HOME | CHITARRA | DIDATTICA | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE | NEWS         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Costruisci la tua chitarra elettrica
Costruisci la tua chitarra elettrica
di [user #116] - pubblicato il

Un manuale semplice ed efficace per accompagnare chi ha voglia di mettersi in gioco nell’assemblarsi da zero uno strumento. Non certo per diventare un liutaio, ma per arrivare a conoscere talmente a fondo una chitarra da potersela costruire.
Edito da Volonté Costruisci la Tua Chitarra Elettrica è la traduzione italiana del celebre metodo Build Your Own Electri Guitar della Haynes, scritto da Paul Balmer. Il libro non ha certo la pretesa di essere la guida per trasformare un qualsiasi chitarrista in un espero liutaio, ma è in realtà una guida passo passo che può fornire tutti i mezzi per ritrovarsi tra le mani una Strat, frutto di sudato impegno e dedizione partendo da pezzi sparsi su un tavolo. 

Il volume si apre con una prefazione che porta la firma di uno dei pochi guitar hero che oltre a suonare divinamente si è costruito da zero uno strumento diventato poi la sua principale chitarra. Stiamo parlando di Brian May e della sua Red Special costruita a quattro mani con il padre. Una testimonianza del genere non può che dare una bella sferzata di energia a chi si lancia in un progetto ambizioso come quello di costruirsi una chitarra elettrica. 

Superati i preamboli si entra nel vivo con la descrizione minuziosa di tutti i dettagli della chitarra più famosa progettata da Leo Fender. Con foto dettagliate e descrizioni minuziose vengono presi in esame tutti gli angoli, anche i più reconditi della Strat, soffermandosi non solo sulle apparenze estetiche ma anche sulle funzionalità dei vari elementi per finire poi con i pregi e i difetti delle varie configurazioni. Questa rappresenta una piccola enciclopedia per chi vuole conoscere tutto di uno degli strumenti più iconici di sempre che già di per se ne varrebbe l’acquisto. 

Prima di mettersi a lavorare con trapani cacciaviti e saldatore, una ventina di pagine vengono dedicate alla scelta dei materiali e delle configurazioni. Per ogni parte dello strumento sono descritti i pregi e i difetti dei materiali scelti. Ampio spazio è dedicato alla scelta in primis dei legni sia per il corpo che per il manico, per passare poi alla scelta dei pick up e dell’elettronica. L’elenco di quelli che possono essere i risultati timbrici dovuti alle varie scelte possono aiutare non solo chi si approccia alla costruzione di una chitarra, ma anche a chi vuole conoscere qualcosa in più prima di acquistarla in un negozio, sfatando qualche mito e fornendo qualche interessante considerazione sui vantaggi di una configurazione HSS o SSS, tutte nozioni fondamentali anche per chi si vuole limitare a suonare strumenti già belli che pronti. 

Si parte con i lavori, cominciando a trattare l’assemblaggio di pezzi già verniciati, l’approccio più semplice. Alla verniciatura è dedicato un capitolo verso la fine del libro, trattandosi di un tema decisamente più complesso. Prima però l’autore ci tiene a dare qualche dritta tanto sugli attrezzi da usare per i lavori quanto su come usarli in tutta sicurezza, dettaglio spesso sottovalutato. 

La parte dedicata all’allineamento tra corpo e manico è una delle più interessanti. Con dovizia di particolari vengono elencate le procedure da seguire perché tutto combaci alla perfezione affinché la trasmissione delle vibrazioni sia al massimo. Un capitolo come questo risulta davvero interessante, soprattutto quando fa il paio con la parte dedicata al setup dello strumento che segue la seconda, quella dell’elettronica. 

Costruisci la tua chitarra elettrica

Districarsi tra cavi, saldature, potenziometri e selettori non è mai semplice. Avere la possibilità di confrontare nero su bianco diversi tipi di cablaggi fa davvero comodo. Se proprio non vi state costruendo una chitarra, probabilmente vorrete cambiare un pick up. Il buon Balmer (e i due traduttori italiani Bontempi e Viola) non lesinano in dettagli e schemi illustrativi chiari e intuitivi. Questo capitolo è davvero a prova di bomba, seguendo le loro dritte non si può sbagliare. 

