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La bottega delle chitarre
La bottega delle chitarre
di [user #116] - pubblicato il

Abbiamo incontrato il liutaio milanese Lucio Antonio Carbone che dal 1989 gestisce una bottega, laboratorio, vero atelier chitarristico su strada. Innamorato della Telecaster, Carbone vanta competenze d'eccellenza legate al mondo della chitarra classica, ed è un riferimento per studio e ricerca sulle chitarre dell’ottocento.
Martedì 19 Marzo Lucio Antonio Carbone sarà ospite protagonista all'evento "Dr. Feelgood Beer & Talk Swoh" serata dedicata alla musica, all’America e alla cultura che fonde in maniera accattivante musica live e didattica. La serata, che si terrà presso il locale John Barleycorn di Milano, presenterà ospiti impegnati a dialogare e duettare con Maurizio Faulisi, la nota voce di Dr. Feelgood su Virgin Radio ma, anche (se non soprattutto) grande conoscitore ed appassionato di cultura musicale, soprattutto statunitense, e leader della band Black Billies. Abbiamo incontrato Lucio Antonio Carbone per farci raccontare la sua attività e anticipare i contenuti del suo intervento al "Dr. Feelgood Beer & Talk Show".
 
Quest’anno la tua bottega compie trent’anni: raccontaci com’è nata l’idea di un atelier chitarristico su strada e quale era la visione che inseguivi quando hai aperto...
Già lavoravo come artigiano, costruendo e riparando chitarre in un laboratorio, quando mi sono reso conto che in Italia non esisteva nessuna realtà che associasse il laboratorio di liuteria alla vendita degli strumenti, al pari de La Guitarreria e de La Boutique di François Charle a Parigi, che avevo visitato negli anni '80. E questo sia per la chitarra classica, sia per quella a corde d'acciaio ed elettrica. E' così che è nata l'idea: ho trovato un negozio su strada in una via un po' defilata, così da garantire una certa tranquillità al laboratorio, ho preso la licenza di vendita ed è cominiciata l'avventura. Nel giro di qualche anno poi mi sono accorto che la convivenza dei due aspetti era molto difficile e, come all'epoca faceva François Charle, ho dovuto optare per l'apertura al pubblico solo in tre giorni della settimana.

La bottega delle chitarre

Tu apri la tua bottega alla fine degli anni ’80, un momento molto vivace nel mondo della chitarra elettrica: sull’onda dall’approccio tecnico e tecnologico del periodo, ogni chitarrista metteva le mani sulla sua sei corde: scassi per ponti Floyd Rose; meccaniche autobloccanti, sostituzione e aggiunte di humbucker, tastiere scalloped…era un trend che ti aveva investito e magari aveva contribuito a far decollare la tua attività?
Ne sono stato investito solo marginalmente. In primo luogo perché all'epoca lavoravo soprattutto su chitarre acustiche e classiche. Inoltre già avevo avuto i primi sentori del fatto che negli Stati Uniti stavano cominiciando ad essere rivalutati come vintage i "vecchi" strumenti elettrici anni '60. Quando mi chiedevano di modificare in maniera irreversibile chitarre che cominciavano ad essere considerate "d'epoca" per montare Floyd Rose o pick-up sovradimensionati, spesso mi sono rifiutato di farlo: forse ho il merito di aver salvato qualche strumento!
 
A proposito di Humbucker. Sul tuo sito ho visto una Telecaster spettacolare con un Humbucker al manico. Io sono un estimatore di questa soluzione. Ce ne parli e ci dici nella tua visione che apporto offre un Humbucker al manico alla proiezione sonora e al carattere di una Telecaster?
Qui potrei andare avanti a parlare per ore... La Telecaster è uno strumento che è sopravvissuto a tutte le mode, è servita dal country, al jazz, al rock'n'roll... E' una chitarra che ha ancora una vita musicale intensissima, almeno negli States. Su questo strumento sono nate tecniche musicali e la sua semplicità la rende anche un grande "laboratorio". Ritengo quindi che, se il 'twang' del pick-up al ponte sia irrinunciabile per il carattere dello strumento, per quanto riguarda quello al manico, tutto è permesso: humbucker, mini humbucker, P90, Charlie Christian, Gold Foil, .... a seconda del genere che si suona. Sulla mia personale monto un mini humbucker: ha un suono dolce e pieno ma conserva quella chiarezza che ti aspetti da una tele.

