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codice ISRC: serve solo per il pagamento delle roy...

di [user #40129] - pubblicato il
codice ISRC: serve solo per il pagamento delle royalties? ho finito in questi giorni il mixaggio del mio primo disco ed il tizio che farà il mastering mi chiede se deve fare anche il sequencing che prevede fra le altre cose l'assegnazione del codice ISRC.

fino a pochi giorni fa manco sapevo che esistesse questo codice, e cercando a giro non mi è chiara la sua utilità.

a cosa serve per davvero?
posso farne a meno?
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di Claes [user #29011]
commento del 06/06/2017 ore 18:06:15
È una specie di impronta digitale (!) per pezzi e pubblicazioni. Senza ISRC si è in zona "pirata".
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 07/06/2017 ore 08:44:1
mmh... ok.
a parte il fatto che non ci registreremo da quei ladri della siae ma con un'altra società, volevo chiederti un'altra cosa: noi al momento siamo alla ricerca di un'etichetta, anche piccola, che ci prenda sotto la sua "amorevole ala protettrice" ma ovviamente non sappiamo ne quando ne se la troveremo, ed intanto vorremmo stampare un po' di copie per iniziare a far girare il disco. è utile avere questo codicillo oppure è una cosa che tanto farà un'eventuale etichetta?

nel caso conosci altre società per la tutela del copyright che siano valide?
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 07/06/2017 ore 16:35:26
Per far girare il disco lo potete fare già da adesso - vendite CD ad amici (prodotti che non passano da un negozio) e soprattutto esemplari da passare a case discografiche col giusto feeling per il vostro tipo di musica. Anche a managers ecc per il live.
Tra i pezzi registrati suppongo ne avete dei vostri e forse pure covers. Ci si deve aspettare parecchia burocrazia volendo per esempio vendere ufficialmente un prodotto DIY senza etichetta, altro che un nome inventato da voi stessi. Una SIAE è inevitabile... eccovi una breve presentazione vai al link
- registrarsi come autori presso una società straniera è forse possibile. Da straniero abitante già da lungo in Italia non potevo però registrarmi alla Siae! 1970 / Blues Right Off.
- Siae o no: ogni paese civile ha una società esattamente identica e le regole sono quelle della BIEM - autori, editori e altri avendo diritti su copyrights pubblicati.
- iscritti all'estero, la Siae pagherà all'estero che poi paga a voi - con ritardo di circa 2 anni prima di avere un assegno. In ogni caso, il mondo è organizzato in "territori" e questo vale per tutti - la vostra pubblicazione sarà in Italia, dunque Siae.
Sin qui, le case discografiche non c'entrano. Non ci sono regole altro che indicative riguardo alle royalties - sono le case discografiche a pagarle alla band, e pure loro a pagare le percentuali dovute alla SIAE.
- per amministrare le cose una società si prende una percentuale - quella "storica" è 12,5% ma varia da paese a paese... in alto e cumulativa per estero + paese di registrazione originale.
- breve storia Blues Right Off - demo presentato a Milano: "il Blues non venderà mai" - abbiamo stampato a 500 esemplari del demo vendendo a Venezia per campo e calle (anche a turisti). Nientissimo è stato dichiarato e tuttti gli esemplari sono stati venduti e ora "vintage". Limited Edition! Questo è tuttora possibile rinunciando a ogni diritto - pirateria libera - pezzo mio Trad.
Se non c'è già un libro, questo soggetto ne vale uno, talmente è complicato il soggetto. Ci sarà cmq molto in rete.
Rispondi
di fabrimix1 [user #43172]
commento del 08/06/2017 ore 02:13:55
Scusa, ma Soundreef e compagnìa bella dove li metti?!? Non è tutto così complicato. Inoltre ci sono case discografiche "fittizie" che offrono pacchetti completi di stampaggio copie e messa online con tanto di ISRC e gestione royalities...basta cercare online. Inoltre i diritti non devono per forza passare dalla casa discografica...ma è un discorso piuttosto complesso...una cosa è certa: meglio evitare la siae come la peste e affidarsi ad altri come ad esempio Soundreef. Lo dico per esperienza diretta.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 08/06/2017 ore 08:29:01
cosa intendi per case discografiche fittizie?

tieni conto che il disco come genere è Thrash Metal, ci sono piccole etichette che trattano il genere ma la maggior parte di loro si limitano a stampare un certo numero di copie del disco e a rivenderle al gruppo (a prezzi folli, 5€ a copia...) facendone girare qualche copia in qualche negozio, poi per il resto zero sostegno.

