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JHS presenta le leggende più rare del Fuzz
JHS presenta le leggende più rare del Fuzz
di [user #116] - pubblicato il

La gamma Legends Of Fuzz raccoglie quattro circuiti storici per l’evoluzione del fuzz e a lungo introvabili, oggi a disposizione di tutti con JHS.
Sporchi, indomabili, con un carattere diverso per ogni chitarra, amplificatore e chitarrista che vi si affianca. I fuzz sono i distorsori più antichi nella memoria dei chitarristi elettrici e hanno attraversato le epoche forti di una schiera di sostenitori irriducibili. Josh Scott di JHS Pedals è tra questi, ha dimostrato in più occasioni un debole per la categoria e intende ora mettere a segno il punto determinante con una collezione di quattro modelli ispirati ad altrettanti fuzz storici, rari all’inverosimile e capostipiti per una miriade di pedali a venire.

Gli stompbox della collezione Legends Of Fuzz di JHS hanno tutti un pannello inclinato verso il musicista, manopole e jack sul dorso come impongono gli standard d’epoca. A questi si aggiungono dei pulsanti per modalità aggiuntive sul fianco sinistro.

JHS presenta le leggende più rare del Fuzz

Il modello Crimson riprende il Red Army Overdrive di Mike Matthews, creatore di Electro Harmonix. Il pedale è una revisione del primo Big Muff mai creato. I controlli comprendono Volume, Tone e Distort. Sul fianco, lo switch Mode richiama una timbrica inedita maggiormente improntata sui medi.

Bender replica del Sola Sound Tone Bender Mk III che il creatore di JHS Pedals indica come “Onomatopoeia” per la grafica fumettistica presente al centro del grosso chassis nudo.
La saturazione, a base di transistor al silicio, è regolata mediante controlli di Tone, Volume e Attack. Lo switch Mode accede a una sonorità inedita messa a punto da JHS con cui ottenere più presenza nel mix.

Supreme riporta in vita l’Univox Super-Fuzz. Per lui, solo due controlli per Volume e Expand, rispettivamente il livello d’uscita e l’intensità della saturazione.
Il pulsante Mode qui enfatizza l’ottava superiore e inspessisce la gamma media, generando più volume al contempo.
È presente inoltre un pulsante Tone con cui attenuare i medi, rendendo gli acuti più graffianti e i bassi più rombanti.

Smiley è infine un tributo al classico Dallas-Arbiter Fuzz Face. Volume e Fuzz sono i controlli a bordo, col bottone Mode per introdurre più distorsione e un effetto di gate estremo.

Nel video, Josh Scott racconta i suoi pedali e la storia dietro i modelli storici a cui sono ispirati.



