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Il suono digitale è la stampa sbiadita dell'originale in analogico
Il suono digitale è la stampa sbiadita dell'originale in analogico
di [user #116] - pubblicato il

Stiamo cercando di aiutare i chitarristi più giovani e meno esperti nell'affannosa ricerca del loro suono. Per questo abbiamo scomodato alcuni giganti della chitarra italiana per chiedere la loro su un tema sempre caldissimo: analogico o digitale? Amplificatore o rack? Sciami di pedalini in pedaliere gigantesche o unità tuttofare? La parola al nostro amico Quaio, chitarrista, session man e fonico straordinario che non l'ha mandata a dire...
I rack sono stati la GAS più ingombrante che abbiamo vissuto negli anni '90. Ricordo che nel periodo più duro andavo in giro con un frigo da dodici unità e sopra ne impilavo un altro da quattro. Sembrava il centro comandi dell'Enterprise! Per la nostra generazione, il sistema a rack era un'astronave con mixer, unità caratteristiche per delay, modulazioni e riverberi, pre valvolari (Masotti o Triaxis che fosse), finali da quattro unità che pesavano come una testata da 100W…poi, è passata la moda e sono tornati amplificatori e pedali.
Ma a prescindere dalle mode, io trovo che un buon amplificatore e cinque pedali suonino decisamente meglio di una qualunque combinazione di pre e finale con un G '”minor'” nel loop seriale (che converte tre bit si e uno no) e un trasmettitore wireless che perde gli altri 2 bit!
Se invece, per attrezzatura a rack si intende il Kemper, Fractal o Helix allora il discorso e' diverso.
Cambia il formato ma il principio è quello del POD a fagiolo, prima versione: only digital.

Il suono digitale è la stampa sbiadita dell'originale in analogico

E per ciò che riguarda il digitale, da quello che vi ho raccontato, devo aver fatto indigestione da ragazzo, perché oggi proprio non riesco più a farmelo piacere. Apprezzo il livello raggiunto da questo mondo fatto di numeri e chip ma trovo sia ancora prematuro parlare di uguaglianza, anche se di somiglianza si tratta.
Ho posseduto quasi tutte le macchine digitali degli anni ‘90 e appena usciti ho comprato il Fractal e il Kemper, anche solo per curiosità. E li ho venduti, sempre, dopo poche settimane.
Il Kemper poi, l’ho comprato per la terza volta quando ho aperto lo studio due anni fa. Dopo un paio di giorni di test intensi e accurati il ritratto sonoro del Kemper cominciava a sbiadire e, sotto la tela, si intravedeva il bluff. 
Mi hanno prestato il Kemper recentemente per un lavoro live importante dove era  richiesto per la logistica; l’ho usato come un Fender da cui prendere un suono base base e gli ho buttato in faccia la mia pedaliera. Ottimo risultato e suoni molto credibili con dinamiche buone. 
Mettiamola cosi: io nel salotto di casa ho una bellissima stampa de I Girasoli di Van Gogh, quadro che ho sempre amato. Però, quando per la prima volta ho visto l'originale ad Amsterdam (…ero li per uno stage intellettuale, ovviamente!) sono rimasto folgorato dalla luce e dall'intensità che trasmetteva. Tornato a casa, non sono più riuscito a guardare la stampa senza pensare a quanto fosse spenta e moscia rispetto all'originale.
Ecco, il confronto per me è un po' questo. 

Il suono digitale è la stampa sbiadita dell'originale in analogico

Ovvio che il digitale porta con sé tanti aspetti positivi: affidabilità, versatilità, immediatezza e comodità. Componenti irraggiungibili da un sistema analogico che non occupi una station wagon. Però, rispetto agli anni ’90, oggi le mie priorità sono cambiate e  da una decina d'anni sono solo Suono e Personalità.
Starò invecchiando, ma non so quanto mi interessi provare l'Helix per capire quanta personalità (non) possiede o quanti preset posso fare; questo non vuol dire che non possa comprarne un paio se avessi tre Tour da gestire come, giustamente dice Osvaldo (ciao Oz!).
L'alternativa, sarebbe spendere 15mila € per un camion di attrezzatura che non sai neanche se tornerà tutta intatta a fine Tour!
Il lavoro e l’esigenza di versatilità vanno spesso a braccetto, ed e' giusto adattarsi ai tempi. Ma ai giovani mi permetto di dire MANGIATE TANTA POLVERE ALLA RICERCA DELLA PERSONALITA' che si sta sempre più perdendo a causa di parole – appunto - come lavoro, versatilità, bassi costi e disponibilità. La personalità dei grandi è ciò che li ha scolpiti nei nostri cuori e nelle nostre menti, a prescindere dal fatto che usassero sistemi a rack o pedali.

Il suono digitale è la stampa sbiadita dell'originale in analogico
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di blues65 [user #25832]
commento del 17/08/2016 ore 15:08:52
Gran bell'articolo... ha ragione da vendere solo che è la stessa cosa degli MP3: la gente che ascoltava i vinili lo sa che gli MP3 fanno schifo mentre quelli che non hanno visto mai un disco credono e (cosa più preoccupante) sentono che gli MP3 si sentano meglio sia dei vinili che degli stessi CD digitali... Nell'epoca del digitale fagli a capire a questi che noi siamo analogici...
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 17/08/2016 ore 16:31:08
Purtroppo per l'età conosco bene i vinili e concordo in parte sul fatto che per i ragazzi di oggi non li conoscono (e non per colpa loro) ma concorderai che l'era digitale è stata l'apertura di un mondo (assieme alla liberalizzazione di internet) e che comunque oggi è possibile ascoltare in digitale con una qualità pari al vinile, tutto dipende dall'intera catena e dai costi della stessa.
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 17/08/2016 ore 17:28:55
Non si discute che l'era digitale ci abbia aiutato molto... come farei a sentire in macchina con una pennetta USB 1,000 canzoni?!? Però se pensiamo al calore che ti dava la "puntina" sul vinile anche con un impianto che non era un granchè e che questo calore non si possa ripetere anche con impianti da parecchie migliaia di euro (sperimentato in prima persona) mi viene la lacrimuccia!!! Ben venga quindi la tecnologia digitale che ci ha reso più facile ascoltare e trovare la musica ma come qualità siamo tornati indietro.

PS: Se poi pensi che c'è un ritorno massiccio al vinile significa che sono in tanti a capire la differenza tra CD e LP.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 17/08/2016 ore 19:19:31
dipende cosa intendi per qualità...
per me "qualità" vuol dire che ascolto ciò che l'artista ha ascoltato in studio alla fine del lavoro, non un abbellimento di tutto ciò. Per questo motivo preferisco decisamente il CD e, tutto sommato, considero meglio del vinile pure l'.mp3 .. anche se lo trovo un "non ascolto", ovvero qualcosa che se uno vuol ascoltare con attenzione, assorbirsi nella musica, percepire i particolari, non è nemmeno da prendere in considerazione
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 17/08/2016 ore 19:30:08
Abbiamo due concetti diversi di qualità audio... Poi sinceramente non riesco a capire quali sono questi abbellimenti che sugli LP ci sono e nei CD no...
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 17/08/2016 ore 19:41:36
il cd, per quando non sia a tutt'oggi il top della ripresa in digitale, è infinitamente più fedele del vinile .. il vinile piace perchè non è fedele, perchè, appunto, tagliando frequenze, dinamiche e ambienze, "inventa" un suono che può certamente piacere, ma è piuttosto lontano dal "master" ovvero il risultato finale del lavoro in studio di registrazione/mastering
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 18/08/2016 ore 05:19:30
Su questo hai ragione... nel senso che il digitale come "chiamiamolo suono" sia più fedele dell'analogico ma se leggi sopra io parlavo di "calore" del suono che il digitale non potrà mai avere anche se ultimamente tutti si ostinano a ricreare su chip imitazioni del calore del vinile. In quanto alla dinamica del CD: forse non ne sei al correntei ma è dal '91 che le case discografiche si combattono a colpi di "Loudness War" che aumenta il volume e riduce drasticamente la dinamica originale ed ecco perchè gli estimatori del CD cercano le prime stampe dell'opera e non le rimasterizzazioni post '91. :)
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 18/08/2016 ore 08:28:04
il limiting esagerato per generare l'impressione di un volume altissimo è qualcosa che ha a che vedere con il mixing e mastering di un'opera che viene realizzata adesso..

