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Coverizzando Little Wing
Coverizzando Little Wing
di [user #116] - pubblicato il

“Capolavoro” è sicuramente la prima parola che viene in mente ascoltando “Little Wing” di Jimi Hendrix. Nel corso degli anni svariati artisti hanno reinterpretato il brano con esiti molto diversi.
Quali sono gli ingredienti imprescindibili di un pezzo immortale? Chissà quanti di noi si sono posti questa domanda - più o meno ingenuamente - ascoltando un brano dalla bellezza perforante. Lo sappiamo, nella sostanza il quesito è destinato a rimanere senza risposta, ma offre non pochi spunti di riflessione per meglio comprendere il valore di un capolavoro e per guidarci, all’occorrenza, nella giungla di cover che può aver generato.

“Capolavoro” è sicuramente la prima parola che viene in mente ascoltando “Little Wing” di Jimi Hendrix. Questo gioiello di due minuti e mezzo, contenuto nell’album Axis: Bold as Love, uscì nel dicembre di 45 anni fa e da allora vive attraverso l’intramontabile versione originale e una serie apparentemente interminabile di reinterpretazioni di artisti di tutto il mondo.

Curiosamente, l’eroe di Woodstock trasse ispirazione per il brano da un altro grande evento musicale collettivo, il Monterey Pop Festival del giugno del 1967 (all’epoca Jimi non aveva ancora compiuto 25 anni). Tutto gli sembrò così bello e armonioso in quel contesto che decise di trasformarlo e farlo rivivere in un’immaginaria ragazza dal nome presumibilmente indiano di Little Wing (Piccola Ala). Nelle vene di Hendrix scorreva anche sangue Cherokee e lo stile che volle dare al brano è, per usare le sue stesse parole, “uno stile Indiano-Americano molto semplice”. Il brevissimo testo della ballata evoca immagini elementari ma molto poetiche che ci trasportano in un’aerea dimensione fiabesca. La struttura del brano è in tutto funzionale alla imagery del testo: il virtuosismo ispirato dell'inconfondibile intro apre alla semplicità eterea delle strofe, per arrivare all'impennata dell'assolo che ci proietta nel finale. La vocalità è autenticamente black ma scevra da melismi e si lascia contrappuntare dalle stelle disegnate lungo il tragitto dalle note di glockenspiel, che ricordano un romantico carillon. La chitarra filtrata dal Leslie per organo, infine, dà al brano un sound unico, proprio come voleva Hendrix per quello che definì il suo “brano preferito del disco assieme a You Got Me Floating”.
Il successo di questa punta di diamante del canone hendrixiano, quindi, è da ricercarsi nell’abilità del genio di Seattle di dare una forma sonora fluida e cristallina a un insolito immaginario.

Coverizzando Little Wing
Artwork by Adam Barton

Nel corso degli anni svariati artisti hanno reinterpretato il brano con esiti molto diversi. Volendoci limitare al mondo della chitarra, basti pensare ai live del G3 con le frasi bluesy di Satriani, l'intro magistralmente personalizzata di Vai, la Stratocaster e il grande suono di Malmsteen, oppure alle esibizioni recenti di grandissimi chitarristi come Stef Burns con il suo pulito cristallino o l'inarrivabile Andy Timmons che, durante il solo del brano, riesce ad ammutolire anche la più chiassosa audience. E ancora Steve Lukather, il pluriplatinato John Mayer o, in tempi più lontani, Stanley Jordan, impegnato a suonare ritmica e melodia contemporaneamente in tapping.
Sono moltissimi i musicisti che hanno inserito nei loro dischi una cover riarrangiata e reinterpretata nella propria chiave. Ne abbiamo contate almeno quaranta su disco e vi sfidiamo a trovarne altre.

1967 - The Jimi Hendrix Experience
1970 - Derek and the Dominos
1973 - Eric Clapton
1974 - The Gil Evans Orchestra
1987 - Sting
1989 - Tuck & Patti 
1990 - Concrete Blonde
1991 - String Trio of New York
1991 - Stevie Ray Vaughan and Double Trouble
1992 - Acoustic Hippies From Hell
1992 - Skid Row
1993 - Paul Rodgers and Company
1994 - Pinguin Moschner and Joe Sachse
1994 - Concrete Blonde
1996 - The Hamsters
1996 - Hiram Bullock
1997 - The Corrs
1998 - Snowy White
1999 - Sonny Moorman
1999 - Eric Clapton, Sheryl Crow & David Sanborn
1999 - Nigel Kennedy
1999 - Michael Lee Firkins
2000 - Aynsley Lister
2001 - Roy Mette
2001 - Love
2001 - Ottmar Liebert
2002 - Shirley Johnson
2003 - The String Quartet
2004 - World Saxophone Quartet
2005 - Mark Doyle
2006 - Rudy Kronfuss
2006 - Popa Chubby
2007 - Greg Doney
2007 - Bonnie J Jensen
2009 - Def Leppard (bonus track)
2010 - Cranium Pie
2010 - Turtle Island String Quartet
2010 - Santana featuring Joe Cocker
2010 - Corinne Bailey Rae
2011 - Kim Versteynen

