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Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica
Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica
di [user #16055] - pubblicato il

L'utente TidalRace spiega il suo esperimento di una chitarra capace di accedere a innumerevoli combinazioni di pickup attraverso un controllo elettronico.
Si parla spesso di crisi della chitarra elettrica, di come i marchi più famosi si ripetano nel proporre sempre le stesse idee, salvo poi gridare al sacrilegio quando cercano vie alternative "profanando" i classici. La chitarra elettrica a corpo pieno è sostanzialmente immutata da quando Fender e Gibson proposero i primi storici modelli agli inizi degli anni '50 del secolo scorso. Una ricerca online ci dà una valanga di notizie e centinaia di marchi sparsi in tutto il mondo, che fondamentalmente producono cloni di questi pochi modelli storici. Se facessimo invece una ricerca di chitarre elettroniche, possiamo citare solo pochi modelli prodotti.
Il primo che mi viene in mente è marchiato Roland, che nel lontano 1977 uscì con la GR-500 capace d'interfacciarsi con vari expander di suoni dedicati per ricreare sonorità di altri strumenti. In tempi recenti, l'accordo tra Fender e Roland ha prodotto la V-Guitar, in pratica una Stratocaster Standard a cui hanno inserito un pickup esafonico e una scheda per riprodurre anche suoni di chitarre e accordature diverse usando la tecnologia COSM. La possibilità d'usare i normali pickup magnetici, insieme ai suoni simulati, amplia oltremodo le possibilità dello strumento. Anche Gibson alcuni anni fa propose qualcosa di simile con i vari modelli Robot e derivati, con le famose meccaniche E-Tuner, che però non hanno avuto il successo sperato. Occorre citare la proposta di Peavey e Antares chiamata AT200 e soprattutto la riuscita serie Variax di Line6, capace di riprodurre suoni di altri strumenti a corda.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

La mia idea di chitarra elettronica invece, è sempre stata quella di modificare la risposta dei pickup installati senza sostituirli, come di modificare la scelta dei pickup per ogni posizione del selettore senza mettere mano al saldatore o aggiungere altri interruttori.
Per fare questo nel 2010, insieme a un collega ingegnere, sviluppammo un firmware per poter realizzare questa mia idea, figlia di una versione analogica usata durante i test realizzati per il mio primo articolo su Accordo.
Il primo articolo da me pubblicato nel lontano 2008 parlava di un combo a transistor monocanale che avevo realizzato nel 2006, dotandolo di una pedaliera per programmare quattro suoni diversi: dal clean al lead e richiamabili sia dalla pedaliera, sia dalla chitarra dedicata, in modo da accoppiare il pickup più idoneo a ogni suono memorizzato sull'amplificatore muovendo un solo selettore.
L'articolo sul circuito digitale del 2010 presentava invece una scheda dotata di un mini computer dedicato a svolgere il compito di memorizzare i 16+16 suoni in altrettante memorie, in modo da poterli richiamare direttamente dallo strumento o da un'unità esterna.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

Questo progetto è stato poi tenuto in un cassetto per vari motivi e solo un anno fa circa ho trovato la volontà di realizzarlo e installarlo su una chitarra economica per vedere l'interesse che poteva destare. Questo strumento è stato esposto nel marzo del 2017 presso il Custom Shop Milano grazie alla possibilità concessami da Rossella Canzi di Ross Liuteria e ha incuriosito molte persone.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

Lo strumento, di produzione coreana, è stato scavato sul davanti per ospitare il display e la tastiera e nel retro per poter ospitare l'apposita scheda SMD del circuito che gestisce il microprocessore e le periferiche prima citate. Il tutto è alimentato da un alimentatore switching esterno da 5 Volt, sfruttando un cavo stereo per la tensione continua e il segnale in uscita dallo strumento. Questa tensione di 5 Volt viene poi trasformata internamente in una duale di 9 Volt, che serve ad alimentare il buffer necessario al funzionamento ottimale e a un overdrive di mia creazione. I tre controlli rotativi sono infatti un Gain, un Volume e un Tono. L'overdrive è arricchito di un selettore a tre posizioni per modificare la sua saturazione e da due push-pull per l'equalizzazione delle basse frequenze.
La selezione delle sedici memorie avviene tramite il classico selettore a cinque posizioni, coadiuvato da due selettori push-push in modo da avere quattro banchi da cinque suoni ciascuno. Essendo le memorie tuttavia solo sedici, ci sono quattro memorie duplicate. Per sopperire a questa forzatura, una delle modifiche previste per il firmware è quella di arrivare a 20 memorie per gestire al massimo le possibilità del selettore a cinque posizioni o addirittura a 24 memorie per i nuovi selettori di tipo Les Paul.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