Nel senso che sei tu che fai una serie di canzoni, adesso, che decidi o meno di masterizzare in quel modo..

Poi, per metterle sul mercato, queste canzoni andranno su cd, su vinile, nella vendita diretta online (mp3), nella colonna sonora di un film o quant'altro. Ovvero, non è che chi stampa cd fa, in automatico, questa operazione su opere già uscite, magari decine di anni fà.

Si, esiste, qualche caso di "rimasterizzazione", ma è, rispetto alla mole di musica in uscita tutti i giorni, irrilevante ed è qualcosa di annunciato, pubblicizzato e indicato nell'opera che viene venduta.

E non è detto che sia fatta seguendo la moda del volume alto a tutti i costi ....

E, in ogni caso, la questione rimane la stessa.... se il tuo master è "schiacciato" oppure no, il miglior sistema per fotografarlo in modo fedele è il digitale ..

avevo capito benissimo che parlavi di "calore", ovvero di un cambiamento del suono originale in termini di compressione e risposta in frequenza.

Se piace va benissimo, ma non può essere considerato una scelta "assoluta", perchè è una distorsione, ovvero un cambiamento del messaggio che l'artista ha voluto originariamente proporre

:-)
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 18/08/2016 ore 08:59:05
Yaso, di sicuro non è il vinile oggi (ma nemmeno ieri) il miglior metodo di "ripresa" ma il nastro (magari da 1"), più fedele della ripresa qualità cd, non è tanto il supporto finale ma il master ad influenzare l'esito finale.
Se faccio la ripresa (avendo le competenze necessarie) con un Neumann U47 e uno Studer J37 con nastro da 1" potrei avere la miglior ripresa, poi dipende da come viene trattata, per avere una resa simile (molto simile) in digitale è possibile, questa è "la qualità" ... quello che poi avviene dopo e altro :-)

Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 18/08/2016 ore 09:07:0
il nastro analogico, anche nelle sue manifestazioni più fedeli, introduce "qualcosa" in termini di risposta e frequenza, compressione e rumore. Non è più fedele del digitale.
Infatti chi lo usa e lo usava in epoche nelle quali la ripresa digitale già esiste o esisteva, non lo fa o faceva con intento di scegliere la soluzione più fedele, ma di caratterizzare, comprimere e quindi, in definitiva, distorcere
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 18/08/2016 ore 13:53:52
Visto che siamo off-topic di un bel po ne parlo volentieri in privato, se credi, opinioni diverse ma da approfondire.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 18/08/2016 ore 14:11:00
:-)
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 17/08/2016 ore 21:16:3
Vorrei fare un piccolo appunto su Vinile vs CD. Dal mio nick si capisce la mia età...non aggiungo altro.
Un giorno sono andato in un negozio di soli HiFi per comprare due casse acustiche. Parto in tromba per quelle a tre vie e il tizio mi dice: "senti queste". Erano a due vie. Naturalmente si sentivano benissimo e costavano pure 800 neuri. Come musica mise Dark Side of the moon che ho avuto in vinile. Si sentiva in un modo che con i miei giradischi non ho mai sentito. Questo per dire che la qualità, e il prezzo, contano più della tecnologia (il solo lettore CD costava 1000 cocuzze).
Per il resto son d'accordo con Quaini che, in questi tempi di supermarchette, ha avuto il coraggio di dire che il digitale non è ancora a livello dell'analogico. Il problema è che ho il Nova system e adesso mi sta venendo la scimmia per i pedalini. Mannaggia a te Quaio!!!!
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 18/08/2016 ore 09:00:14
E tutto sommato hai ascoltato in un impianto di qualità modesta :-D
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 18/08/2016 ore 08:46:24
No tranquillo non siamo tornati indietro, dipende oggi come all'ora dalla qualità della ripresa e della registrazione, poco importa vinile o cd (e non è una cosa soggettiva questa).
Quel calore della puntina è dovuto al fatto che il solco del vinile+puntina faticano a riprodurre i bassi (servirebbero dei solchi troppo larghi) e di sicuro il vinile non suonava e non suona bene su l'impiantino da poche centinaia di euro.
Quando vuoi andiamo ad ascoltare l'overture 1812 ( o quello che vuoi, basta che sia qualcosa di complesso) con un ottimo vinile e un sacd in un impianto da svariate decine di migliaia di euro (valvolare o stato solido mi fa lo stesso) girati di schiena ... poi vediamo :-D
Rispondi
di sonnynautore [user #45361]
commento del 19/08/2016 ore 01:34:50
Guarda che il digitale ti imita paro paro anche le distorsioni, la puntina, il caldo o il freddo e quant'altro.
Ti sfiderei a riconoscere un vinile registrato in digitale dall'originale analogico.
Se poi vogliamo per forza cedere alla nostalgia mi sta pure bene, vuoi mettere un bel piatto su cui metterci sopra un bel vinile magari di quelli rari?
Vuoi mettere la soddisfazione?
Ma non venitemi a dire che l'analogico è più caldo del digitale o inesattezze del genere, perché tutto quello che c'è in analogico è riproducibile esattamente uguale col digitale, mentre la pulizia del digitale è impossibile da ottenere con l'analogico.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 19/08/2016 ore 11:00:4
personalmente ritengo che le imitazioni non imitino mai fino in fondo.. nel senso che, personalmente, preferisco decisamente un cd al corrispondente vinile. Ma se uno gradisce il suono del vinile, quel suono lo trova nel vinile...

in ogni caso, probabilmente c'è qualcosa (come tante) che non so: esistono sistemi di riproduzione hi fi digitali con annessa imitazione del suono del vinile?
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 22/08/2016 ore 09:07:50
restare sempre agli anni 60 vuol dire essere vecchi, inoltre l'80% della gente che suona con l'analogico ed il vintage tira fuori suoni inascoltabili, invece il digitale permette anche a chi non ha un tecnico del suono di tirare fuori un suono molto bello.
Rispondi
di LandShark [user #44835]
commento del 17/08/2016 ore 15:48:48
Perfettamente daccordo col grande Quaini. Forse chi ha vissuto i '90 si rende conto più facilmente delle differenze. Sicuramente il digitale (di oggi) é più pratico dell'analogico se si ha la necessità di gestire molti suoni per lavoro ma se si cerca il proprio suono le valvole restano il riferimento. D'altra parte é così anche nel mondo hifi. Mettiamola così: é più pratico ascoltare musica dallo smartphone che da un complesso sistema hifi ma non é la stessa cosa.
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 17/08/2016 ore 16:14:33
Capisco che volevi fare un paragone veloce per rendere l'idea ma non è proprio così, valvolare hi-fi e valvolare chitarristico (lo-fi) sono cose decisamente diverse, per non dire opposte :-D
Rispondi
di LandShark [user #44835]
commento del 17/08/2016 ore 20:13:49
In effetti il paragone non è calzante :D Volevo solo porre al'accento sull'importanza che ha la tecnologia analogica valvolare ancora oggi.
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 17/08/2016 ore 16:38:06
Anche io come Quaio ho fatto lo stage intellettuale ad Amsterdam e ho visto quel dipinto ... però non direi che l'abisso è lo stesso.
Mi piace invece molto la chiusura che in fondo però contraddice un po il resto, la ricerca della personalità non passa obbligatoriamente per l'analogico o per il digitale.
Articolo interessante!
Rispondi
di Rothko61 [user #32606]
commento del 17/08/2016 ore 17:49:09
Discussioni infinite e senza una vera risposta definitiva, anche se qui molti si scanneranno.
Del tutto esagerato il paragone tra la stampa di Van Gogh e la tela originale.
Il digitale é progredito enormemente. Punto.
Il digitale di alta gamma (Fractal, Kemper ed Helix) é fantastico. Punto.
Sicuramente non ti dá la botta di un valvolare spinto ma non punta a questo (anche perché cerca di riproporre il suono giá microfonato). E poi bisogna vedere a cosa viene collegato. Vi assicuro che con due casse FRFR il risultato é notevole (ho una coppia di Atomic Amps CLR attive).
Il problema non esiste se a parlare é Quaini, che dispone probabilmente di uno studio in cui puó mandare in saturazione le valvole e che, quando suona live, lo fa su palchi adeguati, con impianti audio di qualitá eccelsa e con fonici competenti.
In giro vedo piú spesso "colleghi" che a casa devono suonare chiusi nello scantinato, col volume dell'ampli a 0,01 ed i vicini che chiamano i carabinieri giá mentre tenti di accordare la chitarra. Sui piccoli palchi dei minuscoli locali in cui suonano (spesso gratis e dopo essersi sudati sette camicie) tengono l'ampli a 1,5 ed é giá troppo (sennó le due gnocchette sedute lí davanti non riescono a chiacchierare)... e anche il batterista deve imparare a picchiare piano. Il fonico é spesso un amico alla terza birra, se c'é... Ecc., ecc., ecc.
Sono mondi diversi.
Quaini ha ragione ma quanti di noi suonano nelle sue condizioni?
E non è strano, invece, che sia il digitale ad essere sempre piú presente sui grandi palchi degli stadi?
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 17/08/2016 ore 18:36:49
"... "colleghi" che a casa devono suonare chiusi nello scantinato, col volume dell'ampli a 0,01 ed i vicini ... tengono l'ampli a 1,5 ..."

