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G&L Asat Classic Tribute: orgoglio e pregiudizio
G&L Asat Classic Tribute: orgoglio e pregiudizio
di [user #27009] - pubblicato il

Quando si parla dei modelli che hanno scritto la storia della musica contemporanea, spesso ci si ritrova ad assumere preconcetti e a essere diffidenti nei confronti delle reinterpretazioni di grandi classici. La Asat, uno degli ultimi lasciti di Leo Fender, intende lanciare una sfida ai nomi del passato offrendone l'anima vintage in una salsa tutta nuova.
Quando si parla dei modelli che hanno scritto la storia della musica contemporanea, spesso ci si ritrova ad assumere preconcetti e a essere diffidenti nei confronti delle reinterpretazioni di grandi classici. La Asat, uno degli ultimi lasciti di Leo Fender, intende lanciare una sfida ai nomi del passato offrendone l'anima vintage in una salsa tutta nuova.

Ho sempre avuto voglia di Telecaster. Chitarra spartana, La chitarra per eccellenza, La solid body con la S maiuscola e via dicendo con tutti quegli epiteti che le sono stati appioppati nel corso degli anni, che ormai sono tanti. Quando pensi alla Telecaster ti viene subito in mente il twang, la paletta un po' così, l'acero del manico, le corde passanti e quel pickup al ponte incastonato nel ferro a mo' di solitario sull'anello.
Poi però ti viene anche in mente che il tuo portafoglio piange miseria e allora cominci la ricerca del best price. Dopo mille prove alla fine ti ritrovi sempre nel tuo negozio di fiducia, insoddisfatto dalle troppe chitarre provate finora (Classic Vibe a parte, consigliatissime, una sicurezza!).
- "Voglio una Tele"
- "Dammi un budget"
- "Diciamo che voglio spendere una cifra onesta per una chitarra che suoni bene, non pretendo debba stupirmi"
- "Si può fare, ti faccio fare un giro su quell'American Standard così hai un termine di paragone e poi ti porto io qualcosa di buono".

Spendiamo una parola per l'American Standard? Ok, ma una sola però: commovente.

Ho provato nell'ordine: due Classic Vibe, la Modern Player Telecaster Thinline Deluxe, due messicane (di cui una faceva pena e l'altra mi ha subito conquistato) e poi lei, la G&L Asat Classic Tribute che il mio amico negoziante mi ha presentato così: "tu adesso questa me la devi provare e poi si parla di soldi. Made in Indonesia, sì, ma pickup americani e una cura costruttiva notevole. L'orgoglio di Leo Fender contro il pregiudizio di chi pensa che la Telecaster suoni bene solo se ha il logo Fender".

La prima impressione? Pesa un botto. La seconda? Questa è la chitarra che volevo. Pago e volo a casa. La voglio suonare. Una volta arrivato, mentre apro la custodia la guardo per bene scoprendo dettagli che non avevo notato subito.

Quel manico che ho subito sentito mio è un fantastico pezzo d'acero non rifinito con una tastiera (con raggio di curvatura 9") anch'essa in acero percorsa da delle splendide venature. Passo la mano sul retro del manico partendo dalla paletta (su cui luccicano le meccaniche cromate non marchiate) fino ad arrivare all'attacco col body e a occhi chiusi la sento scorrere veloce. Giuro, mai trovato un manico così. Il profilo sembra un C (scala 25 1/2"), riempie bene la mano e non la affatica, tutti e 22 i tasti suonano bene e sono perfettamente raggiungibili.
E poi quel corpo pesante. Cavolo, pesa davvero parecchio (la bilancia dice 4,8 kg)! Il body in tiglio (credo in tre pezzi) è ricoperto da una vernice nera lucida stesa benissimo, sormontato da un battipenna bianco perlato (non me n'ero accorto, l'avrei preferito bianco e basta, ma tant'è) e ospita un ponte con sei sellette in ottone, particolare che avevo già notato, ma perché sei e non tre?

G&L Asat Classic Tribute: orgoglio e pregiudizio

Bella vero? Nì. Per essere pignolo, l'hardware cromato stona con le sellette in ottone e quei due single coil sono un po' bruttini. Ma una volta attaccata all'ampli il suono che mi aveva immediatamente conquistato in negozio mezz'ora prima mi fa capire il perché di quelle discutibili (almeno per me) scelte estetiche.

