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Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica
Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica
di [user #16055] - pubblicato il

L'utente TidalRace spiega il suo esperimento di una chitarra capace di accedere a innumerevoli combinazioni di pickup attraverso un controllo elettronico.
Si parla spesso di crisi della chitarra elettrica, di come i marchi più famosi si ripetano nel proporre sempre le stesse idee, salvo poi gridare al sacrilegio quando cercano vie alternative "profanando" i classici. La chitarra elettrica a corpo pieno è sostanzialmente immutata da quando Fender e Gibson proposero i primi storici modelli agli inizi degli anni '50 del secolo scorso. Una ricerca online ci dà una valanga di notizie e centinaia di marchi sparsi in tutto il mondo, che fondamentalmente producono cloni di questi pochi modelli storici. Se facessimo invece una ricerca di chitarre elettroniche, possiamo citare solo pochi modelli prodotti.
Il primo che mi viene in mente è marchiato Roland, che nel lontano 1977 uscì con la GR-500 capace d'interfacciarsi con vari expander di suoni dedicati per ricreare sonorità di altri strumenti. In tempi recenti, l'accordo tra Fender e Roland ha prodotto la V-Guitar, in pratica una Stratocaster Standard a cui hanno inserito un pickup esafonico e una scheda per riprodurre anche suoni di chitarre e accordature diverse usando la tecnologia COSM. La possibilità d'usare i normali pickup magnetici, insieme ai suoni simulati, amplia oltremodo le possibilità dello strumento. Anche Gibson alcuni anni fa propose qualcosa di simile con i vari modelli Robot e derivati, con le famose meccaniche E-Tuner, che però non hanno avuto il successo sperato. Occorre citare la proposta di Peavey e Antares chiamata AT200 e soprattutto la riuscita serie Variax di Line6, capace di riprodurre suoni di altri strumenti a corda.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

La mia idea di chitarra elettronica invece, è sempre stata quella di modificare la risposta dei pickup installati senza sostituirli, come di modificare la scelta dei pickup per ogni posizione del selettore senza mettere mano al saldatore o aggiungere altri interruttori.
Per fare questo nel 2010, insieme a un collega ingegnere, sviluppammo un firmware per poter realizzare questa mia idea, figlia di una versione analogica usata durante i test realizzati per il mio primo articolo su Accordo.
Il primo articolo da me pubblicato nel lontano 2008 parlava di un combo a transistor monocanale che avevo realizzato nel 2006, dotandolo di una pedaliera per programmare quattro suoni diversi: dal clean al lead e richiamabili sia dalla pedaliera, sia dalla chitarra dedicata, in modo da accoppiare il pickup più idoneo a ogni suono memorizzato sull'amplificatore muovendo un solo selettore.
L'articolo sul circuito digitale del 2010 presentava invece una scheda dotata di un mini computer dedicato a svolgere il compito di memorizzare i 16+16 suoni in altrettante memorie, in modo da poterli richiamare direttamente dallo strumento o da un'unità esterna.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

Questo progetto è stato poi tenuto in un cassetto per vari motivi e solo un anno fa circa ho trovato la volontà di realizzarlo e installarlo su una chitarra economica per vedere l'interesse che poteva destare. Questo strumento è stato esposto nel marzo del 2017 presso il Custom Shop Milano grazie alla possibilità concessami da Rossella Canzi di Ross Liuteria e ha incuriosito molte persone.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

Lo strumento, di produzione coreana, è stato scavato sul davanti per ospitare il display e la tastiera e nel retro per poter ospitare l'apposita scheda SMD del circuito che gestisce il microprocessore e le periferiche prima citate. Il tutto è alimentato da un alimentatore switching esterno da 5 Volt, sfruttando un cavo stereo per la tensione continua e il segnale in uscita dallo strumento. Questa tensione di 5 Volt viene poi trasformata internamente in una duale di 9 Volt, che serve ad alimentare il buffer necessario al funzionamento ottimale e a un overdrive di mia creazione. I tre controlli rotativi sono infatti un Gain, un Volume e un Tono. L'overdrive è arricchito di un selettore a tre posizioni per modificare la sua saturazione e da due push-pull per l'equalizzazione delle basse frequenze.
La selezione delle sedici memorie avviene tramite il classico selettore a cinque posizioni, coadiuvato da due selettori push-push in modo da avere quattro banchi da cinque suoni ciascuno. Essendo le memorie tuttavia solo sedici, ci sono quattro memorie duplicate. Per sopperire a questa forzatura, una delle modifiche previste per il firmware è quella di arrivare a 20 memorie per gestire al massimo le possibilità del selettore a cinque posizioni o addirittura a 24 memorie per i nuovi selettori di tipo Les Paul.