un'ultima domanda: visto che hai avuto esperienza diretta, se io mi affido a Soundreef il disco dovrà avere comunque i bollini siae? e nel caso se ne occupa Soundreef o devo comunque rivolgermi alla siae per quelli?
Rispondi
di fabrimix1 [user #43172]
commento del 08/06/2017 ore 09:05:54
Per quanto riguarda il disco, i bollini siae possono essere sostituiti da un equivalente soundreef (c'è una sentenza della cassazione a riguardo ma non so citartela). Per le copie ci sono siti tipo tunecore che offrono anche servizio di stampa. Tunecore stesso è una casa discografica fittizia come tante altre: ti aiuta coi problemi burocratici in cambio di un piccolo esborso in denaro, nel caso specifico è dedita alla pubblicazione nei music store tipo iTunes, cosa che non puoi fare privatamente a meno che non sei tu stesso una casa discografica.
Rispondi
di Jersey [user #31997]
commento del 08/06/2017 ore 10:38:08
Momento momento momento [cit.]
Io e la mia band siamo felicissimi fruitori di Soundreef da qualche anno a 'sta parte, ma la questione dei DRM è ancora un po' nebulosa (è un servizio attivo da Gennaio 2017, se non sbaglio), sarebbe meglio scrivere direttamente a loro per chiedere delucidazioni.
Soundreef offre un servizio al 100% alternativo alla SIAE per quanto riguarda la gestione delle Royalties Live, mentre per il copyright e il diritto d'autore non saprei dirti.

Il bollino SIAE rimane obbligatorio per la vendita di copie fisiche, quello che cambia è il prezzo del bollino. Se depositi i diritti d'autore presso altre società (vedi Patamu, o Creative Commons) il costo del bollino è praticamente irrisorio (€0,031 caduno).

Il mio suggerimento è il seguente:
- Iscriversi a Soundreef per la gestione dei diritti live
- Iscriversi a Patamu per depositare i diritti d'autore sui pezzi
- Richiedere i bollini SIAE per non iscritti (occhio che tentano sempre di inchiappettarti provando a venderti quelli più costosi)

Cheers!
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 08/06/2017 ore 10:47:06
ecco, intanto mi hai fornito un'informazione importante di cui non ero a conoscenza: l'esistenza di bollini per non iscritti.

perchè leggendo sul sito della siae sembrerebbe che uno debba iscriversi alla loro società anche solo per fischiettare una propria canzonetta per strada, figuriamoci se stampi un cd.

ed a proposito della stampa dei cd: se li stampo in Italia c'è da riempire un foglio della siae e pagarla, in pratica se anche uno volesse farsi le copie per se, per amici e parenti e di promozione dovrebbe obbligatoriamente iscriversi alla siae!
cioè, uno non è neanche libero di esprimere liberamente la propria "arte", c'è da pagare la gabella!

ah, un'ultima domanda: ma Soundreef non si occupa anche di diritti d'autore? o c'è per forza bisogno di usare anche Patamu o altro servizio analogo?
Rispondi
di Jersey [user #31997]
commento del 08/06/2017 ore 10:54:06
Riporto dal sito della SIAE:
"Il costo del contrassegno si andrà ad aggiungere al compenso per diritti d’autore eventualmente dovuto a SIAE per la riproduzione sui vari supporti (CD, DVD ecc.) di opere amministrate dalla SIAE."

Il costo del bollino è sempre €0,031 (€0,0181 in caso siano per copie omaggio), solo che a quel costo base vanno aggiunti i costi di iscrizione SIAE, come riportato nel paragrafo qui sopra. Quello che non ti dicono è che non è obbligatorio iscriversi a SIAE per farsi gestire i diritti d'autore (quell' "EVENTUALMENTE" è chiave), facendo sembrare l'iscrizione SIAE l'unica via possibile e quindi caricando il prezzo dei bollini.

A te basta recarti all'ufficio SIAE più vicino (telefona prima per farti preparare il tutto, fidati) e richiedere tot bollini da €0,031. Ti chiederanno alcuni dati (nome del proprietario dei diritti d'autore e simili, ora non ricordo nello specifico) che verranno stampati sul contrassegno, e a quel punto sei a posto.

Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 08/06/2017 ore 10:57:15
ti ripongo la domanda che ho aggiunto postuma sopra...

"ah, un'ultima domanda: ma Soundreef non si occupa anche di diritti d'autore? o c'è per forza bisogno di usare anche Patamu o altro servizio analogo?"
Rispondi
di Jersey [user #31997]
commento del 08/06/2017 ore 11:05:01
Ti rimando al loro sito, hanno una sezione FAQ molto chiara e una sottosezione "Diritti a 360°" che spiega tutto nel dettaglio!

vai al link

Se hai ulteriori dubbi chiedi pure a loro, secondo me. Sono sempre molto disponibili e rispondono in tempi brevi :)
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 08/06/2017 ore 11:14:34
mi sei stato molto utile, grazie mille!

