion”, la conquista del mercato statunitense. La stampa di magliette, loghi, la produzione e la vendita di dischi in larga scala. Concerti, magliette, gadget, festival e trasmissioni radiofoniche. Un esplosione di musica e di bussines, di Beatles e di Rolling Stones. Un po' come ora - volendo - solo che allora c'era l'anima nella musica, la passione, la grinta dello show, del rompere gli schemi, la protesta urlata e cantata!

La nascita di così tanti gruppi che portavano con se il marchio dei sentimenti di ribellione dell'America di quegli anni. Quando gli inglesi invadevano gli Stati uniti e gli Stati Uniti invadevano il Vietnam.
Tutto sembrava così straordinariamente nuovo e moderno. Hendrix si preparava a trasformarsi in quello che è ora considerato uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi e il mondo dei giovani esibiva la sua protesta condividendo passione, gioia, idee, problemi e soluzioni, sventolando come bandiera universale la musica.

L'anima della musica, che ora non c'è più

In un certo senso, pensandoci, la musica è lo specchio vivo, reale e diretto di una società. È la massima espressione, così come ogni forma d'arte, che sia pittura, cinema o una bella poesia, del pensiero dell'uomo. Di un uomo e di tutti quelli che come lui la pensano in quel modo. La musica è da sempre stata mezzo di condivisione di idee e di sentimenti.
La novità, la genialità di un qualcosa espresso musicalmente che dentro di sé porta sentimento e anima. Questa è stata la verità della musica. Non è questione di chi era più bravo o meno bravo, di “oddio, prima era meglio” ecc... Il fatto è che chiunque abbia voluto fare musica negli anni passati ha sempre trovato un dannatissimo modo di comporla e donarle un cuore, un espressione!

Da Son House ai The Clash, passando per Joan Baez e Kurt Cobain. L'espressione di uno stile di vita, di una moda o di una filosofia, di un modo di essere e di comportarsi direttamente derivato e connesso al nostro essere appartenenti a questa società. Se la musica davvero è l'espressione dell'idea di ognuno di noi, allora dov'è adesso?
Sinceramente mi rifiuto di credere che l'uomo ora non abbia più idee o la forza di reagire, tanto musicalmente quanto socialmente. Al diavolo tutta questa commercialità, economia, business e questo rendere sterile qualsiasi cosa.

Se una volta si faceva musica con i mezzi che si avevano, tirando fuori i migliori capolavori, ora che la possibilità di avere mezzi, strumenti e opportunità ce l'hanno praticamente tutti, dov'è tutta questa genialità? Dove risiede tutta questa “anima”? Per quanto ci sia buona musica e qualche sporadico album davvero ben fatto, è un po' di tempo - credo - che manca un cosiddetto capolavoro. Ci stiamo davvero affidando a fenomeni quali Lady Gaga, Justin Bieber, One Direction? Senza nulla togliere alla loro produzione artistica ovviamente...

La musica è stata ed è tuttora parte della nostra cultura, e conoscere la nostra cultura è un passo fondamentale per ognuno di noi. Cosa aspettano allora i grandi artisti del momento a fare un passo in più e a risollevare con forza e innovazione il livello di musica e di cultura che lasceremo al futuro? Cosa aspettiamo noi a dire “basta non ne possiamo più!” e a stufarci davvero di questa enorme “arte scaduta”? Cosa aspettiamo a far capire a quegli artisti che è tempo di finirla con le solite trovate commerciali?
Forse, sarebbe di nuovo ora di andare a ricercare la qualità.
La qualità della musica, non quella del prodotto finito, inteso come Cd, come numero di vendite.
La qualità vera e propria.


chuck berry
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arte scaduta? io trovo musica ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 09/05/2013 ore 10:28:30
arte scaduta? io trovo musica che mi piace anche fra quella fatta adesso... e poi e' questione di gusto....
Oltre a questo il periodo e' cosi' nero (commercialmente) che bisogna essere felici del fatto che qualcuno ancora abbia successo. Ricordando che, paradossalmente ma non troppo, la musica "figa", "alternativa", "evoluta" ecc. ecc. prospera quando prospera il pop.. nel senso che l'establishment investe su musica "strana" quando ha fatto un sacco di soldi col "mainstream"..

se vogliamo che abbia visibilita' la musica "alternativa", la cosa meno furba e' pensare che cio' succeda se diminuisce quella della musica "popolare"
Rispondi
Re: arte scaduta? io trovo musica ...
di guitarlory [user #1166]
commento del 09/05/2013 ore 13:01:51
Ciao Yaso, anch'io come te riesco a trovare del buono anche nella musica prodotta ai nostri giorni, ma non sono completamente d'accordo che debba per forza essere il POP (inteso come genere) a far da traino.
Mi spiego meglio: gruppi come i Doors, i Led Zeppelin o i DeepPurple non erano certamente considerati POP all'epoca (e nemmeno oggi) ed erano malvisti da gran parte della popolazione sopra i 20 anni; eppure qualcuno ci ha investito e la loro musica è diventata un successo mondiale... in questo senso oggi possiamo considerare POP (nel senso di "popolare", questa volta) la loro musica, che è entrata di diritto nell'immaginario collettivo.

Discorso simile vale per gli U2 negli anni '80: Bono & soci nascono come gruppo punk, per poi affermarsi come gruppo pop per eccellenza... gli U2 hanno modificato il concetto di POP con la loro musica.

