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Gibson ES-335 1958-1962: evoluzione, caratteristiche e suono
Gibson ES-335 1958-1962: evoluzione, caratteristiche e suono
di [user #6868] - pubblicato il

Il fascino della semiacustica Gibson a cassa sottile e due spalle mancanti attraversa gli stili e i gusti, conquistando rocker e jazzisti da oltre mezzo secolo. La racconta Bob Cillo.
La scorsa estate sono stato invitato dal mio amico Marco in Germania per un affascinante "guitar-safari".
Grazie a lui, a un altro amico chitarrista e collezionista tedesco - anche lui di nome Marco - e grazie alla gentile collaborazione di Guitarpoint di Maintal, ho avuto il fortunato incontro con cinque incredibili Gibson ES-335 di differenti epoche.

È un'ottima opportunità per approfondire e ampliare la conoscenza di questo straordinario modello: le 335 DOC hanno qualche piccolo segreto ben nascosto sotto il loro aspetto di docili semi-acustiche jazzy.
Prendendo in esame i cinque modelli, possiamo scoprire l'evoluzione delle caratteristiche e i cambiamenti apportati dalla loro introduzione, fino al 1962.
In particolare, ho creato un filmato che prende in esame quattro ES-335 vintage, tutte in condizioni perfette con humbucker PAF originali.

Gibson ES-335 1958-1962: evoluzione, caratteristiche e suono

Iniziamo con una del 1958, che presenta le tipiche caratteristiche dei primi modelli usciti dallo stabilimento di Kalamazoo.
Altre tre 335, rispettivamente del 1960, 1961 e 1962, mostrano i cambiamenti introdotti successivamente, a partire dal 1959.

Naturalmente, con queste stupende rarità a disposizione, non potevamo esimerci dal mettere in scena un epico test di comparazione sonora.
Il test di comparazione è un interessantissimo confronto tra la 1960 Dot Neck, la 1962 Cherry e la Collector's Choice #42; riedizione della ES-335 del 1962  appartenente al chitarrista di Chicago J.D. Simo, prodotta nel 2016 nel Custom Shop di Nashville. Ci sarà un vincitore?



Il filmato è in lingua inglese con accurati sottotitoli italiani attivabili dalle opzioni del player.
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di BizBaz [user #48536]
commento del 18/10/2020 ore 09:19:2
Ciao Bob, sempre molto interessanti i tuoi articoli.
Una domanda: definisci la riedizione CC del 2016 non in grado di competere con le due originali. Vorrei sapere se hai questa impressione perché ritieni quell'esemplare non particolarmente riuscito oppure perché le riedizioni, benché Custom Shop e quindi curate al massimo, non possano comunque competere con gli strumenti originali che si prefiggono di replicare?
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 10:05:1
Ciao Biz Baz, grazie per le tue gentili parole di apprezzamento e per la domandona da 1 milione di dollari : )
So che devo stare attento a come rispondo perché potrei farmi molti nemici, ih! ih!
Scherzi a parte, dirò molto onestamente e apertamente che sono "di scuola vintage". Questo non significa assolutamente che io abbia dei preconcetti; ma la musica che amo suonare ed il mio stile mi portano a cercare e ad apprezzare in uno strumento delle qualità che riscontro molto più facilmente nella produzione vintage. Amalgama e armonia di frequenze, dinamica, apertura, attacco, asciuttezza, definizione, espressività: sono tutte caratteristiche che ritrovo molto più facilmente (e mi verrebbe da dire quasi esclusivamente) in una chitarra di annata; sono tutte qualità che molto difficilmente una riedizione riesce a replicare.
Rispondendo in maniera più specifica alla tua domanda, con la CC#42 ES-335 J.D. Simo, ci troviamo in presenza di una Collector's Choice che costa più di tante vintage originali, magari con qualche pezzo cambiato e/o qualche intervento di restauro o riparazione: è giusto che le aspettative siano alte. E' indubbiamente un ottimo strumento, dalle sonorità aperte e ben bilanciate ma, ad esempio, al manico suona decisamente più spenta e gonfia ed il suono del pickup al ponte non raggiunge grinta, presenza ed espressività delle originali. In tutta franchezza non è neanche tra le migliori riedizioni che io abbia provato, ad esempio la Nashville del 2007 che provo in questo video vai al link , a mio giudizio sembra difendersi meglio. Ottime anche le riedizioni Memphis Rusty Anderson (2013) e Rich Robinson (2014)... ma gli originali sono sempre un capitolo a parte : )
Scusa la lungaggine, spero di averti dato una risposta esaudiente.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 18/10/2020 ore 10:46:02
No ma quale lungaggine? Grazie mille per la tua disponibilità. E' sempre bello stare ascoltare il parere di chi parla di certi argomenti con competenza e soprattutto grande esperienza.