Per finire ecco la parte più succulenta, che deve entrare di diritto nella libreria di ogni chitarrista, quella dedicata al setup. Approcciare questo argomento non è semplice, perché i dati in gioco sono tanti, le zone su cui agire altrettante. L’autore riesce in modo semplice a trasmettere i concetti per la regolazione della action e del truss rod con la semplicità che ci si aspetterebbe da un libro di fiabe per bambini, tanto che è impossibile non ottenere un buon risultato (magari dopo qualche tentativo). 

“Costruisci la tua chitarra elettrica” è sì quindi un manuale per chi vuole lanciarsi nell’assemblare da zero uno strumento Strat style, ma è anche il libro perfetto per chi vuole conoscere tutto di questa chitarra, sviscerarne ogni aspetto e, all’occorrenza sistemare quello che non va o non piace.


Questo manuale è edito da Volontè&Co
costruisci la tua chitarra volonté&co
Link utili
Questo manuale è edito da Volontè&Co
Altro da leggere
Pubblicità
Imparare a suonare sui tempi dispari...
La magia della chitarra...
Begotti, Fazari e Filippone di nuovo on stage...
Costruisci il tuo strumento con Volontè...
Pubblicità
Commenti
di AlexEP [user #35862] - commento del 19/05/2017 ore 10:48:41
Figata per me che sono un agricolo da un punto di vista elettronico
Rispondi
di CarloRock1993 [user #46568] - commento del 19/05/2017 ore 12:57:51
Davvero una bella iniziativa questa! Costruire qualcosa con le proprie mani è sempre una bella soddisfazione anche perché si scelgono i materiali e i componenti in base ai propri gusti e questa è la caratteristica fondamentale.
Rispondi
di Mems81 [user #37000] - commento del 19/05/2017 ore 13:01:3
Ad avere il tempo di cimentarsi con calma...ma ormai già è tanto se riesco a prendere in mano la chitarra così come è purtroppo!!!
Rispondi
di Quick [user #26119] - commento del 19/05/2017 ore 19:02:25
Sul sito delle edizioni Volonté&Co. si possono scaricare le prime pagine del libro in Pdf. C'è la prefazione dei traduttori, il sommario e la prefazione di Brian May. Visti i contenuti del sommario, non mi sembra nulla di trascendentale: sicuramente ogni aspetto sarà spiegato con dovizia di particolari e ben illustrato, ma si parla di assemblaggio e setup, cioè quel che un chitarrista medio apprende dopo qualche anno di pratica, o che può essere appreso senza fatica e senza spendere un centesimo ricercando su internet e guardando i tutorial su YouTube, esattamente come si apprende a fare quei piccoli lavoretti di manutenzione di base alle auto senza portarle dal meccanico. Ovviamente è solo la mia opinione. Ma sarei perplesso su un acquisto di questo tipo.
Rispondi
di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 19/05/2017 ore 19:17:41
Mi sto attrezzando gia....e sto per comprare anche il libro...anche se non faccio una strato...più un explorer...8 corde chiaramente
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 19/05/2017 ore 22:13:42
È da sempre che vorrei farmi / farmi fare un chitarra custom design partendo da un rettangolo di legno per darle una forma originale e farla dipingere ad olio da un pittore astratto. Ci vuole olio... di gomito per poter ricolorare una chitarra già finita e colorata - bisogna agire con carta vetrata finissima prima di cominciare il lavoro. Questo è il consiglio datomi tempo fa su Accordo per la verniciatura. Nessuno qui in giro c'è stato - mi hanno detto "non ti aiuteremo a deturpare una tua chitarra". Una chitarra ideale per mie proprie follie è a 1 P90 o simile al ponte + MIDI con spina 13-pin per il tutto e wraparound. Dipinta da quadro ad olio: fondo, 4-5 strati di colori (effetto 3D) e lacca a prova di relic sarebbe da mettere in cornice!
Sulla spinta dell'articolo sono andato per referenza sul sito Warmoth e hanno il non-modello Blank Body da deturpare senza problemi con la coscienza. Il resto è targato Fender di prevalenza. Insomma, farsi un body CS inventando la forma del corpo è una cosa possibile - un progetto del genere vi terrà però occupati per anni.
Non è ovviamente poi un caso che il libro dedica spazio extra alla verniciatura...
Rispondi
di -LK [user #44477] - commento del 19/05/2017 ore 23:44:56
Da possessore del libro, posso dire di essere rimasto abbastanza deluso. Il titolo giusto sarebbe: " Assembla la tua chitarra elettrica", perché qui solo di assemblaggio, e setup, si parla. Se vi serve un manuale di liuteria elettrica non è certamente questo. Poi a qualcuno, magari, torna utile comunque, nel mio caso solo soldi buttati....
Rispondi