In Italia, la collezione Legends Of Fuzz sarà disponibile con la distribuzione di Gold Music.
bender crimson effetti e processori jhs pedals smiley supreme
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Crimson sul sito JHS Pedals
Bender sul sito JHS Pedals
Supreme sul sito JHS Pedals
Smiley sul sito JHS Pedals
Sito del distributore Gold Music
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di Merkava [user #12559]
commento del 18/05/2020 ore 08:05:50
Questa e' pornografia allo stato puro! Di tutti questi pedali a me e' piaciuto il London (Tone Bender) ed il Fuzz Face. Interessante senza dubbio anche il Muff, ma sempre restando in casa JHS a questo punto il Muffoletta mi sembra piu' versatile...Ho apprezzato la demo di Josh, un pochino meno quella di Rabea Massaad.
A breve vedro' le altre, poi svaligero' una banca o vendero' organi al dettaglio per acquistarli...
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 18/05/2020 ore 11:07:26
Josh nel video dice che la serie prevede una decina di pedali... questi sono solo i primi quattro...
Svaligia almeno un paio di banche! ^_^
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 18/05/2020 ore 08:49:05
Suonano benissimo, ma qui si paga tanto l'estetica ed il marketing.
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 18/05/2020 ore 10:26:14
in effetti io mi chiedo al giorno d'oggi quale sia il costo effettivo di questi pedali come componenti e progettazione...
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 18/05/2020 ore 14:27:16
È un discorso trito e ritrito, si può estendere per l'abbigliamento di brand super fashion, sulle automobili, sui Mac, sui prezzi di alcuni ristoranti con chef superstar ecc....ecc...
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 18/05/2020 ore 14:33:27
Abbigliamento e automobili si comprano apposta per essere esibiti, nel caso di un pedalino dovrebbe essere importante solo il suono, poi si sa, l'essere umano è quello che è
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 18/05/2020 ore 14:46:50
.....nel caso di un pedalino dovrebbe essere importante solo il suono.....
Quando i pedalini non erano diventati una sorta di business modaiolo come lo sono oggi forse si, la tendenza a comprare quello che suona il proprio idolo oppurel'ultimo delay uscito senza nemmeno averne il bisogno c'è.
Quante volte a fine concerto i chitarristi corrono a vedere le pedaliere di di chi si è esibito .....
Quante migliaia e migliaia di discussioni ci sono nei forum sugli effetti.....
E poi anche l'abbigliamento uno dovrebbe comprarlo per coprirsi prima di tutto, certo gli deve piacere, ma non è che tutti pensano, lo compro per esibirlo, stessa cosa per le macchine.
La speculazione sul brand c'è in tutti i campi, c'è poco da fare....
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 18/05/2020 ore 19:40:08
Oddio, i paragoni che citi non sono proprio calzanti: vero che in ogni cosa paghiamo il marchio (ma anche eprchè di suo ha un costo in termini di pubblicità, immagine, penetrazione del mercato), qui però parliamo di accrocchi identici (almeno l'intenzione è quella) a progetti degli anni '60; se compri una 500 ora non è la stessa di 60 anni fa. Stesso discorso per l'abbigliamento: un conto è il pastrano che usava mio nonno, altra cosa la giacca in tessuto impermeabile, ma altamente traspirante, leggerissima ed antivento che puoi comprare oggi, lì c'è stata un'evoluzione e giustamente la si paga; produrre oggi questi pedali costa 1/10 di 60 anni fa e di studio e ricerca quando hai pagato uno stagista che ravani mezz'ora su internet a cercare gli schemi sei a posto, a parte che Scott li conoscerà a memoria.
Ciao
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 18/05/2020 ore 19:55:32
----- lì c'è stata un'evoluzione e giustamente la si paga-----
Dove sui vestiti cioè i tessuti, le cuciture ecc....sei proprio sicuro che è stata un evoluzione a livello di qualità ?

-----vero che in ogni cosa paghiamo il marchio---
Ma il mio discorso è solo li fondamentalmente, il Brand lo paghi in ogni settore, che poi sia meglio o peggio è un altro discorso.

Io comunque non sono di quelli che spende quelle cifre per un pedale non mi fraintendere, ho detto solo una cosa ovvia, JHS è un brand tra i più rispettati ed acclamati e questo lo paghi.

Come paghi 80 Euro una t-shirt di Versace fatta in Taiwan e per me si attacca al c...o

Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 19/05/2020 ore 08:58:11
Ciao, ho capito il tuo discorso, mi limito a far notare che siccome il prezzo di un articolo è dato anche dalla voce "ricerca e sviluppo", qui essa vale zero, mentre su altri articoli c'è o c'è stata ed è ancora da ammortizzare, per cui un paragone diretto è poco sostenibile.
Comprendo il tuo riferimento alle firme, ma io non ne faccio una questione di marchio che, come ho scritto, si paga sempre e, a volte giustamente; non puoi negare che la lana viene filata da secoli e sulla tosatura delle pecore non c'è un copyright, per il gore-tex (ad esempio) si e va a ripagare anni di studio e sperimentazione, oltre che la proprietà intellettuale.
Ciao
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 18/05/2020 ore 14:50:45
E comunque io 300 Euro per un pedale singolo non li ho mai spesi e non lo farò mai credo
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 18/05/2020 ore 17:19:06
179 dollari non sono poi tanti, se venissero cambiati in euro (150 ad oggi?) ma temo che non li troverò in negozio a quel prezzo. Ciò che sul sito sta a 199$ per magia del distributore italiano diventa 265 euro.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 18/05/2020 ore 17:32:53
Hai ragione, ho scritto 300 Euro ma non è cosi, lo avevo letto qualche giorno fa da qualche parte, o forse ho letto male.
Pardon.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 19/05/2020 ore 10:48:5
Come sempre, d'altronde, è normale.
Tra l'altro costa quanto un TS808, che sta in giro da più di 40 anni e subisce la concorrenza di decine di copie, anche molto economiche. Ma se riescono a venderlo a quel prezzo perché non dovrebbero farlo? Prezzi e costi seguono strade differenti, c'è poco da fare.
Che poi, se uno cerca proprio QUEL suono e QUELL'estetica, 150$ non mi sembrano neanche tanti.
Trovo ottima, comunque, l'idea di lasciare i comandi originali e aggiungere di lato un semplice tasto per modificare la timbrica e poter bucare il mix: non ci si perde tra mille regolazioni, regoli il tuo suono e, al limite, spingi un tasto per farti sentire meglio.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 18/05/2020 ore 17:14:24
su tutti vale una considerazione: potrebbero suonare molto bene o molto male a seconda dell'accoppiata chitarra-ampli. Puoi mettere tutti i transistor al germanio che vuoi, ma il fuzz se non vuole stare con i tuoi strumenti, non ci sta. Anche giudicare le demo in questo caso è quasi impossibile, come ho imparato a mie spese..
Il meno utile del gruppo è il fuzz face, con tutte le reissue ufficiali, che costano quasi sempre meno e sono più belline anche da vedere.
Il fuzz che non riscopre mai nessuno è il vero primo fuzz di EHX, quello che fanno ancora e si chiama Muff, senza Big. nella versione "double muff" è una bomba e non ne parla mai nessuno. Probabilmente costa troppo poco.
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 18/05/2020 ore 22:59:24
Non lo conosco, dove posso trovare informazioni? Io sto pensando di prendere il Ram o forse il Muffoletta....
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 19/05/2020 ore 10:18:06
Muff Fuzz: vai al link
Double Muff: vai al link

