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SRV, un poco sottovalutato?

di melonstone [user #55593] - pubblicato il 13 dicembre 2024 ore 16:35
Si, lo so, sembra una provocazione, perchè Stevie fa parte del gotha dell'immaginario collettivo di tanti chitarristi, io in primis. Eppure oggi ripensavo che quando da giovane andavo a lezione ed ero già abbastanza innamorato del rock/blues, il mio insegnante lo snobbava molto dicendo che era troppo semplicemente pentatonico. Dopo un po' di anni sono andato da un altro insegnante, che tra l'altro ha una rubrica su un importante mensile di chitarra, ed anche lui lo ha snobbato, preferendo farmi studiare ad esempio su Robben Ford.
E' proprio l'essere un po' troppo ripetitivo che lo fa snobbare da certi insegnanti?

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di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/12/2024 ore 18:42:30
Dire che SRV era "troppo semplicemente pentatonico" è parlare da disinformati....ci sono performance di SRV dove sciorina fraseggi ben più complessi, basta aver voglia di cercarli
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/12/2024 ore 20:10:17
Ciao, mi sembrano commenti, quelli dei tuoi insegnanti, che scontano un po' di pregiudizio, probabilmente, come dici tu, al limite anche dello snobismo, dovuto forse al fatto che SRV fosse un autodidatta o comunque non un riferimento per i loro gusti personali.
A prescindere poi dal fatto che, come già è stato osservato, non è vero che ha sempre e solo suonato pentatoniche (hai presente tanto per dirne una Riviera Paradise?), non credo sia da chitarristi inferiori prediligere l'uso di tali scale, visto che sono il fondamento delle solistiche Blues e, di conseguenza, Rock e quindi, se suoni Rock-Blues, difficilmente potrai farne del tutto a meno. Né peraltro le pentatoniche sono limitate a quelle solite cinque note, potendo benissimo essere mischiate ed estese a ben altro, pur in un contesto dal gusto prettamente pentatonico.
In ogni caso, anche solo con l’uso di quelle scale, SRV aveva una capacità espressiva davvero notevole, mai banale e ripetitiva con in più una tecnica veramente fuori dal comune. Insomma non suoni - tanto per citarne una - in un disco di Bowie se non sei uno decisamente di un altro livello; non ti invitano al Montreux Jazz Festival - Jazz festival - dove hai un successo pazzesco (e dove peraltro Bowie si innamorò della chitarra di SRV), se le tue pentatoniche sono loffie come quelle di una sbarbatello qualsiasi.
Avere pregiudizi di qualsiasi genere invece, a mio avviso, è da chitarristi di basso livello (anzi, avere pregiudizi in generale è da persone, in senso lato, di basso livello). Con tutto il rispetto per Robben Ford.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 13/12/2024 ore 22:46:17
veramente la cosa di Montreux è andata così
Nel 1982, Stevie Ray Vaughan & Double Trouble furono fischiati al Montreux Jazz, con il pubblico che non era ricettivo al loro mix di rock e blues. Nel 1985, tornarono e fecero da headliner all'intero festival.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 13/12/2024 ore 22:28:34
Se ti piace il rock blues (com a me) cambia insegnante.
Due emeriti pinco palla hanno il coraggio di sparlare di SRV?
L'uomo che rivitalizzato il blues
A me Robben Ford non piace assolutamente
Per me quello è già troppo jazz.
Anche se SRV usava degli accordi un po' sofisticati non scadeva mai nel jazz.
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 13/12/2024 ore 22:47:12
Riviera Paradise e Little Wing (forse suonata anche meglio del grandissimo Jimi) bastano da sole a zittire tutti. Io ho avuto il piacere di assistere ad un suo concerto, come anche di Robben Ford, grandissimo.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 14/12/2024 ore 09:12:13
Beh direi che sono gusti personali, hai trovato due musicisti (allo stesso tempo insegnanti) a cui non piace SRV. Neanche al mio vecchio insegnante piaceva troppo, era di estrazione prog fusion quindi aveva altri gusti musicali. Ovviamente nessun sano di mente direbbe che SRV non è un grande chitarrista, ma magari il proprio gusto personale ti porta altrove.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 14/12/2024 ore 17:45:56
Ho sentito anch’io fare discorsi del genere, come, per contro, ho sentito dire: SRV sì che è un chitarrista, altro che Robben Ford.
Credo sia solo fuffa, o gusto personale.
Io li metto nell’Olimpo entrambi.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 15/12/2024 ore 09:19:34
A livello armonico SRV è più semplice di Robben Ford, ma per suonare SRV in modo credibile devi avere un gran tocco e una gran dinamica, cioè un’ottima tecnica sullo strumento. Personalmente lo consiglierei proprio per farsi la tecnica, il tocco e la mano, divertendosi anche. Successivamente, se piace, farei studiare anche Robben Ford ma se non hai prima mano giusta, suona male... ciao Fab.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 16/12/2024 ore 09:59:56
1 Cosa hanno fatto di male le pentatoniche?
2 Robben Ford è di una noia mortale
3 Stevie Ray è stato spartiacque e innovatore, su ogni libro del blues viene citato come fondamento del
blues moderno. Robben Ford no.
4 Gli hanno fatto una statua ad Austin (nota bene: ad Austin, Texas)
4 Cambia insegnante o studia da solo
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 19/12/2024 ore 18:38:53
Voglio provare a spiegare meglio. Questi 2 insegnanti cui ho preso lezioni anni fa ovviamente non sono stati così netti in queste affermazioni. E' ovvio che - insegnando - hanno impostato un certo lavoro. Ad un certo punto, mentre prendevo di lezioni di chitarra (giovanissimo) il mio primo insegnante mi ha introdotto al blues ed al rock/blues e quando si è trattato di approfondire mi ha detto la sua, e cioè che per la sua sensibilità, nonostante SRV fosse un grande, era un po' troppo scolastico, al netto di un playing devastante.
Stessa cosa molti anni dopo, con un altro insegnante e ad il livello decisamente superiore.
Adesso, dire che Ford è noioso per me no, io lo adoro e credo che i due non siano sovrapponibili...
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 18/12/2024 ore 00:19:16
Credo che questo genere di discorsi sia una gran perdita di tempo. No, non mi riferisco al tuo post, al tuo quesito e a quello che hai raccontato. Anzi, è una domanda lecitissima.
Mi riferisco ai discorsi general generici del tipo: meglio Ford, no meglio SRV. Tizio è pentatonico, Caio è più jazz...
Il punto è che qui non parliamo di un passante, ma di uno che non solo ha scritto la storia: di più, questi sono arrivati talmente in alto da essere idolatrati, copiati da coloro che hanno scritto la storia. In pratica sono i maestri che hanno generato decine di altri maestri successivi. Metterli in discussione è perdere tempo. Caso mai sarebbe fruttuoso parlare delle loro discografie, identificare dei brani, studiarli insieme e così via. Insomma entrare nel vivo della loro musica.
C'è gente che conosce quattro cose in croce di una serie di artisti eppure la ritrovi a fare discorsi su questo e quello, e chi legge dà erroneamente per scontato che costui sappia quel che sta dicendo.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 18/12/2024 ore 23:14:49
Discorsi da bar, che andrebbero anche bene fatti in un contesto come questo, dove si viene in modo informale, essenzialmente per diletto e solitamente senza pretese, ma se li fa uno che si propone come insegnante, è piuttosto grave e la dice lunga sulla sua apertura mentale e sulla sua comprensione della musicalità (che non c'entra con la teoria).
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