Per questo ritengo che la "ricerca del suono" sia una pippa mentale, autoreferenziale, inutile: neanche il suonatore stesso percepirà le differenze tra un ampli e l'altro, tra digitale o valvolare o altro (nella maggior parte del tempo per parti di chitarra ritmica), figuriamoci il pubblico, che per l'appunto, nemmeno sta a sentire....già, non sta a sentire: come mai?
Forse perchè il suonatore ha perso i suoi anni a spendere soldi cercando sto famigerato (e sopravvalutato) suono, invece di imparare a suonare con personalità?! :)
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 17/08/2016 ore 19:47:34
----neanche il suonatore stesso percepirà le differenze tra un ampli e l'altro, tra digitale o valvolare -----
Quache giorno fa un mio amico è passato a casa mia, gli ho fatto provare il Tech 21 trademark 60 (puro transistor) con un timbro molto fender, appena gli attacco la chitarra mi fa : si ma questo è valvolare i pedalini reagiscono in un altro modo rispetto al mio roland jazz chorus che è a transistor.
Che dire...........
Rispondi
di LandShark [user #44835]
commento del 17/08/2016 ore 21:19:06
Infatti la ricerca del proprio suono è forse una pippa mentale che però dà sicurezza e soddisfazione a chi suona e non tanto a chi ascolta. E cmq torniamo sempre allo stesso punto: il suono nasce (io dico al 90%) dalle mani e quindi, come dici giustamente, dalla personalità del chitarrista. Però... però, io che ho suonato sia col digitale che con l'analogico preferisco l'analogico. Poi ognuno, in considerazione dei propri gusti e delle proprie esigenze, fa le proprie scelte.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 18/08/2016 ore 14:32:26
Quello che intendevo è che ci si fanno tante preoccupazioni e ricerche sul suono, manco fossi Steve Ray Vaughan o Santana in procinto di registrare un nuovo album. Tutto sto cianciare di "suono" quando poi si deve suonare si e no qualche accordo e uno sprazzo di assolo qualsiasi. Se fossi Jeff Beck mi preoccuperei del suono (e sono sicuro che lui non se ne preoccupa più di tanto) ma nel mio caso di chitarrista qualunque, penso più a cosa (e come) suonarlo.
Rispondi
di wrugg25 [user #31282]
commento del 17/08/2016 ore 18:19:48
Il problema è che si cerca sempre di avvicinare digitale ed analogico: lo si capirà mai che sono sistemi diversi che fanno cose diverse in modo diverso?

Se la mia idea è "analogica", la via per realizzarla sarà per forza di cose analogica: un dispositivo digitale, per quanto buono, procederà sempre per imitazione.
Se la mia idea è "digitale", allora mi occorre... indovinate un po' che cosa? Perchè le soluzioni analogiche certe cose non le possono fisicamente fare.

Io nel corso degli anni (sono ingegnere informatico) mi sono imbattuto in un sacco di persone che volevano soluzioni digitali a problemi analogici, e nessuna di loro si rendeva conto nè riusciva a convincersi dopo che glielo spiegavo: i "crossover" portano con sè, per forza di cose, delle approssimazioni.
(Poi c'erano pure quelli che non conoscevano la reale differenza tra digitale ed analogico, ed insistevano sull'assunto "ci sono i transistor, quindi è digitale"... ma questa è un'altra storia).
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 17/08/2016 ore 21:14:41
Certo che se uno ha la possibilità economica di avere i migliori amplificatori e anche lo spazio per tenerli meglio quelli.
Ma poi se hai un amplificatore boutique o una vera Fender o Gibson degli anni 50.
Li porti in giro per locali col rischio che te li rubino?
C'è anche questo aspetto da considerare.
Sono cose che tieni nascosta e le usi in casa o in studio di registrazione.

Il discorso è un altro è che il digitale ad alti livelli ormai di dà il feeling realistico.
Cmq ripetiamolo una volta per tutte helix non c'entra con il pod c'è un notevole salto sia come hardware che come software.
Cmq mi fa piacere che abbia mollato il kemper che dovrebbe essere il non plus ultra.
Dimostra che non è così perfetto anzi strano che nessuno gridi al sacrilegio.
Helix kpa e axe sono tutte macchine al top.

Per quello che devo fare io e le possibilità creative che offre con helix mi diverto un casino non sono asolutamente pentito.

Se qualcuno mi vuole regalare un DR. Z io lo accetto volentieri...anche piccolo non pretendo uno grosso.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 17/08/2016 ore 21:27:04
Cmq si vede che i talebani sono in ferie.
Nessuna reazione???
C'è scritto che il kemper è un bluff!!!
Vorrei vedere almeno un pochino di rissa.
Fino all'anno scorso se ti azzardavi a dire qualcosa sul kemper anche meno grave venivi sbranato.
Saranno le ferie...
Rispondi
di wrugg25 [user #31282]
commento del 17/08/2016 ore 22:37:22
In altri tempi, mi sarei arrabbiato pure io, se non altro perchè nell'articolo si confrontano cose che c'entrano ben poco l'una con l'altra (vedesi il mio commento sopra per approfondimenti)... ma onestamente, ho ben che capito che ovunque si discuta di musica - qui in Italia, ma forse anche altrove - vige la legge del "vecchio chitarrista", che conosce solo il minimo sindacale di elettrotecnica (e forse neanche quello) ma si sente in diritto di contestare ciò che delle persone competenti cercano di spiegare.

Davvero, non ne vale la pena.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 17/08/2016 ore 22:45:45
Niente spargimento di sangue?
Che tristezza!
Anche perché dal titolo piuttosto aggressivo e anche i contenuti un po' mi sa che ci contavano.
Dai! una rissettina?! No? Vabbè.
Noia.
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 17/08/2016 ore 22:01:00
E' vero, l'analogico suona meglio. Ma il digitale è infinitamente più comodo.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094]
commento del 17/08/2016 ore 23:20:5
In un mix live nessun ascoltatore è in grado di percepire la differenza tra un suono da ampli analogico microfonato ed uno che fuoriesce da uno scatolotto digitale di buona qualità. si tratta di sfumature da feticisti del suono e non da amanti della musica nel suo insieme, perchè all'ascoltatore non giunge un suono di chitarra isolato, ma un suono mixato in mezzo ad altri strumenti, semmai mixato da un tecnico svogliato. A quel punto l'ascoltatore percepirà il progetto musicale nel suo insieme e il feeling esecutivo dei musicisti, non il suono della chitarra più o meno caldo. Diciamolo chiaramente, l'ascoltatore non percepirà mai la differenza perchè l'orecchio è intento ad ascoltare la musica nel suo insieme. Poi è chiaro che se si va su un megapalco con strumentazione al top e tecnici iperprofessionali, uno il pensierino di portarsi l'ampli analogico ce lo può anche fare, ma quante volte nella vita ormai capitano situazioni del genere? Credo quasi mai ormai, l'epoca del professionismo musicale è finita, ormai siamo tutti amatori avanzati con qualche eccezione e i grandi eventi con strumentazioni professionali non ci sono più, la musica non è più ragione di vita per gli ascoltatori. Chi suona si ritroverà al massimo a suonare sottopagato nei localini e in quel contesto suonare in analogico o in digitale è la stessa cosa, anzi il digitale può essere preferibile per questioni di spazio, di praticità, di velocità nel montare-smontare e per ottenere un suono standardizzato indipendentemente dal PA con cui ci si troverà a lavorare. Non esiste una verità assoluta e il digitale esiste per soddisfare determinate esigenze.
Rispondi
di alfcos [user #30701]
commento del 17/08/2016 ore 23:42:12
Sarà tutto quello che volete però, di fatto, ormai, tra chitarre cinesi e scatolette digitali, tutti i gruppi che ascolto suonare in giro, alla fine, suonano tutti con lo stesso suono, peraltro non particolarmente gradevole...
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 18/08/2016 ore 00:12:32
ho l'impressione che in pochissimi abbiano fatto realmente dei veri paragoni tra amplificazioni digitali e ampli tradizionali e che parlino sull'onda dei ricordi.. a molti sembra anche che manchi, più del suono, la "botta" alle spalle di un amplificatore ad alto volume ...