C'è chi dice che col ponte a sei sellete si perda tutta la twangosità della Telecaster. Niente di più sbagliato. Il twang c'è tutto, eccome, suona come ti aspetteresti da una Telecaster col vantaggio che l'intonazione è più precisa. E poi, ma qui non so se sia merito del ponte o del pickup, riesci a gestire il twang a tuo piacimento. Basta accentuare un attimo la plettrata e la nota suonata diventa acida, pungente, inasprita, non so se rendo l'idea, ma sempre e comunque pulita e calda. Credo sia proprio merito dei pickup. Sono due sgorbi, ma hanno una dinamica pazzesca, sono fenomenali, adesso capisco il buon Leo. Secondo me, quando li ha progettati, l'ha fatto a occhi chiusi e orecchie spalancate. E ha fatto bene. Questi Magnetic Field Design non suonano forte, ma suonano dannatamente bene, che è meglio.
Hanno i poli regolabili in altezza (e su una chitarra in questa fascia di prezzo credo sia l'unica, correggetemi se sbaglio), una cover nera opaca (però potevano metterla lucida come la vernice del body!) e poi sono grandi. Non come degli humbucker e nemmeno come dei P90, ma a occhio, non so per quale strana illusione ottica, sembrano più grandi di un normale single coil.
Grazie Leo.

Un plauso va a selettore e manopole. Ho visto troppe volte, anche su chitarre dal costo ben superiore, selettori molli o al contrario duri come rocce, manopole dure o con sfregamenti lungo il loro giro o ancora che non chiudevano bene. Ed è una cosa che non sopporto. Su questa chitarra tutto ciò non avviene. Selettore solido, ben contrastato, con scatti decisi e precisi e delle manopole che funzionano come si deve.
E allora usiamolo questo selettore!

G&L Asat Classic Tribute: orgoglio e pregiudizio

Single coil al manico, canale pulito, tono e volume aperti. Grazie Leo (lo so, mi ripeto, ma non si può fare altrimenti).
Ci si suona di tutto. Solo, strumming, ritmiche, power chord, arpeggi, quello che volete. E tutto suonerà dannatamente bene, caldo, definito, bello. Non conviene scurire tanto il suono perché a mio avviso si rischia di farlo diventare eccessivamente cupo, ma resta sempre intellegibile. Un po' di suoni distorti? Io per natura preferisco un po' di drive più che distorsioni vere e proprie, mi avventuro raramente nell'hard rock e quasi mai nel metal. E questa chitarra rispecchia la mia indole. Però suona bene in ogni situazione, non le si può dire "no, queste cose non sei capace di suonarle" perché lei è capace di fare tutto, dal jazz al thrash metal, senza imbarazzo. Ricordando che state suonando con degli MFD made in Fullerton, non con degli EMG. Non sono dei single coil dal suono sottile e striminzito come tanti altri, ma restano pur sempre dei single coil.

Posizione centrale. Personalmente credo dovrebbero abolirla da ogni chitarra. Ma su una Telecaster deve esserci. E qui appena sposti il selettore ti viene voglia di funk. Old style, classico, con del wah, giocando coi toni e col plettro. Divertimento allo stato puro, ti tira fuori tutto il groove che hai dentro, lo condisce con del peperoncino bagnato con lo Champagne e te lo spara in vena. In Indonesia direbbero "Itu sialan menakjubkan!", e in America "It's f*****g amazing!".

Posizione tre. Quella che decreta la bontà e l'autenticità di una Telecaster. Lei purtroppo si chiama Asat, per cui, in quanto ad autenticità, parte svantaggiata. Ma Asat in questo caso sarà un soprannome o qualcosa del genere. Se potesse parlare questo single coil direbbe "un mio polo è più Telecaster di tutta la produzione Fender e Squier oggi esistente" e probabilmente gli dareste ragione. Come ho scritto sopra, con questa chitarra il twang lo dosi a piacere. È una sensazione bellissima poter dosare il suono più riconoscibile della storia a piacimento, così, come se niente fosse.
Ho un appunto però: la dinamica esagerata dei pickup ti costringe a costruire il suono con le mani, e col single coil al ponte il problema (avercene di problemi come questo) è evidente e sulle prime può spiazzare. Infatti, la posizione tre di alcune Telecaster che ho provato suonava sempre alla stessa maniera: suonando come uno zappatore o accarezzando le corde si otteneva sempre lo stesso suono. Sulla Asat invece, suonando con delicatezza, avrete un suono rotondo e delicato, con un retrogusto di Tele-sound, che diventerà il piatto forte man mano che deciderete di pizzicare le corde con più decisione. Tutta la potenza del suono nelle vostre mani.
Grazie Leo.

