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Paul Gilbert: la velocità nasconde le brutture del suonato
Paul Gilbert: la velocità nasconde le brutture del suonato
di [user #116] - pubblicato il

Suonare veloci è una maniera per camuffare sporcizie e brutture del suono. Rapiti dall’euforia della velocità si trascurano elementi fondamentali: controllo, tono, intelligibilità ritmica. Suonare così veloci da non riuscire ad ascoltare cosa si sta facendo è rischioso quanto guidare a tutta birra senza guardare la strada. Ci si può fare male.
Suonare veloci è una maniera per camuffare sporcizie e brutture del suono. Rapiti dall’euforia della velocità si trascurano elementi fondamentali: controllo, tono, intelligibilità ritmica. Suonare così veloci da non riuscire ad ascoltare cosa si sta facendo è rischioso quanto guidare a tutta birra senza guardare la strada. Ci si può fare male.

Non stupisce che sia proprio Paul Gilbert a fare questa raccomandazione. Paul è stato - ed è - uno dei più grandi shredder e velocisti della storia della chitarra, un vero innovatore nel linguaggio solista moderno; ma la velocità oltraggiosa e spericolata del suo playing è sempre andata di pari passo con l’accuratezza e la pulizia cristallina del suonato.
Ho tantissimi allievi e insegno da sempre. Così sento un sacco di ragazzi suonare cose veloci. Molti di loro quando lo fanno, sono così entusiasti di ciò che stanno riuscendo a eseguire che non si accorgono che il suono è brutto, che non stanno suonando bene. Per loro il fatto di andare a tutta birra è già una garanzia di qualità. Ma non è così. Io ho suonato quel genere di cose shred per anni. E le mie orecchie sono allenate… sentono tutto! E mi accorgo che non stanno suonando bene
Paul raccomanda allora di suonare piano, di rallentare perché a velocità ridotte è semplicemente più facile isolare sporcizie e lacune del nostro modo di suonare. “Tanti suonano veloci senza avere ancora la capacità di gestire l’ascolto di quello che stanno facendo a quella velocità. Ed è terrificante perché è come guidare così veloci da non riuscire a vedere e distinguere la strada. Finirai per schiantarti!"

Paul Gilbert: la velocità nasconde le brutture del suonato

Questo spunto lanciato da Gilbert offre l’opportunità per ricordare almeno tre elementi necessari per un suono di chitarra convincente che invece, spesso, si trascurano per la ricerca della velocità.
Il primo è l’impostazione e la scelta del plettro. Nel tentativo di muoversi il più velocemente possibile tra le corde, lo si impugna senza che fornisca alle note un attacco deciso e pulito e se ne sceglie uno solo sulla base dell’agilità che ci garantisce, non preoccupandosi del suono che potrà darci.
Quindi, altro elemento, è la forza delle dita della mano sinistra che se non adeguatamente allenate e capaci di suonare tutte con la stessa forza e sicurezza, genereranno fastidiosi singhiozzi ritmici, di dinamica e pronuncia. Queste incertezze, che escono in maniera evidente suonando piano, si affievoliscono alzando le velocità e la distorsione. Ma inevitabilmente conferiscono al playing un incedere sporco e – peggio ancora - incerto e moscio ritmicamente.
Ultimo elemento, estremamente delicato, è la capacità di calibrare un suono ad hoc per suonare veloci. L’equalizzazione e la quantità di distorsione non devono essere stratagemmi per nascondere imprecisioni e quindi incentivare un playing veloce spericolato e spensierato; anche a costo di optare per settaggi che rendano il suonare più impegnativo, serve un suono che valorizzi i preziosismi del suonato, garantisca l’intelligibilità di ogni fraseggio e assicuri corpo e tono a ogni nota. 

