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Tubescreamer DIY: overdrive for dummies
Tubescreamer DIY: overdrive for dummies
di [user #17091] - pubblicato il

Il mercato trabocca di overdrive ispirati all'Ibanez TS808 e TS9. A volte, le differenze sono in piccole modifiche riproducibili in casa che stravolgono la voce del pedale, dando vita anche a cloni famosi e ben più costosi dell'originale. Analizziamo alcune delle soluzioni più diffuse.
Il mercato trabocca di overdrive ispirati all'Ibanez TS808 e TS9. A volte, le differenze sono in piccole modifiche riproducibili in casa che stravolgono la voce del pedale, dando vita anche a cloni famosi e ben più costosi dell'originale. Analizziamo alcune delle soluzioni più diffuse.

Raggiunto un livello soddisfacente di appagamento relativo a chitarra e amplificatore, il passo successivo è sicuramente rivolto all'acquisto di qualche pedalino gagliardo per dare un po' di pepe in più al nostro suono. Spesso, il primo che viene in mente è l'overdrive.
Che lo si usi su un ampli valvolare o su un solid state, per scaldare giusto un po' il suono o per disporre di una spinta in più, indipendentemente dal numero di canali a disposizione l'overdrive è quasi sempre essenziale, irrinunciabile e un numero sempre crescente di chitarristi spende maggiore attenzione nell'acquisto di questo importante anello nella catena del proprio suono.
Raggiungere la "pace dell'overdrive" non è semplice ed è sempre più frequente vederne due o più in una pedalboard: questa pace oltretutto può costare dai 30 euro di un Joyo ai 400 di uno Jan Ray.
Premetto che sto per dirvi qualcosa che, per i più smaliziati, non solo non sarà qualcosa di nuovo, ma un argomento trito e ritrito che però non raggiunge tutti: quasi tutti gli overdrive hanno i genitori in comune.
In un mio precedente articolo mi sono limitato a mostrare come il mercato dei cloni, anche economicissimi, offra valide alternative a un overdrive emblematico, sebbene il modello originale di produzione attuale abbia un costo che non definirei proibitivo. In questa occasione, invece, l'attenzione cade sui "derivati" del Tubescreamer che, nonostante siano tali, vengono proposti a prezzi molto superiori.

Tubescreamer DIY: overdrive for dummies

L'impianto di base sono due stadi di un amplificatore operazionale (uno per il clipping e uno di uscita) controllo di gain (sul primo stadio) e controllo di uscita a valle del doppio operazionale.
Premesso che il bypass flip-flop originario del Tubescreamer ha ceduto spesso e volentieri il passo alla versione true bypass per questioni di trasparenza con l'effetto spento, procediamo per gradi ad analizzare le varie sezioni aiutandoci con lo schema.

Tubescreamer DIY: overdrive for dummies

La sezione in turchese è quella relativa al circuito interno di bypass del TS808, pertanto non è da considerarsi come parte vitale dell'overdrive essendo facilmente sostituibile da un cablaggio in true bypass.

Le sezioni in verde sono invece (da sinistra) il buffer d'ingresso e quello di uscita. Questi buffer sono utilizzati per questioni di impedenza in ingresso e in uscita, ma essendo tutt'altro che trasparenti anche con l'effetto spento (cosa non a tutti gradita) l'opzione true bypass da parte di molti altri costruttori ha un senso.

Tubescreamer DIY: overdrive for dummies

Veniamo alla sezione a "luci rosse", pardon, di colore giallo: partendo dal puntino rosso, è qui che inizia il TS ed è sempre qui che avviene il clipping, cioè quel fenomeno di rude tosatura / compressione del segnale alla base di ogni overdrive. Qui i produttori vari si sbizzarriscono e la differenza tra un Joyo Vintage Overdrive, un Vemuram Jan Ray, un Timmy e uno Zendrive è tutta nella differenza dei valori di questi pochi componenti.

La presenza di controlli denominati Voice o Colour, di solito indica la sostituzione del resistore da 4,7k del TS808 con un partitore variabile formato da un potenziometro (Zendrive) o un Trimmer (Jan Ray) e un resistore fisso e mettendo prima (piuttosto che dopo) il condensatore da 0,047microFarad (visibile nel nostro schema colorato) e ovviamente giocando anche con il valore dello stesso.
Mentre nello Zendrive e nel Tubescreamer la sezione toni è ridotta a un potenziometro di controllo globale subito precedente lo stadio di uscita, nel Vemuram Jan Ray e nel Timmy di Paul Cochrane i controlli di tono sono due, separati in treble e bass, collocati rispettivamente dopo e prima il primo stadio dell'operazionale.

Passiamo ai diodi: qui TS808, Jan Ray e Timmy se la giocano sulla simmetria (identico numero di diodi per ognuno dei due rami) mentre lo Zendrive gioca in asimmetrico.
Nel TS808 troviamo un coppia di 1N914 a polarità contrapposte, nel Jan Ray quattro 1N4148 (due per ognuno dei due rami contrapposti) e ben sei 1N4148 nel Timmy con differenti combinazioni simmetrico/asimmetrico attraverso switch. Nello Zendrive invece troviamo tre diodi BAT41 e due mosfet 2N7000. Diversi valori anche per le quantità di gain e il piccolo condensatore in picofarad parallelo ai diodi, utilizzato per "addolcire" il clipping.