Non sempre l’innesto ha generato magia comparabile all’originale, ma vale la pena prendere in analisi alcuni di questi esperimenti per vedere cosa è sopravvissuto, cosa è andato perso e cosa è stato aggiunto ex novo.

Gil Evans & Sting

Gil Evans, con la sua orchestra, nel 1975 scrive un album reinterpretando la musica di Hendrix. Molto probabilmente questi arrangiamenti colpiscono Sting che chiama Evans a suonare e arrangiare le parti orchestrali del suo Nothing Like the Sun. Il disco è un capolavoro di Sting e contiene quella perla che è “They dance alone”. Nel disco ci sono ospiti illustri come Eric Clapton e le atmosfere sono tutte curatissime, a impreziosire il cantato di Sting. Alla chitarra troviamo lo scomparso Hiram Bullock che propone un lungo solo, molto ricco di melodia e dal suono sognante, quasi flautato. Il chitarrista proporrà poi il brano in suo disco solista, a testimonianza di quanto Hendrix fosse stato per lui influente. Ottimo anche il solo del sax contralto, da ascoltare.




Stevie Ray Vaughan
Stevie Ray Vaughan ne fa una versione stupenda e strumentale, così rispettosa di Jimi che il cantato viene omesso, per farci ricordare la voce di Hendrix con la sola musica. Il brano è contenuto in “The Sky Is Crying”, vincitore di un grammy award nel 1991 e disco postumo, uscito dopo la morte di SRV. Forse per questo il brano racchiude tanto fascino quanto l’originale, forse perché i due grandi sono scomparsi e vivono solo nel ricordo e nelle loro note. Si propone di seguito una versione live del brano.

Skid Row
Il lato più rock della cover non tarda ad arrivare quando, nel 1992, Sebastian Bach ne fa una versione con i suoi Skid Row, vestendola di glam e reinterpretandola con la sua voce grintosa e (in studio) strepitosa.
 Anche i Def Leppard ne fanno una cover ed è una bonus track per il remaster di Adrenalize, nel 2009: granitica.


Tuck & Patti
Patricia Cathcart (Patti) è nata e cresciuta nella Bay Area di San Francisco, dove sul finire degli anni ’60 ha assistito a concerti di artisti leggendari. Nel corso di uno di questi, in occasione del suo compleanno, Hendrix si rivolse a lei chiamandola “Foxy Lady” e lanciandola letteralmente in orbita. Doveroso rendergli omaggio in uno dei dischi del duo col marito Tuck Andress, altro fan sfegato. La coppia di artisti ha fatto delle cover la propria missione, realizzandone numerose e riuscendo sempre a renderle personalissime col solo ausilio di chitarra e voce. Nel disco Love Warriors (1989), “Little Wing” emerge da “Castles Made of Sand” in uno stupendo medley hendrixiano in cui la calda voce gospel di Patti scivola sugli splendidi arrangiamenti fingerstyle di Tuck, in una versione molto ispirata e dal grande groove.


Derek and The Dominos
Dopo lo scioglimento dei Cream, Clapton diede vita alla band, che annoverò anche Duane Allman (Allman Brothers). Il 9 settembre 1970 registrarono “Layla” e “Little Wing” per l’album Layla and Other Assorted Love Songs, che sarebbe uscito un paio di mesi più tardi. Voleva essere un tributo all’amico e “rivale” di cui sia Clapton che Allman erano grandissimi ammiratori. Purtroppo Hendrix morì soltanto nove giorni più tardi senza aver mai sentito il brano, che rimane una delle cover più genuine e meglio riuscite. Con un intro creato ex novo, questa versione dal sapore più rock-blues e molto più estesa dell’originale per via dei lunghi assolo sembra a tutti gli effetti un brano di Slowhand.