Un'ultima curiosità: hai un'idea di quali potrebbero essere i motivi per i quali le riedizioni non possono uguagliare le originali? Materiali introvabili (soprattutto legno)? colle e vernici? processi produttivi? decenni di invecchiamento (come per il vino buono)?
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 13:56:43
Grazie Biz Baz, mi fai un'altra domanda importante ed intrigante.
Sono fermamente convinto che il fattore "stagionatura", se parliamo di solid o semi-solid body, sia ampiamente sopravvalutato e non sia davvero determinante. Quando ascoltiamo il suono delle vintage nelle vecchie registrazioni di Clapton, Bloomfield, Stones, Mayall, etc... ascoltiamo chitarre che all'epoca avevano solo 7 o 8 anni di vita; eppure già allora suonavano in modo epico, tanto da aver fatto la storia di determinati generi musicali. Se oggi ascoltiamo una chitarra dei primi anni '80, dopo circa 40 anni di "stagionatura", il suono non è minimamente accostabile a quello di quelle registrazioni. Oltretutto, una chitarra verniciata e chiusa in custodia non si stagiona poi così tanto. D'altra parte molti liutai-artigiani si sono prodigati a replicare con scrupolo filologico le tecniche costruttive delle chitarre d'epoca; eppure i risultati, pur degni di rispetto, non sono mai all'altezza degli strumenti presi a modello. Dunque da cosa dipende il valore aggiunto di una vintage originale? Probabilmente, oltre all'accurata tecnica costruttiva, il vantaggio deriva proprio dalla selezione di materiali, peraltro in molti casi piuttosto casuale. In particolare, come tu dici, si utilizzavano legni pregiati di alberi secolari, mentre i legni raccolti oggi derivano da alberi che hanno massimo 50 o 60 anni. Tuttavia anche parti elettroniche e hardware originali concorrono in modo determinante a raggiungere le caratteristiche sonorità che amiamo negli strumenti d'epoca. Forse c'è anche un po' di "magia", che qualcuno chiama "mojo" o, in riferimento agli strumenti classici, "noblesse" : )
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 18/10/2020 ore 15:31:58
Senz'altro la componente magia :)
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 18/10/2020 ore 17:19:59
Sarebbe interessante se facessi un test “cieco”, dovendo individuare se lo strumento che suoni sia vintage o meno a occhi bendati, semplicemente suonandolo. A quel punto si capirebbe se a farti influenzare nel giudizio sia il sapere di avere tra le mano uno strumento vintage o no. Perchè non ne fai un video? Però senza barare...
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 19:57:46
Grazie del suggerimento, è una "sfida" che accetterei molto volentieri Ovinda. Ci avevo anche pensato ma purtroppo, in tutta onestà, fare un blind test "senza barare" è estremamente difficile in quanto ogni strumento ha sempre dei piccoli particolari o differenze riconoscibili al tatto... meccaniche, binding, manopole, grado di usura dei tasti, mi svelerebbero subito la risposta. Quanto ai vari "blind test" presenti su Youtube, spesso le differenze appaiono sorprendentemente attenuate da compressione digitale, tecniche di registrazione, chitarristi, effetti o ampli inadeguati, condizioni delle corde, etc... eppure ci prendo quasi sempre : )
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 20:01:28
Comunque, "blind test" a parte, credimi: la mia non è solo "suggestione" o "effetto placebo" ih! ih!