Tramite i sei tasti digitali ho previsto la programmazione di tutte le memorie numerate da 0 a 15 e da 16 a 31 dei due blocchi. Abbiamo la possibilità di assegnare un nome di dieci caratteri e il pickup singolarmente o la combinazione di pickup a ogni memoria. Ogni memoria prevede da 1 a 3 coppie di pickup/avvolgimenti da configurare nella maniera che ritieniamo più opportuna. Il circuito quindi si aspetta di trovare un numero pari di pickup o avvolgimenti, in genere due singoli o un humbucker splittabile (una coppia), un humbucker splittabile più due singoli o due humbucker splittabili (due coppie) oppure tre humbucker splittabili (tre coppie). In questo caso avendo due pickup singoli e un humbucker non splittabile, sono ricorso a uno stratagemma che mi permette di avere a disposizione la scelta tra 39 combinazioni di suoni. Tra questi ho scelto naturalmente quelli che ritenevo più utilizzabili, comprese delle combinazioni in serie tra i singoli e l'humbucker che permette maggiore spinta in saturazione. Come ultima cosa, ma non meno importante, la possibilità di variare elettronicamente la capacità simulata del cavo da 0 a 15 metri e il carico ohmico che 'vedono' i pickup, da un minimo di 135 Kohm a 5 Mohm, tramite un parametro di sedici valori diversi. Questi due parametri modificano la frequenza del picco di risonanza e il suo livello a valori non ottenibili dalle normali chitarre.

Per ottenere i 39 suoni previsti, il massimo per questo tipo di configurazione di pickup, simile a una comune Stratocaster HSS, ho usato tutte e tre le coppie di pickup/avvolgimenti con una particolare configurazione. La prima coppia riguarda i due single coil che possono essere usati singolarmente, in parallelo, in serie, con uno dei due rovesciati di fase oppure spenti. La seconda coppia ha le stesse proprietà per il singolo al manico e l'humbucker al ponte, infine la terza coppia riguarda come già intuito il singolo centrale e l'humbucker al ponte. Questo ci permette di ottenere tutti i suoni di tipo Stratocaster, Telecaster, di simulare un suono humbucker con i due singoli in serie, oppure, di potenziare l'humbucker al ponte con un altro pickup in serie.

Un'altra possibilità prevista riguarda la programmazione tramite porta USB con un software per pc o tablet di tutti i parametri gestibili da tastiera. Rinunciando infatti a quest'ultima e anche al display, si può avere uno strumento dall'estetica classica alimentabile a batteria che mantiene però tutte le funzioni nel normale utilizzo.



Ho provato a vedere se c'era interesse presso alcune realtà italiane e non, ma la risposta più comune che ho ricevuto è la grande invadenza del circuito come se quattro potenziometri e un interruttore di una circuito tipo Les Paul non avesse bisogno di alcuno spazio nello strumento. Accennando alla possibilità di escludere display e tastiera, spesso ho ricevuto una risposta a mezza bocca.
Guardando i filmati realizzati mesi fa per farli ascoltare a una persona, potete ascoltare la versatilità dello strumento, considerando la sua fascia economica di partenza con l'utilizzo di pickup ceramici e non in alnico e le potenzialità di un simile sistema.



Con questo articolo, al momento l'ultimo che ho deciso di scrivere, si chiude un percorso di ricerca iniziato nel 2003, con il quale ho cercato nuove idee nel settore ma che non ha dato i risultati sperati e che inoltre si ricollega a quel mio primo scritto datato 2008.
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Elettronica per chitarra
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