Costano pochissimo e valgono senz'altro una prova (tra l'altro, bucano il mix senza problemi).
Rispondi
di TV_Eye [user #8844]
commento del 21/05/2020 ore 18:58:40
Io ne sono un fan hardcore, ho sia il Double Muff nella versione vecchia col case in lamierino (e scatola di legno) che il più recente Nano Muff e sono un divertimento da suonare.
Quest'ultimo lo uso correntemente per pompare in ingresso un fuzz della Giannini (marchio brasiliano -!- ma lo stesso pedale mi sa che esce anche come Belcat e forse qualche altro) da quattro soldi ma che suona benissimo, se vi capita sottomano (e vi piace un suono croccante tanto volume e poco gain - clip a led) provatelo
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 21/05/2020 ore 19:36:36
Anch'io avevo il Double Muff in lamiera, poi stupidamente l'ho venduto. Era pure un bell'oggetto, come tutti i vecchi pedaloni EHX.
Mi sono ricomprato il nuovo (che, a memoria, suona uguale) e non lo mollo più: ogni tanto mi stufo di quel suono spernacchiante, ma quando "mi va" è una goduria da suonare come pochi.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 20/05/2020 ore 16:23:11
Io mi sono fatto fare una modifica per poter usare un secondo footswitch per attivare il secondo gain sul double muff. Ci avevo scritto un articolo qui su Accordo: vai al link
Per me è uno dei pedali più sottovalutati di sempre.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 18/05/2020 ore 19:44:10
Sul suono non mi esprimo un po' perchè la demo non lo permette un po' perchè, come scrive red raven, parliamo di un effetto dall'alta variabilità. L'involucro, invece, se pur simpatico per l'operazione nostalgia, lo trovo assai poco interessante: oltremodo grande, di forma irregolare e già che in ed out stanno sopra almeno potevano evitare i pulsanti sul fianco così gli si poteva accostare un altro effetto, invece no: la scatola richiede proprio tanto spazio.
Immagino siano prodotti per amatori, danarosi.
Ciao
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 18/05/2020 ore 20:15:00
Che nooooia sta storia dei prezzi ogni volta.
Ragazzi perché non ve lo costruite voi da soli allora??
Jesse Davey costruisce il vintage Fuzz. Costa 395 dollari o qualcosa del genere.. lui stesso, ad una critica fatta da un tale, rispose che per quel progetto, cioè per ottenere esattamente QUEL suono, compra degli nkt275 e degli ac128 vintage, che costano un botto l'uno. Di quella quantità almeno il 70% ha dei valori che non vanno bene per il pedale. Senza contare un produttore boutique che magari testa singolarmente 100 transistor in una giornata o forse più per fare UN pedale.
Quanto dovrebbe farlo costare il pedale per riuscire almeno a mettere un pasto in tavola..??
"non li spenderò mai... roba da ricchi..." nessuno vi obbliga a comprarli, se siete capaci di fare voi questo lavoro!!!!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 18/05/2020 ore 22:29:42
Sante parole, questi sono i Fuzz, la loro semplicità è solo apparenza, è vero sono 9 componenti o giù di lì, ma il tempo per selezionarli ed "accordarli" tra loro ha un costo rilevante nella costruzione.
Quasi per curiosità ho preso anni fa una replica di un '69 (uno dei migliori fuzz commerciali) fatto da un italiano che per 100euro lo fa che suona meglio dell'originale, beh c'è differenza e non poca...
Rispondi
di redcapacci [user #33920]
commento del 18/05/2020 ore 23:33:02
meno componenti ci sono in un circuito e più incidono sul suono finale, per costruirsi un fuzz face ci vogliono undici componenti, ed è tutto tranne che difficile.
Costruirne uno che suona come vuoi è tutto un'altra storia, Se uno compra un pedale apprezza il marchio, la storia che si porta dietro, la ricerca, finanzia quello ma anche i pedali futuri che creeranno.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 19/05/2020 ore 10:55:25
"Ragazzi perché non ve lo costruite voi da soli allora??"

Esatto! La mia pedaliera è composta da alcuni pedali fatti da me perché molto semplici (Overdrive, Fuzz, boost) ed altri originali perché molto complessi o particolarmente economici (delay programmabile, Whammy, noise gate, IR loader)
Te la ribalto, se non siete capaci di fare due stagnature, continuate a farvelo mettere in quel posto da chi vi spaccia i pedali esoterici.
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 19/05/2020 ore 11:09:28
Ma quindi, in soldoni... secondo te il Vintage Fuzz o il Duellist di King Tone, quanto dovrebbe costare?
Per capire su che ordine di grandezza ragioni, trattandosi di pedali semplici
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 19/05/2020 ore 11:20:01
Per un normalissimo fuzz fatto in serie, un prezzo corretto è quello del Satisfaction: sui 50 euro, per un prodotto semiartigianale posso capire se arriva a 70 (per lo stesso pedale autocostruito stai sotto i 30).

Il duellist è un pedale doppio (in realtà di doppio non c'è tutto il circuito), metti 100 euro.

