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VDL Il Distorsore con in gain maiuscolo
VDL Il Distorsore con in gain maiuscolo
di [user #16167] - pubblicato il

In VDL i nomi non li danno certo a caso e, a giudicare dalla gamma dei loro prodotti, sono davvero convinti di avere creato qualcosa in grado di porsi al top. Oggi, sotto ai piedi di Quaini quindi non abbiamo messo un distorsore, ma Il Distorsore, che a colpi di gain dovrà sudarsi il nome che porta sulla grafica.
In VDL i nomi non li danno certo a caso e, a giudicare dalla gamma dei loro prodotti, sono davvero convinti di avere creato qualcosa in grado di porsi al top. Oggi, sotto ai piedi di Quaini quindi non abbiamo messo un distorsore, ma Il Distorsore, che a colpi di gain dovrà sudarsi il nome che porta sulla grafica.

La scelta di chiamare un pedale con la sua funzione nella catena effetti di certo non è votata a fugare i dubbi dei clienti su cosa si celi dentro agli scatolotti colorati prodotti da VDL. Pensiamo piuttosto che sia un modo per sottolineare la qualità e la cura che l'azienda tutta italiana ha messo in questo progetto, così come ne Il Fuzz e ne L’Overdrive che abbiamo già testato qui tra le pagine di Accordo.it.

Il Distorsore è giunto già alla seconda versione, chiamata MKII come da tradizione. L’avanzamento del progetto è rimarcato da uno switch posto nella parte posteriore che permette di scegliere tra due timbriche differenti. La prima, quella originale, è più morbida ed educata, la seconda invece è più potente e aggressiva. Il nome che occupa gran parte della grafica rende chiaro che quello che abbiamo tra le mani è un pedale in grado di spingersi a buoni livelli di guadagno, ma la manopola del gain non è certo l’unica a disposizione. Partendo da sinistra troviamo infatti il controllo Post, per gli amici volume. Questo regola il livello del segnale in uscita. Il nome vuole richiamare un controllo più da amplificatore che da stompbox. Questo perché Il Distorsore, presentato come “alfiere della lotta contro le distorsioni zanzara” vuole rifarsi come timbrica a quella degli amplificatori british. Il secondo potenziomentro, Filtro, gestisce semplicemente i toni. Lo fa in accoppiata con il piccolo switch perfettamente integrato nella skin che opera un vigoroso taglio sulle alte. La terza manopola è dedicata al Gain. Regola, appunto, il guadagno senza troppi giri di parole e nomi criptici. L’ultimo knob cela in realtà un selettore a tre posizioni. A ognuna è assegnato un piccolo LED colorato che corrisponde a ognuno dei tre differenti stadi finali di amplificazione disponibili. Simulano quindi, grossomodo, l’uso di una sezione finale differente. Le forme d’onda assegnate ai tre circuiti di cipping sono probabilmente molto più chiare di molte parole. La prima, rappresentata da una quadra, produce una distorsione grossa, operando un appiattimento deciso delle frequenze emesse dallo strumento. Il secondo setting invece tenta di riprodurre il comportamento di un finale con valvole disaccoppiate. Questo significa un maggior numero di armoniche dispari, ovvero una distorsione più ariosa, aperta, sgranata.
L’ultimo scatto invece, a fronte di un suono più morbido, porta un cospicuo aumento di volume.

VDL Il Distorsore con in gain maiuscolo

Come abbiamo detto svariate volte, parlare di suono british vuol dire tutto e niente. Si può sintetizzare il concetto però, assumendo che per sound d’Oltremanica si intende una distorsione ricca di medie, che non impasta le note e in grado di essere veramente presente all’interno di un mix.
Il Distorsre mette in chiaro subito dalle prime note che, pur potendo contare su una sufficiente quantità di saturazione, si rifà alla vecchia scuola, quella che evita l’hi-gain come la peste. Parlare di suono vintage è forse ancora più vago che parlare di british sound, ma confidiamo che il video che troverete in fondo all’articolo chiarifichi il tutto.

