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Acoustic simulator virtuale
di [user #699] - pubblicato il

Cosa succede quando distorciamo il suono della chitarra? Succede, fra le altre cose, che escono fuori un sacco frequenze acute, frequenze che in origine, nella chitarra pulita, non sentivamo. La distorsione porta le onde sinusoidali a squadrarsi e quindi a generare armoniche artificiali, ovvero aggiunte al suono originario dall'amplificazione dello stesso.

Questo fenomeno può essere provocato e implementato, non solo per produrre il consueto suono di chitarra satura che tutti ben conosciamo, ma anche per tentare, per esempio, di simulare la chitarra acustica con un risultato simile a quella che producono i vari pedali che vengono venduti a questo scopo.

Ciò che caratterizza principalmente il suono dell'acustica rispetto al suono pulito dell'elettrica è la presenza, nella prima, di molta maggiore estensione verso le frequenze acute, specialmente nello spunto di attacco.
Anche se le corde della chitarra elettrica forniscono un suono praticamente indistinguibile da quelle dell'acustica, il pickup magnetico non è un campione di alta fedeltà e restituisce, in genere, un suono relativamente cupo, medioso. Quindi, se vogliamo che lo strumento solid body si avvicini alla resa sonora dell'acustica, bisogna che gli vengano addizionate quelle frequenze in alto che di per sé non porebbe produrre, ma che la chitarra acustica produce in abbondanza.
Un sistema, quindi, è quello di generare queste frequenze con la distorsione, ma facendo in modo che questa venga applicata solo sulla gamma acuta del suono dell'elettrica in modo da ampliare la risposta in frequenza verso l'alto ma senza l'effetto, in questo caso, indesiderato, del dover suonare fuzz, distorti o saturi.

Per tutto ciò non c'è bisogno di comprare il pedalino, anzi, è piuttosto facile passare dalla teoria alla pratica usando la normale dotazione di effetti e di routing del segnale di un programma di composizione e mixaggio del genere di Cubase, Logic, Live, Pro Tools, Garage Band, Reaper ecc.

Proviamoci. Registriamo una traccia di chitarra elettrica pulita. Tono aperto, niente controfasi, niente posizioni intermedie della Strat. Diamo in pasto al programma il suono più ampio possibile.
Successivamente predisponiamo una mandata come se volessimo indirizzare la nostra traccia a un riverbero.
Nella mandata, al posto del riverbero, carichiamo un plug in di distorsore regolandolo piuttosto brillante e carico. Successivamente aggiungiamo un equalizzatore che tagli spietatamente i bassi e i medi di tale tono distorto.   
Ascoltiamo cosa esce fuori. Con il programma in play, alziamo gradualmente la mandata e ci accorgeremo che, mentre i bassi e i medi della nostra elettrica sono rimasti intatti, gli acuti stanno distorcendo, sfrigolando, friggendo, ma lo stanno facendo in un modo che, se ben dosato, offre al nostro orecchio un effetto di incremento della pulizia del suono fino ad arrivare addirittura a, più o meno, acusticizzarlo in modo analogo, appunto, a quello dei vari pedali simulator di Boss e altri.
Un esempio di questo giochetto è nel video.

La traccia originale è la mia Dynelectron baritona con capotasto al quinto tasto e con entrambi i pickup attivati, volumi e toni completamente aperti.
In alto la regolazione dell'overdrive: praticamente ho messo tutto al massimo, distorsione e tono. In basso a sinistra l'equalizzazione del segnale della chitarra: per rendere tutto un po' più realistico, ho ridotto i medi che principalmente caratterizzano il suono dell'elettrica.
In basso a destra l'equalizzazione della mandata enhancer: ho tagliato tutto fino ai 4150Hz in modo che la distorsione aggiunga solo quel frizzantino acuto che ci inganni dandoci l'impressione della chitarra acustica e che lasci intatto il resto del suono.

Concludendo, se il principio è quello che io ho esemplificato, l'esecuzione pratica può essere diversa o migliore scegliendo un distorsore diverso o cambiando più o meno leggermente le regolazioni.
Certamente non abbiamo raggiunto la chitarra acustica ma un suono che può, in alcuni casi, surrogarla e che, per la mia esperienza, non disturba né il pubblico né eventuali produttori, tecnici del suono o committenti. A me non sembra molto dissimile, per esempio, da un timbro che molti suonatori di Parker usano frequentemente, generato dall'accostamento del suono dei pickup magnetici con quello del piezo al ponte.

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