Ecco, oggi non vedo più, almeno nelle case discografiche e nei grossi produttori, questa voglia di innovare, di puntare su musica che oggi può essere in qualche modo innovativa e che potrebbe essere il POP di domani.
Rispondi
Re: arte scaduta? io trovo musica ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 09/05/2013 ore 14:38:07
cerco di seguire..

non e' che il pop deve far da traino, semmai e' giocoforza che lo faccia. Il supermercato ha anche uno scaffaletto di cibi esotici, ma il grosso del guadagno lo fa col pane, con la pasta, con i pomodori.
Se il pane, la pasta, i pomodori vendono… allora il supermercato mette su anche lo scaffale del curry, dei tacos, delle tortilla, del tofu ecc. ecc.

led zeppelin, doors, deep purple ecc. ecc. erano decisamente pop perche' stavano costantemente nella parte alta delle classifiche .. chi ha investito in loro lo ha fatto perché' ha fiutato questo potenziale commerciale. Poi il loro successo, i soldi che entravano, davano la possibilità' di pubblicare anche esperienze musicali realmente di nicchia ..

lo stesso per gli U2 … il punk, la new wave, per un certo periodo sono stati moda…

oggi non vediamo più', nelle case discografiche, i soldi.. se il primo in classifica vende 15 mila copie, che interesse (e dove trova i soldi per fare promozione) ha l'etichetta ad estendere il catalogo fino a buttarci dentro anche quello che fa una cosa stranissima?

insomma... il nemico non e' il pop... il nemico e' il fatto che la gente non spende piu' nella musica..
Rispondi
Re: arte scaduta? io trovo musica ...
di guitarlory [user #1166]
commento del 09/05/2013 ore 15:52:59
"""led zeppelin, doors, deep purple ecc. ecc. erano decisamente pop perche' stavano costantemente nella parte alta delle classifiche .. chi ha investito in loro lo ha fatto perché' ha fiutato questo potenziale commerciale. Poi il loro successo, i soldi che entravano, davano la possibilità' di pubblicare anche esperienze musicali realmente di nicchia ..
lo stesso per gli U2 … il punk, la new wave, per un certo periodo sono stati moda… """

Ok, qui rientriamo nel discorso che qualunque cosa può diventare POP, purché si conquisti una bella fetta di pubblico. Ma alcuni pezzi dei Led Zep erano decisamente poco radiofonici, non solo per la lunghezza (ben al di sopra dei 3 minuti allora previsti, tant'è che inizialmente non venivano passati dalle radio!), ma anche come genere... pensa a Dazed and Confused...


"""insomma... il nemico non e' il pop... il nemico e' il fatto che la gente non spende piu' nella musica.. """

E su questo siamo più che d'accordo, ma è un "male" che riguarda tutti i generi musicali, no?
La gente scarica sia i dischi dei Queen, che quelli dei Marlene Kuntz ;-)
Quello che mi dà più pensiero è che, oggi, più che "scoprire" della musica di qualità si cerca di costruire a tavolino dei personaggi che cantano bene (tutti preoccupantemente ed ugualmente bene!) poi durano un disco e via, spesso con canzoni scritte dai soliti autori (avete notato che in Italia i pezzi ormai si assomigliano tutti?) e che niente aggiungono al nostro panorama musicale.
I talent show, che pure a volte seguo, hanno solo imitato quello che già da un po' l'industria discografica faceva: si prende uno/una cantante con una bella voce, le si fa fare un disco con canzoni scritte da Vasco, Modà, Tiziano Ferro e arrangiate tutte allo stesso modo.
Questo porta ad avere sempre meno gruppi che propongono musica originale, meno autori interessanti, ecc ecc


"""oggi non vediamo più', nelle case discografiche, i soldi.. se il primo in classifica vende 15 mila copie, che interesse (e dove trova i soldi per fare promozione) ha l'etichetta ad estendere il catalogo fino a buttarci dentro anche quello che fa una cosa stranissima?"""

Attenzione Yaso, qui non parliamo di cose di nicchia o stranissime, ma di musica di qualità, che può anche avere una larga diffusione: penso ad esempio, per restare all'attualità odierna, ad Asaf Avidan, che al di là del tormentone pubblicitario è uno degli artisti più interessanti che ho ascoltato negli ultimi tempi; ecco, lui fa musica di qualità e "vendibile" allo stesso tempo, per quanto concordo con te che oggi le vendite siano calate vertiginosamente."


Rispondi
Re: arte scaduta? io trovo musica ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 09/05/2013 ore 16:25:04
==qui rientriamo nel discorso che qualunque cosa può diventare POP==
questo e' il pop.. nasce un genere che il pubblico mostra di gradire e l'establishment tende a proporlo e promuoverlo più' di altri

===Quello che mi dà più pensiero è che, oggi, più che "scoprire" della musica di qualità si cerca di costruire a tavolino==
avvertendoti che non c'e' più' una lira… non esiste più'un'industria che si ingegna di costruire talenti, le label si sono ridotte a semplici distributori. Con le vendite di oggi e' IMPOSSIBILE che ad un'etichetta possa convenire mettere su un team per plagiare un artista costruendolo da zero… Oggi funziona così': tu porti un prodotto finito, la label, anche se si trattasse di una multinazionale, se lo gradisce lo stampa, lo distribuisce e lo promuove sfruttando "agganci" con le radio e con le tv… STOP …