Passando alla sezione in rosso, anche qui la differenza tra gli overdive in esame è nell'ordine della variazione in valori dei componenti o, nel caso dello Zendrive addirittura l'omissione deliberata.

Ovviamente anche il doppio operazionale utilizzato da ciascun produttore ha la sua importanza ma è nell'ordine delle piccolezze apprezzabili (ma non del clamoroso) che sia un RC4558, un LM1458, un AD712 o un OPA2604.

Ovviamente, anche per arrivare a modificare un Tubescreamer fino a renderlo persino identico al nipotino ispirato da 400 euro qualche capacità ci vuole. Chi possiede queste doti saprà già dove, come e perché intervenire per modificare la resa finale dell'overdrive in questione ma, anche per quelli che si stanno avvicinando da poco al mondo del DIY, non è complicato sperimentare piccole modifiche poco invasive (ma molto utili) per cucirsi addosso il proprio overdive.

Torniamo per un attimo alla sezione in giallo: i due resistori da 10KOhm possono essere sostituiti con due resistori da 1MOhm per variare l'impedenza e la risposta in ingresso al pedale. Il condensatore da 1uF (1microFarad) determina l'estremo sinistro della banda passante, ovvero è deputato a definire la massima gamma bassa accettata dal pedale in ingresso: diminuendone il valore fino a 0,047uF (47 nanoFarad) è possibile ridurre la quantità di bassi in ingresso, se ritenuta eccessiva. Volendo intervenire per ridurre acuti fatidiosi è sufficiente inserire, dopo il condensatore di cui sopra, un piccolo condensatore di valore compreso tra i 22 e i 100 picoFarad (saldandone un terminale al condensatore precedentemente considerato e l'altro a massa).
Il resistore in da 4,7KOhm ha la duplice funzione di determinare il livello massimo di gain e insieme al condensatore in serie da 0,047uF (47 nanoFarad) definisce un filtro notch, ovvero inibisce una gamma ristretta di frequenze: nella versione standard il valore centrale di questo intervallo è intorno ai 700Hz. Volendo agire sul valore del resistore da 4,7KOhm, per diminuire o aumentare il gain totale, la forbice di valori tra i quali consiglio di sperimentare varia da un minimo di 1KOhm a un massimo di 8,2KOhm (al crescere del valore diminuisce il gain). In virtù del lavoro in frequenza svolto dal resistore considerato, qualora non si voglia alterarne la voce, al crescere del valore del resistore dovrà proporzionalmente diminuire quello del condensatore: la forbice di valori è compresa tra i 22 e i 100 nanoFarad.

Ora arriviamo in zona clipping: una modifica semplice è quella di sperimentare diversi diodi. Agire in questa zona significa non solo provare tipi diversi ma anche diverse quantità e, pertanto, anche tra clipping simmetrico e asimmetrico. Per non complicare il discorso e restare nel semplice, invito a sperimentare diodi diversi (anche tra di loro) o identici ma di valore diverso rispetto a quelli stock per trovare il proprio suono. Partendo dalle prove più semplici, provate a sostituire uno solo dei due diodi con un diodo 1N4001 oppure sperimentate con due diodi LED: a diversi colori corrispondono livelli diversi di clipping. Occhio alle polarità dei diodi (sono sempre contrapposte) e aiutatevi con i miliardi di foto disponibili sul web relativi all'argomento.
Infine, per addolcire il clipping sulla gamma acuta, si può sperimentare variando il piccolo condensatore da 51picoFarad vicino ai diodi, usando valori compresi tra i 33 ed i 100 picoFarad.

Passiamo alla sezione in rosso: qui i costruttori di derivati del Tubescreamer adottano soluzioni più raffinate per il controllo di tono ma, personalmente, sconsiglio ai principianti di avventurarsi con il controllo di tono di questo overdrive per evitare facilmente di imbattersi in facili errori e delusioni. Una piccola ma utile modifica in questa sezione, invece, può essere quella di saldare in parallelo al resistore da 1KOhm, collocato tra il potenziometro di tono e l'uscita del secondo stadio dell'operazionale, un piccolo condensatore di valore compreso tra i 22 e i 100 picoFarad per rispedire al mittente qualche acuto di troppo specialmente in presenza di chitarre con single coil.

Tubescreamer DIY: overdrive for dummies

Concludendo, nel lungo decorso della mia "brutta malattia" ho avuto modo di sperimentare di persona, tra le tante, tutte le piccole modifiche appena illustrate: vi invito a provarle e, almeno per avere un minimo di soddisfazione, a farmi sapere quanto effettivamente ci si può divertire e raggiungere risultati davvero inaspettati sostituendo (poco, quai nulla) in un pedale stock senza il quale tanti overdrive (anche proibitivi) nemmeno sarebbero nati.

Sicuramente non ho intenzione di giudicare male chi decide di spendere anche 400 euro per un pedale reputato il top del suo genere e nemmeno a sminuirne le migliori performance: lo scopo di questo articolo è rendere consapevoli che certe differenze nella resa di un overdrive, in termini di prezzo finale per l'acquirente, possono essere un'enormità mentre, in termine di meri componenti, per il costruttore è questione di pochi spiccioli.
Spendere molto o poco per un overdrive, se si sa per cosa si sta pagando, è una scelta personale e non la discuto. Per quelli che hanno un'adeguata vocazione (e un buon saldatore) la vita è più semplice ed economica.
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