di lazydaniel [user #28418] - commento del 21/05/2017 ore 09:50:34
Di sicuro non è un trattato di liuteria, ma mette in evidenza gli accorgimenti da seguire e le trappole da evitare quando si vogliono apportare regolazioni e modifiche allo strumento, oltre a descrivere in maniera dettagliata le fasi dell'assemblaggio. Sono poi presenti anche cenni per chi voglia fare tutto da zero. Invece che partire a testa bassa buttando soldi, un approccio più graduale può costituire una alternativa molto valida alla costruzione completa. Se si hanno specifiche molto stringenti ci si rivolgerà a un progetto in cui si fa (o si fa fare) tutto, per molti però, almeno agli inizi, sarà molto gratificante vedere risultati tangibili piuttosto che arenarsi di fronte a difficoltà insormontabili o dover buttare del materiale e rifare qualcosa per aver sbagliato. Dal punto di vista delle tecnologie impiegate le lavorazioni coinvolte nella liuteria non sono affatto complesse, ma già avere a disposizione le macchine (per esempio una sega a nastro, una fresatrice, un trapano a colonna, una levigatrice a nastro...) e tutti gli arnesi/materiali di consumo comporterebbe un bel costo per chi volesse fare davvero tutto a partire dalle tavola di legno.
Da ex cliente di un sedicente liutaio professionista spezzo una lancia in favore di questo libro in cui ho riscontrato un metodo razionale che mette in luce le magagne di certi liutai improvvisati.
Rispondi
di fraz666 [user #43257] - commento del 22/05/2017 ore 10:53:39
C'è una sola recensione su amazon e mi sembra in linea con alcuni commenti (negativi) qui, in realtà mi pare di capire che sia proprio quello che mi serve (un libro 'for dummies' con gli accorgimenti basilari per il settaggio) però mi piacerebbe vedere su accordo.it un paragone con diversi manuali/metodi
Rispondi
di mauro71 [user #30837] - commento del 26/05/2017 ore 11:17:21
Assemblare una chitarra elettrica è veramente facile per un chitarrista, perché normalmente ha già le nozioni di base per fare questo lavoro. Il collegamento dei componenti si trova in rete, dappertutto, in tutte le salse e torte. Ma alla base di un progetto devono esserci idee chiare, cosa voglio ottenere? Come fare per ottenere quel suono? Ecco qui i competenti sono tanti di meno e secondo me prima di comprare un libro su come si assembli una chitarra, sarebbe meglio documentarsi per bene sul suono, sulla combinazione dei legni ecc... Il discorso trito e ritrito della chitarra elettrica self made è presto fatto: non ha senso! E' una cosa totalmente irrazionale, affascinante, ma possibile per pochi, professionisti evoluti del legno, meccanici, insomma gente che con cicli di lavoro misurazioni, utensili ha piena padronanza. A meno di non ritenere sensato spendere 1000 euro per ritrovarsi in mano un oggetto dal valore tecnico di 200 poco più, per un comune mortale che magari troverebbe difficoltà anche a costruire un comodino, non ha alcun senso pensare a costruire uno strumento musicale. E' una realtà dura e cruda, ma questa è! Tralasciando totalmente il discorso verniciatura che tanti liutai elettrici fanno fare ad altri, proprio perché le verniciature migliori si fanno in forno, anche qui occorrono attrezzature ed esperienza, sempre parlando ci cose ben fatte. A mio modesto parere questo libro non serve a niente, come trovo molto sterile nel 2017 proporre liuteria elettrica self made.
Rispondi
di mastrococco [user #37956] - commento del 26/05/2017 ore 12:01:20
Mi permetto di dissentire, per la seconda parte del post...non ha senso (che poi il gusto di suonare uno strumento su cui hai messo le mani ha sempre un valore) se copio una stratocaster ma se ho in mente un progetto originale o semplicemente voglio usare essenze non commerciali la cosa ha senso eccome. Non per rivendermelo ma per avere il MIO custom fatto su misura per me e da me. Ecchepuffo, son soddisfazioni, quando vedi che gli altri chitarristi sbrodolano su un lavoro ben riuscito!
E se è vero che non ha valore sul mercato è anche vero che la spesa non è così esagerata, e dipende molto dalla tipologia costruttiva.
E nessun lavoro fai da te è esente da u minimo di manualità...più ce n'è e meglio viene.
Rispondi
di mauro71 [user #30837] - commento del 26/05/2017 ore 17:56:44