===qui non parliamo di cose di nicchia o stranissime, ma di musica di qualità, che può anche avere una larga diffusione==
la larga diffusione non esiste più'…. ma, in ogni caso, la questione e' sempre quella: quando il primo in classifica vendeva due milioni di copie, c'erano i soldi per mettere sotto contratto anche artisti un po' meno modaioli o stranissimi con tutto cio' che stava nel mezzo. Poi, quando uno aveva avuto accesso alla discografia come "alternativo", grazie ai soldi fatti dai prodotti POP, e aveva avuto successo, magari diventava di moda pure lui..

ribadendo comunque che tu stai trattando la questione come se fossimo negli anni 70/80, anni nei quali il successo generalizzato della discografia, permetteva effettivamente sia di fare operazioni di "costruzione" industriale del prodotto, sia di allargare l'accesso all'establishment ad artisti di nicchia...
Rispondi
di PeterArmstrong [user #33597]
commento del 19/11/2019 ore 22:39:37
Ciao.
Non chiedermi perchè ti risponda oggi dopo tutto questo tempo, è una storia lunga e poco interessante.
Sento l'impulso (e non posso proprio evitare di farlo) di dirti che un po' avevi ragione tu. Su una cosa in particolare: la buona musica c'è sempre stata.

Intendo dire che sono passati degli anni, ho fatto esperienze (sei anni e rimango comunque giovane eh ma ero proprio ragazzino nel 2013), ho provato e sentito e suonato tante cose diverse, ho imparato molte anzi moltissime cose e niente... Nella vita si cambia, penso. O si matura (mi piace di più).

Non so nemmeno se ti arriverà questo mio pensiero (e mi scappa pure da ridere).
Sta di fatto che ho ascoltato un mucchio di roba pazzesca.

Così. Per fartelo sapere.
Ciao ciao ;)
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 20/11/2019 ore 00:48:46
ciao.. un abbraccio :-)
Rispondi
Hai ragione, ma il discorso ...
di giored [user #27009]
commento del 09/05/2013 ore 10:29:53
Hai ragione, ma il discorso è veramente complesso... Gli "artisti" che vanno di moda ora sono frutto del marketing, nulla più. Però funzionano! E il problema non è tanto la loro qualità, ma la qualità del pubblico!!! Bieber vende milioni di dischi? Buon per lui! Qualcuno li comprerà no?
Ma basta guardare in casa nostra! Avevo sentito parlare di un nuovo "genio" della musica, un nuovo cantautore, sfornato da Amici. Bene, spinto dalla curiosità ho ascoltato il suo singolo... Che amarezza. Eppure ci sono migliaia di persone pronte a comprare il suo disco.
E' il pubblico che deve cambiare, a partire da noi musicisti. Siamo disposti a spendere centinaia di euro per assistere al concerto di un'artista vecchio come il mondo, ma quando si tratta di comprare il cd di una band "emergente" della nostra città ci secca spendere anche solo un euro (io per primo)...
L'energia e l'inventiva per far musica non si esaurirà mai. Certo sarebbe ingiusto e impensabile pretendere di risentire i suoni di sessant'anni fa, quelli che hanno fatto la storia, perché siamo, per fortuna, andati avanti! Abbiamo sperimentato e creato altre forme di comunicazione, alcune pessime, alcune migliori. Ma se continuiamo ad andare ai concerti solo quando c'è la star o quando in quel locale si esibisce la "tribute band" in cui suona l'amico di turno, allora non possiamo lamentarci perché "da troppo tempo non si fa più buona musica" :)
Rispondi
Re: Hai ragione, ma il discorso ...
di heavydavid [user #29372]
commento del 09/05/2013 ore 13:46:59
concordo joered
la gente (come da mio commento sotto) fa la fila fuori dagli studi televiivi sperando nel gratta e vinci artistico, non ha voglia di sbattersi per suonare o sentire musica per imparare
Rispondi
"...mi rifiuto di credere che ...
di helloween [user #27122]
commento del 09/05/2013 ore 10:36:16
"...mi rifiuto di credere che l'uomo ora non abbia più idee o la forza di reagire..."

Ci possiamo rifiutare quanto vogliamo, questa è la verità. L'unica verità nuda e cruda!