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 18/10/2020 ore 22:07:37
non intendevo un test ascoltando youtube, ma proprio un test vero e proprio chitarre in mano. Sarebbe interessante mettere assieme una decina di chitarre tra modelli vintage e relic. Io credo che se alcuni strumenti vintage (ma parliamo di pochi modelli, tantissime chitarre di fascia più commerciale e anche tanti modelli fender e gbson di alcune annate sono pessimi, hanno una qualità diversa, nemmeno paragonabili a strumenti odierni, se paragoniamo strumenti come le yamaha, le ibanez o anche le squier a strumenti d’epoca della stessa fascia di prezzo, c’è una differenza abissale a favore degli strumenti più recenti) hanno un’indubbia qualità, ciò è dovuto ad alcuni fattori: il fatto che dopo tanti decenni tutto lo strumento si sia assestato bene (anche quando compro una chitarra nuova, più passa il tempo e meglio suona), risoluzione dei potenziometri (realizzati nell’epoca del boom dell’elettronica), pickup (forse col tempo la qualità di ripresa del suono migliora). sarebbe interessante montare i pickup vintage su uno strumento di buona fattura odierna per capire se sia questa l’arma segreta delle vintage
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 19/10/2020 ore 08:55:37
Ciao Ovinda, si avevo capito bene che ti riferisci ad un test reale, per questo ti dicevo che gli strumenti sarebbero comunque riconoscibili al tatto. Comunque magari qualcosa riusciamo a studiarcela... vedrò un po' di riuscire a preparare un test come quello che suggerisci.
Come dicevo in un commento appena sopra, la stagionatura non è un fattore poi così determinante: Quando ascoltiamo il suono delle vintage nelle vecchie registrazioni di Page, Clapton, Bloomfield, Stones, etc... ascoltiamo chitarre che all'epoca non avevano più di 10 anni di vita; eppure avevano già quell'inconfondibile voce personale che conosciamo.
Le più economiche erano scadenti? Affermazione tutta da dimostrare... alcune Vox ed Eko anni '60 montavano pickup micidiali, alcune Silvertone avevano tastiera in palissandro brasiliano, non parliamo neanche di Les Paul Junior, di Melody Maker o di Mustang; Kay ed Harmony sono diventate oggetto di culto per l'incredibile personalità del loro sound e la lista potrebbe continuare con il primo Made in Japan ed altro...
Quanto all'upgrade di reissue contemporanee con parti vintage originali, sono esperimenti che faccio regolarmente; se ti interessa approfondire l'argomento, ti rimando a quest articolo che scrissi su accordo 8 anni fa: vai al link .
In particolare ho due riedizioni Gibson Custom Shop che sono tra le chitarre che più utilizzo: una Les Paul Gold Top '54 ed una 335 '63, entrambe con pickup e altri componenti vintage originali anni '50 e '60: con gli upgrade sono migliorate? Si, tantissimo. Sono all'altezza delle originali? Vorrei tanto, ma purtroppo no.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 19/10/2020 ore 18:11:23
Il test non lo devi fare per forza, ma sarebbe divertente farne una diretta. In merito alle chitarre economiche, a me sembra che si considerano solo i modelli che sono arrivati nelle nostre mani oggi. Ma ricordo bene, che i modelli economici di cui mi parlano mio padre e le persone più anziane (teen ager negli anni '50 e giovane negli anni '60, erano delle "mazze di scopa", con un brutto suono. Inoltre ho visto dei video di master builder americani che analizzavano vari modelli economici di chitarre di vari marchi, e alla fine sostenevano che per la fascia di prezzo a cui sono vendute le chitarre oggi, modelli d'epoca della stessa fascia di prezzo erano impresentabili al confronto. Io non sto dicendo che le chitarre odierne siano migliori di quelle dell'epoca (ho elencato i motivi per cui le chitarre d'epoca abbiano un sound migliore: assestamento dello strumento, risoluzione dei potenziometri irraggiungibile oggi per i limiti della produzione odierna, e tecnica di costruzione dei pickup), ma mi sembra evidente che l'evoluzione dei processi produttivi odierni consenta il raggiungimento di uno standard qualitativo su strumenti di fascia bassa, quelli che devono essere prodotti rapidamente e garantire un minimo di prestazioni decenti per 150 € a un ragazzo alle prime armi. In questa fascia di prezzo e per questo tipo di utenza è difficile trovare prestazioni standard su tutti i modelli. C'era un'enorme discontinuità, per un modello fortunato ne capitavano 20 o 30 insuonabili. . E' chiaro che un professionista non guardi a questo ambito e si metta a suonare i modelli di punta sopravvissuti al tempo.
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 18/10/2020 ore 12:31:40
Ciao Bob e complimenti ancora una volta per l'articolo sempre ben argomentato.