Iniziamo la prova con il selettore impostato sulla prima versione, quella meno cattiva. Diamo gas con decisione, ma a gain bassi e con la terza modalità selezionata non otteniamo molto più che un crunch. Un crunch convinto, bello pieno. Un sound increspato ma che lascia chiaramente intuire quello che era il sound clean della Strat in diretta nel Divided di Michele. Aumentando il guadagno si avverte subito l'incremento delle medie che cominciano a spingere con decisione. A questo punto, non soddisfatti della quantità di distorsione, spostiamo il selettore sulla seconda modalità. Il sound, come previsto, diventa più aperto. Lo spettro delle frequenze sembra allargarsi. Si perdono un poco di volume e un filo di basse. Nulla però che Post e Filtro non possano sistemare. Utile la possibilità di attivare il boost sulle basse che ispessisce ulteriormente il suono. Ci piace però la presence generale de Il Distorsore che attivando il piccolo switch un po’ si perde. Sicuramente per chitarre molto trebly risulterà comodissimo, ma non è il caso della John Cruz di Michele. La terza modalità è quella che ci soddisfa di più. Se nelle altre due si percepisce chiaramente una sorta di clean sound nelle retrovie, l’onda quadra ci restituisce una distorsione bella in faccia, potente e cattiva, con la possibilità di diventare ancora più aggressiva passando alla modalità MKII.
Se abbiamo apprezzato meno il bass boost, sicuramente bisogna fare un elogio alla dinamica del VDL. Anche a manetta, si può tornare a trottare su un suono clean semplicemente dando meno energia alla nostra pennata. Per un pedale che vuole fare l’amplificatore (ma non l’americano) è una feature fondamentale. Un valvolare senza dinamica è come una macchina senza ruote. 


Il VDL Il Distorsore può entrare di diritto nell’olimpo dei pedali boutique, con il bollino DOC visto che è un prodotto completamente made in Italy. Ottima qualità, estetica gradevole, come spesso accade però, l’etichetta di bottega è accompagnata da un conto salato. Per portarsi a casa Il Distorsore bisogna sborsare 200 euro. Una cifra certamente in linea con la produzione artigianale, ma che sicuramente frenerà da acquisti a scatola chiusa. In molti però dopo una prova, ne siamo sicuri, resteranno stregati dalla pasta del VDL oggetto della prova di oggi e difficilmente lo lasceranno sullo scaffale del negozio di fiducia.

VDL è distribuito da Spaghetti Guitar Tools.
effetti e processori il distorsore vdl
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sembra simpatico
di uallarone [user #36443]
commento del 25/07/2014 ore 14:58:50
non sembra malaccio.
tuttavia, troppi fraseggi, note, scale e altro: a mio modestissimo parere quando si prova un distorsore bisogna provarlo con accordi pieni, grossi, sbruffoni e rumorosi...non certo con fraseggi hendrixiani (che, per quanto gradevoli hanno un po' stufato). ecco, io l'avrei provato con qualcosa di più "incazzato": nelle poche battute più "rock" s'è capito che il pedale ha buona stoffa e potenzialità..per il resto, sembra più di avere a che fare con un overdrive.
Rispondi
Re: sembra simpatico
di eddvedd1978 [user #14754]
commento del 25/07/2014 ore 15:26:00
A mio avviso, invece, provare un distorsore con accordi grossi e pieni non serve a nulla. D'altronde, in distorsione, le ritmiche si tendono a suonare con accordi piuttosto scarni, contenenti meno note possibili, proprio per evitare un effetto di confusione generale. Trovo invece più azzeccata una prova che evidenzi attacco, definizione, dinamica e sustain nel suonare singole note, cosa che renderebbe più evidenti caratteristiche impossibili da valutare con accordi pieni.
Rispondi
Re: sembra simpatico
di simmo [user #2685]
commento del 25/07/2014 ore 16:11:47
mah.. a me la prova sembra completa... e il fatto che i fraseggi hendrixiani abbiano stufato mi sembra una cosa tua personale... a me ad esempio non hanno stufato per niente.
Rispondi
Re: sembra simpatico
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 25/07/2014 ore 16:48:44
quoto... i fraseggi hendrixiani anche a me non hanno stancato nemmeno un po'.
Rispondi
Re: sembra simpatico
di Tyler Durden [user #10062]
commento del 30/07/2014 ore 11:50:1
La prova mi pare completa ed esaustiva delle potenzialità del pedale (che, tra parentesi, non mi ha fatto impazzire, ma ciò nulla toglie all'efficacia dell'ottimo Quaini). Mi pare che le "situazioni sonore" vengano tutte ben esplorate (come quasi sempre accade nelle prove di Quaini). Altro che eccesso di fraseggi e note!
A me stufano molto di più tutti 'sti "cercatori di peli nell'uovo" su Accordo, che pur di dire qualcosa, si pongono nettamente fuori luogo.