G&L Asat Classic Tribute: orgoglio e pregiudizio

Sì, suona bene. Sì, è fatta bene. Ok, è rifinita con cura. Ok, costa poco. Sì, ma allora perché dovrei comprare una G&L o una Fender americana? Scomponiamo la domanda.

Perché dovrei comprare una G&L made in USA?
Un punto su tutti: la qualità dei legni. Quelli della produzione indonesiana sono belli e suonano bene, ma tutti, proprio tutti, mi hanno detto che non c'è paragone coi fratelli blasonati. Punto due: la scelta di lasciare il manico non rifinito penso sia stata presa per ragioni economiche. Intendiamoci, il manico è bellissimo, ma così è anche delicato, sembra morbido se lo toccate, quasi come se, apponggiandolo a un mobile con uno spigolo, poi vi restasse il segno. La mia risposta si esaurisce qui perché non conosco la produzione G&L americana.

Perché dovrei comprare una Fender americana?
Qui il discorso è complesso. Da un punto di vista economico, una Fender americana mantiene alta la sua quotazione nel tempo, fattore non di poco conto. Il feeling non è paragonabile perché molto diverso: se lo shape del body è identico, il manico non lo è. E la comodità di un manico è un fattore a mio avviso fondamentale e soggettivo. Poi c'è il suono. E anche qui il discorso è soggettivo. Nessuno può dire con sicurezza "una è meglio dell'altra". La mia chitarra non suona "meglio" dell'American Standard che ho provato in negozio (e negli anni ho avuto la fortuna di provarne tante), suona semplicemente diversa. Però è capace di suonare le stesse cose, e quasi nello stesso modo, dell'americana. Ora, se per questo è un problema certamente direte che le Asat della serie Tribute non suonano poi così bene e non mi permetto di dissentire, ma, a mio avviso, non c'è differenza di suono. O meglio non c'è quella differenza che ti permette di dire "Questa suona meglio di quella". La vera discriminante, secondo me, è che il catalogo della serie Tribute è abbastanza corto, la scelta si riduce a quattro modelli e sono anche abbastanza difficili da reperire.

Il confronto con le linee economiche di casa Fender è, invece, semplicemente impossibile: la serie Tribute per qualità e prezzi è insuperabile. La mia Asat l'ho pagata un po' meno di una Modern Player... Un prezzo ridicolo. Sul nuovo, intorno ai 400 euro, non troverete niente di meglio (non solo in ambito Telecaster). Ricordate che le chitarre sono made in Indonesia, ma i pickup sono made in Fullerton, California, USA. Inizialmente non ci avevo dato peso, ma la differenza si sente.
Queste chitarre non sono un compromesso, non sono un "vorrei ma non posso", sono belle chitarre, fatte con cura e suonano da paura. Seguono la filosofia Fender ma riescono a spingersi un po' più in là. Mettete da parte orgoglio e pregiudizio e, quando le vedete, provatele. Probabilmente se avessi avuto un budget più alto avrei preso l'American Standard senza pensarci, ma in fondo l'avrei fatto solo per esibire il logo Fender nei live: sono andato a suonare in un locale con un gruppo spalla e il chitarrista dell'altro gruppo mi ha preso in giro tutta la sera perché "la Telecaster è solo Fender, ste sottomarche lasciale agli ignoranti" salvo poi scusarsi a concerto finito.

Molti sostengono che le G&L siano la naturale evoluzione delle creature originali di Leo Fender. Non so come suonassero le vecchie chitarre del buon Leo, ma questo strumento souna come l'attuale produzione Fender, con in più un pizzico di modernità se e quando è necessario, senza timori reverenziali nei confronti delle più famose cugine con la F sulla paletta.
C'è chi afferma con orgoglio che la sua Telecaster è made in Corona, USA, simply the best.
C'è chi dice che le Mexico sono il miglior compromesso e che alcune siano anche meglio delle americane. C'è chi sostiene che se devi spendere poco, è meglio prendersi una Squier, almeno vai sul sicuro.
Io penso che siano solo parole, fatevi un giro su una G&L Asat, serie Tribute, poi ne riparliamo.

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.
asat chitarre elettriche classic tribute g&l premio accordo-gibson 2013
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