Chitarra elettronica: la mia idea sul futuro dell'elettrica

Tramite i sei tasti digitali ho previsto la programmazione di tutte le memorie numerate da 0 a 15 e da 16 a 31 dei due blocchi. Abbiamo la possibilità di assegnare un nome di dieci caratteri e il pickup singolarmente o la combinazione di pickup a ogni memoria. Ogni memoria prevede da 1 a 3 coppie di pickup/avvolgimenti da configurare nella maniera che ritieniamo più opportuna. Il circuito quindi si aspetta di trovare un numero pari di pickup o avvolgimenti, in genere due singoli o un humbucker splittabile (una coppia), un humbucker splittabile più due singoli o due humbucker splittabili (due coppie) oppure tre humbucker splittabili (tre coppie). In questo caso avendo due pickup singoli e un humbucker non splittabile, sono ricorso a uno stratagemma che mi permette di avere a disposizione la scelta tra 39 combinazioni di suoni. Tra questi ho scelto naturalmente quelli che ritenevo più utilizzabili, comprese delle combinazioni in serie tra i singoli e l'humbucker che permette maggiore spinta in saturazione. Come ultima cosa, ma non meno importante, la possibilità di variare elettronicamente la capacità simulata del cavo da 0 a 15 metri e il carico ohmico che 'vedono' i pickup, da un minimo di 135 Kohm a 5 Mohm, tramite un parametro di sedici valori diversi. Questi due parametri modificano la frequenza del picco di risonanza e il suo livello a valori non ottenibili dalle normali chitarre.

Per ottenere i 39 suoni previsti, il massimo per questo tipo di configurazione di pickup, simile a una comune Stratocaster HSS, ho usato tutte e tre le coppie di pickup/avvolgimenti con una particolare configurazione. La prima coppia riguarda i due single coil che possono essere usati singolarmente, in parallelo, in serie, con uno dei due rovesciati di fase oppure spenti. La seconda coppia ha le stesse proprietà per il singolo al manico e l'humbucker al ponte, infine la terza coppia riguarda come già intuito il singolo centrale e l'humbucker al ponte. Questo ci permette di ottenere tutti i suoni di tipo Stratocaster, Telecaster, di simulare un suono humbucker con i due singoli in serie, oppure, di potenziare l'humbucker al ponte con un altro pickup in serie.

Un'altra possibilità prevista riguarda la programmazione tramite porta USB con un software per pc o tablet di tutti i parametri gestibili da tastiera. Rinunciando infatti a quest'ultima e anche al display, si può avere uno strumento dall'estetica classica alimentabile a batteria che mantiene però tutte le funzioni nel normale utilizzo.



Ho provato a vedere se c'era interesse presso alcune realtà italiane e non, ma la risposta più comune che ho ricevuto è la grande invadenza del circuito come se quattro potenziometri e un interruttore di una circuito tipo Les Paul non avesse bisogno di alcuno spazio nello strumento. Accennando alla possibilità di escludere display e tastiera, spesso ho ricevuto una risposta a mezza bocca.
Guardando i filmati realizzati mesi fa per farli ascoltare a una persona, potete ascoltare la versatilità dello strumento, considerando la sua fascia economica di partenza con l'utilizzo di pickup ceramici e non in alnico e le potenzialità di un simile sistema.



Con questo articolo, al momento l'ultimo che ho deciso di scrivere, si chiude un percorso di ricerca iniziato nel 2003, con il quale ho cercato nuove idee nel settore ma che non ha dato i risultati sperati e che inoltre si ricollega a quel mio primo scritto datato 2008.
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Commenti
di fabrimix1 [user #43172] - commento del 03/02/2018 ore 09:16:18
Purtroppo ci sarebbe da parlare anche troppo di quanto il chitarrista medio sia un animale incredibilmente conservativo...negli ultimi anni ci sono stati progressi incredibili nel nostro strumento...dai modellatori digitali ai fanned frets, eppure il chitarrista medio li snobba altamente come se fossero una profanazione dello strumento. Quando parlo di fanned frets ai miei "colleghi" chitarristi vengo sempre guardato come se avessi detto una bestemmia in chiesa...
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 03/02/2018 ore 09:35:33
Mah... secondo me la verità è che non serve altro. Ciò che serve già ce l'abbiamo (o meglio, ce l'abbiamo avuto) e va benissimo. L'umanità sta forzando la mano nel cercare di migliorare delle apparecchiature che erano già più o meno perfette quando sono state inventate. Ben venga il tentare, per carità. Non si sa mai... Però, ecco... se 99 volte su 100 che si implementa qualcosa ci si rende conto che si stava meglio prima forse un motivo c'è. Almeno io la penso così. Forse sarebbe molto più proficuo lavorare sulla qualità che sull'innovazione in questi tempi di industrialismo e consumismo sfrenato.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 03/02/2018 ore 09:46:36
Bah, dubito che con la prima Les Paul avremmo potuto fare i dive bomb che permettono i ponti moderni o che la telecaster delle origini permettesse saturazioni tali da prendere gli armonici con cui zakk wylde infarcisce i suoi riffs. Prendo queste due perchè sono rimaste molto fedeli all'originale anche oggi.