Non mi trovi d'accordo sulle tue argomentazioni e cerco di spiegarti il mio punto di vista da progettista quale sono: stiamo parlando di un neofita che attraverso un manuale costruisca la sua chitarra elettrica, non deve farne una professione, ma solo costruirne una. Oltre alla capacità manuale che quella non si compra, deve: saper disegnare, possibilmente rispettando le normative vigenti, poiché alcune dime se vorrà precisione dovrà farle fare da cnc, o taglio laser e quindi produzione di file dxf e modellazione solida nel caso di cnc e se si presenta in un'officina meccanica con scarabocchi non lo prendono neanche in considerazione. In seguito dovrà avere: una sega a nastro, una pialla a filo/spessore, una fresatrice a pantografo, strumenti per tracciare e misurare, di precisione. attrezzatura per realizzare decentemente la tastiera, un compressore, scalpelli e sgorbie. Tralasciando la spesa per i legni che è considerevole, a meno di non puntare su scelte bislacche, stiamo parlando di mogano leggero e di swamp ash, per la maggior parte dei progetti, perché se uno mi deve fare una chitarra in frassino pesante o mogano pesante, beh allora più che godersela la maledirà tutte le volte che se la metterà al collo. Salta fuori un costo finale allucinante. Ripeto: un conto è il desiderio d'imparare a fare il liutaio, ed allora lì si va da un professionista, non si compra un manuale! Un altro il volo pindarico di costruirsi la chitarra con le proprie mani che invece è una bellissima chimera senza alcuna razionale giustificazione. Secondo me uno dovrebbe limitarsi a capire come sia fatta per regolarla al meglio, oppure scegliere il tipo di strumento a lui più adatto, ma ci si dovrebbe accontentare di questo, che è già un ottimo risultato
Rispondi
di mastrococco [user #37956] - commento del 28/05/2017 ore 02:14:55
Tu stai descrivendo un laboratorio professionale, non certo il banco di un amatore...
Posso chiederti se hai mai costruito una chitarra da zero?
Ti parlo per esperienza diretta, avendo progettato e costruito 2 elettriche ed assemblato o modificato non mi ricordo più quante chitarre. La seconda la trovi documentata nel link sotto.
La capacità manuale non si compra, vero, ma non ci si nasce nemmeno e va esercitata. Se non ci metti le mani in pasta non impari mai. E finchè non ne costruisci una sei un neofita, non ci piove. Ma nessuno pretende che il primo lavoro di chicchessia sia un'opera d'arte...
Saper disegnare, consigliabile ma va benissimo la carta. Dime della precisione necessaria si fanno con multistrato, riga, matita, trapano raspa e carta vetrata. E certo, tanta pazienza. L'officina meccanica non la vedi neanche da lontano, anche perchè se scomodi una fresa cnc hai già speso il budget per la chitarra...
Sega a nastro, utile ma non necessaria...se non vuoi farla a mano per 15 euro ti prendi un seghetto alternativo usa e getta...
Pialla filo spessore, il sogno di tanti trafficoni ma il legname lo puoi prendere già squadrato e piallato e non è necessaria.
Fresatrice si, ma cosa dovrebbe farci con un pantografo? Metro calibro e uno squadro sono quel che ti serve per le misure. Sgorbie e scalpelli? Non necessari, raspa e carta vetrata sono sufficienti. Davvero. Per la tastiera serve una dima per il radius, le vendono a 10 euro e un seghetto da ferro per i solchi dei tasti.
La spesa per i legni non è il peggio, costa più un set di pickup. E sto parlando di blank da liuteria pronto uso, squadrati e piallati. Il costo maggiore è il top che se lo vuoi in acero fiammato AAAA da 15mm lo paghi caro. Per contro esistono numerose alternative belle, più originali e spesso economiche.
Mogano leggero e swamp ash sono due legni industriali, e il loro costo è pari a quello di essenze più originali che per una custom preferirei decisamente. Come dicevo, il costo è molto variabile ma se vuoi ti sintetizzo: facciamo una strato figa, ma tanto. Body ontano e manico acero liscio blank squadrati, calibrati e piallati 70 euro, tastiera acero 20, tasti 10, capo osso 5, ponte e meccaniche 200 (buone) pickup, mettiamo un set custom shop? 230, elettroniche strafiche 50. 615 euro per avere il meglio sul mercato, e vedi quanto incidono i legni... Se poi usi materiale decente ma non griffato puoi spendere anche la metà.
E non sono un liutaio, semplicemente un hobbista cui piace avere le mani in pasta, e che non avrebbe mai cominciato (leggendo un manuale!) a far niente se avesse ascoltato i punti di vista come quello che esponi. Ma invece per fortuna ho cominciato ed ho avuto anche delle soddisfazioni, quindi perdonami se proprio non sono d'accordo.
Rispondi
di mauro71 [user #30837] - commento del 28/05/2017 ore 03:00:31