lezioni paul gilbert
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Commenti
Molto saggio. Non me lo ...
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 27/04/2015 ore 14:25:09
Molto saggio.
Non me lo aspettavo.
Rispondi
Re: Molto saggio. Non me lo ...
di francescolomunno [user #38311] - commento del 27/04/2015 ore 15:40:47
Io sì, Paul si è molto evoluto dagli anni '80...
Rispondi
Re: Molto saggio. Non me lo ...
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 27/04/2015 ore 15:56:40
Eh si...ho notato anche io .
Avevo visto un video motl vecchio su YT dove suonava un blues e faceva cagare.
Invece quello che ho sentito del nuovo album è un'altra persona, con un tocco e un espressività che non aveva prima.
Rispondi
Non è il mio caso...
di Rothko61 [user #32606] - commento del 27/04/2015 ore 15:53:2
Paul dice che molti suonano più veloci di quanto le loro orecchie possano sentire.
Purtroppo, non è il mio caso: ho le orecchie veloci e le dita lente... :-(
Rispondi
Re: Non è il mio caso...
di JFP73 [user #29480] - commento del 27/04/2015 ore 18:50:14
Siamo in due ma mi diverto uguale
Rispondi
Beh... alla fine è meglio ...
di angusnoodles [user #13408] - commento del 27/04/2015 ore 18:51:07
Beh... alla fine è meglio saper suonare sia veloci che lenti... basta che sia bello... essere sporchi? Jimmy Page era spesso sporco... ma ha suonato cose stupende... che se le suoni troppo precise non sono la stessa cosa... una cosa è la tecnica e un'altra è l'arte... non sempre coincidono...
Rispondi
Re: Beh... alla fine è meglio ...
di Cannibal [user #36124] - commento del 27/04/2015 ore 19:05:50
Jimmy Page era sporco quando VOLEVA essere sporco.
Rispondi
Re: Beh... alla fine è meglio ...
di Jackblef [user #25259] - commento del 27/04/2015 ore 20:56:08
MMh non sono d'accordo...... Adoro Jimmy Page, ma su youtube si trovano video veramente imbarazzanti.... Però è Jimmy Page.... Se suonassi io in quel modo potrei dire di aver voluto sporcare apposta, ma non mi crederebbe nessuno ;)
Rispondi
Re: Beh... alla fine è meglio ...
di Cannibal [user #36124] - commento del 27/04/2015 ore 22:42:11
Io mi riferivo all'esecuzione in studio. Durante i live post 1975 Page era quasi sempre strafatto, e spesso come dici tu, i risultati erano imbarazzanti.
Rispondi
Re: Beh... alla fine è meglio ...
di Jackblef [user #25259] - commento del 28/04/2015 ore 09:56:00
In questo caso concordo ;)
Rispondi
Le parole di Paul Gilbert ...
di esseneto [user #12492] - commento del 28/04/2015 ore 09:31:39
Le parole di Paul Gilbert pesano come macigni e forse per questo i commenti a questo articolo sono pochissimi.E' relativamente recente se non ricordo male un articolo in cui si parlava proprio di chitarristi super virtuosi contro quelli della vecchia scuola rock blues che scatenò un putiferio....Ma come Gilbert si toglie un peso dalla coscienza facendo una dichiarazione che ha dell'incredibile e il tutto si chiude con una manciata di commenti la maggior parte tra l'altro riguardanti Jimmy Page? che c'entra Page con Gilbert e il "fenomeno cometa" shred?
Rispondi
Re: Le parole di Paul Gilbert ...
di davo [user #31664] - commento del 28/04/2015 ore 12:20:44
Sinceramente a me non sembra che faccia nessuna confessione o dichiarazione incredibile; anche il titolo è leggermente fuorviante.
Gilbert dice solo, e giustamente, che per suonare veloce devi anche avere le orecchie allenate per sentire ciò che fai e che quindi è meglio partire lenti e curare i particolari.
Non sta dicendo che devi suonare lentamente in assoluto.