Inoltre mi permetto di notare che il Sig. Bellamy, ritenuto grande musicista e chitarrista, usa un accrocchio che non è certo tipico delle origini della chitarra. Insomma, questa storia che lo strumento è già perfetto mi pare abbia due falle: quale sarebbe lo strumento che si prende a riferimento e per suonarci cosa.
Ciao
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 03/02/2018 ore 10:35:59
E' ovviamente un discorso molto generale che bisogna prendere con le pinze che bisogna interpretare. La Esquire poi diventata Telecaster a due pickup ha avuto la sua trasformazione in appena un anno o due dal 50 al 51/52 e credimi che le VERE VECCHIE non sono assolutamente chitarre "timide". Stessa cosa la Les Paul che ha avuto la sua trasformazione in pochi anni dalla metà degli anni 50 alla fine nel giro di pochi anni. Dipende poi che cosa ci si voglia fare con una chitarra. Personalmente l'accrocchio del buon Bellamy, per come la vedo io, assomiglia di più ad una tastiera con le corde che ad una chitarra. Stesso discorso se vuoi fare i dive bomb. Per quelli è stato inventato l'occorrente molto tempo fa a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80, epoca che infatti diede al Floyd Rose molta popolarità e risalto con tutto il metal, il prog e tutto il resto tipico di quel periodo. Ma sono cose che già ci sono ed asservono egregiamente allo scopo. Se vuoi invertire il punto di vista, ad esempio, molte cose che sono tradizionalmente "vintage" e che agli occhi del chitarrista fondamentalista sono intoccabili hanno in realtà non pochi difetti. Ma sono cose che fanno parte del nostro folklore di chitarristi e comunque sono problemi minori che è facile risolvere in due minuti (volendo) e che a tanti signori musicisti non hanno mai creato problemi critici (vedasi il ponte a tre sellette della Tele). In poche parole: ciò che serve secondo me ce l'abbiamo già. La ricerca forzata di novità porta alle sciocchezze giustamente e saggiamente citate in questo bell'articolo. Non che si debba totalmente fermare lo sviluppo, per carità. Ma che lo si faccia in maniera più lucida e meno commerciale e si ponga più attenzione alla qualità piuttosto che alla superflua innovazione a tutti i costi.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 03/02/2018 ore 11:59:55
Dunque, scusami Muddywaters, ma mi vuoi dire che una bobina single coil degli anni '50 ha la potenza e la silenziosità di un umbacker emg preamplificato, per cortesia. Inoltre sarebbe giusto evitare di confondere ciò che a noi non piace o non sappiamo usare per cose che non servono. Evidentemente a Bellamy serve e prima non c'era; d'altra parte tu stesso citi diverse modifiche apportate allo strumento nel tempo. Tanto per la cronaca, il floyd rose degli anni '80 è stato superato ampiamente sotto vari profili dai ponti edge con le modifiche di Steve Vai e la differenza si sente tutta suonando. Non capisco, poi, chi e come decide quando la ricerca è forzata e quando invece è lucida, che tr al'altro dovrebbe essere una valutazione aprioristica eseguita prima della ricerca stessa. A questa stregua staremmo ancora nelle caverne ad aspettare che un fulmine colpisca un albero per scaldarci.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880] - commento del 03/02/2018 ore 12:06:45
Un HUMBUCKER EMG esiste da parecchio oramai eh... :D Vabbè comunque sono mie opinioni personali eh... E' il mio modo di vedere il "chitarrismo" e ciò che viene di conseguenza. Le tue sono tutte osservazioni corrette e giuste argomentazioni. Ma come è evidente dipende tutto da come ci si rapporta alla questione. Questa innegabilmente è una cosa del tutto personale e diversa tra i vari individui.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 03/02/2018 ore 10:59:36
Tutto giusto...almeno per chi la pensa come noi. E poi tutti questi suoni quando alla fine, dal vivo, ne usi tre perchè tanto la gente non si accorge della differenza. Le chitarre sono belle così come sono adesso, basta suonarle e, a volte, è bello anche solo possederle.
Come dici tu dovrebbero concentrarsi di più sull'avere una qualità migliore ad un prezzo umano come fanno già certi marchi.
Se il settore è in crisi è anche per il fatto che sono in troppi a produrre.Non dimentichiamoci che una chitarra dura tranquillamente 30/40 anni.
Per far girare il denaro ci sono le riparazioni e le modifiche, con le quali, se ci pensiamo bene, diamo da mangiare ad un Italiano invece che ad un Cinese o un Coreano, contro i quali non ho nulla naturalmente.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 03/02/2018 ore 12:03:10
Oddio, che bastino tre suoni dipenderà da quel che si esegue e non scarterei la possibilità di esplorarne altri due o tre senza dover acquistare 20 chitarre. Mi pare che sia la stessa cosa dell'effettistica: una pedaliera multieffetto ti fa capire se e come utilizzare una gran quantità di effetti, spendendo 1/10 che acquistarli tutti separatamente. Poi magari ne salvi quattro di effetti e te li compri boutique o quel che vuoi, se non ti soddisfa la qualità del multieffetto.