se uno, semplicemente, facesse delle registrazioni di se stesso connesso a varie soluzioni sia moderne che tradizionali e le riascoltasse dopo aver normalizzato il volume, sicuramente avrebbe molte sorprese ..
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 18/08/2016 ore 01:29:34
Beh, credo che il paragone più realistico potrebbe essere quello tra un vero Van Gogh e delle copie di diverse qualità. Alcune (come una stampa) dozzinali e non paragonabili, e altre talmente accurate che richiedono uno o più esperti, o magari anche un'analisi chimica, per distinguere il falso dall'originale. Come nel caso delle copie, in fondo è la mano del "falsario" a fare la differenza.
E poi è una questione statistica: nel 99% dei casi noi semplici mortali suoniamo e ascoltiamo musica in condizioni nemmeno paragonabili a quelle richieste per ottenere e poi apprezzare (almeno chi ne è in grado) le sottili sfumature. Quindi ben vengano le comodità dell'imperfetto digitale :)
Probabilmente l'unico che può veramente percepire le differenze è (se non si fa influenzare da preconcetti) chi sta suonando. Chi ascolta non sa come il suono dovrebbe o potrebbe essere, si limita a decidere se "piace" o "non piace".
Rispondi
di Lupin77 [user #41354]
commento del 18/08/2016 ore 02:39:41
Il digitale ha diritto di esistere si o no? Sarebbe come pensare che la vera musica analogica sia solo quella suonata da un'orchestra perché è reale mentre la musica fatta da un computer è solo uno sbiadito tentativo di imitare la musica. Ovviamente per me non è così e migliaia di dischi elettronici sono a testimoniare che sono solo le idee a rendere una sequenza di note musica o meno.E cosa dovremmo pensare delle auto super sportive moderne in grado di imitare il rombo di un V8 o V12 "alla vecchia maniera" dalle casse dell'autoradio potendo scegliere il timbro...tristezza o potenza del digitale che compensa l'impossibilità di far cantare come si deve un motore da 500 cv a causa di regolamentazioni varie? Recentemente ho avuto la possibilità di provare per varie ore i più famosi software per chitarra e devo dire che come molti hanno commentato prima di me, questo digitale sicuramente aiuta molto a condensare tanta roba in poco spazio. Tutti i software da me provati (Amplitube, Guitar Rig, Revalver, S-gear, Torpedo Wall of Sound) non hanno problemi a esibire distorsioni credibili più o meno sature. I puliti invece pur essendo usabilissimi sono semplicemente "senz'anima", privi di spessore armonico,di rotondità. Per tutti invece vale il fatto che effetti come riverberi, delay e modulazioni sono assolutamente di qualità, direi paragonabili ai vari pedali in circolazione senza se e senza ma.
Unica eccezione che ho trovato davvero vincente è stata la combinata Preamp valvolare (Amt Ss 11A) e software Torpedo Wall of Sound...eccezionale!Qui davvero analogico e digitale hanno reso al meglio. Un Preamp discreto come l'Amt è diventato super passando attraverso le simulazioni di finale e cassa della Two Notes. Suono grosso dato dalle opzioni del software e ricchezza armonica prodotta dalle valvole vere del Preamp. Il digitale sta crescendo sempre più e ne vedremo delle belle. Come sempre un ampli vero rimane vero e non non è (per ora) imitabile nelle sfumature sofisticate a mio giudizio. I vari Kemper, Fractal, Helix ecc sono li a testimoniare che esistono delle possibilità espressive simili all'analogico e di certo più pratiche, trasportabili e decisamente credibili soprattutto in un contesto live dove le differenze praticamente si annullano e probabilmente, specialmente nei pub o piccoli locali, versano totalmente a favore del digitale che ti offre suoni di qualità anche a basso volume. Concludo dicendo che in ogni caso sarà sempre la "macchina umana" a fare la differenza...l'ispirazione non contempla analogico o digitale ma solo la sua esigenza di esprimersi con qualunque mezzo. Un saluto a tutti.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 18/08/2016 ore 09:50:2
Microaltoparlanti da tavolo, cuffie da telefonino, impianti stereo per auto (e motocicli..) , diffusori in ascensore e pizzeria , locali con acustiche orrende e musicanti peggio.
E poi noi...che ascoltiamo solo musica nei teatri rinascimentali , nelle cattedrali oppure nei nostri impianti da 50mila euri in su.. non so più di cosa si stia parlando :-)
Rispondi
di Aquarius utente non più registrato
commento del 18/08/2016 ore 10:56:48
La testimonianza ed il punto di vista di un professionista come Quaini sono da ritenersi senz'altro validi e molto interessanti, sicuramente le sfumature e la qualità assoluta di un sistema tradizionale rimangono (penso) non ancora eguagliabili nel confronto con sistemi digitali. Il problema è che però siamo su pianeti completamente diversi, (tralascio le capacità tecniche, la "mano" e tutto il resto perchè qui addirittura siamo su sistemi solari completamente differenti), basterebbe guardare la foto di copertina che ritrae Michele a bordo dell'Enterprise e confrontarla con la mia modesta saletta di home recording. Il discorso è che pur possedendo strumentazione a mio avviso di buona qualità (Bandmster e Bassman del 65, Soldano Decatone, Mesa Mark IV), nel risultato finale, la copia sbiadita è più facile che la ottenga con la strumentazione sopracitata e che riesca ad avvicinarmi maggiormante "all'originale" di riferimento con apparecchiature digitali (nel mio caso Helix). Semplicemente perchè non sussistono le condizioni favorevoli per sfruttare al meglio e nelle migliori condizioni la strumentazione "classica", vuoi per motivi di volume e vicinato, palchi, PA e locali inadeguati, fonici inesistenti o "fonici" amici alla terza birra, ecc. ecc. come accennato nelle risposte precedenti. Per non parlare della registrazione dove oltre al divario qualitativo (e di costi!) delle apparecchiature, devo tenere conto della mia preparazione decisamente inferiore rispetto ad un fonico e/o ingegnere del suono professionista. Concludo che però la soluzione che ho adottato non rientra nel "vorrei ma non posso" o nel "chi si accontenta gode", infatti ritengo che la qualità dei sistemi digitali di fascia alta, abbia raggiunto uno standard davvero notevole, Inoltre vorrei aggiungere che l'approccio con il sistema digitale mi ha fatto crescere molto nella costruzione e progettazione del suono, nella consapevolezza del risultato e suono finale, mentre prima ero più fossilizzato a ciò che usciva "dietro le gambe". Il lavoro svolto nella ricerca di una risposta e sonorità che più si avvicinassero alla risposta di un set tradizionale è stato un percorso che mi ha veramente arricchito. Ora non sento alcuna differenza nell'approccio tra i due mondi, e posso finalmente concentrarmi sull'esecuzione e sulla creatività (che, poca o tanta, mi ha dato madre natura). Aspetto fondamentale: da quando suono con la Helix MI SENTO, in tutte le cisrcostanze ed in qualsiasi situazione ed i commenti dei miei "soci" musicisti non sono più, a fine canzone, "sei troppo alto, sei troppo basso, sei troppo...." ma ,"Azz che bel suono la chitarra". Poi, per me la versatilità che offono questo tipo di macchine ( benvenuta ehhh.. perchè non è sicuramente un minus, anzi), non è lo scopo principale per cui l'ho acquistata: alla fine andrò avanti a suonare con un clean, un chrunch, lead, qualche effetto tipo delay e poco altro, esattamente come facevo con pedaliera analogica ed ampli valvolari. Certo che trovarsi sotto i piedi una infinita possibilità di suoni, combinazioni di routing, looper di ottima fattura, sezione sintetizzatore che offre possibilità di suoni che prima neanche pensavo, stimola, eccome se stimola, ed infatti mi sta stuzzicando l'idea di formare un trio basso batteria chitarra, che proprio grazie a queste possibilità (loop e synt in primis), mi faccia uscire dai soliti clichè regalandoni nuove aperture mentali/musicali ed anche un rinnovato entusiasmo. Se il prezzo da pagare è rinunciare al presunto (ma nel caso di Quaini, sacrosanto), "calore delle valvole", beh... metterò un golfino :))) PS. Non sono assolutamente d'accordo sul paragone di Michele riguardo l'originale Van Gogh e la copia stampata, trovo più appropriato il paragone di Oliver: con certe macchine siamo più sul falso d'autore e quindi la "la mano del falsario" (i progettisti ) conta eccome: sfido chiunque a riconoscere nelle produzioni degli ultimi anni risultati conseguiti con digitale e analogico, sempre chitarristicamente parlando.
Rispondi
di OsvaldoDiDio [user #44269]
commento del 18/08/2016 ore 11:24:53
Ciao Michele!
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 18/08/2016 ore 11:37:16
Mah, discussione trita e ritrita, qui "impreziosita" dall'intervento di un esperto, ma sempre la solita solfa. Anch'io ritengo sbagliato il paragone analogico/digitale di per se': ormai il digitale ha raggiunto ottimi livelli e ne sono prova i molti professionisti che girano il mondo armati di questo tipo di strumentazione. Quindi la scelta dipende da quel che uno vuol fare e se meglio gli confa' un sistema o l'altro.
Ciao
Rispondi
di f.n [user #3760]
commento del 18/08/2016 ore 14:00:35
al blue note Milano: Guthrie Govan ha suonato col Fractal.
Deludente il suono, è certo non è uno che le mani non sappia usarle.
Faceva cose, tante e perfette. Ma zero goduria fa quel punto di vista.
Poi ascolti Scott Henderson o Lukater con i loro bei 100watt di testata dietro il culo, ed è tutta altra storia.
E non è una questione tecnica o di musica che piace o meno. Siamo al massimo livello di musicisti.