Corinne Bailey Rae
Una delle cover più recenti di “Little Wing” è quella comparsa come bonus track per l’uscita su iTunes del disco The Sea (2010) di Corinne Bailey Rae. Neanche questa cantautrice inglese è nuova alle cover e forse alcuni di voi rammenteranno le sue interpretazioni di brani dei Led Zeppelin, di John Lennon e di Bjork. In “Little Wing” la Bailey Rae rende omaggio a uno dei suoi maestri con una versione sobria e davvero low profile, che non si distingue sicuramente per l’originalità o la complessità dell’arrangiamento, ma trova nella tradizione soul-blues una chiave interpretativa interessante, con cori che la riconducono ai rituals. A dimostrazione del fatto che una sequenza armonica vincente può davvero tutto.


Tuttavia, di alcune versioni potevamo sicuramente fare a meno.

Concrete Blonde
Non bella, non brutta. La cover contenuta nell’album Still in Hollywood (1994, ma incisa nel 1990) della band statunitense è una versione che sembra non aggiungere nulla alla storia del brano, ma pare piuttosto una copia sbiadita e un po’ stucchevole dell’originale (con tanto di glockenspiel). L’arrangiamento ricalca abbastanza fedelmente l’originale e il brano riparte dopo il solo - come quasi tutte le versioni successive a quella di Hendrix – senza aggiungere nulla di particolarmente pregevole o di originale. Amare semplicemente un pezzo ne giustifica l’incisione e l’inclusione in un disco? Questa versione fa riflettere.


The Corrs
L’innesto nell’atmosfera celtica sembra non giovare troppo alla hit hendrixiana. Nel secondo disco del gruppo irlandese The Coors, Talk on Corners (1997), infatti troviamo una cover di “Little Wing” che non rende giustizia all’originale. La ricerca forzata dell’effetto-Irish fiacca questa interpretazione, appesantita da un arrangiamento che mette in vetrina solo i luoghi comuni del retaggio musicale celtico, con trovate particolarmente agghiaccianti. Il pezzo agonizza per più di cinque minuti sotto la tortura di zufoli e violini misti a batteria elettronica e un cantato moscio, nonostante la voce gradevole di Andrea Corr. Strumento di tortura alla moda irlandese.


(Alessio Berlaffa, Federica Pudva)
coverstory hendrix70 jimi hendrix
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Insieme all'originale la versione di ...
di kirschak [user #32705]
commento del 10/12/2012 ore 08:40:52
Insieme all'originale la versione di Steve Ray Vaughan per me é inarrivabile.
Rispondi
LE COVER
di MarcoV [user #30371]
commento del 10/12/2012 ore 08:50:42
Cavolo, bell'articolo!!!!
E' difficilissimo trovare recensioni brevi e ben fatte che sappiano dare spunti per interpretare delle cover: complimenti!
Detto questo, vorrei dire la mia sulle cover di Little Wing qui proposte..
Penso che non miglioreranno mai l'originale, perché la versione di Hendrix ha già tutto, è già perfetta.
Ritengo che quest'articolo debba far riflettere ognuno di noi, oltre che su Little Wing, anche su quando HA SENSO davvero fare una cover, anche nella nostra piccola carriera musicale..
E per come la penso io, una cover ha senso solo se, nella reinterpretazione, migliora l'originale o fa capire al pubblico quanto questa era bella, e soprattutto completa..
In un certo senso, è anche una prova del nove per capire se l'originale è un capolavoro..
Saluti, e complimenti ancora..

MarcoV
Rispondi
Re: LE COVER
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/12/2012 ore 09:28:25
Ciao Marco e grazie per aver letto!
Attendo con ansia una replica del Berlaffa, che può darci il suo punto di vista da musicista e intanto ti espongo il mio punto di vista.
Sono d'accordo con te. Per rimanere su Hendrix, pensiamo alla sua versione di "All Along the Watchtower" di Dylan: totalmente diversa dall'originale e a mio avviso di gran lunga superiore, aggiunge "storia" al pezzo.
Una riflessione mia: secondo me una cover ha molto senso anche quando l'artista che decide di realizzarla riesce a farla totalmente propria, talvolta stravolgendola, al punto di darle una nuova vita (in tal senso non necessariamente risultando più bella dell'originale). Ieri risentivo la versione di Siouxie & The Banshees di "You're Lost Little Girl" dei Doors e mi colpisce molto il fatto che sembi un pezzo scritto da loro: da senso! E proprio in questo momento sto ascoltando il disco "Twelve" di Patti Smith, in cui gli esempi non mancano...
Un salutone :D
Rispondi
Re: LE COVER
di stefano58 [user #23807]
commento del 10/12/2012 ore 16:19:41
Dici bene Fede ! Ci sono cover che in molti neanche sospettano siano di altri autori.Ad esempio with a little help from my friends versione joe cocker , un'altro pianeta rispetto all'originale ( e non stiamo parlando di pizza e fichi ! ).Oppure , legandomi al mio diario dell'altri ieri (non sei passata...) you've got a friend , che in molti assegnano a james taylor dimenticando la pur brava carole king.
Non è da tutti , me ne rendo conto , ma quando succede il termine cover prende senso....ciao :-)))))
Rispondi
Re: LE COVER
di alessioshy [user #12445]
commento del 13/12/2012 ore 13:27:29
Eccomi!
Parto dal presupposto che questo per me è uno dei brani più belli della storia storia, chitarristicamente parlando.