Ciao
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 03/02/2018 ore 12:22:0
Dicevo tre suoni per fare un esempio. Ho due chitarre: Stratocaster AS e PRS C22 S2. La prima ha 5 posizione la seconda tre con lo split. Di roba ne fai già...ma tanta.
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 03/02/2018 ore 16:04:10
Bellamy ha inserito un controllo non per modificare la funzionalita' della chitarra ma per controllare degli effetti quindi il paragone non sta in piedi, per il resto potrei anche essere d'accordo
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 03/02/2018 ore 11:38:58
Integrazione: il titolo che ho dato all'articolo non vuole essere un'indicazione sulla strada da seguire per il futuro della chitarra elettrica ma solamente un'alternativa. A chi come Fenderpassion61 dice di utilizzare solo tre suoni dico che va benissimo ma spesso per ottenere questi tre suoni si cambiano decine di chitarre e/o pickup, quando sarebbe sufficiente una chitarra simile a questa per sperimentare possibili alternative sonore. Le differenze sonore tra due single coil più o meno avvolti si possono riprodurre benissimo con questo circuito e il discorso vale anche per pickup humbucker. Ci sono chitarristi che sperimentano molto i suoni delle loro chitarre e pickup, altri che si accontentano più facilmente ma difficilmente qualcuno si ferma alla prima chitarra economica con cui iniziano. Per non parlare delle corde, dei plettri etc. Sono d'accordo che spesso sono sufficienti pochi suoni, anche se non tutti la pensano così, vedi i preset delle pedaliere midi ad esempio, ma i suoni devono essere quelli giusti e facilemente riproducibili in tutti i palchi, cosa non possibile per varie cause se fossimo costretti a passare da un cavo di 4 metri a un cavo da 6 metri, sempre per ipotesi. Il gran numero di marchi e modelli di chitarre e pickup indica che non sono sufficienti pochi suoni, altrimenti basterebbero un modello di pickup singolo e un altro humbucker. Cosa dire poi a tutti quelli che aggiungono pickup, selettori e controlli in più sul loro strumento?
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 03/02/2018 ore 13:22:04
Per quanto riguarda i tre suoni ho già risposto a Francesco72. Non escludo comunque che a qualcuno ne piaccia avere anche una trentina.
Quello che penso io delle chitarre è che l'elettronica non può nascondere il carattere di uno strumento. Pure la Variax, quando la sento, mi sembra suonare sempre uguale. Il suono, cioè la forma d'onda, nasce dalla vibrazione della corda e dalla sua interazione con il legno e l'hardware. Il PU (checchè ne dicano i produttori) non fa nient'altro che amplificare questa forma d'onda. Poi può enfatizzare delle frequenze piuttosto che altre ma la forma d'onda quella è e quella rimane. Venendo al tuo progetto è lodevole anche se di questi tempi di roba che può fare quel lavoro ce n'è già e forse ai chitarristi normali non interessa più di tanto. I chitarristi cambiano chitarra proprio per avere sensazioni e resa sonora diverse. Una LP non ha la scala di una Stratocaster e la tastiera/manico è diversa assai. Una Telecaster sferraglia come solo lei, o una sua imitazione, può fare
Il multieffetto ce l'ho anch'io e sono ben lontano dall'esaurirne la memoria. Anche qui sono più interessato a varie sfumature sonore dello stesso suono condite alla bisogna da qualche altro effetto come eco phaser tremolo o riverbero piuttosto che ad una gran quantità di suoni astrusi e inutilizzabili.
Poi la gente oggi come oggi suona molto a casa e non ha più la sensazione di suonare in sala prove o in concerto. Manca un condimento fondamentale: Il volume... Un bel 50 watt a valvole col canale clean a 4,5 e va bene tutto. Fidati.
Quindi il tuo progetto, ancora in fase prototipale, non va ne bene ne male ma sicuramente non piacerà a tutti e, come ti hanno detto altri, andrebbe un po aggiornato ai gusti dei (giovani) chitarristi moderni. Anche l'integrazione con altri dispositivi è importante come fa per esempio Linea6 con le sue Variax che possono essere comandate dai multifix/amplificatori.
Rispondi
di ale72m [user #46250] - commento del 03/02/2018 ore 12:13:49
Secondo me sei un genio del male hahahahaha. La tu chitarra la dovresti far vedere ad una azienda come Line & (yamaha) sicuramente si innamorerebbero del tuo progetto per renderlo ancora più raffinato ed esteticamente più integrato. Sei un genio e quindi non smettere di esserlo. Io penso che sognare le chitarre degli anni 50/60 sia solo sognare e basta. Approvo il digitale perché le chitarre storiche sono poche in confronto a tutti quelli che ne vorrebbero una, oltre al fatto che ormai e un mercato inaccessibile e che stanno rendendo inaccessibili anche le repliche moderne.