La bottega delle chitarre

Negli anni hai sviluppato competenze d’eccellenza legate al mondo della chitarra classica. Ce ne parli? Magari accennandoci qualcosa sullo studio e la ricerca sulle chitarre dell’ottocento?
Ho sempre amato la chitarra classica e la musica composta per essa, e sono sempre stato molto attento al rapporto tra il suono di uno strumento e il repertorio che ne ha fatto la fortuna. A volte il suono è parte della tessitura compositiva, cambiarlo significa snaturare l'idea originaria dell'autore, impoverendo o distorcendo la bellezza di un brano. Esiste poi il fenomeno, spiegabile solo parzialmente in termini razionali, che è la maturazione della voce degli strumenti dopo i 30 anni, cosa peraltro che avviene non solo per le chitarre classiche ed acustiche ma, sorprendentemente, anche per quelle elettriche compresi i loro pick-up. Per cui la ricerca del suono per il liutaio vive della continua comparazione con gli strumenti d'epoca. Per questo motivo negli anni '90 ho cercato ed acquistato soprattutto all'estero molte chitarre dell'ottocento o del primo novecento e spesso le ho restaurate, stimolando poi tra l'altro molti musicisti ad eseguire il repertorio del XIX secolo con chitarre originali. Questa ricerca mi ha fatto scoprire l'esistenza di strumenti, anche di autori poco noti, con grandissime qualità costruttive e sonore, che per me sono stati di grande insegnamento.

Tra i tuoi fiori all’occhiello c’è il fatto di essere un centro di riparazione ufficialmente riconosciuto da numerosi produttori di chitarre acustiche: C. F. Martin, Taylor, Bourgeois…quali sono gli interventi che pratichi più di frequente in termini di riparazione e assistenza?
Gli interventi sono di ogni tipo, dalla manutenzione delle tastiere, agli assetti,  alle rotture accidentali ed, ahimé, alla cattiva manutenzione che molti musicisti fanno dei loro strumenti. Tipico di questo periodo di  inverno/inizio primavera sono le chitarre deformate o spaccate per essere state lasciate in ambiente troppo secco, che può essere banalmente anche il salotto di casa propria.

E sull’elettrica? Quali sono i malanni che vedi accadere più spesso?
Usura dei tasti, cattivi set-up, rottura delle palette.

La bottega delle chitarre

Tra un Blues Man, un Rockettaro o Jazzista chi è il più attento, competente,  consapevole – e di conseguenza esigente - in termini di scelta dello strumento?
Tutti e tre allo stesso modo. La differenza è piuttosto tra il principiante, attento spesso soprattutto al valore simbolico dello strumento che sta acquistando o a dettagli spesso insignificanti, e il professionista o comunque chi suona seriamente, che è attento a dettagli più importanti dal punto di vista della suonabilità e del suono.
 
Di cosa parlerai nella serata “Dr. Feelgood Beer & Talk Show”?
Parlerò della nascita ed evoluzione della chitarra a corde d'acciaio. Non è sempre scontato che le persone sappiano perchè esiste differenza fra una chitarra classica e una acustica...piuttosto che il perchè nella chitarra acustica esistono forme o dimensioni diverse. Raccontando la genesi si capiscono un sacco di cose...Non è sempre scontato che le persone sappiano perchè esiste differenza fra una chitarra classica e una acustica...piuttosto che il perchè nella chitarra acustica esistono forme o dimensioni diverse.. .

Tre consigli veloci che ti senti di dare ai chitarristi per il bene delle loro chitarre…
Assicuratevi che la chitarra abbia una custodia efficace e tenetecela dentro il più spesso possibile.
Conservate lo strumento in un ambiente dove l'umidità sia il più possibile controllata.
Suonate tanto la vostra chitarra.

La bottega delle chitarre

Ecco la locandina con la programmazione delle serate di "Dr. Feelgood Beer & Show"

La bottega delle chitarre
dr feelgood intervista liutaio lucio antonio carbone
Link utili
Il sito del Liutaio Lucio Antonio Carbone
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di felix9 [user #33282]
commento del 17/03/2019 ore 13:52:4
A Milano è anche un punto di riferimento per chi si vuole avvicinare alla chitarra manouche
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 18/03/2019 ore 11:26:21
A Milano, e direi non solo a Milano, è un punto di riferimento per chiunque abbia intenzione di affidare un proprio strumento ad un professionista massimamente affidabile (od acquistare uno strumento in base ad una persona sempre disponibile a consigliare per il meglio). Ho la fortuna di abitare nella stessa zona dove si trova il laboratorio del Maestro Carbone, quindi non solo sono un suo cliente, gli ho portato la mia prima chitarra nel 2003, e tante da allora, bensì ormai ci si conosce un po'. Posso tranquillamente scrivere che di liutai ce ne sono tanti, anche bravi, altri molto blasonati, ma il Maestro Carbone è oltre il concetto di Maestro Liutaio. La Sua Esperienza lo rende una vera enciclopedia vivente dalla chitarra, non solo teorica ma molto pratica, una visita al suo laboratorio direi che sarebbe una tappa doverosa per tutti i chitarristi. Nell'articolo si mette giustamente in evidenza l'expertise acustica del Maestro, ma posso tranquillamente affermare che anche sugli strumenti elettrici, dei quali ho esperienza personale diretta e ripetuta (gliene ho portati anche alcuni di miei amici), stiamo parlando di un fuoriclasse. Quando interviene su uno strumento, in sede di modifica/upgrade/riparazione, valuta prima e in prospettiva le possibili ripercussioni dell'intervento stesso sull'essenza dello strumento, con una attenzione non comune all'interazione tra strumento modificato e musicista.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 18/03/2019 ore 14:54:01
Che bel laboratorio... e che bel lavoro.
Avercene vicino a casa...
Rispondi
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