Fare una cover rendere onore ad un capolavoro, ma mi rendo conto che se di arte si parla, non potremo mai superare l'originale.
Nessuno potrebbe dipingere un Monèt e migliorarlo, poiché la logica stessa non avrebbe senso, sarebbe un'opera differente, così come farne una copia in se non ha valore artistico, ma rappresenta un esercizio di stile.
Direi che tutto questo serve in primis a tributare ed omaggiare l'artista di cui si propone il brano.

Un musicista può fare tre cose con un brano:

1. Replicare lo stile di un chitarrista.
Copiare i suoni e studiare tutti i tratti caratteristici per arrivare ad avere lo stesso tocco, sia per un esercizio di stile (didatticamente parlando, utilissimo) sia per seguire le orme di un grande.
Viene alla mente Randy Hansen per Jimi o in Italia Tolo Marton: bravissimo e vincitore di svariati premi, deve molto a Hendrix.

2. Fare una cover di un brano.
Per me fare una cover significa seguire i tratti somatici del brano, rispettando gli obbligati, come un' intro o un tema cantabile all'interno di un solo (Little Wing ha tutto), mettendo però il proprio stile a condire il brano, quindi in primo piano la propria musicalità.
SRV inquesto fu il più grande e forse proprio perché come ho scritto, anche lui non c'è più, lo sentiamo così fortemente impresso nella memoria.
Timmons è un chitarrista che mi ha impressionato mentre suonava la SUA Little Wing: meravigliosa e ricca, con un solo che parte piano con la dinamica, la scia la chitarra da sola e poi sfocia nella frase tematica con tutta la band. Brividi.

Ecco, credo sia questo fare una cover e con estrema umiltà, vi propongo un tratto del brano suonato da me: vai al link t=220s

3. Farne un arrangiamento.
Questo per il musicista è il lavoro più complesso e qui si tenta il cosidetto "migliorismo" o almeno quello che una miglioria ad un brano originale - se sensata - dovrebbe rappresentare per noi.
Sting sicuramente propone una versione in quest'ottica, quasi in stile new age, se nn fosse per il cantato.
Il brano è in perfetto stile Sting e davvero risuonato dal vivo, potrebbe fare parte del suo repertorio.
Tuck Andress è un altro artista che ci stupisce fortemente avvalorando la voce di Patti Cathcart.
Un brano per band risuonato in duo è sempre un'esperienza forte e può essere un nuovo piccolo capolavoro, in una veste nuova.


Rispondi
nonostante la bravura di tutti ...
di superloco [user #24204]
commento del 10/12/2012 ore 08:59:06
nonostante la bravura di tutti coloro che l'hanno rifatta
credo che SRV sia stato il migliore.
Rispondi
...Carl Verheyen!
di uzik [user #25323]
commento del 10/12/2012 ore 09:38:34
La versione di SRV, secondo me, è quella più sanguigna, diretta. Impossibile non provare qualche brivido per quel feeling e suono che emergono dalla sua interpretazione.
Tuttavia, se penso a quanto la "chitarra moderna" con le sue mille influenze ed evoluzioni, concetti di armonizzazione e sonorità, possa contribuire a reinterpretare questo brano non posso non citare il grande Carl Verheyen (...troppo spesso dimenticato!).