Rispondi
di smilzo [user #428] - commento del 03/02/2018 ore 12:23:53
L'idea è fighissima, ma si vede che è figlia degli anni '80. Dovresti reingegnerizare con tecnologia recente, soprattutto l'interfaccia. Suggerimento: mantieni l'aspetto classico, con selettore a 5 posizioni, e sposta la memorizzazione su dispositivi mobili. Comunicazione bluetooth. Carichi ciò che ti serve quando ti serve. ;)
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 03/02/2018 ore 12:29:27
Grazie smilzo, la tastiera e il display sono stati utilizzati per avere un rapido controllo dei suoni, come scritto nell'articolo è presente una porta usb per il collegamento a un pc, tablet etc ma nulla vieta di avere una connessione wireless per memorizzare le memorie.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 03/02/2018 ore 13:19:15
Non si capisce bene, ma dalla spiegazione sembra (e nessuno ha notato) che questo accrocchio per funzionare abbia bisogno di alimentazione esterna, e che questa alimentazione arrivi su un cavo jack stereo. Non dice come il cavo dall'altra parte si splitti a sua volta , una parte verso l'alimentatore a 5v e l'altra verso amplificatore o pedali. Ma ovviamente è una grana immensa, e non si capisce perché parli di alimentazione switching (sarà un trasformatore switching, alimentazione CC ) da 5V con poi uno step up nella chitarra che porta a 9V . Ma perché?? E fare arrivare direttamente i 9V dell'alimentatore? Che magari si evitava pure di dover avere un trasformatore dedicato solo alla chitarra.
Per me tutto questo non ha ne capo ne coda.
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 03/02/2018 ore 13:36:2
Sull'alimentatore ho utilizzato un cavo stereo proprio per portare la tensione di 5 Volt su un solo filo passando per una scatoletta con all'interno l'alimentatore, questo per soddisfare il dubbio di un produttore sulla necessità di cavi speciali e poco graditi ai chitarristi. Nulla vieta di utilizzare una batteria al litio ricaricabile ma dato il discreto assorbimento del display (500 mA a 5 Volt) ho ritenuto più semplice un prototipo dotato d'alimentazione esterna di tipo switching. Non capisco la grana immensa quando il sistema funziona perfettamente. La tensione duale (2x9 Volt) l'ho inserita solo per alimentare un overdrive di mia creazione, non indispensabile al progetto. Il trasformatore da 5 volt costa quanto una muta di corde.
Rispondi
di strimp [user #13472] - commento del 03/02/2018 ore 13:39:53
forse utilizza i 5 volt perchè è lo standard Usb
Rispondi
di JoeManganese [user #43736] - commento del 03/02/2018 ore 13:53:03
Cioè.. questa cosa consuma 2.5W? per un display LCD ?
E a causa di questo, uno deve utilizzare un cavo jack stereo e alimentare uno scatolotto che deve poi collegare ai pedali.
Questo per avere due dozzine di combinazioni dei pickup molte delle quali praticamente identiche o inutili.
Sulla mia strato ho un push pull che porta le combinazioni a 10. senza batteria.
Grande innovatore.
Rispondi
di fa [user #4259] - commento del 03/02/2018 ore 14:44:58
Ciao, innanzi tutto complimenti per l’idea e il coraggio! Non è da tutti cercare di innovare e portare avanti le proprie idee. Quindi, bravo! Detto questo, dico la mia. Probabilmente il tuo prodotto interessa una fetta di mercato troppo piccola per essere appetibile dai grandi marchi. Oggi si è raggiunto un livello di tecnologia tale che con pc, pedaliera, tablet, cellulare, si tirano fuori migliaia di suoni. In più, leggendo un pò di commenti, mi pare che ci si dimentichi di una cosa. La musica o è bella o è brutta, o ci piace o non ci piace. O è ben suonata o è mal suonata. Un bel pezzo, diciamo un pezzo che ci piace, di qualunque genere, se suonato bene ci fa stare bene, prescindendere dal pick-up, dalla chitarra e talvolta anche dallo strumento. Sta tutto lì... scusate se sono andato off-topic. La musica è arte e come tale è fatta pr emozionare...Ciao Fab
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 03/02/2018 ore 15:47:10
Ciao....grazie per sver aver condiviso la tua esperienza, il progetto è coraggioso e comunque sia va preso atto che comunque ci stai provando.
Io credo che ci siano chitarre che offrono già diversi suoni, io ad esempio ho una Prs 509 che ne ha 9 ma c’è pure la 513 con 13 suoni. Credo che il mercato offre già abbastanza. Ma non dimentichiamoci poi che con le pedaliere multieffetto è possibile poi ottenere una miriade di suoni, senza intervenire sui pickup della chitarra. Infine, se suono solo clean probabilmente la differenza di tutte le combinazioni che proponi può essere percepita, ma se suono distorto credo che le differenze non siano cosí grandi tra le varie combinazioni.