Io godo di più per come suonano una chitarra, testata, quattro pedali.

Rispondi
di AlceVeloce [user #44287]
commento del 19/08/2016 ore 01:03:05
Meno male, pensavo di essermi rimbambito, al Blue Note con Govan stessa impressione, lui stellare ma il suono mi è parso asettico e dico asettico perchè non saprei come altro definirlo, forse deludente è proprio il termine giusto.
Rispondi
di eepp [user #24505]
commento del 19/08/2016 ore 08:18:45
Non ti è mai capitato di ascoltare un suono deludente da un ampli tradizionale.
Perché dai la colpa al fractal?
Semplicemente quel suono non ti piaceva. Punto.
Rispondi
di AlceVeloce [user #44287]
commento del 19/08/2016 ore 10:09:06
No su un ampli da 2500 euro non mi è mai capitato, forse sono stato fortunato.
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535]
commento del 28/08/2016 ore 09:15:38
Ascoltato a Firenze con testa e cassa Victory e Fractal fx8. Il suono era letteralmente demolito dallo stack di Beller. Non ho idea del perché, alla fine era un sistema ibrido, digitale su testa analogica di alta qualità, ma non aveva presenza e botta, al netto delle mani preferisco nettamente il mio impianto.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 18/08/2016 ore 15:44:26
Mica facile commentare adeguatamente articolo e commenti divergenti! Ci provo al punto di vista di chi ascolta...
Vinile: ha dinamica ma troppo spesso massacrata in quello che si chiamava "transfer" - passare da nastro a incisione del master (positivo) al "negativo" per stampare un disco da pubblicare / vendere. Il transfer implicava compressore / limiter e EQ adatto per produzione industriale. Un elemento era la traccia del disco - un pezzo corto consentiva una traccia più ampia - a maggior volume! Il massimo è un remix a 12" 45 rpm. Il vinile non è duraturo e suscettibile a graffi - i DJ si facevano regalare 5-10 copie dalle case discografiche per ovviare a questo problema.
Poi il CD: 16 bit 44.1 e posto per moltissimi pezzi. Non è ottimale ma è quello usato tuttora però duraturo ma il transfer diventa sul serio più complicato - EQ / compressore / limiter inevitabile.
Dal vivo, il digitale non ha importanza per il pubblico (e lo stesso vale per la chitarra) - se suona bene, il pubblico sarà contento e non guarda di certo se hai una super LP o Strat, Fender o Marshall, ecc. Il fonico sarà contento e si può prendere birre extra e potete pure avere lo stesso suono in locali piccolissimi senza dover alzare il volume a 11 sul vostro stack Marshall usando invece un vostro mini-impianto stereo personale o casse autoamplificate. Un Twin Reverb vintage non vi serve. In ogni caso, dovrete sempre potervi amalgamare al sound del resto della band. Un preampli è pure utile a casa e per registrare. Of course, IMHO!
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 18/08/2016 ore 15:56:21
Ah... mi ero dimenticato Van Gogh! Le riproduzioni di quadri sono sulla base di una foto. Per quanto perfetta sia, non è possibile riprodurre la dinamica cromatica dell'originale.
Rispondi
di phunkabbestia [user #42918]
commento del 18/08/2016 ore 19:29:47
Si può preferire o volersi adattare o accettare il digitale o l'analogico o mischiarli a piacere e discuterne fino alla fine del mondo... ma quello che non capisco sono quegli eretici che professano il fatto che il suono non sia poi così importante! Spero di non incappare mai in una vostra esibizione;-)
Rispondi
di Grossoman [user #42524]
commento del 18/08/2016 ore 22:32:46
Secondo me il suono è importante soprattutto per se stessi, per il piacere di sentire un bel suono mentre si suona.
Poi, ovviamente, il saper suonare è molto più importante, però anche la qualità del suono ha la sua importanza.
Rispondi
di eepp [user #24505]
commento del 19/08/2016 ore 00:22:23
Posseggo diverse centinaia di vinili ed altrettanti cd. Ho sia il giradischi analogico che il lettore di cd. Tutto di buona qualità.
Posseggo un Mesa Boogie Mark V ed un Kemper.
Penso di poter dire la mia.
Forse il Mesa è un pelino meglio del Kemper. Ma pesa 10 volte tanto.

Nel campo hi fi invece non c'è storia. Il digitale stravince.


Rispondi
di eepp [user #24505]
commento del 19/08/2016 ore 00:22:25
Posseggo diverse centinaia di vinili ed altrettanti cd. Ho sia il giradischi analogico che il lettore di cd. Tutto di buona qualità.
Posseggo un Mesa Boogie Mark V ed un Kemper.
Penso di poter dire la mia.
Forse il Mesa è un pelino meglio del Kemper. Ma pesa 10 volte tanto.

Nel campo hi fi invece non c'è storia. Il digitale stravince.