Ho una 335 del '68 completamente originale, non posso fare paragoni con altre 335 perche' l'ultima l'ho provata anni fa, posso dire cha la mia collegata a qualsiasi ampli e' uno spettacolo: ben definita su tutti e due i pick up, al manico ha quel mordente tipico del Larry Carlton sound ed al manico resta sempre brillante anche se la voce si ingrossa ma non come una Les Paul, l'unica cosa differente dalle altre e che per me non e' un problema e' la dimensione del manico che come ben saprai e' piu' stretto al capotasto, cosa che hanno fatto solo da '65 (credo) fino al '68, addirittura le ultime '68 hanno il manico a larghezza standard se non mi sbaglio.
Buona giornata e non smettere di scrivere, ti leggo e ti ascolto sempre volentieri
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 13:27:27
Grazie del bel feedback e del prezioso incoraggiamento Gibsonmaniac!
Certo, sono convinto che hai una chitarra strepitosa, con il valore aggiunto di 2 splendidi pickup "T-Top".
Molti trovano scomode le tastiere un po' più strette di quel periodo, ma sicuramente l'importante è che tu ti trovi a tuo agio con il tuo strumento!
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 18/10/2020 ore 14:44:20
Non sapevo avesse i T-Top...quei pick up li ho su una The Paul del 78 e suonano parecchio piu' aggressivi
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 15:09:1
I T-top si iniziano a trovare con maggiore frequenza nel 1967, hanno il pat. number sticker nero sulla basetta e sono pickup favolosi, a mio avviso migliori di qualunque replica PAF conteporanea; gli ultimi T-top sono prodotti verso la fine degli anni '70, hanno il pat. number inciso nel metallo della basetta e sono molto meno interessanti di quelli anni '60.
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 18/10/2020 ore 15:19:26
grazie mille....tempo fa avevo risistemato un'SG del 69 di un mio amico ed avevo notato che montava due diversi tipi di pick up: uno aveva lo sticker nero e l'altro aveva il pat nr inciso nella basetta, avevo fatto delle ricerche ed avevo riscontrato che quello con il n. impresso era piu' recente....ignoravo pero' che fossero dei T-Top, avevano la cover e non avevo ragione di smontarla per vedere i pick up.
Grazie ancora, ciao
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 17:14:22
Figurati! Infatti, purtroppo uno dei pickup della SG del tuo amico è stato sostituito. Come tu dici, su chitarre del '66-'67 si dovrebbe rimuovere la cover per identificare con certezza i T-Top dagli ultimi pickup Pat. Number; in presenza di saldature vergini spesso è preferibile rimanere nel dubbio ed evitare inutili manomissioni.
Rispondi
di svizzero [user #4516]
commento del 18/10/2020 ore 11:16:07
Bell'articolo!
Sono un grande fan di queste chitarre (anche se le mie sono recenti); ho una ES335 del 1995 ed una ES345 del 2002 e mi ci trovo benissimo: comode, gran suono, versatilità e (ahimè) peso! Non ho mai provato gioielli simili a quelli del video e sono molto curioso, ma visto i prezzi proibitivi mi sa che desisto! :-D
Purtroppo le ritengo chitarre "delicate" nel senso che restauro e manutenzione sono quasi sempre operazioni costose e difficili da eseguire. Cosa mi dici di cambio tasti e (addirittura) usura della tastiera? Sono operazioni fattibili senza che sia visibile l'intervento?

Complimenti ancora!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 13:21:43
Grazie delle parole di apprezzamento Svizzero! In effetti trai vantaggi delle vintage e delle riedizioni più riuscite, c'è da considerare anche un peso più contenuto; nessuna delle chitarre in video era particolarmente pesante. Purtroppo, come dici giustamente, le quotazioni delle Dot neck vintage originali sono assolutamente proibitive per noi musicisti. Pur ammettendo di potersene permettere una, sarebbe una vera follia portarsela a spasso per concerti, locali e prove. Anche io mi sono accontentato di un'ottima reissue a cui ho apportato alcune modifiche per renderla più simile agli originali. Quanto al problema che poni, giustamente, direi che non è una prerogativa della 335 ma di un po' tutte le Gibson. Purtroppo la messa in opera dei tasti con il binding è un'operazione critica e delicata, molti liutai finiscono con il rinunciare all'overfret (i caratteristici "dentini" del binding che ricoprono le estremità dei tasti) per ridurre tempi e costi del lavoro. In questo senso, la scelta di una '58 Reissue, senza binding, potrebbe rivelarsi vincente dal punto di vista della manutenzione negli anni.