In ogni caso ti faccio i miei complimenti
Rispondi
di TidalRace [user #16055] - commento del 03/02/2018 ore 17:56:08
Certo, però la Prs 509 o la 513 ha quei suoni, in quelle posizioni del selettore, semplici da memorizzare oppure no? Con questo progetto puoi crearti fino a 4 banchi da cinque suoni ciascuno, nell'ordine che preferisci, stabilire il picco di risonanza su ben 256 valori diversi di frequenza e ampiezza, modificando i due parametri, che equivale a non dipendere dalle lunghezze dei cavi o dall'impedenza dell'ampli o del primo effetto. Inoltre si possono combinare i pickup in qualsiasi modo si desideri, fuori fase compresi. Ad esempio con tre pickup humbucker, il massimo gestibile, sono possibili 2.197 combinazioni diverse ovvero 1.098 suoni diversi, tanti quanto dichiarati dai modelli Gibson a suo tempo. Una pedaliera multieffetto ha tante memorie, ma fa una cosa profondamente diversa, aggiungere uno o più effetti. Questo ottimizza, se vogliamo, il suono dei pickup e potrebbe far suonare un single coil come un humbucker o viceversa nei limiti fisici dell'oggetto e io lo trovo molto adatto soprattutto in uno studio di registrazione.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 03/02/2018 ore 16:12:1
Ti sei candidato a una Tidal Tribute già da ora!
Rispondi
di leviatano75 [user #47972] - commento del 03/02/2018 ore 17:13:21
Capisco che il settore sia un po' in ribasso, ma questo no, dai!
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 03/02/2018 ore 17:22:14
Ho letto un pò velocemente, ma sostanzialmente la parte digitale controlla le cablature virtuali dei pickup, e altri parametri come l'impedenza e il serie/parallelo, giusto? forse, scelte le accoppiate più funzionali, si potrebbero implementare con cablatura analogica, e quindi meno pulsanti e display anni '80. Insomma, più stile varitone.O al contrario, e qui forse va più nello spirito dell'idea originale, nascondere del tutto la scheda digitale, e permettere di configurare N preset, pilotabili da switch visivamente convenzionali, ma configurabili esternamente, e uploadabili sulla scheda. Stile alcuni pedal TC per dire.
Rispondi
di Jumpy [user #1050] - commento del 03/02/2018 ore 19:00:39
Si vede che dietro c'è stato un gran lavoro indubbiamente ma mi sembra un qualcosa di inutilmente complesso per diversi motivi.
In linea di massima, anche secondo me, si vede che è un'idea concepita in anni in cui il digitale non permetteva ancora la potenza e la flessibilità attuali.
Ok, oltre mille suoni diversi. Ma di questi quanti saranno realmente tanto diversi tra loro? E quanti verrebbero effettivamente utilizzati dal chitarrista medio?
Persino nei pre/multieffetto più attuali, dopo averci smanettato un po', si finisce poi con l'usare sempre gli stessi suoni, quelli che più piacciono, quelli più in linea col genere che suoniamo...
I suoni, appunto, aggettivamente mi son sembrati bruttini, un po' sarò per gusto personale, un po' per la qualità della registrazione, un po' perchè il sistema è montato su uno strumento economico.
Lo strumento, sinceramente, chi se la sentirebbe di fare un intervento così invasivo su uno strumento di valore? Magari sulla propria chitarra preferita?
Single coi che suonano come humbuker e viceversa... anche qui, rispetto a molti anni fa ci sono delle alternative. A parte l'equalizzatore, alcuni multieffetti digitali dall'uno possono emulare il suono dell'altro (ok, non sarà la stessa cosa ma ci si avvicina), oppure si usano dei minihumbuker splittabili.
Come han suggerito anche altri, potrebbe rendersi forse più appetibile ai chitarristi, togliendo l'overdrive, minimizzando l'intervento sullo strumento e, se possibile, alimentarlo con la classica 9V che si usa negli strumenti attivi.
Anche a me sembra che consumi tanto, probabilmente per il display che, da come mi sembra di capire, è sempre acceso. Si potrebbe fare in modo che resti accesso soltanto quando serve, ossia durante il cambio suono.
Già il pod (e parliamo di oltre 10, quasi 20 anni fa) permetteva il "deep editing" da pc... ecco, magari si potesse interfacciare totalmente col pc di modo che, con comodo uno si crea i suoni e poi si salva "nella" chitarra quelli che userà dal vivo.