Interpretare quello che dice come una presa di posizione sullo shred o altro mi pare forzato, così come appunto partire con le solite ritrite citazioni dei vari chitarristi, di chi è lento, di chi è "sporco" e così via.
Rispondi
Vorrei ricordare che mentre tutti ...
di SuperAdrian utente non più registrato - commento del 28/04/2015 ore 09:40:22
Vorrei ricordare che mentre tutti o quasi andavano a 300 all'ora e basta (grunge a parte), secondo me già nei Mr. Big brani bluesy come A little too loose erano gustosissimi.
Non mi sono però mai potuto neanche avvicinare alle sue cose più veloci (un giorno provai a rifare l'intro di Colorado Bulldog, mi arresi dopo 5 minuti, impossibile).
Oltretutto il suono di Paul non è mai stato ipercarico di distorsione ed ha sempre giocato con le dinamiche, questo basta a capire il personaggio.
Comunque sia è un grandissimo.
Rispondi
Re: Vorrei ricordare che mentre tutti ...
di pg667 [user #40129] - commento del 28/04/2015 ore 12:32:51
e che dire del solo di Anything For You, ci sono dei vibrati che tutte le volte che li sento mi vengono i brividi!

anche nei Racer X nonostante il gruppo fosse incentrato sui visrtuosismi di Paul la melodia ed il gusto non sono mai mancati, un paio di esempi sono il solo armonizzato di Fire Of Rock ed il pezzo Technical Difficulties nel quale l'accompagnamento dell'assolo è quello di Comfortbly Numb.

p.s. c'ho provato anche io a fare Colorado Bulldog, ci dovrei riprovare per vedere se ora magari mi riesce, ma il mio "forte" è appunto Technical Difficulties, che a discapito del nome trovo più facile di molti altri suoi pezzi!
Rispondi
Re: Vorrei ricordare che mentre tutti ...
di Gianni Rojatti [user #17404] - commento del 28/04/2015 ore 15:10:06
Concordo anch'io. Già nel primo disco dei Mr. Big aveva un tocco e un'espressività strepitosi!
Rispondi
Concordo
di NorwegianWood [user #18676] - commento del 28/04/2015 ore 10:39:52
Per esperienza personale posso assolutamente dire che è così.
Mi limito a raccontare solo l'ultimo di una lunghissima serie di episodi a conferma di ciò.
Un mese fa stavo provando a suonare un lick moooolto veloce.
La velocità c'era. Ma mi ero accorto che non ero pulitissimo.
Ho più che dimezzato il metronomo per un giorno.
Quello dopo finalmente quel lick suonava come doveva.
E non c'è stato nemmeno bisogno di alzare la velocità in modo graduale, perché appunto la velocità c'era già.
Non ho incrementato la velocità, ho migliorato il suono.
E la differenza si sente.
Rispondi
Si ma questo titolo: ...
di darkfender [user #16554] - commento del 28/04/2015 ore 11:42:10
Si ma questo titolo:

"Paul Gilbert: la velocità nasconde le brutture del suonato"

Non ha riscontro nel virgolettato

Gilbert spiega come ottenere una buona velocità con un suono preciso e non sta affatto sostenendo che la velocità nasconde brutture....
Dice proprio assolutamente il contrario.....che la velocità senza la tecnica adeguata si sente eccome.

Non è la prima volta che si "fraintende" platealmente un'intervista con titoli altisonanti su accordo...
E non è solo contro certe tecniche... ma anche contro la teoria spesso e non aggiungo altro.



Rispondi
Re: Si ma questo titolo: ...
di pg667 [user #40129] - commento del 28/04/2015 ore 12:20:4
a me sembra che dica che all'orecchio dell'ascoltatore medio ma più che altro del chitarrista mediocre, la velocità possa mascherare degli evidenti errori.

se suoni 200 note al secondo ma ne plettri male la metà te ne accorgi meno che se le stesse 200 note le suoni in un minuto. credo intendesse questo.

per fare un esempio con il più o meno shredder Hermal Li: per me suona da cani, spreciso da morire (anche se devo riconoscere che nonostante per me sia inascoltabile mi fa tanto ridere!), ma per i suoi fan è un mostro di tecnica al pari se non superiore a Gilbert, Batio, Vai ecc... questi fan evidentemente quando uno suona lesto non hanno la capacità per rendersi conto che il risultato è alquanto spreciso, oltre che palesemnte diverso dalla registrazione in studio. infatti le sue registrazioni in studio sono suonate più lente (e più precise) e poi velocizzate artificialmente.
Rispondi
Re: Si ma questo titolo: ...
di darkfender [user #16554] - commento del 28/04/2015 ore 13:01:57
No dice che alcuni suoi allievi non si accorgono di suonare sporchi

Chiaramente le lacune tecniche si possono mascherare (non solo la velocità....alcuni gruppi indie rock sono ben peggio) ma questo si ripercuote sul mix.
L'effetto finale è comunque brutto.