Rispondi
di eepp [user #24505]
commento del 19/08/2016 ore 00:39:39
Vorrei infine aggiungere che condivido in pieno le considerazioni di Yasodandana
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 19/08/2016 ore 10:53:08
vado a leggere cosa ho detto per vedere se condivido anche io ... grazie :-D
Rispondi
di Aquarius utente non più registrato
commento del 19/08/2016 ore 10:16:06
Quindi prima dell'avvento del digitale non esistevano suoni brutti.. Buono a sapersi. Seconda considerazione, in qualsiasi disciplina, arte sport, professioni ecc. la tendenza è quella di circondarsi dei migliori strumenti/utensili possibili per raggiungere e valorizzare le proprie capacità ed abilità. Un'atleta italiana per la preparazione alle olimpiadi di Rio ha sviluppato in collaborazione con l'università (non ricordo quale), una tuta alla galleria del vento per guadagnare qualche centesimo di secondo, ovvio che dietro questa esasperazione c'è la sostanza; spesso invece tra noi chitarristi (e la contesa digitale/valvole/analogico qui non c'entra nulla), questo è visto come un minus: il bravo chitarrista deve dimostrare le proprie abilità, competenze, suonando con un manico di scopa, tutto il resto è visto come una sorta di adulterazione, quasi un'onta.... E' palese che poi ognuno sceglie la strumentazione in base alle proprie esigenze, gusto, sensibilità; ci sarà chi trova la massima espressione in chitarra/cavo/ampli, e chi al contrario votato alla più esasperata effettistica. Non c'è il giusto e lo sbagliato, ci sono solo percorsi individuali. Poi uno "scarpone" riuscirà maggiormente a mascherare le proprie lacune con gli effetti che con una strumentazione nuda e cruda, ma rimarrà sempre tale. Che poi, tra l'altro, non è nemmeno una cosa così disdicevole: se una persona (per mille e mille motivi), è poco dotata, non vedo nulla di male nel raggiungere maggior gratificazione (e quindi divertimento) con l'auisilio di mezzi che lo rendano più o meno significativamente migliore. Sorvolo poi sulle frequenti ed infinite diatribe sull'uscita dell'ennesima Strato o Les Paul (tanto per fare un esempio classico), dove le critiche si concentrano sull'incapacità di rinnovarsi da parte dei produttori, salvo poi attaccare gli stessi se introducono un particolare che "puzza" di innovazione (a volte basta un semplice capotasto). Sarà ma ogni tanto alcune discussioni mi fanno sentire su Kazzenger...
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 19/08/2016 ore 11:34:07
Ciao Aquarius,
mi associo alla tua intelligente considerazione . D'altronde chi come noi possiede apparecchiature digitali di alta fascia si sente punto sul vivo quando si ritorna sul ritornello dell'analogico insuperabile baluardo della purezza sonora . Mi piace moltissimo il chitarrismo e il gusto sonoro di Quaini, però come molti professionisti probabilmente può fare queste affermazioni dall'alto della sua disponibilità tecnica ad arrivare su palchi prestigiosi o studi di registrazione insonorizzati per esprimere al meglio il valore di certi amplificatori . Perchè credo che sia un fatto incontrovertibile affermare che sono i volumi alti a sprigionare le qualità delle valvole e quindi parliamo di condizioni non raggiungibili dalla maggior parte dei chitarristi . Su questo non accetto puntualizzazioni,mi sento talebano anche io . Ho suonato un bel Fender valvolare troppi anni a basso volume per non rendermi conto della goduria che sto provando adesso con il Kemper ad utilizzare le simulazioni di ampli hi-gain oppure degli stessi classici spremuti a dovere . Dire che il digitale è una copia sbiadita dell'analogico è una presa di posizione che deve essere considerata personale, semplicemente perchè ci sono altri centinaia di colleghi di Quaini che la pensano diversamente, e non credo sia una questione di endorsment . Negli studi queste macchine sono lo standard, oppure pensiamo che i jingle pubblicitari dove ci sono le chitarre vengano registrati con Vox d'annata, Bassman fragilissimi o pesanti testate Mesa da 100W ? A Sanremo Kemper avrà pagato qualche decina di migliaia di euro di pubblicità per far campeggiare qua e là le sue macchine oppure per quella situazione il digitale è probabilmente la soluzione migliore ? Varini che si porta in tour i suoi suoni caricati su una chiavetta USB e lo stesso DiDio citato da Quaini si accontentano di suoni più brutti così poi le loro performance scadono e rischiano di cedere il passo a musicisti con altre attrezzature ? Non credo proprio . In questo momento il digitale è quasi identico all'analogico . Non occorre essere Ray Bradbury per affermare che presto sarà uguale .
Ah, dimenticavo : concordo anche sulla tua considerazione che se una strumentazione più versatile ( e il digitale lo è per definizione ) può fare di te un musicista migliore anche se le tue qualità tecniche non sono quelle di un Govan, ben venga perchè in quel caso vengono premiate le tue capacità intellettive di approfondire la ricerca sonora attraverso la programmazione profonda di queste macchine ; non scordiamoci infatti che molti denigratori come ultima ratio considerano negativamente il digitale proprio sulla stregua della sua presunta difficoltà gestionale dei preset,delle nuove patch, dei cambi programma, del MIDI .
Dal mio canto,faccio un lavoro prevalentemente tecnico, da molti anni ; se non avessi l'attrezzatura giusta anche il novellino più inesperto farà una figura migliore della mia .

Saluti
Rispondi
di Aquarius utente non più registrato
commento del 19/08/2016 ore 13:04:14
Grazie Tubes, più che sentito punto sul vivo, nel mio precedente post (che poteva essere pubblicato in altri articoli), volevo sottolineare l'ovvietà di alcune osservazioni: "la strumentazione non conta nulla", il suono è nella testa", "contano solo le mani" ecc. ecc. Non riesco a comprendere il significato di certe affermazioni. E' palese che contano le dita, la testa e compagnia bella, ma poi ci devi mettere qualcosa sotto no? Il numero o la tipologia di "strumenti" (e la parola è già di per se significativa) che va a formare la catena non può dar valore o sminuire la scelta verso il risultato finale. Riguardo il fatto di essere tradizionalisti o innovatori (sempre sulla strumentazione ben inteso) vorrei fare un'ultima considerazione: è questa l'età dell'oro, quella che stiamo vivendo, non quella sulla fine degli anni '50 dove si, si producevano strumenti probabilmente con un sound ed un feel magari inimitabili, ma ricordiamoci che a quei tempi una Stratocaster nuova di fiamma costava l'ira di Dio (leggi Lira), altro che una Custom Shop, e il divario tra strumenti professionali ed amatoriali era abissale. Se l'innovazione mi porta maggior scelta in ogni fascia di prezzo garantendo risultati più che decenti io sono felice. In un bell'articolo di questi giorni apparso su Accordo, si parla di come utilizzare live la nostra amata chitarra con il PC, non è l'approccio che fa per me, non lo sento nelle mie corde, ma ciò non vuol dire che sia una strada sbagliata od "inferiore" a prescindere, anzi, sono contento che ci sia questa possibilità e sicuramente molti altri ne gioveranno ed otterranno risultati di qualità. E poi qual'è il confine tradizione/innovazione? Un must come il Fender Bassman, è stato usato come base per nuovi tipi di amplificatori (dai primi Marshall agli High Gain Soldano) aggiungendo stadi di amplificazione per avere saturazioni sempre più spinte. Quindi? Forse lo stesso Bassman può essere perfetto per alcuni musicisti ed alcuni generi ma per altri evidentemente no. Sulla falsariga del "il suono è nelle mani, "la strumentazione non conta" ecc. ecc. non ci sarebbe stata nessuna evoluzione. E se poi queste nuove tecnologie (qualsiasi eh.. anche quelle che devono essere ancora inventate) permettessero ad un nuovo genio innovatore alla Hendrix di tirar fuori delle sonorità mai sentite? PS. Tanto per rimanere nella tradizione e la strumentazione non conta nulla: un certo signor Stevie Ray Vaughan, quando registrava un album, portava in sala una miriade di amplificatori scegliendoli di volta in volta per avere il suono adatto secondo la situazione. Sicuramente non si sarebbe portato in studio un Kemper o Fractal, non era il tipo, ma evidentemente per lui la strumentazione contava... e questo il suono nelle mani ce l'aveva.. eccome!!!!
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 22/08/2016 ore 10:48:43
A conferma di quanto dici, mi viene in mente Tom Scholz dei Boston:
Non è certamente un chitarrista tecnico o particolarmente considerato se paragonato ai mostri sacri, ma la sua ricerca del suono (in quegli anni lì lui era all'avanguardia e comunque uno sperimentatore) e il suo gusto hanno compensato tutto il resto.
Rispondi
di jdessi [user #27382]
commento del 19/08/2016 ore 11:58:27
A parità di prezzo è meglio il digitale. Punto. Per sentire bene un vinile devi avere un impianto della Madonna. Se non ci hai i soldi (come me), la musica la senti meglio sul lettore mp3. Ricordo il mio piatto per vinile, si sentiva bene i primi due tre giorni dopo aver cambiato la puntina, poi faceva cagare... Meglio CD e mp3. Per quanto riguarda amplificazione e effettistica per chitarra concordo con Quaini.
Rispondi
di pierinotarantino [user #29514]
commento del 19/08/2016 ore 14:34:47
Chiedo scusa. Io uso il multiamp. Tra le macchine citate non c'è. È una merda pazzesca. Un suono che non dico ma una roba .... Non si può sentire. A proposito, avete sentito Marco sfogli con la pfm? Usa il multiamp e anche i suoi effetti. Scatenate l'inferno....
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 22/08/2016 ore 17:06:32
Lascia perdere,nell'immaginario popolare esistono solo Kemper e Fractal,con Line 6 buon ultimo,l'ho avuto anch'io il Multiamp....e sono anche convinto che la maggioranza di quelli che scrivo qui sopra non hanno mai provato "come si deve" un aggeggio digitale (escludo le varie pedaliere di fascia medio bassa,perchè lì manca proprio la dinamica e tutto il resto)
Rispondi
di jarrett85 [user #16077]
commento del 19/08/2016 ore 14:45:52
Già il fatto che queste discussioni analogico vs digitale stanno diventando sempre più frequenti è un'indicazione di come, ormai, il confronto sia significativo, a differenza di alcuni anni fa.
Sono passato da entrambi i mondi iniziando con il digitale (era ancora l'epoca dei vari POD XT e X3) e passando al classico sistema testata+cassa+pedaliera.
Sono sempre rimasto legato al mondo digitale e seguendo molto le evoluzioni che hanno portato ai vari Helix, Kemper, Fractal, Multiamp, etc...