P.s. Articolo bellissimo. Mi è scesa una lacrima pensando a quello che mi sono perso negli anni 50\60...
Rispondi
PICCOLA PRECISAZIONE
di Ford78 [user #17514]
commento del 09/05/2013 ore 12:08:31
Piccola precisazione, il grande Martin McFly suonava una ES345, non 335... varitone e intarsi del manico sono della 345 !!
Pistolate a parte, bell'articolo...
Rispondi
Scusa, mi permetto di ri-commentare: ...
di Ford78 [user #17514]
commento del 09/05/2013 ore 12:24:37
Scusa, mi permetto di ri-commentare: ho riletto l'articolo e diamine hai sollevato una questione davvero interessante, ricca di spunti dai quali partire per scrivere pagine su pagine.. provo a buttar giù due righe, perchè dalla riflessione che mi è partita in testa si accavallano pensieri alcuni contrastanti tra loro.. del tipo " E' solo nostalgia dei bei tempi andati, siamo noi che siamo troppo legati a forme musicali d'altri tempi e non riusciamo a cogliere la forza della musica contemporanea ? Oppure davvero stiamo vivendo in un periodo storico povero di cultura? "
Certo però rispetto a decine di anni fà abbiamo dalla nostra la tecnologia, quindi una facilità disarmante per poter cercare e ascoltare quella che riteniamo per noi la musica di cultura, con contenuto... se ci aspettiamo che questo tipo di musica venga fatta ascoltare dalle varie radio, trasmissioni TV o canali musicali alla MTV, beh sbagliamo noi. Tutto il circo mediatico serve per far soldi, non per educare le masse, che anzi più sono ammaestrate più danno linfa vitale (cash $$$ ) al sistema.
Rispondi
per me siamo rovinati
di heavydavid [user #29372]
commento del 09/05/2013 ore 13:45:26
non so se sono darwiniano oppure polemico pero' a volte penso che tutta la tecnologia di cui disponiamo oggi ha reso + facile la vita a gente che in tempi non sospetti non avrebbe avuto spazio nella MUSICA intesa come suonata e vissuta
se hendrix scandalizzava la gente in quanto di colore mentre si tXXXXXXXa la kitarra sul palco cosi come anni dopo kobain raccontava in maniera diversa storie acide di disagio oggi vedo poche cose "suonate" da gente che ci mette la pancia per dire qualcosa...oramai un disco in casa lo possiamo fare tutti, soprattutto se l'ascoltatore medio si accontenta delle casse del pc, degli mp3 e del telefono...oggetti che solo 20 anni fa non avremmo considerato idonei per ascoltare musica...aggiuncici lo scandalo facile e la massa te la tiri dalla tua parte
se poi la gente rincorre il miraggio reality/talent show per fare carriera facile non lamentiamoci se la gente fa la fila fuori dagli studi televisivi e diserta il pub dove magari suona george benson oppure van halen..


Rispondi
io penso che noi da "adulti"
di kitestra78 [user #30170]
commento del 09/05/2013 ore 13:45:27
tutto sommato tendiamo a fare gli stessi discorsi che facevano i nostri genitori sulla musica che noi stessi ascoltavamo una ventina di anni fa e ci appassiona tutt'oggi. In realtà, per aprire un pò la mente, forse dovremmo confrontarci seriamente con gli adolescenti di oggi (non con quelli che suonano, beninteso, ma soprattutto con chi "consuma" la musica pop).
Penso davvero che faremmo belle scoperte.
Dal canto mio, questo confronto in famiglia in parte lo faccio e mi sorprende vedere come spesso gli adolescenti conoscono bene i capolavori che tanto ci appassionano (Zep, Pink Floyd, U2 ecc...) ma naturalmente ascoltano tanta musica contemporanea.
Mi viene quindi da pensare che forse siamo molto più refrattari al nuovo noi di quanto loro lo siano al vecchio.
I discorsi sulla qualità li lascio da parte: anche oggi c'è tanta qualità, non solo nel mainstream (Muse, Coldplay, Foo Fighters, King of Leon ecc...) ma anche nell'indie pop, che va di gran moda tra i ragazzi (vedi, ad es., i Two Doors Cinema Club).
Insomma, ragazzi, cerchiamo di non diventare delle "cariatidi"

Peace & love a tutti
Rispondi
Re: io penso che noi da "adulti"
di poseidon [user #30697]
commento del 09/05/2013 ore 15:43:46
Concordo pienamente. Poi la solita frase abusta tipo "Il Rock è morto", è vecchia quanto il rock stesso. Ciclicamente qualcuno inizia a lamentarsi che non c'è più buona musica... sarà che è lui che non ha più voglia o tempo o pazienza per cercarla e scoprirla?
""forse dovremmo confrontarci seriamente con gli adolescenti di oggi""
ecco, giustissimo, e da quel che ho pututo vedere non ascoltano solo justin bieber, spesso hanno dei gusti musicali veramente sorprendenti. Che poi il justin bieber di turno ci è sempre stato, anche 30, 40 anni fa. Non è che era tutto oro solo perchè passato, anche prima di cacca musicale ne girava a pacchi, altrochè.
Rispondi
Mi rassegno
di palets74 [user #34259]
commento del 09/05/2013 ore 13:56:36
La musica degli anni 50/60/70 non tornerà mai più. Questo è il fatto.
C'è stata una commistione di eventi (periodo storico - artisti talentuosi e carismatici) che non si ripeterà.
C'è ora qualche buon disco recente (parlo di rock, in particolare), ma, oggettivamente, non è nulla di avvicinabile alle pietre miliari composte in quegli anni.
Per forza di cose ora gli artisti hanno bisogno di mega produzioni, video, internet e tutto il resto per farsi notare: il tutto per compensare in parte la mancanza di qualità delle canzoni ,in particolare dal punto di vista compositivo.
Rispondi
Re: Mi rassegno
di alftheking [user #7473]
commento del 10/05/2013 ore 13:26:0
Mi trovi d'accordo in parte, la musica buona c'e' in giro, basta cercarla.
E se è di vera qualità prima o poi verrà fuori, imponendosi ugualemente

Per esempio in questi ragazzi - VINTAGE TROUBLE - io vedo il futuro del ROCK
Gran belle canzoni (il loro disco d'esordio è bellissimo dall'inizio alla fine), carisma, fortissimo impatto live, groove, feeling, fans che stanno crescendo in tutto il mondo inesorabilmente
Se ne sono accorti gli WHO che li hanno voluti come spalla nel loro tour. Se ne sono accorti i Rolling Stones che li hanno voluti come spalla ai prossimi concerti di Londra.

diventeranno dei grandi


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Re: Mi rassegno
di palets74 [user #34259]
commento del 10/05/2013 ore 13:46:41
Sì sì, li conosco, ho il disco, mi piacciono molto!
Vedremo gli sviluppi...sono curioso.
Rispondi
Keith Richard
di f.n [user #3760]
commento del 09/05/2013 ore 14:28:29
L'articolo è interessate quanto a spunti, però non condivido il messaggio sotteso.