comunque questa cosa cosa che il bollino siae vada pagato in qualunque caso non l'accetterò mai.
mi rifiuto categoricamente di dar loro dei soldi in questo modo, ed ho già deciso che se un giorno un ispettore dovesse dirmi qualcosa per questo, beh... passerà la notte nel bidone dell'immondizia, perchè è li che che butto i rifiuti!
Rispondi
di Jersey [user #31997]
commento del 08/06/2017 ore 11:20:16
Figurati!
Comunque il contrassegno SIAE è una misura "anti-pirateria" e per questo obbligatorio per i supporti fisici. Purtroppo per non andare contro la legge bisogna adattarsi, anche se io trovo la soluzione che ti ho proposto un compromesso accettabile, fino a quando non si riuscirà a ridiscutere la regolamentazione riguardo la pirateria e i diritti meccanici
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 08/06/2017 ore 08:29:2
grazie per le info!
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 08/06/2017 ore 17:14:23
Sono andato a vedere il contratto - quello originale è in Inglese dato che l'ufficio è basato in Inghilterra. In generale, è lo stesso che una adesione alla Siae. Insolito è il fatto che Soundreef ha il diritto di usare copyrights anche per produrre copie meccaniche a loro discrezione. In quale maniera intendono usufruire di questo diritto in pratica? Il tutto riguardo le definizioni di questo argomento manca...
Sorprendente!!! Del mai visto!!! La durata della cessione è di soli 3 anni. Nel resto del pianeta è valida ad vitam + 70 anni di pagamento a eredi dopodiché diventa un pezzo Tradizionale di libero uso. Contro Soundreef o del genere: i copyrights si devono assegnare alla Siae dopo 3 anni dall'inizio del contratto in poi - non ci sono opzioni specifiche nel contratto di adesione.
È strano. Dovete fare una inchiesta vostra: da quale ufficio pervengono i pagamenti se aveste aderito in Italia? Diritti sono cmq assegnati a Soundreef e nella loro database inglese ma non per downloads in rete.
Fatevi pervenire un esemplare originale + traduzione del contratto ad un amico che ha un amico lontano che ha un amico avvocato - sarà divertito! Ha a che fare col fatto che l'azienda è privata. Scusatemi, sono estremamente sospettoso.

Ah, quasi mi dimenticavo del timbro Siae. Nessuna casa discografica ne farà a meno.

Covers saranno Siae amenoché copyrights siano già stati assegnati a Soundreef. Per quanto di nuovo riguardo la Siae, solo copyrights nuovissimi possono essere assegnati a Soundreef percui se autori vostri sono già alla Siae, basta non registrare i pezzi del caso ma quelli già assegnati alla Siae non possono essere dimessi.
Il primo accordiano che passa per un locale deve chiedere al gestore se paga tariffe a Soundreef o almeno ne sa della sua esistenza. La percentuale dovuta a Soundreef è per il dal vivo di 30% - questo però solo per autori sul bollettino - non ha a che fare con altri usi, né la vostra paga per un concerto.
Rispondi
di fabrimix1 [user #43172]
commento del 09/06/2017 ore 11:15:4
Io veramente ce l'ho messo in mano ad un avvocato mio amico. Mi ha detto che è tecnicamente ineccepibile. Il diritto di riproduzione meccanica se lo arrogano in quanto Soundreef è nata come società di divulgazione musicale on demand, attività che ancora svolgono: in altre parole, i pezzi che tu carichi su soundreef possono essere pubblicati da loro, ovviamente dietro pagamento delle royalties all'autore. Non vedo il problema.
Inoltre i pezzi già registrati alla Siae POSSONO essere dimessi comunicandolo alla SIAE stessa. Lo hanno già fatto un botto di artisti importanti (vedi Fedez, Albano, Gigi D'Alessio, tanto per fare dei nomi)
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 09/06/2017 ore 14:38:58
OK - la formulazione del contratto a seconda di legge italiana va bene. Grazie avvocato :) È difficile quando si tratta di contratti cortissimi, mancano definizioni. È tutto molto vago...
Rimangono solo le condizioni e non credo che superstars pagano 30% per il live (ad esempio quelli enumerati). Revocare copyrights già assegnati Siae, sembra impossibile - mi sorprenderebbe. Si tratta di trasferire ultraBit, dati Worldwide di un copyright e costringere tutte le altre società in giro per il mondo dovere fare di loro per aggiornarsi da una base primitiva. Se la Siae lo fa, è licenziata.

La Siae esisterà per sempre - una società privata, una Limited, può andare in fallimento!
I diritti accumulati da Soundreef o altri durante l'anno vengono in massa, sei mesi dopo, mandati in Inghilterra nella forma di un Statement (resoconto per royalties). Ci mettono perlomeno 3 mesi a fare un sospirato resoconto con pagamento all'Autore et. al.!
Questa è esattamente la procedura tecnica per tutti - case discografiche, edizioni musicali, produzione... le benedette copyrights. Una band si prende la paga quando suona dal vivo, subito, a termine serata.
Da esaminare è per quale possibile ragione Soundreef ha limitato il suo periodo a 3 anni e senza implicita opzione. Il loro ufficio è da visitare - domande possibili sono sparse in pagina e sarete armati da giornalista investigativo.
Rispondi
di fabrimix1 [user #43172]
commento del 10/06/2017 ore 09:14:05
Cioè, ma sei un dirigente SIAE? Stai dicendo ed insinuando un sacco di cretinate, lo sai?
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 10/06/2017 ore 11:06:10
Ho lavorato da professionista in case discografiche e di edizioni musicali dal 1975 in pianta stabile, anche con successo internazionale, ma da 3 anni in pensione e ora free-lance quando voglio. Ne ho viste! Long story... Un contratto di licenza USA è di circa 90 pagine +allegati specifici.
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