Forse non c'è una versione ufficiale da studio ma basta ascoltarinlo qui:
vai al link

Credo che più di un "ricalco" sia proprio un ricamo armonico attorno al pezzo originale che ne esalta la freschezza armonica e melodica pur mantenendo il "sapore" originale.
Una rielaborazione che aggiunge pregio al pezzo di Hendrix senza mutare quella freschezza e cantabilità che fanno di Little Wing un must per tutti.
Rispondi
Una versione meno conosciuta...
di guitarlory [user #1166]
commento del 10/12/2012 ore 09:44:38
... ma comunque una delle mie preferite:
Monte Montgomery trio, con chitarra acustica usata in maniera molto personale, veramente impressionante!

vai al link
Rispondi
Re: Una versione meno conosciuta...
di gigius [user #32013]
commento del 10/12/2012 ore 09:59:55
Splendida!
Quella degli skid row è meglio di quanto uno non possa immaginare...
Rispondi
Quella più riuscita e personalizzata ...
di gambo [user #21511]
commento del 10/12/2012 ore 10:33:52
Quella più riuscita e personalizzata è quello dei Derek and the Dominos...difficile stravolgere un pezzo così e renderlo bello comunque.
Rispondi
Di Little Wing non si ...
di KJ Midway [user #10754]
commento del 10/12/2012 ore 11:03:29
Di Little Wing non si potrà mai fare una cover, semmai si parlerà di tributo :)
Ciao
Ale
Rispondi
Re: Di Little Wing non si ...
di sanmamete [user #4284]
commento del 10/12/2012 ore 16:29:13
Sono pienamente d'accordo, di Jimi non si fanno cover semmai tributi, troppo grande l'originale e pur ammirando molto Steve Raj Vaughan, ascoltando il mitico è tutta un'altra cosaspecialmente il
suono della fender e il tocco inimitabile.
Rispondi
versione skid row che non conoscevo...
di linchetto [user #30786]
commento del 10/12/2012 ore 11:17:14
anche x me la versione degli skid row vola a livelli molto alti,molto bello anche il solo con grinta e allo stesso tempo dolcezza....
Rispondi
Segnalo per curiosità...
di scander [user #18950]
commento del 10/12/2012 ore 11:47:43
... anche la versione in italiano di Mia Martini (si trova facilmente su youtube), non peggiore, a mio parere, di alcune di quelle presenti nell'articolo.
Rispondi
poesia
di jackvance [user #34268]
commento del 10/12/2012 ore 12:48:41
Sulla poesia non si discute : diventa una questione di gusto o anche di momenti in cui si preferisce uncolore piuttosto di un altro .Questa è la grandezza di song come Little Wing: roba che ti spara direttamente nel tuo universo qualunque esso sia . Tanto per rimanere un tema ci metto Laurence Juber :
vai al link
..e perchè no ? Joe Cocker & Santana
vai al link
Rispondi
Anch'io penso che la peculiarità ...
di paolo962 [user #26262]
commento del 10/12/2012 ore 12:48:42
Anch'io penso che la peculiarità e personalità di Hendrix siano tali da rendere ogni cover di un suo brano un omaggio, più che una cover in senso stretto.
Fu anche uno dei pochi artisti che riuscì a compiere esattamente l'operazione inversa: con "All Along The Watchtower" realizzò una cover che divenne più famosa (e coverizzata) dell'originale!!!
Non conoscevo la versione di Mia Martini e mi documenterò.
segnalo due esecuzioni non citate:

PEARL JAM
vai al link

JEFF BECK
vai al link

Rock'n'Roll!
Rispondi
Io onestamente quella di Derek ...
di joerocker [user #11075]
commento del 10/12/2012 ore 13:27:56
Io onestamente quella di Derek & the Dominos me la sarei risparmiata volentieri, mi sembra che uccida lo spirito del brano originale, non mi piace proprio!
Rispondi
Odio (quella di) Sting
di Ozkar [user #777]
commento del 10/12/2012 ore 15:26:44

Da sempre, odio la Little Wing di Sting. Gelida, addomesticata, roba da cd di Natale. Manca solo il tenore che canta la strofa. O signora mia, quant'è RAFFINATO, Sting. Una FINEZZA. No, ragazzi, no, sarebbe proprio da abolire: è un manifesto di cattivo gusto.

(in generale, mo' l'ho detto, tutto lo Sting post Police è inascoltabile)
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di esseneto [user #12492]
commento del 10/12/2012 ore 15:43:25
Pienamente d'accordo su tutto!In assoluto per me la più brutta versione del capolavoro di Jimi.
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/12/2012 ore 16:05:06
A me piace moltissimo lo Sting post-Police (in particolare i primi dischi), ma la cover di Hendrix è davvero aberrante...
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di colonfrancis [user #19303]
commento del 11/12/2012 ore 13:34:24
Anche a me non spiace il percorso di Sting-post ma la sua versione di Little Wing non l'ho mai digerita, quel solo poi.. tempo fa il cantante del mio ex gruppo voleva obbligarmi a suonarla in quel modo.. brrr!
Il gruppo cmq si è sciolto

ciao
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di rosatello [user #21598]
commento del 13/12/2012 ore 16:12:51
Io non uso far polemiche, e me ne asterrò dal farne anche in questa sede.
Ma l'espressione che hai usato, "quel solo poi", mi pare un pò affrettata.
Quello di Hiram Bullock, a mio parere (e non solo mio), è uno dei soli più belli ed espressivi della musica rock. Tanto di cappello, poi, se tu, con il gruppo, fossi stato capace di "suonarla in quel modo...brrr" (ma questa è una piccola provocazione).