SaluTONES!!!
Rispondi
Voglio precisare che 200 euro ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 25/07/2014 ore 16:51:39
Voglio precisare che 200 euro non è un conto per niente salato. Anzi. Si dovrebbe sapere cosa significa realizzare un prodotto artigianale e quanto costa in termini di soldi, fatica e dedizione. Ci sono fabbriche con macchinari automatici e grandi produzioni in serie che offrono pedali anche a più di 200 euro. Quelli sono conti salati. Non questi.
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di masterdrummer [user #21577]
commento del 25/07/2014 ore 17:33:13
Che marchettona, per quanto possa essere un prodotto ben fatto, sono dell'avviso di considerare al momento 200 euro una bella spesa per un distorsore, considerando che allo stesso prezzo ci compri un bel VHT SPECIAL 6 COMBO , un pedale che costa come un'ampli valvolare di discreta qualità, per me costa troppo.
Poi è sempre la soddisfazione che paga.
ciao
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 25/07/2014 ore 18:25:41
Guarda, per quanto parli contro la chiesa (se mi passi l'espressione), paragonare un VHT cinese ad un prodotto artigianale italiano è come paragonare una Citroen AMI 8 ad una Ferrari Testarossa. Sono due prodotti destinati a due chitarristi completamente diversi. Il VHT cinese, per quanto personalmente per qualche strano motivo mi piaccia, è destinato al chitarrista più o meno giovincello e in qualche modo neofita mentre un prodotto artigianale è progettato sicuramente per un musicista già più navigato, più esperto e sicuramente esigente. Non puoi aspettarti che il VHT cinese sia la stessa cosa di un pedale boutique Italiano. Abbi pazienza eh... Non a caso anche Quaini suona un amplificatore boutique e non un VHT.
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di davo [user #31664]
commento del 28/07/2014 ore 15:59:48
Però le fabbriche con "macchinari automatici e grandi produzioni in serie " costano, sia per il mantenimento che, ancora prima, per l'acquisto, la progettazione e gli addetti.
Questo in generale non giustifica il prezzo di 200 euro per un pedale di serie ma, a mio parere, neanche il fatto che sia artigianale è di per sè una giustificazione a priori.
L'unica differenza reale la fa la componentistica che, in ogni caso, non arriva lontanamente ad incidere su una cifra tale.
Da questo punto di vista, se il prodotto è valido, chi ha voglia e lo ritiene necessario spende una cifra consistente per un prodotto che sia affidabile, suoni bene e risponda alle proprie esigenze; il fatto che sia artigianale o di serie ha poca rilevanza.
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 28/07/2014 ore 16:36:35
beh... essendo aperti di mente devo ammettere che ci possa stare. In poche parole se ti piace ci spendi quanto ti pare :)
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di davo [user #31664]
commento del 28/07/2014 ore 17:00:15
.... E se te lo puoi permettere.
Se sei scarso e hai 24000 euro in strumentazione fai solo ridere.

Naturalmente il discorso cambia anche dal tipo di utilizzo, se professionale o meno.

Tanto poi la differenza non la fa il pedale da 200 euro anche se magari ha più senso nella pedaliera di Eric Johnson piuttosto che nelle mia.
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 28/07/2014 ore 17:45:3
Un suono come si deve che viene da un apparecchio fatto come dio comanda ha sempre senso.
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di euke [user #1325]
commento del 28/07/2014 ore 17:14:26
Se visti in termini di valore dei componenti interni e del tempo impiegato per il solo montaggio, 200€ è sicuramente un prezzo salato.
Se invece ci mettiamo anche l'incidenza della progettazione, allora i conti tornano.
Certo, se per progettazione s'intende l'ennesima variante sul circuito del TS9, beh allora 200€ ritengo che siano solamente una fregatura.
Considerando comunque il fatto che non sempre 200€ suonano meglio di 100€.
Rispondi
Re: Voglio precisare che 200 euro ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 28/07/2014 ore 17:46:09
Questo è il problema di fondo continuando dal mio precedente commento.
Rispondi
Complimentandomi per la versatilità del ...
di herrdoctor [user #18849]
commento del 25/07/2014 ore 20:43:21
Complimentandomi per la versatilità del pedale che permette la scelta di diversi clipping e la buona scelta di avere un boost sui bassi dico che per quanto mi riguarda, ormai trovo molti pedali "quasi identici".
200 euro sono allineati ad altri pedali, indipendentemente che sia artigianale o industriale è il risultato che conta.
Obiettivamente questo pedale però si presenta bene.