Il vintage fuzz secondo me non dovrebbe esistere perché non ha senso andare a cercare transistor NOS, ma sarebbe meglio progettare pedali ben suonanti sulla base di componenti moderne ed affidabili, ma visto che in quel caso non compri un pedale ma un sogno, può costare anche 10.000 euro.
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 19/05/2020 ore 11:36:36
Se riesci a costruire un fuzz che suoni UGUALE al vintage fuzz, o uno UGUALE al duellist, te li compro. E te li pago 20 euro in più di quello che hai preventivato. Io li ho entrambi e potrei fare un accurato confronto.
Non sto scherzando!!!!! Li compro davvero SE sono uguali.
Però non devono avere le scritte col pennarello sul box.. quelli sono incisi a laser, non so quanto può costare ma non penso sia gratis..
Non dico che devono essere incisi a laser ma con adesivi e pennarelli non vale
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 21/05/2020 ore 11:08:46
L'ho scritto sopra ho comperato per curiosità un clone del Fulltone '69 da un noto clonatore italiano molto pubblicizzato, che a 100Euro fissi ti fa qualsiasi pedale. Bene pedale arrivato e confrontato con il '69 originale, non è fatto male non suona male, tant'è che sostituito per un periodo il T-Fuzz in pedaliera, però non è il '69 e non suona uguale.
Quindi il diy va bene se ti soddisfa, io pur riuscendo a fare due stagnature, un Fuzz non mi cimenterei mai a farlo perchè le competenze necessarie sono ben altre che servono.
Citi il Satisfaction che a sua volta dovrebbe ricreare il suono del FZ-1, con i 30 Euro che dici non comperi manco i transistor... già trovare una coppia di NKT "accordati" è dura, a 15Euro/cad. prendi le copie economiche (tra quelli che suonano bene), ma trovare dei Motorola 2n2614 per il Maestro Fuzz Tone la vedo ancor più dura.
Poi oh uno può accontentarsi di saldare quei 11/12 componenti, compresi i 3 transistor di dubbia provenienza accoppiati a caso ed avere una motosega al posto di un Fuzz, i gusti son gusti ;)
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 19/05/2020 ore 11:41:13
Secondo me non centri il punto: viva l'autocostruzione, d'accordo, ma se uno non vuole o non ha tempo per farlo trova un sacco di pedali già pronti da acquistare, a tutti i livello di prezzo.
Perchè chi decide di pagare 150$ per un fuzz particolare, anche esteticamente, dovrebbe essere più fesso di chi spende 30€ per un fuzz cinese? In base a cosa definisci "oggettivamente giusto" un certo prezzo?
A me, per esempio, non interessano questi suoni ora, ma se trovassi un distorsore come dico io, con QUELL'estetica, che trovo bellissima, lo pagherei tranquillamente 150€, anche se so che potrei trovarne uno simile più economico. Ma se voglio proprio QUELLO e IO decido che il prezzo è giusto, PER ME, dove sta il problema?
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 21/05/2020 ore 11:12:12
il fesso è chi ne spende 30 pensando che suoni come una da 150... quanti tra quelli che criticano hanno mai provato un Vox Tone Bender del 1967 fatto in Italia? tanto per citarne uno tra quelli facili da trovare?
Immagino pochi, anzi secondo me nessuno tra quelli che osannano le cinesate e criticano solo in base al prezzo.
Che tristezza.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 21/05/2020 ore 14:06:31
Esatto, è pieno di fessi che credono di essere furbi.
Poi anche un Double Muff da due lire ha il suo perché, e se come fuzz ti basta quello ok, ma il mondo è un po' più vario, per fortuna.
Tra Tavernello e Sassicaia c'è di tutto, come prezzi e qualità, ma non mi si può dire che il benchmark deve essere il Tavernello!
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 19/05/2020 ore 10:59:47
Condivido tutto.
Tra l'altro, lo stesso Josh Scott qualche tempo fa ha prodotto in serie limitata alcuni fuzz con circuiti del '66, a prezzi molto più alti di questa nuova serie, e nel video di presentazione suggeriva delle alternative economiche (di altre marche!) per chi ritenesse che i prezzi fossero eccessivi: più chiaro e onesto di così! :-)
vai al link
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 19/05/2020 ore 15:49:18
Qui abbiamo un problema: a parole tutti bravi, poi, però, al supermercato vanno a ruba l'olio d'oliva da 4,99 (a produrre in Italia un olio di olive italiane, normale si spendono almeno 6 euro), il vino da 2,49 (una litro di vino decente non costa meno di 3 euro alla produzione); la risposta all'avvocato è: "100 euro per una letterina?" ed al meccanico: "ma come 50 euro, ha solo aperto il cofano e cambiato una lampadina".
Insomma, tutti paldini del prossimo quando ci fa comodo, ma quando si tratta di pagare, la prospettiva cambia parecchio. Io sono contento che tutti abbiate così chiaro il valore del lavoro in JHS (e simili), ma ci sarà pure anche qualcuno che compra Mooer, Mosky, Joyo o Boss, Ehx, Mxr? Diversamente correbbe dire che questi marchi tirano avanti solo con i proventi delle vendite al sottoscritto e mi parrebbe assai strano.