Non ha mai detto che suonare veloci nasconde le brutture del suonato e in quanto a musicista serio non credo lo dirà mai.

Infatti persone come Andy James provano che la precisione nella velocità ha molto peso.
Se non fosse così nessuno lo conoscerebbe e invece è uno dei nuovi virtuosi più conosciuti.

Io so solo che al momento la tecnica non è più il santo graal della nuova generazione.
Ora va di moda suonare la chitarra come un basso e la cosa è ben più grave.

E per esperienza personale (al contrario) posso dire che un ragazzo che suona veloce e sporco può imparare a suonare veloce e preciso perché è a metà del lavoro.
Se non lo fa è perché comunque non gli interessa approfondire la musica.

Così come una persona che suona bending stonati può imparare il giusto pitch ma può anche non impararlo mai se si accontenta di quello che ha.
Rispondi
Re: Si ma questo titolo: ...
di alberto biraghi [user #3] - commento del 28/04/2015 ore 17:02:35
Indro Montanelli diceva che se il lettore non capisce è colpa di chi scrive. Sono contento che direttore e redazione tengano duro su questo principio che ho sempre ritenuto fondamentale per un buon giornalista, anche se commenti come questo mettono a dura prova le nostre convinzioni :-)
Rispondi
Re: Si ma questo titolo: ...
di darkfender [user #16554] - commento del 28/04/2015 ore 19:53:14
Pensavo che la tecnica dell'attaccare l'autore quando non si trova modo di controbattere fosse ormai obsoleta.....

Evito di rispondere alla chiara provocazione e mi limito a contare gli interventi di quelle persone che hanno capito male e stanno parlando appunto di altro....

E non sono stato l'unico a sottolineare come il titolo sia fuorviante.
Rispondi
Re: Si ma questo titolo: ...
di Guycho [user #2802] - commento del 03/05/2015 ore 21:17:07
A leggere tanti commenti mi viene il dubbio di essere intronato, ma grazie a questo piccolo intervento mi sono riabilitato :)

Grazie, e continuate a tenere duro!
Rispondi
Re: Si ma questo titolo: ...
di WilsonS [user #42009] - commento del 01/05/2015 ore 11:03:08
"It's easy to hide ugly sounds in fast playing", min 0.13 :) Forse la traduzione nel titolo non e' stata letterale, ma il significato c'e'.
Rispondi
Molto vero e molto saggio ...
di waterdog [user #12638] - commento del 29/04/2015 ore 15:45:56
Molto vero e molto saggio da parte sua.
Rispondi
ah gilbert, ma che...
di adsl36 utente non più registrato - commento del 01/05/2015 ore 11:14:18
...stai a dì?? ti stimo moltissimo come chitarrista ma conosco tanti suonatori che suonano molto sporco anche facendo una nota all'ora e stanno in gruppi che fanno serate in giro per locali e piazze! come l'ha commentata lui, la cosa sembra un dogma: se vai veloce = sei sporco e magari lo fai per coprire certe brutture...non è affatto così. lo studio, quello SERIO, si fa cominciando a velocità molto, molto ridotte e scandendo ciò che si fa con molta chiarezza e precisione, a suono PULITO e SENZA EFFETTI. soltanto quando si avrà padronanza, pian piano, si aumenterà di pochissimo la velocità per progredire ma, la parola d'ordine è sempre PULIZIA e PRECISIONE a qualsiasi velocità...quando vai lentissimo in fase di studio e ti esce qualcosa di sporco e approssimato e non lo correggi, se non ti soffermi su quell'errore per risolverlo te lo porterai avanti fino al max delle velocità che potrai raggiungere e si suonerà sporco non certo perchè si è veloci ma soltanto perchè abbiamo studiato male!...a volte mi chiedo se, con l'esplosione di tanti chitarristi shredder del nostro tempo, i musicisti big più "anziani" abbiano o meno piacere che ci siano ragazzi molto dotati chitarristicamente, che in qualche modo possono metterli in "ombra"...oh, a me il dubbio viene leggendo ciò che ha dichiarato gilbert e ne sono rimasto meravigliato, proprio perchè lui è un big della chitarra elettrica e la regola dello studio che ho citato sopra è quella di base che viene insegnata anche nei vari conservatori...
Rispondi
Re: ah gilbert, ma che...
di Guycho [user #2802] - commento del 02/05/2015 ore 18:10:08
ci credi se ti dico che non ha capito niente di cosa vuoi dire? Sarà un mio limite eh...
Rispondi
Re: ah gilbert, ma che...
di adsl36 utente non più registrato - commento del 02/05/2015 ore 19:04:24
rileggilo con più attenzione e vedrai che forse abbatterai il tuo limite
Rispondi
Re: ah gilbert, ma che...
di Guycho [user #2802] - commento del 03/05/2015 ore 11:47:02
riletto per la quarta volta....boh