E' certo che gli anni 60 e 70 non torneranno più e che hanno lasciato tanti strascichi, molto scimmiottati anche oggi, ma non condivido che dopo di allora sia giunto "il nulla", traducendo tutto sotto la luce e l'etichetta negativa del "commerciale" (cazzo, Justin Bebier mi citi....bell'esempio super-estremo!).

Suggerisco di cuore la lettura della biografia di Keith Richard che davvero offre una visione d'insieme di un'epoca, oltre che dello sbarellatissimo chitarrista degli Stones.

Erano forse più ingenui un po' tutti. Noi siamo più disincantati e disillusi, come è normale che sia quando si osserva con lo sguardo della storia il passato. Allora ci credevano, il R&R era IL NUOVO e significava qualcosa che andava contro l'ordine costituito, che lo temeva.

Il che, peraltro, nemmeno significa che tutto ciò che musicalmente arriva da quegli anni sia "oro", in quanto tanta merda girava senz'altro anche allora. Forse era più "dorata" dallo spirito dei tempi, e quindi ne traeva vantaggio e beneficiava dell'aurea di leggerezza, incazzatura, voglia di esserci con coscienza, che le grandi trasformazioni sociali di allora portavano con sé.

Oggi il R&R è più "incasellato" in un modello di business che si è sviluppato, come avviene per tutto, rispetto agli albori di allora. Possiamo ire che oggi prevale la "struttura" della macchina sulla "sostanza" dei contenuti.
Ma questo non significa, a mio avviso, che la sostanza non ci sia più.

Né ci sia solo nei "percorsi alternativi" (e mi permetto di citare ELIO con la sua canzone sul concerto del 1° maggio...).

La sostanza c'è senz'altro anche oggi, in più con l'aggiunta di una capacità tecnica che si è sviluppata e come tutti gli strumenti può essere usata bene oppure male.

E' probabilmente diverso l'animo, di chi suona probabilmente, e di chi fruisce.

E si sa che la bella musica è nell'orecchio di chi ascolta...

Fede

Rispondi
Direi che il discorso è ...
di enfant_idiot [user #21253]
commento del 09/05/2013 ore 15:02:46
Direi che il discorso è mal posto. Anche negli anni 50 e 60 esisteva l'industria della musica, la commercializzazione, etc. Forse con meno mezzi, ma esisteva. Ed esisteva la musica spazzatura, esistevano le boy band, gli arrangiamenti ammiccanti, gli idoli di un'estate. Semplicemente, il tempo ha fatto pulizia. Spesso a ragione, a volte a torto, ha cancellato la memoria di tutti i "Bieber" e co. dell'epoca (ma anche di alcuni grandi), lasciando in eredità un meraviglioso canone d'artisti, come quelli che citi. Oggi niente è diverso e tutto è diverso. L'industria musicale è certamente in crisi, ma non lo è la musica, né mai lo sarà, se per musica intendiamo una forma d'arte. Basta cercare, ascoltare, non fermarsi ai "grandi nomi" stranoti, disporsi all'ascolto, e si troveranno anche i capolavori. L'unica differenza è che i capolavori dei 60 sono già da molto tempo stati riconusciuti, osannati dai critici, idolatrati. Al tempo però erano anch'essi spesso osteggiati, o attorniati da tonnellate di mediocrità musicale. Forse la nostra non è un'epoca d'oro della musica, o forse sì, visto che oggi molte più persone possono accedervi, sia come ascoltatori che in prospettiva creativa. Molto più che nei decenni passati. Ma è ancora presto per giudicare i nostri anni. Solo il tempo ci dirà se valgono o no. E farà sì che i capolavori di oggi, forse ora appannaggio di pochi, accorti ascoltatori, vengano riconusciuti per quello che sono.
Un saluto!
Rispondi
Re: Direi che il discorso è ...
di mattconfusion [user #13306]
commento del 10/05/2013 ore 20:19:01
quoto in pieno. Di fatto ci ricordiamo quello che in quegli anni si è distinto per il successo ed è durato per la sua qualità e per la sua importanza. Tanta musica è stata rivalutata, col tempo. E la stessa cosa succede a tutti noi nel quotidiano quando sentendo un pezzetto anche pop degli anni 80 o 90 diciamo "beh si certo che anche il pop commerciale era meglio prima". Un po' è vero però ahah.
Rispondi
Si stava meglio quando si ...
di poseidon [user #30697]
commento del 09/05/2013 ore 15:55:11
Si stava meglio quando si stava peggio. Abbiamo sempre la tendenza a rimpiangere qualcosa, credo sia nella natura dell'uomo. Fra 20 anni qualcuno rimpiangerà gli artisti attuali, è matematico.
Rispondi
Re: Si stava meglio quando si ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 09/05/2013 ore 16:39:00
concordo...

anche dentro accordo, ambiente che dovrebbe essere di "intenditori", vediamo rivalutare, e di brutto, gente che gli "intenditori" degli anni passati consideravano feccia super commerciale ... mi vengono in mente i Kiss..