Ciao
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 19/05/2020 ore 16:04:45
Ognuno spende quanto vuole. In base alle sue risorse, e in base a quanto gli serve o desidera il prodotto che compra...
Io francamente sono un appassionato, (a volte) posso permettermi degli oggetti un po' più costosi della norma, e quei soldi li spendo perché né io né qualcuno che conosco è in grado di costruirli uguali.
A volte non è necessario spendere tanto per avere oggetti belli (ho appena comprato una Yamaha revstar e nonostante il basso prezzo ne sono piacevolmente sorpreso), a volte sì. Ho comprato il vintage Fuzz perché era l'unico, tra altri 50 provati, che mi piacesse.
Ciò non significa che chi compra boss mooer, ecc sia stupido anzi....
Se li compra per 'il vorrei ma non posso', mi dispiace e spero che in futuro possa permettersi di togliersi tutti gli sfizi che vuole. Se li compra perché gli piacciono meglio ancora, le sue orecchie e il portafogli vanno in pieno accordo...
Ma sul fatto che il lavoro si paghi... per me non si discute. Io faccio l'ingegnere e l'architetto, ho studiato tanti anni per farlo.
Per mettere una firma mi faccio pagare? Allora che significa, che la firma dovrebbe valere il solo inchiostro della penna, cioè niente? E i decenni di studio e le mie conoscenze nel campo non valgono nulla?
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 18/05/2020 ore 23:21:38
Basta con questa storia dei pedali che costano troppo. Volete pagare solo il costo dei componenti? Bene, compratevi i singoli componenti e autocostruitevi i pedali che volete, Ma se volete comprare da un’azienda, sappiate che ogni oggetto non può essere venduto sotto un certo prezzo perchè ogni azienda ha i seguenti costi:
1) Costo dei componenti elettronici, del case, dei potenziometri,
2) Costo del rischio di dover fronteggiare un’eventuale sostituzione o riparazione in regime di garanzia, determinata dalla normativa CE sui prodotti elettrici ed elettronici,
3) Costo lordo del personale (per realizzare un pedale quanto personale viene impiegato? quanto dura il tempo di realizzazione di un pedale? e quanto è la paga lorda oraria del personale? un esempio per semplificare: per realizzare un pedale, occorrono due persone che ci lavorino per 2 ore complessive, il personale è pagato 15 euro lordi l’ora, pertanto il costo della manodopera per un pedale è 30 euro lordi.
4) Costo dei macchinari, degli attrezzi e degli strumenti di misurazione e taratura delle apparecchiature elettroniche, ognuno di questi strumenti di lavoro ha avuto un costo il cui ammortamento viene poi ridotto a elemento di costo (per esempio: tutti i macchinari gli attrezzi e gli strumenti di misurazione sono costati 50.000 €, se con questi strumenti realizzo 5.000 pedali, allora il costo di ammortamengo che incide sui pedali sarà di 10 euro.
5) Costo del management, costo del reparto contabilità, costo di ricerca e sviluppo per la realizzazione delle circuitazioni, costo del commercialista per le registrazioni contabili e la redazione dei bilanci, costi assicurativi, costi delle certificazioni necessarie per poter vendere prodotti con marchio CE, costi energetici, costi vari ed eventuali.
6) Margine d’impresa, ogni azienda deve avere un proprio giusto margine d’impresa,
7) Costo delle tasse sul margine d’impresa,
8) 22% di iva.
9) Costi di marketing e pubblicità per informare il mondo che è stato realizzato un pedale e per far comprendere che quel pedale è così speciale da dover essere acquistato a tutti i costi.
Pertanto, quando fate il ragionamento stupido sul costo dei componenti, sappiate che non comprate dei componenti, ma comprate un prodotto di un’azienda, che su ogni prodotto deve sostenere una serie di costi fissi e variabili, e che deve garantire un prodotto industriale, in cui ogni pezzo è identico ad un altro, sia per aspetto che per caratteristiche che per performance, oltre, ovviamente la piena conformità CE sugli AEE immessi in Europa e oltre alle condizioni di garanzia standard sugli AEE (2 anni per acquisti ivati, un anno per acquisti non ivati). Usate il cervello. Per esempio JHS pedals ha un fatturato di circa 7,3 milioni di dollari l’anno e circa 36 impiegati, oltre a stabilimenti e uffici (con relativi costi), secondo voi come li coprono tutti questi costi. Comoratevi i componenti e fatevelo a mano il pedale.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 19/05/2020 ore 10:56:52
vedi mia risposta a Dinamite Bleah
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 19/05/2020 ore 15:54:2
Tutto bello e tutto giusto, ma rimane l'obiezione che ho scritto sopra.
Mi permetto solo di precisare che l'IVA è al 22% solo in Italia, a Dubai ad esempio è il 5% e l'hanno introdotta due anni fa. Inoltre l'IVA non è un costo per le imprese.
Ciao
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 19/05/2020 ore 18:31:4
** Inoltre l'IVA non è un costo per le imprese **