Rispondi
di simonec78 [user #13803]
commento del 18/10/2020 ore 12:55:00
Articolo strepitoso. Molto interessante.
Da qui la sonorità della chitarra del 1962 è impressionante.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 13:05:45
Grazie Simone! Sono felice che tu abbia trovato interessante l'articolo-video; in particolare mi fa piacere che la registrazione renda l'idea, in effetti hai usato la parola più appropriata: la Cherry del 1962 ha davvero un'impatto sonoro impressionante, sicuramente da annoverare tra le migliori chitarre che io abbia mai provato.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 14:39:34
Ciao Bob,
che fantastici contributi dài qui su Accordo! Mi sono sono gustato questo video sorseggiando dopo il pranzo della domenica un ottimo whisky scozzese di Islay, e dimmi tu se c'è un prodotto più vintage di questo!!!
Ti chiedo, dall'alto della tua competenza: io possiedo ormai da una decina d'anni una bellissima Heritage 535 OSB . Volevo Gibson, ma all'epoca non me la potevo permettere, anche se questi strumenti non è che te le regalino. Che ne pensi di queste chitarre e della loro leggendaria fabbrica di Kalamazoo da dove, se non erro, tutto è cominciato?
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 15:16:18
Grazie del tuo incoraggiante feedback Tubes! Pare proprio che abbiamo diverse passioni in comune: valvole, chitarre e buon Scotch whisky! : ) Anche io ne ho bevuto uno spettacolare ieri sera.
Tornando alle chitarre, non ho mai provato la tua Heritage ma mi risulta che siano strumenti di ottima fattura. Certo che, fossi in te, non appena le finanze dovessero consentirmelo, lo farei un pensierino ad una bella Custom Shop, anche usata.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 16:08:10
Eh, caro Bob,
ti confesso che l'idea della permuta della Heritage per la 335 CS mi è passata per la mente, altrochè...
A parte l'esborso finanziario, ciò che mi frena è che in effetti la Heritage è docile e ben suonante, non chiede nulla se non l'essere accarezzata con dolcezza, come una signora ben educata. Forse la venderò per una Gibson, ma quel giorno lì un pò mi si spezzerà il cuore!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 17:19:04
Bè se ti trovi bene e sei felice e soddisfatto della Heritage allora non vi è motivo di cambiare; certo non a scatola chiusa. Se poi un giorno non proverai qualche Custom Shop che ti parlerà in modo particolare, potrai prendere in considerazione il gran passo : )
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 18/10/2020 ore 15:25:28
ho avuto una Heritage H555 e posso confermare che e' uno strumento favoloso....il problema di quella chitarra e' che non mi piaceva esteticamente: a parte la paletta lunga e stretta che per me c'entra poco con il corpo della chitarra hanno cambiato le linee del body e cosi la forma armoniosa della 335 e' andata un po' a farsi benedire, le orecchie disegnate dalle spalle mancanti son grosse e sgraziate e la linea diritta che ha il body in prossimita' delle stesse era diventata per me insopportabile....peccato perche' la chitarra suonava davvero bene ed aveva rifiniture lussuose, superiori alla norma ma dopo 3 anni non riuscivo piu' a guardarla ed allora l'ho venduta.
