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L'effetto dei legni sul suono dell'acustica
L'effetto dei legni sul suono dell'acustica
di [user #39288] - pubblicato il

La progettazione intera di una chitarra acustica può determinare il suono in maniera importante, ma i legni forniscono indizi utili a comprendere con cosa si avrà a che fare.
Da avido divoratore di informazioni pertinenti la chitarra (alias NERD) mi sono imbattuto, nel corso del tempo, in articoli e post affermanti tutto e il contrario di tutto sugli effetti del legno sul suono.

Nel corso di queste discussioni, sono poche le coerenze che pare uniscano il popolo dei chitarristi da salotto (me incluso), ma a grandi linee si possono tracciare così:

1 - Nelle chitarre elettriche l'influenza del legno non è chiara e le esperienze divergenti
2 - Nelle chitarre acustiche il legno è fondamentale

Il punto 2 sembrerebbe quindi chiaro, però molto spesso si riscontrano informazioni contrastanti, come sempre su internet. Ho quindi pensato che potesse essere interessante provare a fare un po' di chiarezza sulle scelte del legno nelle chitarre acustiche con le mie limitate conoscenze (chitarrista amatoriale da circa 15 anni, appassionato non praticante di liuteria, sismologo di mestiere). Ci tengo a sottolineare i limiti della mia conoscenza in materia: critiche e precisazioni, se ben argomentate, sono molto benvenute.

L'effetto dei legni sul suono dell'acustica

Iniziamo con come funziona una chitarra acustica, in soldoni: la vibrazione delle corde viene trasmessa alla tavola armonica (top) attraverso il ponte. La tavola armonica quindi vibra, amplificando le onde sonore che rimbalzano nella cassa per poi venir proiettate all'esterno, principalmente attraverso la buca e parzialmente per trasmissione attraverso la cassa e tavola stessa (anche chitarre a cassa chiusa hanno volume, per esempio). Parte della vibrazione viene anche trasmessa al manico, sia dal capotasto sia dall'attacco alla cassa.

Possiamo quindi vedere che, per ottenere la massima resa sonora (trasmissione, amplificazione e proiezione delle frequenze generate dalla corda oscillante):

1 - Il ponte deve trasmettere più frequenze possibili (trasmettere il "messaggio" sonoro intatto) alla tavola armonica.
2 - La tavola armonica deve poter vibrare il più liberamente possibile, per conservare e amplificare le frequenze trasmesse dal ponte e trasformarle in onde sonore.
3 - Il fondo e le fasce devono riflettere le onde sonore create dalla tavola, per proiettarlo alla fine al nostro orecchio.

A questo punto, si può finalmente parlare dei legni utilizzati. In tutta questa discussione, tralascerò differenze di progetto e le inevitabili differenze dovute alla variabilità del legno, parlando di proprietà medie.

L'effetto dei legni sul suono dell'acustica

I legni utilizzati in liuteria sono altamente selezionati per le loro caratteristiche timbriche che si possono sommariamente riassumere in densità e rigidità (non sempre direttamente correlate). Questo si lega direttamente alla trasmissione del suono in quanto le onde sonore (onde di pressione) vengono trasmesse (e riflesse) meglio in materiali più densi. Al decrescere della densità, le alte frequenze ("gli alti") saranno le prime a venir attenuate, seguite poi da tutte le altre. Un tipico esempio è quando si sente un suono ovattato da qualcosa, come i vicini che litigano oltre una parete o una voce attraverso un panno: esso risulterà prima di tutto povero di alte frequenze.

Prendendo come esempio i legni più classicamente utilizzati in liuteria, possiamo elencarne le caratteristiche medie, tralasciando fattori come umidità etc.:

 - acero/ebano: molto densi e rigidi (quale sia il più denso non sono sicuro)
 - palissandro: molto denso e rigido, ma meno di acero/ebano
 - mogano: abbastanza denso e mediamente rigido
 - abete/cedro: mediamente denso e molto elastico

Unendo queste informazioni con quelle sulla struttura di una chitarra, possiamo facilmente evincere che:

 - acero, ebano e palissandro, molto densi, sono ideali per trasmettere il contenuto armonico e riflettere le onde sonore e sono una scelta ottimale per ponte, fondo e fasce.
 - iI mogano ha proprietà intermedie e viene infatti utilizzato sia per ponte, fondo e fasce (principalmente), che per la tavola armonica (più raramente).
 - abete e cedro sono molto elastici e quindi risultano ideali per la cassa.

A questo punto possiamo finalmente smettere di menare il can per l'aia e parlare dell'effetto che hanno sulle nostre amate chitarre.

Acero ed ebano
In quanto più densi, trasmetteranno il maggior numero di frequenze acute (sono le prime a venir attenuate, ricordate?). Dato che sono pochi i legni capaci di trasmettere le alte frequenze allo stesso modo, il suono viene percepito come più brillante. Un buon esempio sono le chitarre flamenco e le archtop acustiche, con fondo e fasce tipicamente in acero, entrambe progettate per essere più chiare e udibili grazie alla enfatizzazione delle alte frequenze. Un altro esempio sono le jumbo come la Gibson EJ200, dove la cassa in acero permette di aggiungere chiarezza per compensare la ricchezza di bassi data dalla forma generosa della stessa.

Palissandro
In quanto molto denso, trasmette una buona dose di alte frequenze, anche se meno di acero ed ebano. Per questo, viene utilizzato molto spesso su chitarre con una cassa disegnata per generare un suono ricco di bassi: le dreadnought (martin D18 etc...). Il risultato sono chitarre ricche di bassi ma con una certa chiarezza, ottime per lo strumming.

Mogano
Il mogano, in quanto meno denso di acero, ebano e palissandro (basta guardare il numero e la quantità di pori), crea un suono con meno alte frequenze, più "dolce". Quando usato per fondo e fasce, in strumenti con casse di medio volume come OM e simili, crea tipicamente strumenti ben bilanciati e con una percepita maggiore presenza di medi. Quando utilizzato per tavole armoniche, in virtù delle sue proprietà, l'effetto di "mediosità" sarà ancora più accentuato, creando strumenti dal suono tipicamente "inscatolato" e vintage, ideale per alcuni generi.

Abete e Cedro
La scelta tra abete e cedro per la tavola è molto importante nella liuteria classica, e alcuni costruttori di chitarre acustiche hanno fatto del cedro una delle loro principali caratteristiche (vedi Lowden). Se gli effetti sonori di questa scelta mi sono abbastanza chiari (abete più "chiaro" e cedro più "scuro"), non conosco le loro differenze in proprietà e quindi mi astengo dal trarre conclusioni a riguardo. Suggerimenti ben accetti!

L'effetto dei legni sul suono dell'acustica

Insomma, se la variabili nel mondo del legno e le loro combinazioni sono pressoché infinite, ci sono alcune proprietà che sono (in media) abbastanza chiare e scientificamente dimostrabili. Unendo queste informazioni sui legni con il tipo di progetto, si può avere un idea quantomeno approssimativa di che tipo di suono aspettarsi, tenendo a mente che la cura e le accortezze del liutaio (o della macchina in sua vece...) possono stravolgere molti di questi aspetti.
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