PS: Hiram Bullock è il chitarrista che è suonato il solo di Little Wing.
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di ragnotis [user #2348]
commento del 13/12/2012 ore 16:27:28
Dicevo io... Nessuno commenta la SPLENDIDA versione di STING? OK, calma, non mi lapidate... mi spiego. Era il 1987, avevo 15 anni e due anni di autoapprendimento sulla chitarra (una classica Eko), l'italodisco spopolava, Duran e Spandau inscenavano indegnamente la competizione Beatles\Stones, i Police si erano sciolti da tempo, Phil Collins era per me un solista e dei Genesis non conoscevo l'esistenza, Jimi Hendrix? Mai sentito nominare. Io MORIVO (e muoio ancora oggi) per la voce di Mark Hollis (Colour of Spring è dell'86). In questo contesto esce Nothing Like the Sun, seconda opera solista di Sting dopo The Dream of the Blue Turtles. Affamato di musica, acquisto la sospirata cassetta e track nel compattone! Prime tracce un po' indigeste, bel disco ma non entusiasmante finchè arriva lei: Little Wing! Mai sentito niente di più BELLO! Quel suono di chitarra poi! Hiram Bullock, lo leggo nelle note di copertina. Concludo, che sono un po' troppo OT, ogni volta che ascolto la versione di Sting mi rievoca quella sensazione. Suoni per me nuovi, un giro armonico favoloso, da sentire e risentire, e quei due assoli di chitarra uno più bello dell'altro... Avrei voluto, e vorrei ancora, che quella musica non finisse mai. E quando me la strimpello on my own con iRealB ad accompagnarmi la metto in loop alla nausea. Onore a Hendrix per la composizione, per quello che ha portato nella storia e nell'uso dell'elettrica, ma la "mia" versione è quella di Sting! E aggiungerei: pappappero!
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di accademico [user #19611]
commento del 10/12/2012 ore 16:18:12
Sulla cover non mi pronuncio (ma certamente è ben suonata), l'album per me è un capolavoro.
Rispondi
Re: Odio (quella di) Sting
di Ozkar [user #777]
commento del 10/12/2012 ore 19:37:01


Secondo me Jimi non è Dylan, che è composizione pura (e infatti stravolgerlo è doveroso). In Jimi l'esecuzione "originale" è parte del senso compositivo del pezzo. Per cui farne una cover è difficilissimo. L'unico, secondo me, che poteva permetterselo è Stevie Ray Vaughan. Che è fedele allo spirito, simile e diversissimo.

Però quella di Clapton, che la stravolge, secondo me è corretta. Perché? Perché è CONTEMPORANEA all'originale. Lo zio Eric ha sentito Little Wing per la prima volta con le orecchie di chi viveva il periodo, e non con lo spirito vintage di chi è arrivato dopo. La differenza è abissale. Non stava approcciando un monumento storico, stava suonando la canzone che si sentiva in quei giorni alla radio, nel modo in cui lui, in quel momento, con la sua personalità artistica, sentiva di fare.

Oggi è difficile fare esempi, perché siamo nani sulle spalle di giganti. Ci provo: è come se i Muse facessero una cover 'alla Muse' dell'ultimo singolo dei Radiohead.
Rispondi
La canzone di Hendrix è ...
di davo [user #31664]
commento del 10/12/2012 ore 16:27:48
La canzone di Hendrix è una piccola gemma ma sinceramente c'è una cosa che accomuna quasi tutte le varie versioni e che dopo un po' stufa: sono interessanti e alcune bellissime ma molto più lunghe dell'originale e perdono parte di quella delicatezza che sta anche nella brevità.
Rispondi
altre due...
di jdm61 [user #20274]
commento del 10/12/2012 ore 17:38:01
Ricky Portera. vai al link