Per carità io accetto le opinioni di tutti, per cui non ho problemi con le tue. Ascolta, io sono prima che un chitarrista, sono un disegnatore meccanico e uno che con le mani modestamente se la cava piuttosto bene, col legno ci faccio sculture non chitarre, potrei farlo ma non ne vedo proprio l'utilità, non voglio fare il liutaio. Conosco il sistema pitagorico di divisione della corda tipico degli strumenti temperati e conosco cosa siano le tolleranze geometriche, quindi a me la descrizione che fai del ciclo di lavoro porta solo in una direzione: costruire chitarre bolt on con manico avvitato, con del semi lavorato già squadrato e calibrato che non è proprio fare da 0 e tutto ciò cosa produce? Progetti nei quali ciò che ti tiene a galla è il ponte Fender e l'angolazione del manico variabile del bolt on avvitato, perché con un sistema a coda di rondine incollato se sbagli l'angolo con la cassa suona come un bidone pieno d'acqua e lì ti serve un comparatore per avere precisione sull'angolo e magari saper risolvere un triangolo rettangolo con la trigonometria . Il pantografo ti serve! rovesciato sotto al tavolo, ma anche comunemente usato sopra (la fresatrice che hai anche tu si chiama a pantografo! Non confonderti col pantografo a tre assi cnc che è un'altra macchina!) ti facilita non poco il lavoro, a patto di saperlo usare.... non mi dirai che fai lo scasso del manico con la sgorbia! o peggio una coda di rondine con sgorbia e scalpelli, perché un neofita queste cose se le scorda! Il seghetto alternativo va bene per fare comodini, lasciamolo dov'è! Non so se hai mai provato qualche strato in frassino di palude, ma quello vero però, quello che i liutai fanno pagare qualche centinaio di euro per un body, legno industriale?! non di certo 70 uro di un Ontano che non vorrei nemmeno regalato, per quello che piace a me. Poi magari il manico me lo faccio in Acero occhiolinato, la strato che hai descritto tu non mi sembra abbia nulla di che, non vale la pena neanche cominciarla. Il seghetto da ferro per fare i solchi poi proprio no! Sono sempre storti e i denti non sono mai alla stessa distanza dal centro, lì i decimi che perdi non si contano. Non scherziamo, oggi le chitarre buone industriali hanno precisioni da cnc e io dovrei spendere tempo e soldi per fare una cosa peggiore, senza avere l'ambizione di fare il liutaio?, Perché? Razionalizzare i progetti è la prima cosa che deve imparare un buon hobbista, proprio per evitare di ficcarsi in progetti senza fine e dal risultato molto incerto e costoso. Che senza un'attrezzatura decente e soprattutto una grande esperienza, con pochi mezzi si faccia una chitarra decente è una cosa che non sta né in cielo, né in terra, non è possibile, si fa una cosa di bassa qualità e forse pure non intonabile perfettamente. Purtroppo chi scrive manuali per autodidatti, che spesso sono autentiche schifezze, ne ho letti certi che lasciamo perdere.... non vuole condividere esperienze, vuole soddisfare il proprio ego, ricavando qualche soldino, senza rendersi conto di mandare sulla cattiva strada tante persone è una cosa che valuto negativamente. E poi prima si impara ad usare la materia legno, si studiano i versi di taglio e tutto il resto che lo riguarda, si fanno comodini prima di fare chitarre, secondo me e oggi tutti vogliono il sogno e non la fatica d'imparare a fare come vada fatto, in realtà il tutorial youtube di turno di liuteria fa ridere i polli.
Rispondi
di mastrococco [user #37956] - commento del 28/05/2017 ore 14:52:26
Capisco perfettamente. La motivazione per cui si fa un lavoro simile è la stessa per cui tu fai le sculture, che io ad esempio non farei mai al mondo, ovvero la curiosità e la voglia di misurarti a fare qualcosa che ti piace. Che poi è il motore del progresso.
Pensare che i grandi maestri di liuteria acustica (ben più complicata) prima ancora che elettrica le attrezzature che tu reputi indispensabili neanche se li immaginavano. Ma non sapevano di essere inadeguati e le chitarre le facevano lo stesso, ed è finita che hanno pure fatto scuola!
Il costo dei legni è di dominio pubblico, non so se si possono nominare i rivenditori ma ce ne sono quattro o cinque che hanno anche negozi online con listini consultabili, basta googlare legni liuteria ed ognuno se ne può fare un'idea.
Il procedimento del mio secondo progetto è minuziosamente documentato qui:
vai al link