Rispondi
Re: Si stava meglio quando si ...
di chuckie [user #6227]
commento del 09/05/2013 ore 19:36:34
Bravo! O I Duran Duran o altra monnezza di cui ho menzionato altrove...
Rispondi
Corporation is the answer!
di brucetruce [user #19719]
commento del 09/05/2013 ore 17:17:47
.....avrebbe cantato un odierno Rob Zimmerman, se ce ne sarà mai un'altro!
Ma il problema nasce tutto dal fatto che l'assunto:
"La musica è stata ed è tuttora parte della nostra cultura.... Cosa aspettano allora i grandi artisti del momento a fare un passo in più e a risollevare con forza e innovazione il livello di musica e di cultura che lasceremo al futuro....." è sbagliato! E cerco di spiegarti il perchè: questi non sono artisti, al max sono "performer" (alla stregua di un m. jackson anni 80) ma non sono artisti!
Ora però analizziamo quello che sorregge (le ultime mura) dell'industria discografica odierna, e quello che era nel periodo 50's-80's, la cosa più evidente è che allora i dirigenti delle case discografiche erano persone alla j. hammond (a. franklin, b. dylan, b. springsteen, srv, etc) gente, non solo con un orecchio musicale eccelso, con una moralità degna del nobel per la pace, ma sopratutto persone che erano fondamenta dell'industria e della cultura musicale nello stesso momento; in pratica erano loro stessi "prodotto" del linguaggio musical-culturale che volevano "pubblicizzare" al mondo intero, persone che arricchivano la cultura mondiale.
Purtroppo uno dei danni maggiori dello yuppismo 80's non è stato quello di imporre un modello culturale basato solo sul profitto senza freni, ma di farlo invadendo aspetti (come la cultura o la musica) la quale si riteneva fuori da questa ideologia, non tralasciando poi di certo il ns amato R n R, che di milioni di dollarozzi ne sfornava, e qundi andava sfruttato come e più di altri campi.
Come? Markettizando le case discografiche.
Se si analizzano gli organigramma delle case discografiche dai mid 80's ad oggi, i j. hammond sono stati rimpizziati da dirigenti imposti alla casa X (divenute in quel periodo parte di mega-corporation come time-warner etc etc) e che magari venivano da campi come l'industria dell'auto, dell'acciaio, dell'alta finanza e che dovevano produrre solo dei meri numeri (magari semestralmente) o sarebberero andati a casa nel giro di pochissimo tempo, sei mesi, max un anno.
Risultato: come ogni buon studente di economia sa (ma vale anche per le semplici massaie) se i ricavi rimanevano su per giu sempre quelli andavano tagliati i costi.
Domanda se un manager vende 20 milioni di copie (nello stesso arco di tempo) da due gruppi diversi, 10M dagli U2 e 10M dai (che ne so) new kids on the block (prodotto preconfezionato dal settore marketing per l'occorrenza) da quale avrò più profitto? Risposta scontata!
L'industria tutta non aveva fatto i conti con un fattore: L'AFFEZZIONE! .....anzi i dirigenti l'avevano anche calcolata, semplicemente lavorando in quel settore per periodi max di 4/5 anni avevano deciso di fregarsene: anche perchè se il giochetto avevo avuto successo una volta, perchè non si poteva ripetere all'infinito rimpiazzandolo di volta in volta (one direction, take that, lady gaga, etc), bingo, eureka, tombola!
Ma il prob rimane l'affezzione: io ho 42 anni fra 2 mesi andrò a vedere il 20simo concerto di Springsteen, aspetto l'uscita di un cd di un mio eroe musicale come quando ne avevo 14, etc etc.
Ma questa mia/ns attitudine verso la musica/cultura popolare/cinema sempicemente NON ESISTE PIU'! Basta parlare con un 14enne di oggi (che ha a disposizione centinaia di mega di musica, ma che non è capace ne di "ascoltare" 2 canzoni di un singolo artista di seguito, ne tantomeno di percepirla come arte! hanno creato mostri alla frankstein e mo se li tengono!
NON NE CAPISCONO IL SENSO! NON PARLANO QUEL LINGUAGGIO! TRISTE MA VERO!
Quindi aspettarsi una rivoluzione culturale da chi neanche parla la NS lingua è tempo perso!
Rispondi
Scusate ragazzi ma secondo voi ...
di Numero4 [user #36693]
commento del 09/05/2013 ore 18:44:25
Scusate ragazzi ma secondo voi mia madre o mio padre negli anni 50/60 avevano più soldi di me per comprare dischi??? Non scherziamo!! Era il dopoguerra e si stava di male dappertutto!
Per me la realtà e molto più brutta e cioè che tutto questo e voluto.
Sembra la solita solfa da paranoico ma non vogliono assolutamente darci la possibilità di scelta. Esattamente come in politica.
Il mio figliastro ha 18 anni accende la tv mette su MTV e tra un programma di mxxxa e l'altro ti fanno ascoltare lady Gagà, Pink e mengoni! Ora come pensate che possa avere una scelta di qualità!
Quando avevo vent'anni c'era video music e in ora di programmazione pomeridiana uno o due gruppi buoni li passavano, adesso manco in una giornata!!
È mi volete far credere che sia per la crisi e che le case discografiche non investono??
Ma per favore adesso creare un album non costa niente paragonato ad anni fa e gli investimenti sono sicuramente diminuiti per loro!
È che loro ci vogliono tenere a bada non posso o più permettersi di avere dei rivoluzionari culturali come i musicisti tra i piedi.
Non è che pink vende perché alla gente piace pink! Vende perché non c'è scelta, non c'è alternativa! Ci hanno e ci stanno educando! E sicuramente la massa non farà niente per cambiare le cose finché non ci sarà qualcuno ad abbattere questo muro sfruttando altri canali!
Rispondi
Re: Scusate ragazzi ma secondo voi ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 10/05/2013 ore 00:00:46
==
Scusate ragazzi ma secondo voi mia madre o mio padre negli anni 50/60 avevano più soldi di me per comprare dischi?==