No, anzi, a volte è una fonte di guadagno
;-D
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 19/05/2020 ore 18:51:13
Non capisco il tuo intervento: l'IVA non è un guadagno perchè sarebbe una trattenuta indebita e, per lo stesso motivo, non è un costo: tanto hai incassato di IVA, esattamente tanto versi, poi che qualcuno pensi di finanziarsi con l'iva è un errore clamoroso. Altro conto è che sia un costo per il cliente finale.
Ciao
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 19/05/2020 ore 18:58:43
Era una battuta, ci ho messo pure la faccina, magari non t'ha fatto ridere, ma rilassati ogni tanto, dai!!!
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 20/05/2020 ore 12:25:41
Io sono rilassatissimo, ma ne ho un po' piene le tasche di chi si lamenta dell'iva e delle tasse (non sei tu, per carità) poi deve allo Stato quasi 50 milioni che rstituirà in comode rate o dichiara 1/4 di quanto veramente guadagna, per cui mi piacerebbe che le cose non fossero fraintese.
Ciao
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 20/05/2020 ore 14:40:2
"La bellezza è nell'occhio di chi guarda", dice il poeta.
E il fraintendimento nella mente di chi legge.

(Tradotto: non è che se non hai capito tu, devi dare per scontato che non capisca nessun'altro. Anzi...)
Bye
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 19/05/2020 ore 20:09:39
Il ragionamento non ha senso, perchè se è vero che l’iva non è un costo per il produttore, è comunque una voce di costo di cui il produttore deve tenere conto perchè va a gravare su chi acquista il bene, pertanto impatta in modo significativo sul valore del bene. Il fatto che a Dubai si paghi il 5%. per noi non vuol dire nulla, siamo in Italia e ci ritroviamo il prezzo con l’Iva italiana.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 20/05/2020 ore 12:21:54
Parto dalla fine: l'IVA italiana conta per chi produce o vende in Italia, non per JHS che produce e vende dagli USA. La famigerata "importazione parallela" si basava proprio su questo trucco per far si che i beni costassero meno.
Quanto al fatto che sia un costo o meno riprendevo le tue parole: hai indicato l'IVA tra i costi tu, al n.8 del tuo post precedente, ma vedo che poi mi dai ragione: non è un costo.
Infine c'è un po' di confusione tra costo, prezzo e valore: il valore di un bene non è nessuno dei primi due: può coincidere con uno dei due, ma non è dato dal solo costo o dal prezzo.
Ciao
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