probabilmente non un capolavoro di alta liuteria, ma il manico non è zeppato (come capita su alcune chitarre di serie fatte a cnc), tiene intonazione ed accordatura, l'action è dignitosamente bassa senza friggere, è ad oggi la mia chitarra principale ed ho ricevuto apprezzamenti da diversi chitarristi. Ribadisco, sono un hobbista, non intendo aprire una liuteria e credo che mai lo farò. Ma certamente costruirò altri strumenti. E forse anche comodini.
Rispondi
di mauro71 [user #30837] - commento del 28/05/2017 ore 15:41:26
SI fanno sculture perché si ha qualcosa da dire principalmente. I grandi maestri liutai erano maestri d'ascia prima di tutto, gente cha quando aveva 5 anni finiva a servire in un laboratorio di un liutaio, se vedessero come si producono gli strumenti elettrici di oggi, credo vomiterebbero. Sapevano squadrare, piallare e calibrare a mano una tavola, senza bisogno di chissà cosa perché avevano talmente tanta pratica e metodo che oggi non esiste più, quindi c'è un divario tecnico che impedisce all'hobbista anche solo paragonarsi con gente di quel calibro, oggi l'hobbista è meglio che si serva del progresso più evoluto se vuole trare fuori qualcosa di decente, perché se si avventura nelle tecniche classiche non ho veramente idea di cosa ci possa saltare fuori, senza un apprendimento da un maestro VERO! oltre che fosse il solo modo per farlo. Io Strato di serie zeppate non ne ho mai viste, ma neanche una e ne ho tenute in mano un vagone. su stewmac un blank per body in swamp costa 125 sterline che sono 143 euro! Non i 70 di un ontano che onestamente è un legnetto alternativo ma tutt'altra roba rispetto ad uno swamp, mogano, ma anche abete rosso utilizzato dalla fender per fare qualche telecaster negli anni 60, con mia sorpresa ne ho vista una del 69 fatta con quel legno e suonava da paura, leggerissima! Tuttavia è anche basso e tuttavia non lo comprerei mai online, i legno si deve vedere personalmente! Fa ridere la gente che compra legno online, nessun liutaio lo fa! Tanti anni fa provavi 100 chitarre e ce n'erano un paio buone, oggi le strato standard suonano tutte piuttosto bene con costanza di risultato, la tecnologia ed il miglioramento dei cicli produttivi hanno permesso questo, siamo andati avanti, abbiamo migliorato il modo di farlo, non c'è niente da rimpiangere, si paga il prezzo di aver perso per sempre segreti sul lavoro manuale, ma ciò permette a più persone di avere strumenti buoni a prezzi contenuti e questo è un vantaggio troppo grande da trascurare, ma si ottiene solo affidandosi alla tecnologia industriale e questo è quanto. Il mio intervento non vuole essere in alcun modo polemico, sarcastico o denigratorio della tua attività che rispetto ed in una certa misura ammiro anche se limitata solo a te stesso, ovviamente, però bisogna dire alla gente le cose come stiano, prima che si lascino infatuare da qualche manualetto e spendano centinaia di euro inseguendo un sogno che ripeto è bellissimo ma spesso è solo un sogno molto caro e basta, dai risultati modesti e spesso invendibile quando ci si stufa, anche questo ha il suo peso. Comunque abbiamo sufficientemente spiegato i nostri punti di vista e raggiunto lo scopo di questi confronti: fornire ad altri mezzi di valutazione, la tecnologia oggi permette questo ed è impagabile! Non c'è una verità assoluta, esiste quella che ognuno pensa sia la sua, ma per formarne un'opinione sostanziosa occorrono più punti di vista e conoscenza profonda ed a questo serve confrontarsi.
Rispondi
di mastrococco [user #37956] - commento del 28/05/2017 ore 23:22:39
I prezzi di Stewmac veramente sono in dollari, essendo americani, e sono i più alti che ho mai visto. Ai quali ci sono da aggiungere spese di spedizione e dogana che lo mettono subito fuori mercato. Se consulti il listino di un italiano come Solidbody, Rivolta, m2wood, Claudiosicilia ecc..vedi subito la differenza. E si, potendo è sempre meglio vederli di persona.
Per il resto s'è detto tutto, se mai ci incontreremo vedrò volentieri le tue sculture mentre provi le mie chitarre, nel frattempo buona musica!
Rispondi
di mauro71 [user #30837] - commento del 28/05/2017 ore 23:42:23
Molto volentieri, sì errore mio, stavo pensando ad un altro sito inglese e ho confuso, comunque il legno si compra fisicamente e su questo almeno siamo d'accordo, perché i commercianti di legnami sono tra i più disonesti del pianeta. Buona musica!
Rispondi
di mastrococco [user #37956] - commento del 26/05/2017 ore 12:08:34
Per chi è interessato alla costruzione da zero vorrei condividere un tutorial che ho fatto sul mio ultimo lavoro, da sicuramente un'idea chiara dei passaggi e delle difficoltà:
vai al link

