Gibson ES-165 Herb Ellis: ormai un pezzo di storia
di paoloanessi [user #32554] - pubblicato il 31 agosto 2014 ore 08:00
Una archtop è per sempre, direbbero alcuni. Mettersi accanto una ES-165 Herb Ellis vuol dire contare su uno strumento in grado di offrire anni di felicità, sempre affidabile ma tutt'altro che moderno. Un pezzo di storia del genere ha i suoi lati positivi, ma anche innegabili limiti.
Una archtop è per sempre, direbbero alcuni. Mettersi accanto una ES-165 Herb Ellis vuol dire contare su uno strumento in grado di offrire anni di felicità, sempre affidabile ma tutt'altro che moderno. Un pezzo di storia del genere ha i suoi lati positivi, ma anche innegabili limiti.
Non posso negare il personale coinvolgimento emotivo nello stendere un articolo in cui presento la bellissima Gibson ES-165 Herb Ellis di cui sono il felice possessore. Acquistata oltre quindici anni fa, è stata per tanto il mio primo strumento con centinaia di live di cui tanta gavetta in ristoranti per compleanni e matrimoni. Ne abbiamo viste tante. Non potrei farne un test oggettivo, ma di contro so elencarne pregi e difetti con minuziosa dovizia. Sono venti i tasti su cui faccio scorrere una muta Galli Strings Jazz Flat .012/.052, la tastiera è in palissandro e manico -anzi manicone- vecchio stile, grosso ma preciso e scorrevole. Tre per lato sono ovviamente le meccaniche, Grover dorate e auto lubrificate, un po' lente nell'escursione ma precise nel loro lavoro. Un solo pickup al manico decreta la natura profondamente jazz di questo strumento. Senza orpelli, un tono e un volume chiudono i semplici controlli.
Cominciando con i difetti, fastidiosi feedback subentrano molto facilmente. Bisogna lottare con l'equalizzatore e con la posizione dell'ampli o dei monitor. Ho leggermente risolto il problema tappando le buche a effe con della carta bi-adesiva trasparente, quella per coprire i libri per capirci. Un altro elemento degno di nota, che per la natura dello strumento non ritengo un vero difetto ma una semplice caratteristica, è quella di essere una chitarra piuttosto "lenta". Il manico spesso, abbinato a corde di grosso calibro e a un'action generosa al punto di poter ottenere il massimo del volume, il tutto facendo scorrere le dita su una testiera di vecchia scuola, non ne fanno certo una macchina da corsa. Paragonarla a una archtop moderna sarebbe come mettere a confronto la Stratocaster del '56 del signor Biraghi con la Giannina Ibanez da purista dello shred del buon Rojatti: è semplicemente impensabile sotto la maggior parte dei punti di vista. La ES-165 devi impugnarla come le corna del toro per ottenere suoni forti e sopratutto fermi. Ho paragonato il suono di questa chitarra a un pianoforte ben accordato: esattamente come un piano, la Herb Ellis ha un suono deciso, grosso e sempre presente, preciso nella totalità delle note che può emettere e, nello stesso tempo, accarezzandola sa regalare meravigliose sfumature e sfiziosi colori, che in realtà sempre dalle proprie mani escono. In fondo, se devi affrontare un lungo viaggio a bordo di una maestosa Bentley, cerchi la morbidezza e il confort al di là della velocità di punta che una Mustang saprebbe regalare, a discapito però di un viaggio tutt'altro che comodo.
In ultimo, l'uscita del pickup è impressionante. L'humbucker Gibson 490R sviluppa molti bassi, che tendono a saturare con facilità. Si può solo intervenire scaricando il gain, ma come controindicazione la dimensione sonora generale dello strumento si rimpicciolirà di un poco. Inoltre è necessario un po' di tempo per equalizzare dignitosamente questo strumento, indipendentemente dall'ampli che si sta usando. In questa prova ho utilizzato il Laney A1, dove ho scaricato i bassi di circa 2 dB, mentre il resto è Flat, senza controllo di feedback e con l'aggiunta di un riverbero dalla Zoom G3.
Ora dovrei parlare dei pregi, ma rischierei un elenco lungo tanto quanto tutti i brani che ci ho suonato. Semplicemente non mi stancherei mai di suonarla quando la imbraccio. A volte mi capita di sognarla di notte e, quando mi sveglio, ci passo di fianco e le strizzo un occhio perché non è rimasta nel sogno!