A me piace molto il Lagavulin
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 16:10:1
Beh, la H555 è il top di Heritage! Capisco le tue perplessità estetiche, sono le mie stesse spine nel fianco... dài, beviamoci su, un Lagavulin è più che ben accetto!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 17:25:10
A Bari diciamo: "finisce tutto a tarallucci e vino", in questo caso mi sa che finisce tutto a tarallucci e whisky, ha! ha! : )
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 18/10/2020 ore 20:19:2
Graaande Lagavullin, ma anche il Talisker, il Caol ila, il Laphroaig, l'Ardberg, il Glenmorange e tutti gli smoked di Islay. Paul.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 20:37:04
Lei si che è un intenditore! : ) Ieri ne ho bevuto uno favoloso: Jura Superstition, mi ha ricordato la qualità del Talisker Dark Storm.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 19/10/2020 ore 12:45:36
No Bob, purtroppo non sono un intenditore, sono solo uno che ama interessarsi alle cose che gli piacciono (lo Scotch, la birra il vino ed altro), pur essendo un bevitore moderato, un solo bicchiere scarso di vino al pasto di mezzogiorno, ed un assaggio ci scotch ... o grappa (secca e sgarbata, possibilmente) a sera. Poi c'è tutto il resto, chitarre comprese. Tra l'altro di cognome faccio Druìdi e Islay era considerata il rifugio dei Druìdi, per cui sarebbe peccato non conoscerne i prodotti. Paul.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 19/10/2020 ore 12:57:38
Certo Paul, essere intenditori non è in conflitto con l'essere bevitori moderati... anzi, in genere chi alza il gomito non va troppo per il sottile : )
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 19/10/2020 ore 13:20:3
Quest'ultima considerazione è giustissima. Paul.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 20:40:48
Ho una bottiglia di Caol Ila aged 12 davanti a me regalatami da mia figlia dopo un viaggio Scozia. Vuota, ahimè.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 18/10/2020 ore 21:24:56
Ottime scelte, uno meglio dell'altro. Poi però ci sono le edizioni limitate, tipo le small batch (che sarebbero un po' come le bottiglie custom shop) o produzioni di piccole cantine che sono davvero una bomba. Qui vicino casa mia (Roma, zona Monteverde), c'è un negozio che vende SOLO whisky, quattro pareti piene di bottiglie di tutti i tipi. Che ve lo dico a fare? Sembra di essere da Tomassone :)
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 21:38:35
Ha! Ha! Infatti Il "Dark Storm" è una specie di Talisker Custom Shop...
Poi ci sono anche le bottiglie "Collector's Choice", ma probabilmente con quei soldi conviene comprarsi una bella chitarra : )
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 18/10/2020 ore 22:32:34
Esatto! Vedo com molto piacere che l'accoppiata whisky e chitarre accomuna molti Accordiani :)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 19/10/2020 ore 19:34:36
Mi inserisco tra gli estimatori. Soprattutto per quanto riguarda i prodotti dell'Islay, dove sono stato in PELLEGRINAGGIO.
Sto aspettando una bottiglia di Bunnahabhain che ha vinto la medaglia d'oro al World Whiskies Award e non vedo l'ora di... Suonarlo.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 22:06:55
Conosco benissimo uno dei soci di questo negozio, anzi forse credo sia un ex socio, ora si dedica al suo whisky-pub sulla Circonvallazione vicino casa tua. Una persona eccezionale, forse il whisky, se bevuto con moderazione, fa bene anche all'anima!
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 18/10/2020 ore 22:34:24
Su quello non c'è dubbio, all'anima fa bene eccome. E senz'altro ti fa suonare mooolto meglio :)
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 18/10/2020 ore 18:37:4
Articolo bellissimo, dedicato ad una delle mie chitarre preferite....
Io possiedo una '67 Sparkling Burgundy con i Patent Number che e' uno spettacolo.
Del video di comparazione che dire....tutte e tre meravigliose (alle mie orecchie, la 60 Dot Neck, una delizia....). Anche la CC si difende bene e presa da sola e' uno schianto di chitarra, la sua sfortuna quel giorno e' stata di essere in cattiva compagnia :-)
Poi, un Fender '66 Super Reverb, un TS '80, un Klon, la tua mano e la tua passione per quelle chitarre e quel sound....uno dei video piu' belli in assoluto su questo strumento!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 20:07:08
Repsol, grazie di cuore per il tuo caloroso feedback, davvero incoraggiante e lusinghiero.
Hai una grandissima chitarra, una 335 DOC!

" la sua sfortuna quel giorno e' stata di essere in cattiva compagnia"
Ha! Ha! Sicuramente hai ragione, presa da sola è un chitarrone di tutto rispetto, sicuramente appare sminuita nel confronto con dei "giganti assoluti del guitar tone" : )
Rispondi
di rabbitjoke [user #49842]
commento del 18/10/2020 ore 19:21:04
Grazie Bob, per la passione che metti nei tuoi articoli. In questi tempi di “negazionismo“ musicale c’è ne proprio tanto bisogno !!!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 20:09:33
Ha! Ha! Negazionismo da digital profiler! : )
Grazie a te per il bel commento!