Per chi volesse un manuale sull'autocostruzione (non cenni, autocostruzione) for dummies:
vai al link

E' scritto da un liutaio italiano e presenta in modo semplice e comprensibile i passaggi per la costruzione di una chitarra elettrica, con pochi attrezzi, è stata la mia prima lettura.

Cosa serve: manualità, pazienza e determinazione. Attrezzatura quanta più possibile, più ne avete, e di miglior qualità e più sarà facile e preciso il vostro lavoro. Io sono un amante del fai da te e negli anni ne ho acquistata varia... Si può fare senza? Si, ma il lavoro sarà più lungo, più difficile e meno preciso.
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Una Stratocaster entrata nel mito e il suo inseparabile compagno
AC Noises Vola: personalità con rispetto
Da Black Widow il modeling analogico e valvolare
Les Paul sì, ma Ibanez
Boss mette riverberi e modulazioni in due pedali programmabili
I più commentati
Migliorare l'accordatura sulla Les Paul
Una Stratocaster entrata nel mito e il suo inseparabile compagno
Les Paul sì, ma Ibanez
AC Noises Vola: personalità con rispetto
Seymour Duncan PowerStage 170: l'ampli in pedaliera
I vostri articoli
Les Paul sì, ma Ibanez
Una Stratocaster entrata nel mito e il suo inseparabile compagno
Stupende chitarre, meravigliose rovine: l'approccio migliore al restauro
Valeton Dapper Mini: come suonare leggeri
Beatles: gli insospettabili Stratocaster Hero
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964