Rispondi
31 maggio 2014
di frankestrat [user #1278]
commento del 25/07/2014 ore 23:51:44
Valide tutte le considerazioni ma c'era già un precedente articolo a maggio tra l'altro con un filmato che esaltava meglio la duttilità del pedale. Repetita iuvant o alzheimer sonico??? vai al link
Rispondi
Re: 31 maggio 2014
di pierinotarantino [user #29514]
commento del 27/07/2014 ore 19:26:13
succede....
meglio che non parli....
Rispondi
Re: 31 maggio 2014
di uallarone [user #36443]
commento del 28/07/2014 ore 08:16:10
ecco, prova fatta decisamente con più logica.
ripeto, quaini grande mano e bla bla bla...però basta con questi fraseggi alla hendrix. questo è un distorsore e va provato come un distorsore: accordi pieni, magari drop D e un pizzico di cafonaggine!
Rispondi
Io in verità...
di Tyler Durden [user #10062]
commento del 30/07/2014 ore 11:53:59
Bella macchina a un prezzo discutibile, ma tutto sommato non esoso, ci si fanno buone cose, pare, ma non superiore a mio parere al GCM 800 di Carella Guitare, qui recensito un po' di tempo fa, che mi "accattai" senza la minima ombra di dubbio dopo aver ascoltato la prova del Quaini.
Andatevelo a sentire, lo trovate negli articoli, è veramente un buon distorsore Marshall style.

SaluTONES!!!
Rispondi
ciao a tutti
di francesco72 [user #31226]
commento del 30/07/2014 ore 14:40:28
concordo col primo intervento di uallarone. Non tolgo nulla a Quaini se dico che non ha l'impostazione del metallaro e, piaccia o meno, la distorsione è il cardine del metal e dell'hard rock. Da qualche tempo meditavo di fare io stesso questa segnalazione. Sinceramente per uno che suoni judas priest o black sabbath o metallica o sepultura o slipknot, questa prova non dice nulla. Ripeto, non è questione di capacità del tester (figuriamoci) ma di indole, di approccio allo strumento. Sono un grande fan di pat metheney ma mai e poi mai gli darei in mano una testata high gain da recensire. Relativamente al prezzo, anche a me pare un po' alto. E' certamente uno stompbox versatile, ma oggi il mercato offre molto a prezzi modici. Senza pretese di comparazione, io al momento mi trovo benissimo con un Lt dual di Blackstar che nello stesso chassis offre distorsore ed overdrive e costa circa la metà.
ciao
Rispondi
Re: ciao a tutti
di uallarone [user #36443]
commento del 04/08/2014 ore 08:16:07
ti ringrazio, forse hai espresso meglio il mio concetto.
ci mancherebbe, quaini mi pare "equipaggiato" alla grande..ma per pedali del genere non è tagliato. ci vuole un grosso, grasso cafone...insomma, se io devo considerare l'acquisto di un distorsore, la prima cosa che faccio è accordare in drop-D e buttare giù l'intro di them bones degli alice in chains!
Rispondi
perchè,,,
di adsl36 utente non più registrato
commento del 01/08/2014 ore 12:31:58
,,,non l'avete provato con un bell'humbucker al ponte? con i single più di tanto non si capisce la vera personalità dell'aggeggio...
Rispondi
I nostri test
di alberto biraghi [user #3]
commento del 04/08/2014 ore 10:00:18
Cari tutti, innanzitutto un grazie per la partecipazione costante, le critiche motivate e affettuose come queste fanno solo piacere.

Desidero però precisare una volta di più che i nostri video non hanno l'intento di offrire una panoramica totale delle prestazioni di uno strumento (che sarebbe davvero un obiettivo presuntuoso), ma di stimolare la curiosità, ovvero dare a chi legge uno spunto per capire se quello strumento è adatto alle sue esigenze e modo di suonare, quindi se vale la pena di andare in negozio e provarlo con calma.

Tutto qua. L'approccio del grande Quaio - come quello di tutti i grandi - è personale. Gustatevelo nella sua immensa classe: sono certo che ogni sua performance è più che sufficiente per comprendere se lo strumento in prova vale un approfondimento in negozio o meno. Questo è l'obiettivo dei nostri test, insomma, non pretendiamo di sostituirci alle vostre mani, che sono insostituibili!
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