Trovo sempre interessantissime queste discussioni perchè, nonostante le opinioni contrastanti, ognuno riesce a descrivere aspetti diversi di entrambi i mondi mostrando una miriade di aspetti e soluzioni che entrambi i mondi offrono.
Penso, però, che se il confronto viene fatto con l'obiettivo di trovare un vincitore, perdiamo solo tempo, come spesso accade. Per una serie di motivi.

Tralascio tutti gli aspetti soggettivi come "la botta dietro la schiena", il peso (neanche tanto soggettivo, ma comunque relativo), l'affidabilità, etc...
Penso che ormai l'unica cosa che non sia più confrontabile sia proprio IL SUONO. La tecnologia ha fatto progressi enormi e credo che ormai la credibilità e dinamica dei suoni abbia raggiunto livelli altissimi, forse anche in grado di "migliorare" i suoni di riferimento grazie ai numerosi parametri a cui si ha accesso. Inoltre, le emulazioni, anche con evidenti differenze rispetto all'originale, non è detto che suonino male. Mi vengono in mente gloriosi strumenti del passato che nascevano con l'obiettivo di emulare altri, ma che poi sono diventati icone della musica: hammond, piani elettrici, synth anni '70, etc... Ma forse in questo caso non vale molto questo discorso perchè comunque dal punto di vista tecnologico siamo sempre "analogici".

Ma allora se diciamo che suonano uguali di cosa stiamo discutendo?
Credo che il grosso aspetto che un musicista dovrebbe considerare sia il modo di utilizzo di questi strumenti.
Il digitale permette di controllare ogni cosa di tutto il segnale, saturazioni, equalizzazioni, distanza microfoni, ambiente, età dei coni, bias, valvole, etc...
Siamo sicuri che sia un bene? O meglio…siamo realmente tutti in grado di gestire e comprendere tutti questi controlli in modo produttivo? O in caso contrario entriamo in una spirale infinita e magari poi alla fine ci stanchiamo e diciamo che il digitale non suona bene? E’ qui allora che l’ampli valvolare vince sul digitale, dove tutto è già “presettato” all’interno della testata. Dobbiamo solo capire se ci piace o no.
Un altro aspetto più pratico è proprio la gestione dei suoni. Il digitale è vero evita il solito tip tap, anche quando si hanno solo 4-5 pedali. Ma che grado di “improvvisazione” abbiamo sulla nostra catena? Spesso mi capita di cambiare i suoni anche nella stessa canzone, magari una sera aggiungo un chorus ad un lead, un’altra sera sperimento con un phaser etc… Questo è possibile con un sistema digitale dove tutto è già salvato e settato in precedenza? Oppure magari sono un turnista e devo suonare sempre le stesse cose da scaletta passando a suoni completamente diversi con un solo click? Mi faccio un’astronave con alimentatori, looper, cavi, pedali etc.. o mi porto la pedaliera midi ed entro nell’Axe Fx?
Credo che per capire se sia meglio un sistema digitale o analogico dovremmo prima interrogarci su quello di cui effettivamente abbiamo bisogno. Ognuno ha le sue esigenze ed ognuno troverà migliore un sistema meglio rispetto all’altro. E credo che, fino a quando esisteranno entrambi, sarà sempre così. Magari un giorno uno dei due scomparirà, e allora sapremo chi è il vero vincitore! ;)
Rispondi
di endyamon [user #35616]
commento del 19/08/2016 ore 21:10:20
Premetto che ognuno sia libero di avere la propria opinione e il rispetto di essa sia una cosa sacrosanta, ma il mio pensiero si trova in una posizione diametralmente opposta rispetto all'autore dell'articolo.
In questi anni ho passato migliaia di ore a smanettare dietro tanti amplificatori, pedali analogici e pedaliere digitali e (recentemente a dire il vero), ho imparato una cosa: il digitale non è assolutamente una copia sbiadita dell'analogico, sono solo due cose diverse. Siamo abituati a sentire più suoni digitali che analogici (le registrazioni sono tutte digitali) e alla fine quasi tutti (soprattutto i principianti citati nell'articolo) cerchiamo di ricreare un suono che ci piace basandoci su suoni che apprezziamo nelle registrazioni. Per lo studio e per la registrazione il digitale è decisamente più comodo, mentre dal vivo il discorso è diverso e subentrano molte più variabili.
In definitiva, qualsiasi sia la situazione, credo che il digitale di alto livello non abbia nulla da invidiare all'analogico, con l'unica differenza che con l'analogico ottenere un suono che "esprime la nostra personalità" (la definizione generica di "suono con personalità" non mi piace moltissimo, perchè la ritengo poco sensata se non contestualizzata) è un pochino più veloce e facile. Con il digitale non è impossibile, è solo più lungo e difficile (dato che fornisce molte più sfaccettature e necessita di molti più settaggi)ed è naturale che ci sia costantemente il rischio di annoiarsi, gettare la spugna e tornare al buon caro vecchio, facile, limitato ma affidabilissimo analogico.
Just my 2 cents. ;-)
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 19/08/2016 ore 22:28:20
mi fa piacere questo tuo messaggio perchè la penso all'incirca come te. Nel senso che sembra che l'unica ragione d'uso del digitale sia la praticità facendo compromessi sul suono, mentre a me, come mezzo, sembra equivalente all'analogico.
Ho sempre usato un pò di tutto, ampli pregiati, ampli economici, ampli tascabili, diretta nuda e cruda, digitale vecchio, nuovo, cheap e costoso.. ma ho sempre trovato il sistema di farci suoni che poi mi sono piaciuti ...
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 22/08/2016 ore 17:04:14
Ottimo commento,condivido in pieno!
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 20/08/2016 ore 09:38:15
Il dibattito mi fa ricordare Stevie Wonder in una intervista: Yamaha aveva appena pubblicato il synth DX7, digitale con patches programmabili e, dato che già ne aveva uno, gli hanno chiesto un suo parere. "Hanno speso millioni di dollari per i loro patches e non intendo cambiarli"! Moltissimi anni dopo mi è arrivato un pre Boss VF-1 e ho sempre trovato un patch usabile per suonare live o registrare avendo pedalini per effetti extra. Mi è capitato di barare - testata Bassman, cassa Marshall e MM 2x15" non connessi usati unicamente per fare scena!!!
Io sono partito ai tempi del cambio da valvole a transistor e preso un FBT (niente di speciale). Pensavo che le valvole erano morte e i transistor un futuro irrimediabile! Adesso mi pare siano i pre digitali. Non svendete però il vostro parco di pedalini... E non spendete settimane di lavoro su menu, sub-menu e sub-sub-menu col naso in un manuale d'istruzione spesso poco chiaro!
Rispondi
di WilsonS [user #42009]
commento del 20/08/2016 ore 10:44:52
Questi discorsi mi lasciano sempre un po' perplesso... è ovvio che l'analogico suoni meglio del digitale, il quale per l'appunto ne è solo un'emulazione. E' come dire che un film girato su pellicola ha più qualità rispetto a uno girato in digitale, che una foto digitale, nonostante le migliaia di megapixel, paradossalmente offre una trasposizione meno "fedele" della realtà rispetto a una scattata con una vecchia macchina a rullino ecc... I paragoni potrebbero continuare all'infinito. MA alla fine della fiera bisogna fare i conti con la realtà: è giusto che un professionista investa nella qualità, soprattutto se ha le possibilità economiche e logistiche per farlo. Per un dilettante il discorso è diverso.
Io uso il Nova System, con gli stessi soldi con cui l'ho acquistato avrei potuto prendere si e no 3-4 pedali di livello discreto, mentre dentro il Nova ho praticamente tutto. C'è chi 4 pedali se li fa bastare, io sono un fan degli effetti, Se in una canzone di cui sto facendo la cover c'è una parte col tremolo, io devo suonarla col tremolo, anche se magari poi dopo non lo userò più per mesi.
Per quanto riguarda i rak, oltre al discorso economico c'è anche quello logistico: attualmente vivo in un appartamento di 37 metri quadri e ho spazio per un solo frigorifero (quello con il cibo dentro).
In sostanza, ben venga l'analogico, per chi se lo può permettere. Per tutti gli altri, non fatevi troppe pippe mentali, si può trovare il proprio sound anche con un buon digitale, l'importante è non affidarsi ai preset pre-impostati!
Rispondi
di Grossoman [user #42524]
commento del 20/08/2016 ore 14:01:10
A quanto pare io ho fatto il percorso inverso a tanti chitarristi.
Dopo aver usato per tanti anni multieffetti digitali (gli ampli però sempre valvolari), ora sto scoprendo i pedali.
E' vero che costano tanto però, per quanto riguarda la qualità, siamo proprio su un altro pianeta.
Il bello è che anche i pedali digitali di qualità (quelli che costano parecchio) sono tutta un altra cosa rispetto ai multieffetti, ugualente digitali.
E poi ci si può fare una pedaliera dove ciascun effetto è scelto secondo i propri gusti, si può avere (all'interno dei limiti del budget!!!) il miglior chorus, il miglior delay, il miglior phaser ecc.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 20/08/2016 ore 19:23:56
Nastro analogico vs sistemi digitali: il nastro 2" / 24-trk non si batte. Si missava su 1/2". I tagli erano davvero tagli! A mano. Poi è arrivata l'era ProTools, del copy & paste, sync MIDI, un sacco di effetti incorporati - manna dal cielo per i fonici. Nel contempo tutto diventava digitale, vendite CD a mille e vinile e musicassetta scomparendo. Si è dovuto adattare a un sound alquanto diverso partendo da un master DAT e fare un master per un CD da stampare.
Rispondi
di Metall_krieger [user #24953]
commento del 21/08/2016 ore 12:15:13
Rispetto il parere.
Per anni valvolare addicted, da pochi convertito a digitale (pod hd pro x).
Dopo un po' di esperienza, posso fare un elenco dei "pro" di ognuno, che sono di conseguenza "contro" per l'altro:

Pro valvole:
Botta
Anima
Morbidezza
Plug & play (anche se mica sempre, un conto è suonare con un 6505 che ha tre potenziometri in croce, un altro con un Invader che ne ha a manciate)

Pro digitale:
Peso
Costi di esercizio
Flessibilità
Possibilità di sperimentazione
Volumi
Affidabilità
Funzioni aggiuntive (es. registrazione)

Certo, verissimo, col digitale ho una copia.
E, per quanto riguarda me, una copia non perfetta.
Ma valutando la qualità del suono che si riesce ad avere, i pro del valvolare sono quasi eguagliato, tranne l'anima, che il digitale non ha per definizione.
Anche se, anche qui, c'è un "ma".
Ho visto proprio ieri un video di ola englund in cui parlava della critica che gli viene spesso mossa perché fa suonare tutto uguale.
Comparava alcune testate, che si, da sole erano LEGGERMENTE diverse, ma queste differenze, una volta nel mix, diventavano ancor meno evidenti.
Quindi quanto davvero ha senso parlare di anima?
Certo, la botta è figa, ma è figo anche aver, con 1000 euro anzi meno, un sacco di suoni, decine di effetti,è figo non vedere che una testata si fonde così a caso, è figo non spaccarsi la schiena per portarsi dietro un parallelepipedo pesantissimo che devi trattare come un bambino per paura che un colpo comprometta una valvola, un fusibile, o chissà che. È figo salvarsi i preset, così se la macchina ti si scassa ne compri una nuova ma i suoni sono sempre quelli senza andare a cercarli.
Si, romanticamente adoro le lampadine, ma oggettivamente stanno sempre più perdendo piede.
Certo, un kemper non avrà mai il fascino di un fender Deville o la cattiveria dichiarata di un powerball (che ho avuto, amato e venduto alla quinta riparazione per disperazione) ma ha taaaaaaaaaanto cose che questi non avranno mai.
Se li confrontiamo con le auto, certo, una ford mustang del 68 decapottabile ha un fascino che levati, ma una ford focus del 2016 ha tante cosucce che la mustang si sogna, ma che oggettivamente rendono la mustang qualcosa di bello, fascinoso e romantico, ma niente di più.

Ps il costo non l'ho volutamente inserito... Si può spendere neanche 1000 euro come il sottoscritto come 3000, e vale sia per digitale che per valvole.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 22/08/2016 ore 11:11:51
Dico la mia:
In una situazione live "normale" (che esclusi i professionisti di nome credo riguardi la quasi totalità di noi utenti di Accordo), dove se va bene hai un fonico, dove monti e smonti da te (con tutto ciò che ne consegue in tempo e peso), dove il mixer è digitale e dove il palco non è così grande per cui gli altri strumenti sono molto ravvicinati e si mescolano al tuo, secondo me tutta 'sta differenza fra analogico e digitale non si apprezza; anzi, con il digitale il soundcheck lo fai velocemente, non hai da mettere e regolare microfoni sull'ampli, puoi suonare mezzo tono sotto senza cambiare chitarra, ecc. Troppo più comodo e per me abbastanza fedele all'analogico per continuare a portarsi dietro ampli e casse
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 22/08/2016 ore 17:02:05
L'articolo vale esclusivamente come opinione personale di chi l'ha scritto,che si chiami Quaini o Mario Rossi non fa differenza,è la sua opinione "molto" opinabile,poi il paragone con i Van Gogh originali e le copie se lo poteva risparmiare,ennesima occasione persa.
Infatti si vede dal trend che ha preso la discussione,si è andati a finire (di nuovo,che tristezza!) sul paragone vinile CD....beh andate a suonare con le Eko ed i Davoli "di una volta"sarà un successone ;-)
Rispondi
di Michele Quaini [user #14336]
commento del 23/08/2016 ore 08:51:14
Meno male che ci hai dato la tua autorevole opinione Pietro... Aspetto il tuo video col Pandora cosi potremo pensionare i Davoli.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 23/08/2016 ore 09:04:45
Ahahah...queta è la tua risposta? Non ci posso credere,quindi se uno non la pensa come te è un pazzo vero? :-) Sarai anche un ottimo chitarrista ma per il resto,invece del Pandora mangiati una fetta di Pandoro,è più salutare,ciao.
Rispondi
di Michele Quaini [user #14336]
commento del 23/08/2016 ore 10:10:02
Pietro ho risposto cosi perche' le tue parole non erano rispettose. Prova a rileggerle.
A prescindere dalle opinioni trovo che l'educazione sia molto importante.
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 24/08/2016 ore 11:38:10
Fino a che il digitale proverà ad imitare l'analogico non potrà mai vincere, a meno che non si parli di prezzo e comodità. Questo è palese (spero).
ma decenni di evoluzione musicale ci hanno insegnato (?) che il digitale non è solo imitazione, anzi.
certo qui parliamo di ampli e non di synth, ma faccio un esempio: le 8 corde? non vanno d'accordissimo con le valvole ed il 'vintage', ben vengano i digitali che provano a gestire meglio certe frequenze
Rispondi
di Grossoman [user #42524]
commento del 24/08/2016 ore 12:44:45
Concordo con quello che dici.
Parlando di effetti per chitarra, il digitale ci ha messo a disposizione riverberi con durata infinita, delay precisissimi, pluri octaver polifonici che fanno suonare le chitarre similmente ad un organo, effetti freeze che prolungano il suono all'infinito ecc.
Però, fin dove si arriva con l'analogico, difficilmente col digitale si riescono ad ottenere suoni altrettanto belli (forse solo con apparecchiature costosissime).
Rispondi
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