Non si capisce perchè ti meravigli di quello che dice Gilbert se quando in sostanza hai detto le stesse cose.

Poi dici che lui ha paura di essere messo in ombra.... ma che c'entra? Tra l'altro, ce ne vuole per mettere in ombra Paul Gilbert eh!
Rispondi
Re: ah gilbert, ma che...
di adsl36 utente non più registrato - commento del 03/05/2015 ore 20:29:59
...mi fa piacere che hai riletto per la quarta volta. ancora un piccolo sforzo, almeno cinque volte, e forse riuscirai a cogliere il vero significato. ciao ;-)
Rispondi
Re: ah gilbert, ma che...
di Guycho [user #2802] - commento del 03/05/2015 ore 21:13:12
Ci passo la nottata e ti faccio sapere!
Rispondi
Non è il mio caso....
di Grossoman [user #42524] - commento del 01/05/2015 ore 11:21:12
Anch'io non ho mai imparato a fare gli assoli veloci ma sinceramente non sono mai stato attratto dalla velocità.
Penso che al giorno d'oggi vengano anche molto sottovalutate certe difficoltà proprie del suonare "lenti", come la scelta delle note (più un assolo è lento più è difficile scegliere le note giuste) le sfumature, il tocco ecc.
Inoltre i chitarristi del passato, anche se spesso non raggiungevano le velocità dei chitarristi di adesso, davano molto più spazio all'utilizzo di stili alternativi, soprattutto con l'acustica, come il finger picking, il bluegrass ecc., che oggi sembrano essere stati dimenticati (tranne che dagli specialisti).
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di eugenio01 [user #39191] - commento del 01/05/2015 ore 12:00:5
quote---più un assolo è lento più è difficile scegliere le note giuste---

dissento in toto (ed anche in supertramp).
A richiesta giustifico.
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di adsl36 utente non più registrato - commento del 02/05/2015 ore 11:04:37
scusa ma, in realtà, è esattamente il contrario. quando vai lento il cervello ha più tempo per pensare a ciò che deve fare dopo, al contrario di quando vai veloce. è questo uno dei motivi per cui si studia cominciando molto piano...ovviamente c'è un fattore da prendere in considerazione: la capacità soggettiva che varia da persona a persona, nel senso che la velocità di esecuzione è direttamente proporzionale alla velocità del cervello nel costruire ciò che si vuol suonare -previo uno studio serio- e questo fattore, ovviamente, non è uguale per tutti. ne consegue che se uno ha il cervello adatto a viaggiare lento, il che non è né una colpa né una malattia, vedere uno shredder gli sembrerà alquanto esagerato perchè già B.B. King gli sembrerà un razzo fotonico, figuriamoci gli altri...