in un certo senso si...
Rispondi
;)
di jackvance [user #34268]
commento del 09/05/2013 ore 22:42:07
Ora..dire che l'anima non ci sta più mi pare eccessivo ;)
Il fatto è che la "botta" che hanno dato gli anni 60/ 70 non c'è più stata; e questo aldilà dei gusti.
Si è trattato di una vera e propria rivoluzione accentuata dall'incontestabile fatto che il mercato era del tutto diverso, molto diverso. Il meccanismo di domanda/risposta del mercato musicale (e
chitarristico in particolare) era fondato in gran parte sul fatto che era tabula rasa o quasi..oggi non è più così.Questo per mille motivi: la rete, l'ascoltarsi musica a "randa" senza spendere un millino,l'informazione a disposizione di tutti ...allora non c'era niente di questo e ascoltare dall'amico il nastro o il vinile di Alvin Lee ,Son house,Stefan Grossman e via dicendo era un momento "magico".Ora non dico che le maggiori possibilità di oggi non siano un bene ma per certo l' uso che se ne fa tende a creare una sorta di assuefazione..cosa a cui le case discografiche certamente rispondono saltando a destra e a manca creando "novità" pur di raccattare qualcosa. La stessa cosa è accaduta per lo studio: dvd, rete, manuali, riviste, trascrizioni...insomma oggi tutto o quasi è a disposizione. Bello sì ma senza un'educazione si rischia di arrivare all'esecuzione pura buttando a mare o quantomeno sorvolando sul brivido che si vuole sentire nel suonare o nel sentir suonare.
Che poi i musicisti siano figli della propria epoca mi pare ovvio: questo nel gusto come nella possibilità tecnica e strumentale. Solo una cosa rimane evergreen: la capacità di far provare qualcosa di bello ..e di questo all'epoca c'era molto a disposizione; oggi mi pare un gocciolino di meno ( come quantità s'intende).
Rispondi
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bell'articolo
di Zakk Fuckin' Wylde [user #5690]
commento del 10/05/2013 ore 08:03:02
il mio parere è sempre lo stesso,ognuno di noi è figlio della sua epoca.La differenza maggiore è che all'epoca ( 60/70 ) si è combattuto per tutto,anche per la musica.Oggi ci si siede e si scarica e molte volte non ci si mette alla ricerca di qualcosa di nuovo.Perchè ragazzi scavando qualcosa si trova !
Purtroppo artisti di quel calibro non torneranno mai più ma voglio dire non sono più tornati manco mozart o chopin.Tutto si evolve e cambia ma una cosa è certa:la storia si ripete e prima o poi...qualcosa di nuovo,di fresco...tornerà !
Rispondi
Non sono per niente d'accordo, ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 10/05/2013 ore 16:38:31
Non sono per niente d'accordo, oggi c'è moltissima musica interessante in giro, basta cercarsela. Certo, c'è pure Biber (che comunque un paio di canzoni decenti le ha) ma non è che nelle decadi passate fosse tutto oro, anzi, di rumenta (spazzatura) c'è ne era in abbondanza, in proporzione anche più di oggi.
È il solito vecchio discorso, però evitamo di fare i "matusa". È ora tutti su Pandora a cercare nuove band ;)
Rispondi
Si confonde la musica buona con la musica "ben prodotta"
di mattconfusion [user #13306]
commento del 10/05/2013 ore 20:23:07
secondo me oggi si tende a confondere la musica definendo "buona" quella che è un buon prodotto, o è "prodotta bene". Può essere registrata bene quanto vuoi, può essere ricoperta di un video di un packaging di una copertina di una campagna marketing bella quanto vuoi... il gruppo o l'artista può essere particolare, allucinante, alternativo, chiacchierato quanto vuoi...
ma se oggettivamente il pezzo è povero musicalmente (che non significa semplice, significa che è una sola) il resto non conta niente.
Nelgli ambienti della musica alternativa che ho frequentato tanto, soprattutto quelli degli emergenti (di un certo livello anche) si esaltano un sacco di cose che sono orpelli. Poi il pezzo è una accozzaglia di riff che è figo solo se suonato a 140 db.
Rispondi
cit. "Per quanto ci sia ...
di PeterArmstrong [user #33597]
commento del 12/05/2013 ore 00:26:45
cit. "Per quanto ci sia buona musica e qualche sporadico album davvero ben fatto, è un po' di tempo - credo - che manca un cosiddetto capolavoro."

cit. "Non è questione di chi era più bravo o meno bravo, di “oddio, prima era meglio” ecc..."

La buona musica c'è ancora oggi. Senz'altro.
Ricerco - quasi - ogni giorno della musica nuova, appena uscita, fresca fresca. Me la faccio consigliare da altri, in modo da poterla "prendere" da canali diversi. La musica buona c'è, senza ombra di dubbio.