Però, ecco, non sono un mago dell'elettronica, può essere anche che queste migliorie richiedano l'uso di componentistica non a portata di mano per un appassionato.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 04/02/2018 ore 08:22:22
io non ho neanche capito a che serve :D
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 04/02/2018 ore 08:31:37
a parte gli scherzi c'è da considerare il lasso di tempo intercorso tra l'idea e la realizzazione del progetto montato in una chitarra. sono trascorsi quasi DIECI anni, un lasso di tempo infinito per l'elettronica. del resto, basta andare a leggere l'articolo del dicembre 2010 per trovare fra i commenti alcuni entusiasti, altri meno, altri che difendevano a cazzo di cane le gibson robot.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 04/02/2018 ore 08:36:45
resto comunque dell'idea che, al netto dell'inventiva e della capacità di realizzare un'dea che io non saprei manco immaginare, la chitarra elettrica è oltre ogni ragionevole dubbio un lampo di genio avvenuto ormai quasi cent'anni fa ad un paio di signori negli stati uniti, bravi a trarre il massimo dalle idee di altri. onestamente, non so cosa ci sia da migliorare su una tele, una strato, o una les paul. io, nel dubbio, in vent'anni le ho comprate tutte e tre più una jaguar...l'unico strumento che abbia avuto qualcosa da dire in più rispetto ai tre mostri sacri.
chiudo col mio classico grido di battaglia: PIU' SUONARE, MENO PIPPE SUI SUONI
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di umanile [user #42324] - commento del 04/02/2018 ore 10:36:50
Comunque, fare routing anche con i pickup è una soluzione già adottata, "basta" avere una chitarra con un output per pickup (o stereo) e uno switcher tipo il boss es8, per cose più semplici, un selettore A/B.
Steve Von Till dei Neurosis:
vai al link
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di fla72 [user #29005] - commento del 04/02/2018 ore 12:33:50
Sei un grande...i piccoli passi verso il futuro vengono da grandi menti!
Personalmente io sono spesso tentato di lasciare solo il pickup al ponte, non acidissimo , in modo da scurirlo con l'altezza sulla scala dalla plettrata e basta, pero' non posso che ammirare il gran bel lavoro fatto per rendere lo strumento vestitissimo a tutto. Bravo! A mio parere avrebbe molti sbocchi su chi lavora con la musica ed ha un bisogno camaleontico di far esprimere il proprio strumento. Complimenti. Aspetto il prossimo step!
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 05/02/2018 ore 09:21:30
Ammiro l'impegno ma anch'io personalmente non ritengo necessaria troppa roba in una chitarra. Ammetto di aver provato diverse soluzioni tra pickup associati non convenzionalmente (tipo ponte-manico o tutti e 3) e inversioni di fase sulla mia strato, oltre a treeble bleed e pot TBX, tutto comunque analogico e reversibile, ma alla fine lo strumento ha bisogno di poco. Nella mia piccola ho treeble bleed sul pot volume e 2 TBX, uno di serie, per i toni, primo solo ponte (pick-up che uso al 90%) e uno condiviso manico-centrale. Mi trovo benissimo e onestamente mi bastano le 5 posizioni. Aggiungerei giusto la manico-ponte in fase, forse la più bella che ho provato smanettando.
Comunque complimenti, non deve essere stato un lavoro da poco ;)
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di telecrok [user #37231] - commento del 05/02/2018 ore 09:49:16
Bravo TidalRace per impegno e passione, detto questo sei sicuro di aver creato differenze sostanziali sui vari blocchi di suono? A me sinceramente, non ti offendere, mi sembra che per le 2 grandi famiglie di suono, pulito e crunch, mi sembra e dico mi sembra che la chitarra suoni sempre alla stessa maniera, di mutevole c'è solo il volume, non sò, forse non ho apprezzato bene i suoni.
Prova ancora comunque a sviluppare il tuo progetto, personalmente queste cose non mi piacciono ma so che a molti farebbe comodo una chitarra con 2000 suoni anche se non ho capito mai a che cosa possano servirgli, così tanti intendo, c'è da diventare matti solo per ricordarsi le prime 15 combinazioni, io non ci riuscirei mai a trafficare con tutti quei pomelli ed interruttori.
Una curiosità, il display scrive al contrario le informazioni? E' leggibile dal musicista?
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di TidalRace [user #16055] - commento del 05/02/2018 ore 10:10:01
Grazie per i complimenti, comunque tra i due tipi di suono a me sembra ci sia differenza di saturazione, mentre il volume è autoregolato dalla videocamera che purtroppo ne abbassa notevolmente i picchi. Specie sul pulito e con un buon impianto o una buona cuffia, puoi apprezzare le differenti sonorità. Considera che non so suonare la chitarra e questi video erano stati fatti al volo per un chitarrista che ne ha voluto una copia. Più che per i 2.000 suoni, il bello credo sia nella possibilità di regolare di fino il suono intervenendo sul picco di risonanza, impossibile da replicare con altri sistemi e nella possibilità di decidere quali dei 16 suoni vogliamo ottenere con i 3 selettori. Ti assicuro che il sistema è molto facile da utilizzare specie in confronto con chitarre customizzate, cosa dovrebbero dire allora i tastieristi con i loro strumenti?
Una cosa che non ho approfondito è che il circuito è anche stato sviluppato per un cambio automatico di pickup insieme a una pedaliera midi, in modo che cambiando effetti potrei automatizzare il cambio di pickup con quello che mi si abbina meglio.