Stef Burns di cui abbiamo letto molto su queste pagine!!! vai al link

ma questa versione acustica di Carlos Vamos e' forse la piu' bella. vai al link

ciao
Rispondi
Tra le tante...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 10/12/2012 ore 17:50:31
Tra i tributi a questo pezzo intramontabile trovo che la versione di SRV sia quella che si avvicina più allo spirito Hendrixiano.
Nella versione di SRV non essendoci parte vocale ci si concentra ovviamente sulla chitarra; non solo per la bellezza esecutiva; la versione di SRV a mio avviso è splendida perchè è condita di VERO FEELING!!!!una passione che solo un BLUESMAN per me può manifestare.
Adoro comunque anche la versione di Derek And The Dominos, e quella di Tuck&Patty..
Un saluto a tutti.
Rispondi
Da sempre la mi preferita ...
di poseidon [user #30697]
commento del 10/12/2012 ore 18:55:02
Da sempre la mi preferita è quella dei Derek and the Dominos, proprio perchè molto diversa, completamente riarrangiata, è quasi un altro pezzo. Cioè quello che faceva lo stesso Hendrix quando era lui a coverizzare gli altri. Da questo punto di vista hanno colto pienamente lo spirito hendrixiano: mai fare una cosa come già è stata fatta da altri.
Rispondi
e la versione più bella ...
di stono [user #11272]
commento del 10/12/2012 ore 19:52:07
e la versione più bella dello stesso Hendrix?

per me quella del live a Monterey se non mi sbaglio e ricordo bene :-)
Rispondi
La versione di Aynsley Lister
di alessandrosanna [user #24307]
commento del 10/12/2012 ore 23:23:23
La versione del giovane bluesman inglese Aynsley Lister è stupenda.
Questo ragazzo ha un goove ritmico impressionante.
La sua cover è stata la prima sua canzone che ho ascoltato e da li ho cominciato a conoscerlo.

FANTASTICA anche la versione che ho ascoltato dal vivo di Stef Burns, mi ha fatto accapponare la pelle.

L'originale non si discute.
Rispondi
...
di GiuseppeMinardi [user #31686]
commento del 11/12/2012 ore 00:21:03
Questo sconosciuto ha sicuramente fatto la migliore cover dell'intero universo... essenziale e bellissma
vai al link
Rispondi
la diversità di gusti rende il mondo più vario..
di ginux [user #18168]
commento del 11/12/2012 ore 09:42:06
..e molto spesso migliore. Premesso questo penso che Little Wing di Jimi Hendrix sia un pezzo geniale..e può essere preso tranquillamente come esempio per descrivere il genio che alcuni artisti riescono a tramutare in musica. Mi associo a chi ha commentato che è meglio parlare di tributo più che di cover e concludo dicendo che la versione di Stevie Ray Vaughan la trovo eccelsa e contrariamente a quanto espresso da alcuni sopra (e qui mi riallaccio alla premessa iniziale del mio commento) trovo la versione di Sting molto interpretativa e con la sua voce riesce a stravolgere e contemporaneamente rendere lo spirito del brano.
Rispondi
Versione sognante e soffusa, acustica.
di MrPecosBill utente non più registrato
commento del 11/12/2012 ore 14:04:54
vai al link


Rispondi
SRV e Aynsley Lister.. queste ...
di janblazer [user #26680]
commento del 11/12/2012 ore 23:12:33
SRV e Aynsley Lister.. queste versioni sono un meraviglioso omaggio al grande Jimi..
;-)
Rispondi
Non so se è lo ...
di Adrianovanta [user #25268]
commento del 13/12/2012 ore 00:30:36
Non so se è lo stesso, ma c'è anche il tributo del G3 fatto da Steve Vai, Satriani, Malmsteen. Online si trova anche una o più veriioni di Paul Gilbert. ;-)
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Sembra Detto Tutto....
di maga76 [user #32017]
commento del 13/12/2012 ore 01:42:28
Cari accordiani e musicisti sono state dette tante cose molto belle e tutte vere,bene direi,jimi rimane lui,cioe' un mito per tante cose e al di cover non cover tribut or not tribut,io penso che quando senti suonare il pezzo e resti senza parole.....bhe allora si ci siamo ,sia uno sia l'altro non importa,il brano ricomincia a vivere a far nascere emozioni a vibrare...detto cio' vi invito ad ascoltare il live su youtube "Blues for jimi" di un ARTISTA qui non nominato,e anche in altre occasioni direi in modo clamoroso o scandaloso,forse solo perche'meno commerciale di altri....che risponde al nome di Gary Moore.
Forse in questo video manca proprio il pezzo little wing,ma ascoltate tutte le altre e......bhe poi parliamo forse ancora di Srv e di Jimi stesso per raggiungere questi livelli.
Un saluto a tutti e buona musica.
S&B@.
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Cos'è una cover
di alessioshy [user #12445]
commento del 13/12/2012 ore 13:43:47
Quanti brani citati, complimenti a tutti!