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 20:42:
ahahaahah, bellissimo il negazionismo digitale!!! Però Bob, sappi che io possiedo ( e stimo!!!) anche un Kemper! Che fai, mi togli il saluto ? Dalla splendida Puglia? Giammai!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 20:56:47
Giammai! : )
Scherzi a parte, il Kemper è una soluzione rispettabilissima per infiniti campi di applicazione; però sul palco di un concerto "rock", che io sia sul palco con la band o tra il pubblico, qualità e "pressione sonora" del backline è secondo me insostituibile da un digital profiler. ... se vieni da queste parti ci beviamo volentieri un Caol Ila insieme : )
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 18/10/2020 ore 21:05:30
Perchè no? A me piacerebbe tanto fare una reunion di Accordiani . Di quelli che contribuiscono con la loro cultura, l'educazione, il rispetto reciproco nei confronti delle diverse opinioni alla crescita di questa comunità. Cioè una cosa fisica, non virtuale. Bere e mangiare insieme. Sarà che non sono più un ragazzino, sarà che da italiani ci piace il contatto vero... Magari quando finisce questo flagello di Dio si potrebbe mettere in atto!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 21:09:4
Certo, bellissima idea, auguriamocelo!
Rispondi
di wo [user #11945]
commento del 18/10/2020 ore 19:51:45
Bellissimo contributo dedicato a uno strumento che amo particolarmente.
Grande Bob.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 18/10/2020 ore 20:10:01
Grazie per il tuo feedback Wo!
Rispondi
di sidale [user #29948]
commento del 19/10/2020 ore 01:49:13
Bel contributo grazie, la 62' mi ha stregato!!!
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 19/10/2020 ore 09:01:34
Grazie Sidale... Sì quella '62 è di un livello incredibile, sicuramente tra le migliori chitarre che io abbia mai avuto la fortuna di imbracciare... come vedi ha stregato anche me : )
Rispondi
di puffh7 [user #14109]
commento del 19/10/2020 ore 08:37:10
Complimenti, gran bell'articolo.
Colgo l'occasione, magari è la volta buona che lo scopro; ho una ES335 DOT del 1987, sapete quali pick up monta? Grazie.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 19/10/2020 ore 09:05:41
Grazie del tuo feedback Puffh!
Potrebbero essere le riedizioni PAF di Tim Shaw, credo fossero montate fino al 1989.
Rispondi
di puffh7 [user #14109]
commento del 19/10/2020 ore 09:17:26
Grazie tante Bob, anche le mie ricerche mi portarono a quelli, la prendo come una "quasi conferma" :)
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 19/10/2020 ore 09:24:50
Figurati, you are welcome : )
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 19/10/2020 ore 15:31:31
Che dire, è una chitarra fantastica, è l'unica Gibson che possiedo, una CS VOS '60 comprata usata.
Ha un solo difetto: quando sei abituato a suonare con una Stratocaster, lei risulta scomoda addosso.
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 19/10/2020 ore 23:44:12
Bel video Bob, come al solito!
Io non ho una grande esperienza con questo tipo di chitarre avendo solo una Epiphone Sheraton II modificata con pick up Seymour Duncan Alnico, ponte Gotoh ed elettronica CTS.
Non ho un termine di paragone con le chitarre che hai fatto sentire ma credo che la Blocks sia molto piu' "rock" della dot. Non credo che sia un caso che anche Clapton la usasse nei Cream. Recentemente Pete Thorn ha fatto un video mostrando la sua 335 Blocks (vai al link) rattoppata varie volte che suona in maniera strepitosa.
Saluti


Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 20/10/2020 ore 10:03:57
Grazie Merkava!
Direi che ci hai preso in pieno, la '62 Blocks è decisamente più aperta e più "rock" della '60 Dot; una chitarra davvero impressionante, per quanto la "Dot" ovviamente possiede altre preziose qualità.
Grazie del link! In effetti quella '63 è davvero paurosa, non penso di dire un'eresia nel dichiarare che è al livello delle migliori 'Bursts.
Rispondi
di vipsanio [user #29152]
commento del 24/10/2020 ore 06:44:46
Ciao a tutti. mi sono affacciato al mondo delle semiacustiche abbastanza tardi. ho iniziato a suonare con solid body con pick up spinti dedicandomi ad hard rock-metal e shredding, per attraversare nel tempo passaggi-chiave del mio percorso musicale che mi hanno fatto approdare a generi e sono rita diverse. da montagne di rack e suoni compressi e ultra-effettati a un semplice ampli a due/tre canali è un poco di reverbero.