---


"ho provato a suonare così veloce che mi sono ritrovato nel futuro"!
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di Grossoman [user #42524] - commento del 02/05/2015 ore 15:22:43
Mah .... secondo me negli assoli lenti è più difficile la scelta delle note perché quando si suona veloci (estremizzando il discorso) si possono suonare note a casaccio e queste possono anche starci bene sulla base che si sta seguendo. Se poi si segue una scala si sta già facendo molto.
Invece quando si suona lenti le note di una scala rappresentano solamente un primo punto di riferimento, le difficoltà compositive sono molto maggiori.
Ho spiegato il concetto in modo molto grossolano, non so se mi sono spiegato bene. :)
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di adsl36 utente non più registrato - commento del 02/05/2015 ore 16:16:17
ti sei spiegato bene. mi piacerebbe avere il "dono" di fare quello che dici, cioè di prendere note a casaccio in fase di velocità (una certa velocità ce l'ho ancora, m'è rimasta nonostante 10 anni che sono stato fermo...), ti assicuro che non è semplice come si crede e ne conosco molti altri che non ci riescono. questo è semplice da spiegare: quando raggiungi la velocità per studio e non per puro istinto, la mente è abituata a seguire ciò che ha studiato e se ad esempio devi fare un arpeggio di DO#-7 già sa quello che le dita devono premere e come farlo, mano dx compresa...il "casaccio", credimi, per fortuna non è da tutti. ciao.
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di Grossoman [user #42524] - commento del 02/05/2015 ore 16:30:13
Io ti dico solo una cosa, tu prova ad improvvisare su una base suonando note a casaccio, prima suonale velocemente e poi suonale lentamente e senti un po' che differenza c'è.
Se lo faccio io la differenza la sento eccome e tieni conto che, per come suono io, il suonar veloce equivale semplicemente ad un "meno lento".

Se poi vogliamo lasciare il discorso del casaccio, se andiamo a vedere gli assoli dei chitarristi superveloci, questi spesso non fanno altro che suonare in successione le note di una scala, magari con qualche variazione.
Tu prova a fare un assolo lento suonando in successione le note di una scale e vedi un po' che cosa ridicola ne viene fuori.
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di adsl36 utente non più registrato - commento del 02/05/2015 ore 19:12:54
sì, capisco e confermo allora che non è il mio caso, nel senso che sono stato abituato a studiare ciò che devo suonare e deve avere per me un "senso armonico", si trattasse anche della dissonanza più strana o di un "groviglio" di note apparentemente folli, ma comunque il tutto deve nascere da precise regole armoniche, non so se mi spiego...proprio per questo non ho mai fatto cose a casaccio. questa, ovviamente, è una posizione personale che per gli altri potrebbe anche non essere così, ci mancherebbe...
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di darkfender [user #16554] - commento del 04/05/2015 ore 09:47:52
Andare veloci non vuol dire fare più note e basta.
Basta fare l'analisi dei brani per capire che significato ha una parte veloce.....la velocità è solo un colore.

Se prendi una nota sbagliata nel cambio accordo ad esempio, l'errore si sente.

Se ad esempio scrivi un giro melodico lentissimo... puoi decidere quali tecniche applicare alle note per arricchirle.
Puoi usare vibrati bending o parti veloci (spesso con strutture regolari) per unire 2 o più note.
Le parti veloci di unione hanno il bello di avere:
-una dinamica propria al loro interno (spostare gli accenti, i crescendo e così via)
-un movimento armonico (posso unire 2 note con una scala, con arpeggi, con scale a salti, con qualunque movimento mi venga in mente)
-aiutano a rendere il pezzo meno ripetitivo (variando il tempo delle note anche riducendone la durata e non solo aumentandola)


Le parti veloci creano movimento... e saperle fare vuol dire avere un "vocabolario" più ricco.
In alcuni casi la velocità può essere utilizzata per esibizionismo, oppure per coprire la mancanza di contenuti.
Ma questo non ha nulla a che vedere con la tecnica di per se e lo stesso vale per qualunque altra tecnica...