Personalmente sono un ragazzo (ragazzino, si) amante del pop-punk californiano... voglio dire, tutti i giorni mi ascolto la mia dose di Green Day o similari. E mi piace.
Ma lo riconosco anche io ovviamente che nessuno di questi artisti abbia mai composto Il Capolavoro. Che poi per me lo possa essere ogni canzone è diverso...

Così penso sia anche anche gran parte di quella musica che magari sta un po' più sottotono, che non si impiglia in tutti quei casini del commercio e della vendita. Tutta quella musica che vado a cercare, a seguire e a vedere come si evolve, che ritengo anche dell'ottima musica (e non è poco, lo so).

Musica che qualcuno suggerisce di continuare a seguire che magari fra vent'anni sarà davvero quella che accosteremo cronologicamente dopo Rolling Stones, Led Zeppelin e Guns'n'Roses (mettete chi volete).
Oppure sarà davvero che si rivaluterà la musica ora in circolazione, quella pop e quella meno pop.

L'argomento che però preme tanto a me è quello della novità musicale vera, dell'inventiva e della genialità. Non dico di guardare agli anni passati e dire "oddio, quanta nostalgia dei bei tempi andati" ecc ecc, diavolo, da dita in gola! Che poi io neanche c'ero quindi che ne so. Però di quello che mi è arrivato, so che ci sono grandi cose; grandi, grandi situazioni straordinarie. Quel che dico è di guardarsi indietro non per lamentarsi o copiare tale e quale, ma per andare avanti, per avere delle basi solide da cui partire e provare, quanto meno, a fare un pochino di più.

Non so, forse sono davvero pensieri sciocchi di un adolescente... che se rileggessi le stesse cose fra qualche anno me ne vergognerei..
Boh.


:) Buona notte!
E saluti






Rispondi
Re: cit. "Per quanto ci sia ...
di poseidon [user #30697]
commento del 12/05/2013 ore 18:58:32
Non ti devi affatto vergognare, ne ora ne fra qualche anno. Hai esposto il tuo punto di vista, e lo hai fatto bene, e non c'è niente di sciocco. Che poi io, a altri, la pensiamo in modo diverso, non vuol dire che tu stia sbagliando. Anzi, a volte sul discorso dell'inventiva e genialità penso anch'io che forse ce n'è un po' meno ora, ma su questo ho una mia teoria, solo un è po' troppo lunga e complicata da spiegare.
Rispondi
Vista discografica
di Claes [user #29011]
commento del 17/05/2013 ore 18:48:1
Questo dibattito è davvero interessantissimo e devo contribuire con una specie di riassunto di quello che sarebbe stato un feedback per quasi ogni vostro commento!!! Eccovi qualcosa basato sulla discografia:

Direttori artistici (A&R Directors) scelgono artisti e prodotti che, sperando, andranno in cima a classifiche / vendite. Sperando pure che successo all'estero sia possibile. Si ascolta provini e si decide per un 'no' e raramente per un sì. Agli inizi in seguito all'invenzione del grammofono vi fù musica allora Pop ma anche piccole case discografiche per altri generi. Jazz, Folk Blues, Country and Western e, ovviamente, musica classica. Tutto questo a 78 rpm da 3 minuti. Le incisioni erano dal vivo - una presa per il controllo del suono, quindi da ascoltare, e una presa finale da restare 'vergine' per poi stamparla. Tutto questo è la preistoria... L'arrivo del nastro magnetico è stata una rivoluzione: finalmente si poteva ascoltare il master! Da una o due piste si passò al multipiste - 4, 8, 16, 24 canali. Con ProTools oggigiorno ve ne sono a gogò!

Tutto questo ha influito sulla qualità sonora di quel che si ascolta.

Le case discografiche devono VENDERE i loro dischi! Quelle che non vendono spariscono ben presto. Bisogna adesso essere specializzati e mirare a una fetta di mercato - da Rap a Heavy Metal. La Billboard Magazine pubblica ogni classifica per genere + complessiva Top 100.

Bieber, One Direction, ecc.: la fetta di mercato è centrata su ragazzine di 8-12 anni. Se artisti di questo tipo andranno avanti per decenni, potranno calcolare su fans cinquantenni per i loro concerti con hits vecchissimi + assolutamente niente di nuovo.

Producer: è determinante. Cosa sarebbero stati The Beatles senza George Martin? Phil Spector ha letteralmente inventato un sacco di artisti, Moroder ha inventato Donna Summer, ecc. ecc. ecc.

Case discografiche che inventano nuove fette di mercato: prendono rischi! Non hanno soldoni da investare per video, merchandising, promo tours e studio di registrazione. Questo vale tuttora.

Le case multinazionali: hanno in pratica acquistato tutto quello che era da acquistare - tutte le case cosidette Indies avevano un catalogo di incisioni da ripubblicare come 'Greatest Hits'.

Zona plagiarismo: vi ricordate 'Euphoria' / Loreen / Svezia / vincente 2012 dell' Eurovision Song Contest? Nel concorso Europeo di quest'anno ve ne sono parecchie imitazioni. Pezzi basati sul giro di accordi C / Am / F / G sono assolutamente innumerevoli, il Blues tipico è da 12 battute... Rendo l'idea? Avrete moltissimi esempi di questo genere se ci pensate.

OK, questo è dunque un contributo al dibattito! Una ragione è l'esser stato alla Mega Records da anno zero alla sua vendita... Micro classifica:

Sabrina: la più umana (cosa rara) - Leila K: arte DOC! - Denniz PoP: miglior producer - KLF: miglior gruppo - Ace Of Base: vendite
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