Sono passato per hollow body di fascia medio bassa mentre studiavo jazz (facendo una fatica bestiale, non mi ci sono mai trovato...), per arrivare timidamente a strumenti concettualmente simili a queste 335, acquistando una yamaha aex 500 e 500n (la versione con corde di nylon, che posseggo ancora adesso e mi fa godere per quanocè comoda). una prima 335-style della ibanez (roba da 350/400€ usata) non mi ha mai appassionato: muta, spenta e piuttosto scomoda da suonare. L’interesse è riesploso qualche anno fa, quando portai a casa permprimanuna gibson lucille del 1998, poi una washburn (destinata a partire per alto lidi abbastanza in fretta) e una yamaha sa1000 di fine anni ‘80, acquistata dopo averla comparata una più ricca sa2000 nuova di zecca. più rauca, splittabile, una chitarra più divertente da usare ma comunque ancora lontana da quella meraviglia che avevo avuto tra le mani un pomeriggio americano di qualche anno prima... già, nel lontano 2009, in un viaggio negli USA volto ad andare a trovare i parenti americani, finii coinvolto in una jam session blues e rock’n’roll in cui mi fu affibbiata una 335 gibson, una dot finitura natural che era stata usata massicciamente per una ventina di anni fa un lontano parente musicista di orchestra (mancavano dei dot e qualche tocco di vernice qua e là) e ne aveva passati altrettanti in custodia è tirata fuori apposta per me...
Un suono pazzesco, morbida, dinamica, con un timbro rauco e avvolgente e un profumo incredibile (eh, le gibson hanno tutte il loro profumo...) che accesero la mia curiosità.
Dopo qualche ricerca scoprii che la chitarra suonata era una 335 originale certamente non successiva al 1960, le foto mostravano chiaramente che era uno strumento dei primi due anni di produzione. Una chitarra incredibile, un miracolo averla potuta suonare, questo spiegava che sensazione incredibile avevo avuto.
Più o meno consciamente ho cercato uno strumento con queste caratteristiche negli anni, e la yamaha sembrava aver raggiunto lo scopo, ma che...insomma...
Venduta a malincuore, mi è capitata tra le mani una 335 del 1981 con i tim shaw vendita da un musicista distante non più di 500 metri da me...
insomma, tirando un po’ la cinghia ci ho messo le mani sopra, posso dire di aver concluso la ricerca.
Trovo la lucille e la 335 complementari, la
prima ha un attacco più deciso è una equalizzazione più aperta, mentre la 335 va a riempire quella zona delle medie di cui la prima è un po’ più parca.
Sinceramente adoro suonarle pulite o con una leggera sporcatura di valvola, il pick up al manico mi regala delle gioie. questa 335 sussurra, avvolge, è comoda, non ho trovato i problemi di approccio alla tastiera che un po’ tutte mi avevano dato.

Questo video mi ha incuriosito parecchio, sono tentato di fare una prova comparativa con la
lia e con la lucille per dare un’idea più chiara del timbro dei due strumenti.
Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma parlare di chitarre è sempre un’esperienza che coinvolge i cinque sensi e il cuore.
Rispondi
di bobchill [user #6868]
commento del 24/10/2020 ore 10:03:44
Complimenti Vipsanio, lo "zio d'America" ti aveva messo in mano un bel chitarrone da 70 mila Euro!! : )
Se poi una chitarra del genere viene "vissuta" e suonata per anni da un musicista professionista, diventa qualcosa di inarrivabile; credo bene che quella 335 ti abbia fatto innamorare! Trovare una chitarra che si avvicini anche lontanamente è davvero un'impresa ardua, ma sono contento che alla fine tu abbia trovato qualcosa che ti ricorda le "positive vibrations" trasmesse dalla vintage. I Tim Shaw erano pickup buoni ma, se hai voglia di fare qualche esperimento, probabilmente la tua chitarra potrebbe migliorare ancora con delle buone riedizioni contemporanee di PAF "boutique" o con dei vecchi T-Top anni '60 con Pat. sticker nero, se hai la fortuna di trovarne una buona coppia a prezzo. accessibile.
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