Il display infine è naturalmente rivolto verso il chitarrista
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di telecrok [user #37231] - commento del 05/02/2018 ore 12:39:25
Si sente, o meglio....si legge che sei un'ingegnere, un tecnico che descrive con competenza, che dire, ti faccio mille auguri per il proseguo dei tuoi esperimenti per un eventuale ed auspicabile successo, te lo meriti.
ciao
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di BBSlow [user #41324] - commento del 05/02/2018 ore 10:00:44
Intanto complimenti per il lavoro, l'impegni, la passione e il risultato.
L'idea sarebbe stata buona (e commercializzabile) venti, forse ancora dieci anni fa. Oggi un processore digitale, volendo, emula praticamente qualsiasi combinazione di pickup / ampli, senza costringerti ad almanaccare su push e selettori per cercare quella giusta (che se poi magari te ne piacciono tre o quattro -un chitarrista medio non va oltre un numero limitatissimo di suoni di base- la cui selezione reciproca non è immediata, sono zacchi. Già semplificare il processo di selezione rendendolo elettronico / digitale, anziché meccanico, e consentire un accesso immediato ai tre / quattro suoni preferiti sarebbe un bel salto, fermo restando quanto sto per scrivere). Inoltre, come hanno già detto, esplorare un numero così elevato di combinazioni è, a livello di resa sonora, parecchio ripetitivo, in molti casi le differenze tra una combinazione e l'altra sarebbero praticamente impercettibili e finiscono con l'essere, quindi, una difficoltà per l'utilizzatore.
Io ammiro moltissimo te e tutti coloro che sono capaci di realizzare idee e soluzioni come questa, ma nello specifico credo che, per quanto sia un bel lavoro, si tratti di una variante che può incontrare il gusto e le necessità di un numero molto ridotto di musicisti.
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di TidalRace [user #16055] - commento del 05/02/2018 ore 10:24:23
Ciao io non nego che sia un progetto molto di nicchia, anzi, magari ci fossero un certo numero di chitarristi disposti non dico ad acquistare uno strumento così fatto ma almeno a provarlo senza pregiudizi. Per quanto riguarda i processori digitali molti emulano anche una valanga di amplificatori, però poi una minima parte di chitarristi affermano che suonino uguale all'originale. C'è comunque una fetta di musicisti che pur riconoscendo questo si affidano a sistemi come il Kemper o altri per avere maggiore flessibilità dal loro sistema e per cercare sempre nuovi sonorità.
Questo sistema ha un controllo digitale per aprire o chiudere degli interruttori elettronici che combinano gli avvolgimenti dei pickup e quindi il suono è al 100% analogico, così uno strumento tipo Stratocaster avrà i suoi 5 suoni di base più altri 11 anche profondamenti diversi selezionando semplicimente gli altri tre banchi di suoni.
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di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 05/02/2018 ore 10:46:0
Forse avrei optato per un display a 7 segmenti 3 cifre, piccolo e utilizzabile con sistemi midi (5V DC), magari controllato da un PIC.
Capisco che 3 cifre sono poche ma bastano per dei preset, e lo spazio richiesto è davvero minimo. Un progetto come questo potrebbe tornare utile ad un liutaio o un negozio che voglia far provare diversi pickup se come dici è semplice intercambiarli ;)
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di Claes [user #29011] - commento del 05/02/2018 ore 14:21:30
Sono un fan di innovazioni partito dai primi synths, poi MIDI, e quando ne è arrivata la chitarra la ho subito presa - adesso 3 in tutto. La più recente può scandalizzare: manico tasti Buzz Feiten, ponte Floyd Rose, 3 p/u attivi, p/u esafonico Roland, input alimentatore 9V e output jack normale audio, DIN e quella multi-pin da GR-33 / GR-55. Quest'ultima è una spina efficiente! Con un cavo solo si alimenta la chitarra, e manda audio + MIDI che consente anche di splittare il segnale su 6 piste separate - un canale MIDI per corda. Sulla chitarra c'è un mini-switch per program change: suoni una nota e ti cambia patch! È una Washburn JB-100 Jennifer Batten in versione midificata, cioè la tipica superstrat HSS high-gain maggiorata a MIDI.
Tra le stranezze, mi è piaciuta la Dan Armstrong in plexiglass coi p/u intercambiabili all'istante :) Ora spero che qualcuno produca una Tidal e che si vada avanti con concetti del genere senza troppe remore...
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di TidalRace [user #16055] - commento del 05/02/2018 ore 14:43:46
Grazie Claes per aver apprezzato il mio progetto.
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di panturnio [user #1686] - commento del 05/02/2018 ore 16:52:59
MI iene in mente la tecnologia Game Changer sviluppata da Ernie Ball Music Man, che consente di programmare via usb da computer il comportamento del selettore a 5 vie. In sostanza si può scegliere tra le decine di combinazioni possibili (serie, parallelo, fase, fuori fase) su un altro chitarra in configurazione HSH e assegnarle al selettore. Mi pare che poi ci sia a anche un selettore tipo les Paul che permette di scegliere tra 3 banchi. Ecco, quella è un altro soluzione che installerei volentieri nella mia chitarra!
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