Parto dal presupposto che questo per me è uno dei brani più belli della storia storia, chitarristicamente parlando.
Abbiamo deciso di stilare una lista dei brani registrati su disco, ma come ben sapete le versioni live sono molteplici, molte delle quali struggenti.

COVER:
Fare una cover significa tributare ed omaggiare l'artista di cui si propone il brano.
Direi che tutto questo serve in primis a rendere onore ad un capolavoro, ma mi rendo conto che se di arte si parla, non potremo mai superare l'originale.
Nessuno potrebbe dipingere un Monèt e migliorarlo, poiché la logica stessa non avrebbe senso, sarebbe un'opera differente, così come farne una copia in se non ha valore artistico, ma rappresenta un esercizio di stile.


Un musicista può fare tre cose con un brano:

1. Replicare lo stile di un chitarrista.
Copiare i suoni e studiare tutti i tratti caratteristici per arrivare ad avere lo stesso tocco, sia per un esercizio di stile (didatticamente parlando, utilissimo) sia per seguire le orme di un grande.
Viene alla mente Randy Hansen per Jimi o in Italia Tolo Marton: bravissimo e vincitore di svariati premi, deve molto a Hendrix.

2. Fare una cover di un brano.
Per me fare una cover significa seguire i tratti somatici del brano, rispettando gli obbligati, come un' intro o un tema cantabile all'interno di un solo (Little Wing ha tutto), mettendo però il proprio stile a condire il brano, quindi in primo piano la propria musicalità.
SRV inquesto fu il più grande e forse proprio perché come ho scritto, anche lui non c'è più, lo sentiamo così fortemente impresso nella memoria.
Timmons è un chitarrista che mi ha impressionato mentre suonava la SUA Little Wing: meravigliosa e ricca, con un solo che parte piano con la dinamica, la scia la chitarra da sola e poi sfocia nella frase tematica con tutta la band. Brividi.

Ecco, credo sia questo fare una cover e con estrema umiltà, vi propongo un tratto del brano suonato da me: vai al link t=220s

3. Farne un arrangiamento.
Questo per il musicista è il lavoro più complesso e qui si tenta il cosidetto "migliorismo" o almeno quello che una miglioria ad un brano originale - se sensata - dovrebbe rappresentare per noi.
Sting sicuramente propone una versione in quest'ottica, quasi in stile new age, cui aggiunge il cnatato.
Il brano è in perfetto stile Sting e risuonato dal vivo, potrebbe davvero fare parte del suo repertorio.
Mi sento di citare bane come gli Spin 1ne 2wo (one two) che proponevano, in veste strumentale, cover di grandi classici senza tempo.
Tuck Andress è un altro artista che ci stupisce fortemente avvalorando la voce di Patti Cathcart.
Un brano per band risuonato in duo è sempre un'esperienza forte e può essere un nuovo piccolo capolavoro, in una veste nuova.
Rispondi
L'assolo
di DocRock [user #568]
commento del 23/12/2012 ore 10:32:50
A mio parere uno dei tratti magici di Little Wing è l'assolo, semplice, ispirato, ma soprattutto breve. Ti lascia addosso il senso dell'incompiuto, come se proseguisse in un'altra dimensione, che ognuno può rincorrere. La bellezza del brano non è solo nella scelta armonica, nelle diteggiature, nel testo, ma anche nella sua brevità. Per questo non sopporto chiunque la tiri per le lunghe con assoli articolati, elaborazioni da shredder, funambolismi improbabili. Nessuno è riuscito a migliorarla, solo perchè è LA canzone perfetta. Solo SRV ne ha fatto una versione memorabile perchè dentro si avverte tutta la sua passione ed è un capolavoro di suoni, rispettosi dell'originale. L'assolo finale è lungo, è vero, ma è l'unico che non mi disturba. Personalmente, quando la eseguo dal vivo, faccio sempre e solo le due frasi di assolo concepite da Jimi Hendrix, e basta.
Rispondi
di universo_parallelo [user #58905]
commento del 15/02/2021 ore 11:12:20
Arrivo in ritardo di oltre 8 anni sull'articolo, però vorrei citare anche Nanà de I Corvi, che nel giro strumentale riprende paro paro quello di Little Wing.
In realtà mi ha fatto storcere il naso, poi non so se abbiano suonato così per rendere omaggio a Jimi.
Ciao!
Rispondi
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