L'unico modo di coprire stonature, è non avere la minima idea di cosa si stia suonando e lasciarsi guidare dalle mani.
In questo caso è la mancanza di teoria il problema e non la velocità di per se.

Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di Grossoman [user #42524] - commento del 04/05/2015 ore 18:07:04
Premetto che non ho nulla in contrario nel suonare veloci, anzi mi rendo conto che in certi generi musicali dove spesso i brani hanno ritmi tirati (come nel metal, ma non solo) non è facile farci stare bene degli assoli lenti, quindi la velocità diventa probabilmente un obbligo.
Se in questa discussione sto assumendo certe posizioni è perché vorrei chiarire meglio un determinato aspetto che vedo non da tutti viene condiviso (ovviamente ognuno la pensa a modo suo).

Nella storia della musica, accanto a chitarristi che hanno avuto successo grazie alla loro notevoli capacità tecniche, ci sono stati anche altri chitarristi che invece non hanno espresso capacità tecniche particolarmente elevate ma hanno avuto un grandissimo successo grazie al fatto che hanno spesso saputo creare degli assoli che sono risultati molto piacevoli all'ascolto del pubblico.
Per creare tali assoli secondo me non è sufficiente seguire le note di una scala o di un accordo mentre si suona (come spesso ci si limita a fare quando si suona veloci, l'importante è non sbagliare le note) ma è necessario avere delle capacità compositive molto maggiori, le note di una scala o di un accordo possono rappresentare tutt'al più un principale punto di riferimento.

In rete gira un detto che recita più o meno così: Malmesteen sul palco suona centomila note al minuto di fronte a 3 fan in delirio, David Gilmour sul palco suona 3 note al minuto di fronte a centomila fan in delirio.

Comunque, come dicevo all'inizio, tutto questo non vuole essere una critica al suonare veloci, diciamo che ci possono essere diversi modi per esprimersi con la chitarra.
C'è anche chi la tecnica la sviluppa non tanto nel massimizzare la velocità nelle note singole ma nello studio di tecniche polifoniche, dove la difficoltà è rappresentata soprattutto dalla complessità dell'insieme fra melodia e accompagnamento.

Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di eugenio01 [user #39191] - commento del 04/05/2015 ore 19:12:12
Non parliamo di musica che tanto non ci sono le basi a parte le orecchie (in senso anatomico...parlo di me e non solo) ma parliamo solo di pura
semplice logica applicata a quello che scrivi.

Cominciamo da qui---->Per creare tali assoli (quelli che incontrano il favore del pubblico) secondo me non è sufficiente
seguire le note di una scala o di un accordo mentre si suona....
samba pa ti è un assolo che ti sembra andar bene come esempio che è piaciuto al grande
pubblico? Secondo te quante note fuori scala ci saranno in samba pa ti?
Quante note fuori scala secondo te fa gilmour in un assolo tralasciando la\e note di passaggio nei
bending oltre il tono?

Ebbene per fare queste cose qui serve non dico il gusto del tipo "ci pianto la terza la sesta la quinta un glissatino o che altro
in questo stracz di bit" (perchè a nostra insaputa non è che ci sia poi così tanta scelta ..) ma addirittura ci vanno
conoscenze compositive superiori di cui santana e gilmour sarebbero a conoscenza e un nome a caso Zappa
per esempio no. Dopo questa premessa si dice che non si vuole fare una critica al suonar veloci
ma semplicemente si dice che chi suona lento ha a disposizione mezzi tecnici e teorici superiori di chi suona veloce.

Non difendo il suonar veloce che la velocità è semplicemente un mezzo tecnico come qualsiasi altro
difendo semplicemente il buon senso e le cognizioni musicali che si dovrebbe avere dopo qualche anno su qualsiasi strumento.




Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di Guycho [user #2802] - commento del 04/05/2015 ore 20:09:33
" ci vanno
conoscenze compositive superiori di cui santana e gilmour sarebbero a conoscenza e un nome a caso Zappa
per esempio no. "

mamma mia
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di Grossoman [user #42524] - commento del 04/05/2015 ore 20:18:45
Sicuramente mi sono spiegato male. In poche parole ... intendevo dire semplicemente che secondo me dietro chitarristi di successo, che non hanno una tecnica eccelsa, spesso ci sono grandi capacità creative e compositive che non è detto che un chitarrista molto tecnico possieda (ma potrebbe anche averle).
Tutto qui

Miles Davis: "perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?"
.... copio qua e là dal web :)
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di eugenio01 [user #39191] - commento del 04/05/2015 ore 21:10:28
Ah si miles davis ...vero...come non detto...va tutto bene
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di Guycho [user #2802] - commento del 04/05/2015 ore 21:58:07
ecco: "capacità creative" è molto meglio :)
Rispondi
Re: Non è il mio caso....
di darkfender [user #16554] - commento del 05/05/2015 ore 09:47:18
No esistono solo un mucchio di pregiudizi nella musica moderna e in particolare sui chitarristi...

Se applicassi quello che hai detto alla musica in generale, Rachmaninov, Paganini e Beethoven per citarne tre, sarebbero degli shredder senza gusto.

La velocità è un colore (meglio dire un insieme di colori) non ha nulla a che fare con la bellezza di una melodia... Ma si può dire che è più complessa da ascoltare per i profani di quanto non lo siano altre tecniche.
Ma noi non siamo profani e quindi dovremmo sforzarci di capire prima di criticare.

E soprattutto capire che la composizione è la stessa... si scrive prima la melodia e poi la si arricchisce (sia a livello conscio che a orecchio).
Si può prendere un pezzo di malmsteen e ridurlo a poche note... (e infatti un buon 60% dei pezzi di malmsteen sono criticabili per questo...).

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Re: Non è il mio caso....
di Grossoman [user #42524] - commento del 05/05/2015 ore 19:35:26
Mah, il paragone fra gli shredder e la musica classica mi sembra totalmente fuori luogo.
Non mi sembra che la musica classica sia il tempio della velocità. Ci sono poi anche i momenti di alto tecnicismo e di velocità, ma il tutto è strettamente limitato alle esigenze del buon gusto.
Semmai ciò che caratterizza la musica classica mi sembra più la complessità delle sue strutture compositive, al contrario della musica moderna dove prevale il più semplice "tema con variazioni", improvvisate o meno.

Oltretutto non mi sembra che ci sia niente di particolarmente complesso nell'ascoltare uno che suona meccanicamente in successione, pur con delle variazioni, le note di una scala, seppur a grande velocità (e non ditemi che spesso non succede così).
Io invece apprezzo molto di più che le note le utilizza in modo non meccanico nel cercare di creare delle melodie che siano piacevoli da ascoltare.
De gustibus ......

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Re: Non è il mio caso....
di darkfender [user #16554] - commento del 05/05/2015 ore 20:55:10
Io voglio rispettarti... nonostante tu non faccia lo stesso con chi suona stili tecnici ma ti chiedo di non avventurarti in terreni a te totalmente ignoti quali sia la classica che il metal.

Lo dimostri da quello che dici, e non c'è nulla di male, di non seguire alcuni stili....
Ma criticarli senza comprenderli è un errore.


Se credi che le scale siano mancanza di creatività è perchè non capisci come vengono usate...e non centrano i metallari che ti stanno evidentemente antipatici.
Devo linkarti Vivaldi o Corelli?

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Re: Non è il mio caso....
di eugenio01 [user #39191] - commento del 05/05/2015 ore 21:33:51
...ma il tutto è strettamente limitato alle esigenze del buon gusto

La musica classica è retta dal buon gusto.
Ed è strettamente limitata al buon gusto...

affascinante..non so davvero..forse un incrocio tra marzullo e voyager..come definire tutto questo
cianciare allucinante.
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Paul Gilbert è un grande ...
di Salvog [user #26748] - commento del 04/05/2015 ore 11:53:14
Paul Gilbert è un grande proprio perché io lo ritengo un tipo saggio ed equilibrato oltre ad essere un mostro bravura e di tecnica chitarristica.
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